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IL PUNTO di MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 1036 del 6 marzo 2026

di MARCO ZACCHERA 

 

Per scrivermi o contattarmi:  marco.zacchera@libero.it

Numeri arretrati sul mio sito www.marcozacchera.it

 

Ai lettori: attenzione. Molti provider (google, yahoo, libero ecc.) stanno cambiando le regole per l’invio di newsletter come questa (di fatto boicottandole, salvo pagamenti eccessivi di abbonamento) ed è quindi possibile che il vostro indirizzo “sparisca”.

Se non mi riceveste più contattatemi per segnalarlo e comunque potrete leggere IL PUNTO sul mio sito www.marcozacchera.it già la sera del venerdì. Mi spiace, stiamo cercando di intervenire ma non è facile.

 

IL BUIO DELLA NOTTE

Ricordo la notte in cui fu abbattuto il muro di Berlino: ero felice, convinto che per il mondo sarebbe iniziata un’era di pace o almeno di maggiore serenità.

Ero contento “perché avevamo avuto ragione noi” e cadeva finalmente un sistema dittatoriale comunista che aveva imprigionato una buona parte del mondo per decenni. Nessuno poteva pensare a questo successivo trentennio che sui è dimostrato una escalation di guerre e di terrore.

Vennero la Serbia, il Kossovo, l’Iraq e l’11 di settembre, il Libano, l’Afghanistan, l’Ucraina, Gaza e cento altri conflitti: non c’è più stato un giorno di pace.

Nella sintesi di questo diario tragico dell’umanità c’è soprattutto il progressivo azzerarsi di ogni autorità morale e concreta dell’ONU, l’evidente mancanza di un arbitro terzo, autorevole e capace di fermare i conflitti a livello globale.

Così ogni dittatore, autocrate o più banalmente “uomo forte” è diventato libero di dare il peggio di sé, nell’impunità conclamata dettata dalla legge del più forte che azzera ogni diritto dei popoli, un concetto che purtroppo passa in questi mesi troppo spesso dalle parti della Casa Bianca dove ogni scelta è diventata spesso incomprensibile, contraddittoria, forse umorale e temo solitaria. Gli alleati e i consiglieri non contano più, spesso sono tenuti all’oscuro o devono far finta di esserlo e comunque devono adeguarsi senza aver voce in capitolo anche perché probabilmente sarebbero in ogni caso tranquillamente ignorati.

Sia chiaro che ll vertice del potere iraniano era (e resta) il peggiore possibile in termini di libertà e tolleranza, ma il metodo utilizzato per cercare di distruggerlo è inaccettabile, soprattutto visto erano in corso negoziati.

Su questa assurda contraddizione svetta poi Israele, un paese che negli ultimi tre anni ha perso i propri carismi di piccola ma potente ed orgogliosa democrazia circondata dalla violenza, perché a sua volta ha progressivamente assunto posizioni intollerabili a livello di convivenza umana, di evidente incapacità e volontà di dialogo, in una progressiva sopraffazione dei popoli vicini che non può più essere giustificata dalle necessità di difesa.

Così ogni logica di buonsenso, tolleranza e necessità di convivenza sparisce, si umilia, viene derisa: è intollerabile, doloroso, antitetico ai principi che formalmente ciascuno afferma di voler difendere.

Ci si chiede allora nella propria coscienza cosa possa fare ciascuno di noi e chi si dice cristiano non può che vivere ancor più profondamente questo disagio perché troppe volte la violenza viene giustificata in nome della fede verso un Dio monoteista che in fondo dovrebbe essere di tutti.

Penso soprattutto alla sterminata platea degli indifesi, alle gigantesche risorse bruciate solo per uccidere e distruggere anziché per risolvere i problemi del mondo, alla incapacità che da sempre l’umanità dimostra nell’auto-regolamentarsi nonostante tutti i suoi progressi scientifici e tecnologici nonostante che la storia abbia dimostrato infinite volte come la guerra sia sempre un cattivo affare (quasi) per tutti.

Oltre agli odi che si moltiplicano, all’emergenza umanitaria che cresce, ai drammi collettivi che si calano poi nella disperazione delle singole vite spezzate di chi si ritrova in mezzo senza averne alcuna colpa o responsabilità. Sembra non esserci una via d’uscita, un compromesso onorevole.  Siamo nella notte oscura, la via si è smarrita, preghiamo che non si uccida anche la speranza.

…………..

