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IL PUNTO di MARCO ZACCHERA

IL PUNTO
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IL PUNTO n. 774 del   10  luglio   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

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Sommario: PRESENTAZIONE DEL LIBRO SU DONNA RACHELE – SRAGIONAMENTI DA VIRUS –  ANTIRAZZISMO VIP -  COME FREGARE IL FISCO ITALIANO

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Organizzato dall’Associazione Culturale “CULTURA E TRADIZIONE” , questa sera VENERDI’ 10 LUGLIO ALLE ORE 21,00 presso una sala dell’ Albergo  BELVEDERE di VERBANIA PALLANZA (sul lungolago, davanti all’imbarcadero) verrà presentato il volume “ Donna Rachele, mia nonna” dall’autrice Edda Negri Mussolini. Dopo l’introduzione di Alberto Cerni, seguirà un dibattito in cui sarò il moderatore.

I lettori de “IL PUNTO” sono cordialmente invitati e – dato il contingentamento dei posti in sala – grazie a chi mi preannuncerà la sua presenza.

 

COVID: SRAGIONAMENTI DA VIRUS

Come italiani siamo degli specialisti ad auto-rovinarci e il Coronavirus non ha fatto e non fa eccezioni. Con troppi media alla perenne ricerca degli scoop e furibonde polemiche tra medici pochi considerano il danno che quotidianamente questa incertezza crea al nostro paese, dal turismo all’economia.

Cominciamo con il ricordare che OGNI GIORNO in Italia muoiono statisticamente circa 1800 persone  (647.000 nel 2019) delle quali 53.000 l’anno scorso per problemi respiratori (quindi molti di più di tutti i morti di Covid). In questi giorni comunque  SOLO CIRCA L’UNO PER CENTO DELLE CAUSE DI MORTE è imputabile al Covid 19 e di solito quando si muore “positivi”, è una concausa in pazienti già compromessi. Ergo: di fatto l’epidemia non c’è più.

 “Sparare” quotidianamente titoli su titoli ci fa male, così come traumatizzare l’opinione pubblica con titoli sull’ “L’aumento dell’indice di contagio”.

Ragioniamo: quando nei mesi scorsi in un giorno c’erano migliaia di nuovi contagiati “l’indice 1” significava che ogni malato ne contagiava un altro, ovvero altre migliaia di persone al giorno. SE ORA I CONTAGIATI SONO SOLO UN CENTINAIO Al giorno  (solo pochi dei quali tra l’altro ospedalizzati)  “l’indice uno” significa poche decine di nuovi contagi, di solito isolabili in singoli focolai. Di fatto la malattia è diventata comunque curabile su persone mediamente sane al momento del contagio.

E’ovvio che servono precauzioni e prudenza, ma oggi la vera emergenza non è più sanitaria ma economica con il 40% delle imprese a rischio di chiusura,  il  PIL italiano  in picchiare e  un deficit pubblico salito a oltre il 160%.

Gli “scienziati” (?) che campano sulla drammaticità delle news non rischiano nulla,  ma stanno danneggiando milioni di concittadini e davvero rischiamo tutti il disastro al di là delle chiacchiere, dei rinvii e degli  “effetti annuncio”  del governo.

NON STUPITEVI SE NELLO SCORSO MESE DI GIUGNO IL CALO TURISTICO ESTERO VERSO L’ITALIA E’ STATO DEL 93,2% : pensate a come sia considerata oggi l’immagine dell’Italia all’estero…E  adesso, chi paga?

Molte altre nazioni sono state e sono in condizioni sanitarie peggiori delle nostre eppure hanno minimizzato certe notizie-effetto e economicamente se la cavano molto meglio di noi.

Poi l’autodistruzione continua con le follie delle scelte politiche.

In questi giorni si è parlato di bloccare gli arrivi dal Bangladesh perché su un solo volo della Quatar  si sono scoperti decine di “positivi”. MA CI RENDIAMO CONTO CHE ERANO STATI  RIAPERTI  GLI INGRESSI  DAL BANGLADESH MENTRE RESTANO CHIUSI QUELLI CON GLI USA ?

Il problema è che pochi sanno cosa sia effettivamente successo in quella nazione  come in tanti altri paesi asiatici (Cina compresa) e quindi le “statistiche” tranquillizzanti di quei paesi non sono minimamente rappresentative della realtà.

Eppure per i media vale di più il concetto “USA = contagiati = Trump cattivo ed irresponsabile” (oltre al Brasile, per via di Bolsonaro) che è il mantra quotidiano dei TG, ma qui siamo nel campo della demagogia politica, non della scienza.

 

INTANTO INSISTO:  QUANDO ARRIVERANNO  I RENDICONTO  DELLE DONAZIONI  FATTE ALLA PROTEZIONE  CIVILE DA TANTI ITALIANI PER IL COVID?  SONO SOLDI SPARITI NEL NULLA…

 

ANTIRAZZISMO AL CONTRARIO

Siamo al sublime con i corridori automobilistici di Formula 1 - strapagati - che si inginocchiano in segno di “omaggio antirazzista” a ricordare le ingiustizie verso i  neri da parte dei bianchi. Forse sarebbe stato più utile che devolvessero anche una parte dei loro pingui guadagni ai poveracci di colore, ma su questo aspetto si sorvola. L’idea però dilaga, dopo la Boldrini in parlamento presto l’inginocchiatura si farà anche nel calcio (si unirò anche Balotelli, o resterà a bordo della sua fuoriserie?) e in spiaggia, al ritmo di “Chi-non-si-inginocchia-razzista-è-è-è…” perché la demagogia del politicamente corretto impera. Si inchina forse qualcuno per i cittadini di Hong Kong schiacciati dai cinesi? O per mille altre popolazioni deportate, violentate o distrutte che non si fila nessuno?

Siamo comunque al delirio: partiti da un nero ucciso dalla polizia a Minneapolis, città peraltro a maggioranza democratica, in tutti gli USA – sobillati proprio dai democratici che sperano così di vincere le elezioni mobilitando al voto i neri in chiave anti-Trump – tutto è diventato lecito ed auspicato, compreso l’abbattimento dei monumenti ai “razzisti” (si abbattono anche quelli che ricordano Cristoforo Colombo, considerato razzista pure lui). Si vogliono addirittura tirar giù con la dinamite anche i ritratti dei primi presidenti USA scolpiti nelle montagne del South Dakota perché simboli di “oppressione ai danni dei nativi americani”. Ne farebbe le spese anche il profilo di Lincoln che fino a ieri studiavamo essere l’antischiavista per eccellenza: c’è sempre qualcuno più antirazzista di te.

Chissà che alla fine questa ondata di demagogia non dia a Trump proprio un insperato sprint per tornare ad essere presidente: a sentire tanti amici americani sta andando proprio così.

 

COME FREGARE IL FISCO ITALIANO

La scorsa settimana si parlava della FIAT (FCA) che prende a prestito soldi in Italia garantiti dallo stato, ma le sue (poche) tasse le paga in Olanda.

Gli italiani dovrebbero capire meglio questo meccanismo che ci costa circa 6,5 miliardi di euro l’anno, altro che il MES.

In Europa ci sono infatti sei paesi (Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Cipro, Belgio e Malta) autentici paradisi fiscali dove con poche norme giuridiche si fissano sedi di società (fittizie nel concreto, ufficiali nella forma) che così pagheranno molto meno imposte del dovuto, pur facendo buona parte delle loro vere operazioni economiche in altri paesi.

Vale per l’ex FIAT ma anche per i colossi del digitale, da Booking a Google a Uber, le cui sedi sono in Olanda e dove formalmente si fatturano anche i servizi che si vendono in Italia. In questi paesi il contribuente può concordare direttamente con lo stato il regime fiscale da applicare: una pacchia, ma ancora più impressionante è il volume degli investimenti esteri che così risultano in entrata in questi Paesi.

In Lussemburgo rappresentano il 6.000% del Pil (ovvero 60 volte quanto prodotto

da tutti i lussemburghesi!) a Malta il 1.500%, a Cipro il 1.000%, in Olanda il 550% e in Irlanda il 200%. 

L’Olanda è tra le più agguerrite sia sul fronte dell’aggressività fiscale, come nel dire no alla solidarietà nell’emergenza Covid che pure ha colpito paesi (come l’Italia) che li fanno arricchire, altro che la “sobrietà” che ostentano verso l’Italia..

Inoltre la legge olandese permette un controllo totale di holding finanziarie sulle aziende, anche solo possedendo quote di minoranza. Ad esempio Exor, la finanziaria di casa Agnelli che è emigrata in Olanda nel 2016, possiede il 28,98% di FCA ma ha il 42,11% dei voti, così come controlla il 26,89% di Cnh (Iveco) ma ha il 41,68% dei voti e il 22,91% di Ferrari con  il 32,75% dei voti.

È un modo legale per tirarsi fuori dal mercato libero che ha fatto fiorire le società più o meno di comodo: almeno 15 mila, secondo un rapporto del ministero delle Finanze al Parlamento olandese del 2018, con un flusso di denaro, a livello di fatturato, che va dai 4.500 ai 5.000 miliardi di euro ogni anno.

Tutto questo si traduce però in 6,6 miliardi di euro di tasse incassate in meno per l’Italia: quasi il 10% di quello che ci sono costati nel 2019 gli interessi sul debito pubblico.

Non c’è solo la Fiat (FCA) con sede “orange” ma anche la Ferrari, la Campari, Luxottica, Tenaris e  mille altre società “italiane” che fanno lo stesso. 

L’Europa è silenziosa o impotente      perché, in materia fiscale, ogni Stato è sovrano. Capite però che l’UE non potrà mai funzionare in situazioni fiscali così diverse e sproporzionate? E in tutto ciò – guarda caso – l’Italia è sempre il paese messo peggio.

Tutti argomenti di cui però si parla poco o nulla, ma quanti ministri e politici italiani capiscono effettivamente queste cose e soprattutto agiscono di conseguenza? 

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La massima della settimana: " Sono un conservatore in un paese in cui non c’e’ nulla da conservare." (Longanesi)

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                                MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 773  del   3  luglio   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: MES - FOLLIE DA VIRUS – BONUS ALL’ EX FIAT – INTANTO A SEATTLE - CANNABIS LIBERA?  – FELTRI - LIBRO SU DONNA RACHELE

 

IL MES

Essere pro o contro il MES non è come tifare per una squadra di calcio, ma piuttosto ragionare prendendo atto della gravità della realtà italiana. E’ è un peccato che troppi si siano esposti dichiarando “Mai il MES !” e non abbiano ora il coraggio di eventualmente tornare indietro.

I fondi del MES sono (sarebbero) purtroppo essenziali per l’Italia, ma quelle che continuano a non essere chiare sono piuttosto le condizioni per accedervi ed è su queste che si dovrebbe finalmente e seriamente discutere. 

Il problema è che l’Italia è appesa al filo della BCE che in queste settimane sta acquistando “quintalate” di titoli di stato italiani e - senza questi acquisti della Banca Centrale Europea - saremmo al crollo generale. In questo senso il MES può  essere un aiuto alternativo e prezioso.

Certo che se poi i soldi fossero gettati via in ospedali fantasma o sprechi nella sanità come in mille casi è avvenuto nel passato allora sarebbe un suicidio.

Il dramma vero è  però anche l’incoscienza di Conte, un premier che continua a rimandare, tergiversare, mediare, posporre viste le liti nel suo governo: se la casa brucia ogni ritardo nell ’intervenire è un delitto e invece - pur di rimanere in piedi - Conte gigioneggia, mentre la situazione precipita. MA VOGLIAMO RENDERCENE CONTO, FINALMENTE?

 

FOLLIE DA VIRUS

Sono sempre più sconcertato dal comportamento degli “scienziati” che sul virus si insultano a vicenda, sul fatto che l’Italia stia precipitando tra un rinvio politico e l’altro, ma la cosa non sembra interessare mentre anche l’Europa si allinea alla demagogia.

Ultima follia europea: la riapertura delle frontiere a 15 stati extra UE.

Potranno entrare nell’area Schengen i visitatori provenienti da alcuni paesi nordafricani, dal Ruanda (chissà perché), Canada, Uruguay, Thailandia, Corea, Giappone e Australia. No agli USA, quindi, ma SI ALLA CINA se in condizioni di reciprocità.

Alla base della decisione ci stanno i dati forniti dalle autorità nazionali al OMS, di indici di contagio e «affidabilità» del sistema sanitario di un dato Paese.

Un criterio, questo, molto «politico» perché se un paese fornisce dati non veri (come presumibilmente da tempo sta facendo la Cina) può comunque così diventare “affidabile”. L’ andamento della epidemia, le frottole contate all’OMS e la sua inter dipendenza da Pechino, la discriminazione verso Taiwan, l’impossibilità di effettive verifiche in Cina, l’uso distorto del virus a vantaggio del regime cinese evidentemente all’Europa non hanno ancora insegnato nulla.

Dunque “cinesi welcome”: ma siamo proprio rincoglioniti !!??

 

AIUTI ALL’ EX  FIAT

Via libera del ministero dell'Economia alla garanzia pubblica sull' 80 per cento del prestito da 6,3 MILIARDI (miliardi, non milioni !) di euro accordato da Intesa Sanpaolo alle attività italiane del gruppo Fca. «E un'operazione di sistema con la quale si punta a preservare e rafforzare la filiera dell’automobile in Italia e a rilanciare gli investimenti, l'innovazione e l’occupazione in un settore strategico per il futuro economico e industriale del Paese», sostiene il ministro dell'Economia.

Prendo atto: a) che mentre le medie e grandi aziende italiane faticano come non mai – anche con Intesa Sanpaolo - ad accedere alle garanzie ministeriali l’ex Fiat con sede in Olanda è riuscita ad avere il tutto in pochi giorni b) I beneficiari sostengono che con questi fondi aiuteranno imprese italiane, però intanto la sede la tengono all’estero e nessuno li spinge a riportarle in Italia per pagarci le imposte c) E’ vero che la “filiera” dell’automobile è imponente, ma allora lo è anche quella di molte altre e diverse attività e le auto Fiat rappresentano solo una piccola parte del mercato automobilistico italiano.

Ragioniamo di singole aziende: l’ex Fiat in Italia ha ora circa 60.000 dipendenti (altri dicono 30.000, a seconda se si considerano o meno i suoi marchi secondari) ma anche considerano il primo caso 6,3 miliardi significano più di 100.000 euro A TESTA per ogni dipendente (addirittura 200.000 euro A TESTA secondo la versione più restrittiva). DOMANDONA: ma quante aziende italiane mai percepiranno GARANTITI ALL’80% DALLO STATO crediti di 100.000 euro per ogni dipendente? 

 

Fate i conti sulla vostra azienda od attività e pensate a quante imprese - italiane al 100% con sede fiscale in Italia e operanti in ogni settore, magari in gran parte tecnologiche o operative per per l'esportazione -  si potevano in alternativa finanziare con questa mega-somma.

Se un libero professionista, un dipendente in cassa integrazione di un'azienda normale  “vale” meno di mille euro al mese perché un dipendente Fiat deve “valerne” CENTO VOLTE DI PIU?

 

Non sto sostenendo che l’intervento sia sbagliato, ma questi sono i veri temi strategici da “Stati Generali” e non le troppe chiacchiere autoreferenziate, tanto più che il gruppo Fiat 20 anni fa aveva più del doppio dei dipendenti in Italia (122.000) rispetto ad oggi e che questi dipendenti rappresentano ora meno del 25% del gruppo Fca (la cui maggioranza fa capo a Exor, la holding estera che controlla di tutto, anche testate come il giornale Repubblica).

IN QUESTI ANNI FIAT HA DISINVESTITO IN ITALIA NONOSTANTE UNA MAREA DI AIUTI DI STATO RICEVUTI NEI DECENNI SCORSI.

Tra l’altro il prestito di Intesa ha una durata di 33 mesi e il tasso d'interesse che pagherà Fca, e che comprende il costo della garanzia pubblica stabilito dal Decreto Liquidità, non è stato neppure rivelato. Fca Italia (beneficiaria ufficiale) non pagherà dividendi agli azionisti (se ne avrà), ma potrà comunque farlo Fca/Exor perché la sede è fuori Italia. Il portafoglio degli Agnelli, quindi, è assicurato.

Nel complesso tutto questo vi sembra trasparente? A me no, proprio per niente.

Sul prossimo “IL PUNTO” pubblicherò  una serie di riflessione proprio su queste incongruità fiscali che uccidono la politica europea (e l'economia italiana) creando disparità ed ingiustizie.

 

ANTIRAZZISMO IN USA, MA A SEATTLE …

Attenti alle parole: è un soffio passare per razzista, “suprematista bianco”, asociale ed ovviamente “fascista”. Nella forsennata campagna anti-Trump e con i media italiani schierati all’unisono contro il presidente, negli USA è in corso una demonizzazione forzata di tutto ciò che sia (o si presume) “razzista” con abbattimento di monumenti, cambio di bandiere, crociate afroamericane ecc.ecc.

Con la sapiente regia del partito democratico che spera così di portare al voto i neri e vincere le elezioni tutto fa brodo pur di attaccare Trump.

 

Pochi però hanno notato cosa stia succedendo a Seattle dove – ma chissà perché i media italiani non ne parlano - un intero quartiere è stato “rivendicato” e “conquistato” dagli “antirazzisti” e che le autorità hanno di fatto ceduto a questi “buoni cittadini.”  Un quartiere “police free” per l’avvento di un mondo “peace & love” ma dove in pochi giorni un ragazzo è morto ammazzato, un altro è gravissimo e sono avvenute quattro sparatorie nella “zona autogestita”. Eppure quest’area doveva dimostrare che senza i poliziotti cattivi si poteva avere una società “libera dai condizionamenti razziali”.

La «chop zone» era stata istituita l’otto giugno scorso sulla scia delle proteste per la morte dell’afroamericano George Floyd, avvenuta a Minneapolis. L’area, denominata anche Chaz (Capitol Hill autonomous zone) comprende alcuni blocchi di edifici i cui ingressi sono presidiati dai manifestanti legati al movimento Black Lives Matter. L’area è animata da iniziative culturali, spettacoli, iniziative di ispirazione anticolonialista e antirazzista. All’interno della Chop si trovava anche un distretto di polizia la cui sede è stata però chiusa e abbandonata dagli agenti.

I risultati sono stati subito visibili….

 

CHI SI FUMA IL CERVELLO

Si riaccende il dibattito sulla legalizzazione della cannabis in occasione della presentazione del Libro Bianco sulle Droghe che ha messo in evidenza come il 'proibizionismo' in Italia costerebbe (ma io non ci credo) 20 miliardi di euro in mancate entrate per lo Stato che potrebbe vendere invece la droga direttamente  in tabaccheria.

Prendo atto che questa ipotesi è pari a VENTI VOLTE i fondi destinati per mettere in sicurezza le scuole italiane, ma mi sembrano numeri decisamente strampalati. Mentre i radicali coltivano per provocazione piantine davanti a Montecitorio non poteva mancare l’ok dei 5 Stelle con Di Battista scatenato e che sostiene che liberalizzare la cannabis produrrà un aumento del Pil tra 1,20% e il 2,34%.    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i lettori.

 

ORDINE DEI GIORNALISTI – FELTRI

Vittorio Feltri se ne è andato dimettendosi dall’ Ordine dei Giornalisti dopo l’ennesimo richiamo non per quello che scrive ma perché è “ispiratore” di quello che scrive il quotidiano cui Feltri collabora.

Il punto non sono le ovvie responsabilità personale di chi eventualmente scriva falsità ma il “senso unico” politico  che l’ Ordine dei Giornalisti ha sempre tenuto ovviamente coprendo la sinistra e martellando in testa a chi non la pensa con la vulgata progressista.

Parlo anche per esperienza personale: l’ Ordine dei Giornalisti cui sono iscritto da 44 anni anche nei miei confronti ha più volte tenuto una vergognosa vera e propria discriminazione faziosa.

Esprimo quindi totale solidarietà personale a Vittorio feltri.

 

LIBRO SU DONNA RACHELE

 

Organizzato dall’Associazione Culturale “CULTURA E TRADIZIONE” , VENERDI’ 10 LUGLIO ALLE ORE 21,00 PRESSO UNA SALA DELL’ALBERGO  BELVEDERE di VERBANIA PALLANZA (sul lungolago, davanti all’imbarcadero) verrà presentato il volume “ DONNA RACHELE, MIA NONNA " dall’autrice Edda Negri Mussolini. Seguirà un dibattito che avrò il piacere di moderare personalmente .

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 772  del 26 giugno  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: PROPOSTE CONCRETE – MAGISTRATURA TRA RIFORMA E MELE MARCE – MEDICI: AZZUFFIAMOCI UN PO’!…

 

PROPOSTE CONCRETE

Leggere il “Corriere” di lunedì che in poche righe sintetizzava l’esito degli “Stati Generali” è stato disarmante. Per Conte, a conclusione di 86 dichiarati contatti – compresi Monica Guerritore, Fuksas e Elisa (cui Conte ha chiesto di cantare “Luce”) sicuramente degli economisti di grido – il succo è che “Bisogna modernizzare il paese, studiare nuove forme di energia e rendere l’Italia più inclusiva”. E per queste ideone si è tenuto un vertice di 10 giorni???  Mah, Tra l’altro anche l’ipotesi di ridurre l’IVA “non è decisa perché è costosa, ne parleremo”,  è caduta dopo 2 giorni.

 Il governo varerà per settembre  un piano di rilancio “In una versione sufficientemente definita” (!!). Per realizzarla bisogna andare (ovviamente) “A fine legislatura, nel 2023” perché “Non dobbiamo solo riformare il paese, ma reinventarlo” Come? Altrettanto ovviamente “Con la riforma della burocrazia, i pagamenti digitali, le imprese 4.0 e l’alta velocità abbandonando i combustibili fossili e con un “bonus” (questo ci mancava) per 500 donne che vogliono diventare manager” .

 

Fine? Fine…

 

Il Fondo Monetario Internazionale prevede per l’Italia il 12,5% in meno del PIL e l’incremento del debito pubblico al 166% del medesimo (ovvero una catastrofe) ma non preoccupatevi, non abbiamo fretta.  Se pensate che in 5 mesi il debito italiano è aumentato di QUINDICI VOLTE il tasso di aumento medio annuo sul quale per un decimale si consumavano settimane di diatribe con Bruxelles dovreste rendervi conto di cosa stia succedendo e dell’eredità che andrà a pesare sugli italiani e su chi in futuro avrà la ventura di tentare di governarli.

 

Non mi ripeto più su Conte, questo narciso dilettante allo sbaraglio che ci fa tutti fessi rinviando i problemi sine-die con la cancrena economica che ci divorerà e intanto tirando a campare, ma visto che bisogna anche PROPORRE, a Conte avrei detto che basterebbe cominciare a definire un primo punto strategico ovvero il rilancio “turistico” dell’Italia.

Non penso solo agli alberghi, ma a tutto ciò che è richiamo dall’ estero  e contemporaneamente rappresenti qualità della vita di tutti noi. E’ turismo aiutare chi assume nel settore, finanziare cooperative (di giovani e donne) che organizzino accoglienza, visite culturali e storiche, finanziando Enti e comuni per sistemazione delle aree, spiagge, sentieri di montagna, finanziando ricerche archeologiche, la sistemazione dei centri storici con rivitalizzazione dei mille borghi abbandonati.

E’ turismo pensare alle infrastrutture, ma anche pulire subito le strade, colpire durante chi getta rifiuti ovunque, curare i particolari nelle ristrutturazioni edilizie per mantenere il bello che abbiamo, incentivare i B & B, gli agriturismo, la vendita diretta di prodotti agricoli di qualità, dare “buoni sconti” sulle autostrade almeno per i turisti (sono le più care d’Europa!). Diffondere una “mentalità turistica” significa cura ed amore del territorio, con lo sfruttamento intelligente di decine di migliaia di risorse, luoghi, spazi abbandonati ma anche essere ospitali e non voler fregare l’ospite. L’Italia non sono per il mondo le acciaierie di Taranto che portano (poco) lavoro ma distruggono e inquinano, ma piuttosto posti bellissimi che vanno affidati e gestiti da milioni di imprese, artigiani e piccolo commercio, professionisti seri che erano stremati già da prima del virus.

Ma torniamo alla miniera d’oro che può essere la difesa del territorio: ci sono milioni potenziali posti di lavoro che possono “rendere” subito e far circolare ricchezza. L’Italia era “Il giardino d’Europa” ma siamo precipitati per presenze turistiche in un progressivo degrado assurdo. C’è un Sud che potrebbe fare invidia a Spagna, Grecia, Portogallo…eppure tutti ci hanno bagnato il naso, con milioni di disoccupati e il paese si sbriciola in una triste sciatteria. Cucina italiana, vini italiani, musica italiana, clima invidiabile: abbiamo tutto e nessuno vuole pensarci.

Un tema così si può rilanciare con decreti veloci, semplici, pratici, attuali…possibile che nessuno a Villa Pamphili – occupandosi di massimi sistemi e con tanta demagogia -  ne abbia parlato?

 

MAGISTRATI E AUTORIFORMA

Lo scandalo Palamara sta mettendo in luce le contraddizioni (e peggio) dei vertici della Magistratura italiana. Si dice e si scrive che serve un nuovo "autogoverno" della Magistratura per sganciarla dalla politica e perchè ritorni ad essere autorevole e super partes, soprattutto nella lottizzazione delle nomine.

Come è possibile che questo processo possa essere credibile se il Capo del CSM è il Presidente Mattarella (già esponente del PD) ma il vice-presidente del CSM - ovvero il braccio operativo, quello che di fatto lo dirige – continua ad essere l'on.le David Ermini? Ermini è un avvocato che è stato prima consigliere provinciale e capogruppo della Margherita a Firenze quando il presidente dell'ente era Matteo Renzi, poi contemporaneamente giudice onorario a Firenze, successivamente deputato del PD nel 2013 e quindi responsabile del dipartimento giustizia del partito.

Rieletto deputato – sempre del PD - nel 2018  Ermini, pochi mesi dopo, è stato "traghettato" al CSM ed eletto vice-presidente. 

Ma ci ricordiamo che Palamara trafficava proprio con Cosimo Ferri e Luca Lotti, esponenti del PD (quest'ultimo toscano proprio come Elmini e uomo di fiducia del solito Matteo Renzi), già ministro allo sport dal 2015 al 2018 e ora sotto processo tra l'altro per l'affare Consip ?

E forse ricorderete anche  il caso di Giovanni Legnini che – da parlamentare PD – nel  2014 è stato  fino a fine settembre sottosegretario all’economia nel  governo Renzi, ma contemporaneamente il 10 settembre dello stesso anno era stato eletto in quota PD allo stesso CSM? Ma è mai possibile passare in modo contemporaneo e così disinvolto dal parlamento al governo alla direzione della Magistratura attraversando i tre poteri costituzionali che (in teoria) dovrebbero essere tra loro indipendenti e sovrani?

Questo giro toscano non solo è inquietante, ma è proprio oggetto dello scandalo Palamara con i suoi contatti con esponenti del PD e la reciproca  complessa ragnatela di traffici e di nomine.

Che garanzie ha allora il cittadino - ma anche la logica - che il CSM possa seriamente "autoregolamentarsi" nella trasparenza se è tuttora in mano a questi personaggi evidentemente comunque "contigui" a questo mondo?

Ma attenti, non è solo il PD: condivido con Matteo Renzi quando chiede che vengano pubblicati TUTTI i messaggi e i contatti di Palamara negli anni.

Anche perché  se un politico chiede od offre un favore è imputabile di corruzione, illecito e voto di scambio, ma se - all’inverso - è un magistrato a chiederlo a un politico perché non è considerato reato? Anzichè lanciare tanti proclami il presidente Mattarella non avrebbe il dovere morale di intervenire sciogliendo prima di tutto queste ambiguità?

E poi, una volta per tutte, ci si decida: chi fa il magistrato non faccia carriera politica e se l'intraprende poi non deve poter più tornare indietro o ogni sua sentenza, per giusta che sia, sarà sempre letta anche in chiave politica.

A me sembra semplicemente una questione di buon senso prima ancora che di trasparenza e ha ragione “Il Foglio” che nei giorni scorsi scriveva di stare attenti a non guardare troppo alla “mela marcia” Palamara ma piuttosto al resto dell’albero, gravemente malato e corroso di dentro.

 

DEONTOLOGIA MEDICA

“Il virus è meno aggressivo” sottoscrivono dieci scienziati, “Sostenerlo è una demenziale scemenza” replica un medico tra quelli più gettonati nelle serate TV del coronavirus. “In autunno ci sarà  una nuova ondata !” “ Assolutamente no, e se arriva sarà un virus attenuato e curabile”. “Nel mio reparto non ho più ricoverati, ormai sappiamo domarlo!” insistono da Genova “Solo chiacchiere, non è scienza” replicano da Milano. La procura di Bergamo chiama il virologo veneto contro quello lombardo e tra infettivologi, virologi, primari, esperti e professori (sono tutti professori!) si azzuffano alla grande.

La gente, a casa, avrebbe il diritto almeno di capire e magari tranquillizzarsi un po'.

 

PS: ieri sono stato in Svizzera. Stesso lago, stessa aria, stesse acque, ma a Locarno non ci sono segni dell’epidemia: nessuno gira con la mascherina (salvo gli italiani) al ristorante e al bar ti siedi come vuoi, il buffet sono serviti come al solito. Un altro mondo, eppure sembra che in Ticino ci siano stati (ovviamente) gli stesi problemi che in Lombardia. Adesso però pensate ad  un turista tedesco: preferirà stare in un albergo sul Lago Maggiore dalla parte svizzera o su quella italiana? Forse comprenderete perchè a Locarno c’era vita e da noi tutto è sconsolatamente vuoto.

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                                                    MARCO ZACCHERA




IL PUNTO n. 771  del 19 giugno  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: IL SUCCO - SENNO DI POI – COLAO COLATO (A PICCO) – STATI GENERALI E GHIGLIOTTINA – MONTANELLI – GIUSTIZIE - VERBANIA: CICLABILE GIA’ A PEZZI

 

IL SUCCO

E’ semplice quanto drammatico: la situazione sta diventando sempre più difficile, a settembre sarà un disastro,  I SOLDI PER RIPARTIRE NON CI SONO E VANNO TUTTI PRESI A PRESTITO quindi si tira in lungo sperando nel miracolo. Servirebbero chiarezza, velocità, coraggio, audacia, scelte impopolari e non solo sussidi ma il brodo si allunga perché Conte è deteriorato, così come l’opposizione.

 “Intanto ogni giorno che passa è un giorno guadagnato” ragiona il premier e – come un furbo capo-pompiere – reagisce a chi gli urla “Emergenza!!” con un “Ha proprio ragione…che ne dice di risentirci verso fine settembre?”

Dovremmo insomma sperare nell’Europa, pur divisi anche sul MES, che però anche lei marcia divisa. Potrebbe aiutarci la Francia a spingere su Bruxelles per avere più prestiti, ma in cambio bisogna chiudere gli occhi sui francesi che si stanno accaparrando il meglio delle aziende italiane.  

 

DEL SENNO DI POI

...ne sono piene le fosse. Trovo surreale che i PM di Bergamo vadano alla ricerca di un capro espiatorio per scoprire chi dovesse o meno firmare per la "zona rossa" in Val Seriana ai primi di marzo, non attuata subito e poi inclusa nel blocco di tutta la Lombardia. Trovo ingiusto prendersela su questo aspetto con Conte o il governatore Fontana: nessuno in quei giorni aveva un'idea di che cosa fosse o poteva diventare il contagio e credo nessuno abbia volutamente minimizzare il rischio.

Ovviamente industrie ed operatori economici avranno fatto pressioni per aspettare a chiudere tutto, ma anche loro in buona fede ben sapendo i disastri che sarebbero arrivati (come infatti è stato) con una chiusura generalizzata. Oggi la scelta di tenere aperte quelle zone, così come quella di costruire in pochi giorni un ospedale in Fiera Milano, sembrano sbagliate ma vanno contestualizzate alla allora situazione.  

In passato abbiamo visto annunciare tante epidemie poi mai arrivate (dalla mucca pazza ai polli) e tra  l'altro proprio l'OMS - su input cinese – ancora a marzo minimizzava il contagio. Piuttosto i PM insistano allora per un'indagine proprio sulle responsabilità dell’OMS visto quante decine di milioni paga ogni anno l’Italia a questa Organizzazione e sulle responsabilità dei politici (e non solo) per i disservizi che si sono registrati quasi ovunque nella gestione del Coronavirus.

 

MA UN PUNTO FONDAMENTALE RESTA L’ INDAGARE SUI FONDI RACCOLTI DALLA PROTEZIONE CIVILE. E' troppo chiedere un rendiconto accurato di quanto è stato raccolto e come lo si sia speso? E' troppo sapere dove siano finiti i milioni di euro spontaneamente offerti dagli italiani in aggiunta ai fondi disponibili già largamente concessi alle "tutine nere"? Perchè i soldi pubblici vanno sempre spesi bene anche nell'emergenza e l'impressione è che alla Protezione Civile - soprattutto da quando è diventata il baraccone che è - ci sia sempre stata opacità sulle spese e sui canali di comando, ma soprattutto sui successivi controlli.

