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IL PUNTO di MARCO ZACCHERA


IL PUNTO

n. 774 del   10  luglio   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

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Sommario: PRESENTAZIONE DEL LIBRO SU DONNA RACHELE – SRAGIONAMENTI DA VIRUS –  ANTIRAZZISMO VIP -  COME FREGARE IL FISCO ITALIANO

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Organizzato dall’Associazione Culturale “CULTURA E TRADIZIONE” , questa sera VENERDI’ 10 LUGLIO ALLE ORE 21,00 presso una sala dell’ Albergo  BELVEDERE di VERBANIA PALLANZA (sul lungolago, davanti all’imbarcadero) verrà presentato il volume “ Donna Rachele, mia nonna” dall’autrice Edda Negri Mussolini. Dopo l’introduzione di Alberto Cerni, seguirà un dibattito in cui sarò il moderatore.

I lettori de “IL PUNTO” sono cordialmente invitati e – dato il contingentamento dei posti in sala – grazie a chi mi preannuncerà la sua presenza.

 

COVID: SRAGIONAMENTI DA VIRUS

Come italiani siamo degli specialisti ad auto-rovinarci e il Coronavirus non ha fatto e non fa eccezioni. Con troppi media alla perenne ricerca degli scoop e furibonde polemiche tra medici pochi considerano il danno che quotidianamente questa incertezza crea al nostro paese, dal turismo all’economia.

Cominciamo con il ricordare che OGNI GIORNO in Italia muoiono statisticamente circa 1800 persone  (647.000 nel 2019) delle quali 53.000 l’anno scorso per problemi respiratori (quindi molti di più di tutti i morti di Covid). In questi giorni comunque  SOLO CIRCA L’UNO PER CENTO DELLE CAUSE DI MORTE è imputabile al Covid 19 e di solito quando si muore “positivi”, è una concausa in pazienti già compromessi. Ergo: di fatto l’epidemia non c’è più.

 “Sparare” quotidianamente titoli su titoli ci fa male, così come traumatizzare l’opinione pubblica con titoli sull’ “L’aumento dell’indice di contagio”.

Ragioniamo: quando nei mesi scorsi in un giorno c’erano migliaia di nuovi contagiati “l’indice 1” significava che ogni malato ne contagiava un altro, ovvero altre migliaia di persone al giorno. SE ORA I CONTAGIATI SONO SOLO UN CENTINAIO Al giorno  (solo pochi dei quali tra l’altro ospedalizzati)  “l’indice uno” significa poche decine di nuovi contagi, di solito isolabili in singoli focolai. Di fatto la malattia è diventata comunque curabile su persone mediamente sane al momento del contagio.

E’ovvio che servono precauzioni e prudenza, ma oggi la vera emergenza non è più sanitaria ma economica con il 40% delle imprese a rischio di chiusura,  il  PIL italiano  in picchiare e  un deficit pubblico salito a oltre il 160%.

Gli “scienziati” (?) che campano sulla drammaticità delle news non rischiano nulla,  ma stanno danneggiando milioni di concittadini e davvero rischiamo tutti il disastro al di là delle chiacchiere, dei rinvii e degli  “effetti annuncio”  del governo.

NON STUPITEVI SE NELLO SCORSO MESE DI GIUGNO IL CALO TURISTICO ESTERO VERSO L’ITALIA E’ STATO DEL 93,2% : pensate a come sia considerata oggi l’immagine dell’Italia all’estero…E  adesso, chi paga?

Molte altre nazioni sono state e sono in condizioni sanitarie peggiori delle nostre eppure hanno minimizzato certe notizie-effetto e economicamente se la cavano molto meglio di noi.

Poi l’autodistruzione continua con le follie delle scelte politiche.

In questi giorni si è parlato di bloccare gli arrivi dal Bangladesh perché su un solo volo della Quatar  si sono scoperti decine di “positivi”. MA CI RENDIAMO CONTO CHE ERANO STATI  RIAPERTI  GLI INGRESSI  DAL BANGLADESH MENTRE RESTANO CHIUSI QUELLI CON GLI USA ?

