IL PUNTO di MARCO ZACCHERA - Il sito di Marco ZACCHERA

Vai ai contenuti

IL PUNTO di MARCO ZACCHERA

IL PUNTO
ULTIME EDIZIONI de IL PUNTO di Marco ZACCHERA



IL PUNTO   n. 820 del  18 giugno 2021

 di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  ITALIA VS/ ITALIA – SVIZZERI POCO VERDI – IL PREZZO DEL (DIS)ONORE - RICORDANDO CAMILLA – RIFLESSIONE SUL RAZZISMO.

……………………………………………………………………………..

POCHEZZA INTERNAZIONALE

Fatemi capire perchè mi viene da ridere (o da piangere).

Dunque, in Cornovaglia si riunisce il G7, Mario Draghi fa un’ottima figura (finalmente qualcuno che parla bene l’inglese, è credibile ed ha un curriculum di assoluto rispetto a livello internazionale) e con i “grandi” decide di “contenere” la Cina che sta ricattando il mondo anche sul mercato delle materie prime.

Italia finalmente credibile? Macchè, nelle stesse ore Beppe Grillo - detto “l’elevato” -  capo politico del M5S (ovvero proprio del partito del nostro ministro degli esteri, per nostra sciagura l’ex bibitaro Giggino Di Maio) non trova di meglio che rendere visita proprio all’ambasciatore cinese a Roma. Con lui doveva esserci anche l’ex premier Giuseppe Conte che all’ultimo secondo deve essere stato raggiunto da un “altolà” da Palazzo Chigi e che quindi «Per impegni e motivi personali, non ha potuto essere presente».

Nessuna prudenza politica, tantomeno una sconfessione di Grillo, ma soprattutto divergenza evidente rispetto alla posizione di Draghi e quindi solita figura da peracottai degli italiani “doppiogiochisti”. Ci lamentiamo poi perchè ridono di noi?

Con perfetta scelta di tempo riappare anche Massimo d’Alema che risorge dalla tomba e rilascia una lunga intervista alla TV di stato cinese dove (lo sottolinea Il Fatto Quotidiano, il giornale del M5S) elogia la Cina, “che ha fatto uscire almeno 800 milioni di persone dalla povertà”, compiendo un “risultato straordinario, perché mai nessun paese nella storia dell’umanità è stato capace di tanto.” Per l’ex (ex?) comunista D’Alema il non rispetto delle regole internazionali e i diritti umani sono dettagli. In concreto, però, come può Draghi non imporre una sua linea “governativa” ai propri alleati se vuole essere credibile in Europa e nel mondo e quali sono i veri rapporti politici ed economici tra la Cina comunista e il M5S? 

 

SVIZZERI BIANCHI E ROSSI, POCO… VERDI

Poche fonti di stampa lo hanno riportato perché certe notizie non si danno quando vanno controcorrente, ma domenica scorsa con il 51,6% di voti contrari e il voto contrario di 21 cantoni su 26 gli svizzeri hanno bocciato il referendum ambientale per limitare le emissioni di anidride carbonica in futuro.

Per farlo il governo elvetico prevedeva nuove tasse sui carburanti e i biglietti aerei ed incentivi per le coibentazioni degli edifici ed altri risparmi energetici. 

Da sottolineare che la Svizzera contribuisce con molto meno dello 0,1 % alle emissioni di CO2 nel mondo (40.000 tonnellate di Co2 su 27 milioni!) ed ha 5 centrali nucleari che assicurano buona parte del fabbisogno energetico nazionale.

C’è da chiedersi se sia maggiormente necessario a livello planetario ridurre di circa un terzo le emissioni svizzere - con tutti i costi relativi - e non imporre invece a stati come Usa, Cina ed India di adeguare le proprie emissioni con interventi che – soprattutto in India, Cina e alcune altre nazioni – in pochi anni potrebbero grandemente ridurre il bilancio globale..

 

IL PREZZO DEL (DIS) ONORE

Si chiude dopo 9 anni e il pagamento di un adeguato riscatto la sconcertante vicenda dei 2 fucilieri di marina incriminati in India. L’Italia pagherà 1,1 milioni di euro (oltre a lauti acconti già versati) a “saldo e stralcio” per chiudere la vicenda anche se – vista la generale corruzione che ha imperversato negli anni su questa vicenda – temo che solo poche briciole arriveranno alle famiglie dei due pescatori.

Da notare che – come giustamente sosteneva l’allora ministro degli esteri Giulio Terzi –  se l’Italia si fosse tenuta stretti i due marò quando erano tornati a casa in licenza avrebbe avuto ben altre pressioni da esercitare sul governo indiano che è riuscito alla fine a mirare solo ai soldi, esattamente come voleva, sapendo di avere giuridicamente torto.

Nessuno ha mai dimostrato che fossero effettivamente stati i militari italiani a sparare e resta il fatto che se i due marò hanno comunque agito correttamente (sentenza dell’Aja) non si capisce perché bisognasse comunque ancora pagare.

Visto poi che non c’era bisogno di consegnare i nostri militari alle autorità indiane (che hanno potuto così alimentare il ricatto) nelle ore successive alla sparatoria, né fare entrare una nostra nave nelle acque indiane bisognerebbe far pagare la somma a chi ha ordinato la loro consegna in spregio al diritto internazionale.  

Su tutto mi resta però un esempio luminoso: il comportamento dei due militari. Silenziosi sempre, composti sempre, leali sempre. “Bravi!”, detto dal profondo del cuore.

 

NEL RICORDO DI CAMILLA

Un doveroso ricordo della giovane Camilla Canepa, morta a Genova dopo la vaccinazione con Astrazeneca e diventata uno dei simboli di questi mesi di pandemia.

Spiace che a seguito di questo tragico decesso si sia scatenata l’ennesima polemica sui vaccini: si, no, non si sa, forse. Si, ma solo agli over 60, no: Astrazeneca va somministrata anche ai giovani. Prima dose di un tipo, allora la seconda assolutamente dello stesso?” Si, no, è meglio di no, assolutamente sì, lo fanno già gli altri, invece non è vero, oppure forse.” Open day? Si, poi fermi tutti, De Luca che prima ordina no. poi sì, poi forse. Il generalissimo Figliolo che va contro le regioni, poi “si coordina”, ma tanto la colpa è della Lombardia.

Ora i giovani vaccinati ora che fanno? Fermate anche J & J? Si, no, vedremo. Dopo 18 mesi siamo ancora in ballo con tutti che urlano, i virologi che polemizzano in ordine sparso, i mezzobusto in TV che si sprecano. Intorno l' Italia, contraddittoria e casinara per definizione. Solo Speranza resta lì fisso come un paracarro, la barba sempre malfatta, in abito blu e perennemente sorridente.

 

RIFLESSIONE SUL RAZZISMO

Il recente suicidio del giovane Seid Visin, ragazzo nero cresciuto in Italia che aveva scritto (due anni prima del suo tragico gesto) di volersi uccidere per gli sguardi “schifati” della gente nei suoi confronti ha riaperto il dibattito sul razzismo.  

Credo che dobbiamo avere il coraggio di interrogarci nel profondo, perché ogni volta che si affronta questo discorso - o si assiste a situazioni discriminatorie - cominciamo sempre con uno scontato “ Io non sono razzista, ma...”

Francamente sono stufo di sentirlo ripetere perché quel “ma” spesso - poco dopo - contraddice nei fatti il concetto di partenza.

Proprio perché non mi va la demagogia su questo tema posso parlare solo per me stesso, dichiarando subito che a me del colore della pelle di una persona non mi interessa nulla, mentre mi interessa come si comporta individualmente quella stessa persona, bianco o nero che sia.

Il suicidio di Seid è stato un dramma vero, ma le motivazioni non possono essere solo quelle dichiarate che sottolineano piuttosto una grande sua fragilità interiore, anche perché in Italia ci sono milioni di neri e di loro non si suicida nessuno ed oltretutto il ragazzo suicida era italiano da sempre.

La stupidità e l’ignoranza, il timore inconscio delle persone nei confronti dei “diversi” sono sicuramente una costante, ma la discriminante non credo sia per il colore della pelle, ma quando appunto si equivoca tra razza e responsabilità personali, dimenticando o sottovalutando che la reazione a volte nasce spontanea per una eccessiva dose di “buonismo ufficiale” che - al contrario – tende a voler sempre giustificare ed assolvere tutti.

Questo atteggiamento è frutto di timori inconsci, ma anche per situazioni che vediamo ogni giorno e che non riusciamo a giustificare.

Il razzismo nasce (purtroppo)  per ignoranza, ma quando si vedono le condizioni di migliaia di persone in condizioni disperate o che vengono sfruttate si deve imporre alla nostra coscienza la necessità di intervenire nell’aiuto, soprattutto nell’emergenza, anche se in noi stessi scatta la protesta per la mancanza di regole sia nell’immigrazione che a volte per i comportamenti di chi è accolto.

Non si riflette abbastanza che il razzismo in gran parte sparirebbe se gli arrivi (e i successivi soggiorni) fossero filtrati dalla legalità e se chi arriva si adeguasse a comportamenti, principi, atteggiamenti, leggi del paese che accoglie.

Ne ho scritto a lungo nel mio libro “Integrazione (im)possibile? Quello che non ci dicono su Islam, Africa, Immigrazione” (se non lo avete letto, richiedetemelo via mail a marco.zacchera@libero.it) per sottolineare che è un processo non facile né veloce, ma che deve essere affrontato con le idee chiare e il rispetto delle regole.

Se per strada vedo una islamica intabarrata in abiti neri che non le lasciano scoperti che parte gli occhi mi indigno (e scatta il razzismo latente) non perchè professa un’altra religione, ma perché penso che spesso sia una violenza alla libertà di quella donna considerando anche che se io visito un paese musulmano devo accettare le “loro” regole e quindi “loro” - venendo qui - devono accettare le nostre, anche esteriori.

Rispetto reciproco? Si, ma purtroppo oggi una donna italiana non può girare  in minigonna a Riad o a Teheran o rischierebbe la lapidazione con la certezza di arresto immediato, né anche solo muoversi senza un velo che la ricopra.

Quanto è “razzista al contrario” l’omicidio di una poveretta perché a Reggio Emilia non voleva sottostare a un matrimonio combinato e liberarsi dai pesi di una religione a lei imposta?

Attenzione: ricordiamoci che anche nell’Italia di 50 anni c’era ancora “il delitto d’onore” ma oggi non è più così e in una società multietnica non può più essere accettato un simile comportamento.  Ecco dove però cresce il razzismo più o meno inconscio, anche per reazione ad atteggiamenti inaccettabili eppure spesso minimizzati con toni demagogici e buonisti fuori dalla logica.

Non è un caso isolato: sul traffico umano si campa e pensiamo alla mafia nigeriana, agli scafisti, al “giro” legato spesso a cooperative di dubbia serietà, allo sfruttamento della mendicità e alla disperazione di chi la vive per sopravvivere.

Mentre noi ci facciamo o ci dovremmo fare (per fortuna) mille scrupoli, nel mondo non è così e chi conosce la realtà del Sudafrica – per esempio – sa che ad uno stato di apartheid è subentrata una pesante discriminazione contro i bianchi che pure hanno costruito il paese 400 anni fa.

Allo stesso modo negli Stati nel Golfo milioni di pakistani, indiani, filippini e nepalesi sono schiavizzati, senza dimenticare la realtà cinese.

Ancora una volta si scopre che non è il colore della pelle ad auto-discriminare, ma molto più spesso la religione, lo sfruttamento economico, la mancanza di diritti umani minimi rispettati a livello planetario. Temi su cui spesso non si ha il coraggio di intervenire con norme chiare e si preferisce far finta di nulla.

Tornando all’Italia una volta di più sono le regole che quindi vanno studiate, applicate e fatte rispettare proprio perché chi arriva deve adeguarsi al nostro ordinamento giuridico e civile e contemporaneamente non essere spinto né nei ghetti né nella discriminazione. 

Senza regole rispettate cresce poi anche la demagogia, soprattutto se la lettura ufficiale e “politicamente corretta” dei fatti fa scattare la reazione negativa di milioni di persone che nel loro intimo diventano “razziste” (anche se non lo ammetteranno mai) proprio perché chiamate a sopportare costi di accoglienza e mantenimento senza ottenere reciproco rispetto, sicurezza e osservanza delle leggi della Repubblica.

Essere cittadini consapevoli deve essere patrimonio di tutti, diritto di tutti, dovere di tutti.

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                                                 MARCO ZACCHERA 




IL PUNTO   n. 819 del  11 giugno 2021

 di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: FEDERAZIONE A DESTRA? – AFGHANISTAN ADDIO - PALAMARA ALL’ITALIANA – SARDINE IN SCATOLA – “NON LEGGETE LA MELONI!” – BOOKING EVADE - I CONTI DEL MAGGIORE  -

 

FEDERAZIONE LEGA-FI ?

Il primo dato incerto che pesa sull'ipotetica federazione tra Lega e Forza Italia sono le condizioni di salute "vere" di Silvio  Berlusconi che è apparso in pubblico per pochi minuti il giorno delle consultazioni con Draghi ai primi di febbraio e poi non è visto più, con i media che ripropongano video con vecchi spezzoni di repertorio (su Mediaset anche di una ventina d'anni fa, l'effetto a volte è un pò patetico...).

Se anche i PM del "Ruby ter" hanno acconsentito a rinvii delle udienze per motivi di salute significa - temo - che il Cavaliere stia piuttosto male e che quindi questo suo appello a Salvini (accolto malissimo in ampi settori di FI) sembra un pò un suo canto del cigno. In altre parole si ammette l’imbarazzo di Arcore su chi dovrebbe prendere le redini del partito all’eventuale ritiro del leader, con il rischio di uno sfaldamento generale.

Auguri a Berlusconi, convinto che l'idea di un "patto federativo" nel centro-destra farebbe bene alla coalizione e per accrescere il suo peso all'interno del governo, anche se Giorgia Meloni resta la convitata di pietra, con l’evidente anomalia di una separazione a Roma rispetto rispetto allo schieramento che governa regioni e città.

Un patto federativo non è una fusione (che in termini di voti non ha mai pagato nella storia politica italiana) ma può essere utile per stendere una buona e condivisa piattaforma programmatica. A quel punto non sarebbe una bestemmia se il “patto” si allargasse anche la Meloni che vive (bene) anche di quotidiani distinguo tattici, ma senza sostanziali divergenze sulle cose importanti, come invece avviene per l'asse M5S-PD che spesso sembrano divisi su tutto. D'altronde è evidente che restando divisi si raccolgono più voti, ma se il centro destra vuole governare deve trovare comunque una comune intesa strategica.

Intanto per le amministrative di Roma  non credo che "Il ticket Michetti-Matone” sia una scelta vincente. Evidentemente non c’è in giro niente di meglio, ma esprimo preventive ed ampie riserve sulle possibilità di un successo. Vedremo i risultati finali, è inutile che ripeta come bisognerebbe smetterla di calare candidati dall’alto: i salotti di Porta a Porta - cui è abituata la Matone - non sono esattamente  i problemi concreti della  borgata romana di... Primaporta!

Per le elezioni di Torino – visto che alla fine si è confermato l'imprenditore Paolo Damilano – c’è da chiedersi invece perché allora non lo si sia annunciato ufficialmente già mesi fa permettendo così una più organizzata campagna elettorale dovendo far crescere da zero, come quasi sempre, candidati sostanzialmente sconosciuti all’elettorato.

Infine su Milano – città che il centro-destra avrebbe potuto vincere – permane invece una nebbia tutta meneghina: forse alla fine uscirà candidato Maurizio Lupi per disperazione: persona che stimo, ma “minestra riscaldata”  che - contro un Sala osannato e spinto dai media - temo che difficilmente sarà vincente.

 

AFGHANISTAN ADDIO 

Con poche fanfare e molto imbarazzo anche gli italiani se ne vanno dall’Afghanistan.

Sono passati 20 anni dall’11 settembre 2001 e dalla scelta USA di combattere i terroristi nei loro santuari al centro dell’Asia, ma la “grande coalizione” torna a casa con la coda tra le gambe senza aver raggiunto i suoi obiettivi.

Nonostante i 3.232 soldati rimasti sul terreno (53 italiani) e una spesa enorme, il tentativo di restituire all’Afghanistan i connotati di una democrazia è clamorosamente fallito. Si torna a casa con al seguito circa 700 civili afghani che hanno collaborato con le nostre truppe in questi anni, ma che – rimasti senza protezione – rischiavano di essere uccise. Anche questo conferma che la “vernice” di una normalità afghana evaporerà in poche settimane e le milizie islamiche torneranno presto a controllare l’intero paese. 20 anni sono passati invano.

 

PALAMARA  ALL’ ITALIANA

Magnifico, finirà come nei film: il “trojan” inserito nel telefonino dell’ex giudice Palamara che ha intercettato quintali di porcherie all’interno della Magistratura (inspiegabilmente funzionando però solo a tratti e tacendo quando al telefono c’erano alcuni pezzi grossi...) pare ora che non fosse inserito con le autorizzazioni corrette e quindi non varrebbe più come “prova”. Conseguentemente se le prove non contano la corruzione non esiste, il problema è risolto, giustizia è fatta. (!!)

Circa invece la vicenda legata a Davigo, CSM, presunta loggia massonica “Ungheria” e rapporti con la Procura di Milano, l’arresto dell’avv. Amara per la vicenda Ilva di Taranto crea ulteriore confusione. L’ideale per garantire tempi lunghi, pressioni, ritrattazioni e potenziali insabbiamenti, mentre intanto si indaga anche sui PM milanesi che avrebbero nascosto prove a favore degli imputati nel mega-processo ENI.

Begli esempi per la credibilità della categoria…

 

SARDINE IN SCATOLA

Non avete più avuto notizie delle “Sardine”? Tranquilli, aspettano silenziose sott’olio in attesa delle prossime necessità elettorali del PD. Apparse in Emilia per raddrizzare una campagna regionale a rischio sconfitta, sono state poi surgelate apparendo brevemente giusto in tempo per occupare (in tenda!) sotto i riflettori TV la sede centrale del PD durante il giro di valzer che serviva per cacciare Zingaretti.

Adesso sono state rimesse temporaneamente in scatola in attesa delle prossime elezioni e attendiamo con fiducia, anche se ora c’è la complicazione del (per loro) “disgustoso Salvini” temporaneamente alleato proprio del PD.

Ci vorrà un po' di pazienza per riciclare gli slogan, ma tenete pronto l’apriscatole: altre elezioni si avvicinano.

 

LA MELONI DELLA DISCORDIA

L’ idea dei giovani di Fratelli d’Italia di Verbania di regalare una copia del recente libro autobiografico di Giorgia Meloni alle biblioteche degli istituti superiori della città ha scatenato un putiferio perfino a livello nazionale, sottolineando anche il livello di insofferenza che gira dalle parti del PD.

L’assessore comunale piddino alla cultura, Riccardo Brezza, si è infatti scagliato con parole di fuoco contro l’iniziativa, dichiarata “Un atto di provocazione politica che supera ogni limite” e poi “Esprimo tutta la mia contrarietà verso questa proposta che non ha alcuna possibilità di essere realizzata” “Quindi per quanto di mia competenza la biografia di Giorgia Meloni continuerà a rimanere fuori dalle scuole verbanesi”.

Assessore, ma da quando in qua regalare un libro è diventata una così grave provocazione politica?

A parte il fatto che le scuole superiori della città non sono di sua competenza (e l'interessato dovrebbe saperlo) sono rimasto esterrefatto dai suoi post, avendolo sempre considerata una persona seria. D'altronde nessuno è o sarà obbligato leggere il libro, ma perché addirittura vietarne la diffusione – non si sa in base a quale norma - impedendo alle biblioteche scolastiche di ricevere il piccolo omaggio?

Ognuno legge (o dovrebbe leggere) quello che vuole e credo che in una società libera una lettura non può e non deve essere preventivamente censurata, altrimenti sarebbe lecito sostenere che proprio l’assessore alla cultura (!) della nostra città si arroga lui stesso il diritto alla censura, il che sembra francamente un assurdo controsenso.

Questo atteggiamento non fa però che confermarmi come spesso a sinistra ci si arroghi il diritto di pensare per tutti e a spingere sempre per una lettura dei fatti, della politica, della storia solo e soltanto a senso unico.

Brezza si è mai chiesto quanti libri, interviste, dibattiti, mostre, conferenze si siano tenuti nelle scuole cittadine senza contraddittorio e con “invitati” tutti sempre (o quasi sempre) legati alla SUA parte politica? Si è mai posto il problema dei “Consigli di Istituto” che regolarmente – spesso in nome del “A scuola non si fa politica” - non accettano contraddittorio, ma spalancano le porte solo all’ANPI, alla Casa della Resistenza ed alle altre associazioni, autori, intellettuali, giornalisti, magistrati tutti o quasi sempre di sinistra?

Alla faccia del pluralismo: perfino un libro regalato adesso  disturba!

Suvvia, assessore, ammetta sportivamente che i giovani di Fd’I si sono dimostrati più svegli di lei e - visto che lei notoriamente “studia da sindaco” della nostra città - non si renda ridicolo e piuttosto accetti sempre il confronto: certi suoi toni richiamano altrimenti lo stalinismo o la Corea del Nord, oltre a nefasti altri regimi che - dei libri - facevano falò.

 

BOOKING PRENOTA … MA NON PAGA!

Molti usano “Booking.com” per prenotare le vacanze, pochi sanno che le aziende intermediarie come queste guadagnano un sacco di soldi ma NON pagano le imposte sul reddito e, come sta emergendo, Booking addirittura evaderebbe anche l’IVA.

Pensate che solo in Italia “Booking.com” “gira” circa 700 milioni con UNA PROVVIGIONE NETTA, OVVERO UN PROFITTO, che sfiora i 120 MILIONI DI EURO. Redditi tutti esentasse perché la sede di Booking è all’estero, anche se i profitti sono generati in Italia: un aspetto che come commercialista mi fa impazzire visto che va contro i principi contabili corretti.

Siccome non bastava, pare che la società (che in Italia non ha neppure nominato un rappresentante fiscale) non pagasse neppure parte dell’IVA. Pochi turisti sanno tra l’altro che -  a dispetto della pubblicità ingannevole dei “portali” - su quanto pagato tramite Booking alle strutture ricettive il “pizzo” imposto da questi colossi è del 18%. Un consiglio: la prossima volta non fatevi fregare e prenotate direttamente: sicuramente risparmierete qualcosa e non manderete parte dei vostri soldi in un paradiso fiscale.

Anche per questo motivo plaudo alla decisione di principio del G7 di far pagare delle imposte minime a tutte le multinazionali, ovunque abbiano la propria sede fiscale.

 

VERBANIA: IL CEM-MAGGIORE VA ALLA CORTE DEI CONTI

Un gruppo di consiglieri di minoranza di Verbania hanno chiesto alla Corte dei Conti di verificare alcuni aspetti della realizzazione del teatro “Maggiore” (ex CEM) da me fortemente voluto quando ero sindaco e che - ad ormai cinque anni dall’inaugurazione ufficiale - sembra essere tuttora senza certificato antincendio e privo di abitabilità definitiva.

Se la Procura di Verbania avesse voluto trovare il tempo di approfondire gli esposti che a suo tempo avevo presentato ed avesse interrogato le persone che spontaneamente volevano essere ascoltate in merito forse molti dubbi che tuttora permangono sarebbero stati risolti da tempo.

Purtroppo mai nessuno “E’ profeta in patria” e intanto in questi anni la polvere si è accumulata sulle carte, sui fornitori, sui bandi (?) della direzione artistica... 

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                                                            MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 818 del  4 giugno 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  IL PROBLEMA GIUSTIZIA -  LA PARABOLA DI GIUSEPI - VACCINAZIONI – L’ ISTAT  TI  FA  IMMORTALE -

..........................................................................................................

 

GIUSTIZIA, SENTENZE E REFERENDUM

 

Da sempre i giudici fanno discutere e le loro sentenze influenzano il costume, la politica, la vita di una comunità.

In settimana alcuni fatti sono apparsi sconcertanti: dal rilascio del mafioso Giovanni Brusca (con circa 150 omicidi sulla coscienza) alla pronta liberazione degli imputati a Verbania per la sciagura della funivia, alla sentenza di Taranto che ha riproposto il dilemma di quale sviluppo industriale sia sostenibile.

Certo un giudice più è libero più è autorevole, se appare condizionato sarà sempre oggetto di critiche. Proprio per questo i magistrati dovrebbero essere e rimanere al di fuori della politica perché - quando ne sono sponsorizzati o si rivolgono alla politica per fare carriera - diventano molto meno autorevoli. Purtroppo però è un vezzo comune e i fatti dimostrano che solide “maniglie” politiche servano davvero.

Peggio ancora quando i vertici della Magistratura appaiono inquinati: nell’opinione pubblica cade l’autorevolezza del suo “status”, così come quando passano i mesi e i peggiori scandali – vedi caso Palamara - sembrano scivolare via come l’acqua sul vetro.  

I recenti fatti di cronaca hanno piuttosto riproposto ancora una volta la necessità della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, così come l’uso (e l’abuso) dei pentiti di mafia, sottolineato discrepanze clamorose.

I giudici sono essere umani e possono sempre sbagliare, però devono avere il coraggio di ammetterlo visto l’Italia è però il paese più condannato d’Europa dalla Corte dei Diritti dell’ Uomo di Strasburgo per malagiustizia, con numeri che fanno rabbrividire.

Per avere una prima idea di quanti siano gli errori giudiziari in Italia vale la pena di mettere insieme sia le vittime di ingiusta detenzione sia quelle di errori giudiziari in senso stretto. Ebbene, dal 1991 al 31 dicembre 2020, i casi accertati e documentati sono stati 29.659: in media, poco più di 988 l’anno (parliamo solo di quei casi conclusisi con un indennizzo all’imputato). Il tutto per una spesa complessiva dello Stato gigantesca, tra indennizzi e risarcimenti veri e propri: 869 MILIONI di euro, circa 29 milioni l’anno, eppure ufficialmente i giudici non sbagliano mai.

Pensate: dal  010 al 2021 nonostante questi indennizzi sono state depositate solo 544 cause formali per responsabilità civile dei magistrati e su 129 sentenze emesse finora (le altre 415 cause sono a prendere polvere) ci sono state solo 8 (otto!) condanne, tra l’altro senza pubblicizzare i nomi dei magistrati “colpevoli”.

 E’ lecito affermare che la “Casta” assolve soprattutto sé stessa?

Quello che più mi indigna è che passano gli anni e nulla cambia: tempi infiniti per decidere qualcosa su pentiti, prescrizione, divisione delle carriere, riforma del CSM. Chiacchiere e chiacchiere, ma alla fine non cambia mai niente. Per esempio un paio di anni fa è stato sancito il principio che chi subisce un processo penale – magari con pre-reclusione - e ne viene assolto ha diritto ad un rimborso per le spese legali sostenute, visto che evidentemente l’incriminazione non aveva coperture di prove.

Furono stanziati 8 milioni per gli indennizzi che sembrano tanti ma – udite udite – visto che gli assolti solo l’anno scorso sono stati 126.000 in un solo anno ne verrebbe un rimborso di 63 euro per procedimento, somma infinitesimale rispetto alle spese sostenute dagli imputati per i propri avvocati.

Al tempo di questa “storica legge” il M5S e nello specifico il ministro Buonafede parlò di “grande svolta di civiltà”: la svolta si è chiusa nel solito vicolo cieco.

I Radicali e Salvini propongono ora una serie di referendum per cambiare la Giustizia italiana e non c’è dubbio che se il Parlamento continuerà imperterrito nel suo immobilismo spetterà ai cittadini esprimere per lo meno il proprio dissenso, anche se già in passato referendum con risultati chiarissimi sono rimasti lettera morta.

Ricordate? Era il 1987, i Radicali promossero un referendum sulla RC dei magistrati che raccolse l’80% di “si”, ma i numeri - 35 anni dopo - li avete appena letti: in tutto alla fine solo 8 condanne!

Non mi illudo quindi che cambi qualcosa, anche perché i vertici dello Stato in argomento sembrano immobili paracarri, a cominciare dall’ illustre Presidente della Repubblica che settimanalmente enuncia scontati proclami, ma non sembra intervenire mai per incidere nel concreto: il caso Palamara-CSM-Procure valga per tutti. Sconfortante.

 

PROBLEMI DI CONTE  (CONTE CHI ?)

C’è il Conte (Antonio) che vince lo scudetto e poi emigra per questione di milioni, poi c’è anche il Conte (Giuseppe, detto Giusepi) già premier ed “Avvocato del popolo” che affonda nei flutti e non se lo fila nessuno.

Da Palazzo Chigi a essere (forse) leader del malandato M5S ne corre, anche perché  non si riesce ancora a capire se Conte (Giuseppe) sia stato o meno ufficializzato leader, complice una serie di sfighe che lo tallonano da vicino.

Prima i guai giudiziari del figlio dell’“Illuminato”, poi la mega-rissa contro Rousseau sui nomi degli iscritti, poi le scissioni varie ed i sondaggi impietosi: Conte (Giuseppe) dove sei? Lui, poverino, corre: deve tenersi buoni gli scissionisti, calmare i gruppi parlamentari, vedersela con Crimi (perché in fondo c’è ancora lui ufficialmente a comandare) ma soprattutto deve inventare (inventarsi) una linea di condotta visto che i grillini la cambiano due volte la settimana ed è duro stare dietro alle dichiarazioni, scuse, giravolte di Di Maio & associati.  

Avvocato Giusepi, ma perché non torni a fare il professore?

 

VACCINI E PROCLAMI

Qualcuno mi critica perché insisto sulla questione vaccini ma – a parte il doveroso e pubblico ringraziamento per chi si sta impegnando nella campagna – non sopporto la demagogia e in argomento se ne sta facendo ancora troppa.

Per esempio la quota di 500.000 vaccini al giorno, promessa per aprile e toccata solo per 2 giorni a fine mese, nel mese di maggio appena finito è stata raggiunta solo 15 volte su 31 giorni di calendario, così come non decolla la vaccinazione aziendale. Quello che è successo nella nostra ASL è emblematico.

Come albergatori del Lago Maggiore avevamo richiesto già ad inizio aprile di poter  vaccinare (a nostre spese!) i dipendenti degli hotel per promuovere le nostre strutture  anche all’estero come “Covid free”.

Nonostante l’impegno di Federalberghi e il pagamento in data 3 maggio del dovuto (32 euro a testa) dopo una lunga attesa ed il faticoso decollo delle procedure, quando già i 389 dipendenti registrati avevano ricevuto gli SMS di convocazione tutto è saltato perché la Regione Piemonte ha comunicato che dal ministero era giunto uno “stop”: mancavano i vaccini disponibili.

E allora tutti servizi giornalistici, le promesse, le dichiarazioni sulle vaccinazioni ”aziendali” ? Semplicemente “effetto annuncio”, condito con aria fritta, quella che non pesa sullo stomaco.  

 

ISTAT BENEDETTA (E IMMORTALE)

Un mio caro amico di Verbania,  Piero T. , ha ricevuto un minaccioso quanto voluminoso plico dall' ISTAT.

Si affrettasse a rispondere - ordina l'Istituto - all'allegato questionario per verificare se per colpa del Covid avesse perso il lavoro e cosa intenderebbe fare nel futuro prossimo venturo per recuperarlo. Roba complicata, da compilare e spedire subito pena una lunga serie di poco piacevoli conseguenze. 

Perplesso e in difficoltà con le risposte, Piero si è rivolto a me perchè gli dessi una mano e quindi non incorrere nelle prescritte sanzioni.

Tutto bene, salvo un particolare: Piero è nato - come da codice fiscale stampato bene in vista all'inizio della lunga missiva - nell'ormai lontano 1938 (XXVI° E.F.), ha mancato per un pelo il servizio nei balilla, ma (avendo ormai da tempo superato gli 83 anni), difficilmente potrebbe aver perso il lavoro causa Covid e tantomeno riuscirà ora a  recuperarlo.

Visto che l'ISTAT nell'invio dei plichi, debitamente notificati, non nota neppure questo particolare ho qualche dubbio sulla effettiva operatività e concretezza del nostro celebrato Istituto di statistica. 

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                                       MARCO ZACCHERA 


IL PUNTO   n. 817 del 28 maggio 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: MOTTARONE: TRISTEZZA, VERGOGNA, INDIGNAZIONE - I CENTO GIORNI DI DRAGHI – ERRORI DEL CENTRODESTRA – LETTA ROBIN HOOD  

 

TRISTEZZA, VERGOGNA, INDIGNAZIONE

Tutti noi che viviamo e siamo cresciuti nelle   cittadine  intorno   al   Lago   Maggiore stiamo vivendo con disperazione e sconcerto quanto avvenuto domenica con lo schianto della funivia Stresa-Mottarone.

Era una giornata bellissima, limpida e piena di sole, la prima di libertà dopo il Covid: impensabile che sia finita con questa tragedia e appare incredibile la serie di responsabilità che sembra l’abbiano causata.

Un dolore profondo per le vittime, l’incredulità, la vergogna - quasi - per non essere stati in grado di evitarla con la  intima consapevolezza del  dolore  provocato e delle conseguenze sul turismo locale, ma - prima di tutto - questa partecipazione profonda e vera, piena di tristezza, per un evento che ha travolto tutti, un dolore che non passa.

Due soli punti d’orgoglio: la tempestività nei soccorsi con l’evidente preparazione di chi è intervenuto subito per salvare almeno il piccolo Eitan e la celerità e lo scrupolo  delle indagini, con un grazie doveroso quindi per i tanti volontari impegnati e alle Forze dell’ordine, oltre a chi sta indagando con estrema serietà.

E’ troppo poco, lo comprendiamo tutti, ma è un punto fermo sul quale almeno raccogliersi per ripartire.

Quel punto sul Mottarone che domenica era pieno di elicotteri l’ho davanti agli occhi da sempre, tutti i giorni: adesso è diventato un pensiero fisso, ma una vista che non è e non sarà mai più come prima.

 

I CENTO GIORNI DI DRAGHI 

Sono ormai passati i famosi "cento giorni" dall'avvio del governo Draghi ed è giusto fare finalmente un primo bilancio.

Il 50,6% degli italiani - stando ai media - approva l'operato del governo, anche se la stima del premier appare maggiore e proprio questa sensazione è  un primo punto di partenza.

Personalmente apprezzo Draghi: dimostra di essere persona di valore, di avere capacità di sintesi e mediazione e - soprattutto - non dà una impressione narcisistica di spasmodica ricerca dell'auto-promozione come era diventata una caratteristica ormai insopportabile dell'ex premier Conte.

Draghi è sobrio, si è auto-cancellato l’emolumento, parla il meno possibile dando l'impressione che parlerebbe anche di meno tenendo un profilo schivo, come tutti i banchieri di razza che non vogliono mai apparire, ma stando davanti ai numeri sanno lavorare in profondità.

A Draghi era stato chiesto di muoversi su due priorità: vaccinazioni e preparazione del Recovery Plan per avere i soldi europei.

Sul primo punto ha il merito di aver stroncato il malaffare che spadroneggiava dietro ad Arcuri (su cui sarebbe opportuno ulteriormente approfondire) e con la scelta "tecnica" del generale Figliuolo ha fatto ripartire una campagna vaccinale che appariva scoordinata.

Una realtà di numeri meno brillante di come hanno annunciato troppe fanfare, ma non è colpa di Draghi se l'Europa si è persa in contratti-capestro e connivenze evidenti con i big dei farmaci.

Proprio verso l'Europa Draghi dimostra di avere esperienza e credibilità: mentre si appanna la stella della Merkel in via di pensionamento è proprio Draghi a crescere in visibilità nella UE tanto da ottenere per lo meno attenzione per i guai italiani, ben ricordando di avere alle spalle una credibilità-paese prossima allo zero.

Al netto delle sirene non disinteressate l'Italia si è così presentata con Recovery Plan più coerente e serio di prima ed attende con ansia i primi spiccioli, anche se tra il dire e il fare (ovvero di saper poi attuare i progetti) ne passa.

Draghi appare impermeabile alle polemiche, usa buon senso, tira diritto anche perché si ritrova con una maggioranza numericamente enorme ma divisa all’interno.

Godendo di buona stampa - avendo coinvolto quasi tutti nel coro - alla fine il punto debole di Draghi è proprio la sua maggioranza, un caleidoscopio che sta insieme per necessità e non per convinzione, barcamenandosi su molti temi dove tutti vogliono avere la propria visibilità mettendo le dita negli occhi al vicino.

Fino ad oggi, comunque, sono state rose e fiori: finita la luna di miele le difficoltà cominciano adesso.

Vengono e verranno al pettine infatti tutti i nodi rimandati da Conte, nascosti da Renzi, dimenticati da Letta e aggravati da una pandemia che ha fermato quasi tutto. Ci sono infinite materie per litigare in maggioranza: il blocco dei licenziamenti, un’economia che non “tira” e va fatta ripartire, una situazione sociale difficile, mance demagogiche diventate perpetue come i vari redditi di cittadinanza, l’Alitalia da far ri-decollare (?), gli sbarchi che crescono e – soprattutto – la cabina di regia da far funzionare in chiave europea dove le pressioni, le lobby, le istanze categoriali saranno fortissime.

Alla fine ad oggi per Draghi ne esce una pagella del primo trimestre con sostanziali sufficienze, qualche "buono" in materie orali, ma con la necessità di un giudizio più approfondito quando cominceranno ad arrivare i soldi di Bruxelles da mettere veramente a frutto.

Sullo sfondo i nuvoloni neri che crescono in una maggioranza pronta a sgambettarsi a vicenda e dove i troppi galli nel pollaio rischiano di rallentare il lavoro generale.

 

CENTRODESTRA: GLI SBAGLI NON PAGANO

Niente da fare, nel centro-destra ci sono tipi testardi e per scegliere i candidati si continua a sbagliare nei tempi e nei metodi.

Neppure un pò di umiltà nel capire che qualche volta bisogna imparare  anche dagli avversari e - anzichè calare dall'alto candidature più o meno credibili - bisognerebbe soprattutto ascoltare di più cosa ne pensano davvero iscritti ed elettori.

Alludo al solito metodo (perdente) di scegliere candidati - soprattutto quelli a sindaco – perdendo mesi ai tavoli di vertice senza procedere ad iniziative tipo le "primarie" ovvero proponendo alcuni mesi prima mdi ogni elezione delle rose di candidati fra cui far  scegliere “dal basso” gli sfidanti, persone che sappiano rappresentare meglio  chi poi li voterà.

Un buon chirurgo, un imprenditore di successo o un giornalista TV non possono inventarsi sindaco il giorno dopo se non hanno una certa esperienza amministrativa e questo soprattutto nei grandi comuni dove la conoscenza dell'apparato e dei problemi è un aspetto essenziale non fosse che per non farsi massacrare dall’apparato.

Eppure, dopo mesi di chiacchiere, siamo ancora qui a discutere di nomi più o meno credibili per Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna senza che gli elettori abbiano mai potuto esprimersi.

Lo faranno ovviamente il giorno delle elezioni e non è un caso se – puntualmente-  alla fine anche una parte di elettori di centro-destra, al di là delle proprie opinioni politiche, sceglie e sceglierà, come quasi sempre, altri candidati. 

Temo finirà 0-5, un disastro. I parenti sono avvertiti.

 

IMPOSTA DI SUCCESSIONE: ARRIVA ROBIN HOOD

Non mi scandalizzo per la proposta del segretario del PD Enrico Letta di tassare di più le successioni, ma piuttosto sono molto scettico sui suoi  risultati.

Per cominciare credo che ben pochi lascino in successione oltre 5 milioni di patrimonio ai propri cari, anche perchè si presuppone che chi è ricco sappia tutelarsi e ci sono mille modi (legali) per evitare questo tributo. Oltretutto Letta ha parlato dell’1% di interessati (ovvero 60.000 italiani) ma pare che le denunce over 5 milioni siano solo 800 e più che il valore del patrimonio (per esempio in caso di immobili) andrebbe allora piuttosto considerato il reddito.

Mi fa sorridere invece la demagogica proposta di destinare i soldi raccolti per destinare 10.000 euro a ciascun diciottenne. Premesso che circa 500.000 diciottenni per 10mila euro a testa farebbero circa 5 MILIARDI (!) e che quindi Letta ha sparato a salve senza neppure fare i conti perché premiare proprio i diciottenni e non chi ha un anno in più e soprattutto darli in dote a tutti, lo si meriti o meno?

Forse sarebbe meglio destinare comunque più fondi ai giovani che vogliono iniziare una attività o a ridurre le tasse universitarie con crediti di studio: i regali "generalisti" diventano  spesso frutti avvelenati.

A meno che Letta ai dettagli non ci abbia neppure pensato, preso dalla assoluta necessità di lanciare slogan alla Robin Hood “per togliere ai ricchi” e quindi fare scalpore, nella fregola di declamare (finalmente) "qualcosa di sinistra"...

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                              MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 816 del 21 maggio 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: HAMAS VS ISRAELE – COVID:  ECCO LE RESPONSABILITA’ DELL’OMS  -  FIGLIUOLO, FIGLIUOLO… - IMMIGRAZIONE TRA IPOCRISIE E (IR)RESPONSABILITA’ – ALLINEATI, ZITTI E COPERTI – CIAO MARCO

 

Chissà se i lettori de IL PUNTO si siano resi conto di quanto le mie piccole note spesso “anticipano”  le questioni dei giorni successivi e relative polemiche.

Per me è una piccola soddisfazione, scoprendo di avere a volte un briciolo più di esperienza e logica rispetto a certi personaggi che in TV vanno per la maggiore…

 

CONTINUO A STARE CON ISRAELE

Ho ricevuto parecchi commenti ma anche insulti per aver scritto la settimana scorsa il pezzo “Io sto con Israele”, ma devo dire che me lo aspettavo perché non c’è nulla di più dividente che la politica medio-orientale.

Tra missili e rappresaglie, in questi giorni si è riletto un tragico e scontato libro già scritto più volte, ma mi ha colpito come pochi abbiano preso in considerazione le responsabilità politiche mondiali che stanno dietro agli scontri.

Non c’è dubbio che l’opinione pubblica sia perplessa e critica quando Israele colpisce dei civili, ma senza capire (e forse sapere) che quelle migliaia di missili sparati da Gaza sono pur stati venduti - o offerti - da qualcuno, che i contro-missili di “Iron Dome”  colpiscono esattamente i punti partenza in modo automatico e che quindi quei razzi sono VOLUTAMENTE sparati da scuole ed asili per sfruttare poi politicamente quei morti innocenti.

Certo che anche Israele ha delle responsabilità, così come la tensione è utile per creare e sciogliere alleanze politiche interne israeliane, ma è la strategia che sta dietro agli scontri che va politicamente denunciata.

Grazie alla crisi Abu Mazen ha potuto rinviare le elezioni (che probabilmente avrebbe perso) e l'Iran – grande fornitore delle armi ad Hamas -  si è rimesso in gioco rompendo l’isolamento in cui lo aveva messo il bieco Trump.

Questo anche perché tutti i “buonisti” del mondo chiedono “pace-pace” ma spesso non ammettono né chiedono il contestuale riconoscimento di Israele, primo passo per trattare davvero una pace possibile.

Se qualcuno ha comunque voglia di documentarsi un pò si legga intanto lo Statuto di Hamas (per esempio su www.cesnur.org ) e liberamente ne tragga le sue conclusioni.

LEGGETELO SUL SERIO, PERO’,  PERCHE’ LA REALTA’ A VOLTE SUPERA TRAGICAMENTE LA FANTASIA e - leggendolo - capirete molte cose, magari riflettendo che siamo nel 2021, non nel medioevo.  

Sarà mai possibile la pace se (art. 11) ” Il Movimento di Resistenza Islamico crede che la terra di Palestina sia un sacro deposito (waqf), terra islamica affidata alle generazioni dell’islam fino al giorno della resurrezione. Non è accettabile rinunciare ad alcuna parte di essa. Nessuno Stato arabo, né tutti gli Stati arabi nel loro insieme, nessun re o presidente, né tutti i re e presidenti messi insieme, nessuna organizzazione, né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite hanno il diritto di disporre o di cedere anche un singolo piccolo pezzo di essa, perché la Palestina è terra islamica affidata alle generazioni dell’islam sino al giorno del giudizio (…) Questa è la regola nella legge islamica (shari’a), e la stessa regola si applica a ogni terra che i musulmani abbiano conquistato con la forza, perché al tempo della conquista i musulmani l’hanno consacrata per tutte le generazioni dell’islam fino al giorno del giudizio…”

Oppure (articolo 13) “Le iniziative di pace, le cosiddette soluzioni pacifiche, le conferenze internazionali per risolvere il problema palestinese contraddicono tutte le credenze del Movimento di Resistenza Islamico (…) Non c’è soluzione per il problema palestinese se non il jihad (“la guerra santa”).

OMS, TRA POLITICA E AMARE VERITA’

E’ uscito nei giorni scorsi un libro: “Il pesce piccolo, una storia di virus e di segreti” edito da Feltrinelli e scritto da Francesco Zambon, veneziano, già funzionario per 13 anni della Organizzazione Mondiale della Sanità fino alle sue (imposte) dimissioni dall’ OMS nel marzo di quest’anno.

Una denuncia serrata – ed oggetto di indagine da parte di diverse Procure, che mi auguro vadano fino in fondo – sui clamorosi “buchi” della sanità italiana con le precise responsabilità del ministro Speranza e del suo staff per quanto riguarda i piani di contrasto alle pandemie con un piano nazionale fermo al 2006. 

Il libro apre però una nuova luce – decisamente inquietante – soprattutto sull’OMS, che da organismo ONU per aiutare la salute di tutti si è trasformato in un carrozzone politico che porta delle pesantissime responsabilità per la pandemia di Covid che sta squassando il mondo.

Nonostante le censure a livello mondiale emergono però sempre più chiaramente  le responsabilità morali, sanitarie e “politiche” dell’OMS e dei suoi dirigenti a cominciare da quelle del direttore, Tedros Adhanom Ghebreyesus, già problematico ministro della salute in Etiopia dal 2005 al 2012.

Un paese, l’Etiopia, che  – cosa sconosciuta ai più – è diventato uno dei più strutturati avamposti cinesi in Africa e che politicamente, economicamente e militarmente dipende  ormai da Pechino rappresentandone gli interessi in tutto il continente e specialmente nel Corno d’Africa.

Nel libro di Zambon emergono le strategie di Pechino nel controllo del mondo e come vengano stroncati quei paesi che la Cina non vuole ammettere neppure che esistano come Taiwan, dove però il Covid è stato contenuto e vinto con minime perdite umane.

Una realtà molto interessante, un sistema medico e di tracciamento all’ avanguardia, ma che per Pechino è solo (da 70 anni) “una provincia ribelle”. Succube e silenzioso, l’intero consesso mondiale è sembrato docilmente inchinarsi a Pechino senza considerare che il “Modello Taipei” avrebbe potuto forse far risparmiare milioni di morti e sicuramente che Taiwan ha comunque lanciato l’allarme COVID ben prima che le autorità di Pechino (e l’OMS) ne ammettesse perfino l’esistenza.