Questa necessità di chiarezza sarà utile anche in futuro visto che tutte le nomine di questa struttura sono state politiche (e senza concorsi!) e "interne" al potere politico con legittimi dubbi sulle effettive capacità dei singoli. Appalti, gare, prezzi, acquisti: ecco un bel tema per solleciti Giudici alla ricerca della verità.

 

COLAO COLATO (A PICCO)

Triste destino per l’illustre dott. Prof. Vittorio Colao chiamato da Conte tra squilli di tromba al proprio capezzale in piena epidemia, ufficialmente per dare una mano “tecnica” al governo e a programmare il rilancio italiano. Alla fine mister Colao e la sua mega-commissione non se li sono filati nessuno, hanno prodotto 120 schede su idee assolutamente serie (anche se spesso assolutamente ovvie), solo che il loro allarme  non era in sintonia con i tempi lunghi di Conte  e le menate interministeriali che puntano a ben altre partite.

Così il professore – che doveva essere l’ospite d’onore agli “Stati Generali” - è stato liquidato in 40 minuti senza neppure presente tutto il governo e manco con un “grazie” finale. Forse perché aveva fatto capire a tutti la verità, ovvero che Conte non ha un piano, date, coperture, tempi.

Colao buttato giù dalla torre, avanti un altro per il nulla che avanza.

GLI STATI GENERALI

Un premier alla quotidiana ricerca di visibilità aveva convocato a sorpresa l’altisonante summit degli “Stati Generali” facendo storcere il naso perfino al PD. La conferma – e siamo solo a metà strada -  è che si tratti proprio solo di una sfilata “Ad usum Conti”. Il menu – diluito in 10 giorni - prevede infatti chiacchiere quotidiane d’apertura, incontri istituzionali (anche se i big fanno solo una comparsata in video) poi conferenza-stampa pomeridiana con il premier che chiacchiera nuovamente in giardino e sua comparsata con show serale a reti unificate.

Concretezza? Nessuna. Piani strategici “Ne parleremo a settembre” perché mentre l’Italia affonda la strategia è il rinvio. Se qualcuno protesta – magari Bonomi di Confindustria – il commento del premier è “Non ci hanno capito, non siamo contro le imprese” ovvero altre chiacchiere che non significano nulla. “Stati Generali” inutili visto che il Parlamento non conta più niente e i DPCM sono il nuovo Vangelo e quindi Giusepi, l' "avvocato dei poveri", può galleggia intanto sulle liti interne e grazie alle nomine, ai veti su Autostrade, alle divisioni M5S, a Renzi che minaccia ma non morde anche lui terrorizzato dal possibile voto popolare. Ovviamente Conte chiede “coesione”, ma poi continua con i suoi decreti esattamente come al solito. 

Lo scenario comunque è ben scelto: Villa Pamphili a Roma con i suoi splendidi giardini assomigliano in piccolo alla reggia di  Versailles dove nel 1789 Luigi XVI convocò gli "Stati Generali" della Francia squassata dalla crisi, come l'Italia di oggi. Finirono con l'avvio della Rivoluzione Francese e la decapitazione del re.

Chissà se Conte ci ha fatto un pensierino, magari facendosi una toccatina di striscio.

 

MONTANELLI

Gli idioti che hanno deturpato la statua di Indro Montanelli a Milano sono soprattutto degli ignoranti visto che hanno giustificato il loro atto vandalico come protesta antirazzista. Nelle loro zucche vuote è probabile che non riescano neppure a concepire la freschezza e l'onestà intellettuale di un giornalista che è stato per tanti anni una libera alternativa di pensiero e sempre una schiena diritta.

Idioti che non sanno nulla delle sue cronache, dall'Africa al fronte finlandese, o della sua detenzione a San Vittore con i nazisti che lo volevano morto. Tanto meno della sua uscita dal "Corriere" per fondare nel 1974 "Il Giornale" e ancora le sue successivi liti con Berlusconi che pur l'aveva finanziato... Chissà se almeno sapevano che il monumento imbrattato sorge proprio là dove Montanelli fu “gambizzato” dalle Brigate Rosse. Idioti che non hanno ovviamente mai letto i suoi libri e il suo graffiante, quotidiano  "Controcorrente" espressione di uno spirito libero che i “valorosi” dallo spray rosso non possono neppure immaginare.

PS: ma possibile che neppure visionando i video dei mascalzoni all’opera si sia riusciti ad identificarli?

 

GIUSTIZIE

Giusto 40 anni fa cominciava il calvario di Enzo Tortora. L’allora notissimo presentatore televisivo fu arrestato, processato, messo alla gogna, condannato pur essendo del tutto innocente.

Nessun Magistrato ha pagato per quella ignominia e per la sua morte avvenuta di fatto di crepacuore. Come credere poi ai vari governi e ministri della giustizia che si sono succeduti quando il sistema sembra non cambiare mai? Alla delicatissima procura di Perugia (inchiesta Palamara & politici) tre giorni fa è stato eletto da un CSM spaccato e “politico” - con 12 voti contro 8 e 5 astenuti - proprio Raffaele Cantone che pure rapporti con la politica ne ha avuti eccome e anche di recente.

Ecco perché fa sorridere Bonafede che dopo aver scarcerato boss e viceboss per il virus “manda gli ispettori” per la scarcerazione di Massimo Carminati, il “nero” che – dopo 5 anni passati al 41 bis – viene rilasciato per scadenza dei termini. Se è colpevole è assurdo rilasciarlo, se fosse innocente è stata una ingiustizia avergli fatto trascorrere cinque anni di vita come un boss mafioso. Capite perché quando poi Colao sottolinea nelle sue schede che “In Italia occorre riformare la Giustizia” il minimo è sorridere? Anche perché Mattarella al massimo interviene con i suoi fulgidi discorsi come quello di ieri (si riferiva a Perugia?)…e tutto continua esattamente come prima

 

VERBANIA: CICLABILE GIA’ A PEZZI

Da anni è in corso a Verbania la costruzione della pista ciclabile tra Suna e Fondotoce tra ritardi, liti sull’appalto, sospensioni dei lavori. A parte gli attuali lavori di sterro degni delle fondamenta del Duomo di Milano basta passare in auto per notare il degrado che a meno di un anno dall’inaugurazione ha già colpito il primo lotto. Parapetti arrugginiti (no, non è corten, è proprio ruggine), pavimentazione di legno già traballante e malmessa (usando il legno vicino al lago...), segnaletica cancellata e sbocco in una curva cieca pericolosissima….vedere per credere.

 

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                       MARCO ZACCHERA 




IL PUNTO n. 770  del 12 giugno  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: INGINOCCHIATI IN AULA - GIRO D’ITALIA 

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IN GINOCCHIO LA DEMAGOGIA

Vedere Laura Boldrini ed altri deputati del PD inginocchiarsi in aula alla Camera  per ricordare il nero George Floyd mi ha scoprire a quanto possa arrivare la demagogia.

Parliamoci chiaro e senza peli sulla lingua: l’episodio del poliziotto di Minneapolis che ne ha causato la morte soffocandolo è inaudito e indegno: l’assassino sia processato e condannato duramente, come i suoi colleghi che non sono intervenuti.

Questo per fare chiarezza totale, ma da lì in poi è ora di aprire gli occhi e parlarsi chiaro. Innanzitutto quei poliziotti erano di una città e non “federali” e quindi Trump non c’entra nulla, ma semmai ne è responsabile il sindaco di Minneapolis che – ma guarda! – è Jacob Frey, un rampante esponente democratico e non un repubblicano, così come il sindaco di New York dove pure ci sono state tante altre violenze.

Guarda caso è di colore anche il capo della polizia di Minneapolis, Medaria Arradondo, e - a sottolineare che l’episodio non aveva particolari connotazioni razziali – andrebbe anche ricordato che George Floyd aveva piuttosto precedenti per rapina a mano armata aggravata.

Il problema è che i democratici – a corto di idee e di voti per novembre – prima avevano attaccato Trump sul coronavirus accusandolo di tutto. Poi, quando hanno visto che il presidente ha contenuto i danni economici dell’epidemia, dovevano trovare assolutamente un altro “caso” e l’episodio di Minneapolis andava a pennello per mobilitare i neri al voto di novembre pur sapendo di scatenare altra violenza.  

In America ci sono moltissimi problemi razziali e sociali, la strumentalizzazione è facile, così come la demagogia. Sul caso è montata per giorni una violenza incredibile con danneggiamenti, morti, feriti, saccheggi, assalti che non c’entravano nulla con l’episodio iniziale, ma creati ad arte per far montare il caso.

Violenze che hanno semmai acuito le diversità, gli odi razziali, la radicalizzazione di parte  culminata con la presenza del candidato democratico Joe Biden ai funerali “privati” della vittima, giusto per non farsi notare...

Non potevano quindi mancare all’appuntamento i sinistri nostrani, quelli che parlano sempre di “strumentalizzazione” se a delinquere è un immigrato e che certo non si sono mai  inginocchiati per un poliziotto assassinato, italiano o americano che sia.

Eppure – purtroppo – di poliziotti innocenti ne sono morti tanti.

 

GIRO D’ITALIA

Riaperte le gabbie ho dovuto correre per una settimana in giro per l'Italia e l’ho ritrovata più triste, spaventata, incerta.

Possiamo anche riderci sopra: c'è chi tiene la mascherina e chi no, chi ha paura e chi invece fa lo spavaldo ma - soprattutto - non c'è un hotel, un ristorante, un bar o un esercizio commerciale dove le norme vengano applicate - ma soprattutto vissute - in modo univoco.

Siete mai stati al ristorante dopo il 3 giugno? Avete notato se e come l'olio per l'insalata ve lo abbiano portato in tavola? E' un micro-esempio tra chi ha optato per le bustine in plastica monouso (davvero con olio extravergine ?!) oppure con il cameriere che non molla la bottiglia perchè l’olio te lo versa assolutamente solo lui, passando da chi va avanti alla moda vecchia o a chi invece l'insalata la serve  già condita e  sotto cellophane, in arrivo direttamente dalla cucina.

Stesso destino per i piatti di portata (monoporzioni o comuni per più commensali?) che hanno sollecitato la fantasia dei più. Come dividere in due una fiorentina se non siete "congiunti" o una spigola di un chilo? E non parliamo poi delle colazioni la mattina in albergo, orfane dei buffet e che finiscono tragicamente tra bicchieri di plastica, merendine monouso con stop agli affettati per la gioia dei vegani e soprattutto dei suini italiani ed esteri. Crollano così i risotti "minimo due porzioni" e - sparito da tavola il parmigiano grattugiato -  in generale è una corsa culinaria al ribasso e alla mortificazione dei sensi.

Poi c’è il report dei 14 giorni 14: ti chiedono cognome e nome con la data di nascita, oppure no: meglio solo il codice fiscale. Nell’incertezza lascia anche il telefono, in alternativa takeaway e scappi (pagando, però!) mentre qualcuno ti propone un’agenda da compilare (ma così leggi chi c’è seduto all’altro tavolo, come la mettiamo con la privacy?). Allora meglio solo un foglietto… ma la penna con uso in comune sarà sterilizzata?

In un moltiplicarsi di disinfettanti - a pedale, monouso, a piantana, automatici o manuali - l'impressione è che si punti soprattutto alla facciata più che alla sostanza tra plexiglass, cartelli, scritte a volontà e tante mascherine: bianche, verdi, nere, tricolori, griffate, personalizzate, con o senza valvola.

E' un'Italia divisa anche per età: superi in autostrada l'anziano che da solo guida la sua Panda rigorosamente con mascherina (anche se nell'abitacolo è solo) passando alla "movida" serale di chi del virus se ne frega.

Ma fin qui abbiamo scherzato: poi c’è la realtà.

Ho percorso Ponte Vecchio a Firenze spettrale e squallido in pieno giorno con le sue botteghe chiuse e gironzolato in una Roma desolatamente semideserta già in prima serata. L’Italia turistica è quella più profondamente in crisi, triste e preoccupata, con gli operatori che temono come ancora non ci sia resi conto - al vertice - di quanto peserà questa voce sulla minor ricchezza di tutti e non solo per le boutique deserte dell'alta moda, ma anche per tutti quei negozi che hanno sì riaperto, ma non battono un chiodo.

Se poi incroci qualcuno che il virus l'ha subito - di solito da asintomatico o con  sintomi molto lievi - è costante la litania dei disservizi, di tamponi persi o non fatti, di tempi buttati via senza  un protocollo serio che valesse  per tutti.

Mentre ingialliscono ovunque gli arcobaleno dell' "andrà tutto bene" si moltiplicano i dubbi sul futuro economico di un Paese spaccato tra "garantiti" e non.

C’è invidia per i dipendenti pubblici dallo stipendio sicuro rispetto a disoccupati, lavoratori autonomi e tante partite IVA che devono già prepararsi a pagare IMU e tasse varie senza aver incassato niente: un mugugno generale che non promette niente di buono.

Anche perché soldi ne sono arrivati poco nonostante tante (troppe) promesse e vedremo l’utilità di questi “Stati Generali” che per ora sembrano soprattutto l’ennesimo show di Conte & C.

 

 

      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                             MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 769  del 5 giugno  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: MATTARELLA E L’UNITA’ - BONOMI HA RAGIONE – SEQUESTRI, RISCATTI, RICORDI E LIBERTA’ – PROVOCAZIONI SUDTIROLESI - LA STORIA A TELE VCO

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MATTARELLA E L’UNITA’ 

Il presidente Mattarella in occasione del 2 giugno ha invitato gli italiani “Ad unirsi e a non dividersi” e tutti i media hanno interpretato la frase come una critica alle manifestazioni del centro-destra che si sono tenute in oltre 100 piazze d’ Italia senza simboli di partito e cercando di osservare le norme di sicurezza per protestare contro il governo Conte.

Credo anch’io che sarebbe molto opportuno che gli italiani si unissero non solo per superare la crisi sanitaria, ma anche con la voglia, l’orgoglio, la rabbia di voler mettersi insieme per ricostruire questo paese.

Vorrei però chiedere con molta serenità al Capo dello Stato: Presidente Mattarella, ha mai pensato che per molti italiani è diventato proprio Lei un elemento di divisione constatando che non riesce mai ad essere  “super partes”?

Mediti…Ha rifiutato nuove elezioni, dimostra appoggio incondizionato al governo Conte senza mai – per esempio – un messaggio di richiamo  alle Camere o uno stop ad una legge.  Il Suo silenzio è totale sui pasticci che si combinano, senza mai esprimere una critica all’esecutivo.

Lei ha firmato immediatamente  tutti i DCPM imposti da Conte in questi mesi senza neppure leggerli (o almeno farli leggere, visto che è umanamente impossibile esaminare centinaia di pagine in poche ore!). Eppure quei decreti sono poi stati approvati sempre e solo con voto di fiducia, quindi con la loro promulgazione Lei ha di fatto accettato e consacrato la prassi ormai consolidata che Camera e Senato non contino più nulla.

La Sua sterile “irritazione” per la politica che imperversa nella Magistratura (di cui Lei è però il capo supremo e quindi responsabile) si è fermata lì, sostenendo che non è compito suo cambiare la legge istitutiva del CSM. Vero, ma se lei fosse andato in TV dicendo chiaramente davanti a tutti gli italiani che così non si può andare avanti e che è una vergogna, “diffidando” prima di tutti il ministro Bonafede e il governo a scegliere nuove strade e a proporre una nuova legge in termini brevi non sarebbe stato (finalmente) molto più incisivo?

Scusi, Presidente, ma Lei ha accettato ed accetta tuttora un governo in cui c’è Di Maio a ministro degli Esteri, la Azzolina all’istruzione ecc.ecc. Non ritiene di avere  qualche responsabilità avendo approvato lei questa lista di ministri? Pensi che Scalfaro aveva rifiutato la nomina di Mirko Tremaglia a ministro degli italiani nel mondo solo perché quaranta anni prima aveva aderito alla RSI!

Eppure Lei Giggino Di Maio lo conosceva bene e ne sapeva i chiarissimi limiti: se oggi perfino la Grecia, la Svizzera o l’ Austria ci chiudono le frontiere non si sente un po' responsabile per non aver imposto con fermezza a Conte qualche tecnico di qualità, almeno in alcuni ministeri-chiave?

Rappresentare “tutti”, caro Presidente, vuol dire capire e rispettare (e qualche volta anche condividere) le istanze, le proteste, i dubbi, le critiche dell’opposizione che – tra l’altro – stando a tutti i sondaggi è larga maggioranza nel Paese. Ma questa “maggioranza silenziosa” come può sentirsi unita e rappresentata se al Quirinale non viene mai considerata o tanto meno ascoltata?  

Quindi, Presidente, si faccia un dell' esamino di coscienza…

 

BONOMI: SE LA POLITICA E’ PEGGIO DEL VIRUS

Nei giorni scorsi il neo-presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha rilasciato diverse interviste. Poiché è raro leggere parole così chiare, autorevoli e precise ne pubblico integralmente uno stralcio tratto da quella pubblicata da “Repubblica”. Bonomi non ha ragione perché è il nuovo capo degli industriali, ma perché sostiene cose sensate e di buon senso. Giudicatelo voi:

"Questa politica rischia di fare più danni del Covid". E' l'accusa lanciata da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, in un'intervista a Repubblica. "La narrazione secondo cui una volta passata la pandemia tutto tornerà come prima - sottolinea Bonomia - è una falsità bella e buona. La realtà è un'altra. Questo è un Paese che si è abituato ad essere anestetizzato. Io non sto cercando le polemica, non sono contro a priori. Sto cercando di mettere tutti davanti alla realtà: gli imprenditori sono fortemente preoccupati. In autunno molte imprese non riapriranno, altre dovranno ridimensionarsi. Non sappiamo cosa succederà domani, che ne sarà delle commesse, degli ordini, dei fornitori". Sul milione di licenziamenti prospettati nei giorni scorsi, chiarisce: "Ho detto quel che sanno tutti coloro che ogni mattina vanno in azienda a lavorare. Il governo ha bloccato i licenziamenti fino ad agosto. Ma il lavoro, i posti di lavoro, non si gestiscono e non si creano per decreto. Serve una strategia, una visione, un'idea di quale Paese vogliamo costruire. Bisogna smetterla di guardare esclusivamente al dividendo elettorale". Su quello che, a suo giudizio, c'è da fare, afferma: "Lo ha detto molto bene il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. Bisogna puntare sulla crescita: sono venticinque anni che il nostro Paese perde produttività, allontanandosi sempre più dai concorrenti. E la crescita dipende anche da dove si allocano le risorse: da decenni si aumenta la spesa corrente (il dividendo elettorale) a scapito degli investimenti nelle infrastrutture, nella sanità, nell'innovazione e nella ricerca, nelle politiche per la sostenibilità ambientale e sociale…”

Che gli italiani capiscano, ascoltino e chiedano alla politica (tutta) di essere almeno un po' più responsabile.

 

SEQUESTRI, RISCATTI, RICORDI E LIBERTA’

E’ mancata nei giorni scorsi a Roma a 93 anni Anna Calissoni Bulgari, rapita dall' "anonima sarda" nel 1983 con il figlio Giorgio, di cui sono amico. La riservatezza di quest’ultimo ha fatto sì che nei nostri incontri non si parli quasi mai di quel maledetto giorno quando   ancora   minorenne  fu   brutalmente  sequestrato insieme a sua madre e tenuto prigioniero fino alla notte di Natale di quello stesso anno.

Inorridisco sempre nel sentire la parola “sequestro” o abusarne, arrivando addirittura a quel “sequestro di persona aggravato” di cui per esempio è accusato Matteo Salvini, per aver impedito per tre giorni, come ministro dell’Interno,  lo sbarco di 131 persone tratte in salvo nel Mediterraneo (e che a bordo erano comunque assistite in tutto) per sottolineare il clamoroso disinteresse europeo.

E ancora ho molti dubbi per il “sequestro” nel caso di Silvia Romano rimpatriata in pompa magna con un volo di stato, in piena pandemia, nel frattempo beatamente e volontariamente convertita all’ Islam, sorridente e desiderosa di ritornare in Africa appena possibile, Per lei lo Stato avrebbe pagato almeno 4 milioni di euro che così andranno a finanziare nuovi attentati terroristici!

Come lei, altre “cooperanti” in questi anni sono state liberate a peso d’oro dal governo italiano, grazie all’ aiuto dei nostri servizi segreti.

La tristezza del momento per la scomparsa di Anna Bulgari induce però ad una riflessione: dov'era lo stato quando Giorgio e sua madre furono rapiti a due passi da Roma? Ministro dell'interno era allora Oscar Luigi Scalfaro, la famiglia fu del tutto abbandonata e poi costretta a pagare dopo una atroce mutilazione proprio di Giorgio.

Quello era addirittura il secondo sequestro in famiglia, ma lo stato era completamente assente tanto che per Giorgio e Anna Bulgari le trattative vennero portate avanti dalla sorella Laura in assoluta solitudine. I Bulgari pagarono poi 4 miliardi di lire di tasca loro,   una   cifra   enorme  per allora eppure   non   arrivò   mai   neppure una telefonata di solidarietà dal governo o dai vertici dello stato.

Non voglio immaginare la responsabilità e le angosce assunte dai famigliari  quando videro recapitarsi in una busta la mutilazione di Giorgio per indurli a pagare. 

Anna  Bulgari   si   è   spenta   portandosi   dietro   anche questo macigno sul cuore, ma è nostro dovere  non dimenticare perché la memoria è un atto di giustizia dovuto.

Per Anna, per Giorgio, per tutti coloro che sono stati e sono in questo  momento nelle mani di  rapitori  in tutto il  mondo, spesso dimenticati  e imploranti una libertà che non arriverà per tutti allo stesso modo e che per alcuni, purtroppo, non arriverà mai.

 

PROVOCAZIONI SUDTIROLESI

L’Austria apre le frontiere in Europa ma non verso l’Italia, e intanto gli  Schützen altoatesini  hanno messo dei grandi cartelli lungo i confini provinciali con la scritta "Verrückt nach Süden" ovvero  "spostato a sud", in riferimento al confine di Stato.  

 Per la loro "performance" è stato provocatoriamente scelto il 2 giugno e i cartelli sono stati posizionati su 25 passi alpini e lungo le strade. Secondo il loro comandate "Gli ultimi tre mesi probabilmente hanno aperto gli occhi anche a chi era ancora indeciso. Restrizioni, caos e più vittime che in altri Stati. L'Italia non fa bene al Sudtirol, l'Italia è un danno per tutte le persone che ci vivono".  

Visto che l’Italia è così matrigna, cosa si aspetta allora a SOSPENDERE O ALMENO RIDURRE ALLA PROVINCIA AUTONOMA  DI  BOLZANO  I  SUPER  BENEFICI  FISCALI  ED  ECONOMICI DI CUI GODONO QUESTI SIGNORI RISPETTO A TUTTI GLI ALTRI  CITTADINI ITALIANI ?

In Ossola, in Valsesia o in Valtellina sono montanari anche loro, eppure non vedono un euro: è questa l’Italia della “legge uguale per tutti”? Strapagare chi ci insulta mi sembra decisamente troppo, tirino un po' la cinghia anche Lor Signori  o si trasferiscano a Innsbruck, così siamo e saranno tutti contenti.

E ricordiamoci sempre che la Sudtiroler Volkspartei è “eternamente” al governo, e da 70 anni "si ciuccia la ciccia"… comodo, no?

 

LA STORIA A TELE VCO

Segnalo che proseguono ogni martedì alle 13.30 i miei appuntamenti con la Storia a Tele VCO - AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming www.televcoazzurra.it). Le lezioni vengono replicate per tutto il pomeriggio - sempre di martedì - al minuto 0.30 fino alle ore 18.30. Sono una sintesi delle mie conferenze all’ UNITRE  di Arona e in queste settimane (fino a metà giugno) si approfondirà la storia delle zone del Lago Maggiore.

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                            MARCO ZACCHERA

 



IL PUNTO n. 768  del 29 maggio  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: GIUSTIZIA & POLITICA, IL CANCRO E’ IRREVERSIBILE ? – NON PESTATE I PIEDI AGLI SVIZZERI – STORIA IN TV

 

IL COMA DELLA GIUSTIZIA ITALIANA  

Mentre l’Italia è avvitata nelle conseguenze del coronavirus c’è un’altra emergenza che sta passando sotto traccia, ma grave quanto la prima: la crisi della nostra giustizia.

Se ne parla poco per un omertoso silenzio dei media, una sostanziale indifferenza dei TG e poca attenzione da parte dei quaquaraqua che discettano sui mali del mondo, da Trump in giù, ma sempre bene attenti a mai rischiare di persona.

La Giustizia italiana è in coma, il palazzo (complice) è assente, il Quirinale tace, la barca va a fondo. Non sto facendo demagogia, ma credetemi che siamo nel caos.

La stessa Europa ci chiede di intervenire condizionando gli aiuti per il virus (siamo a questo punto!) in cambio di riforme e - prima di tutte - nel modo tutto italiano di “non” fare giustizia visti i tempi biblici della nostra giustizia civile e penale.

Nella mia vita ho avuto a che fare con molti magistrati trovandone di seri ed integerrimi (anche tra persone notoriamente di sinistra), altri manifestamente incapaci o sostanzialmente nullafacenti e alcuni decisamente faziosi.

Il problema però non è il singolo magistrato, ma il “sistema” che non regge più e sta sprofondando in una crisi ben più grave di quella che ha visto coinvolto il ministro Bonafede (ovviamente “assolto” con la scontata capriola di Renzi) la scorsa settimana in una polemica tutta incentrata sul rilascio dei mafiosi dalle carceri e la sospetta nomina ai vertici del sistema penitenziario.

Una crisi che va anche al di là degli scandalosi colloqui di Palamara ( “Faccia di tonno” lo chiamava in tempi non sospetti l’ex presidente Cossiga in un video che è diventato virale sui social, eppure “ il tonno” nel frattempo era salito ai vertici dei magistrati!), uno che apertamente invitava altri giudici ad incastrare l’allora ministro Salvini “anche se ha ragione” .

Un abuso quindi conclamato, plateale, terribile di una magistratura infiltrata dalla politica e usata per ricattare gli avversari...

Eppure nessuno dalle parti del PD sembra scandalizzarsi (visto che erano i convolti!) e addirittura l’ex vice-presidente del CSM Legnini – nella m…. fino al collo - parla di “provocazioni”. Ma il male è addirittura più profondo, sottile, tumorale perché coinvolge i vertici dello stato, la politica e il malaffare.

In una settimana escono non solo le dichiarazioni di Palamara (ma a tirarle fuori è “La Verità”, non la grande stampa!) ma è inquisito anche il procuratore della Repubblica di Taranto e si aprono clamorosi sviluppi su possibili coinvolgimenti e pressioni dell’ex presidente Napolitano per silenziare  i  rapporti tra stato e mafia, mentre la paralisi del CSM è palese.

Qui sta il primo punto: la crisi è a così alto livello anche perché il Presidente della repubblica Mattarella – non solo formalmente a capo della magistratura italiana – continua a tacere, a non prendere provvedimenti, a non chiedere ed imporre apertamente le dimissioni a tutti quelli che sono coinvolti, a chiedere di sciogliere il CSM e le sue malefiche “correnti”. Perché Mattarella tace?

Forse perché Palamara non parlava con il suo specchio, ma con noti esponenti del PD come Legnini che erano inseriti ad altissimi livelli, alternando “passaggi” al governo e poi rimettendosi la toga, "registi" di nomine e trasferimenti negli uffici giudiziari.

Forse il Presidente Mattarella non sapeva, ma è mai possibile? Comunque adesso lo sa…eppure prosegue  questo  un suo  imbarazzante silenzio nei riguardi di chi lo ha eletto (e magari vorrebbe rieleggerlo). Non credo sia una tacita accettazione del sistema, ma è un silenzio non più tollerabile in una Repubblica che non sia delle banane, perché da 3.000 anni è proprio il Diritto la linea che contraddistingue una civiltà e la nostra Costituzione è chiarissima nel sottolineare l’indipendenza dei poteri. Mi aspettavo quindi  almeno un suo atto formale alle Camere, una assunzione di responsabilità… nulla.

Intanto la commistione tra politica e magistratura ha superato ogni logica, ogni tolleranza, ogni pudore, ma questo sembra non interessare nessuno, mentre solo se “La legge è uguale per tutti” il cittadino si sente protetto ed è tenuto a comportarsi  bene. Per questo vorrei da Mattarella non parole ma atti, decisioni, prese di posizione inequivocabili… che però tardano da mesi.

Quello che poi mi chiedo è perché - se la gran parte dei giudici italiani si comporta in modo corretto - non salga almeno "dal basso" una profonda critica alla propria casta e al modo in cui viene diretta. Il silenzio lascia temere che in fondo il sistema per molte toghe vada bene più o meno così, con un pensiero alla carriera e alle adeguate amicizie di “corrente” necessarie per proseguirla.

 

Poi è arrivato il Coronavirus che ha messo a nudo la crisi “pratica” del NON “poter fare” giustizia in Italia. Se nelle scuole si è cercato bene o male di insegnare a distanza, così come in tutte le imprese si sono cercati rimedi-tampone per continuare a lavorare, la giustizia italiana - in pratica - ha invece semplicemente dato forfait. Ferme quasi tutte le cause in corso, le cancellerie, gli uffici in una paralisi generale che è di sistema, mentre il “Palazzo” gigioneggia solo su parole.  Parole, parole, parole sulla prescrizione, le intercettazioni, la privacy e i massimi sistemi, ma NULLA su come risolvere i problemi quotidiani.

Sarò spiccio e brutale: quanta gente negli uffici giudiziari ha continuato a prendersi lo stipendio senza lavorare e senza rischiare il posto o la cassa integrazione? Mentre l’Italia degli avvocati è in crisi e si  rischia il fallimento degli studi legali la “controparte” non batte ciglio: chissenefrega se non arriva una sentenza, se i rinvii sono di mesi, se le udienze non si tengono.  

Ma il cittadino che sta in mezzo, a chi può rivolgersi?

Non alla politica perché è complice, non al Quirinale che tace, no ai giudici perché “cane non mangia cane”. Questa è una crisi tutta italiana e che ci vede ancora una volta ultimi in Europa.

Altro che epidemia: è un cancro, ma soprattutto è una inciviltà.

 

QUANDO LA SVIZZERA SI INC…

Ricordatevi che gli svizzeri sono molto gelosi – ed a ragione – delle loro prerogative di indipendenza e sarebbe utile ascoltare e capire l’evidente irritazione delle autorità federali elvetiche quando hanno risposto “No, grazie” alla richiesta di riapertura delle frontiere da parte dell’Italia.

Roma è d'altronde considerata colpevole di non aver sentito anche il loro parere annunciando in modo unilaterale che dal 3 giugno le frontiere sarebbero  state aperte, tanto che gli svizzeri, decisamente arrabbiati, hanno annunciato la riapertura verso Francia, Austria e Germania per il 15 giugno ma per l’Italia – e solo forse - soltanto il 6 luglio.

Un ko per le zone di confine – Lago Maggiore in testa – perché solo dalla Svizzera possono arrivare anche i tedeschi e quindi crisi nera per turismo, alberghi, ristoranti, mercati, seconde case.

Forse Di Maio non sa neppure che per riaprire una frontiera (oltretutto extraeuropea!) bisogna essere in due e sarebbe stato gesto cortese informare prima riservatamente la controparte dei propri desideri ad evitare comprensibili irrigidimenti.

Intanto però la crisi resta, auto e persone non passano, i treni internazionali come il “Cisalpino” sono tutti fermi da 3 mesi (un disastro per chi in Italia gravita su Milano)  e va davvero un grazie agli esponenti della Lega sen. Enrico Montani, on. Alberto Gusmeroli e all’europarlamentare Alessandro Panza  che almeno sono intervenuti con pesantezza, perché se le frontiere svizzere restano chiuse è davvero un dramma per tutti.

Poi ci si mette anche una ipocrisia tutta elvetica visto che i lavoratori frontalieri (utili alla Svizzera) sono sempre potuti e possono passare il confine, ma non gli svizzeri se vogliono venire a fare acquisti da noi.   Mentre in Italia si sono moltiplicati i divieti in Svizzera d'altronde si è invece cercato di mantenere tutto sotto controllo e senza mettere in piazza i propri guai. Atteggiamento ipocrita? Forse, ma gli svizzeri sono fatti così e da secoli i loro conti sanno farli bene, ragionando quindi che era meglio minimizzare e non suscitare il panico. Una  decisione saggia? Alla fine sicuramente vincente.