Il problema è che pochi sanno cosa sia effettivamente successo in quella nazione  come in tanti altri paesi asiatici (Cina compresa) e quindi le “statistiche” tranquillizzanti di quei paesi non sono minimamente rappresentative della realtà.

Eppure per i media vale di più il concetto “USA = contagiati = Trump cattivo ed irresponsabile” (oltre al Brasile, per via di Bolsonaro) che è il mantra quotidiano dei TG, ma qui siamo nel campo della demagogia politica, non della scienza.

 

INTANTO INSISTO:  QUANDO ARRIVERANNO  I RENDICONTO  DELLE DONAZIONI  FATTE ALLA PROTEZIONE  CIVILE DA TANTI ITALIANI PER IL COVID?  SONO SOLDI SPARITI NEL NULLA…

 

ANTIRAZZISMO AL CONTRARIO

Siamo al sublime con i corridori automobilistici di Formula 1 - strapagati - che si inginocchiano in segno di “omaggio antirazzista” a ricordare le ingiustizie verso i  neri da parte dei bianchi. Forse sarebbe stato più utile che devolvessero anche una parte dei loro pingui guadagni ai poveracci di colore, ma su questo aspetto si sorvola. L’idea però dilaga, dopo la Boldrini in parlamento presto l’inginocchiatura si farà anche nel calcio (si unirò anche Balotelli, o resterà a bordo della sua fuoriserie?) e in spiaggia, al ritmo di “Chi-non-si-inginocchia-razzista-è-è-è…” perché la demagogia del politicamente corretto impera. Si inchina forse qualcuno per i cittadini di Hong Kong schiacciati dai cinesi? O per mille altre popolazioni deportate, violentate o distrutte che non si fila nessuno?

Siamo comunque al delirio: partiti da un nero ucciso dalla polizia a Minneapolis, città peraltro a maggioranza democratica, in tutti gli USA – sobillati proprio dai democratici che sperano così di vincere le elezioni mobilitando al voto i neri in chiave anti-Trump – tutto è diventato lecito ed auspicato, compreso l’abbattimento dei monumenti ai “razzisti” (si abbattono anche quelli che ricordano Cristoforo Colombo, considerato razzista pure lui). Si vogliono addirittura tirar giù con la dinamite anche i ritratti dei primi presidenti USA scolpiti nelle montagne del South Dakota perché simboli di “oppressione ai danni dei nativi americani”. Ne farebbe le spese anche il profilo di Lincoln che fino a ieri studiavamo essere l’antischiavista per eccellenza: c’è sempre qualcuno più antirazzista di te.

Chissà che alla fine questa ondata di demagogia non dia a Trump proprio un insperato sprint per tornare ad essere presidente: a sentire tanti amici americani sta andando proprio così.

 

COME FREGARE IL FISCO ITALIANO

La scorsa settimana si parlava della FIAT (FCA) che prende a prestito soldi in Italia garantiti dallo stato, ma le sue (poche) tasse le paga in Olanda.

Gli italiani dovrebbero capire meglio questo meccanismo che ci costa circa 6,5 miliardi di euro l’anno, altro che il MES.

In Europa ci sono infatti sei paesi (Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Cipro, Belgio e Malta) autentici paradisi fiscali dove con poche norme giuridiche si fissano sedi di società (fittizie nel concreto, ufficiali nella forma) che così pagheranno molto meno imposte del dovuto, pur facendo buona parte delle loro vere operazioni economiche in altri paesi.

Vale per l’ex FIAT ma anche per i colossi del digitale, da Booking a Google a Uber, le cui sedi sono in Olanda e dove formalmente si fatturano anche i servizi che si vendono in Italia. In questi paesi il contribuente può concordare direttamente con lo stato il regime fiscale da applicare: una pacchia, ma ancora più impressionante è il volume degli investimenti esteri che così risultano in entrata in questi Paesi.