Ad oggi solo per motivi politici Taiwan  non è neppure ammessa nell’OMS e guai a quei paesi che ne  chiedono il riconoscimento almeno sostanziale, se non formale.

Una vera omertà che è proseguita quando l’anno scorso una risoluzione dell’Assemblea mondiale della salute ha affidato a tredici personalità internazionali il compito di indagare su perché il coronavirus fosse dilagato nei Paesi Oms in maniera così devastante.

I tredici hanno rapportato  che le più grandi responsabilità ricadono proprio sull’Oms. «Viviamo nel ventunesimo secolo, ma ci siamo comportati come nel Medioevo», ha denunciato la co-presidente della commissione d’inchiesta, l’ex premier neozelandese Helen Clark, così come l’altra guida del gruppo dei tredici, l’ex presidentessa liberiana Ellen Johnson Sirleaf , premio Nobel per la Pace nel 2011.

Report clamorosi ma poco diffusi, anche perché la decisione di Donald Trump di schierarsi apertamente contro l’OMS denunciandone le inefficienze ha avuto come conseguenza una sua preconcetta difesa d’ufficio da parte di tutti gli “anti-Trump” del mondo, italiani compresi, e in questo senso va anche la recente decisione di Biden di rimettere gli USA alla testa dei paesi “donatori” dell’OMS.

Alla fine la politica ha contato e conta tuttora più del buonsenso e della trasparenza: a pensarci è veramente una assurda, ipocrita follia.

 

FIGLIUOLO, FIGLIUOLO…

Curiose alcune dichiarazioni del generalissimo Francesco Figliuolo nel suo quotidiano tour tra le regioni, ovvero che le vacanze degli italiani andranno programmate sulla base delle rispettive date vaccinali.

Se lavorasse nel turismo non la penserebbe così e intanto gli si potrebbe far osservare che quota 500.000 di dosi giornaliere sono tuttora una chimera, che il sito del ministero è in tilt da alcuni giorni e le tanto strombazzate “vaccinazioni in azienda” sono ferme al punto di partenza perché mancano i vaccini, nonostante migliaia di annunci.

Aprire poi le prenotazioni alle classi sempre più giovani è un’ottima cosa, ma i tempi si allungano e restano in coda milioni di “prenotati” che continuano ad aspettare.

La realtà è infatti diversa e più slow rispetto agli annunci, così come il governo sembra ignorare che – ad oggi – un turista straniero che volesse venire in Italia al rientro nel suo paese d’origine deve mostrare un test “molecolare” di negatività, anche se è già vaccinato.

Ovvio che la gran parte dei turisti stranieri stia a casa propria o scelga altre nazioni turisticamente concorrenti all’Italia e che si auto-dichiarano “Covid Free” in area mediterranea.

 

IPOCRISIE E RESPONSABILITA’

"L'Ue è solidale con Ceuta e la Spagna. Abbiamo bisogno di soluzioni europee comuni per gestire le migrazioni. Possiamo raggiungere questo obiettivo se raggiungiamo un accordo sul nuovo Patto sulla migrazione", ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con riferimento alla ondata di irregolari marocchini verso Ceuta, enclave spagnola in Africa.

Sublime ipocrisia: dall’inizio dell’anno in Sicilia sono arrivati più di 14.000 immigrati irregolari, l’Europa non se li fila per nulla, l’Italia deve arrangiarsi e a far sbarcare clandestini in Sicilia sono navi ONG di altre nazioni europee. Con chi se la prende Madame Ursula, se è lei stessa la responsabile della cecità e del menefreghismo dell’UE ?

Da tedesca a tedesca chissà se poi si sarà congratulata con la capitana Carola Rackete, benedetta dalla procura di Agrigento con il solito “non luogo a procedere” pur avendo speronato una motovedetta della Guardia di Finanza entrando clandestinamente in porto a Lampedusa, eroina di mille battaglie.

“Grazie Carola per aver messo il tuo corpo in questa battaglia di civiltà’ “ ha dichiarato  Roberto Saviano…addirittura! Francamente siamo all’apologia.

Voi comunque evitate di investire "per motivi umanitari" una pattuglia della GdF o dei Carabinieri perchè temo NON sareste coperti da impunità "politicamente corretta".  

 

ALLINEATI E COPERTI

Certo il premier Draghi - peraltro per molti versi capace ed apprezzabile, come per aver rinunciato allo stipendio da primo ministro  - non può lamentarsi di non essere ben coperto dai media.

"Draghi: è scudo anticrisi, 5 miliardi per il lavoro", "Sostegni bis, fondi per le famiglie e i comuni" "Sanità: potenziate le strutture con 600 psicologi",  "Sgravi per chi assume, sussidi agli stagionali!",  "Discoteche e sale giochi: arrivano risorse ad hoc",  "Reddito di emergenza per quattro mesi in più"…

Sono solo i titoli di apertura di un normale numero de LA STAMPA di Torino (nel caso quello di mercoledì 18 maggio) giornale – come quasi tutti – che nei suoi titoli e commenti è LEGGERMENTE filo-governativo.  

Mi sa che certi atteggiamenti iper-plaudenti della stampa italiana soprattutto alla “sinistra di governo” siano a volte molto simili a quelli tenuti 85 anni fa nei confronti del capo del governo del tempo e predecessore di Mario Draghi, tale cav. Benito Mussolini.

 

CIAO MARCO

Cinque anni fa - corre il tempo! - ci lasciava Marco Pannella.

Non ho condiviso diverse delle sue battaglia mentre ne ho appoggiate altre, ma sicuramente il tempo conferma come sia stata una persona di spessore, coerente con le sue idee, un gigante rispetto a troppi nanetti che si vedono in giro.

Un personaggio che ha lasciato una traccia, un ricordo, una testimonianza di vita e di non violenza alla cui memoria tutti  portano e devono rispetto

 

 

Un saluto e buona settimana a tutti!                                        MARCO ZACCHERA 


IL PUNTO   n. 815 del 14 maggio 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: IO STO CON ISRAELE – GIUSTIZIA MALATA - CENTRO-DESTRA: GUAI IN VISTA?  – SBARCHI, SIAMO DA CAPO – I NUMERI DI FIGLIUOLO - CINQUE PER MILLE

 

IO STO CON ISRAELE

Non c’era nessuna ragione seria (risibile quella dello sfratto di alcuni inquilini arabi, peraltro sospeso dalla Corte di giustizia israeliana) per far  ricominciare gli scontri a Gerusalemme, mentre non è casuale che contemporaneamente siano stati lanciati da Gaza centinaia di missili su Israele da case civili, quasi a volere provocare la scontata rappresaglia.

Certamente si dovrebbe lavorare tutti per portare avanti il concetto del “due popoli, due stati”, ma è altrettanto certo che con i razzi, volutamente, si distrugge ogni possibile intesa.

Io sto quindi con Israele, senza se e senza ma, e mi spiace che l’Italia e l’ Europa non abbiano il coraggio di prendere una posizione chiara e non pilatesca.

Salgono però immediate le critiche per le sanguinose rappresaglie israeliane, senza considerare che Israele è sotto attacco ed è l’unica democrazia del Medio Oriente: forse l’ Occidente dovrebbe ogni tanto ricordarselo meglio.

Motivi veri della nuova crisi? Per esempio  che serviva una scusa ad Abu Mazen per rinviare ancora una volta le elezioni, con Hamas che vuole invece confermare la sua potenza militare rispetto alla direzione politica palestinese mentre l’Iran punta a vanificare i nuovi rapporti pacifici costruiti da Trump nell’area mediorientale.

Intanto – piaccia o meno ai democratici nostrani ed esteri – Joe Biden, per ora, si dimostra molto debole, insicuro ed incerto.

 

GIUSTIZIA: TROPPI SILENZI

Ci sono notizie importanti che i TG non trattano e vengono relegate nelle pagine interne così il grande pubblico non le capisce e forse neppure le immagina.

Quanti sono interessati al fatto che il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), formalmente  presieduto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (vice presidente “operativo” Davide Ermini - già parlamentare PD - a suo volta succeduto a Giovanni Legnini, altro esponente PD)  NON poteva nominare Michele Prestipino procuratore di Roma ed ha tenuto una condotta del tutto censurabile facendo scelte illegittime? Lo ha stabilito in settimana il Consiglio di Stato confermando dunque la sentenza del Tar del Lazio.

Si suole dire nell’ambiente giudiziario che questa nomina vale “due ministeri” per l’enorme potere che il capo della procura di Roma può avere su migliaia di processi, sulla politica, sulle indagini, sulle intercettazioni conseguenti, sulle pressioni che ruotano intorno a questo posto-chiave, il più importante incarico per un magistrato in tutta Italia… Eppure la notizia non se l’è filata  quasi nessuno.

Conseguenti enormi sulla gestione della Magistratura, ma tutto in un ovattato silenzio: non bisogna mai disturbare i manovratori?! E’ la domanda che tutti gli italiani dovrebbero porre ai giudici, ma anche - o soprattutto - al presidente Mattarella.

 

CENTRO- DESTRA: GUAI IN VISTA ?

Elettoralmente - e nei sondaggi - la scelta è stata sicuramente vincente: con Matteo Salvini al governo e la Meloni all’opposizione si coltivano due elettorati teoricamente opposti e diversi, ma insieme agli altri partner minori – come è diventata Forza Italia e il drappello di movimenti centristi – significa che il centro-destra ha teoricamente i numeri per governare il paese.

Teoricamente, perché quando c’è da scendere candidati per gestire insieme il territorio sono dolori, così come non sarà facile costruire una coalizione di governo quando, prima o poi, si andrà pur a votare.

La tattica vince, ma la strategia non c’è (o almeno non la si vede) e i nodi vengono al pettine – per esempio – giù per scegliere i prossimi candidati a sindaco con il rischio di rinnovare uno 0 a 4 tra Roma, Milano, Torino e Napoli. 

Solo Albertini a Milano – che avrebbe rinunciato proprio per questa reciproca freddezza – poteva avere i numeri per giocarsela quasi alla pari con il favoritissimo Sala, baciato perennemente in fronte anche dai media e sempre graziato dai giudici.

A Roma è tuttora notte fonda (che ci azzecca Bertolaso?)  così come a Torino, dove  il candidato unitario più probabile si chiama Paolo Damilano e - se già l’assonanza fa sorridere - il problema è che i voti intercettabili sembrano insufficienti per andare oltre il ballottaggio. A Napoli Catello Maresca – candidato in pectore – nei sondaggi non va oltre il 30%.

Bene i leader insomma per la propria visibilità, ma dietro non escono nomi travolgenti.

Poi c’è Roma, dove bisognerebbe immaginare un colpo di teatro magari con una proposta-choc, ovvero un appoggio “tecnico” a Carlo Calenda, tenuto conto che nei sondaggi quasi la metà del campione è ancora incerto. Sembrerebbe a prima vista una bestemmia, ma – posto che a destra un nome vincente non c’è - aprirebbe un’ulteriore frattura a sinistra con un candidato che parte già da un suo  10%.

Certamente Giorgia Meloni avrebbe questa volta ottime possibilità se si candidasse a sindaco, ma rischierebbe di bruciarsi viste le condizioni politico-amministrative della Capitale per la quale più che un sindaco servirebbe forse un “Governatore” di nomina regia, capace di imporsi in una situazione abbastanza disperata. 

Ma torniamo al punto di partenza: a parte le amministrative, decollerà o meno un centro-destra condiviso? E’ nella logica delle cose, ma il complicato rapporto dentro e fuori il governo non agevola  e la crescente avanzata di Fratelli d’Italia imbarazza la Lega dove crescono i malumori verso i “Fratelli” che riempiono quello spazio fisiologico che un partito di governo – cedendo forzatamente a compromessi – lascia libero per quell’ampia fetta di elettori delusi che esistono sempre.

Un’area che può crescere se Draghi non riuscisse a surclassare i suoi predecessori cambiando radicalmente il paese che - purtroppo - spesso non lo vuole  per niente.

Oggi sia Salvini che la Meloni appaiono concorrenziali e va dato atto a quest’ultima di aver portato Fratelli d’Italia su posizioni perfino più trasversali e politicamente moderne del concorrente – vedi le recenti aperture a Biden - che batte e ribatte soprattutto su alcuni temi-chiave (per esempio quello dell’immigrazione) che sta tornado  fatalmente ad esplodere, con probabili ripercussioni al governo.

Gioca a favore della Meloni anche l’essere l’unica donna leader italiana e una sua indubitabile verve, ma pesa su di lei una forte “romanicità” che impedisce al partito di radicarsi soprattutto in quei territori dove la Lega amministra a livello locale.

Per contro va dato atto a Salvini di tenere bene la rotta al governo, con una buona dose di visibilità e di coerenza su temi irrinunciabili per il proprio elettorato.

Non è un caso che da qualche settimana entrambi i partiti risultino in crescita e in vista di elezioni generali determinante sarà alla fine il sistema elettorale che ad oggi sposta i numeri più sulle liste (bloccate) che i singoli collegi. Logico, quindi, che la visibilità sia tutto, anche per una certa sovrapponibilità dell’elettorato e che quindi, anche se vi possono essere condivisioni di fondo, almeno a breve tra Matteo e Giorgia sarà quotidiana battaglia di commandos.

 

SBARCHI: SIAMO DA CAPO

Non c’è niente da fare: gli anni sembrano passare invano e con l’arrivo dell’estate il problema dei clandestini in arrivo via mare riprende puntualmente nel generale disinteresse europeo.  

Sbarchi annunciati (oltre 1000 solo domenica a Lampedusa), anche se arriva solo chi ce la fa, e gli oltre 130 migranti che sono scomparsi in mare a fine aprile nel solo Canale di Sicilia sono stati le avanguardie di una tragedia che rischia di surriscaldarsi con il moltiplicarsi delle traversate. Almeno 350 vittime dall’inizio dell’anno rispetto al centinaio (presunto) del 2020, aprendo il solito dibattito: responsabilità di chi non recupera in mare o di chi fa partire migranti con mezzi del tutto inadeguati?

Di certo c’è solo che con il miglioramento delle condizioni climatiche riprenderà in grande stile il traffico di clandestini verso le coste del nostro paese creando problemi

umanitari, politici e anche sanitari nella consueta bagarre di polemiche.

Già nella “bassa stagione” - ovvero nei mesi invernali - i passaggi “ufficiali” (cioè solo quelli intercettati) si sono incrementati in maniera esponenziale: dai 1.009  del 2019 ai 4.184 raccolti l’anno scorso ai 12.894 censiti quest’anno (dati fino al 10 maggio) che – tenuto conto dei consueti ritardi nelle registrazioni ufficiali del Viminale - portano già il numero a superare probabilmente i  15.000 passaggi.

Tutto ovviamente senza contare quelli che sono sbarcati senza lasciare traccia o sono

stati trasportati direttamente ai più convenienti punti di sbarco delle nuove “spiagge sicure”  che  nel  frattempo si  sono  moltiplicate  in diversi  punti del  Mezzogiorno bypassando la Sicilia.

Che sempre di meno si tratti di migranti “politici” ed umanitari è anche confermato dai numeri: dall’inizio dell’anno i paesi da cui maggiormente provengono i migranti sono la Tunisia (1.716), la Costa d’Avorio (1.292) e il Bangladesh (1.216) ovvero paesi nei quali non vi sono in corso guerre civili o religiose e che quindi danno vita ad un movimento solo di migranti “economici” .

Notevole anche il numero dei minori non accompagnati, oltre il 15% del totale, il che significa che funziona a pieno ritmo la macchina degli scafisti e la catena organizzativa alle loro spalle, perché è evidente che questi ragazzi non possono certo arrivare da soli sulle coste libiche per avviarsi alla partenza.

Dopo   tanti   anni   la   questione   non   solo   non   è   stata   risolta,   ma   si   è incancrenita tenuto conto dell’esiguità del numero di  scafisti arrestati mentre  l’Europa è nuovamente sparita dall’orizzonte: non si sono concretizzate le tante (troppe) promesse di ripartizione “automatica” degli arrivi (vero, ministro Lamorgese?) e Italia, Grecia e Spagna devono arrangiarsi.

Alla vigilia dell’estate siamo insomma al punto di sempre e anche su questo tema Draghi dovrà quindi dimostrare di contare di più in Europa: gli anni sembrano essere passati invano, nella nostra consueta confusione di rapporti con la Libia, la Tunisia ed ovviamente Bruxelles.

(questa è la sintesi di una mia analisi più vasta apparsa su “Formiche”, rivista online  dove spesso pubblicano miei articoli: chi è interessato a leggerli li cerchi su " Formiche.net")  

...QUANTE VOLTE, FIGLIUOLO?

Ma non si doveva arrivare a 500.000 vaccini al giorno già a metà e poi a fine aprile? Scusate, non per essere pignoli, ma siamo ancora ben lontani da questa media e dopo il “miracolo” della quota raggiunta proprio il 29 e 30 aprile (che combinazione!) le vaccinazioni quotidiane sono scese e nell’ultima settimana la media è di 466.000 al giorno (ieri fino alle 21 solo 334.000).

In TV però questo non lo dice nessuno, così come che il “gregge” abbia per ora raccolto solo il 13% degli italiani: per raggiungere il fatidico  70%  ne manca ancora il 57% e siamo già arrivati a metà maggio, dopo 139 giorni di campagna vaccinale.

 

APERTA LA CACCIA AL 5 PER MILLE

E' iniziata la pioggia delle pubblicità sui media per intercettare la nostra firma sulla dichiarazione di redditi a favore di Enti, Chiese, Partiti, Associazioni benemerite, ricerca, ecc.ecc. Uno vorrebbe aiutare tutti, ma chi lo merita di più? Servirebbe comunque un po' più di trasparenza, per cominciare fornendo la possibilità di vedere bilanci certificati e indici di rapporto tra spese generali e raccolta (quanti sanno che alcuni Enti di aiuto internazionale spendono quasi l’80% per spese organizzative e pubblicitarie?) e soprattutto con qualche garanzia su come vengano poi spesi i soldi raccolti, altrimenti finisce come i fondi della PROTEZIONE CIVILE raccolti l’anno scorso di cui nessuno ha mai saputo né i totali raccolti né come questi soldi siano mai stati spesi, altro che trasparenza.

 

 

Un saluto a tutti e buona settimana                                   MARCO ZACCHERA




IL PUNTO  n. 814 del 7 maggio 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: FUOCHERELLI DI CRISI – DA LIVATINO ALLA MAGISTRATURA SENZA CREDIBILITA’ – FEDEZ E LA RAI – COPASIR – NUOVE DIPENDENZE – BRAVO BIDEN

 

FUOCHERELLI DI CRISI 

Gli incendi nascono sempre per una sigaretta o un cerino rimasti accesi e che poi si propagano con un fuoco inarrestabile. 

Da qualche giorno si vede salire un filo di fumo dalle parti del dal governo: giochi inoffensivi o crisi all’orizzonte?

Non c’è dubbio che tenere insieme Lega e M5S, PD con Renzi, tecnici e gruppetti vari imponga a Draghi molta pazienza, soprattutto tra la comprensibile voglia di visibilità di ciascun partner.

I media fanno di tutto per puntellare la baracca, ma il fiammifero è pericolosamente acceso: consiglierei di allontanare materiali (problemi) infiammabili, ma su alcune tematiche (tipo priorità del PNRR, immigrazione, coprifuoco, alleanze) bisognerà prendere presto posizioni condivise o – pur di non propagare l’incendio – temo si passerà alla surgelazione, rimedio che in passato si è dimostrato peggiore del male.

 

DA LIVATINO ALLA MAGISTRATURA (OGGI) SENZA CREDIBILITA’

Domenica prossima,  Rosario Livatino verrà proclamato beato.

Quando, il 21 settembre 1990, il giudice Rosario Livatino fu ucciso dalla mafia non lo conosceva nessuno, ad eccezione dei suoi aguzzini: lavorava al Tribunale di Agrigento occupandosi prevalentemente di sequestri e confische di beni sottratti ai mafiosi, non era protetto, viaggiava sulla sua utilitaria  e non si nascondeva. Cattolico fervente, è morto crivellato di colpi e come lui sono poi morti negli anni Falcone, Borsellino e tanti altri giudici, magistrati e inquirenti di grande valore.

Eroi perché erano consci di rischiare, ma per onore e per dovere non si sono fermati rappresentando oggi alcuni dei pochi esempi di unanime riferimento ideale di un’Italia spesso divisa e senza principi  morali.

Che desolante confronto tra quegli esempi luminosi di veri servitori dello Stato e buona parte della magistratura di oggi!

Se giudici corrotti nella storia ci sono sempre stati, mai il livello di credibilità generale della magistratura italiana è caduto così in basso, con circa due terzi dei cittadini che – intervistati - la ritengono insufficiente, lenta, spesso di parte e poco credibile.

D'altronde non si era ancora riusciti ad insabbiare il “Caso Palamara” che è scoppiata un’altra grana per i vertici della iper-politicizzata magistratura italiana e questa volta nel tritacarne sono finiti il pm milanese Paolo Storari, l’ex componente del CSM e politicissimo Piercamillo Davigo ma anche (o soprattutto) il potente procuratore di Milano, Francesco Greco. Tutti, tra l’altro, esponenti delle correnti di sinistra della magistratura. 

In poche parole Storari, dopo aver riscontrato presunte inerzie da parte dei vertici della “sua” procura milanese nell’avviare le indagini sulle rivelazioni di un legale (tra cui la presunta esistenza di una loggia massonica di magistrati) dopo sei mesi di vana attesa si era rivolto a Davigo per sollecitare un intervento del CSM, a suo dire come forma di autotutela in caso di provvedimenti disciplinari perché - anziché indagare - temeva che i suoi capi inquisissero lui.

Dossier vari a fare da concime alle guerre intestine tra correnti con i consueti veleni incrociati, mentre adesso sul caso Storari-Davigo indagano (?) Roma, Perugia, Milano e Brescia: il solito pasticcio che finirà con il consueto nulla di fatto, anche perché chi indaga è poi a sua volta spesso indagato, oppure è stato nominato nella propria carica di indagante (come il chiacchieratissimo procuratore di Roma Michele Prestipino) proprio grazie all’aiuto del potenziale colpevole.

Il cittadino comune assiste impotente, l’informazione è approssimata e contorta: detto in parole povere, sembra si faccia apposta perché non ci si capisca mai niente. D'altronde veline, documenti, intercettazioni vanno e vengono tra questa e quella redazione, diventando merce di scambio per pressioni e ricatti. 

Così - al massimo - il solito cittadino normale si chiede come mai (se è vero) Greco avrebbe tenuto ferme per mesi carte così scottanti senza almeno verificare se fossero credibili o meno, oppure da quanti mesi quei documenti fossero nelle mani di giornalisti compiacenti (di Repubblica, Fatto Quotidiano ecc.) che - diffondendo invece altre intercettazioni - ci hanno inzuppato il pane per anni. Forse i cittadini vorrebbero una rassicurazione e un intervento dal “Primo Magistrato d’Italia” ovvero dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che però - come di consueto -  tace.

Sono mesi che dal Colle si attende in argomento un segno di vita, un gesto chiaro, un intervento deciso per tentare di avere finalmente un po' di chiarezza e pulizia ai vertici della magistratura italiana, ma forse Mattarella ha capito che - a pochi mesi dal suo potenziale reincarico presidenziale - meno parla meglio è, anche se agire sarebbe un Suo dovere costituzionale.

Sicuramente è quindi più semplice cavarsela solo con qualche scontato appello buonista e intanto (e soprattutto)  tirare a campare.

 

FEDEZ E LA RAI

Continuo sempre di più a chiedermi se gli italiani non si siano ridotti ad essere un popolo di stupidi, ma soprattutto di ipocriti.

Esempio clamoroso il "caso Fedez" ovvero il surreale dibattito sulle vere ed innegabili lottizzazioni Rai e relativi condizionamenti politici.

Tutti sappiamo che ci sono da decenni, che la sinistra ci ha fatto il nido, che l'informazione è opportunamente filtrata come gli ospiti negli studi, che gli autori sono lottizzati come i presentatori, i conduttori  ecc. ecc, eppure si fa finta di credere che Fedez abbia sollevato chissà quale scenario segreto.

Tutto parte dal "Concertone" del primo maggio, il summit demo-sindacal-politico-corretto che con il lavoro non c'entra nulla, se non che è diventato il passaporto ufficiale per attribuire la patente di democraticità e quindi per permettere ad artisti o  presunti tali  di auto-schieratisi politicamente e così di  riuscire poi a campare (bene) alla faccia del ceto operaio.

E’ proprio il caso di Fedez, quello che con la moglie Chiara Ferragni assomma patrimoni colossali, ma che - da buoni sinistri-chic – tuonano contro le discriminazioni e contemporaneamente girano in Lamborghini alla faccia dei lavoratori.

Partecipare al "Concertone" è garanzia di ortodossia sinistro-democratica e quindi garantisce poi spazi sui media, ingaggi, interviste, inviti e imbucate in TV con relativi diritti d'autore.  

Il problema però è che se canti e basta non fai più notizia.

Se invece canti (?) e scateni il "caso" allora sei un super-figo, come lo è stato Fedez, dimostrandosi un genio della comunicazione, ma tenendo conto dei babbei che gli sono andati dietro.

Ricapitoliamo: uno che si auto-filma e auto-registra una propria telefonata con uno sconosciuto dirigente Rai, lo provoca apertamente finchè non lo spinge a dire (o implorare) di non uscire troppo dal seminato visto che c'è la diretta ma nessun contraddittorio e poi fa diventare virale lo spezzone (solo quello) del proprio video…E’ o no un furbacchione? Lo è, anche se è evidente che aveva organizzato tutto prima, solo e soltanto per far crescere lo “scandalo”. 

Perchè Fedez e stato davvero un genio nel giocare sulle ipocrisie della TV di stato che milioni di volte offende il senso comune, è spudoratamente lottizzata e infeudata e fornisce info di parte (sinistra), ma grazie a lui è stata addirittura attaccata passando come omofoba e ovviamente  "fascista".

E si continua con la "Commissione di Vigilanza Rai" che non interviene davanti a  casi di abissale partigianeria (e di dileggio dei leader del centro destra) da Fazio in giù, ma che per Fedez si auto-convoca con urgenza mettendo sotto processo la struttura!

Notevole, davvero, come quegli italiani - fessi - che corrono dietro al Rapp radical-chic senza neppure sapere cosa dice la proposta di legge Zan in chiave di pro-omosessualità. Siamo insomma alla sublimazione dell’assurdo, ma soprattutto dell'ipocrisia con la Rai che adesso passa per essere colpevole di lesa maestà per mancata apologia dei diritti omosex:  Wow....

 

COPASIR: SI IMPONE CORRETTEZZA

Trovo profondamente scorretto che i presidenti di Camera e Senato non intervengano formalmente per sanare la situazione insostenibile ai vertici del COPASIR, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che per prassi è presieduto da un esponente dell’opposizione mentre è tuttora in mano a uno di governo.

Il Comitato in questi mesi è intanto di fatto bloccato in un momento di gravi tensioni internazionali e con i “servizi” sotto accusa per i potenziali servizietti resi a Renzi & C. su cui il parlamento dovrebbe vigilare. Se poi all’opposizione oggi c’è solo Fratelli d’Italia, piaccia o meno è a questo gruppo parlamentare che spetta la nomina.

Oltre 50 giuristi e costituzionalisti si sono già espressi in questo senso e il caso sta diventando una questione non solo politica ma di trasparenza, garanzia parlamentare e correttezza.

 

NUOVE DIPENDENZE

E' bastata una ruspa che ha involontariamente tranciato lunedì sera un cavo sotterraneo e la mia città con i paesi intorno per oltre 24 ore è rimasta isolata dal mondo.

Stop alle  mail, ma anche ai servizi bancari, postali, telefonici.  Stop al bancomat, all' uso delle carte di credito, all’emissione di fatture, ai rapporti commerciali, ai certificati: un delirio.

E così ci siamo scoperti tutti incredibilmente fragili, esposti, incapaci di avere altri modi di comunicazione alternativa. E' insomma una linea ADSL che - letteralmente - ci tiene in vita, ma proprio per questo chiunque può distruggerci o danneggiarci in un nanosecondo e anche questo dovrebbe farci pensare.

 

BRAVO BIDEN !

Sarà forse solo auto-pubblicità e tutto finirà in nulla, ma la dichiarazione di principio del governo Biden per rendere di uso pubblico i brevetti dei vaccini Covid è un segno importante e che va sottolineato. Mi auguro che la stessa decisione sia sostenuta dai governi europei, un modo concreto per aiutare il mondo.

Trovo assurdo ed immorale che le industrie farmaceutiche - che hanno ricevuto miliardi di dollari di aiuti pubblici per le loro ricerche - possano poi produrre e monopolizzare i vaccini vendendoli a super prezzi e centellinando le consegne, mentre muoiono milioni di vite umane.

Una Pfizer che annuncia ricavi per 75 miliardi di dollari con la gente che muore perché le licenze di produzione sono bloccate è sconcertante.

Il mondo deve avere la forza di concordare strategie chiare in casi come questi, tenuto conto che solo con i profitti ufficiali dichiarati  grazie ai vaccini dalle principali case farmaceutiche si sarebbero potuti vaccinare gratuitamente 1,3 MILIARDI di persone.

Desolante…

 

 

 Un saluto e buona settimana                                         MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 813 del 30 aprile 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: L’ARCANO PNRR – FINALMENTE GIUSTIZIA? – NUMERI E VACCINI – GENTE DI LAGO (CHE PURTROPPO SE NE VA…)

 

IL PIANO ARCANO

Ci sono diversi modi per leggere il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che già nel titolo ha un suo termine arcano: credo che neppure un solo italiano su 100 sappia con precisone cosa significhi “Resilienza” (letteralmente “Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi”) che però tutti fan finta di capire.

In poche parole è il piano di 336 pagine che – presentato, approvato e salutato in meno di due giorni dal Parlamento -  in settimana verrà spedito a Bruxelles e che dovrebbe rappresentare il futuro dell’Italia spendendo una somma enorme tra deficit e  fondi europei: quasi 250 miliardi.

Non so quanti parlamentari l’avranno letto nelle poche ore del “prendere o lasciare”, certamente leggerlo era interessante, ma forse sostanzialmente inutile.

Innanzitutto ci vuole pazienza perché si apre con un vocabolario di acronimi, ovvero di 98 sigle (se non le ho contate male) dal contenuto spesso misterioso, moltissime in inglese perché in italiano non fa fino.

Si parte complicandosi la vita passando dal WEEE (waste from electrical and electronic equipment) che sarebbero i rifiuti informatici al QUEST (quarterly european simulatoin tool) che più semplicemente vuol dire “simulazione trimestrale europea” all’UTM (unmanned traffic management system) ovvero “sistema di gestione del traffico” passando per l’EIGE (european institute for gender equality) ecc.ecc.

Un programma che comunque teoricamente rasenta la perfezione, la sublimazione del desiderio, l’inserimento di ogni necessità, utilità, speranza, convenienza degli italici destini.

Ripeto: non sto prendendo in giro nessuno, è che nelle 336 pagine c’è davvero una risposta a tutto e – se si realizzerà – difficile pensare che non ne uscirà un paese effettivamente più forte, bello, solidare, moderno.

SE si realizzerà, perché qui sta il punto. Pagina dopo pagina, missione dopo missione, obiettivo dopo obiettivo e una linea strategica positiva ma tutta teorica, perché quello che NON è scritto è CHI farà questo e quello, COSA sarà concretamente finanziato, almeno nelle linee prioritarie. Così come non è scritto CHI controllerà e come ci si dovrà comportare in caso di rallentamenti, sprechi e potenziali porcherie. 

Apprendere da Draghi – per esempio - che con il PNRR “verrà riformata la Giustizia” dopo decenni che se ne parla soltanto e ci vogliono anni solo per un dibattitto politico sulla prescrizione lascia perplessi. Che finalmente saranno poi risolte le differenze di genere (un tema che da qualche mese è al “top” delle chiacchiere) è una ottima teoria, vedremo se seguirà la pratica e così per il pluricentenario divario nord-sud o la transizione verde o quella informatica..

Anche perché non ho capito a chi si rivolgeva Draghi parlando alle Camere: al paese? Ma i cittadini non hanno e non avranno la minima possibilità di gestire nulla, né – pare – lo stesso Parlamento, vista la fretta dell’esame e dell’enorme serie di decreti che logicamente ne seguirà, tutti da approvare a scatola chiusa e con prevedibili voti di fiducia.

Quindi Draghi parla soprattutto a sé stesso e al suo team, perché tutto finirà sulle spalle del governo ed è un bene che si abbia oggi una maggioranza trasversale, forte e vastissima… ma che non avrà poi scuse in caso di “flop”.

Draghi è sicuramente la persona al posto giusto per predisporre le linee strategiche del piano che però camminerà poi con i ritmi italiani di un “sistema” che non so se rimarrà esente da corruzione, ritardi, interessi locali.

E’ probabile che l’Europa non approverà a “scatola chiusa” il provvedimento visto che i precedenti italiani di sprechi non depongono a nostro favore.

Qualche dubbio infatti è legittimo: difficile che una burocrazia pigra ed auto-referenziata immediatamente rinnovi sé stessa dandosi miracolosamente ed improvvisamente ritmi manageriali che non ha mai avuto. Ancora più difficile che la malavita non metta gli occhi sul pingue bottino per investimenti che – soprattutto al Sud -  non si era teoricamente mai visto.

Vogliamo sperare che tutto andrà per il meglio? Speriamolo pure, non costa nulla, ma la vera sfida è proprio questa: dare contenuti e realizzare programmi ambiziosi ma per ora del tutto teorici, sublime esercizio di buone intenzioni.

Tutti (salvo i NO TAV) vogliamo potenziare autostrade, ferrovie e porti, tutti siamo contenti se avremo alberghi rinnovati, ospedali efficienti, asili nido e scuole antisismiche, una pubblica amministrazione più snella, soldi per investire…ma COME?

Diciamocelo con onestà: per ora gran parte dei contenuti non ci sono: si è solo abbozzata la cornice del quadro, la parte più facile. Vedremo alla fine chi e come si realizzerà il dipinto. 

Auguri, Italia, ne hai proprio bisogno.

 

FINALMENTE GIUSTIZIA ? NO!

Un giorno, un solo giorno di reclusione e gli assassini italiani “esuli” in Francia sono già liberi in attesa di una estradizione che (forse) arriverà tra anni.

Una vergogna e soprattutto una beffa perché dopo decenni di complicità e ingiustificati ritardi, la Francia aveva finalmente deciso di (forse) estradare in Italia un gruppo di ex brigatisti e terroristi rossi che negli anni di piombo avevano – impuniti – riempito di sangue il nostro paese.

Certamente ha poco senso vedere oggi arrestate persone che andavano assicurate alla giustizia tanti anni fa, non vi sono più in giro sentimenti di vendetta, ma il pensiero va alle tante persone che persero la vita negli “Anni di piombo” e ai loro famigliari.

Le procedure di estradizione saranno lunghissime ed è già cominciata la prevedibile epidemia di "buonismo", che questa gente proprio non merita, ma che sta già muovendo e commuovendo la “sinistra chic” francese ed italiana.

Sono assassini e non "brave persone": non mi risulta si siano mai pentiti di nulla nè abbiano chiesto perdono ai parenti delle loro vittime.

Eppure “Madame” Roberta Cappelli deve (dovrebbe) scontare l'ergastolo per aver ucciso il generale dei carabinieri Enrico Calvaligi nel 1980, l'agente di polizia Michele Granato nel 1979, il vicequestore Sebastiano Vinci nel 1981 e aver gravemente ferito Domenico Gallucci (1980) e il vicequestore Nicola Simone.

Poi c’è Manenti, quello che ha ucciso l'appuntato dei carabinieri Giuseppe Gurrieri (1979)  o la brigatista rossa Narina Petrella che ha sulla coscienza - oltre al generale Calvaligi – anche il giudice Giovanni D'Urso e i due innocenti uomini della scorta dell’assessore regionale campano Ciro Cirillo.

Tutti se ne erano tranquillamente usciti dall’Italia verso la Francia prima della sentenza, senza mai dissociarsi o pentirsi dei loro crimini. Tra l’altro - per quasi tutti - è comunque imminente la prescrizione di buona parte dei reati: solo gli ergastoli per omicidio non saranno coperti da prescrizione.  

 

UNO STATO SERIO (PENSO AD ISRAELE..) QUESTI TERRORISTI LI AVREBBE SEMPLICEMENTE CATTURATI O FATTI CATTURARE,  IMPACCHETTATI  E  RIPORTATI  A  CASA PERCHE’ LE SENTENZE FOSSERO  APPLICATE, MA NOI SIAMO ”BUONI” E I “COMPAGNI CHE SBAGLIANO” -  ANCHE SE ASSASSINI - CE LI COCCOLIAMO.

 

Degli “esuli” Luigi Bregamin può comunque già stare tranquillo: i 26 anni di condanna per omicidio saranno prescritti a breve, come per il brigatista più noto di tutti, il "compagno" Giorgio Pietrostefani, quello che ha fatto ammazzare a sangue freddo per strada il Commissario Luigi Calabresi a Milano nel 1972.

 

NUMERI,  VACCINI, “MANINE”...  E CENTRO DESTRA DIVISO

Che numeri strani… Avevano detto e ripetuto che per fine aprile saremmo arrivati a 500.000 vaccinati al giorno e il “flop” era stato clamoroso, visto che solo in poche giornate si erano superati i 300.000 vaccinati e – dati alla mano – fino al 29 aprile si era rimasti sempre sotto quota 400.000, poi ieri - improvvisamente - 100.000 in più in un solo giorno: cifre ballerine o una sapiente “manina” propagandistica?  

A oggi, comunque, dopo 4 mesi di campagna non siamo ancora neppure al 10% degli italiani vaccinati e potenzialmente liberi dal contagio, altro che “immunità di gregge”! E’ inutile ripeterci ogni giorno in TV che stanno per arrivare milioni di vaccini quando poi i numeri sono impietosi.

Non possiamo pretendere così che l’Europa creda all’Italia, né si può credere nell’Europa quando si è comportata in modo così superficiale nell’affrontare la più grave epidemia di questi ultimi decenni. Come ripeto da settimane: chi sbaglia però NON paga mai e così a rimetterci sono tutti i cittadini: mantenendo i ritmi di vaccinazione promessi, quante migliaia di italiani si sarebbero salvati?

Si innesta qui e si giustifica la richiesta di dimissioni che Fratelli d’Italia ha presentato contro il ministro Speranza, impeachment finito in nulla come era prevedibile.

Lui si difende “Non buttiamo la tragedia in politica”… Ma come, lui non fa forse politica da un anno proprio su queste cose? Perché sono stati allora taroccati dal suo stesso ministero i rapporti all’OMS e perchè ha protetto Arcuri oltre ogni decenza?

Ovviamente Lega e Forza Italia dovevano difendere il collega ministro (senza nessuna voglia di farlo) essendo parte della maggioranza e non lo hanno sfiduciato pur con vistose assenze: giochi di specchi  e di parte, nulla di nuovo.

 

Uniti, divisi: in questo momento il centro-destra fa comunque il pieno (teorico) di consensi complessivi presidiando sia la maggioranza che l’opposizione e non senza qualche tensione.

Attenti, però: “tic tac, tic, tac” corre il tempo verso le elezioni amministrative, ma candidati a sindaco unitari e vincenti per le città dove si vota (Roma, Milano, Napoli, Torino…) ancora non sono all’orizzonte. Intanto corrono i mesi e si avvicinano le solite sconfitte annunciate…

 

GENTE DI LAGO… CHE PURTROPPO SE NE VA

Giornate tristi con troppi amici che se ne vanno, complice il Covid.

I lettori de IL PUNTO sanno della mia serie di libri sul Lago Maggiore tra i quali il recente “GENTE DI LAGO 2”. Editore e co-autore era CARLO ALESSANDRO PISONI che ci ha purtroppo lasciato a soli 58 anni lunedì dopo un lungo mese di sofferenza.

Una perdita gravissima per la storia, la letteratura, l’editoria locale cui Alessandro era legatissimo da tanti anni. Ma soprattutto voglio ricordarlo per l’amore che aveva verso la nostra terra e di cui conosceva la storia di ogni pietra, di ogni villaggio, di ogni valle o montagna. E’ una perdita grande, forse incolmabile perché davvero non so chi potrà raccoglierne l’eredità.

Nei giorni scorsi ci aveva lasciati anche GIANCARLO GHIARDELLO, un altro “laghista” appassionato e con cui ho condiviso infinite notti di pesca in mezzo al lago. Mi auguro che entrambi - e tanti altri che ci hanno lasciato in questi mesi -  possano vedere altre albe e altri panorami. Ci resteranno sempre vicini nel ricordo e con un grande, semplice affetto.

 

A tutti l'augurio di una serena settimana.                                           MARCO ZACCHERA 





IL PUNTO   n. 812 del 23 aprile 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: 25 APRILE - IL FANTASMA DELLE 22 - SOLDI, SOLDI, SOLDI – GRILLO, FIGLIO DI - PERSECUZIONE RELIGIOSA –  UN APPELLO 

  

25 APRILE

Forse perché sono passati 76 anni oppure per il Covid, ma la data del 25 Aprile mi sembra stia passando quest’anno abbastanza sottotono.

Non mancheranno i soliti proclami roboanti, ma credo che la cosa più seria ed importante sia ricordare soprattutto ai giovani che la libertà e la democrazia non sono cose scontate e che per essa morirono e soffrirono migliaia di persone.

Evitiamo anche la demagogia, perché a volte fa fare brutti scherzi come a “La Stampa” di ieri 22 aprile che, in uno “speciale”, ha pubblicato la foto del “gappista partigiano ed eroe del popolo torinese Dante Di Nanni, ucciso dai fascisti”.

In realtà la foto era invece proprio di un fascista, Giuseppe Solaro, l’ultimo segretario provinciale torinese della Repubblica Sociale Italiana (quella fascista), un attimo prima di essere impiccato a 31 anni dai partigiani in Corso Vinzaglio a Torino, il 29 aprile del 1945.

Solo per sottolineare come l’infortunio giornalistico de “La Stampa” ha involontariamente confermato una tragica realtà: fu davvero - dal 1943 al 1945 - una guerra civile tra italiani dove (prima, ma anche a lungo dopo il 25 aprile), furono commesse atrocità inaudite.  

Tutto questo – anche se spesso non si vuole ammetterlo - purtroppo avvenne da entrambe le parti.

 

IL FANTASMA DELLE VENTIDUE

Una volta i fantasmi si aggiravano a mezzanotte, ora lo spettro del Covid scatta   puntuale ogni sera alle 22.

Sugli orari del coprifuoco si rischia la spaccatura di governo, ma forse non si tiene conto che una cosa  è comunque applicarlo in inverno, un’ altra in estate.

Tra poco a quell’ora sarà ancora pieno giorno e pensare al coprifuoco fa sorridere, soprattutto perché - se questa decisione è mantenuta per evitare la “MOVIDA” - sarebbero allora utili iniziative più specifiche e mirate per impedirla (compresa la responsabilità dei singoli esercenti e multe personali ai trasgressori) ma senza generalizzare e danneggiare così centinaia di migliaia di imprese che invece seguono le regole. Non è logico tenere chiusi i ristoranti dove si mantengano le distanze, vanno piuttosto puniti quelli che non le rispettano e questo dovrebbe valere per locali pubblici, spettacoli e palestre.

Certamente servono le cautele, ma parametrate ai rischi effettivi: un concetto semplice, ma che pare interessare poco i “talebani” che dal loro pulpito mediatico  a differenza delle imprese non rischiano e non perdono mai niente.

Intanto siamo quasi arrivati a fine aprile, ma siamo ben sotto la quota dei 500.000 vaccinati al giorno come invece era stato detto e promesso, con solo l’8% degli italiani che risulta completamente vaccinato. Tra il dire e il fare…

 

CALCIO E SOLDI, SOLDI, SOLDI

Neanche due giorni e la “Superlega” del calcio è abortita, speriamo per sempre, ma resta il principio: anche nello sport chi è ricco vince, il resto sembra non interessare più a nessuno.

Chi scrive si è sempre occupato di calcio, prima come arbitro poi come dirigente della sua squadra del cuore (il Verbania) dove la realtà quotidiana – come per tutte le

squadre minori – anche in tempi normali è così diversa dai grandi club di serie A.

Con lo stipendio di Ronaldo si coprirebbero le spese di metà squadre minori di una intera regione italiana, in una realtà sportiva dilettantistica che il Covid ha ulteriormente messo in crisi.

Spalti semivuoti anche prima della pandemia, giocatori “vecchi” a vent’anni perché i

grandi vivai sfruttano l’infinito mercato di ragazzini disperati prelevati dal terzo e quarto mondo, sfruttati, illusi e rapiti dai loro paesi, schiavizzati. 

Federazioni con costi e burocrazia allucinante, lotte per le nomine “federali”: tutto è diventato un mondo alieno, mentre il calcio in mille città e cittadine d’Italia  si spegne, soprattutto per la concorrenza delle TV che trasmettono calcio sponsorizzato ad ogni orario possibile.

Chi voleva la “Superlega” la sosteneva solo per fare soldi dopo aver dilapidato somme assurde in una concorrenza drogata tra giganti, ma con gli altri a restare comunque tutti a bocca asciutta, dimenticati e perennemente nei guai.

Dov’è la logica? Solo nei soldi, come sempre.

Chi ha saputo un’ora prima degli altri la news della “Superlega” e ha comprato azioni della Juventus ha guadagnato il 17% in pochi minuti: “mordi e fuggi”, come nelle speculazioni più classiche

Siamo nel mondo della tecnologia, ma il calcio era forse più bello con gli errori arbitrali (almeno c’era sempre qualcuno a cui dare la colpa di una sconfitta), ma soprattutto quando anche in serie A una “provinciale” riusciva (riesce) a battere una “grande” contro ogni pronostico, perché si parte sempre dallo 0 a 0 e teoricamente il risultato finale non è mai scritto.

Se invece contano solo le possibilità economiche vincerà sempre chi più soldi da spendere ma se tutto è solo business allora addio speranze, illusioni, patemi d’animo guardando l’orologio che quando vinci sembra bloccato e se invece perdi corre all’impazzata verso il ‘90°. Togliere il cuore, il tifo, la passione per avere in cambio uno spettacolo tecnicamente perfetto ma senz’anima è uccidere il calcio, perché se togli l’illusione e spegni il sogno alla fine tutto diventa solo una formula economica dove vince sempre il più ricco che è automaticamente sempre il più forte, ma allora non interessa più a nessuno.