 

LA STORIA A TELE VCO

Segnalo che proseguono ogni martedì alle 13.30 i miei appuntamenti con la Storia a Tele VCO - AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming www.televcoazzurra.it). Le lezioni vengono replicate per tutto il pomeriggio - sempre di martedì - al minuto 0.30 fino alle ore 18.30. Sono una sintesi delle mie conferenze all’ UNITRE  di Arona e in queste settimane (fino a metà giugno) si approfondirà la storia della pesca e degli antichi mestieri  sul Lago Maggiore.

 

        BUONA SETTIMANA   A TUTTI    !                          MARCO ZACCHERA


IL PUNTO n. 767  del 22 maggio 2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Segnalo che il mio sito www.marcozacchera.it è stato recentemente  rinnovato e arricchito di informazioni, articoli e notizie: dategli un’occhiata!

Grazie a chi mi invia indirizzi di amici e conoscenti per allargare l’indirizzario degli invii de IL PUNTO.

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Sommario: IL CENTRO-DESTRA DEVE DECIDERE – SERVIZIO CIVILE NAZIONALE – Approfondimento: QUEL PASTICCIO  BRUTTO DELL’ OMS – DUE POSIZIONI DA MEDITARE

 

DOV’E’ IL CENTRO-DESTRA?

Archiviata l’ennesima sceneggiata del partitino di Renzi che vive di rendita ricattando il governo con atteggiamenti che ricordano gli esattori della camorra in cravatta che periodicamente passano a riscuotere il pizzo, resta il fatto che non appena il rischio da coronavirus si è un minimo allentato sono subito riprese le liti nel governo.

Visto che l’esecutivo di Conte è un muro di gomma non credo si andrà presto a una crisi ma il centro-destra deve comunque attrezzarsi adesso per il futuro o - anche vincendo prima o poi le elezioni - si ritroverà incapace a gestire un cumulo di macerie.

Temo che all’attuale opposizione manchi (purtroppo) una visione strategica della situazione.

L'Italia è in pieno disastro, ma non la si governa con gli show muscolosi o solo slogan che possono conquistare una maggioranza di delusi, di insoddisfatti, puntando ad un voto di protesta che può avere delle fiammate, ma che – è dimostrato – se non è convinto non regge nel tempo.

Sei mesi fa scrivevo che era indispensabile impostare subito un programma semplice, chiaro ma attuabile per governare il paese e soprattutto trovare una intesa forte tra Salvini, la Meloni e quello che resta di Forza Italia. Se ancora oggi - dopo il caos che è tuttora in corso - questi leader non capiscono che il tempo è drammaticamente scaduto e che occorre proporre qualcosa di diverso ma di unitario e alternativo  alla nazione, non se ne esce.

L'antagonismo strisciante Fdi-Lega uccide l'alternativa alla sinistra mentre servirebbe subito un governo-ombra che denunci il malaffare ma faccia anche proposte credibili, non demagogiche e soprattutto abbia un respiro di alcuni anni per intervenire perché la situazione è tragica e peggiorerà.

 

Conte è un burattino-burattinaio che cambia scenari, idee, posizioni perché sa che è l'unico modo per mediare ad oltranza giocando sulla paura delle elezioni per i suoi partner. Si barcamena tra la demagogia più sfrenata dei 5 Stelle, il pragmatismo del PD uso a gestire, un Renzi che tira alla pietanza quotidiana dopo aver rinunciato ad ogni ipotesi di rinnovamento.

Conte è così diventato inossidabile perchè - se cade - per la sinistra dopo di lui sarebbe il diluvio.

Ma il centro-destra non può perdere altro tempo: la gente non capisce le divisioni, è stufa marcia della sinistra ma non vede crescere una alternativa ed il tempo sta giocando contro Salvini, mentre la Meloni cresce perché erode voti di coalizione, ma non ne raccoglie molti fuori dai confini politici della "fu" Casa o Popolo delle libertà.

Il risultato è che temo non si andrà a votare prima del 2023, ma intanto avremo un altro presidente della repubblica di centro-sinistra con una magistratura, i media, la grande finanza schiacciata a sinistra perché a loro va bene così.

La linea di fuoco è sempre quella e l'esempio del mega-prestito chiesto dalla FCA (Fiat) che pure ha furbescamente portato la propria sede in Olanda e a Londra per pagare meno tasse è lineare: io ti aiuto, tu mi aiuti, i tuoi media mi aiutano, così io resisto e ti do il prestito.

Dove sono nel centro-destra uomini (e donne) nuove e credibili? Ci sono, ma sono timorosi e stanno coperti perché chi dissente è ingoiato e sparisce, il sistema elettorale che impone sempre il "signorsì" al capo-partito non perdona.

Vorrei sapere presto il nome del prossimo ministro dell’economia espressione del centro-destra e quel nome deve subito andare in TV, farsi conoscere, avere credibilità: solo così si costruisce l'alternativa e si vincono le elezioni, ma soprattutto il "dopo".

Ma non prendiamoci in giro: servono idee chiare ed univoche sul ruolo dell'Europa e dell'Italia in Europa, sulle scelte economiche strategiche perchè non si potrà accontentare tutti. Bisogna avere una strategia sulle nostre alleanze internazionali (soprattutto se Trump vincerà nuovamente a novembre) ma nella chiarezza e non facendo i soliti italiani traffichini e "furbetti" che non incantano più nessuno.

Amici del centro-destra, non si può stare dentro e fuori dall'euro, dentro o fuori l'Europa, strizzare l'occhio agli USA, alla Russia e contemporaneamente sorridere ai cinesi: bisogna decidersi.

Per farlo serve studiare, applicarsi, approfondire, specializzarsi, crescere, DECIDERE: se il centro-destra ci crede lo faccia, altrimenti potrà anche vincere delle battaglie, ma mai la guerra e la storia - dal 1994 in poi - è purtroppo  lì a dimostrarlo.

 

SERVIZIO DI COMUNITA’

“L’Alpino”, il mensile dell’ANA, ha pubblicato in evidenza una mia lettera in cui ricordo che durante le mie 5 legislature in Parlamento ho votato anche la legge sulla soppressione del servizio di leva obbligatorio, ma che è ora di ripensare a quella scelta.

Allora votai convintamente perché ricordavo bene il mio periodo di “naia” sostanzialmente inutile (al gruppo Pinerolo in artiglieria da montagna, 9a batteria, conducente muli, a Pontebba e Tolmezzo nel 1974). Tempo di vita sprecato anche perché svolto tra persone inefficienti che non avevano nessuna voglia e motivazione, oltre a materiali assolutamente obsoleti.

Credo che oggi – soprattutto vista l’emergenza che in qualche modo continuerà - una legge seria da proporre subito sarebbe quella di imporre a tutte/i i giovani del nostro paese un periodo di “servizio alla comunità” di sei mesi da svolgere tra i 18 e i 25 anni in un servizio civile o militare liberamente scelto sulla base di una serie di possibilità offerte da enti, amministrazioni locali, istituti ecc. Sei mesi con una piccola paga (tipo quello che ci davano allora) per formare soprattutto il “senso di appartenenza” alla propria comunità nazionale e dare una mano in tutti quei servizi oggi insufficienti e scoperti.

Per tanti giovani sarebbe una scoperta e una vera e propria scuola di vita.

In questo quadro l’opzione di servizio militare dovrebbe essere incentivata e sempre possibile, avendone i requisiti psicofisici, magari in questo caso portandola ad almeno un anno di ferma per permettere un sufficiente addestramento, ma con allora - nel secondo semestre, ad addestramento ultimato - un riconoscimento economico dignitoso e rinnovabile un altro anno a titolo di ferma volontaria.

Avremmo ripristinato un numero maggiore di elementi disponibili come forza armata ma anche di protezione civile o di supporto alle forze dell’ordine .

 

Approfondimento: QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELL’OMS

In questi mesi di Coronavirus spesso si è parlato e si è scritto di una sostanziale inefficienza e dipendenza politica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nei confronti della Cina e sono progressivamente emersi particolari sempre più imbarazzanti su questo “carrozzone mondiale” che partito per tutelare la salute nel mondo ed è diventato un grande centro di potere politico con enormi costi di gestione e risultati incerti messi tragicamente in luce proprio dalla pandemia.

I lettori de IL PUNTO mi daranno atto di averne già parlato e sottolineo un ottimo reportage di Milena Gabanelli sul Corriere della Sera in cui si documentano delle aberrazioni incredibili.

Già dal punto di vista finanziario i bistrattati USA versano 893 milioni di dollari l’anno contro gli 85,8 della Cina. Bill Gates è il secondo offerente, terzo ente privato il Rotary International con 132 milioni di dollari (e da rotariano la cosa mi scoccia un po'...). La scelta del direttore Tedros Adhaniom Ghebreyesus – fortemente voluta dalla Cina – è stata sconcertante. Il primo atto di questo bel soggetto – ex ministro degli esteri etiope e l’Etiopia è un suddito di Pechino - è stato di nominare  e Robert Mugabe, l’ex presidente dello Zimbabwe, “ Ambasciatore di buona volontà dell’Oms in Africa per le malattie non trasmissibili.” Quello stesso Mugabe recentemente defunto, dittatore per decenni dello Zimbawe (l’ex Rhodesia) che da paese tra i più prosperi dell’Africa è stato da lui ridotto alla fame e famoso per le continue violazioni dei diritti umani, ma amico fidatissimo proprio dei cinesi che l’hanno puntellato (e armato) finchè hanno potuto. 

Poi la gestione cinese della crisi che per settimane ha negato l’evidenza, nascosto i numeri, ignorato gli allarmi di Taiwan, incarcerato i medici che segnalavano il crescere dell’epidemia e i rischi connessi.

Eppure - nonostante che ben 100 paesi abbiano chiesto una indagini internazionale indipendente sulla genesi dell’epidemia - la Cina ha detto di no ed è riuscita a bloccare tutto, complice la tremebonda Europa e soprattutto l’Italia che da furbetta pensa agli affari con Pechino senza neppure accorgersi che ne esce regolarmente ancora più da perdente.  

Servirebbe invece fare chiarezza e non solo sul coronavirus ma innanzitutto sui conti e le spese (faraoniche) dell’OMS e poi sulla sicurezza delle reti 5G o sulla lotta contro la contraffazione dei farmaci, perché pochi sanno che la metà dei farmaci contraffatti nel mondo sono proprio cinesi.

 

OMS: DUE INTERVENTI  A CONFRONTO

Immaginate voi chi siano i due premier  politici che lunedì hanno portato il loro saluto all’assemblea dell’OMS e chiedetevi quale sia il più concreto a rappresentare gli interessi della propria nazione

 

DICHIARAZIONE N. 1 : "Sin dall'inizio della pandemia abbiamo promosso il rafforzamento della leadership globale e della solidarietà internazionale per gestire al meglio l'emergenza e accelerare soluzioni sostenibili a breve e lungo termine guidate da scienza, ricerca e medicina, dovendo rispondere in modo sollecito a una crisi globale che tocca tutta l’umanità e soprattutto quella dei paesi meno organizzati dal punto di vista sociale e sanitario…”

 

DICHIARAZIONE N. 2 : “Se l'OMS non si impegna in sostanziali miglioramenti operativi nei prossimi 30 giorni, renderò definitiva la mia decisione temporanea di sospendere i finanziamenti e riconsidererò la nostra adesione all'OMS". Seguono 4 pagine di denuncia sul "fallimento della risposta"  dell'OMS  al Covid-19  e "un'allarmante carenza di indipendenza dalla Repubblica Popolare cinese" … “L'OMS ha ripetutamente dato giudizi "inaccurati e fuorvianti", spesso riprendendo le posizioni cinesi, tra cui la non trasmissione del virus da uomo a uomo tali da rendere assurde le lodi sulla "trasparenza" del direttore generale dell’OMS alla Cina dopo l'incontro del 28 gennaio a Pechino con il presidente Xi, nonché le pressioni dello stesso Xi sul numero uno dell'OMS perché non dichiarasse l'emergenza epidemica. " ...”In assenza di cambiamenti significativi non permetterò che i miei contribuenti  continuino a finanziare un'Organizzazione che ad oggi chiaramente non sta servendo gli interessi della comunità internazionale...”

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                        MARCO ZACCHERA

 




IL PUNTO n. 766  del 15 maggio  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

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Sommario: “MILLEMILA MILIARDI” - FEDE E LIBERTA’ – LE BUGIE DI GIGGINO DI MAIO – IN CHE MANI SIAMO – APPELLO PER ROBERTO ROSSO

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“MILLEMILA MILIARDI”

All’ annuncio torrenziale di Conte & C. - con immancabile e prolissa diretta TV, lacrime comprese -  dell’imminente arrivo di una nuova pioggia di soldi, benefici, sconti, abbuoni, crediti, integrazioni e taglio di imposte nella consueta sobrietà dei testi (469 pagine, più 500 di relazione illustrativa) viene da dire “Grazie ma basta così, non esagerate...”

Poi uno ripensa al decreto del mese scorso e umilmente chiede “Ma quanti contributi  “over 25.000” promessi 40 giorni fa sono stati effettivamente versati alle aziende con la garanzia dello Stato?” La risposta è tuttora vicina allo 0 (zero) e allora qualche dubbio sui promessi “millemila miliardi” uno se li pone, insieme ad un sacco di quesiti del perché - nel minestrone del nuovo decreto – ci sia dentro di tutto, dai bonus per comprare biciclette ai problemi del comune di Campione d’Italia, dai precari della scuola agli ennesimi aiuti all’Alitalia (4 miliardi!) e via per mille rivoli.

Ciliegina: si diceva che serviva assolutamente regolarizzare 250.000 immigrati per l’agricoltura e se ne regolarizzano 700.000 (1,2% della popolazione italiana!) alla faccia delle “urgenze” ma perché, come e da chi ancora non si sa. Pare che a farli “emergere” dovrebbero essere le stesse aziende che li facevano lavorare in nero. Posso dubitarne ? Auguri all’Italia, ragazzi, perché-  nonostante le promesse di Conte - e io la vedo sempre peggio…

 

Approfondimento: FEDE E LIBERTA’

Domenica pomeriggio ho pubblicato su facebook un "post" che ha avuto circa 1200 commenti: molti consensi ma anche insulti, adesioni, critiche, censure. Chiedevo chiarezza, serietà e uniformità di comportamenti per la vicenda della cooperante Silvia Romano  che mi ha disturbato e offeso nel profondo per lo show del suo  rientro, ricordando che la liberazione è venuta proprio nel giorno in cui si faceva memoria della morte di Aldo Moro (un esempio di sequestro in cui lo Stato si comportò all'opposto). Oppure pensiamo agli imbarazzanti confronti con il caso dei due Marò detenuti in India per anni e ancora oggi formalmente sotto processo.

Pongo una questione di fondo: la libertà. 

Se una persona è libera di convertirsi all'Islam io ho la libertà di dire che si veste e ragiona da cretina ? Se non uso termini troppo offensivi penso di si.

Ma allora ho anche la libertà di sostenere l’ipocrisia delle telecronache per questa povera "cooperante" che – del tutto impreparata – ha scelto di andare in zone pericolose e vietate dalla stessa Farnesina. C’è da fare tanto bene anche al Pio Albergo Trivulzio a due passi da casa tua, cara Silvia, e te lo dice uno che in Africa ha vissuto e lavorato tanto, rischiando anche di persona.

Piuttosto  perché quasi nessuno in Italia ha mai difeso e ricordato negli anni il martirio di tante missionarie e missionari cattolici italiani che per scelta di vita (e non di mesi) e per Fede vera sono andati e sono morti – spesso per mano musulmana - aiutando  gli altri ?

Ne ho conosciuti tanti che hanno rafforzato e puntellato la mia povera fede, ma non sono stati "esempi da TV", mai.

Resta lo “show” dei ministri all’arrivo, dei soldi pagati per il riscatto che potevano essere destinati ad altro uso, della rabbia vedendo una sciocchina che scende dall’aereo di Stato felicemente convertita e con palandrana d’ordinanza, mentre centinaia di italiani sono ancora sparsi nel mondo impossibilitati a tornare a casa per il coronavirus.

Questa “conversione” è tacitamente accettata da un cristianesimo che da noi ha annegato sè stesso nel “politicamente corretto”. 

Quanti  cristiani sono stati martirizzati in Africa senza le nostre doverose attenzioni? Vorrei discutere con Silvia Romano per sapere - visto che si sarebbe convertita solo leggendo un libro astruso come il Corano (che a me è sembrato soprattutto una grande serie di contorte contraddizioni) se ha mai letto e meditato il Vangelo, anche solo per un superficiale confronto.  

Forse questo doveva commentare  la CEI, ma anche questa volta la Chiesa cattolica italiana ha tenuto la linea "buonista", senza critica alcuna.

Mi chiedo perchè i cristiani italiani siano diventati così superficiali, remissivi, apatici.

Non si ha più il coraggio di sottolineare - nei termini più sereni e pacati, ma anche con la dovuta fermezza - una serena ma ferma critica all' Islam, una sottolineatura delle atrocità che ci stanno dietro, le violenze, i sequestri, le condizioni della donna  nella realtà islamica.

Questa ragazza  avrà subito il dramma della prigionia, ma ha dimostrato anche una superficialità estrema facendosi involontariamente (speriamo) sostenitrice di violenza e il nostro governo ha finanziato gli stessi  terroristi islamici che avevano  ammazzato nel 2015 almeno 147 studenti cristiani (e altri erano 150 spariti) all’università di  Garissa  (Kenya), proprio a due passi da dove hanno sequestrato la Romano: forse perfino la stessa banda.

Non ci sono più "scatti di orgoglio" tra i cristiani di oggi, rivendicazioni pubbliche delle proprie posizioni salvo sul consueto (e un pò abusato) tema "migranti" e spesso si crea così un profondo distacco della gerarchia con la realtà e con i sentimenti di larga parte dei fedeli.

Sbaglierò, ma qualche volta gli zucchetti rossi e viola dovrebbero anche ascoltare e capire - se anche non si vuol condividere - il pensiero di molti fedeli.

Invece chi dissente è visto subito con ironia, sufficienza, implicitamente qualificato come destrorso, tradizionalista, magari anche un pò fascistoide dall'apparato che spesso dichiara e invoca di "aprirsi" al mondo, ma - mi pare - spesso si "chiude" invece nel comodo e scontato politicamente corretto.

Per esempio non c'è più il coraggio di criticare una scelta governativa.

Perchè la CEI  ha chinato il capo per due mesi e mezzo al diktat del divieto a celebrare funzioni religiose pubbliche? Potevamo fare la coda per comprare un cacciavite alla ferramenta, ma in chiesa non di poteva partecipare a nessuna Messa, anche stando distanziati, oppure celebrare funerali. Tutto viene subito omologato, nascosto, accettato senza critiche o distinguo: ma perchè? Solo per qualche sconto fiscale?

Se la Chiesa avesse chiamato - con tutte le precauzioni sanitarie doverose e corrette - ad un "distinguo di disobbedienza civile" avrebbe marcato una Sua presenza e il governo scommetto si sarebbe prontamente adeguato.

L'8 marzo a Verbania le chiese erano già chiuse per decreto, ma i bar affollatissimi per l'aperitivo domenicale: dov'era il senso?

E poi la presa in giro con la riapertura il 18 maggio e non il 17 che è domenica… Suvvia, la Chiesa vale meno di estetisti e parrucchieri? Penso ai sacerdoti e alle suore morte in queste settimane assistendo i malati di cui i “media” hanno parlato pochissimo, eppure dovrebbero essere ricordati come i medici e gli infermieri perché erano “infermieri dello spirito” e non si sono tirati indietro.

 

Questa mancanza di convinzione nel voler difendere - senza alcuna violenza, per carità! - la propria fede tenendo chiari alcuni punti con un pò di fermezza mi stupisce, mi rattrista, mi preoccupa.

Già ben pochi cristiani oggi ritengono che la partecipazione ai Sacramenti sia un momento importante e che conti piuttosto il più comodo "fai da te", ma dopo questa pandemia saranno ancora meno i presenti - temo - alle funzioni in una comunità che vedo sempre più anziana.

Il nostro Papa e i nostri illustri Vescovi questi temi cominciano a porseli?

 

LE BUGIE DI DI MAIO

“Non mi risulta sia stato pagato un riscatto” ha sostenuto Giggino Di Maio allo sbarco della “convertita” mentre gli si allungava il naso alla Pinocchio.

Ci sono così 3 ipotesi sul riscatto versato ai terroristi islamici: la prima (verosimile) è che si sia pagato e allora Di Maio  è un mentitore perché lo sa benissimo.

La seconda è che il riscatto sia stato pagato ma Lui non sappia del pagamento avvenuto. Significherebbe però che anche all’interno del governo è considerato un idiota inaffidabile perché altrimenti è impossibile che nel suo ruolo non lo abbia saputo.

Resta la terza possibilità (poco plausibile) ovvero che non si sia stato pagato il riscatto, ma allora ben altre sarebbero state le dichiarazioni, la ricostruzione dei fatti,  le cauzioni pagate a Mogadiscio per rimettere fuori subito i sequestratori, peraltro  immediatamente spariti e quindi pronti ad ammazzare e sequestrare di nuovo. Credetemi: vale l’ipotesi uno, con l’aggravante (o l’attenuante) dell’aggettivo “idiota” legato alla seconda.

 

IN CHE MANI SIAMO

Alcuni giornali – come Il Tempo - hanno pubblicato la classifica dei più noti virologi mondiali apparsa su “Scopus”, un data-base aggiornato periodicamente sulla base di oltre 25000 articoli e recensioni provenienti da più di 5000 editori internazionali in ambito scientifico, tecnico, medico e sociale con  una copertura estesa alle conferenze mondiali e 3 milioni e mezzo di accessi.

Il punteggio più alto al mondo in questa classifica “al merito” è attribuito a un professore italo-americano, Anthony Fauci (174 punti), il noto virologo di riferimento del presidente Usa Donald Trump,

Premesso che una sufficiente mediocrità internazionale è intorno ai 50 punti mentre 80 significano autorevolezza, eccellono anche due italiani pressochè sconosciuti alle cronache:  Alberto Mantovani dell'Humanitas (167punti)  e Giuseppe Remuzzi dell'Istituto Mario Negri (158).

A scendere, persi nel gruppo, ecco intravedersi volti noti: Paolo Ascierto (ma siamo crollati a 63 punti) dell'Istituto nazionale dei tumori, Giuseppe Ippolito (61) direttore scientifico dello Spallanzani, Giovanni Rezza (59) dell'Iss e Massimo Galli (51) del Sacco di Milano.

Ma dove sono mai gli illustri virologi che da tre mesi condizionano in TV i nostri destini all'uopo designati da Conte & Compagnia?

Bisogna scendere  ancora, molto ma molto  più giù, nella classifica mondiale fino ad arrivare a  Walter Ricciardi (39 punti) consulente dal ministero della Salute, Pier Luigi Lopalco (33) che pure è ospite fisso dei talk show. Bassissimo ed imbarazzante il punteggio di Roberto Burioni (26), arruolato come ospite fisso in Rai e ancora più giù troviamo il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro (solo 21) cui il governo ha di fatto affidato tutta la guida delle decisioni sul Coronavirus.

In fondo al pozzo annaspa l’onnipresente Fabrizio Pregliasco (14 punti soltanto!) peraltro promosso a mezzobusto tuttologo TV a tempo pieno con la sua ben nota "mise" in felpa nera da "dux" (o forse solo capomanipolo) della Protezione Civile.

Questo solo per capire il livello degli “scienziati” che, arruolati alla corte del governo, decidono in modo inappellabile  per  tutti noi. Vi sembrano davvero competenti?

 

APPELLO PER ROBERTO ROSSO

Roberto Rosso, ex parlamentare ed ex assessore regionale del Piemonte, è in carcere da ormai 5 mesi per “voto di scambio”. Se le cose stanno come hanno scritto i media non c’è dubbio che  Rosso abbia pesantemente sbagliato e vada severamente punito ma – non avendo più possibilità fra l’altro di reiterare il reato essendo di fatto ormai fuori dalla politica – credo che cinque mesi di carcerazione preventiva e senza ancora fissare la data di alcun processo siano sufficienti. In queste settimane sono stati scarcerati boss e vice-boss per il “Coronavirus”, la stessa Procura di Torino avrebbe dato l’ok alla scarcerazione di Rosso… Speriamo in una riflessione umanitaria  anche da parte dei Magistrati.

 

BUONA SETTIMANA (se ci riuscite)                                 MARCO ZACCHERA





IL PUNTO n. 765  dell’8 maggio  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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AI LETTORI:

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Sommario: AMARA VERITA’ - SITUAZIONE SEMPRE PIU’ CRITICA – LAVORO NERO – Approfondimento: LA QUESTIONE CINA

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AMARA VERITA’

 

Mercoledì 5 maggio: consiglio di amministrazione (rigorosamente a distanza) di una azienda importante. Tra amministratori e collegio sindacale siano on line tra professionisti decisamente seri. Chiacchiere fuori verbale: “Come va?” Sintesi: tra i clienti dei  rispettivi cinque studi professionali NESSUNA azienda di clienti “over 25.000” all’ altro ieri era ancora riuscita ad attivare un solo credito bancario con il “Cura Italia” di marzo.  Per alcuni settori – come l’agricoltura – non è stato neppure emesso il modulo con il quale ISMEA permetta di aprire le pratiche di finanziamento (previste e annunciate 40 giorni fa!), che così non possono neppure iniziare.  Questa è la drammatica, vera realtà e NON CAPISCO PERCHE’ TRA INFINITI DIBATTITI INCONCLUDENTI NON SI PARLI E NON SI DENUNCINO INVECE  QUESTI ASPETTI PRATICI CHE SONO LE COSE FONDAMENTALI PER CERCARE DI SALVARE IL PAESE. Il resto seno solo chiacchiere e servono a poco....

 

Ogni volta che comincio a scrivere IL PUNTO mi impongo però di non fare polemiche, inutili e sciocche. Il problema è che poi torno al punto di partenza: è credibile un Premier che a distanza di sole poche ore prima conferma “ Non cambierei una virgola di quello che ho fatto” e poi chiede pubblicamente scusa agli italiani per gli errori commessi? Questa incongruenza di Conte e del suo governo pesa, soprattutto perché la coperta è sempre più corta. La realtà quotidiana di un paese sempre più in crisi non mantiene minimamente le promesse e i ridondanti effetti-annuncio: non si sbloccano gli aiuti alle imprese, cassa integrazione in grande riardo e tutto sta diventando una (modesta) distribuzione di soldi “a pioggia” presi a prestito e che non possono durare a lungo

L’Europa sta franando del suo (con la Germania che ha il consueto tocco delicato del panzer) e noi siamo il solito anello debole della catena, con previsioni purtroppo sempre più fosche.

Speranze? Quella di un immediato ritorno alla normalità sanitaria per una progressivo riavvio, sia pur zoppicante, ammesso che ci salvino i numeri del contagio e in attesa del sospirato vaccino, mentre non si sa più a cosa credere per le quotidiane scoperte di nuove cure dall’incerto destino.

Si corre dietro a queste speranze che si scontrano con la cappa e la cupola degli “esperti”, quelli che quotidianamente dicono e si contraddicono, ma che comunque non sembrano tifare per soluzioni positive. 

Molti di questi tuttologi hanno ormai raggiuto visibilità e potere e - ovunque con la divisa della protezione civile d’ordinanza (ma quando lavorano, se sono sempre in TV?)  si considerano ormai i padroni del mondo. Ma i giorni corrono e diventano mesi, con la nave-Italia che disperatamente affonda.

 

 

LAVORO NERO

L’idea di regolarizzare 600.000 immigrati clandestini (l’1% della popolazione italiana) perché “sono sfruttati e lavorano in nero” è piuttosto sorprendente e piena di incognite politiche.

Innanzitutto non si capisce bene come facciano ad essere tranquillamente in giro 600.000 persone non in regola, ma  – accertata questa angosciante verità – mi chiedo perché non si debba procedere intanto e comunque ad una più semplice ma decisa azione per  colpire gli sfruttatori di questa gente ripristinando la legalità ed evitando il loro  vergognoso sfruttamento.

Se parte di queste persone l’anno scorso avevano già il permesso di soggiorno per lavoro stagionale sono state evidentemente COMUNQUE sfruttate e il problema no si risolve MOLTIPLICANDO I PERMESSI ma OBBLIGANDO i datori di lavoro ad osservare le regole!

Condivido la ministro Teresa Bellanova (le cui minacciate dimissioni sono durate due battiti di ciglia). " Bisogna decidere da che parte stare: se con la legalità e la tutela del lavoro, in agricoltura e dovunque, o con i caporali, la criminalità, la concorrenza sleale che danneggia le migliaia di aziende che scelgono la competitività sana”.

Brava ministro, ma non è che il giorno dopo la loro “regolarizzazione” questa gente non lavorerebbe più in nero, e la prova è data e confermata dai milioni di cittadini italiani che comunque di fatto sfuggono al lavoro regolare e continuano imperterriti a lavorare in nero.

Ridicolo poi adesso pensare CHE A SISTEMARE I CLANDESTINI DOVREBBERO  ESSERE LE STESSE AZIENDE: SE NON LO HANNO FATTO IN  PASSATO  NON E’ VEROSIMILE CHE SI “AUTODENUNCINO” ADESSO!

Quindi il vero problema è innanzitutto colpire l’illegalità  e  se questa raggiunge il suo apice nel mondo agricolo, cosa si aspetta? Forza, egregia ministro Lamorgese: mobiliti chi di dovere, compresi gli evidentemente dormienti ispettori del lavoro.

Certo che se poliziotti e carabinieri dovranno ora correre dietro alle centinaia di mafiosi che sono stati fatti uscire dal carcere nelle scorse settimane per adesso riprovare a rimetterli dentro, in un ping-pong  di decisioni contraddittorie del Ministero della Giustizia, resteranno ancora meno mezzi e uomini delle forze dell'ordine per il controllo nelle campagne!

Intanto gli sbarchi sono aumentati del 400% rispetto all’anno scorso e in Libia è subito già ripartito il tam-tam del “liberi tutti”

 

 

LA STORIA A TELE VCO

Segnalo che proseguono ogni martedì alle 13.30 i miei appuntamenti con la Storia a Tele VCO - AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming www.televcoazzurra.it). Le lezioni vengono replicate per tutto il pomeriggio - sempre di martedì - al minuto 0.30 fino alle ore 18.30. Sono una sintesi delle mie conferenze all’ UNITRE  di Arona e - questa settimana – verrà ricordata la storia della famiglia Borromeo.

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Approfondimento: LA QUESTIONE CINA

 

Dobbiamo affrontare seriamente il problema dei rapporti con la Cina sia per quanto riguarda gli aspetti commerciali e strategici sia per capire come sia nato ed evoluto il Coronavirus. Questo non solo per delineare le eventuali responsabilità cinesi, ma soprattutto per il nostro futuro visto che è l’ennesima epidemia che “parte” dalla Cina, segno evidente che qualcosa lì non funziona.

Non mi interessano le spy story ma i fatti, ed è per questo che la comunità internazionale dovrebbe avviare una indagine seria su cosa sia successo e sui protocolli esistenti per capire perché eventualmente non siano stati osservati.

Un’indagine che cominciano a chiedere con sempre più insistenza non solo gli USA ma anche India, Australia, Francia, Gran Bretagna, Giappone, Germania ma NON l’Italia che – soprattutto da quando comanda il M5S – sembra nutrire un inspiegabile sudditanza psicologica nei confronti di Pechino.

Non si può andare avanti con il silenzio: com’è possibile che Wuhan abbia visto migliaia di morti e praticamente nessuno sia stato invece registrato nelle altre megalopoli cinesi, a cominciare dalla capitale? Il virus girava già dall'autunno come sembra e perchè comunque poi due mesi di silenzio, con settimane cruciali perse per allertare il mondo nel tentativo di minimizzare se non di nascondere tutto, addirittura arrestando i medici che denunciavano l’epidemia?

Se il 27 dicembre in Cina era già stato sequenziato il genoma del virus, perché Pechino ha allora fornito successivamente dati falsati e fuorvianti, perché è stato ignorato dall’OMS l’allarme ufficialmente lanciato da Taiwan già a dicembre?

La realtà è che nessuno sa cosa effettivamente sia successo in Cina, quanti siano stati veramente i morti e i contagiasti, la nostra TV mostra solo immagine “concesse”, la corrispondente Rai da Pechino, l’ineffabile Giovanna Botteri (quella tutta scarmigliata che sembra non si cambi mai il solito golfino nero da settimane)   sproloquia di tutto – comprese le polemiche con Trump - ma non può (o non vuole) girare nelle strade. E’ questa la nostra libertà di informazione o siamo succubi di quel che vuole "passi" Pechino?

Non credo all’ipotesi del virus “voluto” e non so se sia credibile la sua volontaria nascita in laboratorio, ma ho visto di persona le condizioni igieniche schifose nei mercati cinesi in una promiscuità agghiacciante e tollerata.