In Lussemburgo rappresentano il 6.000% del Pil (ovvero 60 volte quanto prodotto

da tutti i lussemburghesi!) a Malta il 1.500%, a Cipro il 1.000%, in Olanda il 550% e in Irlanda il 200%. 

L’Olanda è tra le più agguerrite sia sul fronte dell’aggressività fiscale, come nel dire no alla solidarietà nell’emergenza Covid che pure ha colpito paesi (come l’Italia) che li fanno arricchire, altro che la “sobrietà” che ostentano verso l’Italia..

Inoltre la legge olandese permette un controllo totale di holding finanziarie sulle aziende, anche solo possedendo quote di minoranza. Ad esempio Exor, la finanziaria di casa Agnelli che è emigrata in Olanda nel 2016, possiede il 28,98% di FCA ma ha il 42,11% dei voti, così come controlla il 26,89% di Cnh (Iveco) ma ha il 41,68% dei voti e il 22,91% di Ferrari con  il 32,75% dei voti.

È un modo legale per tirarsi fuori dal mercato libero che ha fatto fiorire le società più o meno di comodo: almeno 15 mila, secondo un rapporto del ministero delle Finanze al Parlamento olandese del 2018, con un flusso di denaro, a livello di fatturato, che va dai 4.500 ai 5.000 miliardi di euro ogni anno.

Tutto questo si traduce però in 6,6 miliardi di euro di tasse incassate in meno per l’Italia: quasi il 10% di quello che ci sono costati nel 2019 gli interessi sul debito pubblico.

Non c’è solo la Fiat (FCA) con sede “orange” ma anche la Ferrari, la Campari, Luxottica, Tenaris e  mille altre società “italiane” che fanno lo stesso. 

L’Europa è silenziosa o impotente      perché, in materia fiscale, ogni Stato è sovrano. Capite però che l’UE non potrà mai funzionare in situazioni fiscali così diverse e sproporzionate? E in tutto ciò – guarda caso – l’Italia è sempre il paese messo peggio.

Tutti argomenti di cui però si parla poco o nulla, ma quanti ministri e politici italiani capiscono effettivamente queste cose e soprattutto agiscono di conseguenza? 

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La massima della settimana: " Sono un conservatore in un paese in cui non c’e’ nulla da conservare." (Longanesi)

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Il mio sito www.marcozacchera.it è stato recentemente  rinnovato e arricchito di informazioni, articoli e notizie: dategli un’occhiata!

 

Grazie a chi mi invia indirizzi di amici e conoscenti per allargare l’indirizzario degli invii de IL PUNTO.

 

 

      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                                MARCO ZACCHERA

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Quando mi capita di raccontare…
Scopro che è difficile sintetizzare la mia vita perché mi rendo conto di aver avuto la fortuna di vivere moltissime esperienze..... (continua)
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Il NUOVO LIBRO di MARCO ZACCHERA.....


E’ uscito un mio nuovo libro  “ GENTE DI LAGO: storie e racconti  del Lago Maggiore”
In 164 pagine - tutte a colori - ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche, quasi tutte inedite. Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.
Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali che con quest’opera hanno voluto riprendere il successo di “NELLE RETI DEL TEMPO”, una raccolta di foto e testi storici uscita oltre 10 anni fa ed oggi introvabile.
GENTE DI LAGO è in vendita al pubblico a 18 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano con dedica! - al prezzo ridotto di 16 euro (spese di spedizione comprese) o di 15 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.
Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.
Un bel regalo, per esempio, in vista del prossimo Natale…
 
Marco Zacchera
PUBBLICAZIONE di MARCO ZACCHERA.....


 
L’INTEGRAZIONE (IM)POSSIBILE ?
 
Cosa non ci dicono su Islam, Africa ed Immigrazione
 
 
(dall’introduzione..)
 
 
…Mentre in Italia sull’uso improprio della parola “razzista” si montano settimane di polemiche (come per il caso recente del governatore lombardo Attilio Fontana) pochi sanno che in Sudafrica si sta discutendo un emendamento costituzionale con il quale – se approvato – si potranno espropriare i terreni ai bianchi senza indennizzo, ma anche a vantaggio dei cinesi che in Sudafrica per legge sono equiparati ai neri.
 