 

GRILLO, FIGLIO DI

Inquietante Beppe Grillo e il suo video in cui urla e si agita come un ossesso contro i magistrati in difesa del figlio indagato di stupro. Comprensibile - come genitore -  la volontà di difenderlo, ma chissà se per un attimo ha pensato a come si sono sentite non solo le vittime, ma tante altre persone messe alla gogna prima di qualsiasi processo proprio dai grillini e dalla loro demagogia, salvo poi risultare innocenti.

Oppure  tutti quelli – non chiamandosi Grillo -  ai quali non si è mai data pubblicamente voce per difendersi o la cui assoluzione – magari dopo mesi o anni di attacchi e gogna mediatica – è poi finita solo in ultima pagina, inosservata.

 

PERSECUZIONE RELIGIOSA

Niente da fare, anche quest’anno le notizie sulle persecuzioni religiose non “bucano” ai TG e non trovano spazio sui principali giornali. C’è stata una vera e propria omertà  - salvo “Avvenire” - nel (NON) diffondere i dati del XV rapporto annuale sulla libertà religiosa nel mondo, pubblicato dalla fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS).

Forse perché sono dati che imbarazzano la comunicazione “laica” dei media pronti a pontificare ogni potenziale episodio di razzismo o di omofobia, ma che dimenticano come in 62 nazioni del mondo (31,6%) si registrano gravi violazioni della libertà religiosa.

«In 26 di queste nazioni si soffre la persecuzione», ha dichiarato Alessandro Monteduro, direttore di ACS Italia. «Nove paesi per la prima volta si sono aggiunti alla lista: sette in Africa (Burkina Faso, Camerun, Ciad, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Mali e Mozambico) e due in Asia (Malesia e Sri Lanka).

La causa principale è la progressiva radicalizzazione del continente africano, specie nelle aree sub-sahariana e orientale, dove la presenza di gruppi jihadisti islamici è notevolmente aumentata».

Violazioni della libertà religiosa si sono verificate nel 42% delle nazioni africane.

Il Rapporto evidenzia anche una nuova frontiera: l’abuso della tecnologia digitale, delle cyber networks, della sorveglianza di massa basata sulle tecnologie del riconoscimento facciale per assicurare un maggiore controllo con finalità discriminatorie. Questo fenomeno è evidente soprattutto in Cina, dove il Partito Comunista sta reprimendo i gruppi religiosi (tutti) con l’ausilio di decine di milioni (!) di telecamere di sorveglianza.

Come in passato la religione che maggiormente è soggetta a persecuzioni è di gran lunga il cristianesimo, ma evidentemente ciò va nascosto perché imbarazza e comunque sembra interessare a pochi o a nessuno, certamente non ai media che preferiscono parlare  di altre –e comunque gravi – persecuzioni e discriminazioni.

Attentati, rapimenti ed omicidi a danni di cristiani sono purtroppo all’ordine del giorno in troppi paesi del mondo, ma chi se la sente di definire i fanatici musulmani come assassini o criminali?

Meglio per i media tenere il profilo basso e guardare da qualche altra parte.

Eppure nel 2020 (il rapporto in realtà copre un periodo che va dall’1 ottobre 2019 al 30 settembre 2020) sono stati uccisi 4.761 cristiani (13 al giorno) contro i 2.983 del 2019, un dato superiore anche ai 4.305 del 2018. L’anno scorso sono stati attaccate e distrutte 4.488 chiese ed edifici connessi, almeno 4.277 cristiani sono stati arrestati senza processo e incarcerati per motivi religiosi, 1.710 i rapiti. Sono i martiri – sconosciuti e nascosti – dei nostri tempi.

 

UN APPELLO (E UN GRAZIE...)

Voglio ringraziare chi ha raccolto il mio appello di due settimane fa per aiutarci a terminare un poliambulatorio in Mozambico.

Ricordo che - esattamente 40 anni fa - fondai il “VERBANIA CENTER” che in tante parti dell’Africa e dell’America del Sud ha cercato di dare una mano concreta a molte comunità locali (sul mio sito www.marcozacchera.it trovate copia di tutte le relazioni annuali con ogni dettaglio economico ed organizzativo).

In particolare da alcuni anni stiamo ricostruendo a MACHAVA, in Mozambico,  nella periferia di Maputo, un poliambulatorio/ospedale di prima urgenza e, anno dopo anno, con l’aiuto di tanti amici abbiamo già ristrutturato i reparti di oculistica, pediatria, malattie respiratorie ecc. Da alcuni mesi abbiamo messo mano alla sistemazione del PRONTO SOCCORSO che è in condizioni disastrose. Di persona ho potuto vedere le centinaia di persone che arrivano tutti i giorni e vengono accolte in locali fatiscenti tra l’affollamento, sporcizia e in una mancanza totale di strutture minimamente adeguate. La ricostruzione del reparto (il personale è fornito dallo stato, le attrezzature – usate – le stiamo recuperando un po' dappertutto) prevede una spesa di quasi 30.000 euro, dei quali circa 6.000 già recuperati prima dell’appello e che hanno permesso di avviare i lavori.

In questi giorni siamo saliti ben oltre quota 10.000.

Ricordo che il controllo sull’opera è diretto, non ci sono spese né di organizzazione né generali: come sempre si bada al sodo con bilanci e risultati trasparenti e ovviamente – passata la pandemia – chi vuole potrà venire con me a controllare di persona.

Concretamente: qualcun altro può/vuol darmi una mano? Privatamente posso fornire ogni dettaglio, foto, chiarimento, planimetria, opzione fiscale (le offerte possono essere detraibili):  basta contattarmi. (marco.zacchera@libero.it)

Per chi volesse farlo:

 

BANCA INTESA – Ag. VERBANIA PALLANZA, conto a me intestato

IBAN:  IT94L03 06922 40110 00000 02801

Causale: PRO VERBANIA CENTER

 

GRAZIE, ANCHE SOLO PER L’ATTENZIONE

 

 

A tutti un saluto e buona settimana                               MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 811 del 16 aprile 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: TRISTEZZE, TRA GLI ADDII – DEMENZA “ANTIRAZZISTA”  – DEMOCRAZIA E FUORI DI TESTA -  NOTIZIE DAL RECOVERY –  APPELLO

 

TRISTEZZE, TRA GLI ADDII

Mi rendo conto che a volte sono forse troppo polemico nel commentare le vicende di Covid ma - come per tutti - è uno stillicidio quotidiano di amici che si ammalano e purtroppo di troppi che non ce la fanno.

Una epidemia incredibile, interminabile e che ci fa riflettere, ma il tempo corre e le reazioni della politica mi sembrano tardive in una corsa soprattutto a sottrarsi dalle proprie responsabilità.

Come commentare per esempio la vicenda di Domenico Arcuri? Chi mi segue sa che per mesi la mia piccola voce (come tante altre) continuava a ripetere che la speculazione era evidente, che i conti non quadravano, che non c’erano controlli soprattutto per gli acquisti cinesi che spesso facevano schifo, gestiti da un plotone di squali che rubacchiava sulla pelle della gente.

Oggi lo scrivono tutti, ma per quanti mesi Arcuri non ha mai risposto, eppure è rimasto lì – tutelato e difeso dal governo Conte 2 -  sempre intoccabile,  inossidabile e perfino coperto da impunità?

DOVE SONO FINITE LE 250 MILIONI DI MASCHERINE CINESI FUORI LEGGE? QUANTI MORTI HANNO COMPORTATO IL LORO USO? MA QUESTO NON SAREBBE QUASI REATO DI STRAGE?  

Lo stesso vale per i contratti europei: nessun colpevole, ma è mai possibile?

E cosa dire del ministro Speranza che in un anno sicuramente difficile ha però ondeggiato mille volte raccontandoci complessivamente una quantità enorme di bugie sui rapporti del suo ministero con l’OMS (e relativa sparizione e “taroccaggio” dei rapporti) e poi sui tempi e i contratti per i vaccini, le aperture-chiusure-riaperture-richiusure ecc. ecc. mentre ora la sua equipe è sotto inchiesta a Bergamo. Serietà e responsabilità: chi sbaglia paga, ma deve valere per tutti.

 

Intanto questa settimana (a ieri 15 aprile) i vaccinati in Italia sono stati SONO STATI MENO RISPETTO A QUELLI DI SETTIMANA SCORSA, altro che incremento a 500.000 vaccini al giorno! Siamo alla metà nonostante tutte le promesse e le dichiarazioni di Speranza e Figliuolo.

Forse in TV anziché darci quotidianamente solo il numero di decessi e tamponi (oltre alla % di positività che non significa nulla perché dipende da quanti tamponi si fanno) dovrebbero cominciare a farci vedere bene lo “scostamento” tra promesse vaccinali e realtà, mentre corrono le settimane e passano i mesi.

Poi, fatemi capire: si sospende il vaccino J & J per 6 casi (sospetti) di trombosi su 7 milioni di americani vaccinati. Un calcolo teorico ed approssimato: se in Italia abbiamo 400 decessi al giorno, i 7 milioni di uni-dose  J & J rappresenterebbero circa il 15% degli italiani vaccinabili, ovvero evirerebbero 60 decessi circa AL GIORNO, 1800 AL MESE. Credo che allora converrebbe NON interrompere la somministrazione.

NB: Per essere aggiornati su tutti questi dati in tempo reale, il sito più chiaro e trasparente secondo me è quello de “IL SOLE 24 ORE” (lab24.ilsole24ore.com). In compenso se entrate sul sito ministeriale non avrete assolutamente chiarezza: provate per credere.

 

DEMENZA “ANTIRAZZISTA”

Arrivare a censurare “Striscia la Notizia” con le scuse imposte a Gerry Scotti e alla Hunziker perché in una gag hanno mimato gli occhi a mandorla  parlando con la l al posto della r e così “offendendo i cinesi” dimostra a che livello di demenza siamo arrivati e a quanta ipocrita demagogia ci abbia portato un melenso sentimento di buonismo e antirazzismo.

Come nelle preghiere non si può più dire solo “fratelli” ma bisogna aggiungere anche “sorelle”, altrimenti sembra di essere omofobi, così di madre e di padre non si deve più parlare, ma di “genitore 1” e “genitore 2”, anche se uno dei/delle due biologicamente genitore non lo è perché trattasi di figlio adottato dalla coppia lesbo/gay che l’ha fatto fare a qualcun altro.

Il politicamente corretto vuole che nelle pubblicità (lo avete notato?) ci vuole sempre un nero nel gruppo, perché altrimenti è razzismo e tutto deve essere filtrato e reso conforme o non è cosa.

Avanti così saranno censurate le barzellette: “C’è un italiano, un francese, un tedesco…” perchè portatrici di stereotipi razzisti. Ma queste sono scemenze, stupidaggini, cretinate di pura superficialità.

Eppure devi stare attento a queste forme, poi se rubi miliardi imbrogliando il mondo non importa, se sfrutti ed uccidi interi popoli non conta, se distruggi il pianeta - ma fai finta di fare il “green” - allora sarai comunque assolto.

E io reagisco, ME NE FREGO (dai, forza, datemi del fascista!) e continuerò a parlare, pensare, scrivere come credo sia giusto, cercando di non offendere il prossimo, ma di non essere soprattutto ipocrita perché - a furia di ipocrisie - abbiamo perso tutti il senso del ridicolo, della misura e soprattutto stiamo perdendo la libertà.

In altre forme, questo è vero comunismo mentale e culturale, voi chiamatelo pure come vi pare…

 

 

DEMOCRAZIA E FUORI DI TESTA

Sabato scorso ero di passaggio per una piazza di Verbania e ho notato un assembramento di circa 500 persone. Mi sono fermato per capire di cosa si trattasse, ma ammetto che dopo una decina di minuti non avevo ancora ben compreso di cosa si stesse parlando.

Ho scoperto poi che era una manifestazione di vari gruppi locali riconducibili ai NO VAX che si erano tranquillamente riuniti sotto gli occhi di polizia e carabinieri, senza mascherina e senza minimamente osservare le distanze.

In democrazia ognuno è libero di pensarla come crede ed è mio dovere difendere questo diritto di tutti, ma allo stesso modo nessuno può togliermi la possibilità di scrivere che era davvero difficile mettere insieme in pochi minuti un minestrone di sciocchezze come quelle che ho ascoltato. 

Ho saputo poi che quella che stava parlando era l’ “onorevole” (sic)  Sara Cunial da Bassano del Grappa, già capolista del M5S in Veneto e quindi  trionfalmente approdata in Parlamento nel 2018 senza avere mai avuto alcuna precedente esperienza politica. Sospesa, poi riammessa e poi di nuova espulsa o auto-allontanatasi dai grillini, ora è una “battitrice libera”( credo nel gruppo misto) a spese dei contribuenti.

In altri tempi mi sarebbe piaciuto chiedere all’ex collega come cavolo avesse mai potuto una persona come lei arrivare alla Camera e con quale curriculum, ma di questi tempi non è cosa.

In piazza mi era sembrata decisamente alterata, ma ho poi letto che il 14 maggio scorso la Cunial era riuscita a dire a Montecitorio (testuale dal resoconto stenografico) “ «Mentre voi stracciate il codice di Norimberga con TSO, multe e deportazioni, riconoscimenti facciali e intimidazioni, avallate dallo scientismo dogmatico protetto dal nostro pluripresidente della Repubblica, che è la vera epidemia culturale di questo Paese, noi fuori, con i cittadini moltiplicheremo i fuochi di resistenza in modo tale che vi sia impossibile reprimerci tutti».   

TSO sta per “trattamento sanitario obbligatorio” (ovvero il ricovero obbligato in un reparto psichiatrico di quelli che una volta si dicevano essere i matti) ma mi chiedo se il TSO non dovesse essere richiamato proprio per la illustre onorevole che nega l’utilità delle mascherine e la stessa esistenza della pandemica di COVID. 

D'altronde il 10 ottobre 2020, durante la manifestazione No-Mask in piazza San Giovanni a Roma,  l’ineffabile on.le Cunial - da buona rappresentante del popolo -  si era infatti presentata sul palco con un casco spaziale, dichiarando: «La possibilità di morire di coronavirus è minore di quella di morire per un asteroide . Così mi sono attrezzata» 

Purtroppo troppi miei conoscenti in questi mesi non sono morti colpiti da un asteroide e quindi mi sembra di pessimo gusto continuare con questa polemica.

Deve però pensarla come la Cunial anche lo stesso Beppe Grillo che l’ha messa in lista e fatta eleggere, visto che recentemente si è presentato a Roma vestito con lo stesso equipaggiamento spaziale.

Spero che  chi abbia partecipato alla manifestazione di sabato a Verbania -  non stando a distanza e senza mascherina - sia però debitamente multato (ci sono video eloquenti), perché non è possibile che milioni di italiani debbano subire i danni e i drammi della pandemia e poi degli imbecilli qualsiasi possano contribuire a diffondere il virus comportandosi in questa maniera.

Ripeto: ognuno è libero di pensarla come crede, non è obbligatorio che il cervello sia collegato alla bocca,  ma spero che la legge sia applicata per tutti perché se il COVID circola è proprio anche per questi comportamenti. 

Non ci batteranno mai, perché noi siamo i più belli di dentro” sosteneva intanto un’altra ignota comiziante che ho avuto occasione di sentire mentre me ne andavo: principio fantastico, ma purtroppo privo di verifica.

Io invece protesto al contrario: aspetto un vaccino che non arriva mai e con me lo aspettano milioni di italiani, stufi di subire ritardi ed inefficienze.

 

NOTIZIE DAL RECOVERY?

Ci sono temi importanti caduti nel vuoto: qualcuno sente più parlare del MES, oppure del Recovery Found europeo?

Del primo non c'è più traccia dopo l' attento lavoro di sminamento tra i partiti di governo operato da Draghi, per il secondo pare si lavori per preparare le schede da inviare a Bruxelles, ma nessuno sembra avere un'idea complessiva.

Intanto si cominciano però a vedere liste infinite di buone intenzioni con amministrazioni ed enti vari che cercano di infilarsi nel gruppo per recuperare qualcosa.

Per esempio ho letto le schede piemontesi: un gran bel sfoggio di buoni propositi nell’ introduzione, una grafica piacevole, tantissime idee per confezionare un magnifico libro dei sogni dove c’è dentro di tutto e di più, dai megaprogetti a quello del comune di Aramengo (non “A ramengo”, Aramengo è un paese dal nome curioso, in provincia di Asti!) che vuol farsi un nuovo giardino per 150.000 euro.

Nessuno discute che migliaia di micro-iniziative siano "positive", ma lo spezzatino va nell'ottica giusta? Possibile che non ci siano discussioni sulle effettive priorità ai vari livelli territoriali e ci si limiti a questioni strutturali importanti ma con tempi certi e benefici visibili?  Ancora in settimana in Valsusa si sono bloccati con la violenza i lavori per la TAV, altro che  immaginare i giaridnetti per la "New Generation".

 

UN APPELLO

Permettetemi di ripetere l’appello della scorsa settimana. 

Chi mi segue da tempo sa che - esattamente 40 anni fa - fondai il “VERBANIA CENTER” che in tante parti dell’Africa e dell’America del Sud ha cercato di dare una mano concreta a molte comunità locali (sul mio sito www.marcozacchera.it trovate copia di tutte le relazioni annuali con ogni dettaglio economico ed organizzativo).

In particolare da alcuni anni stiamo ricostruendo a MACHAVA, in Mozambico,  nella periferia di Maputo, un poliambulatorio/ospedale di prima urgenza e, anno dopo anno, con l’aiuto di tanti amici abbiamo già ristrutturato i reparti di oculistica, pediatria, malattie respiratorie ecc. Da alcuni mesi abbiamo messo mano alla sistemazione del PRONTO SOCCORSO che è in condizioni disastrose. Di persona ho potuto vedere le centinaia di persone che arrivano tutti i giorni e vengono accolte in locali fatiscenti tra l’affollamento, sporcizia e in una mancanza totale di strutture minimamente adeguate. La ricostruzione del reparto (il personale è fornito dallo stato, le attrezzature – usate – le stiamo recuperando un po' dappertutto) prevede una spesa di quasi 30.000 euro, dei quali circa 6.000 già recuperati e che hanno permesso di avviare i lavori. Il controllo sull’opera è diretto, non ci sono spese né di organizzazione né generali: come sempre si bada al sodo con bilanci e risultati trasparenti e ovviamente – passata la pandemia – chi vuole potrà venire con me a controllare di persona.

Concretamente: qualcuno può/vuol darmi una mano? Privatamente posso fornire ogni dettaglio, foto, chiarimento, planimetria, opzione fiscale (le offerte sono detraibili):  basta contattarmi. (marco.zacchera@libero.it)

GRAZIE, ANCHE SOLO PER L’ATTENZIONE E A CHI MI AIUTATO NEI GIORNI  SCORSI!

 

 

A tutti un saluto e buona settimana                                                           MARCO ZACCHERA






IL PUNTO   n. 810 del 9 aprile 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: UN APPELLO – LA RABBIA E LA BEFFA – VACCINO-GATE - IL SULTANO ERDOGAN - INTERCETTAZIONI -  PROFUMO DI SOLDI

 

UN APPELLO

Permettetemi se questa settimana inizio facendo un appello ai lettori.

Chi mi segue da tempo sa che - esattamente 40 anni fa - fondai il “VERBANIA CENTER” che in tante parti dell’Africa e dell’America del Sud ha cercato di dare una mano concreta a molte comunità locali (sul mio sito www.marcozacchera.it trovate copia di tutte le relazioni annuali con ogni dettaglio economico ed organizzativo).

In particolare da alcuni anni stiamo ricostruendo a MACHAVA, in Mozambico,  nella periferia di Maputo, un poliambulatorio/ospedale di prima urgenza e, anno dopo anno, con l’aiuto di tanti amici abbiamo già ristrutturato i reparti di oculistica, pediatria, malattie respiratorie ecc. Da alcuni mesi abbiamo messo mano alla sistemazione del PRONTO SOCCORSO che è in condizioni disastrose.

Di persona ho potuto vedere le centinaia di persone che arrivano tutti i giorni e vengono accolte in locali fatiscenti tra affollamento, sporcizia e in una mancanza totale di strutture minimamente adeguate. La ricostruzione del reparto (il personale è fornito dallo stato, le attrezzature – usate – le stiamo recuperando un po' dappertutto) prevede una spesa di quasi 30.000 euro, dei quali circa 6.000 già recuperati e che hanno permesso di avviare i lavori.

Il controllo sull’opera è diretto, non ci sono spese né di organizzazione né generali: come sempre si bada al sodo con bilanci e risultati trasparenti e ovviamente – passata la pandemia – chi vuole potrà venire con me a controllare di persona.

Concretamente: qualcuno può/vuol darmi una mano? Privatamente posso fornire ogni dettaglio, foto, chiarimento, planimetria, opzione fiscale (le offerte sono detraibili):  basta contattarmi. (marco.zacchera@libero.it)

 

GRAZIE, ANCHE SOLO PER L’ATTENZIONE !

……………………………………………………………………………………….

 

LA RABBIA E LA BEFFA

(UN PARAGONE CON LA SVIZZERA)

Crescono in tutta Italia le proteste dei pubblici esercenti, degli ambulanti,  dei ristoratori, degli albergatori  che hanno dovuto rinunciare al movimento turistico del “ponte” di Pasqua per il secondo anno consecutivo e si avviano verso una stagione fallimentare.

Come per altre categorie (per esempio gli operatori dello spettacolo) il momento è particolarmente difficile e la situazione impedisce ogni programmazione delle attività, anche dopo una eventuale “normalizzazione”.

Al danno si aggiunge la beffa per chi è localizzato vicino al confine svizzero dove le norme sono state applicate in modo molto più blando che non in Italia.

Un esempio sul Lago Maggiore: stesso clima, stessa lingua, stesso dialetto ma a poche centinaia di metri due realtà diametralmente diverse con alberghi aperti sulla sponda ticinese e chiusi su quella italiana.

La beffa è poi nei numeri: la gran parte dei lavoratori nelle strutture elvetiche sono comunque italiani, “frontalieri” che ogni giorno attraversano il confine in pratica senza alcun controllo sanitario, cosi che l’eventuale contagio è all’ordine del giorno, ma in caso di positività  (magari per un contagio “svizzero”) il ricovero – e relativi costi - avviene poi in Italia.

E qui nasce il “caso”: le due politiche governative diverse nell’affrontare il Covid non hanno portato a sostanziale diversità nei numeri del contagio o deceduti.

I “sacrifici” italiani non sottolineano percentuali di infezioni particolarmente diverse e più basse di quelle ticinesi, stando almeno alle cifre ufficiali forniti dai siti dei due paesi. Il Piemonte ha 4.3 milioni di abitanti, esattamente la metà degli svizzeri, e se i casi sono stati in linea (319.000 in Piemonte, 613.000 in Svizzera) i deceduti elvetici risultano complessivamente 9.772 contro i 10.481 piemontesi

E’ un paragone interessante: vale la pena una politica di restrizioni se non  creano particolari benefici sanitari, ma per contro sicuramente penalizzano l’economia?

Lo ribadisco da settimane: vanno chiusi i luoghi dove ci siano probabilità di contagio, non le attività dove - se si osservano le regole e le distanze – questo è più difficile, soprattutto stando all’aperto.

Piuttosto vanno identificate e vaccinate le VERE categorie potenzialmente a rischio ad iniziare da chi ha maggiore contatto con il pubblico: cassiere, dipendenti agli sportelli, operatori del turismo.

 

VACCIN-GATE

Anche questa settimana la campagna vaccinale va a rilento, ALTRO CHE LE 500.000 VACCINAZIONI QUOTIDIANE IPOTIZZATE PER APRILE, questa settimana la media giornaliera è stata la metà: solo 267.000 al giorno! Intere regioni sono quasi senza scorte, crescono (forse esagerati) i timori su Astrazeneca ma si continua a girare intorno al problema: chi deve pagare per la propria (ir)responsabilità nel sottoscrivere contratti europei che si sono dimostrati farlocchi?

Ma se un professionista pasticcia con un contratto e danneggia un cliente ne paga i danni, perché a livello politico europeo o nazionale non deve mai pagare nessuno?

Non una dimissione, non un allontanamento, non una autocritica! Tutto come prima, come se nulla fosse, sulla pelle e le speranze di milioni di europei.

Perché la comunità internazionale – come a parole chiedono tutti, da Biden al Papa – non sceglie piuttosto di rendere di libero uso i vaccini a livello mondiale, soprattutto dopo aver coperto d’oro con soldi pubblici le ricerche e permettendo così alle multinazionali farmaceutiche dei profitti esagerati?

Mi aspettavo azioni decise da parte di tutti i governi “progressisti” invece c’è solo uno sconfortante silenzio ai danni di tutto il genere umano.

Ecco perché poi partono i sospetti di speculazioni, accordi, trame internazionali più o meno occulte: purtroppo nascono dai fatti, non solo dalle sensazioni.

 

IL SULTANO ERDOGAN

Incredibile faccia tosta di Erdogan che, accogliendo ad Ankara la missione europea, ha lasciato senza sedia Ursula von der Leyen con un gesto di scortesia inaudito.

Ma una analoga figuraccia l’ha fatta anche Charles Michel, il presidente del Consiglio europeo ed ex premier del Belgio che ha fatto come se nulla fosse, accomodandosi tranquillamente a sedere con Erdogan mentre Ursula von der Leyen restava in piedi, sedendosi poi su un divano vicino.

Se il “progressista” Michel avesse avuto un minimo di prontezza ed intelligenza politica avrebbe potuto semplicemente lasciare subito la sua sedia e sedersi di fianco alla povera Ursula, non solo per una questione di educazione e cavalleria, ma soprattutto marcando la distanza rispetto al sultano di Ankara, ma forse non ci ha neppure pensato.

Chissà cosa ne pensano le femministe europee.

 

INTERCETTAZIONI

Cresce lo scandalo perché la Procura di Trapani avrebbe intercettato alcuni giornalisti ed avvocati in merito all’inchiesta sui legami tra le ONG e alcuni trafficanti di carne umana nel Canale di Sicilia.

Caso spinoso che sicuramente lede il diritto di difesa, ma che ha permesso di mettere in luce rapporti scabrosi tra “salvatori” delle ONG e loro “amici” scafisti.

“Uno schiaffo alla democrazia”, “Intercettare i cronisti è una violazione dei diritti costituzionali” dichiara indignato il direttore de “La Stampa” (ed ex conduttore di Ballarò) Massimo Giannini.

Ha ragione: la legge è legge e queste “prove” non possono e non devono essere utilizzate nei processi né essere conservate, ma c’è da chiedersi come mai tutto questo scandalo viene sollevato soltanto adesso, mentre non era certo esploso quando le intercettazioni portavano a creare “prove” contro esponenti politici non in linea con la vulgata corrente ( e la linea editoriale de “La Stampa” del prode Giannini) .

Quanti milioni di volte le intercettazioni sono finite sui giornali prima non solo di qualsiasi condanna, ma anche di una semplice comunicazione agli indagati?

Viene il sospetto che tutta questa indignazione sia un po' a senso unico, soprattutto se in qualche maniera scoperchia la pentola dello sfruttamento dell’immigrazione da parte di gente senza scrupoli, anche se a volte gira con l’aureola dei santi.

Di una seria legge che porti a limitazioni e riservatezza in materia di intercettazioni si parla da anni, ma al concreto non viene mai fuori nulla: avete mai sentito di un magistrato o di un collaboratore giudiziario finito nei guai per aver diffuso ai giornali materiale riservato, o anche solo di qualche seria indagine su questi casi?

 

PROFUMO DI SOLDI

Sono uscite le motivazioni della sentenza che ha condannato – tra gli altri - a sei anni di reclusione e 2,5 milioni di multa l'ex presidente del Monte dei Paschi di Siena Alessandro Profumo per aggiotaggio e false comunicazioni sociali.

Per i giudici di Milano, Profumo con i suoi complici avrebbero evitato di far emergere  un miliardo di perdite all’ MPS oltre che per  l'«aspirazione a vedere accresciuto (illegittimamente) il proprio personale prestigio, quale fautore della rinascita della banca».

Un crack che ha distrutto i risparmi di migliaia e migliaia di persone.

Ogni imputato è pregiudizialmente innocente fino a sentenza definitiva, ma è corretto che Profumo (che per i giudici ha "una spiccata capacità a delinquere”) resti al vertice di Leonardo (ex Finmeccanica) come amministratore delegato su nomina del governo Renzi, galleggiando fino ad oggi con il modico stipendio annuo di 1.660.000 euro?

 

 

A tutti un saluto e buona settimana                                   MARCO ZACCHERA 



IL PUNTO   n. 809 del 2 aprile 2021

Sommario: AUGURI DI PASQUA – DRAGHI BIANCONERO – IL RACKET DEI  VACCINI – PALAMARA SECRETATO –  RENZI A SPASSO – CASSAZIONE: NON CONDIVIDO – GENTE DI LAGO 2.

 

LE FRAGOLE e LA PASQUA

Quando ero bambino le fragole erano molto più piccole e brutte di oggi. Adesso sono di un rosso accecante, spesso mostruosamente grandi, arrivano da mezzo mondo e in negozio le vendono già tre mesi prima della stagione giusta... ma non sanno di niente.

Vale per tanti tipi di frutta, ma soprattutto vale per la vita: siamo diventati persone- immagine, l’aspetto sembra davvero contare più di tutto. Troppe volte, però, dietro all’immagine c’è poca personalità e neppure ci chiediamo più quale sia il vero gusto della vita. Qualche volta lo riscopriamo solo nei momenti difficili, come quello attuale.  

E' comunque più importante l'immagine o la sostanza delle cose?

E’ una riflessione che parte in modo banale, ma arriva al cuore del significato più serio della Pasqua che dovrebbe essere momento di riflessione, di rigenerazione, di speranza. La speranza non è solo quella di riuscire a ripartire dopo oltre un anno di disastri, ma soprattutto di sentirsi rigenerati e rafforzati di dentro. E’ difficile, molto difficile, ma proprio per questo l’augurio di una Pasqua “vera” è quello che trasmetto in amicizia  a tutti i lettori.

 

DRAGHI IN BIANCO E NERO

Avevo scritto che per giudicare Mario Draghi servivano almeno cento giorni (ne sono passati già 50) e il giudizio resta ancora in sospeso nel senso che “Se sono rose, fioriranno”. Boccioli per ora se ne vedono pochi, ma è  positivo che lo stesso Draghi e la gran parte dei ministri abbiano scelto la linea delle poche chiacchiere, mentre si sta soprattutto mettendo mano al Recovery Fund.

Pare  – lo si sottolinea negli ambienti tecnicamente informati – che le “schede” dei progetti per Bruxelles, solo superficialmente abborracciate da Conte, siano ora molto più concrete: il rapporto con l’Europa è essenziale e Draghi è il migliore che possa tenerlo.  

Il premier è anche stato in gamba a silenziare le fonti di rottura: qualcuno di voi ha più sentito parlare del MES, fonte degli eterni litigi tra M5S e PD andati avanti per mesi? D'altronde proprio le spaccature interne e le polemiche in corso all'interno del PD e del M5S fanno crescere Draghi come "super partes" 

 

Di deludente c’è invece il decreto “Sostegni” stemperato i mille rivoli per la necessità di visibilità delle diverse componenti politiche, ma che di fatto ha portato ben poco alle imprese e soprattutto ad alcuni settori decisamente penalizzati da scelte incomprensibili.

Rimane infatti indeterminato il rapporto tra aperture e contagi: si riaprono le scuole, ma in molte famiglie sono proprio i più piccoli a trasmettere involontariamente il virus, anche se una statistica chiara non c’è. Allo stesso modo perché sarebbe più pericoloso un negozio di mobili rispetto a una cartoleria? Eppure una è aperta e l’altro chiuso.

Forse servivano altri criteri: distanze, sanificazione, affollamenti: se si osservano le normative, perché far tenere chiuso portando alla rovina interi comparti?

Anche perché bisognerebbe considerare la stagione: il turismo non arriva a novembre e il settore è tramortito, così come altri (vedi cultura e spettacoli) cui non possono più bastare le chiacchiere di Franceschini che si ripetono da un anno in qua.

Nel turismo il caos è totale e ha fatto notizia la possibilità di andare in aeroporto con la propria auto traversando confini regionali e zone rosse per farsi una bella vacanza all’estero, che però è vietata in Italia. Eppure  alberghi e ristoranti aperti (sanificati e con accesso controllato) significherebbe innescare un moltiplicatore prezioso per l’economia nazionale. Siamo invece alla seconda Pasqua deserta, mentre - più “furbi” di noi - altri paesi europei hanno riaperto le loro frontiere turistiche e così ci seppelliscono, dalle Canarie alle Baleari, alla Grecia.

 

IL RACKET DEI VACCINI

La partita vera è sui vaccini, per i quali imperversa il quotidiano inno alla speranza, ma dove la realtà è molto più lenta e deludente del previsto. Nel suo perenne tour in giro per l’Italia l’ “iper-decorato” generale Figliuolo continua a ripetere agli ossequiosi TG di milioni di dosi in arrivo che però poi sfarinano nei continui ritardi e non arrivano mai.

Il generalissimo aveva promesso “per fine mese” (marzo) tre milioni di vaccini aggiuntivi e invece niente, con le regioni Veneto e Lazio –  a seguire rischiano tutte le altre – che sono costrette addirittura a rallentare perché non ci sono dosi

Al concreto siamo solo al 5% degli italiani vaccinati e con questo ritmo certe promesse sembrano decisamente irraggiungibili, mentre la ressa corporativa del “ho diritto prima io” è diventata assordante.

Tutto ciò perché l’Italia si è fidata (senza garanzie) di una Europa inadempiente e incapace di scrivere contratti chiari, oppure qualcuno li ha volutamente scritti così.

Bisogna così inchinarsi al racket delle case farmaceutiche ma d'altronde l’Italia non ha alternative di fabbricazione interna e se troviamo quasi per caso milioni di vaccini in casa (vedi stabilimento di Anagni) non ce li teniamo neppure.

Siamo un paese debole, che ha mani e piedi legati da Bruxelles, che ritarda sullo Sputnik per motivi squisitamente politici, incapace di imporsi in qualche modo.

Fa male vedere che AstraZeneca comunque se la cava cambiando il nome del vaccino e il suo “bugiardino”  così il rischio di trombosi viene esorcizzato, mentre il CEO di Johnson & Johnson, Alex Gorsky, quest’anno guadagnerà 29,6 milioni di dollari di stipendio, parametrati ai profitti raggiunti: mentre la gente muore la pandemia fa infatti arricchire l’intero settore farmaceutico, con i governi a balbettare senza forza contrattuale. E’ morale guadagnare miliardi sulla pelle della gente dopo essersi fatti pagare le ricerche dalla comunità? Non sarebbe giusto “nazionalizzare” i vaccini e renderli di proprietà pubblica limitando i profitti a livelli ragionevoli?

Intanto però miei amici che vivono in Florida sono già stati tutti vaccinati, in Cile pure, in Israele lo sono  da due mesi e noi invece aspettiamo, con Speranza e tutta la sua (poco) allegra compagnia….

 

 

PALAMARA SECRETATO

Finalmente interrogato dal CSM, Luca Palamara si è tolto più di un sassolino dalle scarpe davanti alla Prima commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, competente sulle “incompatibilità” delle toghe. L’ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati era stato convocato per essere sentito dai suoi ex colleghi dopo il suo libro-scandalo sulle porcherie legate alle nomine in magistratura, come era emerso anche dai messaggi che Palamara scambiava a ritmo frenetico con le centinaia di magistrati che aspiravano ad un incarico di vertice ed i politici “amici”.

L’audizione è stata però secretata, l’ Italia NON deve sapere. «È una audizione riservata per la quale ho ricevuto la consegna del silenzio», ha detto all’uscita dal CSM lo stesso Palamara.

E questa sarebbe una repubblica democratica, dove “La legge uguale per tutti”? 

 

RENZI VA A SPASSO

Dopo il viaggio in Arabia Saudita, Matteo Renzi era domenica scorsa in Bahrein, ripreso dalle telecamere di Sky nei box del gran premio di Formula1.

Vaccini, quarantene, obblighi al rientro? Particolari che non contano per un “lobbista” di livello internazionale come Renzi, e diamo a questa parola il significato meno torbido possibile.

Insomma: Renzi gira il mondo a pagamento, si diverte e fa pure i suoi affari.

D'altronde lo hanno sempre fatto Clinton, Obama e tanti importanti ex politici soprattutto di sinistra, quelli del solito “giro bene” dell’intellighenzia internazionale. Solo che Renzi non è un “ex”, ma ancora un eletto del popolo italiano con un incarico istituzionale e - già che era lì di passaggio – avrebbe per esempio potuto ricordarsi e ricordare di come il Bahrein non sia proprio al “top” per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani. Ma volete mettere il business che si può fare con gli sceicchi arabi e dintorni?

Non perdiamoci in queste quisquilie umanitarie, suvvia!

 

ADOZIONI ? CI PENSA LA CASSAZIONE

Ci sono migliaia di coppie che invano attendono per anni di poter adottare un bambino e trovano mille ostacoli in Italia e nel mondo.

Vorrei norme che semplifichino queste procedure, invece prendo atto che la Cassazione è impegnata a sentenziare che «Non contrasta con i principi di ordine pubblico internazionale il riconoscimento degli effetti di un provvedimento giurisdizionale straniero di adozione di minore da parte di coppia omoaffettiva maschile che attribuisca lo status genitoriale secondo il modello dell’adozione piena o legittimante, non costituendo elemento ostativo il fatto che il nucleo familiare del figlio minore adottivo sia omogenitoriale ove sia esclusa la preesistenza di un accordo di surrogazione di maternità a fondamento della filiazione».

A parte che sarà ben difficile mai provare l’ultima riga (ovvero smascherare la prassi dell’ “utero affittato” a pagamento per recuperare un figlio fabbricato all’estero da una povera madre che sparisce subito dopo il parto), mi è permesso esprimere come cittadino il mio personale dissenso su questa sentenza?

Mi sono sempre chiesto se e come sia considerato anche il diritto di un bimbo ad avere due genitori di sesso diverso (avrei voluto scrivere “normali”, ma sarei accusato di offendere qualcuno) anziché vedersi assegnati legalmente due genitori omosessuali. 

 

GENTE DI LAGO 2

E ancora disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”  In 172 pagine - tutte a colori - ripropone ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi. Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

I RICAVI DELLE VENDITE SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER LA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO.

 

Buona settimana e buona Pasqua a tutti!                     Marco Zacchera




IL PUNTO   n. 808 del 26 marzo 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  IL SOGNO – SOSTEGNI: LA GRANDE DELUSIONE – DIRITTO DI CRITICA - CONGO: NON DIMENTICARE –  GENTE DI LAGO 2 - STORIA A TELE VCO

 

IL SOGNO

Astrazenica è in clamoroso ritardo per la consegna dei vaccini eppure due giorni fa sono state scoperte 29 milioni di dosi depositate (nascoste) ad Anagni, vicino a Frosinone, prodotte in Italia ma in partenza per l'estero.

Sognerei un paese che, contestando formalmente all’azienda le mancate forniture, con un bel sequestro penale bloccasse l’intero lotto immettendone una buona parte  nella rete di distribuzione italiana e usandole SUBITO per vaccinare qualche milione di persone rimaste senza vaccino proprio per colpa dell’azienda.  

Sarebbe un atteggiamento scorretto? Ma è stata corretta la Commissione Europea NON rendendo pubblici i contratti con Astrazeneca senza penali per i ritardi?

Forse che la stessa Germania, l' Austria, l'Ungheria, La Danimarca ecc. non hanno forse sottoscritto accordi per conto loro, pur di trovare altri vaccini?

Noi ci troviamo i vaccini in casa, scopriamo che vengono prodotti qui da noi (e non lo aveva mai ammesso nessuno) e adesso ce li lasciamo perfino scappare ?

Semplicemente li dovremmo usare subito, visto i conclamati ritardi nelle forniture e soprattutto i nostri 400 morti al giorno.

Ma è un sogno questo atto di fermezza, una illusione che temo tale resterà, come quella di avere finalmente una reazione forte a Palazzo Chigi nei confronti dell’ Europa, dimostrando finalmente con i fatti il famoso “cambio di passo”…

 

LA GRANDE DELUSIONE

Settimane di attesa, ma alla lettura del decreto “Sostegni” mi ha colto una profonda delusione.

So benissimo che la situazione è difficile, che i soldi non ci sono, che si fa quel che si può, ma se pensiamo che sia possibile rilanciare il paese con norme come quelle varate sabato dal governo?

Draghi  ha solo spalmato sul sistema economico i 32 miliardi di extra debito votati dal parlamento ovvero 500 euro a testa se non si contassero le attività produttive, ma – visto che poi ci sono milioni di imprese da aiutare – alla fine sono davvero pochi spiccioli per tutti.

Non vedo un “effetto moltiplicatore” negli interventi e soprattutto non ci sono paragoni con quanto avviene all’estero.

Siamo piccoli, d’accordo, ma gli USA hanno varato un piano di rilancio economico da 1.900 miliardi di dollari (1.700 miliardi di euro), noi... da 32 (!!).

Per il commercio e il turismo è una desolazione: meno aiuti perfino rispetto al governo Conte con un “sostegno” (?!) pari a circa l’1% del giro d’affari del 2019.

Con questa elemosina si vuol salvare e davvero rilanciare il turismo italiano?

Ma ci rendiamo conto che sono somme perfino inferiori all’importo  – per fare un esempio – della tassa sui rifiuti solidi urbani che gli alberghi, bar e i ristoranti sono stati comunque costretti a pagare l’anno scorso pur non avendo prodotto gran parte dei rifiuti a causa della chiusura degli esercizi?

GUARDATE LA BEFFA DELLA CONFERMA NEL DECRETO DI DOVER COMUNQUE PAGARE PERFINO IL CANONE RAI PER IL 2020 E IL 2021 ANCHE PER GLI ALBERGHI CHIUSI (con solo una riduzione del 30% per il 2021): MA SE GLI ALBERGHI SONO STATI CHIUSI E TUTTORA LO SONO, E’ GIUSTO FAR PAGARE UN BALZELLO DI MIGLIAIA DI EURO A CIASCUN ESERCIZIO PER LE TV IN  CAMERE D’ALBERGO CHE RESTANO CHIUSE E VUOTE PER OBBLIGO DI DECRETO?

MA E’ UNA INDECENZA!

Non servono le polemiche? Vero, ma bisogna pur rendersi conto che con questi pochi aiuti non si risolve nulla, è solo una piccola mancia a circa 3 milioni di imprese che peggio di prima si trovano ora a dover affrontare una situazione di crisi drammatica.

Una crisi causata anche dall’inefficienza europea e all’eccessiva, conclamata dipendenza rispetto alle grandi case farmaceutiche che sulla pandemia in modo amorale stanno guadagnando miliardi di euro esentasse grazie ai burocrati ed ai politici di Bruxelles, visibilmente incapaci (e speriamo non corrotti), quelli che – guarda caso – hanno la stessa casacca del PD italiano e di alcuni dei suoi alleati.

 

IL DIRITTO DI CRITICA, L‘OMOLOGAZIONE DEI MEDIA

Non so se avete notato come - soprattutto i TG ma anche i titoli dei grandi giornali - siano un inno quotidiano al vaccino che verrà.

Ogni giorno si riportano dati per il futuro, si ipotizzano di centinaia di migliaia di dosi quotidiane che sono sempre un obiettivo che però non si raggiunge mai, milioni di vaccini in arrivo che poi restano per strada.

In settimana per tre giorni si è enfatizzato sul "Il milione di dosi in più" del vaccino "J & J" da consegnarsi ad aprile, dimenticando però di sottolineare che la settimana scorsa il generale Figliolo – quello delle cento medaglie sulla giubba, più decorato di uno sovietico, strepitosa la sua imitazione fatta da Crozza! - aveva annunciato "mezzo milione di vaccinazioni al giorno" ovvero (la matematica non è un opinione) si impiegherebbe solo due giorni per far fuori la "maxi fornitura".

Anche i numeri confondono: non esce mai il grafico dei vaccini quotidiani (deludente) e si enfatizza sui due milioni e mezzo di italiani già vaccinati, forse per non dire che siamo solo al 4% della popolazione, ovvero senza nessun miglioramento sensibile per costruire il "gregge", ma intanto sono giù scivolati via 3 mesi dall'arrivo in pompa magna delle prime dosi a fine dicembre tra TV, inni e fanfare.

Sicuramente ci sono problemi a livello di regioni che ritardano nei piani (Lombardia in testa) ma mi pare che il problema non siano i "centri vaccinali" ma piuttosto i vaccini stessi che non ci sono e ogni dato europeo si sta dimostrando clamorosamente “farlocco”.

In questa situazione di crisi è osceno che si abbia il coraggio di boicottare o almeno ritardare in ogni modo il vaccino russo "Sputnik 5" in buona sostanza solo per motivi politici.

Lo “Sputnik 5” è’ già usato in 56 paesi del mondo, molti miei amici in Sudamerica si sono vaccinati proprio con il vaccino russo e tutti stanno benissimo, credo sia criminale mischiare politica e medicina.

Di fatto però "J & J" viene enfatizzato dagli americani che però sono contro "Astrazeneca" e la boicottano, mentre gli europei (iper-inguaiati) invece difendono Astra ad oltranza, anche se la copertura di questo vaccino è bassa e non supera il 70% pur dopo la seconda dose.

Il cittadino normale è quotidianamente bombardato di dati: cosa riesce a capire, come può orientarsi nella babele di esperti, più o meno presunti?

La sensazione è di essere tenuti buoni perchè non ci sono di fatto alternative, bisogna quindi sopportare l'epidemia ed aspettare tempi migliori.

Centinaia di morti al giorno, purtroppo, ci confermano però  che qualcuno dovrebbe cominciare a pagare per i ritardi. Ma a questo punto - da Bruxelles in giù - tutti si tirano indietro e la "colpa" è di qualcun altro della catena.

 

ATTANASIO DIMENTICATO

E’ passato solo un mese dalla barbara uccisione dell’ambasciatore Attanasio e della sua scorta in Congo, ma già non ne parla più nessuno.

Nessuno ha chiarito le responsabilità dell’agguato, nessuna risposta è arrivata dall’ONU, dal PAM e dal governo congolese. Il giudice che indagava è stato ucciso, sparito anche lui. Tuttora non si sa cosa ci facesse in quella zona il nostro ambasciatore e sotto quale  responsabilità.

Come si temeva ci hanno imbrogliando tutti: l’ONU, il PAM, il governo del Congo e una volta di più la nostra credibilità nazionale è svanita nel nulla.