Che Pechino non voglia ispezioni e controlli non va bene, dovrebbe essere l’OMS a pretenderle con forza, ma qui salta fuori l’altro aspetto della medaglia ovvero l’infiltrazione pesante della Cina comunista in tutte le organizzazioni internazionali. L’Occidente scopre solo ora (come ho esaminato a fondo nel mio libro L’INTEGRAZIONE (IM) POSSIBILE?”) che da anni Pechino semina, sfrutta, convince, compra cariche e interi paesi approfittando della tacita distrazione mondiale.

Trump potrà esservi antipatico e sembrare a volte un fuori di testa, ma ha capito bene che il silenzio generale permette alla Cina di continuare ad espandersi senza regole e senza freni in tutti i campi – compreso lo sfruttamento ambientale, guarda caso così dimenticato dalle Greta di turno - e questo grazie al completo controllo interno e l' incredibile connubio tra comunismo, statalismo e sfrenato capitalismo da libero mercato.

Per esempio è assurdo che Taiwan resti fuori dall’OMS nonostante i suoi avanzati risultati medici e la sua importanza: Non solo gli USA ma ora anche Canada, Australia, Giappone e tanti altri stati (ovviamente non l’Italia) ne chiedono il ritorno (ne faceva parte fino al 2016), ma è Pechino che evidentemente comanda.

Anziché prendere in giro Trump chiediamoci perché gli USA abbiano taciuto per anni – per esempio durante le presidenze Obama - nei confronti della Cina e vedremo che, alla fine, il grande business economico e finanziario è accentrato in poche mani, con solide radici nei Democratici USA ovvero quelli che sono direttamente collegati ai grandi poteri finanziari che controllano il mondo, Soros e multinazionali  in testa.

Ma torniamo all’Italia: perché questo silenzio, perché quell’ ochetta di Di Maio non vuole capire la pericolosità del gioco? Comincio a pensare che sotto sotto ci siano interessi economici molto stretti tra Cina, Casaleggio, M5S che ci rendono sempre di più una colonia diplomatica cinese, una testa di ponte di Pechino in Europa e questo non va bene, non è logico, è davvero pericoloso.

Uscendo dalla superficialità il dibattito politico dovrebbe incentrarsi anche su questo aspetto strategico con atteggiamenti chiari e concordati.

Certo bisognerebbe però per lo meno capire i rischi queste politiche: Di Maio ne è in grado? Sintetizzava bene Marcello Veneziani nei giorni scorsi:

 

“Nella cupola mondiale che detiene il potere mediatico e tecno-finanziario, prevale una priorità: sollevare la Cina dalle sue colpe sul contagio e puntare sul crollo di Trump. È un messaggio continuo che si compiace di sottolineare le difficoltà degli USA e collegarle a ogni gaffe di Trump. In lui si avversa non solo l’egemonia americana quanto il modello populista-sovranista. Abbattendo lui, si pensa, si abbatte il sovranismo diffuso.

Ma oltre Trump le valutazioni poi si dividono: perché una parte vorrebbe restare ancorata al mondo liberal d’Occidente, agli Usa politically correct, alla Obama, per capirci. Mentre un’altra parte confida nella Cina o perlomeno giudica utile che il potere globale della Cina bilanci quello statunitense e tenga sotto scacco quello di Putin. Da noi, il partito grillino coincide col partito cinese, da Di Maio a Di Battista, a Grillo; e una parte della sinistra lo segue, in odio a Trump, per amor di capitalismo di stato, ma anche perché filocinese dai tempi di Prodi, poi i gesti di Zingaretti & C, per aprire ai cinesi nonostante l’epidemia. Sullo sfondo risale la tentazione di un comunismo 2.0, un comunismo 5G, maocapitalista, tecnologicamente evoluto, dal controllo capillare e dal reddito universale di cittadinanza per i servi della gleba, anzi servi della global, intesa come globalizzazione. “Il modello italiano” sbandierato per affrontare il virus è in realtà il modello cinese gestito all’italiana.”

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                                               MARCO ZACCHERA

 


IL PUNTO n. 764 del 1 maggio  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

AI LETTORI:

Segnalo che il mio sito www.marcozacchera.it è stato rinnovato e arricchito di informazioni, articoli e notizie: dategli un’occhiata...e grazie per eventuali suggerimenti!

Con l’occasione ringrazio anche chi mi invia indirizzi di amici e conoscenti per allargare l’indirizzario degli invii de IL PUNTO. Se ritenete che queste note siano interessanti,  perchè siano più incisive l’unica è raggiungere un sempre maggior numero di lettori: dipende anche da voi!

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Sommario: SCIACALLI A NAPOLI – DITECI LA VERITA’ – INVIDIARE GLI SVIZZERI? – ANNIVERSARI E RICORDI – IL PANE – LA  STORIA A TELEVCO

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EROI E SCIACALLI

Poco spazio sui media per onorare Pasquale Apicella, il poliziotto rimasto ucciso a Napoli tre giorni fa inseguendo un auto di banditi, quattro rom che avevano appena tentato di rapinare  un  bancomat. Apicella (37 anni, due figli, il secondo di appena quattro mesi) non avrà neppure un funerale decente, mentre su di lui pesano anche gli insulti ignobili poi apparsi sui social: "Ogni tanto una gioia" oppure “Io i poliziotti li odierò per sempre”. Quanta tristezza…  

 

CORONAVIRUS: DITECI LA VERITA’ !

Sono sempre più deluso, preoccupato ed arrabbiato: le settimane passano tra un mare di chiacchiere e intanto l’Italia fallisce.  Conte parla a reti unificate senza dire praticamente nulla e “gli scienziati” - che non rischiano un’unghia del proprio reddito – giustificano il rinvio delle aperture, insensibili verso la realtà di un Paese dove la maggior parte delle persone non ha ancora capito verso quale disastro siamo diretti.

Soprattutto ci contano delle gran balle.con numeri quotidiani ingestibili se non si fanno  tamponi e test statistici a tappeto. Intanto per esempio pochi sanno che – a fronte di 12.352 decessi a marzo per il coronavirus - l’anno scorso (fonte ISTAT) c’erano stati 15.189  morti in Italia per polmoniti (16.220 nel 2018) che quest’anno non ne risultano praticamente più: come si spiega?

Questo solo per dire che i numeri si girano come si vogliono, ma intanto un fatto inequivocabile e vero è che a 60 giorni dall’inizio della pandemia le aziende italiane dai 2 ai 499 dipendenti NON HANNO ANCORA VISTO UN EURO  e per i finanziamenti fino a 25.000 euro risultano a ieri accettate (non liquidate!) 28.500 pratiche su centinaia di migliaia in giacenza.  

Avete notato il balletto sul MES durato settimane con  tutto che  poi torna in silenzio dopo la affermata (da Conte) “impensabile grande vittoria in Europa”? Balle, il silenzio è per non far ricordare il voltafaccia 5Stelle ai loro elettori e salvare il governo, MA I SOLDI “VERI” NON CI SONO, E’ TUTTA UNA MANOVRA A DEBITO e intanto il nostro debito pubblico sta in piedi perché solo la Banca Centrale Europea sta comprando (per fortuna) quintalate di miliardi di titoli di stato italiani e si spera nel MES, mentre la platea delle chiusure incombe.

Tranquilli, comunque, non arriverà la troika alla greca ma solo “Una vigilanza rafforzata” da parte di Bruxelles: le parole sono tutto, non conta mai la sostanza.

Questo mi brucia: oltre al quotidiano bollettino sanitario delle ore 18 servirebbe un onesto “bollettino economico” di come si stia procedendo: dicano quanti finanziamenti siano liquidati al giorno, se non si vergognano…

Perché gli “scienziati” parlano, tanto loro non rischiano: “Se si aprisse subito potremmo arrivare a 151.000 ricoverati in terapia intensiva” ci dicono, ma non ci spiegano  PERCHE’ proprio quel numero, ma se lo dice Conte lo riprendono i media e allora tutto diventa vero.

Intanto lo stesso Premier si precipita a Genova ad inaugurare “l’innalzamento dell’ultima campata del ponte” – ennesima passerella per un’opera pubblica che sulla pelle di 40 persone ha già goduto di una decina di festeggiamenti parziali - e intorno a lui si notava in TV una gran ressa di gente. Conte ha parlato (senza mascherina!) dei soliti futuri, immancabili destini. Tutto in evidente spregio ai decreti ma Lui può, noi no: perfino le Messe ci sono vietate!

Atteggiamenti assurdi, così come nessuno sembra rendersi conto che sono stati superati tutti i limiti costituzionali, ma è “per l’emergenza” e allora va bene così. Sfugge il particolare  che nessuno ha eletto Conte, così come gli scienziati, i comitati, gli esperti che di fatto dirigono l'Italia. Se questo atteggiamento fosse stato tenuto da un governo di centro-destra sarebbero saliti ululati di lesa maestà costituzionale.

Ma intanto il parlamento è esautorato, la colpa è delle regioni e tanto il prode presidente Mattarella,  firma sempre tutto.

Restano però aperte tutte le domande drammatiche, vere, mai neppure sfiorate da mille (inutili) dibattiti. Per esempio chi controlla i conti della Protezione Civile o come si spendono milioni di euro “per l’emergenza”, oppure perché siamo così indietro con tamponi e controlli.

Insisto:  se in una qualsiasi attività si osservano le prescrizioni e le distanze perchè non si può e non si deve ricominciare a lavorare? Ditemi perché deve star chiuso chi vende mobili, oppure un orefice, un avvocato, una sarta, una pasticceria (però i dolci al supermercato e in panetteria puoi comprarli). I “Comitati tecnici” di Conte sono ben lontani dalla praticità dei problemi ed è ora che insorgano con più forza tutte le associazioni di categoria che purtroppo non vengono ascoltate.

 

E se tutti – ovviamente muniti di mascherine ed osservando le distanze – dal 4 maggio semplicemente ci ribellassimo alle imposizioni e cominciassimo a muoverci e a lavorare liberamente? Sarebbe davvero una criminale sfida allo Stato ? Direi semplicemente un rifiuto a quei suoi rappresentanti (neppure eletti!) che a due mesi dall’inizio del caos dimostrano - e ogni giorno confermano - di non essere all’altezza della situazione.

 

IMPARIAMO DAI VICINI SVIZZERI

In Svizzera il virus ha percentualmente più infettati che in Italia, la situazione è molto seria eppure con un testo di sole 4 (quattro) pagine lo "Stato Maggiore Cantonale del Ticino" consente la riapertura di alberghi, ristoranti, bar, negozi, mense, saune ecc. e spiega in maniera precisa come agire e le sanzioni a chi sgarra.

In lingua italiana semplice semplice (e gli italiani siamo noi!) diventa chiaro cosa fare, cosa non fare, come sistemare e sanificare cucine, sale da pranzo, ambienti, negozi, impianti di condizionamento. Non solo, si spiega bene come organizzarsi se si manifesta un cliente malato, chi chiamare, che misure prendere.

In calce perfino tutti i "numeri utili" cantonali: dall'ambulanza all'ufficio informazioni, mentre comunque gli imprenditori svizzeri hanno ricevuto settimanalmente le provvidenze cantonali e confederali direttamente sul proprio conto corrente, in proporzione ai giorni di chiusura e ai redditi dichiarati l’anno precedente.

Leggendo quelle righe mi sono sentito un verme: viviamo sulle rive dello stesso lago Maggiore, parliamo lo stesso dialetto con migliaia di frontalieri che giornalmente sono tornati a passare il confine.  Insomma siamo un pò "cugini" (o "congiunti" ? Per carità, lasciamo perdere), ma mentre sulla sponda svizzera si riapre gli operatori turistici italiani non sanno neppure se, come e quando riapriranno.

Intanto - tra moduli, dichiarazioni, autocertificazioni, decreti, ordinanze, DPCM, circolari e interpretazioni - siamo a migliaia di pagine, tra decine di sconclusionate conferenze stampa. E' dura – almeno per questo – non invidiare le quattro paginette degli svizzeri.

 

ONORE ED ODIO: IL 25 APRILE CONTINUA

Doverose “eccezioni” alle norme di spostamento per festeggiare il 25 Aprile? Ovvio, altrimenti l’ANPI che ci stava a fare? Anzi, il deputato locale del PD Enrico Borghi ha addirittura annunciato con grande fragore di stampa un clamoroso gesto di “disobbedienza civile” partecipando comunque alla locale manifestazione partigiana alla quale - a norma di decreto - non avrebbe dovuto esserci. “Un gesto eroico” (ovviamente non sanzionato) come ha ironizzato Damiano Colombo, determinato consigliere FdI di Verbania. Eppure anche questi giorni sono serviti per l’ennesimo esempio di discriminazione.

Pochi ricordano che il 29 aprile 1975, moriva a Milano dopo 45 giorni agonia SERGIO RAMELLI, un ragazzo diciassettenne preso a sprangate in testa da delinquenti di estrema sinistra.

Ogni anno l’anniversario della sua morte è occasione per ricordare i 31 dimenticati ragazzi di destra morti in quegli “anni di piombo”. Ovviamente quest’anno nessuna manifestazione, ma è stata comunque deposta una corona sul luogo del massacro.

Prontamente la Digos ha provveduto a sanzionare con 280 euro di multa le 3 (tre!) persone  che hanno deposto la corona (più il fotografo che li accompagnava) per violazione al divieto di uscire di casa, come scrive tutta soddisfatta l’ovviamente iperdemocratica “Repubblica”.

Ma come si fa a non vedere in questi atteggiamenti il perpetuarsi triste di una discriminazione assurda, a volte davvero odiosa?

In quegli anni lontani non ho mai picchiato nessuno, ma quante volte - come tanti altri - ho rischiato le botte per le mie idee…Ricordo soprattutto quando ad Arona solo il tettuccio della mia A112 evitò che una spranga di ferro mi spaccasse la testa.

Anni lontani e dimenticati, sconosciuti ai ragazzi di oggi, ma che io ricordo con orgoglio nel rispetto per tutti. Eppure l’Italia ufficiale fa ancora delle discriminazioni profonde, brutte per un paese civile.   

 

LA LEZIONE DEL PANE

Come tanti altri cerco di dare una piccola mano al prossimo, in queste settimane tribolate, recapitando viveri e pacchi a persone in difficoltà.

Mi hanno assegnato anche una famiglia che vive nelle case popolari del più povero quartiere della città. Lei è una vedova marocchina rimasta sola anni fa con due figli, una bimba vivacissima e un maschietto con gravi problemi di salute. Ieri, mentre stavo depositando la spesa fuori dalla porta, ha aperto e mi ha voluto assolutamente regalare un pane. Un pane arabo, schiacciato e ancora caldo di forno, con la piccola che saltellando intorno cinguettava: "La mamma dice che vuole dire grazie".

Pane e sale, dalla notte dei tempi è il benvenuto di pace al viandante che passa.

 

LA STORIA A TELE VCO

Segnalo che proseguono ogni martedì alle 13.30 i miei appuntamenti con la Storia a Tele VCO - AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming www.televcoazzurra.it). Le lezioni vengono replicate per tutto il pomeriggio - sempre di martedì - al minuto 0.30 fino alle ore 18.30. Sono una sintesi delle mie conferenze all’ UNITRE  di Arona e - questa settimana - verranno ricordate le cause e le per il passaggio del novarese, nel 1743, dal Ducato di Milano al Piemonte a seguito del trattato di Worms.

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                                           MARCO ZACCHERA 



IL PUNTO  n. 763 del 24 aprile  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: ORDINI E CONTROORDINI TRA CHIUSURE, FEDE, CAOS E TANTA IPOCRISIA – DOVE VANNO I SOLDI DELLA PROTEZIONE CIVILE? – SARA LA CINA IL NOSTRO FUTURO? PREGHIERA SEMPLICE SUL TEMPO

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SIAMO ITALIANI, QUINDI…

In Italia ormai da quasi due mesi si deve stare in casa salvo che si debba uscire e la mascherina è sempre da usare, poi no, poi si, poi forse. D’altronde i negozi sono chiusi tranne quelli aperti, il virus non colpisce i bambini e i giovani salvo quelli che se lo prendono. Infatti se hai molti sintomi sei malato, però puoi anche ammalarti senza sintomi oppure puoi avere i sintomi ma senza star male, ma essere anche contagioso pur non avendo i sintomi e se chiedi di farti il tampone per verificare se sei contagioso  non puoi farlo perché non hai i sintomi.

Curati: per non ammalarti devi fare esercizio fisico, però non dovresti uscire e non puoi correre, perché sei corri allora è attività sportiva e non si può fare. Comunque tirati su e se vuoi la pizza te la portano a casa,  ma chissà se chi l’ha preparata era contagioso? Poveretto il pizzaiolo: poteva essere senza sintomi, ma se era asintomatico eppure malato e ti infetta? Chissà…Anche perché il virus sulle superfici vive pochi minuti, al massimo due ore, no quattro… o forse sono sei, oppure fino a 2 giorni, ma comunque tranquillo perché in media i sintomi escono in 4 giorni, o forse fino a 11, ma magari anche molti di più…

In un paese con gli scienziati che ogni sera si contraddicono così, chiedi chi siano gli scienziati e gli esperti e scopri che sono ormai decine le commissioni, i comitati, i referenti, le cabine di regia, i tavoli tecnici, le task force (perchè scriverlo in inglese fa tanto più figo).

Tutti commissioni e tavoli  ripetuti e replicati a livello centrale, regionale, provinciale e locale, così come negli assessorati e nei ministeri e dove alla fine nessuno decide perché lo deve fare sempre qualcun altro che però di solito la pensa diversamente da te.

Succede sempre così, quotidianamente, tanto dalle commissioni non si dimette mai nessuno, poi arriva (ma dopo, a posteriori) puntualmente un Magistrato che giustamente accusa, ma non era certo in prima linea a decidere quando c’era bisogno di farlo e quindi molti procedono nell’ottica che se non si decide niente almeno non si rischia, come puntualmente troppo spesso è avvenuto.

Alla fine abbiamo comunque tutti ragione, ma intanto finalmente si apre, no non si apre. Allora si apre in parte, divisi per regioni e/o ci si muoverà in date diverse, orari diversi, ma solo nell’ambito della propria regione. Nessuno pensa a chi (come me) vive su un confine regionale e quindi mi servirebbe poco poter andare a 250 km. di distanza se poi il lavoro sarebbe a cinque chilometri da casa ma – ahimé  – in un’altra regione.

 

Alla fine restano poche certezze, per esempio quella di poter andare a fare la spesa ma - chissà perchè - non si può andare a Messa, neppure tenendo le distanze.

Messe vietate già da quella domenica 8 marzo ormai lontana, con le chiese già chiuse ma contemporaneamente i bar pieni di gente per l' ora dell’aperitivo.

Che il cibo del corpo valga più di quello dell'anima è una opinione del governo, che ha vietato perfino la benedizione delle salme in chiesa (pur se deserta o semi-deserta), chiese che non si possono legalmente aggiungere se non "nelle immediate vicinanze" delle abitazioni. .

Mi si permetta allora almeno ricordare oltre a medici, infermieri e farmacisti (ma anche a tanti  volontari morti per aver trasportato i malati) una categoria di cui non ha parlato quasi nessuno: i sacerdoti.

Oltre 100 sacerdoti in Italia sono morti in queste settimane perché sono stati vicino a malati che spesso morivano da soli. Anche loro sono degli eroi silenziosi di questa epidemia.

 

CHE  FINE  FANNO  I  SOLDI ALLA PROTEZIONE  CIVILE ?

Come tutti ho dato anch'io il mio piccolo contributo per aiutare la comunità in questa emergenza, ma mi sono ben guardato dal versarlo alla Protezione Civile.

Credo infatti nelle forme di aiuto dirette, visibili e verificabili, soprattutto legate alla propria comunità e al proprio territorio, azzerando spese generali e di gestione ma mirando al risultato di cui si deve dare un chiaro e completo rendiconto.

Ho sempre avuto molte remore a donare alle grandi organizzazioni internazionali che hanno spese generali e amministrative che si mangiano buona parte delle offerte raccolte, con punte oltre il 70%.  OMS,FAO e le agenzie ONU per profughi, bambini e deportati operano con aiuti internazionali che troppe volte nascondono - sotto la bella pagina di copertina - dei buchi neri e traffici incredibili e spaventosi. Purtroppo raramente ci sono accurati esami contabili.

La Protezione Civile italiana - almeno a livello centrale - non è da meno: da tanti anni in nome dell'emergenza si spende e si spande con pochi controlli. Chi ha buona memoria ricorda la storia locale del "Lago effimero" di Macugnaga che comportò (alla fine per nulla) una spesa spropositata,

Erano i tempi di Bertolaso - uomo molto discusso da questo punto di vista -  ma le cose sono poi cambiate solamente in peggio. I risultati degli ultimi anni (valga per tutto il terremoto infinito in centro Italia) sono stati deludenti ma tra nuove sedi, moltiplicazione di dipendenti (quasi tutti per scelta politica), attrezzature, nomine... le solite cose.

Da semplice cittadino vorrei sapere adesso quanto si sia raccolto grazie ad una enorme campagna pubblicitaria a reti unificate, ma soprattutto vorrei poter leggere un resoconto dettagliato e fedele di come si stia spendendo, con quali scelte e a vantaggio di chi.

Una richiesta di chiarezza che dovrebbe venire spontanea da tutti i cittadini e dai nostri rappresentanti politici perché è troppo immondo il sospetto che - usando la generosità pubblica - si finisca poi con scelte non disinteressate o comunque con sprechi.

La questione di fondo è che la Protezione Civile è una emanazione diretta del Ministero dell' Interno e quindi del governo: ha già cospicui finanziamenti pubblici propri e dovrebbe quindi essere comunque il "pubblico" a pensarci, così come ci dovrebbero essere criteri trasparenti nella scelta dei suoi vertici.

Mi auguro che tra qualche tempo non comincino le solite "voci" di appalti pilotati, forniture sospette, faccendieri interni ed internazionali, con susseguente scia di accuse, polemiche, processi e ovviamente anche insabbiamenti.

Spero proprio di sbagliarmi...

 

LA CINA SARA’ IL NOSTRO FUTURO?

Parliamone seriamente perché la questione è importante. Il nostro futuro sarà quello di diventare una colonia cinese in Europa?  Alessandro Di Battista, “guru” dei  5 Stelle, è chiaro: “l’Europa vuole metterci in trappola con il MES, ci spingeranno a indebitarci per poi passare all’incasso, ma senza l’Italia l’Ue si scioglierebbe come neve al sole e poi noi abbiamo un rapporto privilegiato con Pechino che, piaccia o non piaccia, è anche merito del lavoro di Di Maio. La Cina vincerà la terza guerra mondiale senza sparare un colpo e l’Italia può mettere sul piatto delle contrattazioni europee tale relazione”.

Rifletto che se si scrive  che la Germania complotta contro di noi si raccolgono immediati consensi, ma se poni dubbi sulla Cine al governo nessuno risponde.  

Nessuno sembra considerare che la Cina è oggi un buco nero dei diritti umani e ha censurato lo scoppio della pandemia. Ha il record mondiale delle esecuzioni capitali, un controllo totale sulla popolazione, nessuna libertà di stampa, perseguita la minoranza cristiana così come  i musulmani, ha invaso e distrutto il Tibet, inquina il pianeta in maniera irreversibile. Avete mai sentito Greta parlarne? Eppure ha  assoggettato l’intera Africa succhiandone le materie prime e sta condizionando la politica mondiale infilando a suon di soldi e pressioni i suoi uomini a ogni livello (tipo il direttore etiope dell’OSM).

Su questo tema Di Maio è perfino volgare nei suoi atteggiamenti: sembra un lecchino e ancora l’altro ieri, in Parlamento, dopo aver ringraziato “prima di tutto” gli aiuti di Pechino – confondendo doni e forniture a pagamento – ha citato tutti i paesi che stanno dandoci una mano salvo Taiwan perché Pechino vuole così e lui si è prontamente adeguato.

Chi segue la politica di espansione cinese nel mondo non può che preoccuparsi visti i suoi risultati in tutto il pianeta, ma in Italia no, non se ne preoccupa nessuno.

Gli italiani – distratti e superficiali – non pensano a queste cose e solo piccole voci qua e là si interrogano sul nostro futuro. Per una volta – e per me è incredibile - spero nel PD, che sappia fermare la pericolosa manovra di Di Maio & M5S.

 

 

PICCOLA PREGHIERA… IL TEMPO

Ho chiesto con la preghiera al Grande Capo: “Si potrebbe avere un “bonus” di due mesi di vita in più? In fondo è già breve, in questo periodo non abbiano vissuto completamente, siamo stati limitati, non abbiamo potuto produrre… insomma non vale!”.  Mi ha risposto “ Richiesta respinta, anzi, quasi quasi te li faccio contare il doppio perché sono stati mesi regalati per la riflessione, l’approfondimento, lo studio, i contatti umani, la possibilità concreta di aiutare gli altri. Quindi mesi ricchi, altro che non vissuti! Sono giorni di vita da non sprecare che valgono più degli altri…”

 

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                          MARCO ZACCHERA

 

 

 

 

IL PUNTO n. 762 del 17 aprile  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: ITALIA RISCHIA IL KO - NON CRIMINALIZZO IL MES – STOP ALLE FINANZIARIE D’USURA – DUBBI SULL’ OMS –  STORIA A TELE VCO  

 

CHE GRANDE, BRUTTO PASTICCIO

Ci stiamo avvitando in caduta libera, ma rispetto a quando mi lanciavo da giovane col paracadute stavolta non c’è neppure quello di emergenza. Serve programmare ed attuare subito – con le dovute cautele e verifiche – una immediata ripartenza produttiva.

Troppi annunci del Premier si trasformano in delusioni e gente non all’altezza sta portando l’ Italia a un doppio disastro, sia interno che nei riguardi degli altri paesi europei dove la ripresa è già cominciata.  

Polemico? Davvero non vorrei, ma ditemi voi come si può scrivere un decreto dove, per indicare il tasso cui fare riferimento per un finanziamento alle piccolissime imprese, anziché chiaramente dire 1% (oppure 1,5% o 2%) si debba testualmente scrivere: (art.13) “ Il soggetto richiedente (la banca)  deve applicare al finanziamento garantito (all’ azienda) un tasso di interesse…che tenga conto della copertura dei soli costi di istruttoria e di gestione dell’operazione finanziaria non superiore al tasso di Rendistato con durata residua da 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi, maggiorato della differenza tra il CDS banche a 5 anni e il CDS ITA a 5 anni così come definiti dall’ accordo-quadro per l’anticipo finanziario  a garanzia pensionistica di cui all’art.1, commi da 166 a 178 della legge 11 dicembre 2016 n. 232, maggiorato dello 0,20 per cento… ecc.”

Il CDS sta per Credit Default Swap che cambia ogni mese (come il CDS ITA) e per calcolarlo si fa riferimento alla piattaforma (privata) Markit . Il punto è che neppure su questa piattaforma c’è un indicatore medio, perché l’interesse applicabile va poi calcolato per il rating e l’operatività di ogni singola banca.

I fondi disponibili, tra l’altro, coprono le necessità di una minima parte dei presunti richiedenti l’aiuto.

 

MA I MINISTRI CHE APPROVANO UN DECRETO COME QUESTO CAPISCONO  COSA  CI  SIA SCRITTO?  SE NON LO CAPISCONO (come credo, visto che non lo comprendono neppure i tecnici finanziari) PERCHE’ ALLORA LO APPROVANO E COSA CI STANNO A FARE ?

 

Fin qui per le piccolissime imprese, ma tutte le aziende con giro d’affari oltre i 100.000 euro e fino a 499 dipendenti (il grosso della produzione, insomma) NON avranno condizioni preferenziali  perché i tassi sui finanziamenti richiesti, secondo il decreto, ANDRANNO POI DISCUSSI IN  “TRATTATIVA DI LIBERO MERCATO” TRA BANCA E AZIENDA con affidamenti, tempi, interessi, saldo delle garanzie, procedure, modulistica da definire volta per volta. QUINDI NON E’VERO CHE I SOLDI SARANNO CONCESSI A TASSO VICINO ALLO ZERO MA A MOLTO, MOLTO DI PIU’ (“di libero mercato”, appunto)  e in una  trattativa tra banca e un' azienda che magari ha già l’acqua alla gola, secondo voi chi vince?

Eppure le banche si possono finanziare a tasso SOTTO LO ZERO con la BCE.

Quindi – in definitiva – il decreto di Conte FAVORISCE LE BANCHE, NON LE IMPRESE!

In quanti l’hanno capito dentro e fuori il governo e quanti cittadini lo possono capire, se c’è una continua informazione raffazzonata, supina e tendenziosa? 

Ma come si può pretendere che con queste pantomine l’Italia possa mai uscire dalla crisi più devastante di sempre? Ma perché - anziché chilometriche comparsate di Conte e dei suoi “tecnici” in TV (ormai un esercito tra esperti, commissioni, comitati, istituti superiori, tavoli, tavoli tecnici e task force) - non si chiariscono piuttosto queste cose e soprattutto non si scrivono norme chiare, semplici, veloci, inequivocabili?  

Eppure le norme dell’Agenzia delle Entrate per chiarire il differimento dei termini  fiscali occupano 44 pagine e ben 150 pagine la prima bozza ministeriale per “la semplificazione (!) e l’accelerazione degli investimenti in materia di opere pubbliche”.

 I numeri sottolineano bene la drammatica realtà e la spasmodica necessità di non affogare: in pochi giorni ben 105.727 imprese hanno chiesto ai prefetti di “aprire in deroga”. Di queste - a ier i-  2.296 domande erano state respinte, ma le altre lavorano (o cercano di lavorare) in regime di “silenzio-assenso”: quante siano poi effettivamente quelle in regola o meno, nessuno lo sa.  

 

NON CRIMINALIZZO IL MES

Vi stupirò, ma io non criminalizzo l’eventuale ricorso al MES.

Il discorso è molto lungo mentre su IL PUNTO bisogna invece stringere in poche righe,  ma – prima di tutto – per giudicare bisognerebbe soprattutto conoscere bene le condizioni di uno strumento economico “versione 2020” che però per ora nessuno conosce  nei dettagli, visto che verranno discussi solo il 23 aprile.

Mentre in questi giorni il nostro spread traballa ma è contenuto basso solo con massicci acquisti di titoli dalla BCE (ma questo non lo ricorda nessuno) capisco le remore di molti paesi europei ad emettere titoli comuni con l’Italia perché - di fondo - non si fidano di noi e francamente ne hanno in parte ragione.

Dovremmo ricordarci che quando nel 1992 abbiamo sottoscritto gli accordi di Maastricht il nostro deficit pubblico era pari al 105% del PIL e noi ci impegnammo a  ridurlo al 60% “Entro termini ragionevoli”. 28 anni dopo non solo non l’abbiamo fatto (molti altri paesi europei invece sì), ma il deficit è oggi salito a circa il 137% del PIL con un ragionevole trend – vista la situazione – di andare oltre il 160%.

Sono trascorsi invano anni d’oro durante i quali Draghi alla BCE ha dato tutte le possibilità all’Italia di migliorare i suoi conti pubblici, ma non abbiamo fatto NIENTE, neppure per provarci. Inutile buttarla in caciara politica perché tanto le colpe sono di tutti (anche se il premier che in quel periodo è sopravvissuto più a lungo è stato Matteo Renzi), ma possiamo essere credibili come paese se non manteniamo mai gli impegni presi?

Se accettare il MES è indispensabile per avere altri aiuti europei meglio accettarlo e caso mai NON USARLO piuttosto che rinunciare all’intero pacchetto di miliardi UE senza i quali saremo presto morti stecchiti.

Piuttosto, quando Conte dice “altrimenti facciamo da soli!” cosa intende?

Bluffa come fa spesso o pensa a una patrimoniale, oppure a una super tassa per i “ricchi” ? O forse invece a una mega-emissione di titoli di stato per la ripresa – magari garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti – a un 2,5% di interesse esentasse per un quinquennio? Credo che andrebbero a ruba tra i risparmiatori italiani, soprattutto se fossero limitati al circuito interno e in cambio ci fosse anche un incentivo o sconto fiscale.

Per contro, se dobbiamo discutere a Bruxelles del MES quale migliore occasione per PRETENDERE ORA che, in cambio, ci sia una progressiva uniformità fiscale in Europa?

E’ l’unico modo per costruire davvero una “Unione Europea”! E’ indegno che l’Olanda (con Lussemburgo ed Irlanda) offrano in sostanza paradisi fiscali dove finiscono così per avere sede, tra i tanti, anche le società finanziarie ed aziende ex “italiane” tipo Fiat (ora FCA). Questa è la vera concorrenza sleale a livello europeo! Gli olandesi non ci stanno? Cominciamo allora con minacciare ritorsioni, per esempio con Booking.com che guadagna con gli alberghi italiani ma NON paga le imposte in Italia – dove pur produce parte del suo reddito – perché  ha sede fittiziamente in Olanda.