Un razzismo alla rovescia – ma concreto - di cui non parla nessuno, un esempio di quante poche informazioni si hanno in questo campo
 
Scrivendo queste note (e con il contributo di PAOLA PALMA) ho cercato infatti di trasmettere – piacciano o meno – informazioni corrette, numeri certi, fatti documentati e poche opinioni.
 
Credo di conoscere bene la materia: ho passato tanti mesi della mia vita in Kenya e in Burundi, Uganda, Ruanda, Mozambico, Madagascar e in tanti altri paesi africani lavorando nel volontariato e toccando con mano tante situazioni disperate.  
 
Nell’aprile del 1994 – ero appena stato eletto deputato – per circostanze davvero fortunate non ci ho lasciato la pelle durante una rivoluzione in Burundi.
 
Di immigrazione e integralismo islamico scrivevo già trent’anni fa quando nessuno ci pensava, ma stando in Africa si capiva chiaramente cosa sarebbe successo e puntualmente i disastri si sono verificati. Vi avviso subito che senza sterzate decise andrà sempre peggio.
 
Intendiamoci, credo sia preciso dovere di tutti aiutare il prossimo: è un obbligo morale, cristiano e sociale, ma bisogna farlo con intelligenza, organizzazione, capacità e programmazione altrimenti non solo si finisce in un disastro, ma attecchisce anche la mala pianta della corruzione e dello sfruttamento alimentando rinnovato odio e razzismo.
 
Scopriamo insieme allora i numeri e i costi del fenomeno, la discriminazione nei fatti verso  tanti italiani, le ipocrisie che ci stanno dietro, le ambiguità vaticane, cosa stia effettivamente succedendo in Sudafrica oppure quali divisioni stiano spaccando la Nigeria, ma anche quali rischi concreti porti la mafia nigeriana.
 
Denunciamo finalmente il vorace neo-colonialismo cinese che viene taciuto e sottovalutato, la schiavitù nei paesi arabi e il moltiplicarsi dei musulmani in Europa con il rifiuto da parte di molti di loro ad accettare e condividere i principi costituzionali europei, così come è vergognoso il silenzio europeo sull’Eritrea e soprattutto sui disastri combinati nel mondo da troppe multinazionali senza scrupoli.
 
Se ne parla poco di tutti questi fattori, ma sono quelli che creano le cause che portano poi i poveracci a sbarcare disperati sulle nostre coste o a morire in mezzo al mare.
 
Ecco quindi che nel libro si lanciano proposte concrete e si propongono tutta una serie di dati statistici sconosciuti (perché spesso volutamente nascosti), così come un interessante sondaggio  sull’umore degli italiani con dati, numeri, fatti, circostanze inoppugnabili.  
 
 
Una informazione corretta e soprattutto documentata – anche se magari scomoda, anticonformista, sicuramente poco “buonista”– è però necessaria per portarci a riflettere, un po’ come il medico che ha il dovere di dire la verità al proprio paziente e non raccontargli balle.
 
Una realtà che potrà essere a volte impietosa e crudele, ma che va conosciuta da chi è malato (come lo è la nostra società italiana ed europea) per almeno tentare le cure necessarie alla sua sopravvivenza…
 
 

                                                                                      Marco Zacchera
CHI SONO.....
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Quando mi capita di raccontare…



Scopro che è difficile sintetizzare la mia vita perché mi rendo conto di aver avuto la fortuna di vivere moltissime esperienze.
Sono nato a Verbania, sul Lago Maggiore, in una famiglia che da secoli ha le sue radici all’Isola dei Pescatori che è quindi da sempre la mia prima piccola patria.