Il Ministro Di Maio? Sparito anche lui, si è volatilizzato, come la pubblica commozione…

 

 

GENTE DI LAGO 2

E ancora disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”.   Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DEL CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

LA NOSTRA STORIA A TELE  VCO

Per chi ama la storia ricordo che su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming) ogni martedì  alle 14.30 fino a metà aprile vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30. Chi vuole connettersi in streaming mi cerchi su:  www.vcoazzurratv.it agli orari indicati

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 807 del 19 marzo 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  VACCINI: POLVERI BAGNATE – RESPONSABILITA’ EUROPEE – BIDEN E IL KILLER – LETTA: IL MARZIANO DI PARIGI – ITALIA E ITALIANI -  STORIA A TELE VCO

 

VACCINI: POLVERI BAGNATE

Conta poco annunciare un super piano vaccinale e di voler “dar fuoco alle polveri” – espressione militaresca del generale Figliuolo  - perché se poi mancano i vaccini le polveri restano bagnate e non si innescano certo solo con le speranze e la propaganda quotidiana, soprattutto con tutti i timori suscitati da Astrazeneca.

Sono mesi e mesi che si parla di piani strabilianti, di milioni di dosi, di “immancabili destini” (questa, già sentita) ma siamo ancora al palo.

Il nuovo piano vaccinale previsto dal governo il 10 marzo scorso (solo 9 giorni fa…) a  pagina 11, allegato 3,  prevedeva la disponibilità di ben 153.484.000 dosi di vaccino entro il 31.3.2021. A giovedì 18 marzo i vaccinati in Italia sono però solo 7.204.358 e di essi soltanto 2.225.652 hanno ricevuto la 2° dose, pari al 3,68% della popolazione e questo dopo  81 giorni di vaccinazioni, percentualmente sempre tra i più bassi d’Europa. Siamo ben sotto allo 0,4% settimanale e per arrivare all’ “l’immunità di gregge” con questo ritmo non ci arriveremo neppure in 2 anni!  

Senza dubbio si migliorerà, ma intanto - forse - titoli, proclami e mille interviste per ora sono davvero fuori luogo, anzi ingenerano illusioni, confusioni e timori.

 

P.S. Come era assolutamente certo è stato confermato l’ok al vaccino Astrazeneca. Immaginate cosa sarebbe successo se ci fosse stato un verdetto contrario: impossibile.

Sono assolutamente convinto che sia meglio vaccinarsi, pur anche con Astrazeneca,  ma mi chiedo piuttosto se fosse proprio necessario “in attesa” sospendere tutto: 5 giorni di stop alle vaccinazioni (deciso dalla Germania e a cui si sono accodati poi quasi tutti) solo in Italia significano statisticamente un migliaio di morti in più. Domandona: ma non è che in queste partite contano anche gli interessi politici, le rivalità tra nazioni e le loro case farmaceutiche? Un concetto che sarebbe da approfondire…

  

RESPONSABILITA’ EUROPEE: CHI PAGA?

Questo pasticcio europeo sui vaccini conferma come sia assolutamente venuta l’ora di resettare i vertici di Bruxelles.

Dopo l’Europa dove comandano le banche e le norme burocratiche più assurde possibili, si assiste ancora una volta al fallimento conclamato della Commissione Europea ed è sciocco - ma soprattutto ingiusto - che chi ne è al vertice non paghi, come sempre, per le proprie pesanti responsabilità economiche, organizzative, sanitarie e politiche.

Legarsi mani e piedi per i vaccini a specifici gruppi farmaceutici senza sottoscrivere contratti trasparenti, pubblici, chiari e soprattutto con le dovute garanzie rimanendo poi travolti dai ritardi di Pfizer e Astrazeneca è un esempio di “mala gestio” impressionante.

Decine di migliaia di europei sono morti proprio per questi ritardi e si impone una forte denuncia politica, una richiesta di chiarezza ma anche le conseguenti dimissioni  di chi ha svolto (male) il proprio compito

Invece di dimissioni non parla mai nessuno e nessuno – a partire da Ursula von der Leyen – si assume un minimo di responsabilità per le proprie scelte.

Eppure sono state decisioni prese soprattutto nell’interesse dei “big” delle industrie farmaceutiche (che in questa pandemia stanno guadagnando miliardi di euro) a danno dei cittadini europei.

Questo non è giusto, non è più tollerabile, né eticamente né politicamente: chiedere le dimissioni dei vertici politici della UE non è demonizzare l’Europa o muoversi da “euroscettici”, è semplicemente applicare la democrazia: chi sbaglia paga e questa dovrebbe essere la regola per tutti.

 

BIDEN, TRUMP E IL KILLER PUTIN IN AGGUATO

Negli USA sono state vaccinare 123 milioni di persone e Joe Biden si auto-esalta per il successo dimenticando che il risultato è anche  frutto del suo predecessore che sui vaccini ha stanziato miliardi di dollari.

Poi, sul più bello, ecco  Biden  dichiarare " a freddo" che il leader russo Putin “è un killer” scatenando la guerra diplomatica (per ora).

Che Trump fosse fuori dalle righe mi sembrava pacifico, ma non è che sia l’aria della Casa Bianca a mandare tutti un pò fuori di testa? Perché o Biden non capisce bene gli effetti delle sue dichiarazioni o non è  totalmente in sé (ipotesi non da scartare) oppure deve spiegarsi meglio, ad iniziare dalla solita litania delle “elezioni truccate”.

Quando lo sosteneva Trump era sbeffeggiato come pazzo, se lo dice però anche Biden (che ha vinto) bisogna davvero chiedergli come e perché.

Occorre soprattutto avere il coraggio di guardare bene in fondo all’armadio, perchè proprio il candidato democratico è stato sponsorizzato dai media del mondo - quasi tutti schierati al suo fianco - come i “filantropi” alla Bill Gates, la grande finanza, le multinazionali, le grandi società farmaceutiche che sul COVID stanno facendo affari d’oro (e i loro dirigenti li hanno già fatti in borsa).

Che ci siano anche non disinteressati “suggeritori” a spingere Biden ad attaccare Putin per bloccare la concorrenza russa, magari anche quella del vaccino “Sputnik” che costa poco e sembra funzionare benissimo?

Così come bisognerebbe tornare a parlare anche di Hunter Biden, il figlio degenere del presidente, quello inguaiato fino al collo negli scandali - finanziari e non - in Ucraina e dintorni e di cui i media parlano poco, soprattutto da quando papà “Joe” è alla Casa Bianca.

 

IL MARZIANO DI PARIGI

La platea virtuale dell’Assemblea Nazionale del PD ha incoronato Enrico Letta a nuovo leader del partito. Una unanimità molto sospetta, frutto di un armistizio interno per salvare la faccia davanti a una crisi profonda.  

Credo che Letta sia una persona seria, ma sono scettico sulle sue concrete possibilità di rilancio anche perché un paio di sue scivolate al debutto non sono troppo beneauguranti.

A parte l’accenno allo “ius soli” di cui non si capisce l’urgenza proprio in un periodo tribolato come questo, l’affermare “ Siamo costretti a stare al governo perchè gli altri ci vorrebbero fuori dall' Europa, se diventiamo però un partito di potere noi siamo morti" significa non rendersi conto che il PD è per definizione “il” partito del potere in Italia e credo che se non l’avesse sarebbe ancor più in crisi di quanto lo è già.

Un controllo sistematico dell’informazione, del sottogoverno, degli enti locali, della magistratura: il PD a dispetto di un 18% circa dei voti controlla il potere ben di più del suo peso specifico. Forse Letta a Parigi era in altre faccende affaccendato, perché non rendersene conto vuol dire mettersi fuori dalla realtà.

Il PD vive e prospera (o prosperava) proprio gestendo il potere: è l’humus indispensabile in cui cresce la pianta “democratica” e spesso – purtroppo – è la sua vera ragion d’essere.

Solo degli “utili idioti” come i grillini possono far finta di non accorgersene pur di mantenere la loro fettina di potere e dopo aver distrutto ogni propria autonomia, credibilità, volontà di cambiamento.

Quello che più da fastidio è poi dirsi “europeisti” ad oltranza senza capire che “questa” Europa - controllata e diretta dal PD e dai suoi alleati europei - sta diventando progressivamente IL VERO PROBLEMA del nostro paese.

Il pastrocchio democristian-comunista che ha creato a suo tempo quello che poi divenne il PD pur rimanendo con anime diverse è un compromesso, il solito compromesso che in Letta ha ora il suo leader e che in questo senso rappresenta bene proprio quel potere che – come diceva Andreotti – “logora chi non ce l’ha” ma, in questo caso, infetta alla grande proprio chi lo detiene.

 

W L'ITALIANO (DOC, SE POSSIBILE)

Pochi hanno ricordato (ho visto una bella iniziativa di Fratelli D’Italia, non me ne risultano altre) che il 17 marzo era il 160° anniversario della nostra raggiunta unità nazionale, anche se parlarne oggi puzza subito di nazionalismo e “nostalgismo”. 

Ritengo che si dovrebbero ricordare questo anniversario  CON ORGOGLIO E RIVALUTANDO LO SPIRITO DI APPARTENENZA AD UNA COMUNITA’ NAZIONALE senza nulla voler togliere alle altre.

Litigando su tutto e dimenticando le nostre radici si perdono infatti le caratteristiche comuni, ma soprattutto il termine “unità nazionale” non deve valere solo per le partite di calcio ma per  sottolinearne le caratteristiche, le tradizioni, lo spirito di comunità.

Sembra invece che si faccia di tutto per cancellare la nostra storia, la nostra lingua, i nostri punti di riferimento.

Per esempio, perché bisogna continuare a tradurre termini italiani in inglese, anche quando non ce n'è alcuna necessità? Ma vi sembra logico che per annunciare il primo grande punto di vaccinazioni italiano curato dai nostri militari (peraltro sospeso dopo poche ore per la crisi del vaccino Astrazeneca) lo si debba chiamare "Hub drive trough Esercito"? (Tra l’altro, ma perché poi "Esercito" ?! Allora dovrebbe essere tradotto in "Army"!)

L’esempio è banale, ma ci sono decine di parole, neologismi, sigle che non hanno alcun bisogno di essere tradotte. Pensate che i francesi il computer lo chiamano ancora “ordinateur” e se ne vantano. Da sempre denuncio questa pervicace volontà politica della sinistra (come lo era del comunismo internazionale) a cancellare lo spirito di appartenenza e l’amor di patria dei popoli e questo è profondamente sbagliato perché l' “appartenenza” – ripeto – non deve significare odio, rancore, lotta o stupido senso di superiorità verso qualsiasi  altra razza, religione, etnia o nazione.

Sembra ci sia invece in atto un accanimento terapeutico contro tutto quello che è “italiano” banalizzando e censurando ogni sentimento.

Vale anche per l’immigrazione:  mentre ogni anno centinaia di migliaia di italiani (scolasticamente qualificati) se ne vanno perché delusi dal nostro paese, noi siamo aperti (anzi, apertissimi) ai nuovi arrivi. Non solo per gli sbarchi che nel silenzio dei media continuano indisturbati ma nei numeri "ufficiali". Nel 2019  su 706.400 persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE ben 127 mila (il 18%) hanno conquistato la cittadinanza italiana, il 2,54% degli abitanti rispetto al 2% medio europeo. A queste percentuali vanno però aggiunte tutte le neo-cittadinanze italiane concesse ad altri cittadini europei (tra cui molti romeni e degli altri paesi dell’est) che non fanno “statistica” ma sono “sostanza”. 

L’Italia è quindi più che disponibile già oggi a nuove cittadinanze, a cosa serve che Enrico Letta abbia posto come uno dei principali punti programmatici del PD di nuovo lo “ius soli”? Vi sembra che ce ne sia davvero la necessità?

 

LA NOSTRA STORIA A TELE  VCO

Per chi ama la storia ricordo che su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30. Chi vuole connettersi in streaming mi cerchi su:  www.vcoazzurratv.it agli orari indicati

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                    MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 806 del 12 marzo 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  ARRIVA LETTA – ANNIVERSARIO COVID – BOLLETTE & CARTELLE – TOCCA ALLA MELONI – ALITALIA CRASH -  SCHIFEZZE A SANREMO - STORIA A TELE VCO

 

ENRICO, MA TE NE STAVI SERENO…

Enrico Letta se ne stava sereno nel suo dorato esilio di Parigi, ma la politica è cosa di  sangue e così ha detto “si” alla lusinga di diventare il nuovo segretario del PD.

Reiterato autolesionista, dopo gli sgambetti di Matteo Renzi (ricordate il suo celebre “Enrico, stai sereno!” con successivo tradimento) il buon Enrico insomma ci riprova.

Tranquilli: da oggi per lui suonano e suoneranno le trombe e i plausi dei capigruppo PD, capicorrente, capimanipolo, intellettuali, non disinteressati boiardi di stato, di tanti aspiranti a posti, cariche e nomine. Si metteranno in mostra democratici di “area”, giornalisti Rai e dintorni, marchettari generici e DOC assicurandogli presenze garantite in tutti i programmi televisivi e d’opinione in un tripudio di interviste e genuflessioni.

Tutti saranno pronti agli osanna e a dirgli “bravo, bene, bis!” ma contemporaneamente iniziando a pensare sul come abbatterlo non appena sarà possibile.

Auguri comunque a Letta che mi sta pure simpatico, ma una sola cosa sarebbe davvero stonata, ovvero che - in cambio “della grave pena” (copyright di Scalfaro quando nel ’45 chiedeva la condanna a morte di qualche fascista) – gli fosse stato davvero promesso sottobanco di diventare il prossimo Presidente della Repubblica. Mercanteggiare il Colle con i 30 denari di una congiura interna nel palazzo del PD mi sembrerebbe decisamente oltraggioso.

 

UNO, NESSUNO E CENTOMILA

Un ricordo rispettoso e commosso ai 100.000 morti italiani in un anno per il COVID con l’augurio che finalmente decolli la campagna vaccinale perché ad oggi siamo ancora solo al 2,98% di vaccinati, praticamente gli ultimi in Europa.

Se serviranno nuovi sacrifici (vedi zone rosse) mi auguro che siano finalmente determinanti e risolutive, senza un continuo stillicidio di decisioni che proseguono da un anno senza risolvere i problemi.

Serve anche “realpolitik”: se il vaccino Sputnik funziona venga usato, non lo si emargini solo per questioni politiche. Soprattutto i governi chiedano l’avvio di una seria inchiesta a livello europeo sui perché dei ritardi, dei silenzi, delle evidenti connivenze dei vertici UE con i boss dell’industria farmaceutica, una complicità che pesa vista l’opacità dei contratti, dei pagamenti, delle (mancate) penali, dei silenzi omertosi che stanno contraddistinguendo le manovre di Bruxelles..

 

BOLLETTE & CARTELLE

Comprensibilmente il governo si pone il problema delle cartelle esattoriali non pagate e che si stanno accumulando da mesi visti questi tempi bui. Siano ormai a decine di milioni di pratiche da smaltire in qualche modo e – come sempre - tira aria di organizzare l’ennesimo condono.

Mossa anche comprensibile, ma qualcuno pensa ai milioni di contribuenti che – ligi al dovere – HANNO INVECE PAGATO NEI  TERMINI?

Forse un qualche “bonus” di ringraziamento dovrebbe essere considerato anche per loro perché altrimenti - una volta di più - chi non paga alla fine viene premiato e chi invece ha pagato è come sempre fregato! Non lamentiamoci poi se l’Italia è la patria dei furbi e sempre più persone decidono di NON pagare, sperando nei condoni prossimi venturi che sono sempre…i penultimi.

 

TOCCA ALLA MELONI

Non c’è nulla da fare: se un leader del centrodestra cresce nei consensi parte subito la macchina del fango. Avvenne con Salvini, ma è già il turno della Meloni che “Repubblica” accusa – pubblicando le confessioni del solito “pentito” filtrate dai soliti PM dell’Antimafia di Roma – di aver consegnato 35.000 euro in contanti nel 2013 a un gruppo di Rom (!) incontrandoli personalmente ad un distributore di benzina vicino a Latina. La Meloni, secondo il pentito, sarebbe stata a bordo di una Volkswagen nera e avrebbe pagato gli zingari per ottenere “voti di scambio” e appiccicamento di manifesti in zona.

La vicenda appare francamente inverosimile, la Meloni ovviamente smentisce e querela, ma intanto la gogna mediatica è cominciata. Difficile pensare a una Meloni che incroci di persona proprio dei Rom e serve poco alla leader di FdI sottolineare che non ha mai avuto un auto nera o che da quelle parti non poteva esserci  in quel giorno: la maldicenza serpeggia sottile, “Repubblica” (e chi ci sta dietro) è potente.

 

ALITALIA

Una voragine. Dopo quattro anni di amministrazione straordinaria  il governo Draghi ha appena deciso di nominare altri due commissari in Alitalia che a questo punto – salvo errori - diventano contemporaneamente ben otto.  In quattro anni sono stati intanto dilapidati 1,3 MILIARDI di prestiti dello Stato, 300 MILIONI di interessi passivi, 350 MILIONI di ristori Covid (sempre dello Stato) a compensazione del crollo del traffico aereo del 2020, con circa 3 MILIARDI di debiti accumulati dalla bad company nei confronti dei fornitori e ora altri 3 MILIARDI in pancia alla nuova società, direttamente controllata al 100% dal ministero del Tesoro (quindi sempre dallo Stato).  Ci si poteva aspettare che la compagnia avesse intanto tagliato di brutto i suoi costi e soprattutto le sue consulenze esterne che invece sono lievitate ad oltre 14 milioni l’anno solo per pagare i consulenti che la stanno accompagnando in questo periodo. Altro che decollo, l’Alitalia è un continuo schiantarsi al suolo! Fosse fallita anni fa avremmo risparmiato somme sufficienti a creare una nuova flotta e una nuova società, come avvenne per Swissair, Sabena, Olympic. Eppure in Svizzera, Belgio e Grecia si vola lo stesso con altre aziende “nazionali”. Quando finirà questo suicidio?

 

SCHIFEZZE A SANREMO

Ma perché a tutti i costi replicare anche quest’anno Sanremo? Da un anno la musica italiana è ferma, teatri e cinema chiusi, mentre cantanti, autori, musicisti ma soprattutto tutti quelli che lavorano dietro le quinte sono (letteralmente) alla fame.

Il (brutto) festival di Sanremo 2020 è stata una forzatura alla legge, al buon senso, alla decenza.

Alla legge perché una volta di più non è stata “uguale per tutti”. Migliaia di locali si erano adeguati alle richieste anti-Covid e si erano messi in regola per poter lavorare e sono comunque dovuti rimanere chiusi, mentre a Sanremo (pur essendo a due passi dalla Costa Azzurra, la zona più colpita dal Covid in Francia) tutto è stato permesso e l’Ariston è stato appositamente riaperto a differenza dei cinema e teatri di tutta Italia. Potenza della Rai, ma uno scandaloso (e pericoloso) privilegio.

Al buon senso perché è apparso evidente che gli invitati, i prescelti, i “big”, i presentatori ecc. fanno tutti capo a un ristretto gruppo di organizzatori che in Rai fanno il bello e il cattivo tempo inserendo nomi delle proprie agenzie e magicamente escludendo gli altri.

Alla decenza perché certe rappresentazioni – vedi Achille Lauro, per intenderci - hanno fatto davvero schifo, al di là della sopportazione, della logica, del buonsenso, del buongusto…eppure tutto è stato loro concesso. Perché?

Perché la Rai (meglio, alcune persone in Rai) possono evidentemente permettersi tutto, ricattare politici e centellinare ospiti in un eterno, opaco connubio dove il “servizio pubblico” non conta nulla rispetto ai tanti “interessi privati” che permettono ad alcuni di spuntare cachet milionari.

Ma cosa aspetta il governo Draghi a fare pulizia anche in questo macello, a cacciare finalmente incrostati privilegi di persone impresentabili? Cosa aspetta la “Commissione di vigilanza RAI” a chiedere e soprattutto ad ottenere la testa dei responsabili?

Immaginate se un festival trash come quello di Sanremo quest’anno fosse stato prodotto e trasmesso alla BBC: impossibile.

Sanremo era (una volta) la presentazione della musica e dei cantanti italiani nel mondo: secondo voi,  che ulteriore immagine di pazzi esce all’estero del nostro paese? Da festival della musica italiana, Sanremo è stato trasformato nel festival delle banalità, con conduttori che si mettono parrucca e corone di spine tra musicisti gay che trovano rivoluzionario e irriverente baciarsi sul palco.

E bisogna ridere, apprezzare o quantomeno tacere, altrimenti sei etichettato come razzista, fascista, bigotto, omofobo e misogino.

La verità è che siamo un paese culturalmente ormai inesistente, dove anche nella musica c’è solo il (falso) politicamente corretto, dove bisogna esagerare per fare audience. Se poi l’audience non c’è basta inventarsi le cifre e se comunque anche le cifre non ci sono si parla comunque di “grande successo”.

Alla fine sono arrivate sul palco le ultraottantenni Orietta Berti e Ornella Vanoni, facendo scoprire che sono ancora loro (e sembrano solo loro) quelle che sanno o sapevano cantare.

 

LA NOSTRA STORIA A TELE  VCO

Per chi ama la storia ricordo che su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30. Chi vuole connettersi in streaming mi cerchi su:  www.vcoazzurratv.it agli orari indicati

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                                          MARCO ZACCHERA






IL PUNTO   n. 805 del 5 marzo 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  ZINGARETTI - DISCONTINUITA’ DI DRAGHI? – ENNESIMO FLOP EUROPEO - IL BUFFONE FA L’ASTRONAUTA – MAGISTRATURA DEMOCRATICA – CONGO: NON DIMENTICARE – STORIA A TELE VCO

........................................................................

 

ZINGARETTI SI DIMETTE ( E SI VERGOGNA)

Nicola Zingaretti si è dimesso dalla guida del PD. Probabilmente dimissioni strumentali e nella speranza di un inno al ritorno, ma è significativa la frase di apertura del suo tweet con il quale ne dà notizia al mondo : “ Mi vergogno del PD…” Se di un partito si vergogna perfino il suo segretario, cosa devono aggiungere gli avversari politici ? 

 

DRAGHI: DISCONTINUITA’ (?)

Del premier Mario Draghi questa settimana mi sono piaciute un paio di cose importanti. Innanzitutto che parla poco: apprezzo un premier defilato e che non ama – come invece bramava Conte – la continua passerella televisiva, anche perché probabilmente Draghi ha capito subito che più sta defilato più alcuni tra i suoi ascari sparano cavolate e la gente nota (e apprezza) la sobrietà e la differenza di stile.

Secondo punto positivo è aver giubilato in settimana il torbido Domenico Arcuri e mi auguro che adesso non si passi un colpo di spugna sulle porcherie che ha combinato.

I lettori de “IL PUNTO” mi daranno atto che sono mesi che ne denunciavo le collusioni: adesso (?) se ne sono resi conto anche ai vertici.

Spero però che si vada a fondo per capire bene come abbia sprecato i soldi pubblici  con i faccendieri che gli sono stati intorno. Sarebbe un segno di vera discontinuità indagare in modo chiaro perché chi ha rubato o sprecato paghi fino in fondo e questo deve valere anche per i politici che lo hanno mantenuto in  carica a dispetto dei santi e delle indagini in corso da mesi, più o meno nascoste.

Spiace invece che anche il nuovo governo abbia nuovamente fatto ricorso ai DPCM per contenere la pandemia che sta peggiorando a vista d’occhio “festeggiando” l’anno di vita. Evidentemente tra ordini e contro-ordini, chiusure parziali e zone gialle, rosse, bianche o arancioni (più o meno rafforzate) siamo ancora al punto di partenza e la salvezza si chiama solo vaccinazione di massa, che purtroppo però va a rilento.

Con solo il 2,47% di vaccinati in rapporto alla popolazione (alla data del 3 marzo) stiamo sempre più scivolando in Europa verso gli ultimi posti: la matematica non è una opinione e dovrebbe fare riflettere sulle nostre incapacità organizzative.

Vero banco di prova per Draghi sarà comunque la partita del sostegno ad imprese, partite IVA e famiglie perché non basterà certo chiamarli appunto “sostegni” anziché “ristori”: la sostanza è che tutti gli indici economici sono pessimi e nulla di buono si vede all’orizzonte, almeno finchè le vaccinazioni non si saranno generalizzate.

 

NUOVO FLOP EUROPEO

Si può criticare l’Europa e tutte le demagogiche, quotidiane menate che ne esaltano il ruolo?

SI DEVE, soprattutto quando dietro alle chiacchiere si nascondono gli affari di un “gotha” finanziario che ne ha stravolto gli ideali e crea continui fallimenti.

Ne sono prova i quotidiani bollettini sul numero dei vaccinati che sono una catastrofe.

Anche qui ci sono responsabilità politiche di chi dirige la Commissione: annunci-bluff, contratti nascosti, clausole incomprensibili, segreti ingiustificati a coprire profitti enormi per le case farmaceutiche senza saper imporre penali vere per i ritardi.

Ursula Von den Leiden e la sua Commissione (Gentiloni compreso) – iper-riveriti dalla stampa e dalle TV nella continua ripetizione di banalità - dovrebbero essere oggetto di una severa indagine a livello continentale su sperperi, incapacità, dolosi infortuni contrattuali e ritardi che hanno già significato la morte di migliaia di europei.

Dopo il fallimento dell’ “Europa delle Banche” e delle politiche migratorie e di difesa fallisce così anche l’ “Europa dei vaccini" e sarà utile che Draghi giochi tutto il suo peso per uscire da questo vicolo cieco, non bastano certo le sue telefonate a Bruxelles .

Un’altra responsabilità del precedente governo è non aver pensato a canali alternativi all’Europa per recuperare vaccini come invece hanno fatto o stanno facendo Germania, Austria, Danimarca, Repubblica Ceca, Ungheria ecc.ecc.

Il ministro Giorgetti sta cercando ora di avviare la produzione dei vaccini in Italia, ma c’è da chiedersi perché ci si muova solo oggi e non lo sia fatto nel passato: una strategia impostata ad ottobre - quando già i vaccini erano stati testati - ci avrebbe visti già quasi autosufficienti per una produzione nazionale e non sperare solo di essere parzialmente pronti tra qualche mese.

 

CONTE, GIGGINO, IL TONNO  E L’ASTRONAUTA

Un Beppe Grillo che sembra un essere sempre più alterato nel proprio equilibrio mentale si è presentato a Roma con un casco d’astronauta per arruolare Giuseppe Conte, già “avvocato del popolo” annunciando che lo metterebbe a dirigere l’ex Movimento 5 Stelle (ex perchè ora è un 3 stelle e mezzo al massimo, o giù di lì).

Per carità, sono problemi dei grillini e dell’ego smisurato dell’ex premier, certo che le cose sono francamente incredibili. A parte il casco di Grillo (che sembra una idiota ironia verso i tanti italiani che dentro un casco come quello soffrono per il Covid), restano i fatti e quindi il bilancio disastroso per i residui “3 Stelle e mezzo” 

"Apriremo il parlamento come una scatola di tonno" esultava Giggino Di Maio solo tre anni fa, lo stesso buffone che - dal balcone di palazzo Chigi – annunciò poi trionfante al popolo  "La sconfitta della povertà" all'indomani del varo della legge per il reddito di cittadinanza.

Di Maio è sempre a fare il nostro Ministro degli Esteri per grazia ricevuta (e nostra disgrazia) e ancora oggi pontifica: «Stop alle ambiguità!», ribattezzando come «liberale e moderata» la nuova identità del suo Movimento.

Ambiguità?!?!  Grillini già populisti e barricaderi come “Movimento alternativo” a tutto, poi sovranisti con la Lega, poi riformisti con il Pd ed ora "Liberali e moderati" come Forza Italia e Berlusconi.

Bravo Di Maio, effettivamente nella vita quello che più conta è appunto la coerenza.

Il tonno – indignato - si è intanto ripreso la sua scatola e ci si è richiuso dentro con tanto di olio, come i parlamentari grillini che si prostituiscono con tutti pur di non mollare la loro poltrona.

 

MAGISTRATURA DEMOCRATICA

Tra le critiche a Matteo Renzi, messo sulla graticola per i suoi più che discutibili rapporti con l’Arabia Saudita, è degno di nota il commento che arriva da “Magistratura Democratica”, componente di sinistra della Magistratura che scrive: «Essere parlamentari di una Repubblica democratica non è compatibile – eticamente e politicamente – con l’adulazione dei despoti». Parole sante, ma da quando in qua una “corrente” di magistrati deve mettersi a criticare o meno un leader politico?

Da queste colonne ho polemizzato con Renzi mille volte, ma i magistrati facciano piuttosto il loro dovere e stiano alla larga da queste tematiche, oltretutto dopo che si sono coperti di vergogna nella lottizzazione delle cariche interne, “Magistratura Democratica” compresa.

A proposito, il silenzio di Mattarella in argomento comincia a diventare davvero inquietante…

 

PASSATA LA COMMOZIONE, NON DIMENTICHIAMO

E’ passata solo una settimana dalla barbara uccisione dell’ambasciatore Attanasio e della sua scorta in Congo, ma già non ne parla più nessuno mentre crescono i dubbi che Di Maio non ha certamente chiarito nè durante la sua relazione al Parlamento ma neppure nei giorni seguenti.

Al di là della commozione, che ci faceva lì il nostro ambasciatore, scortato da chi e sotto quale responsabilità? Ci stanno imbrogliando tutti: l’ONU, il PAM, il governo del Congo e una volta di più la nostra credibilità nazionale è sottozero.

 

LA NOSTRA STORIA A TELE  VCO

Per chi ama la storia ricordo che su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30. Chi vuole connettersi in streaming mi cerchi su:  www.vcoazzurratv.it agli orari indicati

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                          MARCO ZACCHERA 





IL PUNTO   n. 804 del 26 febbraio 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  STRADE D’AFRICA - CONTINUITA’- MAGISTRATI  RIBELLI – GENTE DI LAGO – LA STORIA IN TV

 

QUELLE STRADE DI POLVERE ROSSA

E’ con commozione che va un ricordo all’ambasciatore Luca Attanasio  e a Vittorio Iacovacci, il suo carabiniere di scorta.

Vedendo l’immagine di Attanasio riverso - pallido e morente - su un fuoristrada  mentre lo portavano in un ospedale lungo quelle strade di polvere rossa (dove ben difficilmente l’avrebbero comunque salvato) non potevo che ricordare viaggi vicini e lontani nel tempo tra quella stessa polvere rossa dell'altipiano, quella che si infila ovunque e - appena piove - diventa subito un fango spesso, pesante, che ti si attacca alle suole e resta incollato ai piedi di chi le scarpe neppure  le ha.

Il “mio” Burundi, le cannonate in Rwanda, i tanti profughi che camminano verso il Congo nell’eterna lotta tra hutu e tutsi con le distruzioni e i massacri, le case di mattoni crudi abbandonate con i tetti bruciati e che così si sbriciolano presto.

Capanne buie, colline terrazzate dove si piantano fagioli in ogni punto possibile pur di avere qualcosa da mangiare, galline che piluccano tra le corsie ospedaliere (dove i pazienti devono farsi da mangiare da soli) in edifici cadenti dove la cosa che ti colpisce di più è l’odore di marcio e di urina.

E intorno hai sempre tanti, tanti bambini.

Missionari e volontari eroici, gente di poche parole e da prima linea, quelli che spesso devono fuggire per le minacce di politici corrotti perché sono testimoni pericolosi. Insicurezza totale, campi profughi sterminati, giovani fumati e donne con i figli sulle spalle e una fascina o la tanica d’acqua in testa, perché le fontane sono sempre lontane da casa e ogni volta devi risalire a piedi tutta la collina con il solito fango che ti fa scivolare, eppure le taniche restano sempre diritte...

Ogni tanto vedi passare i gipponi bianchi dell’ONU o delle grandi associazioni umanitarie con gli altri volontari, quelli che -  ben pagati - il "volontario" lo fanno di mestiere e di solito vivono nelle ville nei quartieri “bene” delle capitali, quasi mai tra la gente disperata.

Intorno, uno scenario sempre uguale tra mille colline verdi, deforestate e popolate da formiche che sono una umanità povera, divisa, remissiva, paziente, che però ogni tanto si scatena in gesti di violenza inaudita e di lotte tribali.

                                                                    ****  ****

Come non ricordare quella mattina presto di metà aprile (avevo proprio l’età di Attanasio ed ero stato appena eletto deputato) quando nella foschia dell’alba per cinquanta metri sbagliammo direzione e finimmo in mezzo ai ribelli che controllavano la strada. Un albero di traverso per obbligarci a frenare e poi quegli occhi rossi dietro la punta del kalashnikov puntato diritto in faccia, con nemmeno il tempo di avere paura.

La vita che va e che viene, dipende dall’umore di quegli occhi rossi che ti fissano.

A noi andò bene e bastarono tre pacchetti di sigarette per poter tornare indietro, ma soprattutto servirono le parole tranquille e convincenti di un missionario saveriano che parlava bene il kirundo.

A Luca e Vittorio è andata male: è la roulette della vita, un soffio che vola leggero se vai in giro per quelle strade di terra rossa, quella di un’Africa che molti non immaginano neppure.

Loro passavano di là non per depredare ma per aiutare, ed è proprio per questo che resteranno ben vivi nel nostro ricordo.

 

PS: Forse pochi sanno che una qualsiasi nostra ambasciata nel mondo (e il personale che vi lavora) è “difesa” da pochissimi carabinieri -  che anche in Africa al massimo si contano sulle dita di una  mano e solo per le sedi più critiche - e un assalto, un agguato, una qualsiasi aggressione può avvenire in un attimo, sia in sede che all’esterno, quando allora conta ben poco la difesa di una pistola d’ordinanza.

Così come nessuno difende normalmente la sede di un consolato, a volte unica presenza italiana per interi paesi quando le nostre ambasciate - ridotte all'osso - “coprono” diversi stati anche lontani tra loro. Altro che le scorte (inutili) per centinaia di politici e di VIP che scorazzano con le auto di rappresentanza e le luci blu lampeggianti per le vie di Roma…

 

CONTINUITA’

E’ presto, assolutamente presto per dare ogni giudizio sul governo Draghi cui bisogna dare il tempo per rodarsi, ma certo che dopo due settimane di vita (tre dalla designazione) non appaiono all’orizzonte segnali rivoluzionari, ma solo una sostanziale continuità con il Conte 2, nuovi soci di governo a parte.

Di anomalo c’è stato per ora solo il braccio di ferro per i sottosegretari che sono stati nominati a dieci giorni dal voto di fiducia parlamentare (un ritardo inconsueto) ma per il resto calma piatta, nebbiosa più che altro.

Delle liti per il MES non se ne parla più, del Recovery nemmeno (ma c’è da sperare che si lavori sotto traccia), continuano le proroghe alla chiusure come le fughe dall’ormai movimento “Tre Stelle” mentre l’ineffabile Domenico Arcuri è sempre lì come un paracarro alla Protezione Civile, anche se salgono ogni giorno i livelli della melma e cominciano a denunciare  i suoi compari.

Fossi Draghi l’avrei già licenziato visto anche il perdurante flop per i continui rinvii della campagna vaccinale. D’altronde Arcuri ha fallito su tutta la linea: nessun rendiconto sulle sottoscrizioni, milioni di mascherine comprate fino al triplo dei prezzi di mercato, apparato “Immuni” fallito in pieno, milioni di banchi a rotelle costosi ed inservibili, commissioni torbide e stratosferiche pagate a personaggi loschi che risultano in diretto contatto con lui, fallimento della campagna vaccinale per i tempi, ma anche per centinaia di migliaia di dose bloccate.

Ormai siamo in coda all’Europa nella percentuale dei vaccinati (2,3% della popolazione) e in settimana ci ha superato perfino la Romania.  

Intanto gli “scienziati” continuano a pontificare indisturbati in TV, Speranza resta ministro di nome ma non di fatto, mentre  l’epidemia  sembra  purtroppo impennarsi  minacciando altri  stop.

 

GUARDA GUARDA , SI SVEGLIANO I MAGISTRATI…

“Siamo da tempo e restiamo fermamente convinti che la via per il ripristino della credibilità della giurisdizione, oltre che per un’inequivoca e pubblica risposta agli appelli alla trasparenza (troppo spesso elusi, strumentalizzati o del tutto inevasi), passi ineludibilmente per una radicale riforma dell’Ordinamento giudiziario»… «Tra coloro che sono stati investiti dalle rivelazioni dei mezzi di informazione, infatti, solo una parte, pur significativa ma certamente non completa, ha liberato l’Istituzione che rappresentava dal peso di una situazione divenuta oggettivamente insostenibile, facendo un passo indietro, con le dimissioni da taluni incarichi ricoperti o con l’anticipato abbandono dell’Ordine giudiziario" (ovvero hanno avuto la decenza di dimettersi – ndr) ma “La maggior parte dei vertici degli uffici giudiziari coinvolta nelle chat o nelle rivelazione di Palamara è ancora sempre al proprio posto.”… “Furono oltre mille gli incarichi assegnati dal Csm durante la “gestione” Palamara. Una quota rilevantissima di nomine venne fatta all’unanimità in Plenum. Che, sempre seguendo il ragionamento dell’ex presidente dell’Anm, sarebbe la prova della lottizzazione degli incarichi fra le correnti, le cosiddette nomine 'a pacchetto'.”… “Ad impedire una seria riflessione su quanto accaduto, poi, la tanto discussa circolare del procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, titolare dell'azione disciplinare, che non ha ritenuto di sanzionare i tanti magistrati che si erano 'auto sponsorizzati' con Palamara.” Quindi intanto non cambia niente

Attenzione: il testo non è mio ma è tratto da una “lettera aperta” inviata da un folto gruppo di Magistrati al Presidente della Repubblica (che è anche formalmente il Capo della magistratura italiana), lettera che in questi giorni sta raccogliendo moltissime adesioni tra giudici e procuratori, anche se non ne parla quasi nessuno. Mattarella non ha ancora risposto, né con le parole né – soprattutto -  con i fatti.

 

GENTE DI LAGO 2

Stanno già terminando le copie del mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito nel 2019 (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche. Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie. Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

LA NOSTRA STORIA A TELE  VCO

Per chi ama la storia ricordo che su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30. Chi vuole connettersi in streaming cerchi su:  www.vcoazzurratv.it agli orari indicati

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                                     MARCO ZACCHERA 




IL PUNTO   n. 803 del 19 febbraio 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  DRAGHI VUOL DIRE FIDUCIA – PRIORITA': VIA ARCURI - GIUSTIZIA AVVELENATA – COVID TRA NUMERI E PROFESSORI - STORIA A TELE VCO

 

FIDUCIA A DRAGHI

“Galbani vuol dire fiducia” recita la pubblicità di una nota ditta di formaggi.

Lo stesso si può dire del nuovo governo di Mario Draghi, visto l’amplissimo margine di cui  gode  in parlamento. Come i formaggi però vanno in scadenza, così non è dato sapere se e come il governo e soprattutto il premier continueranno su quest’onda di entusiasmo e di fiducia che sembra accompagnare “Supermario”.

Il debutto in aula è stato di alto profilo e coinvolgente: credo che quasi tutti abbiano apprezzato il taglio dell’intervento del neo-premier, ma il problema è passare dai discorsi ai fatti.

Nell’interesse del Paese c’è da augurarsi che ciò avvenga davvero, perché vorrebbe dire che almeno in parte i problemi italiani sarebbero effettivamente affrontati e (forse) risolti.

E’ ovviamente ancora presto per giudicare ed eventualmente criticare, ma se la luna di miele politica per un governo dura 100 giorni  vedremo  presto i risultati.

 

PRIORITA’: VIA ARCURI

Su un punto però spero che Draghi si muova subito: allontanare Domenico Arcuri da “supercommissario” alla protezione civile. Stanno emergendo troppe porcherie per tenersi tra i piedi questa persona del tutto impresentabile quanto inossidabile ed intoccabile. Tra l’altro sembra che i PM di Milano archivieranno per Arcuri una indagine in corso su una maxi consegna di mascherine pagate molto di più del prezzo di mercato (e con “commissioni” di decine di milioni di euro) “Perché non risulta un suo coinvolgimento diretto”.

Si potrebbe sapere allora come mai (parliamo di affari per centinaia di milioni) il “supercommissario” non si è nemmeno accorto che stava comunque pagando le mascherine (con soldi nostri) a società cinesi più o meno fittizie a un prezzo estremamente più alto di quelli che ciascuno di noi può vedere al supermercato o in farmacia ? O  Arcuri è colluso oppure  è un incapace, quindi va allontanato comunque, anche perché per ora gli italiani vaccinati - nonostante la forsennata campagna di stampa, show e fiorellini - rappresentano meno del 2,3% della popolazione.

Pochi lo verificano, ma in rapporto agli abitanti in Italia siamo a un dodicesimo dei vaccinati in  Israele, un quinto rispetto al Regno Unito, un terzo degli USA, meno della metà del Cile e siamo già dietro a Spagna, Svizzera, Danimarca, Estonia, Lituania e diversi altri paesi asiatici ed  europei. Anche Germania e Francia ci stanno superando… Insomma non è vero che i vaccini siano introvabili, visto che gli altri li trovano!

 

GIUSTIZIA AVVELENATA

Con uno scarno comunicato dei suoi legali, l’ex presidente Giorgio Napolitano (non “Sergio” come ho scritto involontariamente la settimana scorsa, mi scuso!) ha dichiarato “Di aver sempre agito secondo la legge” respingendo le accuse circostanziate che gli sono state avanzate, ma senza entrare minimamente nel merito delle accuse sulle sue pressioni in processi di mafia.

Veleni, ma sempre più dubbi anche perché proprio tre giorni fa il TAR del Lazio ha annullato la nomina di Michele Prestipino alla carica di procuratore di Roma, un incarico che – si dice nel giro giudiziario - “Vale due ministeri” e chi ha letto il libro di Palamara quasi poteva prevedere questo esito. Un evento sensazionale, eppure in TV ne hanno parlato pochissimo.

Ora il CSM dovrà rifare la nomina, rimettendo in gioco il procuratore generale di Firenze Viola e il procuratore di Palermo Lo Voi.

La domanda è che credibilità abbia un CSM (presieduto da Mattarella) con numerosi membri già inquisiti o protagonisti di inchieste, oltre che per i rapporti di David Ermini (ex parlamentare PD, ora vice-presidente del CSM) e di tanti altri suoi componenti proprio con Palamara.

Per la nomina alla Procura di Roma tornano a decidere sulle stesse persone praticamente gli stessi componenti del CSM che poco tempo prima  di nominare Prestipino avevano indicato Viola, salvo poi cancellarlo. Tradotto in italiano comprensibile mi pare che il caos sia totale, ma che queste nomine siano evidentemente frutto di compromessi che vanno ben oltre il valore, il curriculum o l’esperienza dei singoli candidati. L’intero sistema delle nomine e promozioni è marcio, oltre ogni  evidenza.

Due proposte: una immediata commissione d’inchiesta parlamentare (o avviata  direttamente dal Presidente della Repubblica) su questa situazione, visto che proprio Mattarella è il presidente del CSM  e intanto suo azzeramento.

Seconda proposta,  che i componenti del CSM siano eletti per sorteggio – anziché per liste di correnti – tra tutti i magistrati che ne abbiano titolo e ne  facciano domanda.

Non sarebbe una procedura molto più trasparente, stritolando così in un colpo solo il potere nefasto delle correnti politiche e clientelari che infettano la magistratura italiana?

 

COVID: I NUMERI E I PROFESSORI

Devo esprimere serio scetticismo su quanto quotidianamente ci viene raccontato a proposito del  Covid perché da mesi ci sono almeno tre cose che non tornano.

Innanzitutto i decessi: vengono conteggiati come morti di Covid persone che avevano ben diverse e gravi patologie e "anche" risultano (da decedute) positive al COVID, ma senza che nessuno spieghi o verifichi se la morte sia connessa o meno a questa epidemia (tanto non si fanno autopsie).

Per contro nessuno conteggia i morti che arrivano dalla riduzione dei normali reparti ospedalieri, per i ritardi degli esami clinici, per l'impossibilità di farsi curare che colpisce tutti gli "altri" malati che comunque rappresentano oltre l'80% dei decessi quotidiani nel nostro paese.

Quante migliaia di morti per tumore stanno arrivando a fatale scadenza perchè non si sono potuti fare gli screening previsti? Quante patologie cardiologiche sono state fatali perchè i DEA erano intasati e si arrivati tardi a curare gli infarti?

Di questi aspetti non parla mai nessuno eppure sono molto numericamente più gravi del COVID.

Altro dato che non torna: se più o meno ci sono 10/15.000 positivi al giorno come possono esserci quasi mezzo milione di malati "in corso"? Io credo che  molti casi si siano persi per strada, guariti ancora conteggiati come malati solo perché  nessuno li ha fatti uscire dai conteggi.

Ma il terzo, insopportabile aspetto è la supponenza, la leggerezza, il cinismo di quei "professori" che   appaiono in TV come star e - spargendo a seconda del vento notizie più o meno confrontabili - creano il caos e non pagano mai per le loro infallibili sentenze.

Mi riferisco in particolare agli illustri professori Walter Ricciardi e Andrea Crisanti, “esperti” più o meno dotti ma sicuramente molto auto-referenziati.

Si rendono conto di quale danno fanno al Paese con il loro continuo “al lupo, al lupo”?

Ma come si può andare avanti così? Non è cambiato il ministro Speranza, ma almeno Draghi chieda un reset e il silenzio dei suoi "consulenti", anche perchè è facile parlare scaricando i guai sugli altri senza mai pagare dazio.

Guardate la improvvida decisione di chiudere le piste da sci a 12 ore dall'annunciata riapertura: quanti guai ha causato e che vantaggi sanitari  ha portato?

Nessuno ha ancora dimostrato un nesso tra piste aperte e il Covid, oppure i vantaggi con i ristoranti chiusi alla sera. Da settimane sembra essere cosa più saggia avere persone sedute a tavola solo per il pranzo rispetto allo stesso numero massimo, ma divisi su due servizi, il che vorrebbe dire (e dare) però più sicurezza e ossigeno a milioni di imprese.

Forse è ridurre il numero massimo di avventori, non chudere gli esercizi alle 18.

Se è la “movida” a fare danni si intervenga pesantemente su chi non segue le regole, ma non è giusto colpire chi ha investito per essere a posto e - rimanendo chiuso - viene invece economicamente distrutto, mentre si sta già delineando una seconda e tragica stagione turistica.

 

STORIA A TELE  VCO

Per chi ama la storia ricordo che su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30. Chi vuole connettersi in streaming mi cerchi su:  www.vcoazzurratv.it agli orari indicati

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA!

 

                                                                                                 MARCO ZACCHERA 





IL PUNTO   n. 802 del 12 febbraio 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (contatti: marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: LA POLITICA E’ STRATEGIA – MANOVRATORI - COMMISSIONE D’INCHIESTA PER NAPOLITANO –  PRESENTAZIONE GENTE DI LAGO – LA STORIA A TELE VCO

....................................

 

Scrivo queste note quando ancora non si conosce la composizione del governo Draghi, ma il primo problema è chiedersi che affidabilità possa mai dare al premier un M5S che ha messo in piedi un referendum con un quesito da dementi pur di avere un risultato scontato.

D'altronde avevo visto ed ascoltato Grillo (ma era in stato di lucidità o invece decisamente alterato?!) che si era prodotto in esternazioni perlomeno squinternate  dopo l’incontro con Draghi.