 

BLOCCARE  LE “FINANZIARIE”

A volte mi chiedo se il mondo politico abbia concreti piedi per terra.

Per esempio molte famiglie italiane, soprattutto le più povere, non hanno di solito debiti in banca ma soprattutto verso quelle micidiali SOCIETA’ FINANZIARIE (spesso in mano a delinquenti in giacca e cravatta), che li strozzano con tassi al limite (e oltre) l’usura. Una decisione del governo per una moratoria di  almeno 90 giorni su ogni tipo di pagamento a queste finanziarie congelando interessi e capitali sarebbe un enorme sollievo per chi si trova indebitato e non sa dove sbattere la testa.

Tra l’altro il rischio è che gli eventuali ritardi i ritardi inneschino il solito giro vizioso di ulteriori interessi e penali in una catena di usura inarrestabile, favorendo le infiltrazioni mafiose. 

 

OMS: I DUBBI DEL MONDO

Consuete critiche a Trump per la minaccia di bloccare per 90 giorni i contributi all’ Organizzazione  Mondiale della Sanita, ma sempre più elementi sottolineano come l’OMS sia effettivamente diventato uno strumento politico in mani cinesi.

Finalmente una serie di paesi comincia a farsi delle domande che esigono risposte.

A parte il fatto che gli USA versano questo biennio all' OMS ben 836 milioni di dollari contro gli 86 di Pechino ed hanno quindi tutti i diritti di protestare, è evidente che non si sia vigilato sulla Cina che per quasi un mese ha nascosto o minimizzato il contagio. Non solo, si sono volutamente ignorati gli allarmi lanciati da Taiwan (stato dall'OMS politicamente non riconosciuto, come impone Pechino) sulla ormai certa  diffusione umana del virus..

Anche dopo febbraio l’OMS ha impiegato oltre un mese per dare l’allarme pandemia e nessuno sa cosa effettivamente sia successo non solo a Wuhan ma in tutta la Cina dove tutte le informazioni sono nascoste e filtrate dal governo.

Nessuno può sapere e l'OMS non dice come, dove e perchè sia partita l’epidemia, mentre in TV abbiamo visto solo immagini selezionate dal regim,e tanto che nessuno può confermare il numero di decessi, di quanti realmente infettati o gli effettivi risultati delle misure di contenimento.

Negli USA, intanto, anche fonti di stampa notoriamente ostili a Trump hanno cominciato a porsi dei dubbi sull’OMS e la trasparenza del suo direttore (etiope, ma voluto da Pechino, già ministro degli esteri di un paese - l'Etiopia - che è diventato un avamposto cinese in Africa). 

L’Unione Europea anziché prendersela con Trump perché non organizza una seria inchiesta per riuscire finalmente a capire cosa sia effettivamente successo e come funzioni l’OMS?

Saperlo potrebbe esserci molto utile per il futuro!

 

STORIA A TELE VCO

 

Segnalo che proseguono ogni martedì alle 13.30 i miei appuntamenti con la Storia a Tele VCO (canale 19, oppure in streaming www.televcoazzurra.it e poi “tuttonotizie” ).

Le lezioni vengono replicate per tutto il pomeriggio - sempre di martedì - al minuto 0.30 fino alle ore 18.30

Sono una sintesi delle mie lezioni all’ UNITRE  di Arona ed attualmente trattano della storia d’Italia dopo la prima guerra mondiale.

 

BUONA SETTIMANA TUTTI !                                                          MARCO ZACCHERA 

 

 

IL PUNTO n. 761 del 10 aprile  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: PASQUA: RIFLESSIONI E TRISTEZZE - AZZOLINA, CHI? – TUTTI PROMOSSI! - CORRIERE, CENSURE, OMS E CINA - ASSOLUZIONE AUSTRALIANA 

 

 

RIFLESSIONI E TRISTEZZE

Non mi va di commentare un governo che nell’emergenza prima litiga due giorni interi su chi debba gestire i fondi tra PD e M5S, poi si presenta in conferenza stampa a reti unificate annunciando un favoloso decreto che ancora non c’era, tanto che viene cambiato e pubblicato solo dopo alcuni giorni in Gazzetta Ufficiale. .

Spero disperatamente che alla fine arrivi davvero qualcosa a chi è in grandi difficoltà, anche se si privilegia sempre “l’effetto annuncio” alle realtà. Allo stesso modo spero che si abbia il buonsenso di fare ripartire l’azienda Italia davvero al più presto, perché non ha senso fermare chi vuole e deve produrre, se osserva tutti gli obblighi della sicurezza e ogni giorno che si sta fermi è un giorno perduto.

Credo e spero, ma vedo crescere l’incertezza, la sfiducia, i tempi di liquidazione dei contributi che non sono davvero “a bacchetta magica” come ci si è stato fatto credere.

Intanto in Lombardia si muovono già i magistrati contro la regione (un copione scontato) mentre già saltano fuori i primi imbrogli sui bandi del Consip.

Sono triste, anche perché sta morendo la “mia” Europa, quale che sia il compromesso finale su MES ed Eurobond. Muore nei cuori, nei fatti, nei litigi, ma so che non è solo sempre “colpa” della Germania o dell’Olanda. Siamo un paese di furbi, dove proprio in questi giorni si fa finta di scoprire che esiste il “nero” e il sommerso, una realtà così ampia e consolidata, tanto che di fatto bisogna pure aiutare chi non paga minimamente il dovuto.

Non scaglio la prima pietra, ma andate a spiegarlo agli olandesi che - però - si tengono in casa i maxi-capitalisti del continente attirandoli con imposte agevolate. Fosse almeno capito da tutti che l’Europa può finanziariamente esistere solo se c’è una moneta comune ma anche una finanza comune, un fisco comune, un controllo comune in una reciproca serietà. Aggiungo che politicamente in Italia come in Europa servirebbe una elezione diretta dei vertici che siano quindi obbligati e responsabilizzati a rispondere direttamente a tutti i cittadini-elettori, non solo alle banche ed ai governi.

“Unione” significa unificare principi, sistemi, tasse, contributi, controlli, verifiche, agevolazioni o non si può essere né solidari né “uniti”.

Sono triste soprattutto perché passano i giorni della vita, con il tempo che sfugge dalle dita come granelli di sabbia e tutti  abbiamo sempre meno tempo davanti a noi.

Pasqua deve allora rappresentare anche giorni di riflessione, di tregua, di rinascita, di resurrezione.

Chissà - allora - se questa lunga parentesi non ci porterà  a riflettere un po' su noi stessi con tutti i nostri limiti, le nostre incongruenze, le nostre debolezze.

Alla fine questo virus forse ci porterà forse ad essere più frugali e attenti, magari anche migliori.

 

AZZOLINA CHI ?

Domenica sera, ospite di Fazio a “Che tempo che fa”, ho avuto modo di ascoltare la ministro della pubblica istruzione on. Lucia Azzolina. Sono rimasto esterrefatto dalla superficialità delle sue risposte date “a macchinetta” nella evidente constatazione che la ministro parlava solo con luoghi comuni, tanto che lo stesso Fazio l’ha trattata con malcelata ma pesante ironia.

Tra l’altro dopo neppure 24 ore il “decreto di inizio aprile” l’ha clamorosamente smentita.

Per curiosità mi sono andato a vedere chi sta occupando la scrivania che fu di Giovanni Gentile.

Se guardate su Wikipedia scoprirete che la nostra ministro si era candidata in Piemonte alle elezioni del 2018, non era stata eletta ma poi “ripescata” dalla Corte di Cassazione perché il M5S aveva esaurito i posti degli eletti in Campania.

Già aspirante professoressa di filosofia, il 13 settembre 2019 è stata nominata sottosegretaria e il 28 dicembre addirittura ministro. Conquistato il brillante risultato di arrivare 2542esima (duemilacinquecentoquarantaduesima!) nel recente concorso per dirigente scolastico (ovvero fare la preside), ma senza riuscirci. Un concorso tenutosi mentre era già deputata e componente la Commissione istruzione alla Camera e quindi in potenziale conflitto di interessi.

Il 27 dicembre 2019 il prof. Massimo Arcangeli, Presidente della Commissione ministeriale per l'accesso al ruolo di dirigente scolastico che giudicò la prova orale della deputata, mise pubblicamente in dubbio la capacità della stessa di poter svolgere l'incarico di Ministro della Pubblica Istruzione, sulla base dei risultati ottenuti nei test (famoso il suo 0 (zero) in informatica) e sostenendo inoltre che alcuni paragrafi della tesi da lei a suo tempo presentata per l’abilitazione all’insegnamento sarebbero stati direttamente copiati da testi specialistici.

Alla richiesta delle sue dimissioni la ministro ha replicato sdegnata alle accus,e sottolineando che non si trattava né di una tesi di laurea né di un plagio, essendo lo scritto una semplice relazione di fine tirocinio. (in altre parole – mi sembra – confermando tutto).  Se poi avete tempo libero e un fegato ben messo andate a vedere i curriculum e gli “alti profili” di diversi altri ministri, ad esempio quelli della ministro del lavoro, delle politiche agricole e – ovviamente – di Giggino agli affari esteri.

Tranquilli, siamo davvero in buone mani e d'altronde era già stata l’ex ministro all’ Istruzione Valeria Fedeli (sindacalista neppure diplomata) ad aprire le gabbie.

 

TUTTI PROMOSSI !

..Se volete poi avere una conferma della superficialità della ministro Azzolina  riflettete su un aspetto: aver comunicato a tutti gli studenti d'Italia  il 6 aprile  che tutti quest’anno saranno promossi.

Siamo stati tutti ragazzi, se ci avessero detto due mesi prima della fine di un anno scolastico che non ci sarebbero state bocciature avreste continuato a studiare con lo stesso impegno? Io no, perché è ovvio che senza l’obiettivo di un esame finale soprattutto un adolescente ringrazia, sorride e pensa ad altro.  A cosa sono serviti allora i sistemi pedagogici, gli sforzi degli insegnanti, le difficoltà per connettersi e coinvolgere a distanza in queste settimane  se poi cade la “tensione morale”, logica all’annuncio del “liberi tutti”? Si poteva comunicarlo eventualmente l’ultimo giorno utile, non così in anticipo.

Il consueto (ed abusato) slogan 5 Stelle del  “Nessuno sarà lasciato indietro” è cugino stretto di quel “6 politico” e degli esami di gruppo di sessantottina, infausta memoria.

Credo che i genitori e gli insegnanti seri non possano che condividere.

 

AUTOCENSURA AL CORRIERE - L’ OMS DIPENDE DA PECHINO?

La scorsa settimana, in calce all’articolo su come Taiwan ha affrontato e vinto il Coronavirus nonostante il boicottaggio dell’Organizzazione Mondiale della sanità e della Cina comunista, pubblicavo alcuni link di approfondimento, uno dei quali con la pagina “Esteri” web del Corriere della Sera, articolo che so molti lettori hanno letto.  

Improvvisamente domenica la pagina è sparita. Non più cliccabile, non più leggibile, non più trasferibile. Sparita e basta, anche dalle pagine d’archivio.  Piacerebbe sapere se il “Corriere” si è piegato a qualche pressione di Pechino. Intanto è confermato che il 31 dicembre Taiwan aveva formalmente comunicato all’OMS dell’epidemia, comunicazione ufficialmente non presa in carico perché Taiwan “non esiste”.

Addirittura il direttore dell’ OMS – interpellato ieri in conferenza stampa su questa assurdità e sul fatto che per oltre un mese si è perso tempo nel prendere provvedimenti – ha accusato Taiwan di “razzismo”!!

Dura la presa di posizione della presidente di Taiwan (eletta a gennaio) che ha replicato: “Il personale medico e i volontari di Taiwan sono impegnati senza sosta in ogni parte del mondo, persino in Etiopia, patria del direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus. I cittadini taiwanesi non distinguono le persone in base al colore della pelle o alla lingua che parlano: tutti sono nostri fratelli e sorelle. Taiwan non ha mai permesso che la mancata adesione alle organizzazioni internazionali diminuisse il proprio supporto alla comunità internazionale. Taiwan si è impegnata da subito a contenere la diffusione del COVID-19 e i risultati raggiunti sono stati notati da tutto il mondo. Nonostante l’esclusione dall’OMS per colpa di macchinazioni politiche, ci siamo fatti carico delle nostre responsabilità come membri della comunità internazionale e abbiamo fornito spontaneamente e gratuitamente milioni di mascherine e altro materiale medico al personale sanitario delle nazioni più gravemente colpite dall'epidemia, (Italia compresa ndr)."

E poi criticano  Trump che denuncia come l’ OMS sia diventato un organismo politico purtroppo in mano ai voleri di Pechino che – detto per inciso – contribuisce finanziariamente all’ OMS in minima parte rispetto agli USA.

 

ASSOLUZIONE AUSTRALIANA

Poco spazio, complice il coronavirus, per una sentenza australiana: l’Alta Corte (la nostra Cassazione) ha assoluto con 7 voti a 0 il cardinale George Pell – già primate cattolico d’Australia - dall’infamante accusa di abusi sessuali a due ragazzi nel 1996. Anche in primo grado ( con 10 voti contro 2) i giurati l’avevano assolto, ma la sentenza era stata annullata poiché non c’era stata l’unanimità. Nuovo processo, questa volta condanna sotto i riflettori, grande imbarazzo vaticano, galera e segregazione di mesi per il cardinale. Ora l’ immediata scarcerazione e le cose finirebbero qui, come per tanti assolti dopo lunghe traversie giudiziarie.

C’è però un dato inquietante: Papa Francesco aveva chiamato Pell a riformare le finanze vaticane, mettendo ordine e facendo pulizia là dove non c’è mai  stata molta trasparenza. Molti si chiedono se questa vicenda non sia stato un comodo sistema per toglierselo dai piedi.

 

AUGURI DI PASQUA, CHE SIA DAVVERO DI RESURREZIONE !

 

MARCO ZACCHERA

 

 

IL PUNTO n. 760 del 3 aprile  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: PERCHE' BISOGNA RIPARTIRE SUBITO - LA POLITICA DELLE MASCHERINE – BUROCRAZIA: UN CASO CONCRETO

 

RIPARTIRE SUBITO

E’ meglio non entrare nel merito dei provvedimenti del governo per evitare polemiche, anche se  tutti coloro che si occupano della materia confermeranno quello che sostengo da settimane ovvero come i decreti emessi - soprattutto quelli pensati per ottenere contributi - siano scritti in modo spesso incomprensibile.

Soprattutto (al contrario di mille dichiarazioni, continue apparizioni di Conte in TV, proclami, interviste ed appelli semplicistici) i “sacri testi” sono molto spesso di difficile applicazione, salvo che alla fine - per disperazione o volontà politica - l’INPS e gli altri Enti non dichiarino una specie di  “liberi tutti” accettando tutte le domande presentate, anche da chi non ne avrebbe i titoli (un invito quindi a far “comunque” domanda: “all’italiana” poi si vedrà…).

Gli ordini professionali sottolineano unanimi come, di fatto, quasi nessun iscritto “normale” potrà mai usufruire dei famosi 600 euro e questo vale per avvocati, commercialisti, veterinari, ingegneri, architetti e consulenti. Paradossalmente ne godrà solo chi ha  platealmente lavorato in “nero”, così una volta di più chi ha fatto il furbo verrà premiato autodichiarandosi indigente.

I decreti sembrano a volte scritti coi piedi, per esempio là dove si parla di “reddiio” anziché di “incassi”. Eppure mentre un incasso è verificabile subito, il “reddito” di una persona o di una impresa lo si conosce solo a fine anno (anzi, a metà dell’ anno dopo): o si è voluto inutilmente complicare le norme o al Ministero non sanno bene quale sia la differenza dei termini, di sicuro è impossibile calcolare seriamente - senza il confronto di seri dati completi - un reddito parziale  trimestrale.

 

Non è questo però il nocciolo del problema, ma piuttosto che Conte e il governo dovrebbero capire come occorra subito programmare e dare il via alla progressiva ripresa delle aziende o - quando sarà ufficialmente possibile farlo - diventerà troppo tardi per intervenuta asfissia del sistema.

 

Confindustria calcola la chiusura del 57% delle attività industriali e ci si rende conto facilmente che di conseguenza  – salvo alimentari e farmacie – questa riduzione sale a quasi il 100% nel commercio, artigianato, servizi, professioni  e terziario con una perdita di produzione stimabile in oltre 100 miliardi al mese.

Ma perché non si può dare subito la possibilità alle imprese di progressivanente riaprire, se sono in grado di dimostrare che siano osservate tutte le misure di sicurezza sul luogo di lavoro e sotto la diretta responsabilità dell’imprenditore?

Ovviamente serviranno adeguati controlli, ma tenere chiuso per decreto chi potrebbe e vorrebbe invece lavorare essendosi messi in regola è un assurdo che danneggia tutti.

 

Vale per molti lavori all’aperto, l’edilizia, gli artigiani, le piccolissime imprese e quelle famigliari (tanto sono già reclusi insieme in casa!) e per gli stessi negozi, ovviamente limitando gli accessi della clientela, come oggi fanno i tabaccai o i fruttivendoli.

Invece al momento in un supermercato non si può neppure comprare un cacciavite pur esposto sugli scaffali: va bene limitare la potenziale futura concorrenza, ma dov’è un minimo di logica?

 

Anche perchè - quando finalmente si ritornerà a produrre - se le “filiere” saranno  rimaste tutte ferme troppo a lungo è evidente che passerà un piu' lungo periodo per poter rimettere in moto il sistema, dai trasporti ai rifornimenti di materie prime per arrivare ai prodotti finiti.

Non possiamo pensare che Stato ed Europa risolvano finanziariamente i problemi delle imprese, anche perché devono e dovranno occuparsi prima di tutto del sistema sociale e delle famiglie, oltre a finanziare anche ingenti investimenti pubblici.

Si permetta quindi già da ora a milioni di aziende, piccole imprese ed attività commerciali – se in regola - di faticosamente rimettersi in marcia.

Saranno spesso produzioni a ritmo ridotto, ma anche quel poco può servire a tenere accesa la speranza di una ripresa più veloce.

Se i soldi non girano non producono ricchezza e ci sono infiniti anelli della catena che rischiano di spezzarsi e fallire. Basti pensare agli affitti degli studi professionali o dei capannoni destinati alle attività di piccole e medie dimensioni: come pagarli ai proprietari che molte volte non sono grandi società finanziarie o immobiliari, ma semplici persone fisiche  – spesso anziane - che campano su quegli affitti?

Se i proprietari non incassano saranno altri milioni di persone da mantenere, ma le aziende ferme non incassano e quindi  neppure volendo potrebbero pagare l’affitto.  

Ci sono poi autentiche assurdità: in agricoltura per esempio manca e mancherà mano d’opera (moltissimi immigrati sono tornati a casa): possibile che non si possa utilizzare almeno in parte la sterminata platea dei redditi di cittadinanza?

Decretare poi che nelle aziende agricole si possono utilizzare famigliari fino al sesto grado purchè lavorino gratis è ugualmente assurdo: perché allora non rimettere in pista subito piuttosto un sistema di voucher, almeno fino a che il sistema non sarà tornato normale?

Idee che vanno pensate ora e progressivamente applicate concretamente da subito, come “carburante” indispensabile per la ripresa.

Tra una polemica e l’altra e troppe comparsate in TV, qualcuno ci pensa?

 

CINA E TAIWAN: LA POLITICA DELLE MASCHERINE

L’ hanno chiamata “La Politica delle mascherine”, che va di pari passo ad un bel po' di torbido che gira intorno all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che molti solo adesso cominciano a capire essere anche un organismo politico oltre che di gestione e controllo sanitario. 

Prima le accuse di mezzo mondo alla Cina di aver nascosto per settimane la vera portata dell’epidemia (con i filmati pubblicati lunedi anche da Rai 3 dove si vedono le condizioni igieniche dei mercati cinesi e il portar via morti per strada a Wuhan in numero che sembrerebbe ben più numeroso ai dati ufficiali) ora le accuse all’OMS di essere un organismo sino-dipendente e non super partes.

A far nascere il caso è la perdurante chiusura dell’OMS a Taiwan che per loro “non esiste” e quindi quello che viene fatto a Taipei non conta.

Peccato, perché a Taiwan l’epidemia è stata arginata molto meglio che in Cina (solo 329 casi e in tutto 5 decessi) con metodi chiari, democratici ed organizzati: esperienze utili e soprattutto immediate, ma censurate.

L’imbarazzo cresce perché ora Taiwan ha regalato (non come buona parte del materiale sanitario cinese che invece è stato fatto pagare) ben 10 milioni di mascherine chirurgiche all’ Europa e in particolare all’Italia, oltre a un ingente carico di materiale sanitario offerto dai cattolici di Taiwan al nostro paese e coordinato con la nunziatura apostolica vaticana a Taipei. Di Maio non ne parla in evidente stato di imbarazzo (poi a fine epidemia ci spiegherà chi ha firmato i contratti con Pechino senza gara né controllo dei prezzi), ma i fatti restano e sono quelli che sono.

Per l’OMS però Taiwan – appunto - non esiste, non se ne deve parlare e nemmeno la gravità della situazione riesce a superare i pregiudizi politici che in campo sanitario non dovrebbero esistere verso nessuno.

Peccato, perché è documentato che la Repubblica di Cina (il nome ufficiale di Taiwan) viene considerata un esempio vincente nella lotta al virus ed è stata tra i primi paesi ad avviare controlli e sperimentazioni pur non facendo ufficialmente parte dell’Oms, che riconosce soltanto la Cina continentale.

Un punto su cui il governo di Taipei è tornato più volte negli ultimi giorni per rivendicare i propri meriti, arrivando persino ad accusare direttamente l’agenzia internazionale di aver ignorato gli avvertimenti formali ricevuti alla fine di dicembre, quando per la prima volta medici taiwanesi avevano già intuito la possibile trasmissibilità umana della malattia.

Una volta di più l’Italia e l’Europa non possono continuare a far finta che Taiwan non esista solo per il “politicamente corretto”, ergo ingraziarsi la Cina comunista.

Perfino la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha intanto ringraziato ufficialmente  Taiwan per “il gesto di solidarietà” e – piaccia o meno a Pechino – è stata questa la prima volta di un formale ringraziamento europeo, mentre l’ Italia ufficiale invece tace, come al solito.

Chi fosse interessato ad approfondire:

 

https://www.corriere.it/esteri/20_aprile_01/coronavirus-taiwan-dona-10-milioni-mascherine-ma-resta-fuori-dall-oms-

 

http://www.galileusweb.com/perche-taiwan-e-diventata-un-problema-per-loms/

  

BUROCRAZIA: UNA TESTIMONIANZA

Pubblico integralmente una email che mi è giunta da una lettrice de IL PUNTO che lavora in una pubblica amministrazione:

 

Ciao Marco,

giovedì (26 marzo n.b.) mi è arrivata, per lavoro, la raccolta delle disposizioni in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Codiv-19 e il testo unico delle ordinanze della protezione civile. Sono complessivamente 6 leggi, 2 delibere del consiglio dei ministri, 7 decreti del presidente del consiglio dei ministri, 19 ordinanze del capo del dipartimento della protezione civile, un  protocollo generale. Poi ci sono i provvedimenti del ministero della salute e quelli  del ministero della pubblica istruzione. In totale sono per ora 38 documenti diversi che fanno 295 pagine... Segue un indice senza i riferimenti a quale pagina posso trovare lo specifico decreto e già il giorno dopo ne avevano  fatto un altro… Come può un cittadino italiano capirci qualcosa e un ufficio pubblico cercare di seguire la legislazione se si rincorre in questo modo?

Ma la follia di fare leggi aggiuntive senza mai abrogare le precedenti al fine di avere un testo unico di riferimento è un processo così impossibile da fare? Quando impareremo?

Ciao C.

 

SPERIAMO IN MEGLIO! BUONA SETTIMANA        MARCO ZACCHERA

 

 

 

IL PUNTO n. 759 del 27 marzo  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: IL PRESENTE E IL FUTURO – LA STORIA DI 100 EURO – CINA NEWS

 

Un augurio sincero e personale a tutti i lettori de IL PUNTO con la speranza che stiate abbastanza bene perche, in questi giorni, è davvero la cosa più importante.

Non c’è molta voglia di scrivere e le polemiche non servono a nulla, ma alcune riflessioni forse possono servire.

Certamente la riflessione più profonda, intima e personale - da credenti o non credenti - ci è comunque venuta spontanea questa sera  vedendo le immagini da Piazza San Pietro a Roma, con un Papa un po' malandato ed esitante che interpretava, nella sua fragilità, proprio quella che oggi – incerta e preoccupata – è  la nostra intera umanità.

 

IL PRESENTE E IL FUTURO

Una settimana fa scrivevo come il decreto “Cura-Italia” mi sembrasse molto pasticciato e - purtroppo - non solo la prima impressione è stata confermata, ma vengono al pettine molti dubbi sulla sua applicazione pratica.

Non è polemica prendere atto che ad oggi non si è visto ancora concretamente nulla sia in termini di contributi economici, ma soprattutto per l’aspetto “ricostruttivo” che invece – sperando che passi al più presto l’emergenza sanitaria – è quello fondamentale per salvare il nostro Paese. 

Questo anche perchè le misure del governo sono tutte da finanziare con un maggior deficit pubblico e comunque si parla di 50 miliardi contro i 500 della Germania ed addirittura i 2000 degli USA di Trump.

Se non si produce  non è pensabile  – salvo nel breve periodo – che lo Stato possa aiutare tutti ed è per questo che non capisco la posizione dei sindacati che vogliono ulteriormente restringere l’apertura delle aziende.

SE UN LUOGO NON E’ SICURO DEVE RESTARE CHIUSO, ma una volta che un’azienda è sanificata e vengono adottate tutte le necessarie misure di sicurezza, perché tenerla ferma?

Meglio che funzioni, anche se magari a ritmo ridotto.

Anche i settori non indispensabili possono e devono essere utili a comunque “creare ricchezza” e soprattutto a far lavorare i dipendenti (e così pagare anche imposte e contributi) o il sistema non può reggere e fallirà perchè stampare moneta per pagare "ad ufo" (ammesso fosse possibile) crea solo inflazione, non ricchezza. Non possiamo permetterci di perdere la maggior parte dei 180 miliardi al mese di "produzione" italiana.

Che rischio c’è a tenere aperti tutti i cantieri per le opere pubbliche o le imprese edili, soprattutto se operano all’ aperto? Bisogna assolutamente insegnare prima di tutto sicurezza sanitaria alle maestranze, ma non serve bloccare tutto.

Se in un negozio si entra uno alla volta, perché tenerlo chiuso? Certo, meno gente gira meglio è, ma io vedo dalla mia finestra persone diventate responsabili, attente, mai in gruppo e non capisco perché (ovviamente stando a debita distanza e magari aumentandola)  non si possa camminare e correre nei parchi e nei giardini, oltretutto per evidenti motivi psicofisici, soprattutto i bambini.

 

Ma avete notato che ALL’INTERNO  DEI SUPERMERCATI (dove già si accede uno alla volta, tenendosi lontani, addirittura facendo provare la temperatura corporea all’ingresso) sono stati chiusi tutti i reparti non alimentari?

E’ più “essenziale” quindi comprare il salmone affumicato (importato) invece di un libro, specialmente se sei bloccato in un appartamento? E se ti serve qualsiasi cosa per la casa o una riparazione, oppure devi comprare un paio di mutande? Non si può.

Tante altre assurdità: per esempio tutti i fioristi e garden chiusi e anche al supermercato non trovate più i fiori - considerati “non indispensabili” - ma quanto conta avere un fiore in casa a primavera e - soprattutto - si è pensato che così facendo si è ammazzato tutto il comparto florovivaistico italiano con le piante che non si possono comunque “abbandonare” perché altrimenti muoiono ? 

Turismo, professioni, artigiani, cave, commercio, trasporti: tutto bloccato, ma ci sono settori industriali che lavorano soprattutto per l’esportazione con produzioni strategiche per altre aziende europee.

Sono attività obbligate a star ferme, ma poi non lamentiamoci se in Europa ci vedranno come dei portatori di peste, danneggiando la nostra ed altrui economia.

Quando avremo perso quei mercati, cosa venderemo all’estero? 

Oppure - visto che bar, ristoranti e pizzerie sono chiusi - se un esercente o un pizzaiolo volessero fare servizio a domicilio con tutti i sacri crismi di sicurezza, perché bloccarne l’attività?

 

Un altro aspetto che mi preme non dimenticare è quello delle libertà individuali e se tutti siamo d’accordo che in tempi d’emergenza bisogna prima di tutto pensare a contenere il contagio, faccio presente che - intanto - sono passate sotto silenzio delle leggi discutibili come quella delle intercettazioni telefoniche, oppure la ricapitalizzazione di Alitalia e si va avanti a colpi di decreti quotidiani senza che il Parlamento possa intervenire, anche perché è praticamente bloccato.

Ci sono una infinità di problemi che andrebbero invece seguiti bene e non decisi da Conte in beata solitudine, anche perché bisognerebbe capire bene chi siano i suoi consiglieri, soprattutto in campo economico.

 

C’è poi la partita in chiave europea che è delicatissima: il rischio che il MES rientri per la finestra - dopo che si era ufficialmente deciso di chiuderne la porta - è vero e reale, come il rischio che con la crisi che verrà le migliori aziende rimaste italiane (sempre di meno) finiscano anche loro in mani straniere, complici le convenienti quotazioni di borsa. Quali misure ha preso il governo per evitarlo, dopo che la CONSOB solo tardivamente ha vietato le vendite speculative al ribasso?

Soprattutto  – viste le divisioni dell’UE e la sua esperienza alla BCE – perché Conte non nomina immediatamente Mario Draghi “Commissario all’Economia e alle Finanze” per trattare in prima persona a Bruxelles per conto del nostro paese?

E’ sicuramente la personalità economica italiana più valida in Europa, certamente  più rappresentativa e tecnicamente preparata di un Conte o un Gualtieri.    

Proprio l’Europa è infatti la grande assente dalla partita, incapace come non mai di darsi regole certe e comuni fin dal primo giorno, con l’evidente arroganza di chi si sente “ricco” rispetto ai propri partner.

Da notare però che finalmente il Sud del continente comincia a condividere una voce unica rispetto alle pretese della Germania e suoi satelliti, ma lo spirito europeo purtroppo è morto, prima vittima dell’epidemia.

 

PS.

Un finale forse stupido, ma non si potrebbe fare un filtro su certi “esperti” che in TV pontificano ininterrottamente a canali unificati? Sono ridondanti e ripetitivi, spesso inutili. Inviterei anche molti di quelli "ufficiali" a cambiarsi la solita felpa, perchè farà molto “emergenza” e audience presentarsi sempre vestiti in divisa da protezione civile, ma i contenuti di certe loro chiacchiere non mi sembrano spesso all’altezza dei problemi trattati. Oltretutto - se questi esperti sono sempre in TV - quando diavolo lavorano? 

Conte ha seminato una nuova stirpe di tuttologi narcisi, ma non ne sentivamo davvero la mancanza. 

 

LEZIONE DI ECONOMIA: LA STORIA DI 100 EURO

(Dedicata al governo: fateci ripartire!)

 

Un turista si presentò all'Hotel ITALIA per pernottare, ma era mattina e la stanza non era ancora pronta, così lasciò 100 euro di caparra all'albergatore, annunciando che sarebbe poi ripassato la sera.

Quell' albergatore aveva un debito di 100 euro con il macellaio e glielo pagò proprio con quella banconota che il macellaio usò per liquidare un suo fornitore, allevatore di bestiame.

L’allevatore doveva cento euro al grossista di mangimi e fu occasione per liquidarlo, ma proprio in quel momento il grossista si ricordò di non aver pagato una stanza all’albergatore quando – pochi giorni prima – aveva avuto ospiti dei parenti, e lo pagò.  

Tutto contento l’albergatore mise in tasca i 100 euro, ma a quel punto si ripresentò il turista che, scusandosi, disse di aver cambiato idea e che non si sarebbe fermato la notte. L’albergatore dell’ Hotel ITALIA restituì un pò scocciato la banconota, contento però di non aver comunque più il debito con il macellaio.

Morale: la moneta serve se gira perché fa girare l’economia, ma se l’Hotel ITALIA resta chiuso restano i debiti e nessuno li può e li potrà pagare.

 

A PROPOSITO DI CINA

Quanti di voi hanno letto l’articolo di Giulio Meotti su “Il Foglio” di ieri 26 marzo con il lungo ed inquietante elenco di giornalisti cinesi letteralmente spariti nel nulla dopo che si erano permessi di criticare – anche solo fugacemente – i metodi del governo comunista per comunicare e poi gestire  l’epidemia?

Come mai nessuno ne ha parlato, tanto meno il ministro Di Maio in perenne fregola di ringraziamenti alla Cina, oppure la Federazione Nazionale della Stampa che avrebbero il dovere morale di chiederne notizia al governo cinese?