Tra mille commenti del perché l’attacco all’Iran sia arrivato proprio ora ho un dubbio: non è che Israele abbia in mano prove inoppugnabili che incastrano Trump per l’affare Epstein ? Un dubbio che mi è venuto ben sapendo che il Mossad è tra i servizi segreti più brillanti del mondo…

 

PROTESTE

A Torino nessuno aveva protestato a gennaio contro gli eccidi degli ayatollah nelle strade di Teheran mentre ora invece scendono in piazza a protestare “Contro l’aggressione sionista” ANPI, CGIL, PD, Arci, Acli, Donna vita e Libertà, Alleanza Verdi e Sinistra, collettivo pro Palestina, Torino per Gaza, Scuola per la pace, Volere la Luna, Sinistra anticapitalista, Uniobe, Sindacati di base ecc.

A proposito di antisemitismo la senatrice Segre prenda atto che si distinguono nel mazzo anche ANPI, PD e CGIL ... magari non se lo dimentichi.

 

REFERENDUM: PER IL SI BISOGNA DARSI DA FARE

Tutti i sondaggi lo confermano: per vincere il SI deve mobilitarsi di più visto che la sinistra e tutti i media collegati riescono a monopolizzare il messaggio comunicativo e i fatti iraniani hanno distolto l’attenzione degli elettori dal voto del 22-23 marzo.

STIAMO AL CONCRETO, EVITIAMO GLI SLOGAN O LE ACCUSE RECIPROCHE DI "LESA DEMOCRAZIA" e pur non essendo un giurista, alcun spunti che sottolineo a chi ha dei dubbi

1) E’ un SI al parlamento perché con il referendum si conferma una legge già approvata PER QUATTRO VOLTE CONSEGUTIVE dopo lunghe discussioni, in doppia lettura: se ogni volta che si propone una riforma in Italia la si boccia non ci si può poi lamentare che non cambia mai niente.

2) E’ un SI ad una legge costituzionale che il presidente Mattarella ha promulgato senza rinvio alle Camere e che quindi non contiene evidentemente principi contrari allo spirito delle norme costituzionali, ma solo ad alcune necessarie correzioni.

3) Molti magistrati sono per il SI (come l’ex presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera, che addirittura è stato anche un deputato PD), ma non lo dicono perché verrebbero schiacciati dai colleghi politicizzati.

4) Pochi media lo ammettono, ma oltre ai Radicali e ad “Azione” di Calenda molti esponenti del PD e della sinistra voteranno comunque per il SI da Enzo Bianco a Marco Minniti, da Cesare Salvi a Umberto Ranieri, da Nicola Latorre a Chicco Testa: persone che hanno capito che non si deve votare “pro” o “contro” la Meloni ma andare nel merito delle cose

5) Nessuno vuole condizionare i magistrati o assoggettarli alla politica (come peraltro è successo fino ad oggi e non lo si può negare) e con il SI saranno più responsabilizzati.

I numeri fotografano la realtà, non le chiacchiere. Nel 2024 ci sono state 1587 segnalazioni per casi in cui i magistrati non avrebbero fatto il loro dovere (8.710 nell’ultimo quinquennio). Ebbene, il 96% dei ricorsi è stato ritenuto inammissibile o infondato e quindi le pratiche archiviate. Da chi? Dagli stessi Magistrati, quelli della Procura generale della Cassazione. Perché? Non si sa: neppure chi ha presentato un esposto ha la possibilità di sapere le motivazioni delle archiviazioni o della loro inammissibilità né può quindi controbattere o ricorrere, alla faccia della trasparenza e della democrazia. Andiamo avanti: quel misero 4% dei casi “superstiti” arriva al CSM, quel Consiglio Superiore della Magistratura che la riforma vuole appunto cambiare e i sostenitori del NO vogliono mantenere tale e quale. Su oltre 5.000 esposti dell’ultimo triennio il CSM ha emesso solo 199 sentenze e di queste solo 82 sono state di condanna (su 5.000 esposti!!), 94 di assoluzione (quasi masi appellate, anche se ad accusare era proprio la stessa Procura della Cassazione!) e 23 sentenze di non doversi procedere.  Ma delle 82 condanne nel triennio quasi nessuna ha avuto un effetto concreto: per esempio dal 2018 al 2024 sugli 8.710 procedimenti iniziati solo 9 (NOVE !!!) magistrati sono stati sanzionati, in media UNO all’anno!!