Sono stato educato in una famiglia profondamente cattolica, ma molto aperta al mondo e quindi già da bambino ho sentito sempre forte il senso della responsabilità.
Da ragazzo sono stato per molti anni uno scout e per stile di vita ho sempre percepito così una attenzione particolare alla natura, all’impegno sociale, al mio prossimo.
Mi sono laureato alla Bocconi in economia aziendale, ma ho lavorato già da giovanissimo negli alberghi di famiglia e poi svolto attività diversissime tra loro ma appassionanti anche perché non mi piace mai stare con le mani in mano.
Dal giornalista al pescatore professionista, dall’assicuratore a gestire alberghi ed aziende visto che sono poi diventato dottore commercialista e revisore contabile.
Amo gli sport (sono stato per tanti anni arbitro di calcio e ancora adesso appena posso vado a pescare sul mio lago o in giro per il mondo) ho compiuto centinaia di immersioni subacquee e poi paracadutismo, parapendio, rafting e rally automobilistici fino al settembre del 2005 quando  mi sono rotto la schiena andando fuori strada durante un rally in Valdossola.

C'è  da  poi la politica, la mia grande passione. Ho cominciato da ragazzino nella "Giovane Italia" e nel "Fronte della Gioventù" e poi nel MSI-DN, in Alleanza Nazionale e infine nel PDL, almeno finchè è esistito. Oggi sono uno dei tanti elettori di destra amareggiati e delusi, che sperano che si torni ad organizzare qualcosa di nuovo e di rinnovato in un centro-destra che è diventato diviso e rissoso, ombra di sé stesso.
Ricordo sempre con orgoglio che nella mia vita mi sono candidato 20 volte nelle più diverse elezioni e che sono stato eletto venti volte su venti: non so quanti altri possano dire altrettanto.
Nella mia famiglia si discuteva tanto di politica anche perché siamo cinque fratelli con cinque idee diverse (estrema sinistra compresa), con mio padre che invece era sempre stato democristiano. Sono cresciuto così nella cultura del dibattito e del confronto, in casa come a scuola, e già da ragazzo guidavo assemblee studentesche in aperta e continua dialettica contro la maggioranza degli studenti che nella mia scuola allora era nettamente di sinistra. Non ho mai partecipato ad episodi di violenza, anche se più di una volta ho sicuramente rischiato anche fisicamente per le mie idee.

Eravamo giovani! Anni 80 Consiglio Comunale VERBANIA
Eravamo giovani! Anni 80 Consiglio Comunale VERBANIA

Quando dopo qualche anno di università la Patria si è ricordata di me - allora la naja era obbligatoria – anziché mandarmi tra i paracadutisti - come speravo-  mi ha spedito a Pontebba (Udine), a fare l’artigliere da montagna con il mulo al seguito. Pazienza, da allora ho portato la penna sul cappello (e sono con piacere socio dell’ANA) anziché il basco amaranto.
Quasi alla fine del servizio militare (ed era la prima volta che andavo a votare) mi sono candidato al consiglio comunale della mia città, mi hanno subito eletto e di lì ho cominciato la carriera, cresciuta – è il caso di dire – dalla gavetta: dal comune alla provincia, al consiglio regionale del Piemonte nel 1990. In quegli anni essere di Destra significava lavorare seriamente ma essere emarginati, ritrovandosi spesso da soli in un ruolo di dura quanto difficile opposizione, ma è proprio in quel periodo che ho maturato esperienza e rafforzato le mie scelte per costruire una politica che - allora come oggi - intendevo e intendo trasparente, impegnata e concreta. Amavo ed amo stare in mezzo alle persone, discutere con loro, vivere i loro problemi.
Nel ’94 la mia prima candidatura al Parlamento sostenuta e vinta con l'aiuto di oltre 110.000 piemontesi che mi hanno voluto a Montecitorio, unico eletto di Alleanza Nazionale in tutta la circoscrizione del Piemonte 2. La mia circoscrizione elettorale era composta da ben 7 province ma non ho mai mancato ad un appuntamento, ad un incontro.
Subito dopo l’elezione alla Camera Gianfranco Fini mi ha chiamato ad impegnarmi come dirigente nazionale di partito e sono stato così l’ultimo responsabile del dipartimento Organizzazione del MSI-DN prima della fondazione di Alleanza Nazionale e vi ricordate forse il famoso congresso a Fiuggi – quando è stata fondata AN - che ho organizzato come segretario generale del congresso.