(chi vuol leggere l'articolo mi mandi il proprio numero whattsapp) 

 

 

Un saluto a tutti, e speriamo in bene perchè DOBBIAMO FARCELA!

 

                                                                         MARCO ZACCHERA

 

 

IL PUNTO n. 758 del 20 marzo  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: UNITI ! - DECRETO ILLEGGIBILE – PIU’ AIUTI O DANNI DALLA CINA? -  L’ESERCITO CHE NON C’E’

 

Stare uniti nell’emergenza è sacrosanto e quindi le polemiche non servono. Piuttosto un invito a tutti quelli che leggono IL PUNTO a scrivermi, discutere, criticare.

Soprattutto vi invito a non perdere il tempo e quindi ad approfondire, studiare, leggere e – lo si può fare in tanti modi – dare una mano a chi sta anche peggio di noi.

Un saluto affettuoso ai tanti che si impegnano in prima linea ed un ricordo commosso anche a chi, lettore abituale, è malato o addirittura deceduto. So di alcuni casi e sono vicino alle loro famiglie.

Insomma, non solo uno scontato “Andrà tutto bene” ma piuttosto operiamo e comportiamoci perché questo avvenga davvero.

 

NO POLEMICHE, QUINDI,  MA QUESTO DECRETO…

 

Non entro quindi nel merito politico del decreto “Cura Italia” né affronto il problema se i fondi siano sufficienti o meno, anche perché criticare è facile ma intervenire in questa situazione è comunque molto difficile.

Mi limito a dire che TUTTO il decreto è finanziato “a debito” ovvero aumentando il deficit dello stato, il che significa tamponare oggi, ma creare altri problemi futuri.

Quello che mi limito ad osservare è però come il “ Cura-Italia” sia scritto male, contorto, spesso incomprensibile. Alla fine occupa 72 pagine (!)  di Gazzetta Ufficiale diviso in 127 articoli: un testo-monstre scritto in distillato di puro politichese e composto da quasi 100.000 (centomila!) parole in cui concretamente alla fine si parla di tutto, ma si capisce poco o nulla.

Il solo commento (ovvero la traduzione del decreto in italiano comprensibile)  da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti – il mio ordine professionale – riempie 67 pagine scritte fitte fitte solo per cercare di far capire qualcosa a chi deve interpretarlo.

C’è dentro di tutto, dallo svuota-carceri alla cassa integrazione, dalla sospensione dei termini alla proroga di 2 anni (non due mesi!) all’Agenzia delle Entrate per i suoi  accertamenti.

E’ comunque solo un testo-base che verrà poi emendato, cambiato, incrementato e reso così ancora più complicato e pasticciato. Alla fine il Parlamento lo voterà – vedrete – con un voto di fiducia, anche se nessun parlamentare l’avrà mai letto, anche perché leggerlo tutto è umanamente impossibile.

Lo stesso Presidente Mattarella - che lo ha subito firmato e ne promulgherà poi la legge di conversione finale – sicuramente non ha avuto né avrà mai la possibilità di farlo e anche lui, quindi, lo firmerà “sulla fiducia”

Forse non c’era altro modo per stenderlo “a legislazione vigente”, ma credo sarebbe stato meglio (molto meglio) cercare di cambiare  finalmente anche il modo di procedere – visto che siamo in una emergenza – fissando solo pochi punti, ma chiari ed inequivocabili, comprensibili ed attuabili. Tanto vale al massimo un mese, da integrare a nuovo (con quali soldi ?) il mese prossimo.

In Italia non siamo infetti solo dal virus, ma dalla burocrazia e dal politichese che fanno ancora più danni del virus.

Certo, Conte ci tiene ad apparire ogni sera “l’uomo solo al comando” ed andare quindi da solo in TV (anche perché quando parlano certi ministri come quella del lavoro e dell’agricoltura non azzeccano neppure un congiuntivo)   mentre già intorno a lui c’è chi - come Di Maio - rosica se non è in prima fila.

Parliamoci chiaro: nessuno sa come sarà cambiata l’Italia alla fine di una questa batosta, ma prima di tutto speriamo di esserci ancora. 

 

Approfondimento: ATTENTI ALLA CINA (E A DI MAIO) ALTRO CHE "AIUTI" !

 

Grande spazio sui media per l’arrivo a Ciampino del “dono” cinese: 9 medici in trasferta a Roma (e poi spediti in giro per tutta l’Italia) con un carico di materiale sanitario “donato” al nostro paese,  ma che poi sembra sia stato perfino fatto pagare.

Non capisco che cosa abbia tanto da esultare il ministro Di Maio, eppure  da una settimana ci comunica quotidianamente che acquisteremo milioni di mascherine cinesi e loro apparecchi sanitari per proteggerci dal virus. Amen.

Evidentemente  il nostro illustre Ministro degli Esteri (sic!) non si è ancora reso conto che la sua dannata volontà di correre dietro alla “Via della Seta” ci ha già fatto un mucchio di danni.

Certo che adesso ci servono le attrezzature sanitarie cinesi, ma è provato CHE IL GOVERNO CINESE PER SETTIMANE HA NASCOSTO L’EPIDEMIA, addirittura processando e condannando i medici che ne parlavano.

La Cina dovrebbe essere quindi oggetto DI UNA GRANDE INDAGINE INTERNAZIONALE e in qualche modo chiamata alle proprie responsabilità per i danni procurati all’ umanità, altro che pubblici ringraziamenti.

Anche perché il rischio concreto è che i cinesi (e non solo, forse anche la Russia è nel gioco) grazie alla crisi economica legata al Coronavirus e al prezzo del petrolio si comprino a prezzo di saldo le nostre aziende migliori con massicci scalate in borsa.

Di tutto questo però non se ne parla molto, ma è un tema che andrà assolutamente approfondito.

C’è una acuta riflessione su “Il Foglio” del 17 gennaio “L’ORA DEI CATTIVI” che va letta con attenzione (chi vuole leggerla me la richieda – ndr ) dove si sottolinea bene la strategia cinese che ha riconosciuto proprio in Luigi Di Maio l’anello debole della catena di comando del governo italiano.

E’ lui che da ministro dello Sviluppo economico ha firmato la “Via della Seta”, è lui che la settimana scorsa è andato a fare la conferenza stampa in diretta all’arrivo degli aiuti, seduto accanto all’ambasciatore cinese in Italia Li Junhua.

Pechino sa bene chi in Italia è alla spasmodica ricerca di un palcoscenico e farebbe qualunque cosa pur di salirci: e infatti gli “aiuti concreti cinesi” e  le parole di Di Maio sono finiti su tutti i media italiani e cinesi.

In realtà il ruolo di Luigi Di Maio è stato semplicemente quello di parlare al telefono con il suo omologo cinese Wang Yi  e assicurarsi una commessa (pagandola!!) di mille respiratori da acquistare dai nostri abituali fornitori in Cina e adesso di 100 milioni di mascherine quando diverse aziende italiane – riconvertitesi in una settimana – sono pronte per produrne quante se ne vuole, magari abbassando l’IVA dal 22 al 4% visto che sono diventate preziose (nessuno al governo ci ha pensato nel “ Cura Italia”!?) .

Io non capisco se Di Maio sia consapevolmente oppure no  di quanto stia combinando  (e questa non è ironia: queste cose Di Maio le capisce? Perché  il dubbio davvero mi assilla…) e di essere diventato la sponda “istituzionale” a un’operazione che ha un profondo significato politico ed economico.

Tutto è collegato: l’ambasciatore cinese in TV, la telefonia, la “Via della Seta”, gli acquisti cinesi di titoli di stato italiani, ora le possibili scalate in borsa con la Cina che dalla crisi sanitaria sta già uscendo ben prima di noi.   

 

La controprova di quanto siamo diventati succubi di Pechino si vede anche dalle semplici  cronache quotidiane: neppure questa settimana si è parlato del Paese che  per primo ha affrontato e vinto il Coronavirus: Taiwan.

L’ “altra Cina” , quella libera e democratica, ostile a Pechino ma che pur essendo a soli 120 km dal continente (e con oltre 500.000 suoi cittadini che ci lavorano) ha egregiamente protetto i suoi 23 milioni di abitanti bloccando il virus all’ inizio, tanto da avere pochissimi contagiati e praticamente nessun decesso e senza bisogno di militarizzare alcunchè.

E ricordiamoci che gli spazi a Taiwan sono ben  ristretti, visto che  quei 23 milioni di persone stanno su un'isola grande solo una volta e mezza la Sicilia!

Un successo di cui però non si deve parlare perché a Pechino non piace, così come addirittura non si ammette neppure Taiwan nell’ Organizzazione Mondiale della Sanità solo per motivi politici: un atteggiamento ingiusto e ridicolo, ma soprattutto stupido e controproducente per tutti.

 

Un governo libero, autorevole, con persone serie alla sua guida e con un minimo di visione strategica tutti questi dubbi dovrebbe  cominciare ad averli, così come quei dirigenti del PD ben preparati in politica estera (e ne conosco diversi) che non capisco come possano ancora stare zitti con questo ministro dilettante allo sbaraglio.

Perché nel frattempo la crisi sanitaria ha fatto dimenticare la Libia, la Siria, gli sbarchi (che continuano) e i pasticci della nostra diplomazia di questi ultimi mesi che hanno visto sparire l’Italia da ogni credibilità internazionale.

D'altronde tutti i  lettori possono liberamente giudicare se un Ministro degli Esteri di siffatta levatura sia adatto a rappresentare oggi  l’Italia nel mondo.

 

“VOGLIAMO L'ESERCITO!!”...MA DOV'E'?

 

Tutti chiedono adesso l'aiuto delle Forze Armate per bloccare il coronavirus o almeno controllare il traffico sulle strade, ma ci siamo dimenticate che - nel frattempo - le Forze Armate italiane sono all'osso perché tra tagli, antimilitarismo, operazioni di "pace keeping" all'estero, malati & invalidi e soprattutto scalda-seggiole, c’è ben poco da schierare sul "fronte interno". Quel poco che resta è spesso di non grande operatività, anche perchè mi sembrerebbe assurdo chiedere a quei pochi reparti addestrati e pronti per andare un missione all’estero di ridursi a fare i vigili urbani.

 

I numeri parlano chiaro: taglia di qua taglia di là, abbiamo meno effettivi della Spagna e della Grecia, moltissimi meno di Francia e Germania, siamo bel al disotto del Giappone e se ovviamente siamo nulla rispetto ad USA e Russia, siamo anche molto meno operativi di tutti quegli stati più o meno "militarizzati" - dalla Turchia al  Venezuela, al Vietnam - dove le forze armate sono quelle che comandano sul serio o sono il vero braccio armato del dittatore di turno.

Meglio non trovarsi in situazioni simili, ma quando si invoca la presenza dei militari  è come chiedere di far rispettare una polizza di assicurazione quando arriva un sinistro  ma senza aver voluto pagare il premio della polizza.

Piuttosto pensavo di vedere in prima linea, prima ancora dei militari,  EMERGENCY, LE ONG, MEDICI SENZA FRONTIERE e le varie organizzazioni umanitarie sempre pronte giustamente ad aiutare e salvare chi arriva in Italia: non  ci sarebbe da lavorare adesso anche per gli italiani?

 

A tutti un saluto particolarmente affettuoso e speriamo in una settimana migliore di questa!

 

MARCO ZACCHERA

 

 

IL PUNTO  n. 757 del 13 marzo  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: VIRUS: CERCASI COMANDANTI - E LA FEDE ? – TAIWAN FUORI DAL VIRUS - TELEFONOVENDITE – USA: PRIMARIE DEMOCRATICHE

 

COMANDANTE (ED EUROPA) CERCASI

La prima vittima dell’epidemia si chiama Europa.

Una Europa politica alla deriva dove non si vuol capire la necessità di usare un metro uguale per tutti per affrontare l’emergenza e dove solo la miopia della BCE e in primis della sua presidente francese Christine Lagarde poteva comportarsi in modo così superficiale facendo perdere al continente centinaia di miliardi di euro mentre l’economia affonda.  

Un disastro generale in cui l’Italia brilla per nullità di peso politico, anche se il prode Paolo Gentiloni  ne sarebbe addirittura il “Commissario economico” (ma è sparito dai radar: è in quarantena anche lui?).

Vale per i vertici in Europa ma anche all’interno dove il solito Travaglio – sul “Fatto Quotidiano”- era stato categorico: no a Bertolaso inteso come “uomo forte” che coordinasse la protezione civile, perché sarebbe la dimostrazione che la democrazia non esiste e l’anticamera di una qualche dittatura (!)... e poi c’è già comunque  chi deve governare con potere di decidere.

Conte si adegua volentieri con la sua tacita autostima narcisistica e godendo di vedersi trasmesso ogni sera da solo in TV a reti unificate (Mattarella, dopo una breve apparizione, è scomparso di nuovo…) nominando quindi un signor nessuno a commissario per gli approvvigionamenti, figura che così resterà nell’ombra.

Eppure anche l’attuale Premier non lo ha eletto nessuno, non ha titoli specifici, guida un governo raffazzonato ed eterogeneo prendendo decisioni che solo il futuro ci dirà essere state più o meno tempestive e giuste.

MI ASTENGO DAL CRITICARE  L’ESECUTIVO PERCHE’ NON E’ COSA NE’ PERIODO, PERO’ UN BERTOLASO OPERATIVO AL VERTICE MI AVREBBE DATO MOLTE PIU’ GARANZIE.

Certamente Conte è alla guida di un paese dove è difficile convincere i cittadini a comportamenti ordinati e seri, conseguenti alla situazione,  dove convive lo spirito di eroismo e di solidarietà di alcuni con gli aspetti più squallidi ed egoistici.

Le immagini di chi scappa nottetempo da Milano, assalta i supermercati senza motivo o le rivolte nelle carceri sono tutti sintomi di un paese di “furbi”, difficili da governare.

E’ pur vero, però, che se vengono fatte circolare bozze "riservate" e contraddittorie di decreti è logico che poi si scateni il panico ed una volta di più bisognerebbe sollevare le pesanti responsabilità e incapacità dell’ ufficio stampa di palazzo Chigi.

Il grande vantaggio di un  Bertolaso  “supercommissario” avrebbe significato avere ai vertici delle strutture una persona tecnica, che non dovesse pensare al proprio futuro politico ma solo a prendere decisioni precise, chiare e tempestive senza doversi porre il problema del “dopo”.

Per questo speravo che una persona stile Bertolaso venisse nominata subito, con poteri veri e costringendoci alla disciplina perché i “metodi cinesi” sono possibili solo in una dittatura comunista, ma comunque delle regole vanno date e soprattutto devono essere rispettate e fatte rispettare. Da tutti.

 

E LA FEDE ?

Non ho capito la decisione di permettere l’accesso ai bar fino a mercoledì scorso e di aver invece vietato da tempo le cerimonie religiose, pur osservando l’opportuna distanza tra i fedeli: forse che l’uomo non ha bisogno anche della spiritualità?

Domenica scorsa nella mia parrocchia la Messa è stata celebrata dal parroco da solo e in forma privata, pur essendo spiritualmente in comunione con tutti.

Appena fuori sul sagrato i bar erano pieni di gente seduta (e in piedi) stretta stretta per l’aperitivo: una vergognosa assurdità.

 

L’uomo moderno non crede più, si sente immune dai rischi e padrone del proprio destino. Poi basta un virus grande qualche nanomillimetro ed ecco che  vede anticipare in modo drammatico ed immediato il suo destino di morte.

Ho purtroppo notato che il Coronavirus non ha portato  – almeno visibilmente – a un minimo di ritorno alla Fede, anche perché chi crede ha avuto ed ha paura di farsi giudicare vecchio e retrogrado.

Una volta la peste la si curava con preghiere, novene e processioni, oggi ovviamente  non più, perché quasi nessuno è portato a pensare che una reliquia, un simulacro, un’immagine miracolosa possa salvarlo dal male dopo che  la scienza ha spiegato tutto (o “quasi” tutto), eppure credo che in questi momenti difficili un po' di Fede non solo sarebbe utile, ma necessaria.

Anche chi non crede - ma è comunque persona saggia - si sarà pur messo in questi giorni in una posizione di riflessione, di ricerca, di dubbio.

Dedichiamo allora un po' di tempo anche a queste cose, magari approfittando del  “vuoto” che ci ritroviamo intorno rispetto al correre di ogni giorno, riscoprendo il valore di ore che corrono più lente e senza frastuono.

Riflettiamo sui nostri limiti, su altri e più veri valori, sulle contraddizioni di una società distratta e superficiale. Nel silenzio (e nella preghiera, per chi si sente di doverla ricordare)  ritroveremo un po' di noi stessi, un po' di certezze, una nostra nuova dimensione… e allora forse anche il virus sarà servito a qualcosa.

 

TAIWAN FUORI DAL VIRUS

Nell’escalation del coronavirus nessuno parla di un paese che ha sconfitto la malattia ed è Taiwan, dove l’organizzazione (democratica) dello stato ha subito affrontato l’epidemia, bloccato a 45 il numero dei contagiati ed ormai quasi superato ogni quarantena.

A solo a 120 km. dalla Cina continentale e con oltre mezzo milione di persone operative nelle aziende cinesi, i 24 milioni di taiwanesi - pur stipati su una isola relativamente piccola - se la sono cavata da soli, nel silenzio del mondo. Il nostro governo ignora Taiwan ed anche le sue offerte di collaborazione medica perché la politica di sudditanza con Pechino “impone” a Di Maio e soci di essere sordi su questo fronte, ma è una discriminazione assurda, con un preconcetto ed una arroganza semplicemente folle.

 

 

NEANCHE CON IL VIRUS !

Neppure il Coronavirus ha ridotto l’epidemia quotidiana di messaggi telefonici e web con proposte di nuove tariffe gas/elettriche, fantastiche opzioni TV, abbonamenti telefonici concorrenziali. Tutte chiamate che in barba a qualsiasi privacy (legge da abolire, perché evidentemente inutile !!!) ti raggiungono sempre ed ovunque, soprattutto nei momenti meno opportuni.

E’ un’altra vera epidemia, un’alluvione. Se protesti e chiedi chi mai abbia dato il tuo numero di telefono ti rispondono addirittura che lo hai chiesto tu… Segue il consueto diverbio, che però ultimamente lascio correre sia perché ci sono altri problemi da affrontare sia perché quelle povere persone del call-center sono probabilmente delle disperate  ancora più di noi.

Chissà, solo se vendessero mascherine e gel forse in questi giorni farebbero affari…

 

PRIMARIE USA, E’ BIDEN IL “COMPETITOR”

Anche questa settimana propongo una riflessione tratta da un testo di Gian Carlo Poddighe sulla situazione in USA dove i democratici hanno praticamente scelto Joe Biden a competere contro Trump.

……..

Il partito democratico è una macchina molto più rodata ed efficiente di quella repubblicana e ha fatto la sua scelta su Joe Biden, come si vedrà definitivamente tra pochi giorni quando si voterà per le “primarie” in grandi Stati come l’Illinois e la Florida, nei quali Biden è favoritissimo, Sanders ha perso anche in passato e dove è ulteriormente caduto per la sua apologia al castrismo cubano.

Joe Biden (pur non essendo considerato un vincente per i suoi trascorsi, i suoi interessi e zavorre famigliari, le sue gaffe, la senilità che affiora in una oratoria confusa e ripetitiva) è l’obbligato prodotto del momento, nato della necessità della casta “democratica” di salvare sé stessa anche in caso di suo fallimento.

Ad aiutare Biden anche Obama è intervenuto al momento giusto, l’ unico che poteva mobilitare i leader neri al Sud. L’ex presidente sa benissimo che gli afroamericani e i sindacati al nord hanno la vera capacità di mobilitazione, molto superiore a quella dei giovani che avrebbero dovuto essere il supporto di Sanders.  

Anche grazie alla discesa di Obama - più vendibile ed accettabile di quella dei Clinton – il miliardario Bloomberg è stato asfaltato e rottamato e così Biden ha potuto rialzare la bandiera del riformismo rottamando Sanders.

Il vertice democratico ha insomma scelto il male minore.

Trump aveva un solo nemico, se stesso, ma oggi ha un nemico subdolo e potente,  che potrebbe minarne la possibilità di rielezione  per la possibile  cattiva  gestione dell’ imprevedibile emergenza sanitaria che si è trovato a fronteggiare.

Sta già correndo ai ripari con un poderoso intervento economico/finanziario, una sorta di Piano Marshall al quale nemmeno i democratici potranno opporsi. Verrà anche una mobilitazione della macchina militare americana con le proprie competenze e conoscenze nel campo della guerra NBC ma non è detto che basterà dopo aver minimizzato fin troppo la crisi sanitaria.

Certo che un successo di Trump anche su questo fronte  ne farebbe un leader mondiale, ma  una sconfitta lo metterebbe pericolosamente a rischio.

 

 

UN SALUTO A TUTTI   E BUONA SETTIMANA  -    MARCO ZACCHERA

 

IL PUNTO n. 756 del 6 marzo  2020

di MARCO ZACCHERA   ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

Sommario: UNA BELLA STORIA  -  VIRUS E POLEMICHE – L’ EUROPA ? NON PERVENUTA ! – ARRIVEDERCI REFERENDUM 

 

UNA BELLA STORIA

Da una lettrice de IL PUNTO ho ricevuto notizia di questa piccola storia realmente accaduta nei giorni scorsi a Rho (vicino a Milano) e con la sua autorizzazione la pubblico volentieri, anche per cercare di dare un senso a queste giornate così difficili…

 

Quando al telefono mi dissero che se non facevamo subito qualcosa migliaia di fiori recisi destinati a una grande fiera (sospesa a causa del virus), sarebbero stati buttati via, non ci ho pensato due volte.  Nel giro di poche ore abbiamo messo insieme due furgoni, cinque volenterosi e alcune persone speciali degli uffici del Sindaco che si sono messe al telefono.

Il risultato è  stato un elenco di circa una quindicina di luoghi (che poi -  man mano che si spargeva la voce - sono diventati una ventina)  dove portare i fiori: case di riposo, parrocchie, associazioni e centri di tutela minori, donne e persone in difficoltà.  Sicuramente sarà mancato qualcuno, ma la sfida è  stata quella di consegnare più fiori nel minor tempo possibile: il fiore reciso dura pochi giorni. E così abbiamo fatto.

Non erano tutte rose come preannunciato in un primo tempo, né i fiori erano così tanti,  ma alla fine spero di aver strappato migliaia di sorrisi per un dono insperato. "L'ha ricevuto anche la mia mamma, Grazie!"  mi ha detto una signora a fine giornata guardando il mio floreale fardello.

Allora ho sorriso anch'io dopo aver passato tutto il giorno attenta agli indirizzi, per fare in modo di ottimizzare i percorsi e cercando di dare il meglio per ogni luogo.

Pensavo a quei produttori olandesi che quei fiori li hanno coltivati con amore, imballati e spediti con una intenzione che non si è avverata a causa di una emergenza che costringe purtroppo all'isolamento ma con il loro lavoro che non è andato sprecato.

Una ambasciata - quella olandese - che ha cercato una soluzione alternativa per questa bellezza. Ecco che così quei fiori sono stati portatori di sorrisi per tanti con un bel messaggio di distensione, una piccola storia felice che ha spezzato per un attimo l'emergenza.

Grazie a ognuna delle persone che hanno reso possibile questa bella storia.

 

VIRUS: NIENTE POLEMICHE, MA…

Sarebbe scorretto in giornate così difficili alimentare polemiche e non voglio farlo, anche se alcuni provvedimenti governativi così contraddittori e confusi non hanno certo aiutato a migliorare il morale e la situazione.

Evitiamo quindi (per ora) divisioni e liti in questi momenti così pesanti, anche se non posso tacere che quello che forse mi ha deluso di più è stato il silenzio assoluto – almeno fino a ieri sera - del Presidente della Repubblica, soprattutto se contrapposto all'indigestione verbale cui è vittima quotidianamente il premier Conte.

Certo che  infine - Sua Eccellenza il Presidente ha parlato, ma forse soprattutto perché i suoi consiglieri gli avranno sottolineato che qualcuno in Italia cominciava a chiedersi se per caso non fosse stato infettato anche lui.

Se Mattarella è (o dovrebbe essere) il simbolo dell’unità nazionale una sua maggiore presenza in mezzo agli italiani in questi giorni avrebbe forse rincuorato, unito, fatto crescere la speranza.

Per esempio un suo più caloroso  e doveroso “grazie” a tutti coloro che in questi giorni – soprattutto in campo sanitario – stanno dando il massimo credo  sarebbe stato apprezzato.

Pensate che un Pertini o un Ciampi se ne sarebbero stati zitti e freddi così a lungo, in settimane tragiche come queste?

 

LA VERA ASSURDITA ? L’ EUROPA!

Comunque finirà l’epidemia del Coronavirus porterà comunque una grave conseguenza: la dimostrazione dell’ assoluta inconsistenza ed incoerenza europea.

Al netto di mille chiacchiere e delle solite dissertazioni demagogiche  se c’era una volta che L’Unione sarebbe servita era proprio adesso, soprattutto per concordare ed attuare misure comuni contro un’ epidemia senza confini e definendo tutti insieme iniziative sanitarie ed economiche.

Ogni paese invece è andato (e va)  in ordine sparso tra accuse ed omissioni, “furbate” e show mediatici, minimizzazioni o paure ingiustificate.

Assurdo, assurdo, assurdo. Neppure davanti alla paura e all’ emergenza di un contagio l’Europa riesce a creare e a credere in una sua politica ed in una linea di comportamento comune rappresentando così platealmente il fallimento (o il tradimento) della realtà politica ed umana più importante che si era cercato di costruire all’ alba del nuovo millennio.

Una sconfitta per tutti, grave ed inequivocabile, che in prospettiva è ancora più dannosa  del virus.

 

UNICA COSA BUONA: ARRIVEDERCI REFERENDUM

Il coronavirus ha portato una sola cosa positiva: è stato rinviato sine-die il referendum costituzionale del 29 marzo per la riduzione dei parlamentari.

Uno dei referendum più inutili e sciocchi della storia repubblicana, indetto solo per riaffermare la demagogia del M5S che doveva finalmente e assolutamente “portare a casa” un risultato-simbolo per riaffermare il suo slogan del “tagliare i costi della politica!”.  

Certamente quei pochi che sarebbero andati a votare avrebbero condiviso perchè è duro spiegare alla gente che il taglio sarebbe stato solo demagogia, visto che il vero problema non è tanto il numero ma piuttosto la QUALITA’ degli eletti, vero dramma della nostra Repubblica.

Avremo modo di riparlarne, così magari alla fine diventeremo più di quei tre o quattro gatti che a fine mese avrebbero votato  "no". 

 

UN SALUTO A TUTTI  SPERANDO IN UNA MIGLIORE SETTIMANA                        MARCO ZACCHERA

 

 

 

IL PUNTO n. 755 del 28 febbraio 2020

di MARCO ZACCHERA

 

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sito web e lettura numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: CORONAVIRUS, INDIETRO TUTTA! – VITALIZI E DEMAGOGIA – “DIMISSIONI VOLONTARIE”

 

VIRUS: ADESSO INDIETRO TUTTA, MA CHI PAGHERA’ I DANNI?  

VADANO A CASA GLI APPRENDISTI STREGONI.

 

Devo innanzitutto ringraziare le centinaia di lettori (oltre 600!) che hanno commentato positivamente il mio ultimo “speciale” IL PUNTO – ripreso anche da molte testate - sulle conseguenze create dalle informazioni diffuse in Italia sul Coronavirus e, drammaticamente riprese all’estero, hanno trasformato di fatto l’immagine del nostro Paese in un covo di appestati.

Adesso è in corso al governo l’operazione “Indietro tutta” ma confermo la mia impressione immediata ovvero che tutte le misure prese - anche quelle doverose - potevano essere comunicate ed applicate  in maniera ben diversa, come in concreto è stato fatto in tanti altri paesi europei dove, molto probabilmente, il virus si è diffuso esattamente come in Italia, ma senza allarmare la popolazione e scatenare reazioni economiche terribili.

Interi settori produttivi sono intanto ora al disastro. Dal turismo agli spettacoli, dalla ristorazione al commercio, dalla cultura ai trasporti è stata creata una situazione di panico assurda e ingiustificata con pesanti ripercussioni economiche.  

 

Come sempre nessuno si assume ora le proprie responsabilità.

Il premier Conte, dopo decine di suoi spot pubblicitari personali in TV (sono state conteggiate 16 sue presenze in diretta sulle TV generaliste soltanto domenica), si è reso conto di aver combinato un disastro e quindi eccolo prontamente a virare di 180° assicurando gli italiani che ora devono stare tranquilli e invitando gli stranieri al grido di  “Venite in Italia, il paese è sicuro!”

Una tale capriola in pochi giorni è il tipico atteggiamento del Conte-vinavil, l' uomo anguilla per tutte le stagioni sempre pronto a tutto pur di restare in sella e "fiutare" l'aria..

La sua pantomina contraddittoria non è credibile e infatti una lunga lista di paesi ha cancellato di fatto i contatti con l’Italia e il Parlamento Europeo ha addirittura imposto la quarantena ai deputati europei del Nord il che è offensivo, illegale, assurdo e ridicolo, ma la dice lunga su come siamo considerati a livello internazionale.

Nessuna persona di buonsenso può criticare le misure prese per l’emergenza, ma sono i tempi e il modo di come sono state annunciate, pubblicizzate ed applicate che va censurato, anche per le evidenti assurdità e contraddizioni che le hanno accompagnate.

A Napoli si gioca allo stadio e contemporaneamente si chiudono le scuole, in Piemonte stadi chiusi ma anche le palestre, piscine, chiese, ritrovi. No a funerali e matrimoni, ma tutto tra ordini e contrordini, interpretazioni, speculazioni e incertezze con numeri di telefono di emergenza muti o intasati.

Adesso il problema è chi pagherà i danni ai settori precipitati in crisi e che ci metteranno mesi – ad andar bene - a risollevarsi.

Chi ha sbagliato almeno politicamente dovrebbe pagare e visto che Conte, da buon Narciso, ci ha tenuto così tanto ad apparire come “l’Uomo solo al comando” che adesso paghi, ovvero faccia il piacere di mettersi da parte anche perché il suo governo ha approfittato proprio di questi giorni per piazzare alcuni  voti di fiducia (tipo quello sulla nuova legge per le intercettazioni) molto pericolosi per la libertà di tutti.

Mattarella ne approfitti per dare un segno di vita imponendo un governo transitorio di garanzia e unità nazionale ma facendo però andare a votare presto gli italiani che dopo tanti ribaltoni hanno il diritto di decidere  liberamente e finalmente da chi farsi guidare, anche perché Conte in fondo non lo ha votato nessuno. Una volta di più questa vicenda del Coronavirus ha confermato che siamo in mano a troppi apprendisti stregoni.

 

VITALIZI E DEMAGOGIA

Il M5S - a corto di voti ed argomenti - ha ripreso con forza la polemica sui vitalizi parlamentari che è un “non problema” dal punto di vista finanziario generale, ma lo diventa per comprensibili questioni etiche e di diritto.

E’ scontato che – da ex parlamentare – mi sia spiaciuto quando mi hanno tagliato la pensione, ma penso a chi vive di “minima” e quindi ho ricorso, ma non mi lamento. Quello che mi dà fastidio - perché è demagogia pura -  è però l’essere chiamato “ladro” come reiteratamente insistono Di Maio e compagnia.

Io ho cercato di fare  onestamente il parlamentare per 18 anni, non ho mai rubato nulla a nessuno, ho cercato di lavorare seriamente per l’Italia e la mia terra (chi vive in Piemonte e nel VCO ed ha una certa età ed esperienza può fare i confronti con questi ultimi anni…). Personalmente ho versato 21 anni di contributi di circa 1000 euro al mese. “Tagli”? Va bene, è giusto il sistema “contributivo”, ma allora perché non deve valere per tutti?

Perché in Italia ci sono legioni di dipendenti pubblici andati in pensione con solo 14 anni e 6 mesi di contributi versati (compresi quelli figurativi), folle oceaniche di ex ferrovieri, telefonici, sindacalisti, parastatali, dipendenti di aziende in crisi e piloti Alitalia “accompagnati” alla pensione e che ne godono i frutti.

Perché non considerare allora anche queste categorie come più o meno privilegiate visto che NON hanno contribuito rispetto a quello che percepiscono?

Se la retroattività vale per gli ex parlamentari allora deve valere proporzionalmente per tutti e se non “tagli”  almeno dei “taglietti” sarebbero giusti, soprattutto se servissero per aiutare le nuove generazioni, altrimenti è pura demagogia.

 

“DIMISSIONI VOLONTARIE”

Ci sono notizie che colpiscono soprattutto perché restano ai margini della cronaca.

Quanti hanno saputo che l’altro ieri al Policlinico Gemelli di Roma è stato trovato il cadavere di un uomo di 45 anni che era sparito il 10 agosto dell’anno scorso?