6) Il SI blocca la corruzione delle “correnti” che sono il cancro della magistratura: oggi per far carriera devi essere politicamente schierato e questo non è giusto: con il SI ci sarà un pò meno politica dalla magistratura e non viceversa!.

7) La Magistratura ha avuto decenni per riformarsi ma NON HA MAI VOLUTO FARLO dimostrando di essere una “casta” autoreferenziale. La riforma rompe questo meccanismo è giusta e va approvata

 

GAS & PETROLIO

L’Europa è nel caos per i costi energetici anche perché aveva brillantemente rotto gli accordi con la Russia. “La libertà non ha prezzo” ci dicevano e invece ce l’ha, eccome. Per il futuro di quattro province del Donbass si uccide l’economia di un continente anche perché - chiudendo ufficialmente i rubinetti dalla Russia - adesso siamo ricattati dall’Iran che blocca lo stretto di Ormuz. Intanto Putin ora ha un’occasione d’oro per proporsi nelle vesti di salvatore dei mercati internazionali e lo dice chiaramente: “lasciateci vendere i nostri idrocarburi per tamponare un’impennata dei prezzi globali, così eviterete che i vostri elettori in Occidente siano colpiti dall’inflazione” e propone contratti a lungo termine di gas naturale liquefatto russo per costruire una base di forniture diversificata.

Per carità: “vade retro, Satana!” Però cosi siamo obbligati a comprare Il gas liquefatto americano che costa significativamente di più di quello russo, soprattutto quando si considerano i prezzi effettivi pagati in Europa: 415,3 dollari per 1000 metri cubi contro i 273 pagabili ai russi (prezzi ante guerra) per la gioia della speculazione (e di Trump). Con la chiusura ufficiale dei gasdotti con la Russia e comunque fatti saltare per aria da “manine” ucraine nel Mar Baltico, l’Europa – lo ripeto sempre – non è capace neppure di stabilire un prezzo medio europeo: dimostrazione di impotenza ma anche di imprevidenza, mancanza di strategia e demagogia a volontà. Soprattutto perché secondo gli analisti, sottobanco si continua a comprare gas russo più o meno di contrabbando (fonte: centro studi Bruegel di Bruxelles) in quantità pari a 5 volte gli acquisti dal Qatar a dimostrare per l’ennesima volta di come sia la speculazione a comandare sulla politica e a fissare i prezzi mondiali con l’Europa nuda, silenziosa, assente, impotente. Speriamo che l’UE e soprattutto il governo italiano scelgano una strategia intelligente e non restino solo a guardare anche se non ammetteranno mai i propri errori strategici sul conflitto ucraino, che andava chiuso subito – qualcuno si ricorda ancora delle trattative fallite ad Istanbul nel marzo 2022? – e non lasciato incancrenire per quattro anni. E ora c’è il prezzo da pagare per la nuova guerra in Iran, iniziata senza neppure la cortesia di un avviso: imbarazzante.

E MI AUGURO INTERVENTI SERI E VELOCI DEL GOVERNO PER CALMIERARE I PREZZI: GLI AUMENTI DEI CARBURANTI DI QUESTE ORE NON SONO LOGICI, MA SOLO SPECULATIVI

 

L’EMERGENZA NEGATA

Questa sera, venerdì 6 marzo ore 21 a VERBANIA INTRA, c/o salone SOMS di Via De Bonis presenterò insieme a Beppe Lauria e Luigi Songa del movimento “Indipendenza” il libro di Gianni Alemanno “L’ EMERGENZA NEGATA: IL COLLASSO DELLE CARCERI ITALIANE”. Un libro scritto da un “detenuto eccellente” imprigionato per motivi assurdi da 14 mesi e che sottolinea una situazione carceraria italiana che è oltre il limite del collasso nell’indifferenza dei più. Grazie a chi vorrà partecipare.  Maggiori info scrivendo a  luigi.songa@gmail.com

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI !                                        Marco Zacchera

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IL PUNTO VIRTUALE

Ho chiesto all’intelligenza artificiale: “Scrivimi un articolo per IL PUNTO sul referendum alla luce e con lo stile di quanto ho scritto in argomento nei numeri precedenti”. Nessuna altra indicazione, nessun altro suggerimento: in 5 secondi mi è arrivato questo articolo

 