Se poi davvero il  problema italiano più importante tra economia in crisi e pandemia è per i grillini oggi un nuovo ed inedito “Ministero della Transizione Ecologica” siamo fritti.  

Mi auguro che Draghi scelga dei tecnici e non dei politici, perché altrimenti rischia di friggere subito anche lui!  

 

SUPERMARIO & LA MELONI

La scorsa settimana diversi esponenti di quella che fu Alleanza Nazionale (tra cui il sottoscritto) hanno inviato una specie di “lettera aperta” a Giorgia Meloni non condividendo la posizione di opposizione che Fratelli d’Italia aveva subito manifestato verso Draghi e il costituendo suo nuovo governo.

Dato atto alla Meloni di aver recuperato “a destra” un potenziale e cospicuo patrimonio di voti presentandosi in questi anni come il personaggio più nuovo e spigliato nel quadro politico nazionale, il problema è se la destra debba puntare o meno ad essere anche “destra di governo”, oltre che interprete della sacrosanta opposizione che molti italiani manifestano nei diversi settori.

Se la risposta è positiva, essendo difficile pensare che FdI possa raggiungere la maggioranza assoluta, servirà comunque una coalizione con altre forze con le quali logicamente si instaurerà – come in passato - una competizione, visto che il partito unico di centro-destra in Italia sembra non dover (e poter) nascere mai.

Qui è nata la mia critica alla Meloni: dividere una coalizione edichiararsi all’opposizione prima ancora di conoscere il programma di Draghi mi è sembrata una scelta frettolosa, quasi più per voler “apparire” che convincere. Inoltre, la destra ha così rinunciato a proporre qualche suo esponente (almeno come tecnico) per qualche dicastero importante e non tanto per una questione di potere, ma per dimostrare che le persone in gamba e di governo non sono solo a sinistra.

Il futuro dirà se la scelta strategica della Meloni di stare all’opposizione pagherà o meno, la politica è però anche tempismo e strategia ed è qui che Giorgia mi sembra sia mancata. 

Sul piano tattico una presenza potenziale di FdI in maggioranza avrebbe infatti ancor di più sconquassato la sinistra facendo saltare i nervi ai comunisti “doc” di LEU e ai grillini, ingigantendone i malumori interni e aumentando così  la probabilità di elezioni (il vero obiettivo della Meloni). Una presenza che avrebbe obbligato  Draghi ad assumere posizioni più distanti da quelle di Conte, se la maggioranza dei suoi sponsor fosse stata di centro-destra e con il M5S diviso.

Ci sarebbe stato (e ci sarà) tutto il tempo per la Meloni per sottolineare la sua  insoddisfazione sul programma, sui ministri, sulla maggioranza, ma chiudere in anticipo con un “no” non mi è sembrata una scelta vincente.

Non so se l’auto-esclusione pagherà poi sul piano elettorale visto che i sondaggi confermano che molti elettori di FdI un aiuto a Draghi lo avrebbero gradito, anche se va detto che - dopo le sue dichiarazioni iniziali - la Meloni ha progressivamente corretto il tiro, sottolineando soprattutto la sua scelta come gesto di coerenza, merce rara di questi tempi.

Una scelta (questo forse non lo ha pensato nessuno) comunque anche “produttiva” in termini di incarichi perché - se effettivamente solo FdI sarà all’opposizione - avrà diritto a pretendere tutte le presidenze delle commissioni parlamentari di controllo che, come noto, sono per regolamento parlamentare appannaggio proprio dell’opposizione.

Passato il voto di fiducia ci sarà poi anche da ricordarsi che sono in vista elezioni amministrative importanti (e per le quali la coalizione sta ancora andando per frasche senza proporre candidati credibili a sindaco di Milano, Roma, Torino e Napoli) verso le quali una maggiore compattezza generale del centro-destra  è comunque indispensabile. Vedremo comunque nomi e programmi, ma soprattutto i risultati di Draghi che - se non arrivassero - darebbero ampia ragione a Giorgia Meloni.

 

PENNIVENDOLI MANOVRATORI

Lo avete notato? All’annuncio dal Colle dell’incarico affidato a Draghi in pochi momenti tutti i media hanno mutato vento.

Solo dieci minuti prima il premier Conte godeva di una fiducia e considerazione altissima, addirittura un suo partito personale si dava per certo avrebbe fatto sfracelli, era al “top” delle italiche preferenze (stando almeno alla stampa e alle TV amiche, cioè quasi tutte) con il suo fido scudiero Domenico Arcuri a gestire la pandemia… Incensate quotidiane, interviste, un tripudio di “osanna” alle sue lunghe apparizioni TV in solitaria.

Poi è arrivato Draghi e in pochi istanti Conte è finito improvvisamente e rovinosamente giù dal palco, dimenticato, costretto come un derelitto a montare un banchetto in piazza Colonna per una conferenza stampa improvvisata che sembrava il banco al mercato di un ortolano abusivo.

Conte è stato subito cancellato, sparito, mentre Mario Draghi è volato nelle preferenze tra i sorrisi di tutti, gli elogi sperticati, i sondaggi a razzo, gli “olè” in un veemente crescendo di entusiasmi fino ad essere (testualmente!) indicato dal TG5 come "l' Uomo della provvidenza" dimenticando che l’ultima volta questa definizione non aveva portato molto bene al leader politico del tempo, visto che l'interessato è finito a Piazzale Loreto appeso a testa in giù.  

Forse servirebbe ancora un momento di prudenza per giudicare il “Supermario” europeo che – tra l’altro - ancora Duce non è: se poi era tanto bravo, perchè non l'hanno chiamato prima?.

Draghi è sicuramente una persona in gamba, ma posso sussurrare che queste eccessive ondate di turibolo puzzano davvero un po' di falso, di apologetico, di “lecchinismo” acuto a conferma che gran parte dell’ informazione italiana appare contagiata dal virus dell’apologia?

Anche perché non ho ancora capito come funzionerà un governo che tiene insieme Berlusconi e i comunisti "doc" di  LEU, Salvini e le ceneri del M5S, lo scafatissimo Renzi insieme con Grillo e tutta intorno la salsa variopinta degli ex “costruttori” e “responsabili” di varia declinazione che dopo aver coltivato ambizioni ministeriali adesso si ritrovano inutili e perfino di troppo nella affollata ricerca soprattutto a un posto, quale che sia, possibilmente ben retribuito.

 

POST PALAMARA: QUANDO NAPOLITANO A PROCESSO ?

Mi auguro che molti lettori leggano il libro-intervista di Sallustri a Luca Palamara, ma soprattutto spero lo leggano molte persone di sinistra che - se oneste d'animo - dovranno pur porsi dei pesanti interrogativi sulla loro coerenza politica.

Credo che comunque preoccupi tutti leggere (senza smentite) non solo del mercimonio che da decenni contraddistingue le nomine della magistratura, ma anche gli intrallazzi di giudici, i ricatti, le nomine pilotate, il Quirinale che tresca contro il governo quando non è politicamente gradito organizzandone la caduta, i preconcetti dei PM nei processi e le sentenze già scritte.

Cose che fanno rabbrividire e che dovrebbero porre dei quesiti anche alle coscienze dei magistrati onesti che tacciono davanti a queste cose. Prima potevano far finta di non sapere, ma ora ufficialmente sanno: il loro silenzio è complice?

Sul piano politico, invece, SI PONE IL PROBLEMA DI UNA INCHIESTA OBIETTIVA SULL'OPERATO DI TROPPI PERSONAGGI A COMINCIARE DALL'EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO NAPOLITANO CHE RISULTEREBBE  AVER  AMPIAMENTE ABUSATO DEL PROPRIO INCARICO (compresi  i suoi interventi di pressione nei processi di mafia), TRADENDO IN QUESTO CASO  IL GIURAMENTO SOLENNE  DI INDIPENDENZA CHE AVEVA FATTO DAVANTI AL POPOLO ITALIANO.

Nel libro c'è tutta una serie di fatti allucinanti:  giudici ricattati,  carriere comprate, contatti illegali tra politici e magistrati. Altro che accusare i politici di “voto di scambio”!!

Ma perchè bisogna ancora far finta di niente, perchè nascondere, perchè cancellare?

Un popolo DEVE sapere la verità o almeno cercare di conoscerla. Mi auguro che non si imponga il silenzio su questi fatti che – appare evidente! - quasi sempre hanno come soggetti magistrati di sinistra che manovrano e ricattano per fini personali e politici, creando un “sistema” politico-giudiziario da dittatura.

Il nuovo ministro della Giustizia dovrebbe intanto sospendere SUBITO tutti i magistrati coinvolti e i procuratori complici. Non pensavo si fosse giunti a tanto, ma se con Draghi non ci sarà un chiaro segno di discontinuità significa che NON si vuole cambiare, altro che la barzelletta del “La legge è uguale per tutti”!

 

GENTE DI LAGO 2

MARTEDI’ 16 FEBBRAIO ALLE ORE 21 sarà possibile partecipare alla conferenza di presentazione del mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Parteciperanno con me alla serata i co-autori Carlo Alessandro Pisoni e Ivan Spadoni. Per iscriversi e partecipare:

 https://verbanensia.us4.list-manage.com/track/click?u=e69934d85f228816c21742051&id=8929acae70&e=110f72fd52

 

STORIA A TELE  VCO

Per chi ama la storia locale ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30.

Chi vuole connettersi in streaming cerchi su:  www.vcoazzurratv.it  agli orari indicati

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                           MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 801 del 5 FEBBRAIO   2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  TEMPO DA DRAGHI – COMMISSIONE D’INCHIESTA PER lLE DENUNCE DI PALAMARA – CACCIATE ARCURI, SUBITO! – GENTE DI LAGO – STORIA IN TV

 

TEMPO DA DRAGHI

La politica questa settimana ci ha regalato alcune novità decisamente sorprendenti.

Innanzitutto il fallimento certificato del “Conte 2” definitamente naufragato insieme al tentativo di Fico che ha messo in luce la povertà abissale di molti dei cervelli che in  questi mesi hanno occupato - più o meno abusivamente - posti di governo.

Tavoli, trattative, chiacchiere infinite sul totoministri, delegazioni e parolone sono completamente naufragate sotto la sottile provocazione del genietto di Firenze, con M5S, PD e satelliti incapaci di capire che - proseguendo la rissa - stavano solo andando a fondo con trattative destinate al fallimento. La differenza di comportamento, strategia e astuzia politica tra Renzi e l’ex bibitaro dello stadio San Paolo (oggi Maradona) e dei suoi colleghi pentastellati, per esempio, è apparsa lampante nei fatti, ma anche il PD ci ha messo del suo in quanto ad autolesionismo puro.

Fico è tornato al Quirinale senza la sua foglia esploratrice ed ecco – colpo di scena – materializzarsi in pochi istanti Mario Draghi, ultima carta del Quirinale che ha calato quello che era il vero, unico asso che gli era rimasto.

Solo Mario Draghi può effettivamente oggi essere in grado di salvare l’Italia, esagera Mattarella quando dice che nuove elezioni bloccherebbero il paese per mesi, ma non c’è dubbio che nel breve serva una mano ferma, una persona di valore e soprattutto decisioni immediate in campo economico.

Cose assolutamente impossibili da costruire con quella baraonda che si era materializzata intorno a Conte, eterno narciso che adesso si è preso una tale sberla in faccia che - per lo meno - gli costerà un minimo di riflessione.  Ricordate il volo di Icaro? Per l’ambizione di volere salire troppo verso il sole sprofondò in mare: Conte vale il paragone .

L’Italia però intanto è a pezzi, sta fallendo, è piagata e attonita, può giusto sperare che le buone conoscenze internazionali di Draghi e la sua preparazione tecnica siano capaci di ribaltare una situazione molto compromessa.

Ma per Draghi si pone subito un bivio: avrà il coraggio di scegliere persone degne e fuori dagli schemi di partito, pur rappresentanti di diverse sensibilità ed opinioni politiche? Riuscirà a farlo con persone effettivamente di diversa estrazione o soltanto di area prossima alla sinistra, addirittura riporterà in prima linea – con alchimie di pesi e misure – un bel po’ delle facce stravolte del “Conte 2”, magari solo con qualche maquillage?

Se Draghi ha polso non si lasci irretire dalle lusinghe e dalle minacce: serve assolutamente aria nuova, qualità dei ministri con capacità conclamate ed esperienze concrete  in settori specifici.

Spero per l’Italia che Draghi tiri diritto o fatalmente resterà anche lui preso nel tritacarne e allora addio speranze per tutti.

Davanti a questa situazione, se Draghi non sarà eccessivamente pencolante a sinistra,  mi auguro che il centro-destra non si chiuda in sé stesso, resti unito e capisca che deve assolutamente partecipare a questo tentativo concedendo la sua fiduciainiziale e al più criticando in futuro se sarà necessario, ma non  subito emarginandosi  e continuando a ripetere soltanto “al voto, al voto”.

Spero lo capisca soprattutto Giorgia Meloni che fino a ieri volava nei sondaggi, ma rischia ora più di tutti l’emarginazione. Certamente andare al voto sarebbe cosa giustissima, ma al momento è irrealizzabile e quindi occorre adattarsi perché si può essere “patrioti” anche accettando - pur criticamente -  il nuovo esecutivo che va messo al prova prima di essere giudicato.

La destra proponga piuttosto idee “sue” e ne sottolinei la qualità, indichi persone qualificate di “area” più che esponenti di partito. Meloni e Salvini facciano capire agli italiani che sacrificano oggi una vittoria elettorale (quasi) certa per il bene del paese e vedrete che i voti torneranno a casa moltiplicati.

Non si giochi insomma all’Aventino, non ci si tiri da parte e si diventi finalmente attori determinanti impedendo che - astenendosi - il M5S torni ad essere arbitro delgoverno.

Salvo infatti che Draghi presenti una lista di governo dichiaratamente di sinistra non avrebbe senso opporsi in questa prima fase, anche perché si potrà sempre dissentire in futuro, ma un conto è farlo da “fondatori” di una alleanza concentrata su Draghi e un conto opporsi prima ancora di cominciare

 

Ho un solo dubbio su Draghi che spero il futuro dissolverà, ovvero che i suoi ottimi rapporti con la grande finanza internazionale ne possano condizionare le scelte a favore di quei gruppi che guardano all’Italia soprattutto come allo scaffale (ormai semi-vuoto) degli articoli in saldo, ma dove ancora c’è del buono da comprare. Non dobbiamo venderci, non dobbiamo farci comprare, dobbiamo ribadire (e dimostrare...) con orgoglio di non essere soltanto un paese in svendita.

Se Draghi riuscirà a condire autorevolezza con le capacità diventerà davvero un segno di miracolosa inversione di tendenza per un’Italia arrivata ad un passo dal baratro.

 

COMMISSIONE D’INCHIESTA PER IL C.S.M.

La crisi di governo rischia di mettere nell’angolo una situazione insostenibile per la Magistratura italiana denunciata una volta di più dal recente libro di Palamara i cui contenuti sono uno schiaffo ai vertici dei giudici italiani.

Mattarella - oltre che dover indicare il premier – ha il dovere di ricordarsi di essere proprio lui il capo delle toghe italiane e non può (o non dovrebbe) più tollerare che imperversino   personaggi   che   in   combutta   con   la   politica   hanno   reso   molte inchieste (e   molte  nomine)   assolutamente   opache,   in   totale   contrasto   con   i principi costituzionali.

Non si può far finta di niente, non si può continuare a chiudere gli occhi: è un obbligo morale sia per Mattarella che per tutti quei giudici onesti che pagano per colpa di una minoranza impresentabile.

Il   Parlamento   non   può   ignorare   i   fatti   e   ha   il   dovere   di   avviare   subito   una Commissione di Inchiesta che faccia luce sui fatti già noti e quelli denunciati nel libro che purtroppo temo siano assolutamente veri e spesso pienamente riscontrabili (e daltronde non sono stati minimamente smentiti).

 

CACCIATE  E  INDAGATE  ARCURI,  SUBITO !

Perfino il “Corriere della Sera” questa settimana ha dedicato una pagina intera alle malefatte di Domenico Arcuri e alla sua banda che ha acquistato per conto della Protezione Civile mascherine, attrezzature e siringhe a costi spropositati, assurdi e vergognosi.

Dati alla mano, ci sono state regioni (come le Marche) che “in proprio” hanno comprato materiale a UN SESTO del prezzo spuntato invece da Arcuri, oltre a milioni di mascherine costate TRE VOLTE PIU’ CARE del prezzi di mercato tra intrecci inauditi con aziende nate “ad hoc” solo per gli appalti pilotati e coperti della Protezione Civile, con contratti che hanno generato  “commissioni” (pudico nome per dire “tangenti”) di enorme valore.

Arcuri dovrà pur spiegare prima o poi che traffici ci siano dietro per esempio alla “YQT Healt Care B.V.” azienda dalla quale ha comprato mascherine per 100 MILIONI di pezzi e che ha un solo dipendente, una società costituita “ad hoc” solo per la fornitura italiana.

Magari si confermerà (fonte “Corriere”) che in realtà la ditta è solo una srl intermediaria e controllata dalla Bydcare Eu, ovvero la cinese Byd di cui Arcuri è diventato l’unico cliente pagando le mascherine 1,05 euro a pezzo,  quando la stessa ditta LE VENDE DIRETTAMENTE A MENO DI 30 CENTESIMI L’UNA.

Spero che il nuovo governo cacci subito Arcuri e la sua banda, ma che si abbia anche il coraggio di fare un minimo di trasparenza a questo baraccone inaudito che - giocando sulle urgenze e sulle paure degli italiani - non solo non riesce ad organizzare una campagna vaccinale credibile, ma  ha soprattutto sprecato risorse  di   tutti alimentando la corruzione.

E se (incredibile!) il signor Arcuri per decreto governativo è “immune da ogni responsabilità” vengano allora processati i politici che gli hanno conferito tale immunità. Spero che Draghi  abbia il coraggio di  fare pulizia. .

 

GENTE DI LAGO 2

Stanno già terminando le copie del mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito nel 2019 (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

 

LA STORIA  A TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30.

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                             MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 800 del 29 gennaio  2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  QUOTA 800 – PAPA’ LIVIO – CRISI – LE MASCHERINE DI ARCURI  - CASO GREGORETTI - AUTOGOL DI BEPPE SALA – CANONE RAI - GENTE DI LAGO – STORIA IN TV

 

800° NUMERO, MI FATE UN REGALO?

Questa settimana esce l’800° numero de IL PUNTO, nato per caso e cresciuto nel tempo. Volete farmi un regalo, se apprezzate quanto scrivo? Mandatemi degli indirizzi mail di qualche vostro amico che può essere interessato a leggerci: non vi costa nulla!

Grazie a chi vorrà farmi gli auguri in questo modo concreto!

 

CENTO ANNI

Un ricordo personale che non ha nulla di politico. Oggi mio papà, Livio Zacchera, avrebbe compiuto 100 anni. Purtroppo è scomparso giusto 30 anni fa e non mi ha potuto vedere quando, pochi mesi dopo, sarei diventato consigliere regionale e poi parlamentare. Ne sarebbe stato orgoglioso? Credo di si. Era un figlio di pescatori, aveva fatto la guerra e la prigionia in Germania, ufficiale di marina si era poi laureato in “Bocconi” con tanti sacrifici e a tutti noi 5 fratelli ha insegnato alcune cose indelebili: il pluralismo delle idee, l’onestà e l’impegno quotidiano. Era un democristiano monarchico, voleva bene alla nostra Italia e ci teneva lo si sapesse.

 

CRISI E LITURGIE

Tanto tuonò che piovve e finalmente Conte ha presentato le dimissioni confidando in un reincarico mentre la crisi procede con le rituali celebrazioni & liturgie.

Se fossi il Presidente della Repubblica  - salvo la certezza di un governo con una maggioranza robusta di idee condivise oltre che di voti, ovvero una ipotesi davvero improbabile - prenderei atto che i cittadini italiani nel 2018 NON avevano votato per una maggioranza come l’attuale e che NON avevano indicato Conte a premier, essendo allora completamente sconosciuto. Inoltre la Costituzione è stata cambiata e il Parlamento numericamente ridotto (e quindi andrebbe rivotato) oltre al particolare non secondario che ormai da due anni tutti i sondaggi segnalano come l’attuale parlamento NON rispecchia neppure lontanamente le opinioni politiche dei cittadini.

E’ credibile una maggioranza se sta in piedi solo con transfughi e traditori vari? Anche se vengono chiamati “costruttori” e “responsabili” perché fa figo, sono e restano ”traditori” visto che si erano presentati al voto con tutt’altre promesse e alcuni addirittura con diverso ed antitetico schieramento politico. Che cosa chiedono ed ottengono in cambio? E’ evidente il voto di scambio..

Elezioni, quindi, per chiedere ai cittadini come vorranno essere governati.

Certamente c’è un periodo incombente di crisi economica e sanitaria ed occorre preparare il Recovery Plan e per questo - in attesa di un voto fissato già da subito ma da tenersi magari a fine primavera - Mattarella dovrebbe incaricare un governo di tecnici che SOLO FINO ALLE ELEZIONI si impegni a seguire questi specifici punti. Sarebbe eccezionalmente positivo e che i ministri si impegnassero anche a NON candidarsi alle elezioni  dimostrando così serietà e spirito di servizio.

Il vero, drammatico interrogativo che Mattarella dovrebbe porsi in tutta coscienza, sarebbe “ Ma questa gente (Conte & C.) è in grado di preparare il piano europeo, farlo approvare e soprattutto applicarlo?” Se Mattarella fosse un galantuomo la sua stessa coscienza gli direbbe di NO ed ecco quindi la necessità nel breve di scegliere persone  tecnicamente capaci e sopra le parti, credibili a Bruxelles.

Puntare a nuove elezioni non significa bestemmiare: si è votato domenica in Portogallo e si sta votando in Olanda (tra l’altro anticipatamente) quindi NON E’ VERO che non si possa votare perché c’è la pandemia.

Coraggio, Presidente, dimostri per una volta di rappresentare la maggioranza degli italiani e si smarchi dai partiti, anche (e soprattutto) da quelli che l’hanno eletta!!

 

I MISTERI OPACHI DI ARCURI

Piano piano sta sempre più emergendo lo sconcertante atteggiamento della squadra di Domenico Arcuri per l’acquisto di centinaia di milioni di mascherine pagate TRE VOLTE il necessario a neo-costituite aziende cinesi e relativi intermediari politicamente collusi mentre altri filoni vengono avanti sull’acquisto delle siringhe e più in generale sulla gestione della Protezione Civile.

Come ben sanno i lettori de “Il Punto” – visto che sono mesi che lo sostengo -  il controllo di questi fondi (donazioni comprese e mai rendicontate) è un grande “buco nero” che sembra sempre di più simile a una fognatura.

Dopo “Report” e “La Verità” anche Giletti a “Non è l’Arena” ha cominciato a dar voce a chi da mesi sottolinea questa autentica porcheria nazionale

Arcuri – nominato e protetto da Palazzo Chigi - non fa una piega, ma in giro si comincia a sentire nell’aria quel classico odore di bruciato (o di cacca)  che precede regolarmente lo scoppio della grana, pur nel silenzio tombale dei TG Rai, allineati e coperti.

Se i Signori Magistrati nel frattempo si dessero una mossa forse farebbero cosa doverosa e giusta: possibile che con tutti i loro potenti mezzi e le Forze dell’Ordine schierate non sono ancora riusciti a scoprire quello che emerge plateale dalle indagini giornalistiche? Pensate se Arcuri fosse stato nominato dal centro-destra…

 

CASO GREGORETTI: INAUDITO

Il premier Conte è stato interrogato a Palazzo Chigi in merito al presunto sequestro di persona di migranti da parte di Salvini per il caso della  “Nave Gregoretti”. All’ uscita dal palazzo il GUP di Catania dott. Nunzio Sarpietro ha testualmente dichiarato (fonte ANSA) “ Il premier Giuseppe Conte ha risposto a tutte le domande, nessuna titubanza, ha risposto anche a domande estremamente generiche. Era molto tranquillo, credo rappresenti molto bene il Paese, mi ha fatto davvero un'ottima impressione».

Ma da quando un giudice si esprime in questo modo su un teste? E’ inammissibile ed inaudito: a parte la discrezione istruttoria, ma qui esprimono giudizi “politici” su un potenziale co-imputato! Ma che imparzialità ha un giudice che pubblicamente  esprime un giudizio politico? Roba da legittima suspicione…

 

ANNA FRANK E BEPPE SALA

Il sindaco di Milano Beppe Sala, paragonando Anna Frank a Greta Thunberg, mi è sembrato irrispettoso e demagogico.

Probabilmente Sala ha fatto solo una sparata pre-elettorale per ingraziarsi i "verdi" ma - credo - offendendo i suoi concittadini di origine ebraica. Paragonare una persona morta in un campo di concentramento dopo violenze inaudite con la giovane svedese è veramente di cattivo gusto visto che Greta gode di tutte le libertà del mondo, ha dietro di sé un contorno molto opaco di sfruttamento d'immagine e porta avanti posizioni prettamente politiche che di "verde" hanno spesso solo un maquillage pubblicitario. Un accostamento offensivo tra la violenza (subita) e la demagogia vissuta, un autogol del coccolatissimo sindaco di Milano, tra un’archiviazione e l’altra visto che con lui la Magistratura è sempre molto, molto compiacente.

PS: Qualcuno ha notizia del candidato del centro-destra alle prossime elezioni comunali di Milano? Rischio di sconfitta annunciata ed autolesionismo al cubo…

 

CANONE RAI

Grazie ad una decisione del governo Renzi l’odioso balzello del canone Rai viene applicato d’autorità sulle bollette elettriche e quindi passa sotto silenzio, ma questo non avviene per le aziende che - a cominciare dagli ALBERGHI - devono provvedere al pagamento diretto.

Ma vi sembra giusto che debbano pagare al 100% GLI ESERCIZI PUBBLICI CHE PER COLPA DELLA PANDEMIA SONO RIMASTI CHIUSI  NEL  2020 E LO SONO ANCORA OGGI, SENZA SAPERE QUANDO MAI POTRANNO RIAPRIRE?

Se un albergo è vuoto, chi mai vede la TV? Certo, furbescamente il canone viene fatto passare come “tassa di proprietà” delle TV, ma possibile che nessuno chieda o pensi a misure di logica ed equità?  

 

GENTE DI LAGO 2

Stanno già terminando le copie del mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito nel 2019 (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

 

TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming su www.vcoazzurratv.it ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30.

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                                        MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 799 del 22 gennaio  2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  CONTE: LA CRISI SCONTATA – USA: TUTTO A POSTO! - ITALIANI IN PARTENZA – VERBANIA E LA CULTURA – GENTE DI LAGO 2 - STORIA A TELE VCO.

 

COME VOLEVASI DIMOSTRARE 

Come ex parlamentare di lungo corso credo doveroso chiedere scusa agli italiani per la sceneggiata indecorosa che è andata in scena al Senato e che  si replicherà a breve, magari con sfiducia personale a qualche ministro (Alfonso Bonafede?) .

E’ finita come già si sapeva in partenza, ovvero la fiducia concessa a Conte ma solo con maggioranza relativa e con la tragicommedia della “Crisi di governo a metà”. Sono andati in scena così i soliti pasticci, i tradimenti, i salti di qua e di là senza un minimo di ritegno, con senatori che sono scappati a fare pipì al momento del voto rientrando in aula solo alla fine sapendo già l’esito finale e quindi “posizionandosi”  di conseguenza.

Il peggio è stato che Conte - per ingraziarsi i “cespugli” - ha insistito sul proporre una nuova legge elettorale proporzionale: una manna per i partitucoli del 3% che potranno così – vedi Renzi – minacciare e ricattare in futuro qualsiasi governo.

Non solo la crisi di oggi, insomma, ma si è anche inoculato il cancro per il futuro.

Sui transfughi lasciamo perdere, mi auguro – ma è una pia illusione -  che la stessa Magistratura che inquisì per anni Berlusconi per aver cercato di “comprare” voti faccia adesso lo stesso ora con Conte che ha agito allo stesso modo. Certi personaggi  – come i coniugi Mastella – sono la realtà più ipocrita di chi intende la politica in un certo modo: lo sanno e lo vedono tutti, quindi non val la pena sottolinearlo.

Un discorso a parte invece per il drappello di “Forzisti” che hanno cambiato casacca in corso di votazione e tra l’altro senza neppure avere il coraggio di dirlo prima, come  la senatrice Maria Rosaria Rossi, fino ad ora assunta agli onori della cronaca soprattutto per il suo giunonico petto che aveva notoriamente sedotto Berlusconi.

Vale la pena di riprodurre il suo profilo prendendolo parola per  parola da Wikipedia (controllate!):

 

“… Si diploma all'istituto tecnico commerciale e negli anni novanta è animatrice e PR nelle discoteche romane. Si iscrive a Forza Italia  nella primavera del 2007  e Silvio Berlusconi rimane colpito dal suo entusiasmo (!!), fa la comparsa nel video di "Menomale che Silvio c'è" in vista delle elezioni politiche del 2008 per le quali viene candidata con il PdL, nella quindicesima circoscrizione Lazio 1, per diretta volontà di Berlusconi, risultando eletta deputata. (…)  A dimostrazione di come sia riuscita ad assicurarsi la fiducia del Cavaliere viene chiamata “La zarina di Tor Crescenza”. Nel 2013 diventa senatrice di FI ed è nota nel gergo comune con il soprannome "la badante", in quanto ha assistito personalmente Silvio Berlusconi per anni in ogni sua uscita privata e pubblica. (l’avete sempre vista nel suo seguito ovunque – ndr). A seguito dell'operazione al cuore di Berlusconi, nel 2016, le donne vengono allontanate da Palazzo Graziosi e da Arcore dal "consiglio di famiglia" (i figli, Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Niccolò Ghedini) poiché ritenute colpevoli del suo stress (…) Alle elezioni politiche del 2018 è rieletta senatrice di FI.

Nel 2010 alcune intercettazioni telefoniche in indagini di polizia giudiziaria, rivelano la sua abituale partecipazione alle cene “bunga bunga” organizzate nella residenza di Arcore e sulla questione dichiara: «È reato rilassarsi un po'?»  Il 24 giugno 2013, nell'ambito del processo per concussione e prostituzione minorile a Silvio Berlusconi, viene trasmesso in procura il verbale della deposizione della Rossi per valutare se esistano o meno i presupposti per essere indagata per falsa testimonianza. Il 30 giugno 2015 la Procura di Milano notifica l'avviso di fine indagini a 34 indagati tra cui la Rossi, accusata di falsa testimonianza nell'inchiesta Ruby Ter riguardante le cene di Arcore. Il 19 ottobre 2016 viene rinviata a giudizio insieme ad altre 22 persone... “.

 

Fin qui Wikipedia, ma la domanda che tutti si sono fatti è “Ma come è mai possibile che una come questa sia diventata parlamentare e perfino senatrice?” A differenza di Cicciolina (che almeno i voti di preferenza con i Radicali li aveva presi) la senatrice Rossi però non è MAI stata votata dai cittadini: grazie al vigente sistema elettorale è sempre stata inserita in liste bloccate e così ha accumulato già 3 legislature senza MAI dare un rendiconto politico o avere un gradimento da parte degli elettori.

E’ questo il nocciolo del problema: se l’Italia non capisce l’assurdità di un sistema elettorale dove il valore del singolo candidato non conta nulla, è evidente che i leader continueranno a candidare chi vogliono, alla faccia delle competenze.

Non lamentiamoci poi delle sceneggiate come quelle viste in questi giorni.

 

USA: TUTTO A POSTO !

Joe Biden ha giurato come nuovo presidente USA, i "buoni" hanno vinto e il "cattivo" finalmente se ne è andato: tutto risolto, come i film western di quando eravamo bambini e alla fine "arrivano i nostri" per uccidere gli indiani cattivi. Un finale non più politicamente corretto (adesso avrebbero sempre ragione gli indiani) ma che rende l’idea.  Adesso il mondo è salvo, dai prossimi giorni scenderà anche la CO2 in atmosfera e tutti vivranno felici e contenti, senza più muri e tra baci ed abbracci.

Vedrete per credere e vedrete anche che al primo coccolone di Biden la nuova vice-presidente Harris prenderà le redini, come spera buona parte del partito democratico.

Facciamo comunque gli auguri a Biden (sinceri, perchè ne ha e ne abbiamo davvero bisogno) che non sembra una cattiva persona, ma piuttosto un personaggio scialbo e incolore, “messo lì nella vigna a far da palo”,  ma questo lo vedremo e lo giudicheremo alla prova dei fatti.

Il giorno del giuramento su Rai 1 l'ex first lady è chiamata "Escort" dal solito Alan Friedman che per quattro anni ha sbavato odio, tanto nessuno dice gli nulla: questione di stile, così come sono definiti "prezzolati" quelli che comunque salutavano Trump.

Pochi hanno riflettuto che mentre per il giuramento di Biden Washington era presidiata da 25.000 soldati per timore di assalti (di chi?), i media italiani non hanno riproposto o commentato i filmati del 6 gennaio quando i cancelli del Congresso - presidiati da quattro gatti, nonostante una grande manifestazione incombente - sono stati APERTI ai dimostranti, chissà per ordine di chi...  

Misteri americani, mica ci sono solo a casa nostra!

 

GLI ITALIANI SE NE VANNO

Ancora in aumento gli italiani che si trasferiscono all'estero. È quanto rileva l'Istat nel suo ultimo rapporto, secondo cui nel 2019 le cancellazioni anagrafiche per l'estero (emigrazioni) sono poco meno di 180mila (+14,4% sul 2018), moltissime in più di qualche anno fa quando erano circa 40.000 l’anno-.

Tre su quattro riguardano italiani, quasi tre cittadini italiani su quattro trasferitisi all'estero nel 2019 hanno 25 anni o più (circa 87mila): uno su tre (28mila) è in possesso di almeno la laurea. Fin qui le cifre dell’ISTAT che però non fotografa completamente la verità. In realtà, infatti, i numeri sono molto maggiori ma - soprattutto chi emigra per lavoro all’interno della UE- non cambia la propria residenza perchè (almeno prima del Covid) va e viene spesso dall’Italia mantenendo i legami, ma producendo e lavorando all’estero.

Un altro aspetto che va sottolineato è il costo per l’Italia per preparare laureati e diplomati che poi non “reinvestono” quanto imparato nel proprio paese. Creare un laureato costa al “sistema Italia” oltre 200.000 euro e se in un anno se ne vanno (almeno) in 28.000 significa aver perso solo con queste persone 5,6 MILIARDI di “investimenti cultura”.

Una emergenza di cui si chiacchiera poco, ma per la quale non si fa assolutamente NULLA.

Chi è interessato ad approfondire queste tematiche mi richieda il libro “Integrazione (im)possibile? Quello che non vi dicono su Islam, Africa ed immigrazione” che ho scritto recentemente con dati e notizie sconcertanti su queste problematiche.

 

VERBANIA E LA CULTURA

E’ sfumata la speranza della città di Verbania di diventare “Capitale italiana della Cultura” (alla fine ha vinto Procida) e mi dispiace perché sarebbe stata comunque una occasione di promozione per la mia città.

Mi ha fatto però amaramente sorridere che un punto di forza della candidatura verbanese fosse il nuovo teatro “Il Maggiore”, voluto e costruito quando ero sindaco e inaugurato dopo la fine del mio mandato.  Non posso dimenticare le lotte furibonde, i boicottaggi, le richieste di referendum, i ricorsi, le petizioni, le denunce CONTRO il costruendo teatro (anche quando era già in costruzione) promosse allora da buona parte della sinistra e dal PD in particolare, quello stesso che adesso se ne fa vanto.

Grazie a chi – come Giandomenico Albertella – ha voluto ricordare queste cose nei giorni scorsi, visto che la memoria collettiva evapora presto. 

 

GENTE DI LAGO 2

Stanno già terminando le copie del libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito nel 2019 (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato da me insieme a Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

....................................................................................................................................................................

 

STORIA TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio.

....................................................................................................................................................................

 

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                                             MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 798 del 15 gennaio  2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  REALISMO - IN ONDA LA VERGOGNA – ROMANO MISSERVILLE - CHI CENSURA LA CENSURA – AUTO ELETTRICHE – LA STORIA A TELE VCO

 

REALISMO

Mentre impazza la “crisi di governo a metà” e sono in corso tutti i traffici possibili per intruppare senatori al posto dei renziani e permettere così a Conte di mantenersi a galla, credo che la decisione più seria e sensata - ma soprattutto rispettosa degli italiani - sarebbe che il presidente Mattarella fissi senza indugio nuove elezioni per la fine della primavera.  

In attesa del voto la politica dimostri realismo e concretezza favorendo la formazione di un nuovo governo affidato ad un tecnico di provate capacità internazionali che – con obbligo morale di non candidarsi alle elezioni – raccolga un esecutivo con rappresentanti di TUTTI i partiti e con l’obiettivo di gestire la pandemia ed il Recovery Plan.

Non è possibile pensare che i prossimi dieci anni vengano decisi da un governo che - se otterrà la fiducia - avrà fatto evidenti pateracchi o assoldato truppe cammellate (da Mastella al MAIE) senza che il piano sul futuro dell’Italia sia condiviso con le regioni, le categorie produttive e i sindacati.  

Ma come è possibile che venga tutto imposto a tavolino ed in segreto, con "schede" teoriche ed incomprensibili, soggette ad ogni tipo di interpretazione futura? Ammesso che l’Europa ci finanzi “al buio” (e non ne sarei così sicuro), chi pagherà il deficit che si è creato nel 2020 e che a metà gennaio sta già richiedendo un ulteriore scostamento di bilancio, finanziato con altri debiti senza copertura?

Capisco le ambizioni personali di Conte, le paure elettorali del M5S e i traffici in corso nel PD, ma il presidente Mattarella ha il dovere morale di intervenire non solo come spento “notaio” della crisi, ma con un guizzo di autorevolezza e decisione.  

 

REPORT: IN ONDA LA VERGOGNA

Non so quanti lettori de “IL PUNTO” abbiano seguito la trasmissione “Report” di lunedì sera su Rai 3 dedicata al super commissario Domenico Arcuri e all’acquisto di decine di milioni di mascherine Covid. Incredibile apprendere (aspetti solo in parte già emersi nei mesi scorsi ) che la Protezione Civile ha comprato le mascherine in Cina – mettendo in crisi le aziende produttrici italiane – pagandole molto di più del loro valore di mercato (fino al 300% dei costi correnti), che una mega-commessa di 600 MILIONI di Euro che è stata assegnata ad una società fantasma fondata 5 GIORNI prima della fornitura svoltasi a trattativa privata, società peraltro collegata a faccendieri italiani – guidati da Mario Benotti, già consulente alla Presidenza del consiglio con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni  - che per “commissioni” hanno ricevuto 60 MILIONI di euro.

Uno si aspetta che il giorno dopo questa trasmissione-scandalo ne parli tutta Italia, che le notizie vengano smentite, oppure che i TG vi dedichino ampio spazio, mentre solerti Magistrati annunciano inchieste e  fioccano le interrogazioni parlamentare per l’evidente cattiva gestione dei fondi pubblici… Macchè, tutto è finito sotto silenzio.

Alla domanda (censurata) di un giornalista di Report ad Arcuri per avere chiarimenti, con voce scocciata e monocorde l’Arcuri dichiara di non voler rispondere “perché sono in corso indagini della Magistratura”

Davvero sono in corso indagini? Quindi Arcuri ha ricevuto un avviso di garanzia, altrimenti come potrebbe saperlo? E come mai allora non ne parla nessuno? Eppure il “mediatore” Benotti sembra aver scambiato ben 1200 (!) tra telefonate e SMS proprio con Domenico Arcuri.

Dalle mascherine si passa poi alla fornitura dei banchi girevoli inutilizzati ed inutilizzabili  (ma costati altre decine di milioni di euro) con acquisti sempre gestiti riservatamente da Arcuri, così come il sistema “Immuni” che non funziona e non ha mai funzionato.  

Cose inaudite, eppure l’ineffabile supercommissario Arcuri è sempre lì, incollato ai vertici della Protezione Civile senza che nessuno nel mondo politico chieda chiarimenti, dati, circostanze o ne chieda magari le dimissioni.

Uno schifo colossale nel disinteresse generale, ma questa è l’Italia di oggi, con un governo (almeno fino a ieri) che copre (o favorisce?) questi scandali vergognosi.

 

RICORDO DI ROMANO MISSERVILLE        

Pochi – anche a destra – possono ricordarlo, ma è morto a 86 anni Romano Misserville, “storico” senatore del MSI-DN per 4 legislature ed avvocato di fama. Negli anni ’80 fu sindaco del suo paese, Filettino, quando i sindaci di destra si contavano sul palmo di poche mani, ma soprattutto era una persona per bene, coerente e stimata da tutti, un grande signore e un vero amico.

Lo ricordo nell’autunno del 1993 quando – allora ero consigliere regionale - lo incontrai per caso davanti a Montecitorio e lui mi disse “Marco, con questa nuova legge elettorale l’anno prossimo vinceremo le elezioni e saremo al governo”.

Mi sembrava un' ipotesi assurda e invece aveva proprio ragione…

 

CHI CENSURA LA CENSURA

Premesso che Trump è quindi pazzo, provocatore, fascista (ovviamente) ecc.ecc. restano alcuni gravi dubbi che dovrebbero crescere nei pensieri di chi non ha completamente perso un minimo di equilibrio. Alludo alla censura “preventiva” che i gestori di Twitter e Facebook hanno imposto all’ (ex) presidente americano.

Credo che in una democrazia si debba poter criticare l’opinione dell’avversario eventualmente dissentendo, ma se lo si chiude “preventivamente” (e pur con 88 milioni di contatti, oltre che 75 milioni di voti) si fa semplicemente della censura.

Allo stesso modo perché i vertici di quelli reti hanno poi silenziato Trump e non le decine di dittatori  o criminali di ogni tipo che impuniti imperversano nel mondo “virtuale”? Chi ha il diritto di decidere se e quando cancellare dalla rete le opinioni altrui, giuste o sbagliate che siano?

Anche perché viene censurato Trump e - per esempio - nulla si dice e si fa quando l’ayatollah iraniano Khamenei, nel cui Paese continuano le impiccagioni di dissidenti e le persecuzioni contro le donne, scrive «Israele è un cancro maligno in Medio Oriente che va rimosso e sradicato» e non ci vuole molta fantasia per immaginare come dovrebbe realizzarsi questo «sradicamento».

Mi piacerebbe sapere in proposito l’opinione di Gad Lerner, di nota famiglia ebrea, che ha tanto esultato proprio per la censura imposta a Trump, un personaggio che, andando avanti cos,ì per milioni di americani diventerà perfino un martire, il che non mi sembra un colpo di genio

 

AUTO ELETTRICHE: SARA’ VERA GLORIA ?

Sull’ambiente ci sono diverse questioni che mi piacerebbe verificare più seriamente, per esempio la questione delle auto elettriche.

Da anni ci dicono che il futuro del pianeta sta nella riduzione della CO2 e quindi delle auto elettriche, più “ecologiche” rispetto a diesel e benzina. Eppure l’elettrico non decolla, anche per costo esorbitante dei modelli.

E’ ora però di chiedersi se davvero la scelta sia la più sensata, perché un conto è l’ ibrido, un altro milioni di veicoli per uso generalista solo con l’energia elettrica che qualcuno deve produrre e tenuto conto che la gran parte dell’energia elettrica nel mondo – visto che i verdi non vogliono il nucleare – è tuttora prodotta da centrali termiche, ovvero bruciando carbone, gas e gasolio.

Non solo: produrre batterie costa e inquina, smaltirle e distruggerle è anche peggio ed anche questo è (e sempre di più sarà) un costo ambientale spaventoso.

C’è poi un ulteriore problema, di cui non si parla: le materie prime per costruire le batterie (cobalto, nichel, litio) sono quasi tutte in mano alla Cina che ha in concessione quasi il 90% dei giacimenti mondiali e controlla anche il know how del processo industriale.

Pechino ha silenziosamente colonizzato anche il Congo (Zaire), che è il più grande produttore di cobalto al mondo, ed ha strappato contratti decennali di sfruttamento anche in Sud America.

Si è portata avanti con l’elettrico perché - non avendo grandi produttori di automobili e dovendo ridurre l’inquinamento nelle grandi megalopoli cresciute a dismisura per effetto delle transizioni demografiche dalle campagne - ha puntato da subito sullo sviluppo dell’elettrico.

Da anni i cinesi investono d'altronde anche sulle batterie per la domanda di prodotti di elettronica di largo consumo – smartphone, tablet, pc – di cui è diventata la fabbrica del mondo. La Foxconn, con sede a Shenzhen è lo storico fornitore di Apple, Amazon, Hp, Microsoft, Sony, BlackBerry.

Perché nessuno approfondisce queste tematiche e ci spiega un po' meglio il guaio in cui - sulle onde dell’ entusiasmo “verde” - stiamo andando a cacciarci?

 

LA STORIA A TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche alle ore 15.30-16.30 e 22.00 e il sabato pomeriggio.

 

UN SALUTO E BUONA SETTIMANA  A TUTTI                         MARCO ZACCHERA     




                                                           




IL PUNTO   n. 797 del 8 gennaio  2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  STORIA IN TV - NON SPARATE SULLA CROCE ROSSA – IL RICOVERY  CHE NON C’E’ -– MONUMENTI GIU’ -  PASTA FASCISTA – Approfondimento: FINISCE L’ERA TRUMP

 

LA STORIA A TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 18, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche alle ore 15.30 - 16.30 e 22.00. Per ulteriori info, contattatemi.

 

NON SPARATE SULLA CROCE ROSSA

La situazione politica italiana è diventata così tragica - ma contemporaneamente grottesca - da togliere la voglia di prendersela.

Se una banda di incompetenti alla Conte & C. riescono a galleggiare impuniti dopo 10 mesi di pandemia significa che ormai gli italiani sono sostanzialmente rassegnati tra zone rosse, gialle, arancioni e “giallo-rafforzate” con colori che cambiano due volte al giorno. 

Vi invito  a rivedervi i TG o le trasmissioni di questa primavera ed ascoltare le LORO dichiarazioni con promesse, assicurazioni e certezze: sono tragiche visto quello che poi è successo, ma a tratti anche esilaranti.

Riascoltate il video su LA7 del 28 gennaio 2020 quando Conte dichiarava “La situazione è perfettamente sotto controllo, siamo prontissimi, abbiamo adottato tutti i protocolli possibili, in Italia non accadrà mai quanto sta accadendo in Cina, siamo comunque perfettamente preparati ad ogni evenienza.”  

Oppure la fantastica intervista a Di Maio a febbraio quando chiama il Covid “vairus” e ringrazia entusiasticamente la Cina per le mascherine in arrivo. 