Era finito in una intercapedine dell’uscita di sicurezza del proprio reparto e, cadendo per alcuni metri, era morto lì.

A suo tempo i sanitari - non trovandolo più nel suo letto - pare lo avessero cercato brevemente e poi avrebbero semplicemente scritto “dimissioni volontarie” e chiuso la sua cartella clinica.

Se sia stato delitto o disgrazia non lo so, ma mi chiedo come mai nessuno abbia per esempio sentito anche solo l’odore della decomposizione del corpo per sette mesi.

Cosa sia effettivamente successo lo accerteranno gli inquirenti (o almeno speriamo), ma intanto prendiamo atto che in un moderno ospedale italiano si può morire anche così…

 

Un saluto a tutti                                                          MARCO ZACCHERA

 

 

 

IL PUNTO  SPECIALE VIRUS

n. 754  del 24.2.2020

 

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

SPECIALE “CORONAVIRUS”

 

“Il buon senso c’era, ma stava nascosto per paura del senso comune”

(Alessandro Manzoni)

 

Cari lettori,

scusatemi per l’irruzione infrasettimanale, ma sono talmente furioso per questa storia del CORONAVIRUS che trovo la necessità di dover scrivere getto queste righe, pur certo di molte critiche.

 

Premetto che sono stato 48 ore in Francia e ci sono andato in aereo. All’arrivo, venerdì pomeriggio, nessun controllo, esattamente come oggi alla partenza, mentre poco fa a Malpensa siamo stati accolti da due tizi in tuta spaziale  che misuravano la temperatura a tutti. Evidentemente in Francia nessuno si preoccupa, qui siamo all'isteria collettiva.

Scrivo soprattutto perchè in questi 2 giorni sono rimasto disgustato da come i media stranieri abbiano dato e stiano dando notizia del virus in Italia. Non so se lo sapete, ma titoli, reportage, iper-allarmismo con una critica anti-italiana generale e generalizzata, colpevoli non si sa bene di che cosa. Ieri sera il TG1 francese ci ha dipinto come una nazione-lazzaretto.

Siamo diventati gli untori d’Europa e comunque ne subiremo le pesanti conseguenze nei prossimi mesi .

E’ un caos: “Che succede in Italia?”, “Italia nazione infetta” “Unici casi in Europa” ecc.ecc. La piazza del duomo di Milano deserta e lo stadio di San Siro chiuso hanno fatto il giro del mondo, con danni incalcolabili a tutti noi, qualcuno l'aveva considerato stendendo le "grida" ministeriali?.

Non è un caso che oggi la borsa sia crollata del 6% o che negli alberghi sia già arrivata una pioggia di cancellazioni, con crisi incombente e generale del commercio, ristorazione, trasporti, servizi, aerei ecc.

 

SE CI VENGONO NASCOSTE REALTA' PIU' GRAVI ALLORA E’ UN’ALTRA FACCENDA, MA SE LE NOTIZIE “VERE” SUL CONTAGIO SONO QUELLE NOTE ALLORA LA REAZIONE GENERALE ED UFFICIALE E’ STATA ED E’ ASSURDA RISPETTO ALLA REALTA!

 

Davvero era necessaria questa reazione istituzionale isterica, con decisioni così drastiche condite dai sorrisini ebeti di certi ministri con il solito ritornello “Ma non preoccupatevi, niente panico!” ? Il che è esattamente il contrario di quanto invece  si crea.

 

Mi sembra tutta una grande contraddizione. Il presidente della Basilicata chiama alla quarantena tutti quelli che vengono dal nord, dimenticando che teoricamente sono 2 settimane che i “nordisti” avrebbero potuto contagiare tutti. Ieri hanno vietato perfino le Messe e l’ingresso in Duomo a Milano, mentre a Bari 40.000 persone si concentravano a sentire il Papa: quante di loro possono essere state al nord in questi giorni od aver incontrato persone che c’erano state? Anche nei “Promessi Sposi” le processioni moltiplicavano la pestilenza, ma 400 anni dopo ce lo siamo dimenticati.

Tra l'altro è davvero così strano che “tutti” i casi siano al nord e non nel centro-sud...oppure lì si controlla di meno, esattamente come nel resto d'Europa dove chi ha la febbre sta a letto ma poi -  in pratica .  guarisce con le cure di stagione?

Ma andiamo avanti: mi spiegate che senso abbia correre a svuotare i supermercati quando sarebbe bastato un annuncio chiaro, netto, deciso delle autorità: (“I supermercati non chiuderanno!”) oppure che logicità c'è nel blindare regioni intere quando ormai - se qualcuno fosse stato infetto - avrebbe già moltiplicato il contagio ben fuori le “zone rosse”?

Certo stare in casa davanti alla TV è meno rischioso che andare a lavorare, ma se tutti stanno a casa chi lavorerà più in questo paese e come si fa a tirare avanti? 

Allo stesso  modo è vero che sono morte alcune persone over 80 per il virus, ma erano già tutte malate, alcune in ospedale da giorni, e il virus potrà essere stata una “concausa”, ma non la “causa”. E’ evidente che se una persona ha già delle basse difese immunitarie sarà ben più esposto alle complicanze di un virus, ma come avviene già per l’influenza.

La direttrice del laboratorio dell’ospedale infettivo Sacco di Milano (verrà linciata o espulsa dall’albo?) è stata chiarissima “Sono morte 217 persone di influenza in queste settimane, questa è una influenza grave, ma come tale va trattata”. Certamente va fatto con misure adeguate, ma allora spieghiamo e ripetiamo a tutti di lavarsi spesso le mani, si distribuiscano gratis degli antisettici, ci si copra il volto se raffreddati ecc. Queste sarebbero e sono cose logiche, chiare, attuabili e doverose.  

Intanto qualcuno veramente autorevole potrebbe rispondere chiaramente ai dubbi di tutti. “Quanto vive – per esempio -  il virus fuori da un organismo malato?” Pochi secondi, un minuto, un’ora, un giorno o più giorni? Dopo quanti giorni possono comparire dei sintomi? Il virus è diffuso in Italia perché si controllano decine di migliaia di persone mentre all’ estero invece no, altrimenti come mai proprio qui?

Intanto adesso è e sarà comunque “il virus italiano” a livello europeo, gran bel risultato.

Ma pensate... a Mauritius oggi hanno mandato indietro un aereo Alitalia con i turisti lombardi e veneti in arrivo perchè potenzialmente "infetti" mentre la Francia non ha neppure sospeso in queste settimane i voli con la Cina: ma non è da pazzi ritrovarci un'Europa così?

Tra l'altro... ma quanti cinesi sono quindi arrivati in Italia via altri scali aerei e quanti di loro potevano teoricamente essere infetti?  Eppure a rimetterci sono i turisti italiani?! Ecco il risultato delle informazioni e di come sono state diffuse!

 

Comunque, come mai quando un mese fa a Roma vi sono stati dei (presunti) casi, i singoli contagiati sono stati ricoverati ma nessuno ha blindato la città e perché invece adesso si è sequestrata mezza Italia, tra l'altro quella più produttiva ed internazionale?

Possibile che sia ufficialmente pericoloso addirittura riunirsi tra poche persone apparentemente sane? Ma quante centinaia di migliaia di persone hanno nel frattempo usato auto, treni, aerei per spostarsi in questi giorni? E perché obbligare ad una settimana di vacanza gli studenti (felicissimi...) quando poi stanno comunque insieme al parco giochi, al campetto o a giocare (ma NON al bar, perché questi devono chiudere alle 18: è un virus serale?).

 

Sarò criticato per irresponsabilità e leggerezza, ma non ci credo che con queste procedure si limiti seriamente il contagio o – meglio – i “costi” di queste decisioni sono molto più gravi che non una buona profilassi e una cura adeguata (anche perché quasi tutti i pazienti per fortuna guariscono), ma le conseguenze economiche gravissime in Italia ci resteranno addosso per mesi e – vedrete – il ritornello governativo sarà “Non è colpa nostra la crisi, la colpa è del virus!”

 

In Italia muoiono ogni giorno circa 2000 persone: il caos che è stato creato ridurrà  davvero il numero dei decessi di contagiati? Posso dubitarne?

 

Poco fa ho incontrato una responsabile sanitaria dell’ospedale della mia città, letteralmente stravolta “Tutti telefonano, non si capisce più niente, nel mio reparto si continua a curare e morire per altro, ma qui siamo alla follia e isteria collettiva, siamo tutti diventati  matti!”

 

 

Ringrazio tante persone come lei che in questi giorni stanno facendo l’impossibile, ma mi sembra che la diffusione del panico sia la conseguenza di una informazione poco chiara, contraddittoria, superficiale, spesso irresponsabile e regolarmente alla ricerca dello “scoop”.

 

Scusate lo sfogo, ma mi sembra che siamo diventato un Paese senza più il senso della logica, della prudenza, della stessa intelligenza!.

 

 

MARCO ZACCHERA

 

 

 

 

IL PUNTO

n. 753 del 21 febbraio  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: AI LETTORI – PUR DI NON VOTARE - DALL’ ITALIA AL VCO: BASTA POLEMICHE SULLE SCIOCCHEZZE – BREXIT - CORONAVIRUS: CHE STORIE CI RACCONTANO? –

IN ALLEGATO: IL “PUNTO” SULLE ELEZIONI AMERICANE (di Gp. Poddighe)

 

Ai lettori

Diversi lettori mi contattano per comunicarmi che non ricevono più “IL PUNTO” ed in effetti ogni settimana “spariscono” indirizzi  senza che se ne capisca il perché.

Ho provveduto quindi a ripristinare tutti gli indirizzi eliminati  nel 2019 fino ad oggi. Ricordo che se NON si desidera più ricevere le mie news basta cliccare in calce al testo o informarmi e provvederò direttamente.

Con l’occasione prego e ringrazio tutti i lettori di comunicarmi nuove persone, amici, enti ecc. che potrebbero essere interessati alla lettura di queste note.

A tutti grazie, scusatemi e un cordiale saluto!  

Marco

                                

PUR DI NON VOTARE

E’ disarmante l’ipocrisia di chi non vuole farci votare e si aggrappa a tutto, magari con proposte condivisibili come quelle di Renzi sul presidenzialismo.

La verità e che pur di evitare il voto si passa dall’ essere “traditori” a “responsabili”, ci si avvia in triplici giravolte alla Conte-vinavil, si annunciano “cure da cavallo” per l’economia quando però - ormai da mesi - concretamente non si combina nulla sulle questioni importanti., .

E’ lo stallo, il blocco generale nella politica al solo scopo di rinviare le elezioni e per esempio il nuovo inutile referendum sul taglio al numero dei parlamentari ne è un altro sigillo: serve solo per bloccare di un anno nuove elezioni con la scusa di dover ridisegnare i collegi elettorali..

Intanto c'è l’infornata delle nomine che contano (e saranno centinaia, con emolumenti spesso da capogiro, altro che i "tagli" parlamentari) e quindi bisogna resistere, resistere, resistere

Ma come è mai possibile pensare che un paese cresca se non ha una guida stabile ? Se le maggioranze cambiano e si adeguano alla faccia del pensiero dei cittadini e tradendo il loro voto in un valzer senza fine?

Faccio presente – perché ce lo siamo scordato – che le liti interne del PD, Renzi e compagnia, l’involuzione M5S, il Conte-vinavil ecc. sono tutto un teatrino tra personaggi che avevano PERSO le elezioni, che le hanno RIPERSE l’anno scorso, che sono stati battuti in 8 regioni su 9 in cui si è votato (perdendone 7) e secondo tutti i sondaggi sono complessivamente una MINORANZA nel paese. Come si può dire che questa maggioranza parlamentare rappresenti il paese? Forse che i cittadini si erano espressi per un'alleanza di questo tipo? Assolutamente no, ma questa sarebbe allora democrazia? No, è solo una vernice democratica, ma in realtà è una colossale presa in giro guidata o almeno tollerata dal canuto Mattarella che non ha il coraggio di mandare un messaggio, un richiamo, una minaccia a un parlamento pieno di personaggi auto-nominati e che pensano soltanto alla sopravvivenza quotidiana.

 

DA ROMA AL VCO: basta liti sulle sciocchezze!

Assistiamo infatti tutti impotenti alla quotidiana tiritera delle polemiche, insulti incrociati, dibattiti inconcludenti sulle più diverse tematiche – vale sul piano nazionale ma anche su quello locale  – e mi chiedo se non sarebbe opportuna piuttosto una riflessione da parte di tutti sulle vere priorità e finalmente sulle cose serie.

Si dice sempre che viviamo tempi “difficili” ma solo un esame retrospettivo ci fa capire quali siano stati effettivamente i tempi “più difficili” per l’umanità con  guerre, fame, epidemie.

Forse, tra un secolo, le nostre generazioni verranno considerate sciocche per aver raggiunto un certo benessere nel mondo senza essere stati capaci di gestirlo, di capire le priorità, di intervenire su problemi “allora” gestibili e poi peggiorati. Sembra di rivivere l’Europa "felice" dei primi del ‘900 alla vigilia di due guerre mondiali che l’avrebbero estromessa dall’ essere il centro del mondo..

Questa assenza di interventi concreti in Italia e in Europa ci verrà forse imputata tra un secolo per l’ambiente, il clima, la fame nel mondo, le epidemie.

Resta la considerazione che sovente si costruiscono però polemiche su “non problemi” e che non si ha minimamente il coraggio di affrontare le vere difficoltà del momento.

Per esempio se l’Italia deve oggi affrontare una emergenza è sul piano economico dove la situazione si è incancrenita, non decolla, ci vede ultimi in Europa.

Anziché concentrarsi su queste emergenze si aprono filoni che fanno spumeggiare le polemiche e le divisioni, ma “contano” poco, pochissimo, e durano la spazio di pochi giorni venendo poi accantonate. E’ il caso degli slalom di Renzi, delle dimostrazioni sui vitalizi e sul numero dei parlamentari, delle nuove regole sulla prescrizione, le inesauste polemiche resistenziali, la demagogia quotidiana su questioni di basso profilo.

Ma Basta!! L’emergenza non sta qui, l’emergenza è di un paese che non cresce, di lavori pubblici bloccati, di bambini che non si fanno nascere, di una burocrazia assurda e penalizzante, valga per tutti la legge sulla privacy.

Dal “nazionale” al VCO. L’annosa vicenda “ospedale unico” è disarmante in un crescendo polemico sul “dove” costruirlo mentre intanto la vera emergenza è nella mancanza di personale sanitario, di centri salute, di una assistenza decente agli anziani. Pensiamo a queste cose anziché divagare…

 

BREXIT

Il governo inglese vuole imporre norme durissime per chi vorrà lavorare in Gran Bretagna, compresi i cittadini europei, con l’obbligo di saper già parlare bene l’inglese all’ ingresso nel paese.  

Non ho sentito un commento di biasimo sui media, al massimo di preoccupazione.

Domandona: se la Meloni o Salvini avessero proposto o chiesto cose simili non sarebbero già stati moralmente linciati dalle TV a reti unificate, dai giornali, i social, la Chiesa, il governo, i progressisti, la Segre, gli antifascisti assortiti con l’ANPI in testa, i centri sociali, la Magistratura  ecc.ecc. ?

 

CORONAVIRUS: MA COSA CI CONTANO?

Più passano i giorni più sul “Coronavirus” si moltiplicano i dubbi, le incertezze e l’impressione che ci contino un mare di frottole.

Ma com’è possibile – per esempio - che un italiano venga segregato in Cina per due settimane, gli si imponga di non lasciare il paese e poi - giunto finalmente a Roma in una specie di capsula spaziale - si scopre che NON è contagiato? Che logica c’è nel chiudere 3700 persone a bordo di una nave senza verificare chi sia effettivamente malato, isolarlo e liberare gli altri? Rimanendo insieme è ovvio che se ne siano stati contagiate molte di più!

Perché il premier cinese Xi ha taciuto per 15 giorni sulla malattia - di cui era informato - senza prendere provvedimenti: ma questo atteggiamento non dovrebbe essere condannato e sanzionato almeno con una pubblica dichiarazione di irresponsabilità politica e morale dall’ opinione pubblica mondiale?

Per contro c’è chi dice che la “colpa” sia di Trump e degli USA che così vogliono indebolire il nemico-Cina, addirittura dopo aver diffuso loro stessi il virus.

Com’è possibile poi che una ricercatrice precaria dello “Spallanzani” da sola “scopra” e isoli il virus in poche ore mentre non c’erano riusciti i laboratori di tutto il mondo? Complimenti ma o abbiamo davanti  una scienziata-prodigio (che è stata finalmente assunta, meno male!) o la notizia non è vera. Se è vera, però, il mistero è allora ancora più fitto nella logica del "business" dei vaccini..

Se - infine - davvero l’epidemia si diffonde solo con la trasmissione orale a cosa serve spruzzare nuvole bianche con non si sa che cosa per le strade cinesi? Oppure relegare 60 milioni di persone in casa per settimane di cui il 99% è sicuramente sano? 

Alla fine sembra di rileggere i “Promessi Sposi” con le bizzarre cure prese al tempo per la peste, ma il romanzo del Manzoni è ambientato nella Milano del 1630 !

 

 

ALLEGATO:

La politica USA e le sue prospettive in vista delle elezioni presidenziali

(di Gian Carlo Poddighe)

 

NB Molti lettori mi hanno scritto di aver apprezzato le analisi di Poddighe sulla situazione politica americana – tra l’altro spiegando bene e già mesi fa come sarebbe finita la questione dell’ impeachment di Trump - e, d’intesa con l’autore, sono lieto di proporvi questa sintesi  (a richiesta è disponibile il suo testo integrale)  

 

La politica statunitense e del suo presidente di turno sono fondamentali e soprattutto condizionanti per il nostro futuro.

Molti commentatori (purtroppo quasi sempre schierati a priori) si stracciano le vesti per la democrazia USA in crisi, ma non credo – per esperienza – che il “sistema” americano scricchioli (la montatura ed il ridicolo impeachment recente ne hanno dimostrato la solidità, anche contro le strumentalizzazioni), piuttosto non sono altrettanto convinto della tenuta dei sistemi europei.

In Europa siamo abituati a politici-burocrati che seguono ritmi e riti consolidati, pensando (noi) che questa sia la “democrazia vera” e non ci soffermiamo sul fatto che da oltre due secoli la democrazia americana si basa su outsiders, più o meno potenti, comunque sempre espressioni di lobbies e di cospicue fortune, che si sviluppa a picchi o sinusoidi con periodi quadriennali, caratterizzate da personalismi (che poi qualcuno può o meno considerare abusi del momento), in equilibrio con altri poteri eletti, ma eletti con forme e tempi diversi, proprio per evitare derive emotive o plebiscitarie.

Le istituzioni di quel Paese sono lineari, fondate su presupposti semplici e comprensibili e sufficientemente rappresentative da risultare sempre più forti di colui che occupa temporaneamente quella carica, senza mai riuscire a prevaricarle o scalfirle più che in superficie.

Neppure l’esecrato Trump è riuscito, ne in caso di rielezione riuscirà, a piegarle a suo piacimento, al di la di scontri personali.

I presidenti degli Stati Uniti vengono eletti in funzione di obiettivi e programmi e soprattutto vengono tradizionalmente rieletti se il loro operato ha rispettato il programma, è piaciuto ed ha risposto alle aspettative dei votanti mentre l’ antidoto sta non solo nella limitata rielezione, ma nel fatto concreto che sostanzialmente dopo il suo mandato, semplice o doppio, l’ex presidente non farà più politica e sarà un “influencer” di scarso peso, anche nel caso di personaggi di prestigio.

Tutti coloro che si scagliano contro Trump essenzialmente come persona e criticano la sua politica dovrebbero rispolverare qualche libro e valutare l’operato di certi presidenti come Roosevelt, uno che si è salvato solo perché allora non esistevano i “social” ed egli controllava la stampa portando però (ad ogni costo) gli USA in guerra, in un quadro dove l’emergenza e la propaganda giustificavano ogni abuso ed annullavano ogni possibilità od ipotesi di impeachment.

La lettura, italiana ed europea, della figura e della politica di Trump, è probabilmente strumentale alle crisi ed ai problemi non solo dei paesi ma delle stesse democrazie europee diventando un facile ed opportuno diversivo, favorito dalla sua immagine. .

E’ sbagliato attribuire a Trump tentazioni autoritarie ed isolazionismo puro ed è ancora più sbagliato scagliarsi contro di lui pensando che con la vittoria di un suo oppositore (addirittura Bloomberg!!) il gioco cambierebbe.  

Le elezioni americane non vanno viste con la logica europea, e meno ancora italiana, o con la speranza ed allo stesso tempo l’animosità di chi si erge a difensore delle sorti della società aperta.

È cieco e sucida scegliere di «tifare» per questo o quel candidato prescindendo da considerazioni sulle conseguenze che avrebbe la vittoria dell’uno o dell’altro per l’Europa e il nostro Paese, un’Italia che non può certo pensare o sperare in privilegi bilaterali (siano gli USA la Russia o la Cina), come la stessa Brexit neppure conclusa ha tragicamente dimostrato.

Al momento Trump è il favorito, il suo unico avversario è lui stesso, la sua imprevedibilità.

Difficile che venga battuto per l’andamento dell’economia, soprattutto per la coerenza con il “suo” elettorato, che per la prima volta in molti decenni è stato trasversale, la “pancia” degli Stati Uniti, quella “pancia” che i democratici hanno vistosamente e clamorosamente abbandonato. Nulla è impossibile, nemmeno la sua sconfitta, ma chi potrebbe clamorosamente scalzarlo ed essere eletto?

Non certo un repubblicano: Trump è un “corpo estraneo” al Partito Repubblicano ma ne è il candidato per mancanza di emergenti, e - pur senza una simbiosi - una collaborazione tra queste realtà può essere reciprocamente profittevole.

Le primarie democratiche ci fanno sorridere come italiani per la vicinanza e l’ assurdità di certi aspetti: alcuni personaggi minori (ed i “maggiori” di un tempo” scesi a livello di nani) si contendono un osso che non è alla portata di nessuno di loro. L’ obiettivo reale – su cui si sorvola - di chi emergerà è quello del prezzo con cui “vendersi” poi al candidato ombra (Bloomberg), che apparirà in scena quando sia più conveniente per lui, ma che pur senza essere nell’ arena ha già speso più soldi di tutti gli attuali contendenti messi insieme.

Una candidatura per nulla democratica o di consenso, ma pieno di mezzi e di potere, preludio di una corsa tra due candidati molto simili.

I repubblicani non avranno ideali, ma sono pragmatici, mentre i democratici non si sa bene cosa più perseguono e soprattutto con quale elettorato si identificano, al di la dell’ “antitrumpismo”.

Nella scaramucce iniziali i democratici moderati (di cosa?) sono in vantaggio rispetto ai democratici socialisti/radicali ma solo con il risultato di essere riusciti a seppellire l’ingombrante candidatura di Joe Biden (l’unico che veramente avrebbe dovuto essere rinviato a giudizio per la questione ucraina) mentre la prova di Pete Buttigieg è stata quella dell’astro nascente, ma certamente non risolutiva.

Bernie Sanders scalpita e rivendica a sinistra, ma non rispecchia certo l’ “animo” dell’ americano medio: le sue pretese contro le disuguaglianze interne riportano a dosi massicce di statalismo che frenerebbero la crescita dell’economia statunitense con conseguenze negative anche per l’ Europa.

In realtà le residue speranze dei democratici di battere Trump sono legate all’ex sindaco di New York e magnate Michael Bloomberg, transfuga e trasversale tra i due maggiori partiti, non certo seguace di ideali, con la sua arroganza e le sue possibilità economiche superiori a Trump stesso.

Quale differenza per il mondo - e soprattutto per l’Europa -  tra Trump e Bloomberg, simulando che questa sia la contesa finale?

Con due personalità di questo tipo, e con la possibilità del governante di turno di cambiare praticamente a piacere il proprio staff sino alle posizioni apicali, conta poco anche. Il cosiddetto “ticket presidenziale” con l’indicazione del vice-presidente in effetti è sempre un accordo economico, sia per convogliare finanziamenti sia per compensare il candidato che si ritira, come nel clamoroso - al limite della sfacciataggine - caso di Hillary Clinton con Obama).

Se Bloomberg ottenesse (come appare probabile) la nomination democratica dipenderebbe evidentemente solo da denaro e influenze, nonché dal potere dei media e non certo da idealità: non si tenta neppure di nasconderlo.

Una evidenza che però non provoca reazioni indignate da parte di tutti quegli europei politicamente corretti, evoluti e ben pensanti che hanno fin qui manifestato grande ostilità nei confronti di Trump ma non si indignano se Bloomberg si preannuncia anche peggio di lui.

Come la mettiamo in casa nostra e con i notiziari televisivi concordemente schierati? Ma sanno davvero chi è Bloomberg e fanno solo finta di non saperlo? Ci sarà tempo per sottolinearlo e conoscerlo.

Per chi tifare? Sarebbe arduo e rischioso tifare per la conquista della nomination democratica da parte del socialista Sanders, con il rischio di inimicarsi – brutalmente – ambedue i candidati nella corsa finale. Rischioso anche tifare per Bloomberg e la sua spregiudicata strategia di entrare nel gioco delle primarie solo quando si voterà nei grandi Stati, puntando tutto su chi – quale avversario di Trump – dovrebbe risultare vincente? Se poi vincerà Trump per l'Italia e l'Europa le cose sarebbero ancora più difficili.

Un bel dilemma fonte di preoccupazioni, ma certamente di conseguenze spiacevoli, come qualsiasi schieramento avventato: non si riuscirebbe ad assumere una posizione distaccata, consona agli interessi nazionali ed europei?

Non bisogna dimenticare che negli ultimi anni in Europa, ed in Italia, è scemato l’antiamericanismo militante, storico ed ossessivo per riversare tutti gli sforzi nell’ antitrumpismo, con l’assurdo che i filoamericani (ma contrari a Trump) e gli antiamericani sono diventati una sola voce. Certo che sarà un bel dilemma, per i tifosi democratici, doversi turare il naso, chiudere gli occhi e trattenere il respiro nei confronti del plutocrate Bloomberg, con il peso del suo personale patrimonio nella campagna presidenziale

L’ antitrumpismo è il collante dello sciovinismo antioccidentale, ma cosa succederebbe se Trump venisse sconfitto? E soprattutto se dovesse essere sconfitto da un suo pari (non in statura, ma in spregiudicatezza) come Bloomberg?

Per il momento i viscerali detrattori di Trump pensano solo alla sconfitta dell’attuale inquilino della Casa Bianca, ma non c’ è una linea di pensiero e di indirizzo del partito democratico e meno ancora chiarezza sui programmi di Bloomberg.

Come italiani ed europei dobbiamo rispettare la democrazia altrui, prendere atto dei risultati e dei governi ed essere poi  abbastanza pragmatici per far pesare questo rispetto pre-elettorale.

 

(Gian Paolo Poddighe)

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Buona settimana a tutti                                               MARCO ZACCHERA

 

 

 

IL PUNTO  n. 752 del 14 febbraio  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: SALVINI RINGRAZIA - UN’ITALIA DA FUORI DI TESTA – FOIBE: AMNESIE, MEDAGLIE E COMPLICITA’ – MENEFREGHISMO A STRESA

 

SALVINI RINGRAZIA

Davvero non capisco gli avversari di Salvini che hanno dato al leader leghista non solo un nuovo colpo d’ala, ma si sono infilati in una rogna che finirà solo quando – presumibilmente – un tribunale o tirerà in ballo con Salvini l’intero ex governo (Conte e M5S compresi) o, molto più probabilmente, archivierà tutto.

Comunque finisca Salvini può approfittare della vicenda Gregoretti per rimettersi in corsa interpretando il pensiero di gran parte degli italiani (anche di quelli che  votano  a sinistra) che vogliono comunque un controllo dell’immigrazione.

E’ ridicolo processare Salvini per aver tenuto 4 giorni 131 migranti su di una nave militare – debitamente rifocillati - soprattutto dopo casi analoghi nei quali i magistrati avevano invece già archiviato tutto, così come è ridicolo ipotizzare il reato di sequestro di persona visto che  – comunque la si giri – i “sequestrati” non avevano uno straccio di documento idoneo all’ingresso in Italia e quindi - trattenendoli - si faceva rispettare una legge. Facile l’accostamento di una giustizia che assolve la “Capitano” Rackete per entrare senza autorizzazione in porto a Lampedusa speronando una motovedetta della Finanza e poi vuole processare il ministro che con ogni evidenza ha deciso atti “politici” e in questa veste deve piuttosto politicamente risponderne.

Anche perché - a questo punto - mi chiedo cosa faranno i giudici se molti italiani dichiarassero, autodenunciandosi, di considerarsi “complici” nel sequestro: la Lega - se è furba - chiamerà iscritti e simpatizzanti all’autodenuncia generale che ingolferà la Giustizia in una farsa collettiva. Comunque vada buon spettacolo, mi pare che siamo davvero nel momento più buio ed assurdo nella storia di questa Repubblica.

 

SANREMO, SPECCHIO DI UN’ITALIA DA FUORI DI TESTA

La settimana scorsa ero all’estero e - quando sei via - è normale voler capire cosa succeda a casa, ma dall’ANSA al “Corriere” l’Italia sembrava un paese da fuori di testa: Sanremo, Sanremo, Sanremo. Al decimo clik scoprivi un Frecciarossa deragliato o che il PIL questo trimestre va sotto lo zero. Nel frattempo che Air Italy chiude, Unicredit annuncia la dismissione di 6000 dipendenti e la chiusura di 450 filiali, l'indice della produzione industriale scende del 4,5% a dicembre (peggior risultato dal 2013 a conclusione dell’ “anno bellissimo" preannunciato da Conte)  l’Italia non vede, non sente, non parla: è distratta, inchiodata al teleschermo.

Perché il paese che va a rotoli “Ma nutriamo buone aspettative” fa sapere il ministro dell’ economia e quindi si può stare tranquilli.

Mai come quest’anno a Sanremo hanno trionfato le più incredibili banalità e le cavolate  sono state il piatto principale degli italioti per una intera settimana con festival, dopo festival, anti-festival, commenti, commenti ai commenti, polemiche ai commenti dei commenti.

Uno  che se ne va dal palco facendo finta di litigare con un altro fa notizia, quella che sbaciucchia quell’altra fa super notizia, anche perché la polemica del  cattivo che se la prendeva con le donne ha tenuto banco per almeno una decina di giorni ed è stata la super, super notizia…

Gente mia, ma siamo davvero diventati tutti rincoglioniti fino a questo punto?

Per me la vera notizia è piuttosto che si sono trovati 350.000 euro da dare a Benigni per la sua comparsata, mentre gli orchestrali guadagnano 50 (cinquanta) euro al giorno e dove il buco nero RAI si avvita su sé stesso e non cambia mai.

Siamo un paese strano: tutti flippati su Sanremo e il resto non conta. Esempi? Dopo che per mesi ti hanno asfissiato sull’ impeachment  a Trump quando poi lo prosciolgono in due giorni (come peraltro previsto, e i lettori del PUNTO lo sapevano già due mesi fa) non ne parla nessuno ai TG, così come nessuno spiega qualcosa di chiaro coerente sul virus cinese diffondendo notizie spesso contraddittorie, senza logica né senso.

Il mondo corre  o sprofonda, ma noi - italiani da festival - non sentiamo più neppure le canzoni ma solo, rimbambiti, stiamo in maggioranza comunque incollati al teleschermo stando agli share di incerta verifica. Se è questa la TV pubblica (e non)  che lor signori gradiscono si accomodino pure, io la spengo.

 

FOIBE: AMNESIE, MEDAGLIE  E COMPLICITA

Mi sembra che quest'anno il "Giorno del Ricordo" del 10 febbraio, nato per non dimenticare i martiri delle foibe e l'esodo di 350.000 italiani dall'Istria e dalla Dalmazia, abbia avuto un eco maggiore del solito. Forse, finalmente,  si cominciano a spiegare più nel profondo quelle terribili verità, coperte per decenni dai comunisti dell'allora PCI e dagli atteggiamenti politicamente corretti dei loro alleati.

Restano però alcuni punti quasi completamente ignorati dalle cronache ovvero - dal punto di vista storico - innanzitutto il riconoscimento che chi si oppose fino all'ultimo al dilagare delle milizie comuniste slave difendendo le popolazioni italiane furono i soldati della RSI che si batterono fino a dopo il 25 aprile pur di fermare la marea rossa che rovinò poi dal fronte orientale. Un sacrificio di migliaia di soldati dimenticati e reietti cui dovrebbe essere espressa la riconoscenza nazionale così come a quei partigiani anticomunisti uccisi dai loro compagni delle brigate "Garibaldi" (ovvero i comunisti) quando si accorsero del grande inganno dei "liberatori" di Tito che invece volevano semplicemente portare il confine jugoslavo almeno fino ad Udine: erano potenziali testimoni scomodi, a centinaia furono uccisi od infoibati.