Giustizia: il SÌ come atto di coraggio politico

Sul referendum della giustizia non sono più possibili ambiguità. Qui non è in gioco una riforma tecnica, ma una scelta di campo: o si sta dalla parte dei cittadini o dalla parte di un sistema che si è chiuso su sè stesso. Votare SÌ significa dire con chiarezza che la giustizia italiana, così com’è, non funziona. Non funziona nei tempi, non funziona nella percezione di imparzialità, non funziona nel rapporto tra potere giudiziario e responsabilità. Negarlo è un atto di convenienza politica, non di onestà intellettuale. Per anni si è sostenuto che qualunque intervento fosse un “attacco alla magistratura”. È una narrazione falsa e strumentale. Il vero attacco alla magistratura è lasciarla prigioniera delle sue correnti, delle sue carriere opache, della mancanza di controlli reali. Un potere senza contrappesi non è indipendente: è autoreferenziale. Il SÌ è una scelta politica forte perché rompe questo tabù. Dice che la separazione delle funzioni, la responsabilità dei magistrati, la fine delle degenerazioni correntizie non sono concessioni, ma doveri in uno Stato di diritto. Dice che la giustizia deve servire il Paese, non governarlo. Chi invita all’astensione o al NO difende un equilibrio che ha prodotto ingiustizie, processi infiniti, carriere decise nei corridoi e non nei tribunali. È la difesa di un potere che non accetta di essere valutato, come ogni altro potere democratico. Votare SÌ è un atto di rottura, ma anche di ricostruzione. È scegliere una giustizia più credibile, più sobria, più giusta davvero. È affermare che la legalità non si tutela con l’immunità, ma con regole chiare e uguali per tutti. Su questo referendum non esistono mezze misure. Il SÌ è la scelta di chi non ha paura di riformare. Il SÌ è la scelta di chi crede nello Stato, non nei suoi privilegi.

E’ un testo che sembra perfetto, ma allora chi me lo fa fare di qualche volta perdere le notti per scrivere  “IL PUNTO” ? Sono un po' preoccupato…   

CHI SONO....

Quando mi capita di raccontare…
Scopro che è difficile sintetizzare la mia vita perché mi rendo conto di aver avuto la fortuna di vivere moltissime esperienze..... (continua)
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Archivio STORICO de IL PUNTO di MARCO ZACCHERA
Il NUOVO LIBRO di MARCO ZACCHERA.....


E’ uscito un mio nuovo libro  “ GENTE DI LAGO: storie e racconti  del Lago Maggiore”
In 164 pagine - tutte a colori - ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche, quasi tutte inedite. Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.
Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali che con quest’opera hanno voluto riprendere il successo di “NELLE RETI DEL TEMPO”, una raccolta di foto e testi storici uscita oltre 10 anni fa ed oggi introvabile.
GENTE DI LAGO è in vendita al pubblico a 18 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano con dedica! - al prezzo ridotto di 16 euro (spese di spedizione comprese) o di 15 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.
Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.
Un bel regalo, per esempio, in vista del prossimo Natale…
 
Marco Zacchera
PUBBLICAZIONE di MARCO ZACCHERA.....


 
L’INTEGRAZIONE (IM)POSSIBILE ?
 
Cosa non ci dicono su Islam, Africa ed Immigrazione
 
 
(dall’introduzione..)
 
 
…Mentre in Italia sull’uso improprio della parola “razzista” si montano settimane di polemiche (come per il caso recente del governatore lombardo Attilio Fontana) pochi sanno che in Sudafrica si sta discutendo un emendamento costituzionale con il quale – se approvato – si potranno espropriare i terreni ai bianchi senza indennizzo, ma anche a vantaggio dei cinesi che in Sudafrica per legge sono equiparati ai neri.
 
Un razzismo alla rovescia – ma concreto - di cui non parla nessuno, un esempio di quante poche informazioni si hanno in questo campo
 
Scrivendo queste note (e con il contributo di PAOLA PALMA) ho cercato infatti di trasmettere – piacciano o meno – informazioni corrette, numeri certi, fatti documentati e poche opinioni.
 
Credo di conoscere bene la materia: ho passato tanti mesi della mia vita in Kenya e in Burundi, Uganda, Ruanda, Mozambico, Madagascar e in tanti altri paesi africani lavorando nel volontariato e toccando con mano tante situazioni disperate.  
 
Nell’aprile del 1994 – ero appena stato eletto deputato – per circostanze davvero fortunate non ci ho lasciato la pelle durante una rivoluzione in Burundi.
 
Di immigrazione e integralismo islamico scrivevo già trent’anni fa quando nessuno ci pensava, ma stando in Africa si capiva chiaramente cosa sarebbe successo e puntualmente i disastri si sono verificati. Vi avviso subito che senza sterzate decise andrà sempre peggio.
 