Cominciò così lo show di Conte, dando poi il via alla serie infinita di nomine,  commissari, commissioni, esperti, saggi... Tutti spariti se dissenzienti o ancora a pontificare in TV se ossequienti, con la nomina suprema del taumaturgo San Domenico Arcuri, il super super super esperto (i suoi fallimenti per Bagnoli, Termini Imerese e Ilva sono inciampi secondari). Ricordate d'altronde quello che lo stesso Arcuri  sosteneva in TV (andate a risentirlo!) ovvero che cliccando “Immuni” sul telefonino ci si salvava ed invece è stato un flop totale? Quisquilie per il  “grande” Arcuri, quello che ha a disposizione fondi illimitati senza controlli, che nomina, fornisce e compra, ma che soprattutto ora dispone a suo piacimento delle nostre vite, visto che sceglie lui chi far vaccinare prima oppure no e al quale non si può MAI fare una domanda in contraddittorio.

Poi ci sono da risentire le idiozie generiche o ovvie alla Azzolina o le  performance della Bellanova che ancora pochi giorni fa sosteneva come il vero problema grave dell’Italia fosse soprattutto il settore agroalimentare, eppure è proprio lei che guida (!?) la delegazione dei renziani al governo, quelli che sostengono che la crisi “non è una questione di poltrone”, però se da 2 saliranno a 3 ministri e avranno la delega ai servizi segreti allora possiamo discuterne.

A ruota arriva la Lamorgese, quella che aperto i porti e non riesce a controllare chi arriva, ma tanto la colpa è sempre di Salvini.

Ma su tutti in TV c’è sempre lui, il “principe Conte”, tutto giacca e cravatta e con lo staff che controlla e censura perfino il passaggio dei filmati di repertorio in TV. Come il Duce, Conte è sempre al lavoro, attento, presente, impeccabile, “sul pezzo”. Già avvocato del popolo e ora novello Messia, adesso sta tentando il suo terzo tuffo con avvitamento carpiato all’indietro pur di restare a Palazzo Chigi.

D’altronde a contrastare questi fenomeni non è che il centro-destra peraltro brilli di ingegno. Si parla da tempo di un rimpasto in Regione Lombardia sostituendo l’assessore alla sanità Giulio Gallera (quota FI). Quale nome nuovo è stato proposto dallo staff dell’esimio cav. Silvio Berlusconi? Nientepopodimenoche… Letizia Moratti! Sì, finalmente un “nome nuovo”, ovvero proprio lei,  l’ex ex ex di tutto ed anche ex sindaca di Milano dove solo la sua testardaggine a ricandidarsi fece perdere la guida della metropoli alla coalizione. Ma possibile che a destra non ci sia niente di meglio da mettere sul mercato?  “Buon Anno, Italia!”… ma si fa per dire.

 

RECOVERY PLAN: LEGGETELO !

Tutti gli italiani dovrebbero dedicare 5 (cinque) minuti della loro vita per cercare di leggere le bozze del RECOVERY PLAN proposto da Conte ormai un mese fa.

Basta cercarle su mille fonti internet ed aprendo le sue striminzite schede – per 200 MILIARDI !! - scoprireste che…il piano non c’è !

Quasi nessuna fonte informativa le ha fatte vedere o ha spiegato al popolo sovrano che le famose “schede” sono in realtà di una genericità assoluta, scritte in termini burocratici astratti e con nessun riferimento al reale. Una serie di buone intenzioni, delle ipotesi di massima senza però veri dettagli e dove  - soprattutto - ci si potrà infilare di tutto e di più. 

Escludo che l’Europa - se per una volta si dimostrerà una cosa seria - vorrà dare veramente dei soldi all’Italia sulla base di idee o speranze così ovvie, largamente condivisibili proprio solo perché generiche, teoriche, assolutamente non concrete e soprattutto senza una linea delle priorità.

 

CITTADINANZE & MONUMENTI

A Verona vogliono togliere la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, negli USA la statua del generale Lee (comandante in capo delle forze sudiste ai tempi della guerra di secessione) è stata tolta dal Campidoglio e al suo posto è stata messa quella di una attivista nera contro l’apartheid, mentre i monumenti a Cristoforo Colombo vengono ovunque abbattuti. 

Saviano mi sta da sempre sulle scatole, così come chi conosce la storia sa che Lee è stato un eroe ed un brillante generale, anche se della parte “sbagliata”, soprattutto perché la storia la scrivono sempre i vincitori.

In ogni caso sono contrario a queste scelte “revisioniste” perché esprimono un giudizio contemporaneo rispetto a quello storico che va sempre visto con rispetto, soprattutto se si riferisce a fatti lontani nel tempo, quando c’erano diverse percezioni e sensibilità rispetto ad oggi.

Per questo trovo sia ridicolo dis-assegnare cittadinanze onorarie al mutar di maggioranze politiche, così come abbattere le statue di Colombo solo perché ha portato i bianchi “cattivi” in America.

Se i bianchi hanno sterminato i nativi americani certo non è stata colpa di Colombo, così come Lee ha difeso il “suo” Sud dall’ invasione nordista ritenendo solo di fare fino in fondo il proprio dovere.

 

LA PASTA “FASCISTA”

Siccome in Italia non abbiamo altri problemi è surreale la vicenda legata al pastificio “La Molisana” di Campobasso che si è scoperto produrre da decenni le “Abissine rigate” e le “Tripoline”, due formati di pasta composti da farina locale.

Pare infatti che negli anni Trenta l’Italia avesse celebrato la stagione del colonialismo anche con nuovi formati di pasta: Tripoline, Bengasine, Assabesi e Abissine, di sicuro sapore littorio e che “La Molisana” abbia continuato a produrli, debitamente pubblicizzandoli.  

L’azienda è ora finita sotto accusa per leso antifascismo ma, anziché coerentemente difendere una linea produttiva che va avanti da decenni, si è affrettata a cambiare nome e presentazione ai suoi prodotti  (con molta tempestività democratica: solo dopo 75 anni!).

Per evitare ulteriori polemiche le "Abissine rigate" diventeranno ora semplicemente "Conchiglie". 

Fantastico soprattutto il comunicato stampa dell’azienda che testualmente recita “ Ci scusiamo per il riferimento riguardante i formati di pasta Abissine e Tripoline che hanno rievocato in maniera inaccettabile una pagina drammatica della nostra storia.  Cancellare l’errore non è possibile, ci stiamo già impegnando a revisionare i nomi e i contenuti dei formati in questione”  Non solo, per evitare ulteriori guai - oltre che per meritarsi adeguati meriti resistenziali  i titolari del pastificio hanno sottolineato (lo spiega molto seriosamente l’ANSA di due giorni fa) che nel dopoguerra il capostipite della famiglia "Partecipava alle sottoscrizioni della Festa de L'Unità."

Insomma veramente della bella gente, italicamente coerente e soprattutto coraggiosa!

Chi sarebbe da rinchiudere adesso in manicomio per questa polemica assurda: i pastaioli, i giornalisti o gli antifascisti locali ?  Credo che polemizzare su queste sciocchezze squalifica ed insulta la Memoria di chi l’antifascismo l’ha fatto sul serio e il fascismo l’ha subito sulla propria pelle.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Approfondimento: FINISCE L’ERA TRUMP

 

L’occupazione del Campidoglio USA per alcune ore da parte dei sostenitori di Trump è stato l’ultimo atto (decisamente squallido) di quattro anni di una presidenza sempre contestata da chi non aveva mai accettato la sua presenza alla Casa Bianca.

Un gesto dimostrativo (evidentemente tacitamente tollerato dalla polizia, perché mi rifiuto di credere che poche migliaia di dimostranti possano occupare il Congresso americano senza un immediato e determinato intervento degli agenti) che ha portato però anche a quattro morti e che sottolinea la spaccatura del paese.

In democrazia però si vince e si perde, e quando si perde lo si deve accettare: è la principale regola del gioco e deve valere per tutti.

Radicalizzando lo scontro, d'altronde, Trump sapeva che avrebbe portato al voto molti più avversari e quindi la sua politica non ha certo pagato in termini elettorali.

Potrà invocare la pandemia, l’ostilità dei media, le grandi potenze finanziarie schierate contro di lui, ma Trump ha perso e quindi la sconfitta deve accettarla, non mettersi certo a sobillare gruppi più o meno eversivi.  

Certo gli USA sono oggi un paese diviso con poche migliaia di voti georgiani che sono stati il sipario definitivo sull’ “Era Trump”.  Pochi voti di margine che hanno però assegnato ai democratici i due seggi in ballottaggio portando il Senato in parità (50 a 50) ma con il voto del presidente a poter fare la differenza.

Secondo la costituzione americana il presidente del Senato (che pur -  per prassi - di solito si astiene) non è elettivo, ma è proprio il vice-presidente dell’Unione e quindi sarà proprio la prossima vice-presidente Kamala Harris a garantire a Biden la maggioranza del Congresso, visto che la Camera dei Rappresentanti è già in mano democratica pur avendo perso a novembre 18 seggi a vantaggio dei repubblicani.

Joe Biden non sarà quindi un presidente “azzoppato” e potrà contare sul voto del Congresso almeno per i prossimi due anni perché – non va dimenticato – un terzo del Senato e tutta la Camera vengono rinnovati ad ogni primo martedì di novembre degli anni pari, con la prossima puntata già fissata quindi per il primo novembre 2022.

Per noi italiani - che rischiamo ogni settimana la crisi di governo e dove il richiamo al voto anticipato è una costante - questa periodicità sorprende, ma intanto assicura continuità da 250 anni al sistema elettorale americano, proprio quello che Trump giudica “corrotto come non mai”.

Il voto ha anche prodotto una indubbia involuzione  del Partito repubblicano che esce dal turno elettorale non tanto sconfitto nei voti (in fondo nessuno aveva mai preso tanti voti presidenziali come Trump a novembre) ma profondamente spaccato al proprio interno.

Con il proprio carattere e con i suoi atteggiamenti spesso eccessivamente di rottura, Trump è stato capace di nascondere le cose buone che pur ha fatto, come la netta inversione economica data agli USA prima della pandemia e i suoi successi in politica estera. Certamente ha avuto contro la grande stampa, la sinistra, i centri di potere, ma ha indubbiamente fatto di tutto per renderseli ostili ed ha clamorosamente sbagliato – secondo me - anche l’approccio alla realtà post voto di novembre: la sconfitta in Georgia (già roccaforte repubblicana) lo prova.

Per esempio, se erano prevedibili (e da lui sempre denunciate) distorsioni sul sistema elettorale postale perché un presidente che da 4 anni controlla l’esecutivo non è intervenuto prima per evitarli? E - in una situazione dove i democratici mobilitavano in Georgia le diverse componenti razziali della società - valeva la pensa di buttarla tutto sulla polemica e la contrapposizione?

I voti in Georgia hanno sottolineato che non ha pagato la linea barricadera di Trump e il suo radicalizzarsi in un elettorato che è sicuramente  maggioranza soprattutto nelle campagne, ma che diventa numericamente perdente nei grandi centri e nel momento in cui i democratici riescono a mobilitare per il voto le minoranze etniche, a cominciare da quella nera visto che gli ispanici di prima generazione sembrano invece diventati una componente importante dei repubblicani .

Così, mentre Trump urlava al voto rubato, in Georgia  ha vinto il reverendo Raphael Warnoch, leader di una comunità religiosa nera e noto predicatore televisivo, in aperta opposizione alle chiese protestanti bianche ed integraliste che hanno invece appoggiato Trump.

Anche in questa spaccatura politico-religiosa c’è una profonda novità nell’elettorato americano che normalmente porta ad iscriversi al voto (atto obbligatorio ogni volta per poter votare) solo circa la metà degli aventi diritto: se aumentano i votanti tendenzialmente vincono sempre (come da noi)  i democratici.

Trump un anno fa era convinto del successo e  i democratici avevano scelto Biden come opaco male minore, ma prima il Covid e poi gli atteggiamenti incendiari del Presidente hanno portato alle elezioni più controverse e radicali della storia, oltre che le più care vista l’enorme somma spesa – soprattutto dai democratici – per cercare di influenzare gli elettori.

C’è un altro aspetto fondamentale: Trump ha perso, ma ha fatto anche perdere il proprio partito che in buona parte lo ha sopportato in silenzio per quattro anni ed ora cercherà di distruggerlo. Trump non è stato un personaggio facile da digerire in casa repubblicana, ha spostato su posizioni radicali il partito perdendo voti e simpatie in settori storici dell’ “Old Party” che non hanno condiviso molte delle sue posizioni. Squadra che vince non si cambia, ma quando perde la resa dei conti è inevitabile.

Alla fine Joe Biden ha giocato (e sta giocando) l’accorta carta della moderazione, accolta dagli sdolcinati commenti dei leader mondiali, ma anche perché capisce di avere comunque una maggioranza minima sia al Congresso che nel paese, oltre ad una Corte Suprema di chiara impronta conservatrice anche se sul voto di novembre ha dimostrato – come era ovvio, salvo che per qualche commentatore nostrano  – la propria tradizionale ed assoluta indipendenza.   

Proprio la Corte Suprema resta così uno dei pochi punti di riferimento per un’America che oggi appare politicamente divisa, smarrita ed economicamente prostrata in molti settori per il Covid che tuttora imperversa, drogata per l’andamento anomalo dei mercati finanziari che con il loro potere (e milioni di dollari) hanno apertamente aiutato Biden. Nodi che verranno al pettine molto presto e che ora spostano tutta la responsabilità – e senza più alibi – in casa democratica.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------     

UN SALUTO A TUTTI                                         MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 796 del 28 dicembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  BILANCI – TELENOVELA CONTE-RENZI -  IL CONFORMISMO DELLE IDIOZIE – MIGRANTI SPARITI -  LEGGIAMO TRA LE RUGHE 

 

BILANCI:  NE VALE LA PENA?

La fine d’anno porta necessariamente a fare dei bilanci, dei (buoni?) propositi,  a volte a stendere dei programmi.

La prima domanda che spesso mi faccio E’ SE SERVA O MENO SCRIVERE SETTIMANALMENTE IL PUNTO, che sta giungendo al 17° anno di vita e all’ottocentesimo numero della serie.

So benissimo che non fa e non farà cambiare le cose e che più che altro è uno sfogo personale, ma vorrei fosse sempre un inno al buonsenso capace di dare ai lettori argomenti e  un piccolo stimolo alla resistenza.

Purtroppo la gran parte delle persone in Italia è ormai totalmente disinteressata alla politica e al futuro del nostro paese, subisce ed accetta con rassegnazione.

In questo senso il “sistema” ha perfettamente raggiunto lo scopo: disgustare per atrofizzare il cervello della gran parte delle teste potenzialmente pensanti, dirottarle su problemi contingenti, consumismo e tematiche superficiali e controllando così i media, l’economia, la finanza, i governi.

Non prendiamoci in giro: la colpa di questo è soprattutto  della mia generazione che ha sciupato tempo, risorse, e perso molte occasioni mentre sulla terra si moltiplicavano gli abitanti distruggendo il pianeta e in Italia il mediocre poteva avanzare senza timori.  

Responsabilità generazionali e politiche: se il centro-destra fosse stato migliore non sarebbe tornata la sinistra che ha dominato l’ultimo decennio e sta progettando tutto per mantenere il potere nel prossimo. Incapacità, superficialità, a volte complicità hanno nauseato gli elettori che si rifugiano dove possono o scelgono il male minore.

Certamente la sinistra controlla gran parte dell’informazione, della magistratura, della cultura ed ha una esperienza di gestione del potere incredibilmente lunga e variegata con la sua straordinaria capacità di rinnovarsi, o almeno di darne l’impressione.

E’ un circolo vizioso autoreferente e quando – per puro caso – c’è un inciampo elettorale state tranquilli che presto  tornerà a tessere la tela.

A destra siamo individualisti, incapaci di fare squadra, di far crescere quadri preparati, ma tanti “battitori liberi” non fanno un’orchestra ed è un perpetuo remare in salita.

Quello che quotidianamente più mi indigna è la manipolazione della verità attraverso una comunicazione sbilanciata, fuorviante e con una incredibile serie di banalità  “politicamente corrette” che ogni giorno ci ingessa e mette alla gogna tutti quelli che non la pensano secondo il pensiero dominante.

Non puoi più dire – neppure dal pulpito!? - che la famiglia si fonda su una coppia “normale”, che l’immigrazione senza controlli è una pericolosa sciocchezza, che  insieme ai diritti ci sono anche tanti doveri, che regalare spesso non educa, che servirebbero più rigore, frugalità, sacrificio.

Che amare la nostra Italia non è reato e non significa odiare gli altri, che l’Europa è  sommatoria di diversità e non deve essere una omogeneizzazione  astratta e forzata per la gioia della burocrazia e della finanza.

Reazione, indignazione, fierezza: ecco perché continuerò a scrivere settimanalmente queste note e forse qualcuno delle migliaia di persone che mi leggono ogni settimana troveranno uno spunto, un’idea, una battuta per tirarsi un po' su di morale.

D'altronde  quando ero un ragazzo e mi sentivo antitetico al comunismo mi dicevano che avevo torto ed invece poi (quasi) tutti ci hanno dato ragione, quando sostenevo che la “prima repubblica” era una repubblica corrotta è saltato fuori che era proprio così. Quando sostenevo che il centro-destra non aveva una classe dirigente adatta a governare e che doveva investire di più in giovani cervelli i fatti lo hanno dimostrato e, passato il carisma di Berlusconi, quasi tutto finì miseramente (il “finì” vale anche senza accento).

Oggi dico, ripeto ed insisto che questo paese sta fallendo con scelte economiche sbagliate perché è affidato a degli ignoranti dilettanti allo sbaraglio che vivono alla giornata.  Vedrete  che – purtroppo – saranno i fatti a confermarlo, anche nel prossimo 2021 che forse avremo comunque la fortuna di vivere.

 

CONTE-RENZI: TELENOVELA CONTINUA

Le cronache del dissidio tra Conte e Renzi proseguono da mesi ma - come le puntate delle telenovele brasiliane - i colpi di scena non mancano mai.

Incontri, scontri, presunti rimpasti, precipitose minacce di abbandono prontamente rientrate. Si continuerà finchè Conte, PD e 5 Stelle accetteranno di spartire anche con i renziani la divisione dei fondi europei, assegnando a Italia Viva posti in prima fila e una fetta adeguata della legione di "esperti" in via di reclutamento politico-partitico, nuova casta della casta e magari anche la delega ai servizi segreti.  

Renzi è furbo, tira la corda ma non la rompe, come Conte non può permettersi le elezioni, sa che deve fermarsi ogni volta a mezzo passo dal baratro, come i bluff dei pokeristi di mestiere.

Però c'è un fatto da considerare: RENZI HA RAGIONE.

Ha ragione nel dire che Conte aveva cercato di mettere in piedi sottobanco una SUA cabina di regia per sfruttarla per sè stesso e i suoi amici, come una polizza di assicurazione in bianco fino al 2023, oppure che è indegno di un paese civile affrontare così l'occasione unica offertaci dall'Europa.

Renzi ha ragione nel sostenere che è da dementi, per esempio, proporre di investire 3 miliardi in un decennio su turismo e cultura quando la Germania da sola ne mette 35 (trentacinque!) oppure che il Piano è una serie di spunti raffazzonati e senz'anima..

IL VERO, AUTENTICO DRAMMA E' CHE I SOLDI EUROPEI SPARIRANNO COME PER LA CASSA DEL MEZZOGIORNO (a cominciare da quelli anticipati, già asciugati in mille rivoli) SENZA RIFORME VERE, STRUTTURALI, SERIE.

Non si possono fare perché scontenterebbero troppi che vivono alla meno peggio anche durante la pandemia e perché la nostra politica è quella dei favori reciproci, dei sussidi, degli sconti, dei condoni, del "nero", della forma e mai della sostanza.

Agli italiani di oggi in fondo va bene così, mica siamo seri e quindi più sul palcoscenico ballano i guitti, meglio è: è tutto spettacolo.

Vi immaginate un Draghi ad imporre serietà? Lo distruggerebbero in pochi mesi.

 

IL CONFORMISMO DELLE IDIOZIE

Il livello del conformismo informativo in Italia è arrivato a livelli ridicoli.

In settimana per esempio abbiamo vissuto in diretta TV l’arrivo del vaccino con uno show mediatico da D-Day (lo sbarco in Normandia) inversamente proporzionale alla realtà. Domenica al TG1 ci sono stati 9 minuti ininterrotti di interviste a Conte, Speranza, Di Maio, Zingaretti, Arcuri, il vice di Arcuri e a seguire “scienziati” vari, nessuno con il senso del ridicolo e della misura.

Abbiamo per ora le primule rosa (costo?) ma non i vaccini, mentre il nostro paese non ha bisogno di convincersi a vaccinarsi, ma piuttosto chiede perché bisognerà aspettare mesi per farlo se nel resto del mondo lo si fa già.

La Germania – per esempio – ha comprato 30 milioni di dosi per conto suo perché i  numeri parlano chiaro: se – come sostiene Speranza – tra tre mesi avremo distribuito 4 milioni di dosi (ovvero 2 milioni di vaccinati) saremo al 3,5% della popolazione, quasi nessuno. Questi sono dati di fatto, non la incredibile corsa del pulmino dei gelati con le sue fatidiche 9.150 dosi (153.000 andate contemporaneamente alla Germania) che - partito dal Belgio - arriva al Brennero e di qui (scortato) scende a Roma per essere poi fatto risalire per la penisola con cinque aerei militari (ma è mai possibile ?!) per lo show del V-Day.  Finito lo show resta la desolante realtà di una Protezione Civile che nonostante somme immense e nascoste chiede aiuto ai militari (ma non ha a disposizione migliaia di veicoli ?!), mentre nessuno sa quando e come funzionerà effettivamente il piano.

Continuo a chiedermi perché in Parlamento nessuno chieda i conti di questa pagliacciata, così come perché nessun magistrato vada a grattare sotto la sottile crosta della Protezione Civile che mi puzza tanto di spreco e di scandalo, corruzione e dintorni. Qualcuno sa dirmi quanto si sia incassato dalle donazioni in primavera, oppure cosa stia facendo e quanto costi un Gino Strada in Calabria o quanti siano ad oggi i “nominati” collegati all’impero di Arcuri tutto fondato su nomine fiduciarie, immunità legali e nessun concorso? Visti i giudici così distratti, quanto spazio ci sarebbe da indagare per le Iene, Report o le testate che si dicono di opposizione…   

 

I MIGRANTI? SPARITI

Italiani abbandonati a Londra per giorni dopo la improvvida “chiusura” imposta da Di Maio e Speranza per la “variante inglese” del Covid: bastava organizzarsi e controllarli all’arrivo, ma sono stati abbandonati ad Heathrow, con una spaventosa (ma ben nascosta) figuraccia della Farnesina.

Non così per i migranti dall’Africa che - spariti dalle cronache - continuano ad arrivare. Circa mille solo nell’ultima settimana (quelli ufficiali), ma senza la minima attenzione dei media neppure per un barcone affondato il 24 dicembre con circa 30 poveri morti affogati.  Sono arrivati in massa a Lampedusa, Pantelleria, Crotone, in numero triplicato rispetto all’anno scorso e nessuno sa se siano positivi o meno. Intanto una sorprendente sentenza del Tribunale di Milano stabilisce che se un migrante arriva da una zona Covid ha diritto alla protezione umanitaria e a restare in Italia. Visto che il Covid c’è in tutti i paesi del mondo questa sentenza crea un precedente che allarga di fatto il “liberi tutti” e l’accoglienza a chiunque.

 

LEGGERE TRA LE RUGHE

Da tempo cerco di dare il mio piccolo contributo a una bella iniziativa che è sorta nel VCO tramite la “Fondazione Comunitaria”: LA CURA E’ DI CASA, una associazione che vuole aiutare gli anziani della provincia a casa propria evitando il più possibile di ricoverarli in casa di cura.

In questo anno particolare per tutti, vorrei condividere un'idea nata per caso proprio durante l'emergenza coronavirus, che ci ha fatto capire ancora di più l'importanza della comunità e dei legami. E’ stato infatti realizzato un libro (“LEGGERE TRA LE RUGHE”) che è una cosa piccola, di quelle che stanno nel pugno di una mano perché, per aiutare concretamente, non c’è bisogno di squilli e fanfare.

Ecco quindi una raccolta di racconti, testimonianze, idee, esperienze che vale la pena di conoscere. Il volume lo trovate nelle librerie locali oppure chiedetemelo e penserò a recapitarvelo. Il libro non è in vendita e le eventuali donazioni saranno devolute al Fondo VCO Social - Fondazione Comunitaria del VCO, a sostegno degli anziani fragili della comunità. Per info contattatemi: marco.zacchera@libero.it

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

UN AUGURIO DI BUON ANNO, ANCHE SE SEMBRA CHE IL 2021 VOGLIA RINUNCIARE ALL’INCARICO.  LO STANNO PERO’ CONVINCENDO AD ARRIVARE OSSERVANDO CHE - CON I PRECEDENTI DEL 2020 – DAVVERO PARTE AVVANTAGGIATO.

VEDREMO SE ACCETTERA’…  INTANTO UN SALUTO A TUTTI

 

                                                                                                               MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 794 del 11 dicembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

 

SOMMARIO: LA SCENEGGIATA – COVID VERIOPINTO  - NORMA COSSETTO: I PREGIUDIZI DELL’IGNORANZA –  GENTE DI LAGO 2

 

CONFESSIONE

Ogni volta che mi accingo a scrivere IL PUNTO dico sempre a me stesso di non criticare a prescindere, di leggere anche il buono nelle decisioni e negli atteggiamenti altrui, di non polemizzare… Poi – scrivendo – davvero non ci riesco e le vicende politiche di questa settimana mi sembrano oltremodo indicative…

 

LE SCENEGGIATE E LE COSE SERIE

Si è svolta in Parlamento la preannunciata sceneggiata al termine della quale il M5S - facendo l’esatto opposto di quanto affermato fino all'altro ieri – ha accettato di fatto il MES cui si era detto per mesi e mesi ferocemente contrario. Tanto può il “vinavil” alle sedie del potere per chi doveva “aprire il Parlamento come una scatola di tonno”  ed ora ha invece un autentico terrore verso eventuali nuove elezioni.

Ma la cosa grave non è questa, il punto importante della settimana politica è il tentativo di accentrare il controllo di oltre 200 MILIARDI DI CONTRIBUTI EUROPEI nelle sole mani del governo e soprattutto del premier  Conte e di alcune centinaia di "tecnici" scelti da lui e di sua stretta fiducia. Se mai questi fondi arrivassero sarebbero pari a dieci anni di manovre finanziarie di quelle solite, quindi un bottino prezioso da pagare a babbo morto.

I tecnici - nella pratica – saranno spartiti in quote tra i partiti di maggioranza, Renzi compreso.  Più Matteo Renzi alza i toni e fa finta di andarsene, più sa di aumentare la sua quota riuscendogli sempre bene la parte del ricattatore e del convertito all’ultimo momento. Ovviamente  Renzi (a parole) è quindi contrario ai tecnici e dice cose giustissime sul doveroso controllo parlamentare, ma – appunto – le sue esternazioni sono solo chiacchiere perché se avesse davvero il coraggio di attuarle gli basterebbe dire stop all’alleanza di governo, esattamente come potevano fare (ma non l’hanno fatto) i grillini sul MES.

Renzi è da anni maestro – una abilità che nella prima repubblica era soprattutto molto socialista – a giocare la sua comoda ed eterna  posizione doppiogiochista di precaria ma indispensabile stampella di maggioranza, è alla disperata ricerca di visibilità e di “posti” e ha quindi annunciato la sua opposizione ma – come i temporali d’agosto – vedrete che presto tornerà il sereno. Dopo mancia adeguata, ovviamente, e in attesa della prossima spartizione: vedrete per credere.

 

Dovremmo però almeno ricordarci l'ipocrisia al cubo con la quale due mesi fa CON UN REFERENDUM  SI  SONO TAGLIATI 300 PARLAMENTARI PER COLPIRE  LA "CASTA"  E ADESSO SI NOMINANO ALTRETTANTI "TECNICI" SENZA ALCUN CONCORSO: MA NON E' UNA FOLLIA?

 

Si litiga per questi posti minacciando sfracelli, ma nessuno ha capito con quale logica, priorità, necessità, titoli, esperienza, competenza si stabilisca la spartizione di queste poltrone e dei mega contributi europei che dovrebbero rinnovare l'Italia e che pagheranno i nostri figli e nipoti.

Persone - come tutti i cittadini, ma anche come lo stesso Parlamento – che nulla possono o potranno dire o decidere concretamente in merito (anche se teoricamente sono fondi da spendere per loro!!) visto che tutto viene stabilito da un tizio (Conte) mai candidato né eletto da nessuno, con una maggioranza che tutti i sondaggi danno – ininterrottamente da 18 mesi in qua - netta minoranza nel paese, che va avanti a colpi di DPCM senza controlli ed ha già nominato commissioni, commissari, comitati tecnico-scientifici, inventandosi ruoli, "stati generali" ecc. alla faccia di qualsiasi rapporto democratico.

Chi giudicherà i curriculum dei 300  passa “super tecnici” e “coordinatori” di prossima nomina?

Nessuno, tanto è facile dire che i soldi saranno spesi per il “green”, il rilancio della scuola o  della sanità, la riforma della giustizia, il rilancio delle infrastrutture ecc. ecc. ma è il COME farlo che conta, ovvero decidere di spendere più o meno per questo o quel settore, questa o quella priorità e in quale zona d’Italia: pensate che mafia e camorre stiano disinteressate a guardare? E’ questo che temono a Bruxelles ed è difficile dare torto a chi deve anticipare i soldi visto che l’Europa è stata chiarissima nel dare altre indicazioni, tutte ad oggi puntualmente disapplicate.   

Dalle indiscrezioni si è già scoperto (è solo un esempio) che praticamente NULLA E’ PREVISTO PER IL TURISMO, ovvero l’industria “green” potenzialmente più potente d’Italia e questo la dice lunga sul pressapochismo di chi spande parole, ma pensa soprattutto a spartirsi il bottino.

Il drammatico nodo che non viene affrontato resta la constatazione di come si stia togliendo al Parlamento ogni centralità, in un concreto abuso della Costituzione..

 

EPPURE IL NOSTRO "GARANTE" DOVREBBE ESSERE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, UNO CHE PERO’ SI DIMOSTRA CIECO, SORDO, IMMOBILE, SILENZIOSO, OSSEQUIOSO ED ACQUIESCENTE SOLO PERCHE’ VUOLE ESSERE RIELETTO E PER ESSERLO DEVE MANTENERE QUESTA GENTE FINO AL 2023.

AMO TANTO LA MIA L'ITALIA, MA QUESTO NON E' PIU' IL MIO PAESE VEDENDO ANCHE – PURTROPPO – IL GENERALE  ANCHE SE COMPRENSIBILE MENEFREGHISMO DI  (QUASI) TUTTI .

 

COVID VARIOPINTO

Nel mutare dei colori regionali e nell’altalena dei bollettini quotidiani restano alcune cose che non chiarisce mai nessuno. Per esempio cosa indica concretamente la “percentuale dei contagiati” tra tamponi e casi positivi? Secondo me è una sciocchezza e dipende non solo dal numero ma soprattutto da chi si fa controllare.

Più si controllano persone “normali” più l’indice scende (vedi in Alto Adige dove un controllo massivo ha portato l’indice al solo 1% di positivi) mentre se si controllano parenti di infetti è ovvio che l’indice salga, ma questo non significa una maggior diffusione pandemica.

L’altra questione è il tremendo numero dei morti: centinaia di persone che ogni giorno non ce la fanno e sono l’aspetto più sconvolgente ed umano con tutte le storie personali e famigliari che ne sono alle spalle.

MA SONO MORTI DAVVERO PER IL COVID? Leggendo tra le righe si scopre che il 97% dei deceduti aveva “altre patologie” e che quindi il Covid può essere stata solo una complicazione fatale.

Ma quanti morti in meno ci sono – per esempio – per polmoniti ed influenza, quelli che nel passato non facevano mai notizia? E quanti in più per malattie cardiovascolari o tumori che vengono curati molto peggio di prima per mancanza di posti, medici e strutture? Tra l’altro – curiosamente – il numero più alto e spaventoso di morti è arrivato ufficialmente poche ore prima del sermone di Conte a reti unificate per leggerci il suo ennesimo DPCM, già pubblicato da tutti i media, e seguito dalla solita “conferenza stampa” prefabbricata e falsa come una moneta da 3 euro.

Ho l’impressione che ci siano dati gonfiati da chi ha tutto l’interesse a dare numeri sempre più gravi della realtà. Anche la scelta di non svolgere autopsie, almeno a campione, è sconcertante e mi auguro non nasconda inquietanti verità anche a proposito delle cure praticate, soprattutto nella prima fase.

A ore vedrete che invece si risolverà il presunto “dramma” dei ricongiungimenti natalizi: solo a Roma possono pensare che debbano valere le stesse regole della capitale (2.190 abitanti per kmq.) anche a Formazza (3 abitanti per kmq. l’ultimo paese di montagna in cima all’ Ossola) dove peraltro – chiusi da DPCM alberghi ed impianti da sci – anziché vedersi per festeggiare il pranzo di Natale i formazzini rischiano… di morire di fame.  

Vorrei però che gli italiani, anziché ricordarsi dei loro cari solo per il pranzo di Natale, i loro nonni e  genitori li frequentassero davvero un po' di più, ma  per tutto l’anno!

Infine il vaccino: in Gran Bretagna sono già partiti, in Europa si partirà tra pochi giorni: vedremo i tempi italiani e chi si assumerà le responsabilità dei temuti ritardi.

 

LE BESTIE, IL PREGIUDIZIO, LA VERGOGNA

Il consiglio comunale di Reggio Emilia (astenuto il PD, favorevoli tutti gli altri) a fine settembre ha deciso finalmente di intitolare una via cittadina a NORMA COSSETTO, vittima dei partigiani comunisti di Tito. “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata viva in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. Istria, 5 ottobre 1943” E’ la motivazione della medaglia d’oro al valor civile alla memoria concessagli dal Presidente Ciampi.

Esempio di ritrovata fraternità ed unità nazionale? Macché: al volere del Consiglio si è opposta la commissione toponomastica della città che – rimasta evidentemente all’epoca staliniana – ha eccepito la mancanza di  “Notizie storiche certe e verificate riguardanti le vicissitudini che hanno portato alla cattura e all’uccisione della Cossetto, la cui famiglia  aderì al fascismo anche durante la repubblica di Salò  e il cui padre morì combattendo a fianco dei nazisti durante la repressione antipartigiana in Istria”. Dichiarazioni folli, di cattivo gusto (è noto che i titini gli italiani li facevano sparire in foiba a migliaia e gli infoibati non possono oggi certo "testimoniare"...) ma anche conferma del livello di ignoranza delle bestie che tuttora compongono la maggioranza della “Commissione Toponomastica” di Reggio, dove evidentemente non sanno neppure che la RSI è venuta DOPO il martirio di Norma, né che anche suo padre fu barbaramente ucciso ed infoibato dai comunisti titini solo pochi giorni dopo la tragedia della figlia, mentre ne era alla disperata ricerca del corpo.

Ma è mai possibile che nel 2020 ci sia ancora in giro una faziosità di questo tipo?

Eppure a Reggio Emilia non solo non si è (ancora) intitolato la via a Norma Cossetto, ma nessuno ha colto l’opportunità per cancellare qualche altra intitolazione cittadina, magari quella allo stesso maresciallo Tito, il leader politico e militare degli assassini che la martirizzarono. A Reggio (dove ci sono tuttora anche via Lenin e via Stalingrado, tanto per non farci mancare nulla) c’è insomma ancora aria da “triangolo della morte”, l’area reggiana  dove circa 2.500 persone (tra cui molti sacerdoti come don Pessina, partigiani anticomunisti e i 7 fratelli Govoni) furono massacrati dai comunisti DOPO il 25 aprile, con omicidi che purtroppo continuarono - spesso rimasti impuniti - fino al 1949.

 

 

PER AIUTARE IL VERBANIA CENTER C’E’ ANCHE "GENTE DI LAGO 2"

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DEL CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

UN SALUTO A TUTTI                                     MARCO ZACCHERA







IL PUNTO   n. 793 del 4 dicembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

AI LETTORI

come ogni anno dedico un numero de IL PUNTO all’inizio di dicembre a relazionarvi sull’attività dei VERBANIA CENTER ed anche nel 2020 non voglio mancare alla tradizione. E’ questo quindi l’argomento principale della settimana anche perché – molto francamente – vedo che tutto sta procedendo nel trambusto di sempre e con estrema confusione. Chissà  se qualcuno avrà meditato che a furor di referendum si sono voluti cancellare a settembre 300 parlamentari (teoricamente eletti dal popolo) per azzoppare “LA CASTA” e adesso Conte sta nominando nel disinteresse di tutti oltre 300 “supertecnici” per studiare cosa fare dei soldi europei (miliardi di euro annunciati ma per ora non arrivati) sui quali l’Italia è già in ritardo di programmazione.

Dopo tavoli tecnici, inutili “stati generali” avanti tutta quindi con commissioni e commissari nominati senza concorsi, senza controlli, di costo sconosciuto e in pratica esautorando ministri, costituzione e parlamento. Il PD e Renzi protestano, ma verranno tacitati con una adeguata mancia, ovvero una “quota” di tecnici da loro indicati, tanto sul MES alla fine non ci sarà nessuna crisi perché i grillini hanno una fifa blu di qualsiasi voto anticipato.

Avanti quindi con i DPCM, Natale blindato (alla faccia delle promesse di Conte solo 2 mesi fa) e totale insensibilità per le istanze regionali. Turismo invernale distrutto, ma Roma gremita di gente (come constatato di persona): nulla di nuovo perché è la solita Italia dei furbi e dei furbetti.  

………………………………………………………………………………………..

 

“ KABA KUKUNA ANDU”    (“E’ MEGLIO FARE DEL BENE”)

 

2020: RAPPORTO SUL VERBANIA CENTER – RELAZIONE DEL 39° ANNO

 

Cari amici,

sono trascorsi 39 anni da quando – era il Natale del 1981 – nacque il “Verbania Center” prima una associazione tra amici e ora anche come specifico e autonomo Fondo inserito all’ interno della “Fondazione Comunitaria del VCO”. Come ogni anno debbo e voglio ricordare i tanti amici che oggi non ci sono più insieme a tutte le persone che in questi anni si sono impegnati sia nella solidarietà e che – in diversi parti del mondo – hanno operato grazie agli aiuti che abbiamo raccolto. Tra l’altro quest’anno è mancato anche LORENZO COMETTO, missionario della Consolata, con il quale abbiamo collaborato diversi anni per potenziare la scuola tecnica di Sagana, vicino a Nyeri, in Kenya.

Un anno travagliato anche in Africa ed America Latina per il Covid, ma abbiamo comunque cercato di continuare nelle nostre attività, particolarmente in Mozambico

 

RELAZIONE FINANZIARIA

Ricordo che dopo la costituzione del “Fondo Verbania Center” presso la Fondazione Comunitaria del VCO le disponibilità sono ora da dividersi in due diverse gestioni: quella “patrimoniale” (che va ad incrementare il fondo iniziale di adesione alla Fondazione) e la “sezione corrente” dove si versano i fondi raccolti e li si distribuiscono nelle diverse iniziative. 

Durante il periodo 25.11.2019 - 24.11.2020 sono stati ricevute offerte complessive per euro 13.310  oltre a  euro 1.073 di dividendi del c/ patrimoniale (passati al c/ gestione corrente). 

Gli impegni complessivi sono stati pari ad euro 14.560 e tenuto conto che è stato azzerato da tempo il c/ cassa abbiamo ad oggi un saldo di euro 73.453,71 (stabile) sul FONDO PATRIMONIALE e di euro 5.171,75 sul FONDO CORRENTE.

In totale dall’inizio della sua attività, oltre a molti beni in natura ed attrezzature, il Verbania Center ha quindi superato come raccolta i  608.000 euro che, salvo i saldi attuali e il fondo patrimoniale, sono stati tutti spesi nel tempo in oltre 100 iniziative concrete e diversificate localizzate  in tante parti del mondo dall’ Africa all’America Latina, Medio Oriente ed Est europeo. Contributi tutti “senza spese” perché ricordo che le nostre iniziative sono mirate e non hanno nessun costo di amministrazione, viaggi, gestione o rimborso spese.

 

UN GRAZIE PARTICOLARE

Come ricorderete l’anno scorso vi fu una raccolta eccezionale con una serata organizzata per ricordare SIMONA GIORDANO, purtroppo prematuramente scomparsa e alla cui memoria è stato  dedicato il nuovo reparto di pneumologia di Machava (Mozambico), inaugurato la scorsa primavera. L’iniziativa si è ripetuta anche quest’anno ad inizio settembre e ha permesso di completare il finanziamento del reparto ed iniziare anche nuovi lavori nei locali del fatiscente pronto soccorso. Un grazie speciale al marito Massimo, ai suoi parenti  ed a tutti i suoi amici per la loro generosità, ma soprattutto per la rinnovata grande amicizia ed entusiasmo con cui si sono dati da fare anche quest’anno per la nostra  iniziativa.

 

MOZAMBICO: NACALA E MACHAVA

In Mozambico continua intanto la collaborazione con le iniziative della suora salesiana verbanese Maria Luisa Spitti e delle sue consorelle. Quest’anno gli aiuti si sono concretizzati nel mantenere il finanziamento di 3 borse di studio per allieve infermiere (2.000 euro) a Nacala.

In Mozambico opera anche la sorella di suor Maria Luisa (Luana Spitti) una dinamica laica che lavora a Machava, nella periferia di Maputo, la capitale del Mozambico. Come vi ho già relazionato in passato in queste zone periferiche è assolutamente carente l’assistenza sanitaria e quindi si è continuato ad investire sul centro ambulatoriale dove, dopo la realizzazione del reparto di pediatria, sono terminati i lavori per quello di pneumologia tenuto conto della grande diffusione della tubercolosi in questa regione, soprattutto tra i bambini. Il nuovo centro (inaugurato a marzo dedicandolo appunto al ricordo di SIMONA GIORDANO, purtroppo non siamo potuti andare all’inaugurazione per la pandemia…) è stato immediatamente destinato anche ai malati di Covid di cui in Mozambico non si sa nulla o quasi circa il decorso della malattia e i numeri dei contagiati.

Si muore così facilmente per altre cause che è perfino difficile capire la gravità della pandemia che però non sembra avere avuto l’impatto che c’è stato da noi. Obiettivo di quest’anno è sistemare due locali ad uso spogliatoio di medici ed infermieri (oggi è usato un container) e – almeno dal punto di vista strutturale – il pronto soccorso che ogni giorno accoglie un numero incredibile di persone e che è in condizioni fatiscenti.

Questa specifica iniziativa è coordinata da Luana Spitti in collaborazione con la sua ONLUS “Fratelli senza Frontiere” che formalmente è la nostra corrispondente-partner. Finiti i lavori per pneumologia (siamo stati nei preventivi, in totale circa 25.000 euro compreso un ampiamento e un accesso diretto esterno in un primo tempo non previsto) la prossima tappa sarebbe di migliorare il pronto soccorso nella parte muraria (le attrezzature costano troppo) e dal punto di vista igienico, vista la situazione catastrofica (non c’è neppure un impianto “normale” per la luce elettrica!). In cassa ci sono già circa 6.000 euro  (ne servono circa 10.000 per il primo lotto dei lavori) con i tempi condizionati anche dal Covid. ma che si vorrebbero avviare prima della stagione delle piogge.   Allo studio anche la realizzazione di un pozzo per l’acqua potabile. (preventivo circa 2.500 euro), lavori da iniziare nel 2021 Covid permettendo.

 

COLOMBIA

Continua l’attività di un amico-sostenitore italiano di Cartagena ed originario della nostra zona che ha creato delle squadre di calcio giovanili per i ragazzi di strada della periferia della città, ciascuna delle quali intitolata ad un club italiano: Juventus, Torino e anche… VERBANIA (ovviamente con i colori sociali della nostra squadra cittadina!).

La squadra – come le altre – è appunto composta da ragazzi in difficoltà ed è un interessante tentativo di loro recupero e di inserimento sociale tramite lo sport. Quest’anno più che pensare al calcio si è dovuto far fronte ad enormi problemi per il Covid che ha colpito anche la Colombia e per aiutare i ragazzi abbiamo confermato la somma dell’anno scorso,  800 euro.

 

KENYA

Approfittando di una visita in Italia di p. Aldo Giuliani (missionario a Sererit, nel nord del Kenya) gli abbiamo consegnato 1.000 euro per la sua missione tra le montagne della regione di Mararal. Giuliani (che mi accolse durtante il mio primo viaggio in Kenya nel 1980!) è l’unico missionario della Consolata con il quale siamo ancora in contatto  in quanto tutti gli altri o sono deceduti o rientrati. Ancora “ruspante” è invece suor Florinda Tosi (che ha superato i 90 anni) e poi c’è sempre il pallanzese p. Antonio Bianchi (che di anni ne ha 98!) che vive nella casa provinciale della Consolata di Nairobi, ancora in discreta salute. . 

 

LA “FILOSFIA” DEL VERBANIA CENTER

Ricordiamo la "filosofia" che sta dietro alle nostre iniziative e che è riassumibile in pochi punti:

1) nessun tipo di spesa generale: tutto quello che si raccoglie lo si utilizza e lo si rendiconta

2) le iniziative finanziate debbono prevedere il coinvolgimento di gruppi o popolazioni locali che devono co-partecipare mettendoci almeno il lavoro materiale. Inoltre quando i progetti sono destinati a delle specifiche comunità il loro utilizzo non è mai completamente gratuito, ma sempre soggetto ad un piccolo pagamento o a una modesta retta di mantenimento, perché tutti siano responsabilizzati al sacrificio e le iniziative siano ben mantenute

3) ogni intervento ha sempre un responsabile locale conosciuto e serio, che possa così rispondere personalmente della qualità e della dovuta rendicontazione di quello che viene fatto.

 

L'AZIONE DEL ”FONDO”

Ormai oltre 10 anni fa il  “VERBANIA CENTER” si è trasformato da iniziativa spontanea a fondo autonomo inserito nella Fondazione Comunitaria del VCO che ha l’obiettivo di contribuire a sostenere lo sviluppo sociale del nostro territorio e di promuovere la cultura della solidarietà tra i cittadini del VCO. Le somme investite a patrimonio producono rendite destinate anche al sostegno dei singoli progetti che vengono finanziati e gestiti con la sezione corrente,  raccogliendo donazioni, contributi  e lasciti di privati cittadini, enti e imprese.  Chi desidera partecipare al progetto Verbania Center, può quindi contribuire con una donazione sul conto intestato a Fondazione Comunitaria del VCO presso BANCA INTESA SAN PAOLO IBAN: IT81 O 03069 09606 1000 0000 0570 indicando però sempre “FONDO VERBANIA CENTER”

 

SE QUALCUNO E’ INVECE INTERESSATO ALLA DETRAZIONE FISCALE MI CONTATTI PERSONALMENTE PER LE RELATIVE ISTRUZIONI. Sono inoltri destinati al Verbania Center i ricavi del libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”  

Per ogni necessità potete sempre contattarmi via mail marco.zacchera@libero.it  

 

Grazie dell’attenzione e dell’amicizia !