Queste sono realtà storiche di cui si parla poco o nulla, come nulla si approfondisce e si ricorda di quanto avvenne nei decenni successivi, per esempio per la firma del "Trattato di Osimo" negli anni '70 - ovvero già passata una intera generazione dopo la guerra - in cui l'Italia sottoscrisse la capitolazione definitiva di quelle zone dell'Istria che teoricamente potevano essere ancora recuperate. Non solo, ma quel trattato non fu comunque mai rispettato dalle controparti croate e slovene: Capodistria è diventata Koper, il bilinguismo non esiste, le poche scuole italiane sono state chiuse e tutto ciò che era "italiano" è stato totalmente  sradicato.

L'unico momento in cui l'Italia di oggi avrebbe potuto poi alzare la voce e pretendere almeno il rispetto di quegli accordi (compresi gli indennizzi per gli espropri ai beni degli esuli italiani) fu poi nel momento in cui la Croazia stava per essere ammessa in Europa. Fummo in pochissimi a sollevare allora in Parlamento questa questione, zittiti da tutti perché l'Unione Europea veniva prima di tutto. Oggi in tanti la criticano ma dimenticandosi che abbiamo perso tutte le occasioni per tutelare, rivendicare e difendere gli interessi nazionali. Questa non è storia di 70 anni fa, ma solo dell'altro ieri.

Anche per questo mi ha dato fastidio che quell'ignorante del ministro degli esteri Di Maio abbia scelto proprio il 10 febbraio per andare a Belgrado a stringere accordi (?) nella capitale dell'ex Jugoslavia. Non poteva scegliere per decenza almeno un altro giorno? Ma forse Di Maio non si è neppure accorto di questa offesa alla memoria: da ignorante che è probabilmente delle foibe non sa nulla o nulla gliene importa. 

Resta comunque aperto un problema: chiariti le responsabilità di Tito per la moprte di decine di migliaia di nostri connazionali non sarebbe ora di revocargli almeno i titoli onorifici che Pertini & C. gli assegnarono a suo tempo? La giusta richiesta di Giorgia Meloni (ripresa localmente dal sen. Enrico Montani) mi sembra doverosa

 

MENEFREGHISMO A STRESA

A Stresa chiude la biglietteria della stazione ferroviaria: piccola notizia se non fosse che solo a Stresa fermano i treni internazionali per il lago Maggiore e che molti sono i turisti che usano il treno, oltre a centinaia di pendolari. La Regione non avrebbe piu' sottoscritto gli accordi con Trenitalia e quindi si chiudono i servizi di un’immobile che da decenni già sembra bombardato dopo il crollo della stazioncina stile liberty di quello che fu il trenino del Mottarone; un esempio di degrado edilizio e culturale  ineguagliabile.. Pensate se mai in Svizzera permettessero un simile scempio, che purtroppo avviene nel sostanziale disinteresse generale dei politici locali e particolarmente di Stresa, dove peraltro si vota tra tre mesi.... e poi si sproloquia di turismo, “green” o integrato che sia.

Direbbe Totò “ Ma fatemi il piacere…”

 

 

Buona settimana a tutti                                               MARCO ZACCHERA 

 

 

IL PUNTO

n. 751 del 7 febbraio  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: COSA MANCA AL CENTRO-DESTRA - LA SEGRE ED ALMIRANTE - IL GIORNO DEL RICORDO A VERBANIA

 

COSA MANCA AL CENTRO-DESTRA

Credo che la lezione emiliana (che ha nascosto il successo in Calabria e fatto dimenticare le altre regioni in cui si è votato dopo le elezioni del 2018, tutte passate dalla sinistra alla destra che in partenza governava solo in Lombardia) debba fare riflettere.

Si può infatti unire una opposizione protestataria e demagogica e portarla al successo ma - sul lungo termine - se si vuole coinvolgere la maggioranza vera dell’elettorato questa politica non vince.

Una volta di più a livello amministrativo ha contato il valore dei candidati e non solo dei leader ed è questa mancanza di preparazione di classe dirigente ad essere il vero “gap” che troppe volte manca ancora (e da sempre) al centro-destra.

Ci sono ormai migliaia di sindaci e amministratori locali cresciuti a destra per valore proprio, spontaneamente, con esperienza cresciuta sul campo ma con quasi mai alle spalle qualcuno ha pensato a una loro specifica preparazione politica. Sono comunque tanti, ma non bastano: troppe volte quando è il momento di governare, mancano le “teste”: persone serie, oneste, capaci, non solo voltagabbana dell’ultima ora che si spacciano per tali.

Guardate le strutture pubbliche, la RAI, i ministeri, le aziende di stato. Non c’è quasi mai una linea politica strategica che a destra sappia “fare sistema” e scegliere persone adatte e che sappiano a cosa puntare. Per questo la sinistra continua a controllare il vero potere - quello economico e politico - attraverso scuola, magistratura, cultura, informazione.

Si vince con idee e valori di fondo condivisi, ma non solo con i singoli “numeri uno”.  Certo servono i leader, ma per governare il paese ci vuole soprattutto gente onesta e competente e un programma chiaro, semplice, realistico. La gente è anche disponibile a “soffrire” ma vuole capire il perché e verificare i risultati.

Visto che non vogliono farci tornare a votare, cerchiamo allora di creare “dal basso” in questi anni una vera alternativa di governo preparando le persone giuste per i posti che andranno ad occupare. Per quanto riguarda il programma servono “ministri-ombra” e gruppi di studio (quelli che negli USA chiamano think-tank) che preparino ogni punto rendendolo credibile. Ci vuole quindi una strategia, come strategica deve essere una alleanza con una vera democrazia interna nei partiti. Primarie ovunque per far crescere i (le) migliori, altrimenti si potranno vincere anche tutte le elezioni, ma sarà sempre difficile – o impossibile - poi governare per cambiare sul serio il nostro paese.. 

 

LA SEGRE ED ALMIRANTE

La senatrice Liliana Segre vive un periodo di popolarità che forse non aveva mai avuto nei suoi 90 anni di vita. E’ diventata una icona (come Greta o la “capitana” Carola Rackete) di cui i media moltiplicano l’immagine.

Ho un sincero e un profondo rispetto per la senatrice Segre e per quello che rappresenta, penso che si debba insegnare a tutti i giovani cosa sia stato l’Olocausto perché mai più nella storia dell’umanità si assista a cose simili ma – nello stesso tempo – questa spettacolarizzazione “ad orologeria” delle campagne mediatiche mi lascia perplesso.

Trovo per esempio molto triste che se giustamente vi siano infiniti ricordi sugli eccidi ebraici non ci sia e non ci sia mai stata una altrettanta attenzione per stermini numericamente anche maggiori di cui non parla nessuno e sono dimenticati dalla storia. Quanti milioni di contadini ucraini e russi sono stati uccisi sotto il regime comunista sovietico? Quanti ebrei russi hanno fatto la stessa fine? Quanti oppositori sono spariti non solo in Argentina o in Cile ma – numericamente decine di volte di più – nei lager cinesi? Quando per esempio sapremo tutte le verità sulle stragi di palestinesi a Beirut che hanno contribuito a diffondere il “virus” della violenza in tutto il Mediterraneo?

C’è questa anomalia di fondo nella gestione del ricordo: le vittime dei nostri “nemici” rischiano in ciascuno di noi e per le nostre coscienze di essere più importanti delle altre. Varrà sicuramente anche nel mio modo di pensare (anche se non voglio e non ho mai voluto avere “nemici”) e ne faccio sincera autocritica, però il “peso” del ricordo tra “buoni” e “cattivi” sui media esiste, è quotidiano, ed è in fondo un perpetuare l’antagonismo e la discriminazione.

Per questo non condivido il punto di vista della senatrice Segre sul fatto che a Verona vogliano assegnarle la cittadinanza onoraria e nello stesso tempo intitolare anche una via a Giorgio Almirante.

Ormai la Segre è diventata cittadina onoraria un po’ dovunque (mi si scusi l’irriverenza, ma questo pullulare di onorificenze mi sembra un po’ un detersivo usato da sindaci e giunte quando hanno qualcosa da farsi perdonare e rincorrono così il “politicamente corretto”) eppure la Segre ha dovuto arrivare ai 90 anni per ricevere questi generali apprezzamenti,  ma perché proprio lei deve opporsi ad una intitolazione civica?

“Perché Almirante era fascista” è la risposta, imputando ad Almirante presunte responsabilità razziali e razziste. Chissà se la Segre ha mai letto i libri di Almirante degli anni ’70 quando lui stesso (in “Diario di un Fucilatore” ad esempio) parlava di queste cose e di quel periodo in modo molto sereno, ammettendo anche le proprie responsabilità, ma sottolineando – per esempio – di aver poi salvato la vita ad amici ebrei romani nel ’44 ed esserne successivamente proprio da loro salvato a guerra finita, quando si rifugiò per diverso tempo nascondendosi nella loro casa.

Non ho mai sentito una parola, un discorso, un intervento di Almirante nel dopoguerra contro gli ebrei, né ho colto tematiche simili nei suoi comizi.

Ho invece un bellissimo ricordo di un lungo colloquio che ho avuto la fortuna di avere in casa del rabbino Elio Toaff a Roma, persona di grande levatura culturale e religiosa, e ricordo le sue parole sulla necessità di una maggiore fratellanza tra italiani che mi colpirono profondamente. “Nulla va dimenticato – diceva in sostanza Toaff – ma se non riusciamo ad uscire dal groviglio delle follie passate non cresceremo mai come nazione unita“

Ricordo anche – e lo scrivo per i lettori verbanesi – che quel colloquio mi fu concesso grazie a una lettera di presentazione di un altro caro amico di Toaff, Pierluigi Sandonnini, livornese come lui e suo ex compagno di scuola che evidentemente gli scrisse bene di me…)

Perché, insomma, deve quindi essere “incompatibile” la duplice scelta della giunta di Verona? Se è giusto onorare la Segre perché dire sì a Via Togliatti (in Italia ne esistono decine, c’è perfino almeno una Via Stalin) e no a Via Almirante?

Le responsabilità storiche di Togliatti all’ombra di Stalin (non giustificava forse l’infoibamento degli italiani da parte dei partigiani comunisti di Tito e purtroppo anche da parte dei suoi stessi partigiani comunisti italiani?) non sono infinitamente maggiori di quelle di un Almirante che nel 1938 aveva 24 anni e certo non firmava le reggi razziali? Non ha senso collegare la destra politica di oggi con avvenimenti assurdi e tragici di 72 anni fa!

D'altronde la stessa Segre il “nemico” allora lo ha accettato in casa visto che suo marito (la senatrice è vedova) è stato addirittura candidato del MSI-DN alle elezioni politiche del 1979 nella circoscrizione Milano-Pavia raccogliendo, tra l’altro, diverse centinaia di preferenze.

Credo quindi che la scelta di Verona sia sulla strada giusta ed ecco perché vorrei che la senatrice Segre non scendesse a livello di certe Sardine, ma - proprio perché di altra levatura morale - si facesse invece promotrice di gesti di riconciliazione evitando posizioni preconcette che rischiano di trasformarla in personaggio eccessivamente di parte.

 

IL GIORNO DEL RICORDO A VERBANIA

Dopo l’alluvione degli articoli, servizi TV, appuntamenti di ogni genere a giustamente ricordare il drammatico tema dell’Olocausto, tematica che, pur nella sua tragicità, in Italia rischia di diventare purtroppo una delle tante occasioni di demagogia ecco arrivare il 10 febbraio - con uno spazio molto più sommesso - il “Giorno del Ricordo”. Una giornata per ricordare gli italiani infoibati e assassinati a migliaia dai partigiani comunisti titini nelle caverne del Carso e in Istria o uccisi in Dalmazia. Italiani come noi che - giusto 70 anni fa - scapparono in 300.000 da quelle terre italiane abbandonate alla violenza ed alla sopraffazione delle forze comuniste.

Pola aveva 32.000 abitanti, ma quando si seppe che sarebbe diventata Jugoslavia ne restarono meno di 4.000 e tutti gli altri fuggirono.

Malvoluti e disprezzati in patria molti di loro, istriani e dalmati, si trasferirono subito nel mondo dove - ancora oggi - le loro comunità sopravvivono dall’Australia alle Americhe. Per decenni di queste tragedie non ne parlò nessuno, nessuno voleva ricordare né ammettere quelle violenze e la cecità e la complicità della politica coprirono le responsabilità degli assassini e dei loro complici in Italia.

Il vergognoso  trattato di Osimo dei primi anni ’70 seppellì definitivamente i diritti degli italiani di quelle terre ormai diventate straniere e solo nel 1954 – ricordiamocelo – Trieste tornò alle madrepatria

Poi, grazie soprattutto alla volontà dell’on.le Roberto Menia – allora deputato di Trieste -  questo giorno divenne legge ed  occasione di commemorazione e conoscenza, il “Giorno del Ricordo”, appunto.

 

A Verbania, l’Associazione “Cultura e Tradizione” organizza per DOMENICA 9 FEBBRAIO alle ore 17 presso il centro Eventi  “IL MAGGIORE” una conferenza proprio dell’on.le ROBERTO MENIA sulle foibe e sull’esodo istriano, fiumano e dalmata. Seguirà una fiaccolata con deposizione di una corona alla lapide dedicata a Norma Cossetto e ai Martiri delle foibe presso la biblioteca civica di Villa Maioni.

I lettori de IL PUNTO sono cordialmente invitati ad intervenire.

 

Un saluto a tutti                                                          MARCO ZACCHERA

 

 

 

IL PUNTO n. 750 del 31 gennaio 2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

Sommario: EMILIA-CALABRIA: RIFLESSIONI POST VOTO – TROPPI CRISTIANI PERSEGUITATI - GRETA AL CARBONE – GIORNATA DEL RICORDO

 

RIFLESSIONE POST ELETTORALE

Perdere in Emilia (e vincere in Calabria) ci può stare, ma non c’è dubbio che in Emilia si sia sfiorato un successo clamoroso che però alla fine è mancato: perché?

Ci sono già stati mille commenti, cui vorrei aggiungere alcune considerazioni:

1)    Innanzitutto è evidente che la radicalizzazione non paga nel momento in cui cresce la percentuale dei votanti. Gli “elettori-tifosi” sono una cosa, ma la platea generale si fa meno pilotare dal “voto di pancia”. Quando in Emilia a sinistra – spinti dalle Sardine – ci si è resi conti che il centro destra con Salvini poteva davvero vincere è scattata la molla del “voto contro” e dello spirito di appartenenza (o ex appartenenza) ideologica, quel “profondo rosso” che in Emilia ha uno dei suoi fortini con relativa sindrome da ultimo presidio.

2)    Quando il voto è anche – o soprattutto – amministrativo, la sinistra è da sempre più radicata del centro-destra. L’anno scorso la Lega fu il primo partito emiliano e il centrodestra prese più voti della sinistra, ma molti comuni – in cui si votava lo stesso giorno – restarono a guida PD. L’opinione generale era che la regione fosse stata guidata bene e questo ha quindi logicamente premiato il governatore uscente, oltre all’indubbio e profondo connubio che in Emilia c’è tra la sinistra e l’economia, le cooperative, il sottogoverno e i relativi centri di potere: 75 anni non trascorrono invano. Salvini per vincere non aveva forse altra strada che buttarla sul “politico”, ma in Emilia il cuore sta a sinistra, da sempre.

3)    A questo aspetto si è aggiunto l’ “odio” contro Salvini del M5S per le polemiche quotidiane, anche con voti disgiunti, specchio di quanto d'altronde facevano qualche anno fa gli elettori di destra ai ballottaggi votando i candidati 5 Stelle purchè perdesse il candidato PD, non dimentichiamocelo.

4)    La stessa “immagine” di Salvini “tira”, ma fino ad un certo punto e forse qualche polemica plateale di troppo più che portare voti alla Lega ha ringalluzzito e motivato gli avversari. La Lega non può pensare di andare oltre un certo limite fisiologico di voti e il “bacino” di voti leghisti scende percentualmente all’aumentare dei votanti. La Lega è poi fin troppo “un uomo solo al comando” e ha dei limiti – come tutto il centro-destra - nella preparazione politica della sua classe dirigente locale: il centro-destra deve ancora crescere in mentalità e immagine di governo (e di questo ne parleremo nel prossimo futuro)

5)    La vittoria del PD è stata frutto della secca ed inequivocabile sconfitta del M5S con voti grillini “tornati a casa” pur di non far vincere Salvini. Adesso abbiamo l’assurdità di un parlamento dove i 5 Stelle - che valgono molto meno del 10% complessivo su scala nazionale - hanno però la maggioranza relativa dei seggi: è assurdo, appunto, ma realtà. Chi schioderà più da Montecitorio i deputati grillini che hanno ormai la certezza matematica che con nuove elezioni perderebbero il posto? La conseguenza politica del voto  emiliano è però che ora il PD avrà maggior peso nel governo e i 5 Stelle dovranno ubbidire, così come nella distribuzione delle ormai prossime nomine “ricche” (oltre 700 posti di sottogoverno) che per il PD sono pane, burro e marmellata.

6)    Paradossalmente chi rischia di più adesso è però proprio Conte perché qualcuno (Renzi?) e nel PD potrebbero chiedere la sua testa per un nuovo esecutivo a maggior trazione PD. Conte ha fiutato l’aria e in 3 giorni ha già preso le distanze dai 5 Stelle e – da navigato uomo-anguilla per tutte le stagioni – si sta già ricicciando con il PD. “Face of tolla” (faccia di tolla) tutta italiota.

7)    Un dato politico importante è che cresce ovunque Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia. Un partito che - dopo aver eroso una buona fetta di Forza Italia - sta macinando consensi. La Meloni si  presenta come donna determinata e con un viso e un atteggiamento deciso, ma più rassicurante di Salvini verso molti elettori. Questo nonostante che FdI sia stato ai margini della comunicazione e della polemica “Salvini contro tutti”. In un anno la Meloni ha quasi raddoppiato i voti delle europee e la sua crescita sembra costante. E’ una buona notizia per chi crede in un centro-destra più equilibrato e coeso.

Ultimo aspetto da considerare è  il voto in Calabria (di cui i media hanno ovviamente parlato poco, così come del fatto che da 1 a 8 a favore della sinistra ora le regioni andate al voto dopo il 2018 sono passate 8 a 1 per il centro-destra). La Calabria  ha dimostrato come il M5S abbia virtualmente perso le sue roccaforti del Sud, là dove – vincendo nei collegi uninominali – aveva costruito la propria vittoria elettorale nel 2018.

Con la legge ancora in vigore se si votasse oggi il centro-destra avrebbe una larga maggioranza di seggi e temo che - proprio per questo - faranno di tutto per non farci tornare a votare.

Comunque non è detta, perché sono in arrivo altre elezioni regionali e le amministrative di fine primavera, L’Italia è un paese al voto perpetuo (e meno male).

 

CRISTIANI PERSEGUITATI

La scorsa settimana si è celebrata l’annuale “Settimana per l’unità dei cristiani”, un appuntamento  ecumenico per spingere i cristiani delle diverse confessioni a crescere più uniti.

Negli stessi giorni è uscito un impressionante report  Open Doors, l’agenzia americana di aiuto ai cristiani perseguitati, con la lista dei paesi dove i cristiani sono più perseguitati. Dati allarmanti e di cui non parla nessuno perché – come in politica – troppe volte la libertà religiosa è data per scontata quando purtroppo non lo è.

Il primo dato che emerge della World Watch List 2020 è allarmante: in termini assoluti, cresce la persecuzione anticristiana nel mondo. Salgono da 245 a 260 milioni i cristiani perseguitati nei paesi della World Watch List 2020. Di questi, 2.983 sono stati uccisi nel 2019.

In parole povere a livello mondiale 1 cristiano ogni 8 subisce la persecuzione a causa della propria fede e ogni giorno siamo testimoni dell’uccisione di 8 cristiani, sempre a causa della fede.

Nel mondo 11 nazioni rivelano una persecuzione definita “estrema” e “alta” in altri 24 paesi. Per esempio nella  Corea del Nord, il numero di cristiani detenuti nei campi di lavoro forzato per motivi legati alla fede è calcolato fra i 50 e i 70 mila.  Nell’Afghanistan, in Somalia e in Libia la persecuzione è messa in atto da una società islamica tribale radicalizzata. La fede va vissuta nel segreto e se scoperti, specie se ex-musulmani, si rischia anche la morte.

Il Pakistan rimane ai primi posti per quanto riguarda l’aggressività anticristiana, mantenendo elevata anche la pressione nella vita quotidiana dei cristiani, tramite la  legge contro il cosiddetto “crimine” di blasfemia.

In India, la politica di “induizzazione” promossa dal partito al potere, di carattere nazionalista religioso, lascia sempre meno spazio alle altre fedi, specialmente al cristianesimo, attraverso espulsioni e chiusure di Ong, così come un clima di impunità per chi aggredisce e viola i diritti dei cristiani. Sempre in India, 9 stati poi hanno adottato le cosiddette leggi anti-conversione.

In Africa è la Nigeria che detiene il triste titolo di “terra di massacri”, per mano soprattutto degli allevatori islamici “Fulani” ma anche da parte dei seguaci di Boko Haram.

La sorte di altre 112 ragazze, la maggior parte delle quali cristiane, rapite alcuni mesi fa a Chibok, nella parte orientale della Nigeria, resta ancora ignota. Altre ragazze, rapite nel 2019 sono state torturate durante le conversazioni telefoniche con i genitori, per far sì che essi pagassero elevati riscatti.

Sempre in Africa, nel Burkina Faso, Open Doors ha registrato una dozzina di preti cattolici uccisi oltre ad alcuni pastori protestanti e le loro famiglie che sono stati rapie  ad opera di violenti militanti islamici. Il Camerun patisce la violenza presente nelle zone più settentrionali, roccaforti di Boko Haram. La radicalizzazione islamica minaccia le vite dei rifugiati cristiani e perturba le attività delle chiese.

Le chiese ed edifici connessi attaccati o chiusi nel mondo sono stati nel 2019 almeno 9.488 (26 ogni giorno), di cui oltre 5.550 soltanto in Cina, dove il numero di cristiani è cresciuto molto, al punto che si sostiene superino il numero dei membri del partito comunista.

Inoltre la Cina ha messo in pratica una politica ferrea di sorveglianza, anche tecnologica, sulle attività cristiane. I cristiani arrestati senza processo sono stati 3.711, 10 ogni giorno e i cristiani rapiti (o spariti dopo convocazione della polizia) sono stati 1.052, 3 al giorno.

Il cristianesimo continua intanto a scomparire dall'Iraq e dalla Siria a causa di conflitti e instabilità. In Iraq c’erano 1,5 milioni di cristiani prima del 2003, ora si aggirano sui 202.000: un calo dell’87%. In Siria erano 2,2 milioni prima della guerra civile (2011), ora sono 744.000 circa: un calo del 66%.

E purtroppo l'elenco prosegue con troppi altri paesi...

Nessuno deve odiare, nessuno per questo ha il diritto di uccidere o disprezzare altre religioni, ma sono dati che stranamente non vengono diffusi dai media più importanti, forse perché è più facile chiudere gli occhi, dimenticare, far finta di nulla il che è – ovviamente – è oltretutto molto più “politicamente corretto”.

 

GRETA SHOW: BASTA CON IL FOSSILE

L’annunciato show di Greta a Davos la scorsa settimana è stato la consueta critica a Trump, addirittura attaccato per il suo piano di piantare nuovi alberi “Che non bastano – ha tuonato Greta – per riequilibrare la natura”. “Il che è sicuramente vero, ma intanto si cominci a farlo”, direbbero le persone intelligenti.

Poi Greta ha insistito: “ Dovete interrompere immediatamente tutti gli investimenti nell’esplorazione e nell’estrazione di combustibili fossili; interrompere immediatamente tutti i sussidi per i combustibili fossili. Dismettete immediatamente e completamente i combustibili fossili». Subito: «Non entro il 2050, 2030 o anche il 2021. Vogliamo che tutto questo venga fatto ora». Insomma da domani basta miniere, basta petrolio, basta auto. Sicuramente Greta sarà tornata in Svezia a piedi, mentre le folte delegazioni viaggiavano su elicotteri e jet privati, purtroppo l’esatto contrario del favoleggiato risparmio energetico.

Ma se stiamo sul piano delle cose serie non c’è dubbio che si debba puntare ad una riduzione del consumo di energia, soprattutto se prodotta da petrolio e carbone ma – in cambio – cosa si deve consumare? Forse energia elettrica, visto che c’è la nomea che questo sia “green”, ma questa energia - salvo quella minoritaria idroelettrica, termica, eolica o solare -  è di fatto quasi tutta prodotta dalla combustione e quindi siamo da capo. Non solo, se anche vietassimo tutte le auto a benzina e diesel, come smaltire poi milioni di batterie, ricariche, macchinari elettrici una volta dismessi? Producendo energia elettrica con il nucleare? Sarebbe un’ipotesi anche sensata, ma ci rendiamo conto quali altri rischi potrebbe averne l’umanità? Quindi, alla fine, si gira sempre intorno a punto: Greta attacca Trump e gli USA, nulla dice sui più grandi produttori di inquinamento nel mondo a cominciare da India e Cina e le sue richieste quando anche sarebbero sensate vengono presentate in termini che le rendono impossibili. Chi scrive i discorsi a Greta tutto questo lo sa benissimo e forse per prima cosa bisognerebbe capire bene chi c’è dietro proprio ai discorsi di Greta.

 

IL GIORNO DEL RICORDO E BATTELLO MILANO

Segnalo due manifestazioni a Verbania organizzate la prima dal “Comitato 10 febbraio” per questa sera VENERDI’ 31 GENNAIO ore 21 quando a VILLA GIULIA a Pallanza verrà ricordato l’affondamento del battello “Milano” (bombardato e affondato da un aereo alleato causando molte vittime militari e civili) con filmati d’epoca e delle successive ricerche subacquee per il ritrovamento del relitto.

In occasione invece del “Giorno del Ricordo” l’Associazione “Cultura e Tradizione” organizza per DOMENICA 9 FEBBRAIO alle ore 17 presso il centro Eventi  “IL MAGGIORE” di Verbania una conferenza dell’on.le ROBERTO MENIA sulle foibe e sull’esodo istriano, fiumano e dalmata. Seguirà una fiaccolata con deposizione di una corona alla lapide dedicata a Norma Cossetto e ai Martiri delle foibe presso la biblioteca civica di Villa Maioni. I lettori de IL PUNTO sono cordialmente invitati ad intervenire.

 

Un saluto a tutti                                                          MARCO ZACCHERA

 

 

 

IL PUNTO n. 749 del 24 gennaio 2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

Sommario: E SE DOMENICA… - I POVERI DEL MONDO - LA FOTO - LE TRUFFE DELL’AMBIENTE – DELIRIO IRANIANO – MANIFESTAZIONI A VERBANIA 

 

E SE DOMENICA IN EMILIA ROMAGNA…

Hanno un bel dire l’ormai ex leader M5S Giggino Di Maio, Zingaretti, Conte e tutta la sua orchestra che - se anche il PD perdesse domenica in Emilia Romagna (della Calabria non si parla più, l’hanno già data per persa?) - politicamente per il governo non sarà cambiato niente. Credo che se invece il miracolo avverrà (e sono più speranzoso di qualche settimana fa) il governo dovrà prenderne atto e dimettersi.

Non lo farà a dispetto dei santi? Credo allora che in tanti – ma proprio in tanti - andremo tutti insieme, magari in rispettoso silenzio, a salutare Mattarella sotto le finestre del Quirinale e vedremo se l’illustre Presidente non sarà obbligato a prendere atto anche della volontà popolare.

E’ stata una brutta campagna: Salvini è stato accusato di tutto, perfino per aver schiacciato un campanello: scandalo! Già, peccato che era nel quartiere Pilastro di Bologna - abbandonato da anni al traffico di droga - insieme alla mamma di un ragazzo di 17 anni morto di overdose. Perché nessuno negli anni si è mai indignato per il degrado di quella parte della città? E se il capo della Polizia è ugualmente indignato, che cosa ha fatto - insieme al questore di Bologna - per ripulire l’area?

Ma desso bisogna pensare al risultato, amici calabresi ma soprattutto emiliani e romagnoli… dimostrate all’Italia che c’è voglia e necessità di cambiare!

 

RIFLESSIONE SU DAVOS: I POVERI DEL MONDO

Solita, arrogante e spregiudicata parata di VIP e capi di stato allo show di Davos, in Svizzera, dove tra champagne, ostriche e bresaola i ricchi si ritrovano a parlare di economia, invitando i divi del momento.

Grandi passerelle, conferenze e bla bla bla di pubblici luoghi comuni poi – in privato – si fanno gli accordi veri con i ricchi che diventano sempre più ricchi e strangolano le nazioni, mentre i poveri che restano sempre più poveri.

Lo prova? Una sola notte di pernottamento a Davos vale la paga di una intera famiglia del Burundi (ma solo se lavorano per tutti i giorni dell’anno e per cinque anni), mentre sono le statistiche che fanno paura.

In Italia la quota di ricchezza in possesso dell’1% dei cittadini più ricchi supera quello del 70% degli italiani più poveri (messi tutti insieme!) mentre nel mondo in 2.153 (solo duemilacentocinquantatre persone!) “Super Paperoni” - secondo Forbes – nel 2019 hanno avuto in mano ricchezze pari al 60% della popolazione mondiale ovvero a più di 4.000.000.000 (quattro miliardi  di persone). Se diciamo che tutti gli uomini sono uguali e devono avere pari dignità, come può essere che una persona sia un milione e ottocentomila volte più ricca di un altra? Come può sperare di avere un futuro un mondo così assurdo? Eppure i governi presenti a Davos con le loro opulente delegazioni non sembravano preoccuparsene molto.

 

LA FOTO

La realtà di un filmato e le foto successive sono la più evidente immagine di cosa conti veramente oggi l'Italia sul piano internazionale (ovvero pochissimo), anche a proposito della Libia e nonostante mille dichiarazioni d’intenti e buoni propositi di Conte e Di Maio alle TV nostrane.

In un video, che precede di qualche istante la consueta "foto di famiglia" dei leader presenti a Berlino per la Conferenza Internazionale sulla Libia, si vede infatti la cancelliera tedesca Angela Merkel andare ad occupare subito ed ovviamente il posto centrale, con accanto a lei il presidente francese Emmanuel Macron e il segretario generale dell’Onu, Guterres.

Quando arriva il presidente russo Vladimir Putin, quest’ultimo trova anche lui subito un posto in prima fila, mentre il nostro povero Presidente del consiglio - tra l'altro arrivato per ultimo – lo si vede invano cercare imbarazzato per terra il suo cartellino pensando di avere un posto davanti, per poi trovare invece che la sua posizione è solo quella  defilata in fondo al penultimo posto in seconda fila a destra, stretto tra due illustri sconosciuti dei quali mi scuso per non averne riconosciuto le sembianze. 

Questa è – brutalmente vera - la considerazione internazionale sull’apporto e il “peso” dell’Italia a questa conferenza internazionale…

 

MILLE MILIARDI EUROPEI PER L’AMBIENTE. OCCHIO ALLA TRUFFA

Sull’onda di Greta, l’ Europa annuncia di voler arrivare a produrre zero emissioni entro il 2050 e per raggiungere questo ottimo risultato metterà sul piatto 1000 mille miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni. Fantastico!

Piccolo problema: chi paga? ...Ma gli europei, ovvio, perché l’Unione non fa (lo farà?) che ridistribuire le somme che i governi nazionali verseranno al fondo comune. Arriveranno poi aiuti a chi deve maggiormente riconvertirsi e quindi – per esempio – ai proprietari dell’ILVA di Taranto o ai minatori sardi per la prevista chiusura delle (poche) miniere di carbone ancora operanti in Sardegna.

La prima tappa – per 7,5 miliardi di euro, dai 1000 siamo lontani – sarà il “Just Transation Mechanism” (che in gergo è già stato battezzato JTM). Questo primo passo vedrebbe assegnati all’Italia ben 364 milioni di contributi europei, come subito hanno comunicato plaudenti giornali e TV.

Una buona notizia? Non troppo: secondo il ”Corriere” (ma questa notizia è stata sepolta solo nelle pagine economiche, mentre in TV e sui titoli è andata solo la notizia “bella”) in cambio l’Italia dovrà versare al “fondo comune” dei 7,5 miliardi la piccola somma di 900 milioni, ovvero quasi tre volte le somme che poi le verranno versate. 

Quindi - alla fine - pagheremo tutti (ma soprattutto gli italiani) per un avere aria più pulita, ma mi chiedo a che cosa serva tutto questo se - anche quando come europei raggiungessimo questo brillante e costoso risultato -  Cina ed India continuassero con le loro emissioni che sono decine di volte maggiori di quelle europee.

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