Intendiamoci, credo sia preciso dovere di tutti aiutare il prossimo: è un obbligo morale, cristiano e sociale, ma bisogna farlo con intelligenza, organizzazione, capacità e programmazione altrimenti non solo si finisce in un disastro, ma attecchisce anche la mala pianta della corruzione e dello sfruttamento alimentando rinnovato odio e razzismo.
 
Scopriamo insieme allora i numeri e i costi del fenomeno, la discriminazione nei fatti verso  tanti italiani, le ipocrisie che ci stanno dietro, le ambiguità vaticane, cosa stia effettivamente succedendo in Sudafrica oppure quali divisioni stiano spaccando la Nigeria, ma anche quali rischi concreti porti la mafia nigeriana.
 
Denunciamo finalmente il vorace neo-colonialismo cinese che viene taciuto e sottovalutato, la schiavitù nei paesi arabi e il moltiplicarsi dei musulmani in Europa con il rifiuto da parte di molti di loro ad accettare e condividere i principi costituzionali europei, così come è vergognoso il silenzio europeo sull’Eritrea e soprattutto sui disastri combinati nel mondo da troppe multinazionali senza scrupoli.
 
Se ne parla poco di tutti questi fattori, ma sono quelli che creano le cause che portano poi i poveracci a sbarcare disperati sulle nostre coste o a morire in mezzo al mare.
 
Ecco quindi che nel libro si lanciano proposte concrete e si propongono tutta una serie di dati statistici sconosciuti (perché spesso volutamente nascosti), così come un interessante sondaggio  sull’umore degli italiani con dati, numeri, fatti, circostanze inoppugnabili.  
 
 
Una informazione corretta e soprattutto documentata – anche se magari scomoda, anticonformista, sicuramente poco “buonista”– è però necessaria per portarci a riflettere, un po’ come il medico che ha il dovere di dire la verità al proprio paziente e non raccontargli balle.
 
Una realtà che potrà essere a volte impietosa e crudele, ma che va conosciuta da chi è malato (come lo è la nostra società italiana ed europea) per almeno tentare le cure necessarie alla sua sopravvivenza…
 
 

                                                                                      Marco Zacchera
CHI SONO.....
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Quando mi capita di raccontare…



Scopro che è difficile sintetizzare la mia vita perché mi rendo conto di aver avuto la fortuna di vivere moltissime esperienze.
Sono nato a Verbania, sul Lago Maggiore, in una famiglia che da secoli ha le sue radici all’Isola dei Pescatori che è quindi da sempre la mia prima piccola patria.

Sono stato educato in una famiglia profondamente cattolica, ma da sempre molto aperta al mondo e quindi già da bambino ho sentito  forte il senso della responsabilità.
Da ragazzo sono stato per molti anni uno scout e per stile di vita ho sempre percepito così una attenzione particolare alla natura, all’impegno sociale, al mio prossimo.
Mi sono laureato alla Bocconi in economia aziendale, ma ho lavorato già da giovanissimo negli alberghi di famiglia e poi svolto attività diversissime tra loro ma appassionanti anche perché non mi piace mai stare con le mani in mano.
Dal giornalista al pescatore professionista, dall’assicuratore a gestire alberghi ed aziende visto che sono poi diventato dottore commercialista e revisore dei conti.
Ho sempre amato lo sport (sono stato per tanti anni arbitro di calcio e ancora adesso appena posso vado a pescare sul mio lago o in giro per il mondo) ho compiuto centinaia di immersioni subacquee e poi paracadutismo, parapendio, rafting e rally automobilistici fino al settembre del 2005 quando  mi sono rotto la schiena andando fuori strada durante un rally in Valdossola.
C'è  stata  poi la politica, la mia grande passione. Ho cominciato da ragazzino nella "Giovane Italia" e nel "Fronte della Gioventù" e poi nel MSI-DN, in Alleanza Nazionale e infine nel PDL, almeno finchè è esistito.
Ricordo sempre con orgoglio che nella mia vita mi sono candidato 20 volte nelle più diverse elezioni e che sono stato eletto venti volte su venti: non so quanti altri possano dire altrettanto.
Nella mia famiglia si discuteva tanto di politica anche perché siamo cinque fratelli con cinque idee diverse (estrema sinistra compresa), con mio padre che invece era sempre stato democristiano. Sono cresciuto così nella cultura del dibattito e del confronto, in casa come a scuola, e già da ragazzo guidavo assemblee studentesche in aperta e continua dialettica contro  il “movimento studentesco” di estrema sinistra, anche se la maggioranza taceva e poi – spesso – mi appoggiava nelle assemblee.
Non ho mai partecipato ad episodi di violenza, anche se più di una volta ho sicuramente rischiato anche fisicamente per le mie idee.
Eravamo giovani! Anni 80 Consiglio Comunale VERBANIA
Eravamo giovani! Anni 80 Consiglio Comunale VERBANIA