 

 

PER AIUTARE IL VERBANIA CENTER C’E’ ANCHE

GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile infatti il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali.

GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DEL CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

UN SALUTO A TUTTI                               MARCO ZACCHERA






IL PUNTO n. 792 del 27 novembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: LE  RESPONSABILITA’ DI MATTARELLA – CENTRODESTRA DIVISO - COVID: TRA DISCOTECHE DA SCI E MARCE AL CIOCCOLATO  – FARSA AUTOSTRADALE – GENTE DI LAGO 2

 

LE RESPONSABILITA’ DI MATTARELLA

Conosco personalmente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e per molti anni abbiamo condiviso la partecipazione alla commissione esteri della Camera. Credo sia una brava persona, seria ed onesta, ma non condivido il “profilo basso” che ha voluto dare alla sua presidenza.

E’ inutile e francamente stucchevole che si limiti ad un ruolo declaratorio per cui non manca mai il Suo ispirato messaggio per la giornata dell’infanzia, dell’handicap, della donna, del volontariato, dei rifugiati, dei diabetici, della Liberazione, delle Forze armate, della Repubblica nonché per ogni patria commemorazione o dramma, inclusi gli incidenti sul lavoro, i carabinieri o i poliziotti ammazzati, la scomparsa di cittadini emeriti.

Certo, restano i suoi  inviti alla collaborazione, al bene comune, alla volontà di intenti, alla coesione nazionale, al patto tra generazioni… Bene, e poi? Poi basta.

Mai un ATTO CONCRETO che dia seguito ai Suoi augusti auspici. Per esempio un messaggio chiaro alla Camere, un’ imposizione al governo ad “aprire” sul serio all’opposizione, ma PRIMA di decidere l’ennesimo decreto, che poi invece passa regolarmente in parlamento solo con voti di fiducia e quindi con testi non emendabili.

La scelta storica del 1948 di fare dell’Italia una repubblica parlamentare ha un senso se il parlamento conta qualcosa, se invece a contare sono soltanto governo e magistratura si crea un corto circuito istituzionale che non era nei disegni né dei padri costituenti né del buonsenso.

Personalmente credo sia necessaria per l’Italia (centro-destra, se ci sei batti un colpo!) una repubblica presidenziale dove il Presidente sia finalmente eletto direttamente dai cittadini e che quindi abbia poi il dovere di governare in prima persona. Se questo non avviene perchè la sinistra non lo vuole, che almeno Mattarella  abbia il coraggio (e il dovere) di chiedere il rispetto della Costituzione.

POSSIBILE CHE MATTARELLA NON CAPISCA CHE CONTE (persona non eletta dai cittadini e neppure parlamentare) STA ACCENTRANDO SU DI SE’ TUTTO, COMPRESE LE NOMINE DI COMMISSIONI E COMMISSARI PER GESTIRE I FUTURI  FONDI EUROPEI,  L’EXTRA DEBITO (siamo al quarto sconfinamento di bilancio) E ADDIRITTURA IL POST PANDEMIA?

O forse il Presidente è interessato solo a non disturbare nessuno, in vista di un suo secondo mandato presidenziale?

 

CENTRODESTRA DIVISO

Le sortite di Berlusconi (e di parte di Forza Italia) che fanno la corte a Conte per essere in qualche modo imbarcati al governo non fanno bene al centro-destra: la gente vuole chiarezza, non ambiguità.

Non bastano comunque i saltuari vertici tra tre leader più o meno federati tra loro per creare una alternativa: sono gli iscritti, gli elettori, gli italiani che si ritrovano su quel versante politico a potere e dovere in qualche modo poter dire la loro, altrimenti qualsiasi coalizione non sarà mai cementata “dal basso” …e fatalmente si perderà.

Lo ha sempre dimostrato il passato, ma sembra che gli errori non servano e si continua su questa strada con l’aggravante che non c’è un leader condiviso ed aggregante di schieramento, come fu dal ’94 Berlusconi.  

Intanto passano le settimane e i mesi ma non si conoscono ancora neppure i potenziali  candidati per le prossime amministrative di Roma, Milano, Napoli e Torino.

Temo che senza una strategia di coinvolgimento (è una bestemmia proporre finalmente dei confronti ascoltando i cittadini e mobilitandoli con delle “primarie”?) si delineano già in partenza delle sconfitte annunciate.

 

DISCOTECHE DA SCI, TRA MARCE DELLA PACE E CIOCCOLATO

Ma come si fa a sostenere che le piste da sci siano assimilabili alle discoteche e alle spiagge estive che – vedi Sardegna – hanno contribuito la scorsa estate a diffondere il virus? Mi sembra un atteggiamento assurdo da parte del governo vietare la stagione sciistica, ovvero la possibilità di svolgere uno sport all’aperto che si pratica da soli e  proprio con passamontagna e mascherina, viste le temperature. Un altro, ennesimo  atteggiamento di non considerazione dei danni “tombali” provocati ad un settore importante dell’economia e del turismo nazionale rispetto ai potenziali (limitati) rischi di contagio. Tutto è discrezionalità, ma è sempre anche condito dalla politica e soprattutto dal “politicamente corretto”. Per esempio si è scoperto - ma solo aver “de-secretato”(!!!) i verbali del “Comitato Tecnico Scientifico” (chissà perché sono coperti da segreto) che il CTS, per esempio, aveva detto “no” (seduta dell’8 ottobre) alla marcia della pace Perugia-Assisi che però si è svolta lo stesso, addirittura in diretta TV e con messaggio di Mattarella. Eppure lo stesso giorno è stata vietata proprio a Perugia “Eurochocolat”, manifestazione europea giunta alla 27° edizione e di grande richiamo economico e turistico.  

 

FARSA AUTOSTRADALE

Sono passati 27 mesi dal crollo a Genova del ponte Morandi e dal frettoloso annuncio del M5S che ad Autostrade SpA sarebbe stata revocata la concessione, ma siamo ancora alle chiacchiere.

Le inchieste hanno intanto messo in luce una incredibile serie di mancanze di manutenzione alla rete che invece andava eseguita, eppure pagata per anni  dagli utenti con l’aumento costante dei pedaggi.

Una responsabilità dei vari governi succedutisi nei decenni, in combutta con i vertici delle varie concessionarie autostradali, ma sulle responsabilità politiche si è sempre preferito il silenzio.

Adesso si scopre  che i pedaggi aumenteranno nel 2021 dell’1,75% sostanzialmente per finanziare lavori che  non erano stati fatti: subiamo così il danno e la beffa.

Una truffa colossale ai danni degli italiani, con il governo che tira in lungo senza che l’opposizione abbia il coraggio di mettere di fronte soprattutto PD, altoatesini e renziani alle loro pesanti responsabilità pregresse. Bloccare almeno per il 2021 i pedaggi – vista anche la situazione del paese - mi sembrerebbe il minimo da pretendere e un punto di partenza, come utenti,  per esigere rispetto.

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

Ricordo che è disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

UN SALUTO A TUTTI                                                          MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 791 del 20 novembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: TEMPO E VITA – SCHERZETTI CALABRESI – PRECISAZIONI INPS - GENTE DI LAGO 2

 

DALLA VITA SENZA TEMPO

AL TEMPO SENZA VITA

In questi giorni d’autunno sembra di vivere in una bolla, mentre i giorni corrono veloci ma sembrano spesso sprecati, silenziosi come la sabbia quando cola tra le dita.

Una volta la nostra era UNA VITA SENZA TEMPO e – almeno per me – correva di giorno in giorno a ritmi frenetici, sempre di corsa, spostandomi fisicamente di qua e di là, seguendo una infinità di questioni e di persone. Politica, professione, impegni: un susseguirsi di avvenimenti che ti travolgevano, ma che riempivano le ore, i giorni, gli anni con la soddisfazione di far “rendere” i talenti che il Grande Capo credo mi abbia affidato.

Poi è arrivato il Covid, prima cogliendoci di sorpresa, poi con una emergenza che è diventata sempre più cronica e ora in una specie di secondo tempo fatto di amarezza e di rassegnazione.

Telegiornali ogni giorno sempre uguali, polemiche sempre uguali, filmati di repertorio sempre uguali, con numeri di contagi che salgono e scendono, zone rosse e gialle che sbocciano tra proteste e difficoltà.

Un tempo che sembra scivolare inutile, che scorre per forza d’inerzia, che ti fiacca nello spirito perché non sei più attore né protagonista.

Vorresti tornare a correre e non puoi, mentre il palcoscenico l’hanno conquistato i più o meno simpatici “esperti” che (insieme ai soliti mezzobusto politici) ogni giorno rimbombano di ovvietà, di polemiche ridondanti e di risposte scontate, mentre il virus sembra correre per conto suo, in attesa di un vaccino che (forse) lo spegnerà.

I giorni sono diventati monotoni, scanditi dai regolari quanto scontati proclami all’unità di Mattarella, ma contraddetti sempre nei fatti da un Conte che tanto fa poi quello che vuole (vedi, in settimana, la bozza di bilancio non discussa con nessuno).

Solo Berlusconi applaude, fiutando di poter così ritornare nel giro e magari dare anche una mano a Mediaset. Irriducibile, un po' come quel vecchietto seduto all’osteria che ricorda sempre e solo i tempi in cui c’era “Lui”.

Sullo sfondo un’ Europa che aveva promesso ma non mantiene (eppure i soldi del Recovery Fund Conte li ha già ben ipotecati), mentre sale un deficit pubblico senza freni e così imponente che non ci accorgiamo neppure delle sue future conseguenze. Alla fine ti limiti a sperare di non essere nel numerino statistico quotidiano dei contagiati e dei decessi, ma ogni tanto rifletti sui pesi scaricati sulle spalle delle future generazioni di cui abbiamo ipotecato il futuro.

Intanto c’è anche un po' di  follia, come il minacciato sciopero proprio di quei dipendenti pubblici che sono i soli - oggi - ad essere sicuri del proprio stipendio e del proprio posto di lavoro, mentre in troppi ogni giorno ti confermano che stanno chiudendo le loro aziende, i negozi, gli studi professionali dopo tanti sforzi buttati via. Leggi di nuove povertà e  di banche che comunque accumulano profitti, di valori di borsa che non hanno più nulla di reale mentre il calendario ci informa che finalmente sta finendo questo brutto 2020, anno bisesto e anno funesto, davvero un anno di TEMPO TRASCORSO SENZA VITA. 

 

UN SORRISO (AMARO) DALLA CALABRIA

Meno male che c’è la Calabria a strappare qualche volta un (amaro) e ironico sorriso, ma il balletto delle nomine calabresi la dice lunga sul caos che regna a Catanzaro e dintorni, ma anche - e soprattutto - a Palazzo Chigi.

Mentre è notizia ieri l’arresto del presidente del consiglio regionale (FI) a far sorridere è la “crisi di coscienza” che sembra colpire  i vari Commissari regionali alla sanità.

Ricordate? Prima venne nominato da Conte il generale Cotticelli (due anni fa, ma confermato quest’estate) che “non sapeva” che bisognava pur fare un piano regionale per il Covid e candidamente lo ha ammesso in diretta TV dicendo poi che forse l’avevano addirittura drogato (?!) prima dell’intervista: cacciato.

A seguire Conte ha nominato allora Giuseppe Zuccatelli, ma subito escono le sue recenti interviste in cui l’illustre clinico si pronuncia sull’ uso delle mascherine “Non servono a un caz…” e viene cacciato anche lui. A questo punto terza nomina del prof. Eugenio Gaudio che però ha una moglie “che non vuole trasferirsi a Catanzaro” (e salta fuori che è pure indagato a Catania per concorsi truccati) e quindi rinuncia. Ditemi voi – tra l’altro - se questa scusa sia comunque minimamente credibile.

Alla fine - come richiesto a gran voce dalle Sardine per l’occasione tornate alla ribalta - resta il compagno Gino Strada, che però nicchia salvo poi sottoscrivere un bel contrattino per la “sua” Emergency.

Il personaggio è noto: fondatore della predetta associazione è un ex leader dei “Katanga”, il famigerato servizio d’ordine  dell’ Università Statale di Milano negli anni ’70, quando il dott. Strada - non ancora convertito sulla via del pacifismo – stava con chi spaccava le teste altrui a colpi di chiavi inglesi, distinguendosi nel gruppo d’azione “Lenin” di cui era il responsabile, ovvero i picchiatori delle facoltà di Medicina e Scienze. Strada non risulta essersi mai pentito dei suoi trascorsi violenti, neppure quando nel 2009 lo candidarono addirittura al premio Nobel per la pace.

Intanto tutte le 9 ASL calabresi risultano commissariate, in particolare quelle di Reggio e Catanzaro che sono “commissariate dal commissariamento” nel senso che i commissari sono stati sospesi per potenziali infiltrazioni della criminalità organizzata ed al suo posto sono stati nominati 3 commissari a commissariare il commissario. Avanti il prossimo…

NB per chi volesse approfondire l’argomento, Openpolis pubblica una serie di articoli da brivido sulla sanità in Calabria e - già che ci siete - date anche un’occhiata alle foto della nuova sede della regione Calabria: costata una follia, i mega-casinò di Las Vegas sfigurano a confronto dell’enorme edificio che sembra sfornato dagli architetti di Ceausescu, il defunto dittatore comunista romeno… Però in tutta la regione ci sono solo 152 letti di terapia intensiva per 2 milioni di abitanti. In Piemonte (per 4.3 milioni di piemontesi) i letti di terapia intensiva sono 626, di cui la metà creati quest’anno.

 

DOVEROSA PRECISAZIONE

Quando qualcuno non ci crede che la realtà burocratica italiana possa andare oltre la fantasia, leggetevi questo documento dell’ INPS, tratto in modo testuale da una circolare del 12.11.2020.

“ Si precisa che la sospensione in trattazione non opera rispetto alla terza rata in scadenza nello stesso mese riferita alla rateizzazione di cui agli articoli 126 e 127 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n.77, ovvero dall’art 97 del decreto legge del 14 agosto 2020 n.104 convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020 n.126 dei versamenti sospesi ai sensi dei decreti legge 2 marzo 2020 n. 9, 17 marzo 2020 n. 18 convertito con modificazioni dalla legge 24 Aprile 2020 n. 27,  8 aprile 2020 n. 23, legge convertita, con successive modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020  n.40  e  numero 34/2020, convertita con modificazioni, dalla legge n. 77/2020…

Oh, finalmente è tutto chiaro !

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

 

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

UN SALUTO A TUTTI E BUONA SETTIMANA                                  MARCO ZACCHERA 



IL PUNTO   n. 790 del 13 novembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: VACCINO POLITICAMENTE CORRETTO – USA IMAGINATION FILM - EMERGENZA FINANZIARIA – ALITALIA SPARITA - PER NATALE: GENTE DI LAGO 2

 

IL VACCINO POLITICAMENTE CORRETTO

Chissà se qualcuno si ricorda della inaspettata telefonata nel luglio scorso del sig. Bill Gates (un poco noto poveraccio americano) al premier Conte.  

Tutti si erano chiesti il motivo di questo inatteso colloquio telefonico, ma forse questa settimana qualcuno l’ha capito.

La fondazione del sig, Gates e signora, infatti, è collegata alla Pfizer, l’azienda farmaceutica americana che domenica scorsa  ha annunciato di aver ormai pronto (“con sicurezza al 90%”) il vaccino anti-Covid.

Un vaccino sorprendente, perché la notizia è “casualmente” arrivata neppure 48 ore dopo l’autoproclamazione di Biden a presidente USA, candidato sponsorizzato da Bill Gates con aiuti elettorali in termini di milioni di dollari. Da notare che fino alla settimana precedente la Pfizer – almeno ufficialmente -  “non aveva idea” dei tempi necessari per il vaccino.

Combinazione su combinazione, proprio lunedì il nostro ministro della sanità Speranza (di nome, ma non di fatto) avrebbe già acquistato o almeno prenotato dalla Pfizer la bazzecola di 17,5 milioni di dosi di vaccino per il mercato italiano.

Attenzione, perché il vaccino in questione non ha ancora ottenuto l’ok delle autorità sanitarie europee ma è “promettente” e quindi bisogna subito prenotarlo. Molti altri paesi ed aziende farmaceutiche sostengono di aver vaccini testati e quasi pronti alla distribuzione, ma la Pfizer ha nel motore il turbo politico ed ovviamente batte ogni concorrenza. Pensate che in soli due giorni il valore del titolo di borsa è aumentato di  MILIONI di dollari. Averlo saputo solo pochi giorni fa… E poi ci si meraviglia che Mr. Gates sia sicuramente di sinistra, ma anche un collaudato ultramiliardario?! 

 

USA: “IMAGINATION”…  PER UN FILM

Lasciatemi immaginare.. Immaginiamo che Biden fosse stato largamente in testa la notte dello scrutinio dopo aver conteggiato i voti nei seggi e poi il bieco Trump fosse improvvisamente risalito con i voti per posta tanto da superarlo. Secondo voi, i media americani & nostrani come avrebbero reagito? Poi – sempre immaginando – trasformatevi in un matematico statistico e verificate la possibilità che sul 64% delle schede scrutinate in Pennsylvania A abbia un ampio margine su B e poi - nel restante 36% - B prenda praticamente tutti i voti: quante probabilità matematico-statistiche ci sono di una simile evoluzione?

Proseguite ad immaginare: quanti ultracentenari ci sono negli USA e quanti di loro hanno votato? Questo non ci vorrebbe molto a controllarlo… dovrà pur esserci un elenco degli elettori e se i centenari (e i morti) hanno votato per posta si può pur controllare se siano vivi o meno. Trump ha forse fatto di tutto durante la sua presidenza per rendersi antipatico, ma le verifiche elettorali non devono tener conto di questo: se ci sono denunce chiare bisogna verificare, punto. Se non ci sono indizi concreti o alle prime verifiche le denunce non reggono si archivia tutto e si accetta il risultato, punto. Quello che NON si deve fare è NON verificare, soprattutto quando il sistema di voto postale si presta ovunque ad abusi, mentre ben diverso (ma questa è una cosa che in Italia non si è spiegato!) è stato il voto di chi ha fisicamente votato PRIMA del 3 novembre (parliamo di decine di milioni di persone), come prevedeva la legge, ma non votando per posta bensì recandosi di persona ai seggi. Tantissimi democratici lo hanno fatto, eppure questi voti (conteggiati insieme a quelli del giorno delle elezioni) avevano comunque dato la vittoria a Trump.

Capite perché c’è allora forse qualcosa che non va nel voto per posta,  indipendentemente dall’antipatia o meno dei personaggi in campo?

 

Vedrete che questa saga delle elezioni americane 2020 sarà comunque una bella trama per un film candidato all’ oscar, ma attenti: nel film il “cattivo” – quello che ingiustamente conquista il potere basandosi più o meno sulla mafia, la corruzione e il grande capitale - sarà un antipatico fascista tipo Trump, mentre l’attore protagonista – bellissimo, aitante, onesto, incorruttibile e coraggioso, magari un po' scuro di epidermide perché fa tanto figo - sarà il candidato “progressista”, quello che all’inizio pensa di aver perso e si era ritirato in buon ordine ossequiente alla legge, ma poi scopre la verità, si ribella e a capo di un manipolo di eroi alla fine smaschera  i cattivi, tanto che nel gran finale si insedierà trionfante alla Casa Bianca tra le braccia di una stupenda super-diva promossa first lady (e ovviamente tra il tripudio del popolo liberato). Fantasie? Vedrete per credere…

 

CHISSA’ SE LA GENTE ANCHE DA QUESTA VICENDA  RIUSCIRA’ A CAPIRE COME I MEDIA POSSANO OGGI INFLUENZARE IL MODO DI PENSARE, DI COMPRARE, DI SCEGLIERE DELLE PERSONE IN TUTTO IL MONDO.   DALLE ELEZIONI USA ALLE NEWS POLITICHE QUOTIDIANE, ALLO STESSO COVID  SIAMO TUTTI MANIPOLATI, INDIRIZZATI, CONDIZIONATI.

 Questo è forse il più grande problema dell’uomo, da sempre: avere diritto ad una informazione corretta con i report sui fatti separati dalle opinioni. In teoria è bellissimo, tutti lo vogliono e lo dicono, ma poi nessuno lo controlla.

 

EMERGENZA FINANZIARIA

Assolutamente inascoltato, continuo a proporre un’idea semplice ma importante per milioni di imprese e di famiglie: bloccare i tassi massimi bancari su anticipi di conto corrente e finanziamenti, a valere sia per i crediti domestici che per le aziende.  Soprattutto per le famiglie le solite imprese finanziarie senza scrupoli aggirano la legge e praticano spesso tassi di usura e in caso di inadempienza (vista la crisi, i casi sono moltissimi) poi si innescano spirali di debito insanabili, drammi famigliari, sequestri di beni, pignoramenti ecc. Ma perché non si interviene bloccando gli interessi “para-usura” portandoli ad un massimo, per esempio, sotto il 10% annuo “tutto incluso”? Oltretutto si tratta di finanziamenti spesso concessi da società finanziarie di dubbia trasparenza, eppure è un capitolo che non sembra interessare né il governo né l’opposizione.

Ma a questo punto, visto che comunque non si possono rinviare sine-die i pagamenti di mutui e finanziamenti, si ponga un “tetto” anche alle banche. Per esempio decidendo che sui conti correnti aziendali “di cassa” vi sia un limite al tasso applicabile per le anticipazioni e soprattutto alle varie “voci” di spesa più o meno nascoste che pesano sui conti correnti a vario e fantasioso titolo.

Una riduzione dei tassi reali intorno a cinque volte quello d’inflazione non sarebbe più che logico? Ecco un’idea che potrebbe permettere alle imprese e alle famiglie di sopravvivere e alle banche (quelle serie) di non fallire.

 

ALITALIA?  SPARITA

Avete presente i 3 miliardi (non milioni!) di aiuti del governo versati solo poche settimane fa ad Alitalia, (per un totale pari a più di tutti gli aiuti previsti in queste settimane per tutte le imprese operanti nelle “zone rosse”?) Per ringraziamento la ex “Compagnia di bandiera” - dopo aver cancellato tutte le rotte su Malpensa - ha deciso ora di chiudere anche quelle su Torino, prima riducendo il collegamento a un solo volo al giorno ed ora decidendo che per 7 giorni, entro fine novembre, nessun volo Alitalia opererà da o per Torino Caselle. Dov’è il “servizio pubblico” che dovrebbe essere prestato in cambio della montagna di soldi sprecati con Alitalia?

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO
 

UN SALUTO A TUTTI E BUONA SETTIMANA                    MARCO ZACCHERA     




IL PUNTO   n. 789 del 6 novembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: ELEZIONI USA – ZONE ROSSE – PANDEMIA EUROPEA - GENTE DI LAGO 2

 

ELEZIONI USA

Sarà dunque con ogni probabilità Joe Biden il nuovo presidente USA anche se con il  sospetto di brogli elettorali per il voto postale che saranno al centro delle discussioni per lungo tempo.

Quello che mi ha dato molto fastidio sono stati però i commenti assolutamente faziosi di gran parte dei media e delle TV italiane dove – come peraltro prevedibile – Trump è stato sempre dipinto in termini di dileggio. Presunti “esperti” ed “opinionisti” (alcuni decisamente ignoranti della situazione americana e che parlano solo per preconcetti) quasi tutti – guarda caso – sfacciatamente pro-democratici e con interi programmi televisivi dichiaratamente di parte, con La7 e Sky News a tratti assolutamente faziosi.

Evidentemente troppi italiani conoscono poco o nulla della situazione americana.

Tra l’altro sembra che i repubblicani abbiano conquistato un governatore in più e diversi seggi al Congresso: qualcuno ve lo ha detto?

Resta il fatto che i sondaggi si sono dimostrati clamorosamente falsi (e chi può sostenere che non abbiano contribuito volutamente ad influenzare il voto? E’ più difficile votare per chi perde...) e con decine di milioni di americani – pandemia a no – che invece sono andati personalmente a votare.

Milioni di persone che ai seggi hanno votato in maggioranza per Trump che è stato capace di mobilitare a suo favore masse enormi di persone nonostante la pandemia e le accuse (ricordate il Russiagate?) spesso infondate che lo hanno accompagnato per ogni giorno del suo mandato da chi non aveva mai accettato la sua vittoria del 2016.

Oggi decine di milioni di americani sospettano la frode e hanno adesso il diritto di esprimere il loro dissenso per una conclusione elettorale sicuramente non netta e non limpida.

Il sistema postale americano ha molte falle (un po' come quello per i voti dei nostri italiani nel mondo) e di fatto nessuno potrà mai accertare – a parte le eventuali frodi organizzate – chi abbia effettivamente votato, perché le schede possono essere cedute ed acquistate o spedite da terzi e - quando diventano così numerose - una percentuali di irregolarità è scontata, ma questa volte può esserlo stato molto di più.

Avvocati e giudici diranno la loro, intanto ho molti dubbi che l’Europa avrà da guadagnarci da questo nuovo presidente, mentre giustamente possono cantare vittoria Pechino e i sinistri di ogni ordine e grado.

Resta un problema di fondo: come mai, nonostante una campagna di stampa asfissiante interna ed internazionale e un candidato come Trump oggetto di ogni tipo di critica (attenzione: spesso il presidente le polemiche se le è andate a cercare, non sto dicendo né che sia un santo né un simpaticone), metà America ha ragionato diversamente e lo ha comunque votato?

Un bell’esempio di indipendenza mentale che dovrebbe far ragionare anche gli italiani.

 

ZONA ROSSA? NO GRAZIE

E’ inutile che il presidente Mattarella ogni giorno chieda “coesione e responsabilità” se poi il governo fa regolarmente quello che vuole senza tener minimamente conto delle osservazioni e proteste delle categorie e di intere regioni. Una decisione molto discutibile quella delle nuove “Zone Rosse” che (guarda caso) colpisce solo regioni guidate dall’opposizione, mentre altre – vedi la Campania – dove la situazione è tragica (ma la gente è già scesa rumorosamente in piazza), il “combinato disposto” dei 21 parametri (giusto per semplicità …) che determinano l’indice di contagio la considerano ora “zona a basso rischio”, come a Bolzano dove solo fino a poche ore prima del decreto c’era la dichiarata situazione più grave d’Italia.

Che senso ha chiudere centinaia di migliaia di negozi dove poteva comunque entrare solo una persona alla volta, palestre ben più pulite di un supermercato, musei che – con accesso distanziato – potevano dare un minimo di svago e di cultura senza nessun rischio? Ce lo spieghi Franceschini, una delle più grosse delusioni umane di questi mesi, mentre Conte va come sempre a fare lo show in TV giusto solo per leggere il decreto scritto sotto la dichiarata dettatura dal solito “Comitato scientifico”.

Ma qualcuno ricorda CHI ha nominato il "Comitato Scientifico Nazionale " ? Lui, il Conte, lo stesso che ha promosso (senza selezioni nè concorsi)  l'ignoto mister Arcuri a potentissimo capo operativo delle Protezione Civile, senza che fornisca mai bilanci degli acquisti, dei prezzi e delle spese effettuate e nella disattenzione totale della Magistratura.

Quell’ineffabile Conte che aveva inventato gli "Stati Generali" (di cui non è rimasta traccia alcuna) durati un'intera settimana e che sono serviti a NULLA, così come aveva nominato la "Commissione Colao" ovvero i "saggissimi saggi" che dovevano dare indicazioni per rilanciare il Paese...

Tutti spariti, essiccati per strada, inascoltati loro e le loro "120 slide di proposte".  

Adesso Conte - alla canna del gas - chiede "solidarietà" e "condivisione" alle opposizioni e Mattarella gli va dietro. ma senza che MAI il nostro beneamato Presidente sia intervenuto UNA SOLA VOLTA a criticare il governo, a frenarlo, e dire “basta” ai DPCM, metodo legislativo anticostituzionale, ma che è diventato costanza.

Mai - per Conte - anche solo un piccolo, piccolissimo esame di coscienza e di modestia, magari per annunciare che (visto che tra l'altro non l'ha eletto nessuno…) presto si farà da parte. No, questo mai! Perchè "l'avvocato del popolo" resta lì, inamovibile come un pezzo di legno (con giacca blu, cravatta in tinta e fazzoletto bianco nel taschino, ovviamente)... Si può solo subire mentre nel Paese cova una rabbia sorda che si trasformerà in ribellione perché la gente è stanca, esasperata, preoccupata, indignata ma soprattutto ha capito di essere in mano a persone incompetenti e letteralmente non ne può più.

 

PANDEMIA EUROPEA

Mai come oggi la pandemia sottolinea la necessità di affrontare una emergenza su un piano europeo visto che il virus non ha confini nazionali e politici.

Nel marasma delle polemiche e dichiarazioni, pochi hanno notato che il 28 ottobre vi è stato online un breve ma importante Consiglio europeo durante il quale i leader hanno stabilito otto punti di base per affrontare l’epidemia decidendo di intensificare i test mirati, rafforzare il tracciamento dei contatti, migliorare i preparativi per le campagne di vaccinazione, mantenere l’accesso a forniture essenziali e nel contempo garantendo la circolazione di tutte le merci nel mercato unico e agevolando la sicurezza degli spostamenti.

Vengono, tra l’altro, mobilitati subito 100 milioni di euro per acquistare test rapidi e consegnarli agli Stati membri per utilizzarli a chi viaggia per l’Ue una volta arrivato alla sua destinazione. I leader dei 27 paesi hanno anche  deciso di delegare alla Commissione la preparazione di proposte in materia di restrizioni alla libertà di circolazione all’interno dell’Ue e la trattativa con le case farmaceutiche produttrici di vaccini, i “giganti del farmaco”, per ottenere dalle 20 alle 50 milioni di dosi di vaccino al mese a partire da aprile. Da questa nuova ma positiva atmosfera “d’emergenza” stanno nascendo altre idee di convergenza assolutamente inattese pochi mesi fa, anche se non si capisce se il governo italiano ne abbia avuto una qualche consapevolezza.

Questo perché le iniziative saranno di fatto finanziate con il MES al quale “ufficialmente” l’Italia non ha però ancora aderito: una incongruenza che pochi hanno colto, anche se il MES alla fine verrà silenziosamente accettato pur con  ovviamente qualche tortuoso giro di parole per superare la posizione del M5S e di parte dell’opposizione.  

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO
 

UN SALUTO A TUTTI                                               MARCO ZACCHERA                                                 





IL PUNTO n. 788 del 30 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: GENTE DI LAGO 2 – SITUAZIONE TRAGICA, MA NON SERIA – CENTOSETTANTESIMI – I SILENZI DI PAPA FRANCESCO - GRETA DOVE SEI? 

....................................................................

 

GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

 

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

..............................................................................................................................
 

SITUAZIONE TRAGICA, MA NON SERIA

Senso di responsabilità è non cadere nella demagogia e nella eccessiva polemica, ma questo si impone per tutti, anche (e soprattutto) per  chi comanda e che – pur nelle obiettive difficoltà generali – temo stia dimostrando troppe incapacità pur continuando a chiedere obbedienza ai cittadini.

Innanzitutto va ribadito che si può e si deve poter legittimamente protestare in modo civile e isolando i violenti, sottolineando che per la prima volta a spaccar vetrine sono arrivati anche giovani immigrati disadattati delle periferie urbane, un segnale che – visto cosa è poi  successo in Francia – non dovrebbe essere minimizzato.

Proteste che piuttosto siano coerenti: è inutile chiedere le dimissioni a Napoli del governatore  De Luca se lo si è votato solo un mese fa, così come è demagogico criticare dal di dentro il governo continuando a farne parte, vedi i soliti giochetti di Matteo Renzi.

Da qui il dubbio se sia logico che Conte continui a chiedere “responsabilità” ai cittadini e “condivisione” alle opposizioni per poi decidere sempre tutto da solo.

Conte dimostrerebbe forse maggiore coerenza e senso di responsabilità obbligando intanto tutti i suoi “scienziati” (perché solo da lui nominati) prima di tutto a tacere, perché stanno diffondendo panico e confusione.

Personaggi che diventano insopportabili, abituati a pontificare in TV ma non rischiando mai nulla di persona, mettendo in crisi con poche frasi milioni di aziende, magari le stesse cui prima avevano ordinato atteggiamenti precisi (divisori, capienza, distanze ecc.) salvo poi far chiudere tutti: a cosa serviva allora ubbidire e mettersi in regola?  

Per esempio non si possono far acquistare centinaia di migliaia di banchi di scuola costati decine di milioni di euro, banchi che poi non vengono usati perché le scuole chiudono: qualcuno si è forse assunto le responsabilità di questi acquisti? Se ministri e commissari sono degli incapaci devono poter essere cacciati.

Così come al Viminale non si possono chiudere gli occhi per mesi davanti alle “movide” notturne  (VALE ANCHE PER ALCUNI LOCALI DI VERBANIA) e non sanzionare i singoli locali irregolari e i balordi che li frequentavano senza distanze e senza mascherine  per poi  invece far chiudere d’autorità tutti gli esercenti, compresi quelli che avevano fatto il loro dovere e speso soldi per osservare tutte le normative. 

Dove sono gli elementi concreti – altro esempio - per poter affermare che il contagio si diffonde nei ristoranti proprio tra le 18 e le 23, oppure a teatro o nelle palestre? Numeri, riscontri, dati? Nessuno!

Visto quindi che non abbiano dati credibili, si valuti allora finalmente la marginalità tra il “vantaggio” delle potenziali minori infezioni e lo “svantaggio” economico complessivo, perché – a parte la crisi economica indotta - i soldi che poi il governo deve stanziare per venire un po' incontro alle categorie più colpite sono fondi in meno anche per l’assistenza sanitaria.

Non si può chiedere autorevolezza e poi  far passare mesi e mesi preannunciando il diluvio senza predisporre intanto un piano per i trasporti urbani, quando c’era la certezza che sarebbe stato proprio quello un aspetto fondamentale per la diffusione del virus.

Una programmazione mancata che vale anche – e soprattutto – per l’organizzazione sanitaria, il prelievo dei tamponi, la velocità dei controlli ecc.

Non c’è dubbio che la credibilità di Conte stia scendendo al minimo storico anche per queste contraddizioni ed incertezze, nonostante i suoi scontati e quotidiani appelli in diretta TV... Eppure resta lì, inamovibile e stoico. 

 

OTTIMI RISULTATI: SIAMO 170° !

L’Italia – tra il 2000 e il 2019 – su 180 paesi monitorati dal Fondo Monetario  Internazionale si è piazzato in termini di sviluppo del PIL al 170° (centosettantesimo!) posto. Togliete alcuni paesi in preda alla guerra civile e siamo concretamente all’ultimo posto del pianeta. Responsabilità di tutti, destra e sinistra, ma se non si prende atto di questo fallimento e finalmente si cambia timoniere mi pare difficile pensare al futuro.

Tra l’altro dati sono relativi a prima del Covid e quindi oggi ancora peggiori, quando ormai da 6 mesi al governo ci si accapiglia sui fondi europei (che peraltro - se arriveranno - saranno comunque concessi molto in ritardo) e che ancora non si sa come e quando verranno spesi. A parte le infinite liti politiche sul MES, un “piano” delle priorità non c’è e questo è semplicemente drammatico e sottolinea in termini di assoluta semplicità l’attuale incoerenza ed incapacità del governo Conte che sta perdendo l’ennesima e forse ultima occasione. Se gli italiani lo capissero…

 

I SILENZI DI PAPA FRANCESCO

Non mi scandalizzo tanto per le opinioni di papa Francesco su molte tematiche controverse, dagli omosessuali ai migranti, mi preoccupano di più i suoi silenzi.

Per esempio mi preoccupano molto i silenzi del Papa sull’Islam.

Mai una condanna chiara per le vittime innocenti dei fanatici religiosi chiamandoli per quello che sono, sottolineando la necessità per le comunità musulmane di scindere apertamente ed ufficialmente le proprie responsabilità (se ne hanno il coraggio e la voglia) da quelle dei fanatici, condizione io credo indispensabile per continuare nel cammino di pace e integrazione tra religioni che sembra il primo obiettivo del pontificato di Francesco.

Attacchi diretti ai simboli cristiani come a Nizza, decapitazione di innocenti… Al di là delle frasi di circostanza servono più fermi e chiari atti vaticani davanti a questi gesti di ferocia immane compiuti proprio ai danni di cristiani.

Perché non alzare la voce per quanto avviene in Francia, ma anche per la tutela e in difesa delle minoranze cristiane che vengono oggi martirizzate dall’Islam dall’ Africa all’Asia? Nessuno vuole e deve spingere ad odiare, ma marcare la profonda differenza tra Vangelo e Corano che traspare anche da questi atti mi sembrerebbe un atto logico, doveroso, assolutamente giusto.

Allo stesso modo mi preoccupano gli accordi del Vaticano con la Cina comunista in stridente contrasto non tanto con la linea del vituperato Trump, ma anche con quella della stessa Unione Europea, a parte le solite incertezze del governo italiano.

Mi preoccupano quindi i silenzi del Papa sulla libertà in quel paese, sui diritti umani calpestati, sui genocidi e le occupazioni di Pechino anche per questioni religiose, così come mi preoccupano i silenzi del Papa (leggi più avanti) sulle distruzioni ambientali cinesi in tanti continenti, mai apertamente richiamate pur in tanti suoi documenti ecologici.  

 

GRETA, DOVE SEI ?

Qualcosa di buono l’ha portato anche il Covid: Greta è sparita dai radar a parte pressanti inviti a votare Biden ai giovani USA. Non per questo però bisogna dimenticare l’ambiente, magari per tematiche che Greta non ha mai sfiorato come i disastri ecologici causati dalla Cina in patria e all’estero.

Con il lanternino avreste trovato per esempio nei media dei giorni scorsi anche la notizia che le ISOLE GALAPAGOS sono minacciate dalla pesca intensiva che oltre 300 pescherecci cinesi portano avanti da mesi nell’assoluta indifferenza del mondo. Le autorità non sanno più cosa fare e hanno chiesto l’intervento della guardia costiera americana per avere un aiuto, eppure i cinesi stanno catturando migliaia di tonnellate di pesci e danneggiando l’ecosistema di quella meravigliosa riserva naturale dichiarata nel 1978 patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.

Lo schieramento di pescherecci cinesi è predisposto per una campagna prolungata, tanto che al seguito dell’armata è stata inviata anche una nave cisterna per il rifornimento di carburante in alto mare e diversi vascelli-fabbrica per processare il pesce, surgelarlo e permettere alla flotta di tornare a caccia. La concentrazione di queste grosse navi, che possono contenere ciascuna fino a 1.000 tonnellate di prodotto, costituisce una sorta di città galleggiante al largo delle Galapagos. Una città industriale che produce anche scarti: sulle spiagge delle isole si ammassano bottiglie e cassette di plastica facilmente identificabili perché hanno scritte con caratteri cinesi.

Solo a settembre la flotta «pirata» ha operato per complessive 73 mila ore di pesca intensiva, violando tutte le norme internazionali contro l’eccesso di sfruttamento di un tratto di mare. 

I cinesi aspettano anche il passaggio di grandi tonni e pescispada, che in questa stagione si spostano in branchi verso mari più caldi e con l’imponenza del loro sistema integrato di pesca - oltre alla tecnologia - sono in grado di spazzare via la concorrenza dei pescatori locali. Un danno all’ecosistema e una rovina economica per i lavoratori del mare dell’Ecuador.

Purtroppo il caso delle Galapagos è solo la punta dell’iceberg del gigantesco setaccio degli oceani condotto dalla flotta d’alto mare cinese, la più vasta del mondo con le sue 17 mila (!) navi. Dopo la devastazione delle coste africane e dell’Oceano Indiano ora tocca al Pacifico, mentre il mondo resta silenzioso a guardare. 

 

 

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                  MARCO ZACCHERA  





IL PUNTO   n. 787 del 23 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: GENTE DI LAGO 2 – CONTE IL TEMPOREGGIATORE – PROVOCAZIONE CALENDA - VIRUS & VIROLOGI – LAPIDAZIONE PROSSIMA – RUBY GEOLOGICA – PROFUMO DI TRUFFA – VIRUS CINESE

........................................................

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

.........................
 

CONTE IL TEMPOREGGIATORE

Far passare il tempo, diluire, rimandare possibilmente scaricando le responsabilità sugli altri, dare sempre un colpo al cerchio (il PD) e uno alla botte (i 5 Stelle) e quindi sostanzialmente tirare a campare.

Questa è la filosofia da sempre vincente di Conte che - per quanto possibile - non vuole scontentare nessuno e intanto gode come un riccio ad apparire a reti unificate (sempre in ritardo, ma così fa tanto più suspense). Se gli annunciati pannicelli caldi di domenica sera bastassero a fermare il Covid ci sarebbe da sorridere, mentre quasi nessuno prende atto che a otto mesi dall’inizio della pandemia fare un tampone è comunque tuttora un’impresa tra code allucinanti, mentre l’economia crolla senza misure incisive.

Si sono persi mesi in chiacchiere, ma è stato programmato poco o nulla e adesso vedremo cosa scriveranno contro la Lombardia se verranno utili gli ospedali Covid in Fiera e a Bergamo.

Piuttosto hanno stupito le parole di  Conte contro il MES, eppure il premier non batte ciglio se sotto la sua guida il debito pubblico si è intanto moltiplicato, infinitamente più costoso da sopportare di questa misura europea.

Ipotesi: visto che Conte dà ragione ai suoi partner di governo a giorni alterni – da buon temporeggiatore, appunto – cadendo la conferenza stampa il 18 ottobre (giorno pari) si è dichiarato “contro” il MES, se la conferenza stampa fosse caduta il 19 (giorno dispari) Conte avrebbe detto “che la questione è tuttora da approfondire” ovviamente “Valutandone attentamente i risvolti". 

 

ROMA: PROVOCAZIONE CALENDA

C’è stato il primo vertice nel centro-destra per individuare i possibili candidati sindaco a Roma, Milano, Torino e Napoli dove si voterà l'anno prossimo.

Non sono emersi grandi nomi soprattutto perché - diciamocelo francamente - non ce ne sono. A Roma l'unica che potrebbe candidarsi con successo è Giorgia Meloni che però conosce le insidie di una eventuale elezione (e peggio ancora di una sconfitta) e quindi resterà alla larga.

A parte la Raggi, è emerso di recente il nome autocandidato di Carlo Calenda, leader di "Azione". già vicino al PD e a Renzi ma che ora corre più o meno in proprio.

Perchè il centro-destra non prova a scompaginare il copione arrivando a sostenerlo con un suo appoggio tecnico? Una provocazione, forse, ma che potrebbe essere determinante per un successo di Calenda in Campidoglio costringendolo comunque a scegliere: se accetta i voti del centro-destra ne sarà comunque condizionato, se li rifiuta si chiuderà automaticamente in un ghetto di sinistra auto-referenziale e darà una precisa collocazione politica al suo ruolo di tecnico perdendo così simpatie al centro e magari anche in parte dell'elettorato di destra che comunque lo vede con interesse.

Se poi fosse eletto dimostrando capacità ne avrebbe guadagnato soprattutto Roma, il che – francamente – non guasterebbe. Chissà se qualcuno ci avrà pensato...

 

VIRUS & VIROLOGI

Martedì 20 ottobre sulla prima pagina on line del Corriere della Sera si potevano leggere contemporaneamente tre dichiarazioni degli “illustri esperti” Ricciardi, Pregliasco e Crisanti in assoluto contrasto tra loro. Sono francamente stufo delle quotidiane esternazioni di questi “scienziati” che da mesi pontificano a reti unificate diventando dei guru di incerta professionalità visto che – sostenendo il contrario uno dall’altro - non tutti possono avere contemporaneamente ragione e qualcuno di loro ha sicuramente torto. Tra i tanti, consiglierei però di ascoltare di più il prof. Giorgio Palù, già  presidente delle Società italiana ed europea di virologia (basta cercare su internet) che in modo pacato ma stringente sgonfia la “bolla” delle tante  sciocchezze in circolazione riconducendo il problema a numeri chiari.

Strano che non lo intervistino di più, forse perché va contro la vulgata corrente.

 

PROPOSTA DA LAPIDAZIONE

Rischierò la lapidazione, ma faccio comunque una sommessa proposta: chi lavora da casa a causa Covid – soprattutto se è un dipendente pubblico – dovrebbe subire una piccola riduzione di stipendio.

Pensateci: niente spese di trasporto, niente tempo perso per andare al lavoro, ritmi poco controllabili: non sarebbe giusto applicarla, con un risparmio per le finanze pubbliche? In fondo il cittadino che dovrebbe godere dei servizi pubblici di fatto ne può utilizzare meno e quante volte  in questi mesi non abbiamo potuto avere una risposta esauriente in tempi ragionevoli da un ufficio perché l’addetto era assente?

 

GIUSTIZIA GEOLOGICA: RUBY SOPRAVVIVE

A quei pochi cui può ancora interessare va ricordato che mentre l'Italia affronta la pandemia e la crisi economica più grave degli ultimi decenni gli illustrissimi signori Giudici del Tribunale di Milano si stanno ancora occupando del processo "Ruby Ter" legato ai convegni amorosi del signor Silvio Berlusconi di ormai una dozzina di anni fa. L’ennesima udienza è stata recentemente rinviata per sopraggiunto Covid dell'ex Cavaliere e quindi se ne riparlerà tra un mesetto. Se Ruby avesse o meno compiuto 18 anni al tempo dei famigerati “fattacci” è infatti un elemento essenziale per la Giustizia italiana e per lo stressante lavoro congiunto di Giudici e Procure di mezza Italia.

Chissà cosa verrebbe fuori se si utilizzasse un decimo delle forze messe un campo per chiarire questo fatidico caso per controllare invece le spese e le responsabilità legate al Covid, magari per verificare come siano stati spesi i soldi regalati alla Protezione Civile dagli italiani, fondi dei quali non si sa praticamente più nulla.

 

LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI

Alessandro Profumo, già presidente del Monte dei Paschi di Siena, è stato condannato in primo grado a 6 anni reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 2 anni di interdizione dai contatti con le pubbliche amministrazioni e dalla rappresentanza di società per i traffici sui derivati che hanno portato al crack della banca senese.

Fosse stato un politico sarebbe diventato incompatibile e cacciato dalla carica per la legge Severino, ma Profumo continuerà invece a rimanere alla (ben retribuita) guida di Leonardo, società stella di Finmeccanica. Il colosso della difesa ha fatto sapere infatti che Profumo non è obbligato a dimettersi: non è una condanna definitiva e lo statuto non prevede regole più stringenti di quelle generali. Mi sembra un caso di assoluta e totale ipocrisia, con il governo che non prende posizione, alla faccia della trasparenza. E’ proprio vero che i boiardi di stato si coprono uno con l’altro e che la giustizia NON è uguale per tutti.