Mi hanno poi rieletto alla Camera nel 1996 e nel 2001 nel collegio uninominale di Verbania-Domodossola, dove AN e la allora "Casa delle Libertà" hanno quasi sempre conquistato la più alta percentuale regionale. Sono stati gli anni più belli perchè con l'elezione diretta a deputato ero in rapporto diretto con i miei elettori che cercavo quindi di rappresentare bene ogni giorno.
Il mio collegio elettorale era terra di montagna e di laghi, ma non c'è un paese, una frazione e forse anche solo un gruppo di case dove io non sia passato, magari organizzando anche un incontro, un dibattito, una conferenza stando vicino ai problemi della "mia" gente soprattutto quando vi erano momenti di maggiore difficoltà. Organizzavo i miei "Rapporto agli elettori" nelle piazze o nelle palestre, nei saloni dei ristoranti o in quelli parrocchiali e cercavo sempre soprattutto di spiegare con parole semplici cosa succedeva a Roma e perché tante cose non si riuscivano a risolvere, così come per anni ed anni alla TV locale ogni settimana la mia rubrica "Onorevole, permette?" era aperta a tutti.
In quegli anni ho diretto l dipartimento Enti Locali di AN e, dal 2002, sono stato - fino alla fine della storia di Alleanza Nazionale - il responsabile del dipartimento Esteri in contatto (anche perché facevo parte della Commissione Esteri) non solo con moltissime figure politiche mondiali ma  soprattutto con gli italiani che vivono nel mondo.
Dal 2001 fino al 2012 sono stato componente e anche presidente per cinque anni della delegazione Italiana alla UEO (Unione Europea Occidentale) che si occupava di difesa e sicurezza europea e sono stato membro del Consiglio d’Europa a Strasburgo.
Nel 2005 mi sono nuovamente laureato, questa volta in "Storia delle Civiltà" e sempre a pieni voti con una tesi sui rapporti nel campo della sicurezza tra Unione Europea ed USA dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Nel 2006 e nel 2008 sono stato rieletto deputato per un totale di cinque legislature e 18 anni passati a Montecitorio.
Leggendo qualcuno penserà ad esagerazioni ed invece no: lavorando seriamente si può fare tutto questo senza molti problemi (senza autista o auto blu!) e sono sempre rimasto stupito come nelle statistiche risultassi uno dei deputati più attivi per interventi o iniziative parlamentari perché davvero non mi sembrava di esagerare, ma solo – appunto – di impegnarmi seriamente visto d'altronde lo stipendio che ci davano e che imponeva impegno e responsabilità.

A parte questi incarichi - e anche se ho ormai terminato questa lunga esperienza - continuo davvero a mettercela tutta  soprattutto cercando di stare sempre vicino ai problemi della gente.
Ogni giorno ne scopro di nuovi, dalle piccole questioni personali ai grandi problema della nostra Italia e credo sia un punto d’onore impegnarsi concretamente e con onestà per cercare di risolverne qualcuno toccando con mano preconcetti, sprechi e ingiustizie, qualsiasi sia il ruolo che possiamo ricoprire nella società.
Per questo da oltre quindici anni ogni settimana edito "IL PUNTO", un foglio via mail di notizie ed informazioni che mi permettono di spaziare sul mondo e sostenere le mie opinioni a diretto contatto con migliaia di lettori.  (chi lo volesse ricevere mi contatti su marco.zacchera@libero.it)
Per darsi da fare bisogna a volte prendere posizioni scomode o controcorrente, spesso non comprese e contro le quali vi è a volte preconcetto, ma ne vale sempre la pena perché alla fine gli Ideali veri non sono una utopia, ma devono davvero essere traccia e obiettivo di vita.
Per questo  mi sento un cristiano semplice, che cerca di essere coerente e che crede che il Vangelo ci possa insegnare molto nella vita di ogni giorno, concretamente e ricordando soprattutto quella parabola dei "talenti" che nella vita vanno poi restituiti, almeno raddoppiati, prima della fine del viaggio.