Quando dopo qualche anno di università la Patria si è ricordata di me - allora la naja era obbligatoria – anziché mandarmi tra i paracadutisti - come speravo-  mi ha spedito a Pontebba (Udine), a fare l’artigliere da montagna con il mulo al seguito. Pazienza, da allora ho portato la penna sul cappello (e sono con piacere socio dell’ANA) anziché il basco amaranto.
Quasi alla fine del servizio militare (ed era la prima volta che andavo a votare) mi sono candidato al consiglio comunale della mia città, mi hanno subito eletto e di lì ho cominciato la carriera, cresciuta – è il caso di dire – dalla gavetta: dal comune alla provincia, al consiglio regionale del Piemonte nel 1990. In quegli anni essere di Destra significava lavorare seriamente ma essere emarginati, ritrovandosi spesso da soli in un ruolo di dura quanto difficile opposizione, ma è proprio in quel periodo che ho maturato esperienza e rafforzato le mie scelte per costruire una politica che - allora come oggi - intendevo e intendo trasparente, impegnata e concreta. Amavo ed amo stare in mezzo alle persone, discutere con loro, vivere i loro problemi.
Nel ’94 la mia prima candidatura al Parlamento sostenuta e vinta con l'aiuto di oltre 110.000 piemontesi che mi hanno voluto a Montecitorio, unico eletto di Alleanza Nazionale in tutta la circoscrizione del Piemonte 2. La mia circoscrizione elettorale era composta da ben 7 province ma non ho mai mancato ad un appuntamento, ad un incontro.
Subito dopo l’elezione alla Camera Gianfranco Fini mi ha chiamato ad impegnarmi come dirigente nazionale di partito e sono stato così l’ultimo responsabile del dipartimento Organizzazione del MSI-DN prima della fondazione di Alleanza Nazionale e vi ricordate forse il famoso congresso a Fiuggi – quando è stata fondata AN - che ho organizzato proprio io come segretario generale del congresso.

Mi hanno poi rieletto alla Camera nel 1996 e nel 2001 nel collegio uninominale di Verbania-Domodossola, dove AN e la allora "Casa delle Libertà" hanno quasi sempre conquistato la più alta percentuale regionale. Sono stati gli anni più belli perchè con l'elezione diretta a deputato ero in rapporto diretto con i miei elettori che cercavo quindi di rappresentare bene ogni giorno.
Il mio collegio elettorale era terra di montagna e di laghi, ma non c'è un paese, una frazione e forse anche solo un gruppo di case dove io non sia passato, magari organizzando anche un incontro, un dibattito, una conferenza stando vicino ai problemi della "mia" gente soprattutto quando vi erano momenti di maggiore difficoltà. Organizzavo i miei "Rapporto agli elettori" nelle piazze o nelle palestre, nei saloni dei ristoranti o in quelli parrocchiali e cercavo sempre soprattutto di spiegare con parole semplici cosa succedeva a Roma e perché tante cose non si riuscivano a risolvere, così come per anni ed anni alla TV locale ogni settimana la mia rubrica "Onorevole, permette?" era aperta a tutti.
In quegli anni ho diretto l dipartimento Enti Locali di AN e, dal 2002, sono stato - fino alla fine della storia di Alleanza Nazionale - il responsabile del dipartimento Esteri in contatto (anche perché facevo parte della Commissione Esteri) non solo con moltissime figure politiche mondiali ma  soprattutto con gli italiani che vivono nel mondo.
Dal 2001 fino al 2012 sono stato componente e anche presidente per cinque anni della delegazione Italiana alla UEO (Unione Europea Occidentale) che si occupava di difesa e sicurezza europea e sono stato membro del Consiglio d’Europa a Strasburgo.
Nel 2005 mi sono nuovamente laureato, questa volta in "Storia delle Civiltà" e sempre a pieni voti con una tesi sui rapporti nel campo della sicurezza tra Unione Europea ed USA dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Nel 2006 e nel 2008 sono stato rieletto deputato per un totale di cinque legislature e 18 anni passati a Montecitorio.
Leggendo qualcuno penserà ad esagerazioni ed invece no: lavorando seriamente si può fare tutto questo senza molti problemi (senza autista o auto blu!) e sono sempre rimasto stupito come nelle statistiche risultassi uno dei deputati più attivi per interventi o iniziative parlamentari perché davvero non mi sembrava di esagerare, ma solo – appunto – di impegnarmi seriamente visto d'altronde lo stipendio che ci davano e che imponeva impegno e responsabilità.

A parte questi incarichi - e anche se ho ormai terminato questa lunga esperienza - continuo davvero a mettercela tutta soprattutto cercando di stare sempre vicino ai problemi della gente.
Ogni giorno ne scopro di nuovi, dalle piccole questioni personali ai grandi problema della nostra Italia e credo sia un punto d’onore impegnarsi concretamente e con onestà per cercare di risolverne qualcuno toccando con mano preconcetti, sprechi e ingiustizie, qualsiasi sia il ruolo che possiamo ricoprire nella società. Oggi posso solo farlo con la penna, e così pubblico articoli su molte testate giornalistiche.
Da quasi 20 anni  ogni settimana edito "IL PUNTO", un foglio via mail di notizie ed informazioni che mi permettono di spaziare sul mondo e sostenere le mie opinioni a diretto contatto con migliaia di lettori.  (chi lo volesse ricevere mi contatti su marco.zacchera@libero.it)
Bisogna a volte saper prendere posizioni scomode o controcorrente, spesso non comprese e contro le quali vi è a volte preconcetto, ma ne vale sempre la pena perché alla fine gli Ideali veri non sono una utopia, ma devono davvero essere traccia e obiettivo di vita.
Per questo  mi sento un cristiano semplice, che cerca di essere coerente e che crede che il Vangelo ci possa insegnare molto nella vita di ogni giorno, concretamente e ricordando soprattutto quella parabola dei "talenti" che nella vita vanno poi restituiti, almeno raddoppiati, prima della fine del viaggio.


Come ho scritto in uno dei miei libri, "STAFFETTE", che ho dedicato ai giovani di oggi (e che vi invito a leggere perché racconta un po’ tutto di me e della politica di questi anni) non ho mai amato l’apparato del potere, i lussi inutili, gli sprechi di quel mondo falso e senza onore che sta da tempo distruggendo l’anima della gente e la natura intorno a noi.  Concetti che riprendo anche in "INVERNA", un nuovo titolo uscito nell’autunno 2012.
Nella mia vita ho avuto la fortuna di viaggiare (per ora) in 139 paesi del mondo ma una svolta importante nella mia vita è venuta nel 1980 quando ho iniziato a lavorare in Africa sul Lago Turkana, in un villaggio di poveri pescatori insegnando loro a pescare. Da allora mi sono reso conto che i problemi non sono mai solo personali, ma anche di tutta l’umanità e che dobbiamo essere comunque grati e contenti verso il "Grande Capo" per tutto quello che abbiamo e che troppe volte diamo per scontato.
Per dare una risposta concreta ho così fondato i VERBANIA CENTER che operano dal Kenya al Mozambico, dal Burundi al Sud America e che oggi sono organizzati in un "Fondo" all'interno della Fondazione Comunitaria del VCO. In oltre 40 anni abbiamo realizzato più di 100 iniziative di sviluppo sociale ed investito oltre 700.000 euro.

Dal Darfur all’Afghanistan, dal Burundi a Timor Est, dal Corno d’Africa al conflitto Mediorientale ho anche visto e vissuto direttamente anche i drammi di tante guerre dimenticate,così come la realtà di tantissimi italiani all’estero che meriterebbero ben più attenzione e rispetto e che invece troppe volte in patria non sono assolutamente considerati.
Credo che si debba essere sempre delle persone semplici: il titolo di onorevole o quello di commendatore non mi sono mai piaciuti, non per niente i miei genitori mi hanno chiamato Marco, il che suona molto meglio e se non mi conoscete di persona ed avrete occasione di contattarmi per favore chiamatemi così.
Qualcuno dice che sono stato un deputato e un politico anomalo... non so, io so soltanto che di dentro mi sento davvero sempre il ragazzo di una volta, quello che parlava al megafono tra le urla (o peggio) nelle assemblee studentesche oppure che prendeva la parola solo contro tutti in consiglio comunale e vorrei ancora essere capace di cambiare sul serio, in meglio, questa Italia che amo e la nostra società dove ci sono ancora tante, troppe ingiustizie.
Anno dopo anno, però, ho scoperto che non sono le ideologie a fare le differenze, ma la qualità delle persone e ne ho trovate di valide e corrette in ogni formazione politica.