Come ho scritto in uno dei miei libri, "STAFFETTE", che ho dedicato ai giovani di oggi (e che vi invito a leggere perché racconta un po’ tutto di me e della politica di questi anni) non ho mai amato l’apparato del potere, i lussi inutili, gli sprechi di quel mondo falso e senza onore che sta da tempo distruggendo l’anima della gente e la natura intorno a noi.  Concetti che riprendo anche in "INVERNA", un nuovo titolo uscito nell’autunno 2012.
Nella mia vita ho avuto la fortuna di viaggiare (per ora) in 139 paesi del mondo ma una svolta importante nella mia vita è venuta nel 1980 quando ho iniziato a lavorare in Africa sul Lago Turkana, in un villaggio di poveri pescatori insegnando loro a pescare. Da allora mi sono reso conto che i problemi non sono mai solo personali, ma anche di tutta l’umanità e che dobbiamo essere comunque grati e contenti verso il "Grande Capo" per tutto quello che abbiamo e che troppe volte diamo per scontato.
Per dare una risposta concreta ho così fondato i VERBANIA CENTER che operano dal Kenya al Mozambico, dal Burundi al Sud America e che oggi sono organizzati in un "Fondo" all'interno della Fondazione Comunitaria del VCO. In quasi 40 anni abbiamo realizzato più di 100 iniziative di sviluppo sociale ed investito oltre 700.000 euro.

Dal Darfur all’Afghanistan, dal Burundi a Timor Est, dal Corno d’Africa al conflitto Mediorientale ho anche visto e vissuto direttamente anche i drammi di tante guerre dimenticate,così come la realtà di tantissimi italiani all’estero che meriterebbero ben più attenzione e rispetto e che invece troppe volte in patria non sono assolutamente considerati.
Credo che si debba essere sempre delle persone semplici: il titolo di onorevole o quello di commendatore non mi sono mai piaciuti, non per niente i miei genitori mi hanno chiamato Marco, il che suona molto meglio e se non mi conoscete di persona ed avrete occasione di contattarmi per favore chiamatemi così.
Qualcuno dice che sono stato un deputato e un politico anomalo... non so, io so soltanto che di dentro mi sento davvero sempre il ragazzo di una volta, quello che parlava al megafono tra le urla (o peggio) nelle assemblee studentesche oppure che prendeva la parola solo contro tutti in consiglio comunale e vorrei ancora essere capace di cambiare sul serio, in meglio, questa Italia che amo e la nostra società dove ci sono ancora tante, troppe ingiustizie.
Anno dopo anno, però, ho scoperto che non sono le ideologie a fare le differenze, ma la qualità delle persone e ne ho trovate di valide e corrette in ogni formazione politica. Anzi, spesso mi sono trovato maggiormente in sintonia proprio con avversari che non all’interno del mio sempre più malandato schieramento politico dove abbiamo fatto tanti errori, soprattutto quello di non aver proseguito con linearità e serietà il progetto di Alleanza Nazionale, secondo me il più autentico per dare alla Destra non solo un volto moderno e democratico, ma soprattutto capace di offrire e proporre alla nazione alcune idee di fondo di rinnovamento politico e sociale. Purtroppo volevamo cambiare il mondo e troppe volte (in peggio) siamo invece cambiati noi.