Anche per questi motivi e poiché volevo personalmente mettermi in gioco  nel giugno 2009 mi sono candidato a sindaco della mia città dove da 32 anni ero consigliere di opposizione e  mi hanno eletto con oltre il 54% dei voti al primo turno, primo sindaco di centro-destra a Verbania dopo 64 anni di sindaci e giunte sempre di sinistra o di centro-sinistra.
E' stata una grande avventura, un onore ed un orgoglio e nel 2012 - anche se avrei potuto rinviare questa scelta - ho anche volontariamente lasciato Montecitorio per svolgere questo incarico a tempo pieno. Per quattro anni ho dato tutto me stesso per la mia città, senza orari né limiti, cercando (gratis) di aiutare e di ascoltare sempre tutti con il massimo impegno possibile. Certo non ho mai fatto discriminazioni di alcun tipo e mi spiace che a volte qualche avversario (ma soprattutto qualche collega di centro-destra) non abbia capito che amministrare una città significa andare ben al di sopra delle opinioni politiche.
Nel 2013 ho scelto di dimettermi da sindaco perchè la mia maggioranza (come il centro-destra a livello nazionale) si era divisa, ma soprattutto sono stato spinto a farlo – e ne ho poi avuto conferma dalle indagini giudiziarie – perché alcune persone a me vicine avevano tramato contro di me diffondendo maldicenze e assurdità: una pagina brutta, una grande sofferenza e delusione che mi ha ferito profondamente.
La “Giustizia” degli uomini mi ha dato completamente  ragione ma mi è rimasto il peso di essere stato costretto a lasciare un incarico al quale tenevo, dove ci mettevo il cuore senza risparmiarmi. Ci tenevo perché mi avevano eletto quei miei concittadini che, a larga maggioranza, mi conoscevano di persona e avevano avuto fiducia in me , passano gli anni ma e' una ferita che non si e' rimarginata.
Ho così concluso la mia carriera elettiva ma ho continuato nei miei impegni perché ci sono infinite cose da fare.
Intanto sono tornato a pescare appena posso sul mio lago e quando vedo le albe ed i tramonti - che spesso sul Lago Maggiore sono fantastici - mi considero sempre davvero un privilegiato, anche e soprattutto perché  ho la fortuna di poter vivere quei momenti.  Quando calo le reti in mezzo al lago mi ritrovo a fare gesti antichi come quelli dei miei nonni e dei miei avi e allora mi sento libero e felice nel profondo. A queste cose ho dedicato  “ NELLE RETI DEL TEMPO” e poi diverse edizioni di “GENTE DI LAGO” libri di storia per ricordare come si viveva sul Lago Maggiore nei secoli scorsi, mentre “LA MOSCHERUOLA” .racconta com’era l’Italia della mia giovinezza.
In un altro libro “L’INTEGRAZIONE (IM)POSSIBILE? -  Cosa non ci dicono su Islam, Africa ed immigrazione”, scritto a quattro mani con Paola Palma, abbiamo cercato di raccontare le tante esperienze in Africa con un serio approccio alle tematiche dell’immigrazione verso l’Europa, un fenomeno importante e che non può essere banalizzato.
Ad oggi non ho più incarichi pubblici se non quello di “Commissario italiano alla pesca per le acque internazionali Italo-Svizzere”  titolo altisonante quanto volontario con il quale e – come già faceva mio nonno quasi 90 anni fa – mi occupo di difendere e tutelare la pesca e l’ambiente dei nostri laghi.
Sono stato anche  nominato, ma  qui torneremmo  in campo professionale, presidente del Collegio sindacale di Finpiemonte, la finanziaria della nostra regione e in altri Enti e società.

Ma questi sono tutti  dettagli, l’importante è non cambiare mai nel profondo mantenendo fede agli impegni di  partenza cercando di aiutare gli altri per  restituire qualche “talento in piu” di quelli che il Grande Capo mi ha affidato alla partenza. Speriamo di riuscirci sempre, lo auguro anche a tutti voi.

In amicizia un saluto, Marco Zacchera...
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