Anche per questi motivi e poiché volevo personalmente mettermi in gioco  nel giugno 2009 mi sono candidato a sindaco della mia città dove mi hanno eletto con oltre il 54% dei voti al primo turno, primo sindaco di centro-destra a Verbania dopo 64 anni di sindaci e giunte sempre di sinistra o di centro-sinistra.
E' stata una grande avventura, un onore ed un orgoglio e nel 2012 - anche se avrei potuto rinviare questa scelta - ho anche volontariamente lasciato Montecitorio per svolgere questo incarico a tempo pieno. Per quattro anni ho dato tutto me stesso per la mia città, senza orari né limiti, cercando (gratis) di aiutare e di ascoltare sempre tutti con il massimo impegno possibile. Certo non ho mai fatto discriminazioni di alcun tipo e mi spiace che a volte qualche avversario (ma soprattutto qualche collega di centro-destra) non abbia capito che amministrare una città significa andare ben al di sopra delle opinioni politiche.
Nel 2013 ho scelto di dimettermi da sindaco perchè la mia maggioranza (come il centro-destra a livello nazionale) si era divisa, ma soprattutto sono stato spinto a farlo – e ne ho poi avuto conferma dalle indagini giudiziarie – perché alcune persone a me vicine avevano tramato contro di me diffondendo maldicenze e assurdità: una pagina brutta, una grande sofferenza e delusione che mi ha ferito profondamente.
Chissà quando mai la "giustizia" degli uomini – alla quale invano mi ero rivolto - mi darà ragione. Per me il peso è di essere stato costretto a lasciare un incarico al quale tenevo, dove ci mettevo il cuore senza risparmiarmi. Ci tenevo perché mi avevano eletto quei miei concittadini che, a larga maggioranza, mi conoscevano di persona e avevano avuto fiducia in me, mentre io invece non sono stato in grado di portare a termine il compito che mi avevano affidato, passano gli anni ma e' una ferita che non si e' rimarginata.
Ho così concluso la mia carriera elettiva ma ho scoperto in questi mesi che ci sono comunque tanti altri modi di impegnarsi per aiutare il prossimo ed è quello che cerco di fare, per esempio collaborando con le iniziative della Fondazione Comunitaria del VCO.

Intanto sono tornato a pescare sul mio lago e quando vedo le albe ed i tramonti - che spesso sul Lago Maggiore sono fantastici - mi considero sempre davvero un privilegiato, anche e soprattutto perché  ho la fortuna di poter vivere quei momenti.  Quando calo le reti in mezzo al lago mi ritrovo a fare gesti antichi come quelli dei miei nonni e dei miei avi e allora mi sento libero e felice nel profondo. A queste cose ho dedicato "Nelle reti del tempo", un libro di storia per ricordare come si viveva sul Lago Maggiore nei secoli scorsi.
In questi ultimi anni ho scritto diversi libri:  “ Inverna” e “Gente di Lago” che vogliono essere  un omaggio alla mia terra mentre “La Moscheruola”  racconta com’era l’Italia della mia giovinezza.

In un altro libro “L’Integrazione ( Im)possibile? Cosa  non ci dicono su Islam, Africa ed immigrazione”, scritto a quattro mani con Paola Palma, abbiamo cercato di raccontare le tante esperienze in Africa con un serio approccio alle tematiche dell’immigrazione verso l’Europa, un fenomeno importante e che non può essere banalizzato.
Non ho più incarichi pubblici se non quello di “Commissario italiano alla pesca per le acque internazionali Italo-Svizzere”  titolo altisonante quanto volontario con il quale e – come già faceva mio nonno quasi 90 anni fa –  mi occupo di difendere e tutelare la pesca e l’ambiente dei nostri laghi.
Sono stato anche  nominato, ma  qui torneremmo  in campo professionale, presidente del Collegio sindacale di Finpiemonte, la finanziaria della nostra regione. Gira e gira sono quasi tornato al punto di partenza, in quella Torino che mi vide consigliere regionale oltre 30 anni fa.
Ma questi sono tutti  dettagli, l’importante è non cambiare nel profondo  mantenendo fede agli impegni di  partenza cercando di aiutare gli altri per  restituire qualche “talento in piu” di quelli che il Grande Capo mi ha affidato alla partenza. Speriamo di riuscirci sempre, lo auguro anche a tutti voi.

In amicizia un saluto, Marco Zacchera...
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