 

VIRUS CINESE

Si ironizza su Trump che chiama il Covid "il virus cinese", ma sta di fatto che mentre il mondo annaspa e l' Italia va a picco (solo Conte è rimasto a far finta di credere e declamare agli italici idioti che la finanziaria sarà "un documento di espansione e di rilancio" visto che il PIL italiano è intanto al - 10%, l’indebitamento al 158% e peggiora), la Cina è in netta controtendenza. A settembre ha aumentato la produzione industriale del 6,9% rispetto al 2019, il PIL del 4%, i consumi interni sono aumentati del 3.3% sulla base dei primi 9 mesi dell'anno, periodo di lockdown compreso. Si è infatti creato il miracolo: nessun malato a Pechino da marzo, tutti lavorano e soprattutto si tace. Nell’assordante silenzio del mondo e con  papa Francesco che addirittura sigla accordi con Pechino passano intanto le nuove leggi a Hong Kong con arresto in massa dei dissidenti. Fuori dalla "grande muraglia" (che le foto mostrano affollatissima di turisti stretti gomito a gomito)  non è dato sapere cosa stia davvero succedendo in Cina e ovviamente l'OMS tace né appare interessata a saperlo. Secondo i dati ufficiali i contagiati in Cina sono in tutto circa 10 al giorno e non si segnala più alcun decesso dall’inizio di settembre: un vero e proprio miracolo.

Se fosse la trama di un film in cui freddamente  si fosse trovato il modo per distruggere la concorrenza e conquistare il mondo - compresa l'eliminazione di un presidente USA scomodo per metterci al suo posto un pupazzo - sarebbe un'ottima trama. ...Ma è davvero solo un film? 

 

UN SALUTO A TUTTI                                                        MARCO ZACCHERA 



IL PUNTO   n. 786 del 16 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

Sommario: GENTE DI LAGO 2 – COVID: L’ EMERGENZA CREATA, SENZA TRASPARENZA E CERTEZZE – IL CASO AZZOLINA

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali che con quest’opera hanno voluto riprendere il successo di “NELLE RETI DEL TEMPO”, una raccolta di foto e testi storici uscita oltre 10 anni fa ed oggi introvabile.

GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE. Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco (max 3 copie).
 

 

COVID: FACCIAMO CHIAREZZE

 

Che in Italia come nel mondo ci siano nuovamente dei seri problemi creati dalla pandemia Covid è una evidente realtà, ma che per affrontarla sia indispensabile proclamare e rinnovare lo stato di emergenza è – a mio avviso – una grossa forzatura legale, legislativa e costituzionale. Non credo alla fantapolitica dei colpi di stato, ma credo insostenibile il proseguimento della “ricetta” Conte che così moltiplica i DPCM a suo piacimento. Una grave situazione formale che dovrebbe essere denunciata con fermezza dal Capo dello Stato. Oltretutto proprio Mattarella - firmando gli ultimi decreti-  aveva già sottolineato questo dato di fatto, ma visibilmente Conte & C. continuano a fregarsene come prima.

Il problema Covid è reale, ma è anche un buon pretesto per distogliere l’attenzione dagli altri problemi e dalle visibili pecche di chi gestisce il sistema. Partiamo dal dato di fatto che se in Italia muoiono statisticamente ogni giorno circa 1700 persone delle quali solo 40 di Covid. Quante emergenze bisognerebbe allora dichiarare per le altre 1640 ? Pensate a quanti infartuati sono morti in questi mesi perché rimasti senza cure od esami, quante patologie tumorali per lo stesso motivo sono diventate irreversibili. Pensare solo al Covid e nascondere tutte le altre emergenze sanitarie è una comoda uscita di sicurezza, ma sfiora il crimine e – per cominciare – appare assurdo rinunciare ai fondi europei del MES da dedicare al potenziamento dei servizi sanitari (dopo aver verificato bene le clausole per accedervi, tuttora nebulose) .

 

La realtà è che questa normativa di emergenza sta diventando un comodo scudo per nascondere alcune verità, per esempio:

1)     Il “Comitato  Tecnico” è di nomina dello stesso organismo che emana i decreti (ovvero il governo), non è elettivo e non è indipendente. Ergo, si esprime (o può esprimersi) come più o meno gli viene richiesto e ha tutto l’interesse a rimanere sulla scena auto-alimentando la sua importanza scatenando vere e proprie campagne mediatiche di pressione psicologica sulla popolazione

2)     I “Commissari” sono appunto di nomina governativa:  Domenico Arcuri, nominato ormai molti mesi fa super-commissario (ovviamente dal governo, senza gara, titoli, concorsi)  spende come vuole con ignota trasparenza e ha pieni poteri su SU GARE, APPALTI, FORNITURE, SCELTE TECNICHE. Chi verifica se quelle che fa sono le scelte obiettivamente più corrette e convenienti? Tantissime insinuazioni di stampa non vengono riprese dai media più importanti: perché?

3)     La Protezione Civile non fornisce bilanci chiari, nessuno può sindacare se le priorità o le emergenze siano affrontate più o meno bene (ricordiamoci ad esempio la gestione del terremoto in centro Italia). Ancora nei giorni scorsi sulla stampa è stato sottolineato CHE NON CI SONO RENDICONTAZIONI PUNTUALI sulle spese per l’emergenza. Questo vale soprattutto per gli oltre 870 milioni raccolti con sottoscrizioni pubbliche che  non si sa come siano stati spesi (ammesso che lo siano stati, sembra che molti fondi siano ancora più o meno dormienti pur essendo stati donati per l’emergenza). Nessuno però – in primis la Magistratura - sembra preoccuparsi per questo

4)     Una volta di più le Regioni sono state messe ai margini di ogni decisione e il Parlamento (compresa l’opposizione) conta zero, neppure interpellato. Si votano provvedimenti con voto di fiducia e stop. La smetta quindi Conte di invocare la “co-decisione” perché in realtà fa sempre e solo quello che vuole (e Mattarella colpevolmente tace) a seguito dei consueti bracci di ferro PD-M5S. Oltretutto mi chiedo come mai se 15 regioni su 20 sono in mano all’opposizione la conferenza stato-regioni sia però tuttora affidata a un governatore del PD, ovvero Stefano Bonaccini dell’Emilia Romagna . Vabbè che nessuno deve disturbare il manovratore, ma forse i 15 governatori di centro-destra non dovrebbero richiedere politicamente un avvicendamento?

5)     Chi controlla i numeri della pandemia, chi li computa? Se uno è positivo al Covid e muore per un infarto è morto ufficialmente per il problema cardiaco o per il Covid ? Sarebbe fondamentale saperlo. ma non lo chiarisce nessuno e quindi i numeri sono aleatori e ballerini. Oltretutto non si fanno autopsie: bel sistema per aiutare la scienza medica.

6)     Lo stato di emergenza si interseca con le problematiche economiche e gli interessi comprensibili (e contrapposti) di ciascuna categoria, ma l’ “effetto annuncio” è pilotato a piacimento soprattutto a livello televisivo. Pensate a quanto si è detto e scritto sulla riforma fiscale ma - dopo mesi di interviste, titoli, promesse, ipotesi…- siamo ancora al palo, così come milioni di imprese NON hanno avuto gli aiuti promessi e si sono privilegiati pochi grandi gruppi economici,  molto legati ai centri del potere. Eppure una infinità di conferenze-stampa, comunicati, commentatori, TG hanno dato notizie per mesi e mesi di mirabolanti  contributi che poi, in buona parte, non sono mai arrivati!

7)     I litigi nel governo sulla gestione dei fondi europei sono da mesi e mesi al massimo livello, ma tutto viene nascosto ed attutito dal rimbombare quotidiano dei “numeri” venduti a ritmo angosciante.  Così la gente non pensa che le problematiche “vere” si cristallizzano…su chi entrerà nel CdA di Alitalia.

E' un dato di fatto che proprio per queste liti tra ministri entro il 15 ottobre l'Italia avrebbe dovuto presentare all'Europa le proprie proposte per il Ricovery Found e non lo ha fatto: quanti italiani ne hanno avuto notizia dalla stampa?

8)     L’interpretazione degli stessi numeri dell’epidemia è molto opinabile e si sta minimizzando il fatto che rispetto alla primavera i morti sono fortunatamente molto meno rispetto ai contagiati: se crescono i tamponi è ovvio che si trovano più positivi, ma non è detto che più positivi significhi più malati: il 90% ora è asintomatico e grazie al cielo i numeri dei ricoveri e dei malati gravi sembrano diversi dalla primavera.  

9)     Il paese è economicamente allo stremo, viene venduto come “miglioramento” se dal – 10% il FMI passa a valutarci al -9% del PIL, ma in realtà siamo alla canna del gas, ma anche questo non lo si vuole ammetterlo e si svia l’opinione pubblica sulle polemiche o le battute sull’uso delle mascherine. Incombe la fine del blocco dei licenziamenti, le incertezze di mercato, i ritardi europei, i costi della pubblica amministrazione che proprio per il Covid è ancora più lenta. Tutte le altre questioni (dal funzionamento della giustizia alle grandi opere) dormono sonni pesanti mentre il tempo corre.

10)    Vi sono poi quotidiane irresponsabilità: “ Per Natale sarà ineluttabile un lockdown generale, è nella logica delle cose” Complimenti: basta una frase  improvvida, superficiale  e non documentata (ovviamente poi ritrattata) di un Andrea Crisanti qualsiasi, membro pseudo esperto politico-scientifico di Conte per distruggere in un istante le prospettive del commercio, la stagione  turistica invernale, i programmi e il morale di decine di milioni di italiani: chi paga i danni per l’ ego auto-referenziale di questi “scienziati” a voler “apparire” ad ogni costo?

 

AZZOLINA STORY

Povera ministro Azzolina attaccata da tutti! Eppure vanta un curriculum di ferro che sottolinea le sue grandi capacità didattiche. Si, il ministro Lucia Azzolina, docente siciliana trapiantata a Biella, già chiacchierata di aver steso una tesi di laurea “copia e incolla”, il 19 giugno 2019 “vince” (già deputata) un concorso per dirigente scolastico classificandosi al 2542° posto sui 2900 disponibili.  Allo scritto passa per un pelo: 73 punti rispetto ai 71,7 di livello minimo, all’orale prende 0 (zero) di informatica e 5 su 12 in inglese, ma ufficialmente oggi potrebbe diventare preside, ovviamente sistemati i 2541 che gli stanno davanti e salvo spintarelle.

Peccato che alcuni degli esaminatori – come Massimo Arcagneli - siano molto perplessi sulla sua prova e lo dichiarino in pubblico. Tenuto anche conto che da un anno l’Azzolina era deputata e poi ministra, un riesame parziale degli elaborati porta alla scoperta di anomalie gravi (ad esempio risposte lasciate completamente in bianco, ma considerate come corrette). Tre commissari d’esame risultano anche in palese conflitto di interesse e – dopo un’indagine di diverse procure e una infinità di ricorsi – il Tar del  Lazio ordina la piena pubblicità degli elaborati e dei risultati. C’è però qualcuno che si oppone alla pubblicazione e ricorre contro il TAR…sapete chi ? Proprio il Ministero dell’Istruzione!  A quel punto il Consiglio di Stato sospende la decisione del TAR e rinvia tutto ad una decisione il prossimo 26 ottobre. Chi si oppone perfino alla fissazione di una nuova data per decidere? Ancora il Ministero, questa volta con un ricorso firmato addirittura direttamente dalla stessa Azzolina.

Se, oltre che una pagliacciata generale, questo non sia un palese conflitto di interessi lasciamo la risposta ai “dotti” vertici del Movimento Cinque Stelle.

 

 

UN SALUTO A TUTTI                                                   MARCO ZACCHERA

 

Grazie se mi invierete indirizzi mail di vostri amici potenzialmente interessati a leggere IL PUNTO ! 


IL PUNTO   n. 785 dell’ 8 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

Sommario: RIFLETTIAMO SUL CENTRO DESTRA – DISSENTO DA PAPA FRANCESCO – LA LAPIDAZIONE DI TRUMP – COVID IN CINA?

 

APPELLO AL CENTRO DESTRA

Esauriti i turni di ballottaggio è corretto prendere atto che il centro-destra non ha vinto le recenti elezioni amministrative e che Conte, Zingaretti & C. con l’aiuto del Colle si avviano a finire più o meno tranquilli la legislatura con l’elezione di un Mattarella-bis e dando un arrivederci alle elezioni fino al 2023.

Unici impedimenti una ulteriore spaccatura nel M5S (ma comunque con parlamentari che certo non vorranno finire anzitempo il proprio irripetibile mandato) o uno stop dei promessi aiuti europei e conseguente emersione dello spaventoso buco di bilancio che si è prodotto in questi mesi, sapientemente minimizzato dai media mai come ora allineati e coperti.

Un deficit al 158% sarà un macigno sulle prossime generazioni, ma non fa fino parlarne e quindi avanti con i pannicelli caldi dei bonus-acchiappavoti, distrazione di massa sul mettere o meno le mascherine che per i conti pubblici qualche santo poi provvederà.

Mai come ora - se in Italia esiste una maggioranza silenziosa - è ora che esca fuori, ma il centro-destra senza perder tempo deve chiedersi seriamente se e come voglia rappresentarla. Perse ideologie, ideali e valori di riferimento nella semplificazione (o deriva) politica di questi anni tutto comincerebbe con l ’identificazione di un/una leader di riferimento e con il sostenere convintamente pochi punti programmatici chiari, sostenibili e condivisi.

Sembrerebbe facile e invece non lo è, soprattutto perché due anni e mezzo sono lunghi da passare e (come è accaduto per Salvini) c’è un fortissimo rischio di veloce logoramento dell’immagine di chiunque, oltre alle puntuali e prevedibili incursioni giudiziarie.

Un leader condiviso non si vede all’orizzonte, intendendo un personaggio che soprattutto sia in grado di catalizzare su di sé le preferenze di quella fetta di elettori in bilico al centro e sul crinale del “non voto” capaci di assegnare (finalmente) la vittoria a uno schieramento che spesso sembra avvicinarsi al risultato, ma poi lo manca all’ultimo ostacolo.

L’Italia è un paese – lo ricordava giustamente Pinuccio Tatarella – dove il 60% degli elettori è storicamente contro la sinistra ma spesso non trova stimoli per uscire dal disinteresse. Forse solo Zaia e la Meloni hanno ancora spazio di crescita, con Toti e Giorgetti in seconda fila, mentre Salvini ha più che raddoppiato i voti della Lega rispetto a pochi anni fa ma – non sempre per colpa sua – rischia di non essere più trascinante e convincente limitandosi a gestire con credibilità soltanto il tema della sicurezza. Su altre tematiche, in primis l’economia, non sembra avere soluzioni alternative, anche per i limiti evidenti di parte della sua classe dirigente.

Senza leader carismatici il centro-destra potrebbe allora muoversi su una strada inversa partendo dal programma (soprattutto quello economico) per gestire al meglio il post-pandemia e su questo costruire il suo futuro?

Forse un compito ancora più difficile perché covano per l’Italia situazioni decotte ed insostenibili a livello di debito pubblico, sacche di inefficienza e malaffare nell’amministrazione ai diversi livelli e soprattutto cattive abitudini fiscali ed economiche di tutti, più da sopravvivenza che da crescita.

La strategia del centro-destra potrebbe essere quella di rischiare di perdere consensi immediati spiegando ,bene agli italiani la verità della situazione e sapendo poi gestire in modo convincente la ripresa e l’ondata di rivolta e di protesta che si scatenerà contro il governo al potere quando questi nodi verranno comunque al pettine. Purtroppo una Margaret Thatcher italiana non c’è all’orizzonte e comunque servirebbero intese programmatiche “blindate” per il contenimento della spesa pubblica, sburocratizzazione vera, Giustizia costretta a lavorare in modo autonomo e più efficiente, rapporti chiari con l’Europa e su tanti altri aspetti che i lettori conoscono benissimo.

Di sicuro occorre perdere il taglio demagogico e saper studiare, approfondire, sperimentare, “firmare un contratto” anche fatto di sacrifici con gli italiani per una ristrutturazione vera dello stato. E’ inutile promettere altri rivoli di spesa pubblica, altre Casse per il Mezzogiorno, spingere verso altre illusioni.

Giocare piuttosto la carta delle competenze rispetto all’attuale livello di ignoranza generalizzata e di superficialità che domina a tutti i livelli e dove il vecchio PD raccoglie soprattutto per esperienza nella gestione del potere gli spazi nuovamente lasciati liberi dal M5S che - proprio per le sue incompetenze e demagogie - è durato lo spazio di un mattino dimostrandosi solo sterile contenitore di proteste.

Ma c’è davvero questa volontà – per esempio costituendo subito un “governo ombra” di riferimento programmatico - oppure c’è invece solo l’obiettivo a breve di cannibalizzare gli alleati per conquistare qualche voto in più, ma senza una strategia a lungo termine?

Il prossimo appuntamento saranno le elezioni comunali delle quattro più importanti città d’Italia: non sarebbe fondamentale scegliere per tempo nuovi metodi per individuare candidati vincenti o – una volta di più- conterà solo la loro casacca con scelte fatte all’ultimo minuto? In questo caso una nuova sconfitta amministrativa sarà ampiamente preannunciata mentre - almeno a Milano e Roma - ci sarebbero davvero concrete possibilità di vittoria.

 

DISSENTO DA PAPA FRANCESCO

E’ lecito per un cattolico dissentire dal Papa? Con amicizia e rispetto penso di sì, e lo scrivo con tristezza.

Credo che l’ ultima enciclica di Francesco (che per ora non ho letto in originale, ma solo per sunti di stampa) sia giusta, oso dire ovvia, ma del tutto “politica” ed intempestiva. E’ giusto il richiamo del Papa al Vangelo e alla necessità di accogliere ed aiutare tutti, ma soprattutto in questo momento rappresenta una lettura politica e parziale alla situazione nel mondo oltrechè – sul piano interno italiano o delle elezioni USA – una evidente scelta di campo.

Credo che insieme alle questioni sollevate dall’enciclica ci siano ben altre, urgenti e numerose tematiche sulle quali il Papa dovrebbe finalmente esprimersi con altrettanta determinazione perché milioni di cattolici sentono sempre più fredda una Chiesa tutta protesa sul “sociale” e l’immigrazione, ma che rischia di dimenticare le realtà delle proprie comunità dove già sono innumerevoli i problemi e le difficoltà, compresa la stessa sopravvivenza di una Chiesa sempre più lontana dalla società. Scrivere che “l’emigrazione è un diritto” e non prendersela apertamente con i governanti scellerati di mezzo mondo che la creano o con chi ne fa oggetto di speculazione e di traffico è un controsenso. Così come non denunciare chi ha le massime responsabilità per l’inquinamento e lo sfruttamento delle risorse della terra ed alludo alle grandi nazioni nel mondo, ma in primis a quella Cina comunista per la quale papa Francesco sembra invece nutrire una silenziosa e ambigua tolleranza, così come sono incomprensibili molte scelte vaticane in politica estera

Perché Francesco non richiama per esempio anche le responsabilità delle Conferenze Episcopali cattoliche in molte nazioni del mondo che potrebbero localmente creare una rete di “pre-organizzazione” all’ emigrazione controllata o gestire meglio le risorse per aiutare le persone a non emigrare? Perché diventa prioritaria l’accoglienza al migrante e non l’aiuto – per esempio – a milioni di cattolici abbandonati anche in Italia nelle case, negli ospedali o negli ospizi? Quante domande vorrei rivolgere a chi deve godere sempre del rispetto di tutti i fedeli, ma che nell’ indicazione delle “priorità” lascia per lo meno perplessi.

 

LAPIDATE TRUMP

 

Va bene, si è capito quanto Donald Trump stia antipatico ai media italiani visto che è quotidianamente dipinto come un pericoloso ed irresponsabile criminale, imperterrito sciupafemmine, evasore fiscale, untore Covid, sporco razzista e guerrafondaio, ma non esageriamo. Trump perderà le elezioni raccogliendo più o meno l’ 1% dei voti (altrimenti milioni di americani sarebbero come lui dei pazzi scatenati) ma non può essere accusato di tutto e per tutto, compreso l’esatto contrario. Se parla sbaglia, se tace sbaglia, se invita il paese a reagire sbaglia, se parla senza mascherina sbaglia, se va in TV sbaglia, se twitta sbaglia, se parla è solo per insultare (Biden invece è un forbito chierichetto), se saluta a distanza senza mascherina sbaglia…e basta!  Se i sondaggi sono così rosei per i democratici (che sono invece tutti onesti, bravi, incorrotti, pettinati, educati, ecologisti, interetnici, aperti al sociale ecc.ecc.) perché preoccuparsi tanto?

Visto che negli USA si vota più o meno liberamente il risultato dovrebbe essere scontato anche se comincio però a pensare che molti voteranno Trump solo perché non ne possono più della sfacciata partigianeria dei media. Senza dimenticare gli interessi di quegli enormi gruppi finanziari che - dopo aver lautamente finanziato Biden con somme enormi - brinderanno alla certa sconfitta di Donald e di quei quattro fascisti idioti, grassi ed antipatici che ancora gli vanno dietro.

 

COVID CINESE

Si potrebbe avere notizie della attuale diffusione del Covid in Cina? Visto che è nato lì ed ha felicemente convissuto per mesi con quella popolazione senza che le autorità cinesi lo dicessero al mondo, come va adesso la diffusione dell’epidemia nella “casa madre”? Chissà se è arrivata una seconda ondata, quali precauzioni sono in vigore, quali siano le novità

Sottolineato che la Cina sarà quest’anno l’unico paese al mondo con un aumento del PIL - visto che esporta dai monopattini ecologici ai prodotti sanitari - sarebbe interessante saperlo, ma non si sa. Morti, contagiati, nuovi casi? Silenzio, né l’ OMS lo chiede a Pechino. Lineare esempio di libertà e coscienza democratica.  Stessi silenzi se qualcuno chiede cose precise risposte al nostro fantomatico “Comitato scientifico “: se perfino il viceministro della salute chiede e viene zittito c’è poco da aggiungere: emergenza sì, trasparenza zero.

 

GENTE DI LAGO: SECONDO VOLUME

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali che con quest’opera hanno voluto riprendere il successo di “NELLE RETI DEL TEMPO”, una raccolta di foto e testi storici uscita oltre 10 anni fa ed oggi introvabile.

GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

 

UN SALUTO A TUTTI                                                           marco zacchera


IL PUNTO n. 784 del  2 OTTOBRE  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

…………………………………….

Sommario: IL MULINO DELLE BALLE – AMORALI SCELTE  BANCARIE - JOE E DONALD: CHE SQUALLORE !

 

IL MULINO DELLE BALLE

Il ministro del turismo Dario Franceschini è certo “Il turismo italiano tornerà più forte di prima”. Anche il Ministro dell’economia era super-certo “Nel terzo trimestre di quest’anno avremo un rimbalzo a due cifre dell’economia italiana.“ Siamo ad ottobre, trimestre finito, rimbalzo non arrivato. Super-sicuro ovviamente il narciso Conte: “Il Covid può essere una grande opportunità”. Intanto è decisamente fantasiosa la annunciata manovra economica “Quest’anno calo del 9% del PIL, ma l’anno prossimo – vedrete - rimbalzo del + 6%”. Di aumento certo c’è intanto solo il prezzo dell’energia elettrica ( + 15%) e del gas, ma – ci dicono – “Erano diminuiti prima”.

I soldi forse li passerà l’Europa (si spera) quindi – mentre nei ministeri tutti corrono ad accaparrarseli e Conte annuncia l’ennesima task force di “tecnici” si vara una “duplice manovra espansiva” (??!!),  ma in deficit (ovvero si spendono prendendoli a credito i soldi altrui): in pochi mesi il debito pubblico italiano salirà così di un ulteriore 10% del PIL, oltre al 20% già accumulato in sei mesi, ovvero al 160%

“Ma – assicura Gualtieri – in 10 anni tornerà di nuovo al 130% ” Beata speranza, ma intanto si continua nell’infinita serie di slogan e di balle che ci raccontano, tanto che  sfugge ai più il senso stesso delle parole e la dimensione reale dei numeri, che sono catastrofici.

Ogni giorno cresce il mulino delle chiacchiere e dove le “non notizie” diventano notizie, le promesse e gli auspici – sempre positivi – danno i titoli alle prime pagine.  Il trucco è collaudato: solita intervista precotta in copertina o in TV ai vari geni, “si deve, si deve, faremo”, poi nel concreto passano i mesi, la polvere si deposita e non se ne esce.

Eppure ogni sera interviste, para-notizie, TG rassicuranti, sorrisi di circostanza, assicurazioni scontate: è una droga che è diventata così rimbombante che non ce ne accorgiamo più.

Per il turismo, per esempio, servirebbe qualche idea originale tipo non far pagare le autostrade ai turisti stranieri, ma sono due anni che si discute con Autostrade e non si capisce neppure se la concessione sarà revocata o meno. La “manovra espansiva di agosto” non ha lasciato tracce, i livelli occupazionali tengono solo perché i licenziamenti sono vietati, tanti “bonus” annunciati non sono mai stati applicati, sembra che il 40% delle imprese siano in difficoltà e intanto le tasse si pagano.

Poi – localmente, come nel paese – pullulano le sciocchezze, le assurdità, i controsensi. Tuttora contingentato l’afflusso nelle chiese e chiusi gli stadi per le partite dei dilettanti, ma aperti per le “amichevoli”. Precauzioni nelle scuole e discussioni infinite per mesi su banchi (sono state intanto insabbiate le inchieste sulle forniture di banchi e mascherine) e poi sulle distanze, la temperatura i tamponi. Chiacchiere, tanto poi fuori le scuole la “movida” imperversa con locali strapieni, giovani clienti senza mascherina e tavolate con gente assiepata: il Covid ringrazia.

 

AMORALITA’ BANCARIA NEL DISINTERESSE DELLA POLITICA

Lo ripeto spesso, ma insisto: quando ci sono di mezzo i grandi numeri spesso ci sfuggono le dimensioni del problema. Nella situazione drammatica in cui si ritrova l’economia italiana pochi ricordano che – a parte i contributi fino a 25.000 euro – relativamente poche aziende sono state poi effettivamente in grado di accedere ai contributi maggiori che sono stati soprattutto indirizzati ad alcuni grandi gruppi.

Con trattativa riservata (e a tassi sconosciuti) per esempio Intesa Sanpaolo ha prestato 6 miliardi di dollari alla FCA (l’ex Fiat). Ma cosa rappresentano 6 miliardi? Immaginate in alternativa  un contributo di 50.000 euro ad ogni impresa che si fosse impegnata ad assumere stabilmente una persona in più: anziché finanziare un unico gruppo si sarebbero potute aiutare 120.000 (centoventimila!) aziende concretizzando 120.000 posti di lavoro in più (ovvero ben di più di qualsivoglia reddito di cittadinanza…)  ma si è preferito varare in pochi giorni una sola operazione ad un unico gruppo.

Qui mi chiedo dove sia la logica della strategia del governo, ma tutto tace e nessuno sembra esserne interessato.

Tra l’altro con lo stesso criterio aver buttato via un ennesimo contributo ad Alitalia di 3 miliardi significa – con gli stessi parametri – aver rinunciato ad altri  60.000 nuovi posti di lavoro, ovvero moltissimi di più di quelli che lavorano oggi per la “fu” Compagnia di bandiera. 

Ma il dramma non è solo per le imprese, ma  per milioni di famiglie che stanno cadendo nelle grinfie dell’usura perché L’AUTORITA’ POLITICA  HA BLOCCATO LE RATE SU ALCUNI MUTUI, MA NON E’ INTERVENUTA  IN QUESTI MESI A BLOCCARE I FINANZIAMENTI, I “PRESTITO FACILE E I TASSI DELLE “FINANZIARIE ASSASSINE” ,” che  pullulano nel nostro paese con spesso alle spalle mafie e camorra che riciclano così capitali sporchi.

Signori della politica, di tutti i partiti: perché questo disinteresse, questo silenzio? Sapete quante famiglie hanno ricevuto la “buona notizia” che in tempo di Covid potevano uscire dai loro finanziamenti ed usare la carta di credito con un maggior “fido”? In milioni ne hanno approfittato, ma pochi hanno letto i tassi simil-usura che poi vengono applicati, così come ogni ritardo nei pagamenti nei prestiti (e milioni di persone negli ultimi otto mesi non hanno potuto pagare i loro debiti) hanno generato altri costi di finanziamento e penali enormi. Nessuno vede e nessuno ne parla. eppure questa realtà sommersa sfascia le famiglie, stressa, logora e angoscia milioni di persone, ed è diventata una vera piaga sociale. E’ “morale” questo sistema finanziario e bancario ? E perché non se ne parla e - soprattutto – perché non si interviene: è "morale" una politica che non se ne cura? 

 

TRUMP E BIDEN: CHE SQUALLORE !

Ho visto ampie parti del primo dibattito tra i due candidati alla Casa Bianca e pensare che il mondo sarà affidato ad uno dei due contendenti mi preoccupa. Capisco perché la Cina sarà sempre di più ai vertici del mondo: se l’Europa è a pezzi non è che questa America sia destinata ad andare molto meglio. Intanto, lo ammetto, ho fatto il furbo.

Nel senso che da diversi mesi mi sono inserito nella mail list dei (presunti) supporter.

di Donald Trump chiedendo di ricevere notizie sulla sua campagna elettorale. Immediatamente dopo “l’iscrizione” – ben specificando che non sono cittadino americano ma italiano e quindi non potrei comunque votarlo -  ho cominciato comunque a ricevere prima saltuariamente e poi sempre più spesso innumerevoli comunicazioni dai Trumpiani e non solo a firma autografa (digitale) del presidente ma anche di sua moglie,  sua figlia, del vice presidente Pence e rispettivi comitati e famiglie.

Con linguaggio famigliare Trump ostenta verso di me una amicizia profonda, tipo che praticamente abbiamo fatto le scuole elementari  insieme, ma sostanzialmente in ogni mail mi chiede soldi.

Dove sta l’aver fatto il “furbo” ? Che la stessa iscrizione l’ho fatta anche  per la campagna di Biden – non appena confermata la sua nomination – iscrivendomi come suo potenziale “supporter italiano”. Ci credereste? Da un mese mi stanno arrivando altrettante mail  ma anche i democratici sono sempre e soltanto alla disperata ricerca di soldi. Adesso Joe  e Kamala (la sua vice) mi scrivono ogni sera e con loro la Clinton e Obama, anche per loro sono uno di famiglia !

Biden mi dice che devo “dare l’anima” per gli USA e se clicchi il bottone del “si” (ovvero che a dare l’anima ci stai),  esce la richiesta di 500 dollari, con  opzioni a scendere ma - sotto i 50 dollari – esce un disperato “allora fai quello che puoi”.

Anime a prezzi di saldo, insomma,  ma nessuna reciproca proposta politica o  punti programmatici,  una discussione o proposta seria sulle cose da fare, sui programmi o sugli obiettivi raggiunti. Oltre alla  richiesta diretta ( “ Marco, ho bisogno di te! (Trump)”,  oppure  “E’ un tuo dovere aiutarmi, se sei un vero democratico!” (Biden) ) ci sono le offerte in promozione di gadget, cartelli da giardino, trombette, mascherine (che vanno alla grande) adesivi per auto, cappellini, bandiere americane. Tutto ha un prezzo, uno sconto, un supersconto se compri in un “giorno fortunato”  perchè “Oggi i cartelli costano la metà”. Se non compri e non paghi il computer che ti sta dietro prima di esalta, poi ti umilia, comunque ti incita: “ Il presidente sa che ad oggi questo mese non hai ancora versato nulla: fallo ora e comunque prima delle 23.59  di stasera o uscirai di scena”.

Puntualmente  - però - il giorno dopo la tua casella email è nuovamente coperta di messaggi analoghi per una scomunica che non arriva mai.

In compenso ci sono le offerte: “ Versa 50 dollari e da dovunque tu sia ti portiamo (viaggio, vitto e alloggio, tutto pagato!)  alla prossima serata di gala a Los Angeles”.

In realtà ben pochi contribuenti con 50 dollari – lo si capisce solo  leggendo meglio – saranno invitati, solo i vincitori di una lotteria con i posti riservati, ma più giochi (e paghi)  più hai possibilità di vincere. Con  500 dollari ti becchi comunque anche la foto autografa con dedica personalizzata, mentre non si accenna più alle strette  di mano (con il virus, come si fa?) con relativa foto a testimonianza del tuo storico incontro.

Milioni di piccoli contributi a pioggia, a seguire  gli assegni più sostanziosi delle associazioni, club, lobby, categorie, circoli, tutti rigorosamente dichiarati (o almeno si

spera) mentre la corsa si fa man mano frenetica “ Il “Joe che dorme” (così lo chiama Trump)  sta spendendo 65 milioni di dollari in una settimana, dobbiamo fare di più!” incita il presidente. Soldi, soldi, soldi: a contare sembrano soltanto quelli.

 

Il mio sito www.marcozacchera.it è stato recentemente  rinnovato e arricchito di informazioni, articoli e notizie: dategli un’occhiata!

 

Grazie a chi mi invia indirizzi di amici e conoscenti per allargare l’indirizzario degli invii de IL PUNTO.

 

 

      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                  MARCO ZACCHERA  


IL PUNTO

n. 783 del  25 settembre  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

…………………………………….

Sommario: SI RIPARTE DA UN NO - DIFENDO LA APPENDINO  - CHIUDETE ALITALIA! – VERGOGNA SUAREZ

 

I NO AL REFERENDUM E LA VITTORIA MANCATA

Diversi milioni di italiani hanno - come me – votato NO al referendum e continuo  a credere che abbiano avuto ragione, ma soprattutto che almeno abbiano “pensato” senza abbandonarsi a una demagogia che un mese fa vedeva i SI oltre il 90%.  Una riflessione utile su una causa persa che sottolinea come ci siano ancora degli italiani che si interrogano (oltre ai tanti  che – se con convinzione ragionata  - hanno votato SI) sul degrado della nostra politica.  

Tra l’altro un quarto degli elettori di centro-destra pare abbia votato NO a dispetto delle indicazioni dei loro leader che oggi corrono dietro al vincitore referendario (il M5S) sostenendo “Ci sono anch’io” senza accorgersi che hanno perso una occasione storica per mettere Conte spalle al muro.

Lo stesso sta avvenendo per le regionali: come in Emilia a gennaio, ora in Toscana e in Puglia la vittoria sfiorata diventa una sconfitta perché quando sembra che finalmente si supererà l’asticella, alla fine – almeno nelle sue roccaforti – il PD e il suo “giro” vincono sempre.

Radicamento, clientele, capacità di mobilitazione: alla sinistra va riconosciuto di saper far politica meglio gli avversari, troppo legati alla superficialità, all’ improvvisazione, alla scelta di candidati poco apprezzati dalla base (o illogici: Firenze è metà della Toscana, se non metti un candidato fiorentino difficile vincere, mentre in Puglia era logico riproporre ancora vecchi candidati?…). Resta il fatto che ora Conte non se ne andrà, Zingaretti incasserà le cedole di posti e di potere e avrà più forza di prima anche verso i 5Stelle. E’ vero che 15 regioni in Italia su 20 sono ora con l’opposizione, ma la spallata non c’è stata e la "percezione" è stata di una vittoria a sinistra..

E adesso? Logorata Forza Italia, nella Lega Salvini ha perso appeal (Zaia incombe), la Meloni ha vinto nelle Marche e quasi triplicato i suoi voti sul recente passato, ma non sfonda al sud e quei voti in buona parte li ha sottratti agli alleati e quindi il saldo complessivo non cambia. Certamente il presidente Mattarella dovrebbe chiedersi – ma non lo farà – quale legittimità abbia ora un Parlamento “incostituzionale” e dove il partito di maggioranza relativa è sceso in due anni dal 24,26%  al 2,39% (in Veneto) dal 30,13 al 7,78 (Liguria) dal 24,68 al 7,02 (Toscana), dal 35,55 al 7,12 (Marche), dal 45,5 al 9,99 (Campania) e dal 44,9 al 9,85 (Puglia) e con la legge elettorale odierna avrebbe UN QUINTO dei deputati.

Parlamento sicuramente delegittimato, quindi,  ma – non ci avevano pensato quelli del SI ? -  non è ora comunque possibile scioglierlo prima di una nuova legge elettorale e nuovi collegi, quindi… “campa cavallo”.

Su cosa dovrebbe fare il centro-destra in futuro avremo modo di riparlarne a lungo a partire dalla prossima settimana, cominci intanto i leader a pensare, per esempio, a come non perdere le prossime elezioni a Roma, Milano, Torino… Magari non aspettando mesi ad individuare i candidati a sindaco e soprattutto scegliendoli bene e non a tavolino.

 

DIFENDO LA APPENDINO

La sindaco di Torino Chiara Appendino (M5S), è stata condannata a 6 mesi e per la “Legge Severino”  quindi non potrà ricandidarsi, ma è una follia che una legge demagogica come questa continui ad imperversare.

Nel caso della Appendino la condanna viene per una errata annotazione (tecnicamente molto opinabile) di una voce interna al bilancio del comune di cui molto verosimilmente la sindaco non sapeva nulla e su cui comunque non poteva fare nulla, visto che il bilancio comunale di Torino non lo scrive certamente il sindaco. Una questione interpretativa di lana caprina che si ritorce per una volta contro un’esponente del partito che volle demagogicamente quella legge (che ha “ucciso” politicamente anche Berlusconi) ma che nel caso di specie è assurda e non sta in piedi.

Credo che ogni persona di buon senso debba assolutamente difendere per questo episodio la sindaco Appendino e chiedere un cambiamento di questa legge palesemente ingiusta.

 

CHIUDETE ALITALIA, PLEASE!

E' ufficiale: dal 1 ottobre Alitalia" non volerà più da Malpensa. Quell’ aeroporto che era stato ricostruito e potenziato nel 2000 proprio come "hub" della “fu” Compagnia di bandiera per risollevare le sorti  della stessa Alitalia, semplicemente sparisce. 

Motivazione? "La rotta su Roma era in perdita" e quindi si chiude anche quella: così sarà perfino impossibile andare a Fiumicino per prendere eventualmente altri voli della stessa compagnia.

Ovvio, visto che da Malpensa Alitalia aveva progressivamente tagliato tutte le altre rotte e quindi era difficile pensare che arrivassero e partissero suoi passeggeri.

Un ragionamento comunque economicamente  lucido, ma visto allora  che TUTTE le rotte di Alitalia nel mondo sono in perdita, con questa logica andrebbero chiuse TUTTE le rotte e quindi – finalmente - l’ Alitalia stessa.

Eppure davanti a questa boiata  il governo Conte ha stanziato recentemente altri 3 MILIARDI (miliardi, non milioni!) di euro pro Alitalia, dopo tutti gli altri soldi già buttati via negli anni. Festeggiano ovviamente le altre compagnie europee che - almeno prima del Covid – grazie all’ assenza di Alitalia riempivano da Milano i loro voli per Parigi, Francoforte, Monaco e Zurigo e da lì volavano nel mondo. Esempi incredibili, come il volo Milano-Dubai (che Alitalia cancellò perché in perdita!) mentre  Emirates - prima del Covid - da tempo aveva portato a tre i suoi voli quotidiani da Malpensa.

Ma perché sprecare continuamente questi contributi in un pozzo nero che oltretutto si è dimostrato non tenere minimamente in considerazione le necessità dell’utenza, soprattutto di quella del Nord Italia? Alitalia vola vuota perché la concorrenza offre di meglio e a prezzi più bassi, con una riflessione finale: se questo carrozzone è ora rimasto solo "romano" perché allora devono pagarlo tutti, compresi quelli che gli aerei Alitalia non li può più nemmeno usare?  Ma possibile che non ci sia nessuno che abbia la possibilità, il coraggio, la sensibilità di sollevare il coperchio su questa fognatura inaudita di cui nessuno porta mai una qualche minima  responsabilità? 

 

PS La dimensione dei numeri a volte ci sfugge. Pensate ad una azienda cui in cambio di 1 (uno) posto di lavoro in più fossero dati 50.000 euro di contributi a fondo perduto.

Sarebbero 20 posti per un milione, 20.000 per un miliardo, 60.000 per 3 miliardi.   Per difendere Alitalia - comunque  in continua perdita - il governo ha insomma rinunciato, teoricamente, ad aiutare 60.000 imprese con la creazione di 60.000 nuovi posti di lavoro.

 

CITTADINANZA: LA VERGOGNA  SUAREZ

Penso alle tante persone che ho conosciuto nella mia vita che per anni hanno atteso o da anni attendono invano il riconoscimento della loro cittadinanza italiana: anni di attesa, di rinvii, di code agli sportelli, di documenti a volte introvabili da reperire nel mondo.

Dieci anni il tempo medio di attesa in Brasile, anche di più in altre parti del Sudamerica.

Poi arriva un calciatore uruguaiano, tale Luis Suárez , che alla Juventus serve diventi “italiano” per questioni di ingaggio e  tutto si risolve in pochi giorni. Il calciatore uruguagio, arrivato con un volo privato, è stato accolto per fare l’esame di italiano addirittura dalla Rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia, prof.ssa Giuliana Grego Bolli, dal direttore, dr. Simone Olivieri, e dalla direttrice del centro, prof.ssa Stefania Spina. A esaminarlo sono stati i docenti Lorenzo Rocca e Danilo Rini. L’esame ha riguardato la valutazione delle quattro abilità linguistiche: produzione orale e scritta, comprensione orale e scritta. Ovviamente promosso. Secondo l’inchiesta della Guardia di finanza e della Procura di Perugia, la cittadinanza italiana di Luis Suarez,  è stata però ottenuta con la truffa (come peraltro tutti sapevano, perché il Suarez parla solo approssimativamente un italiano maccheronico e per lui Dante dev’essere quello dell’olio…). Le intercettazioni provano la degradante figuraccia di una Università che si spacciava  per seria. Che schifo!  E se questi sono gli “irreprensibili” professori di Perugia, se alle spalle dell’affare c’è pure la Juventus, che diranno la FIGC, la Lega, il Ministro dello Sport e dell’Università?

Italiani del mondo, voi intanto continuate ad aspettare e a fare la coda…

 

 

Il mio sito www.marcozacchera.it è stato recentemente  rinnovato e arricchito di informazioni, articoli e notizie: dategli un’occhiata!

 

Grazie a chi mi invia indirizzi di amici e conoscenti per allargare l’indirizzario degli invii de IL PUNTO.

 

 

      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI               MARCO ZACCHERA






 IL PUNTO n. 782 del  18 settembre  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

Sommario: OLTRE IL NO, SERVE LA PROPOSTA – LE SUPERBALLE DI CONTE – RICORDIAMO DON ROBERTO – PACE IN MEDIO ORIENTE - COMMERCIALISTI SENZA SPINA DORSALE!

………………………………

OLTRE IL NO, LA PROPOSTA

Anche se domenica vincessero i SI al referendum, i NO che all’inizio sembravano numericamente trascurabili stanno crescendo come un fiume in piena raccogliendo consensi in ogni settore politico. IO VOTERO' CONVINTAMENTE "NO"  perché non ci vuole molto a capire che i risparmi dal “taglio” dei parlamentari sono minimi (96 centesimi l’anno per ogni italiano!), i rischi per la democrazia molti e che soprattutto la Costituzione non si cambia “a spot” ma in modo ragionato e complessivo.

Siccome - però - in Italia conta soprattutto la demagogia, ecco i vari Di Maio che spuntano da ogni angolo dei teleschermi alla faccia della “par condicio” (Garante, dove sei ??) a sparlare facilmente (e giustamente)  di quella “Casta” di cui però proprio loro sono esempio visibile. Falliti paparaquà  che – da Di Maio all’Azzolina - senza arte né parte ma solo grazie proprio alla demagogia sono saliti nell’empireo del potere e lì vogliono restare.

Competenze? Capacità? Linee strategiche? Ma per favore…

MA NON BASTA VOTARE NO e lo sottolineo soprattutto a quel centro-destra dove la “base” ha dimostrato di vederci più lungo dei leader (che infatti hanno trasformato il loro iniziale SI in un NI, fiutando l’umore della gente) comprendendo che la vittoria del NO sarebbe anche l’unica decisiva spallata per la cacciata – finalmente - di Conte e Zingaretti.

Ma soprattutto è ora (anzi, siamo già in ritardo di anni) che finalmente a Destra si abbia il coraggio di studiare e discutere una proposta per riscrivere “tutta” la Costituzione  indirizzandola per avere un’Italia presidenzialista e rappresentativa.

Un’Italia delle responsabilità, delle elezioni dirette, dove chi viene eletto debba quindi personalmente rispondere e non sempre “delegare”. Un’Italia dove appare superato il concetto di essere “Una repubblica fondata sul lavoro” visto che lavorano circa solo il 34% degli italiani e gli altri no, a vario titolo e per vari motivi.

Vorrei un’Italia dove la Giustizia sia apolitica per legge e soprattutto per forma mentale e quindi garante per tutti, dove i Giudici facciano il loro mestiere e non entrino (o rientrino) in politica. Separazione delle carriere e dei poteri con un Presidente finalmente eletto dal popolo che possa governare con autorevolezza e poi essere democraticamente valutato. Per questo, comunque vada il referendum, chiedo a tanti ex colleghi, ai giuristi e agli elettori, alla gente vicina alla mia storica area politica che insieme abbiano la forza di chiedere questa riflessione, questo impegno, questo punto programmatico, questo “Manifesto” di chi vuole rinnovare veramente e nel profondo il nostro Paese.

 

CONTE: BALLE , BALLE, BALLE IN QUANTITA'

In democrazia ognuno è libero di dire e scrivere quello che vuole ma se un tizio  - sia pure per caso - fa “pro tempore” il mestiere di Presidente del Consiglio quando scrive dovrebbe avere un minimo di senso di responsabilità.

Se Conte scrive ai Presidenti delle Camere che il suo piano in Europa vuole portare ad un diverso sistema fiscale capace di permettere la crescita economica, la sostenibilità ambientale e con "criteri stringenti"  vuole (dopo anni e anni di stagnazione e diminuzione) addirittura " Il raddoppio del PIL", migliorare del  + 10% il tasso di occupazione, digitalizzazione e investimenti per la "rivoluzione verde" i casi sono due: o è un pazzo da rinchiudere in manicomio per manifesta incapacità di intendere e volere  o è più semplicemente un grande, inesorabile "ballista". Conte è uno sbruffone, narciso e anche personaggio pericoloso perché a lui è stata affidata una nazione (la nostra)  e il "ballista" non si rende conto che tra il dire è il fare c'è soprattutto il suo lungo, lunghissimo naso alla Pinocchio. Ma basta, per favore, con queste sciocchezze a cui non crede nessuno, neanche la sua corte e - temo – soprattutto l’Europa !

 

ONORIAMO DON ROBERTO, PRETE SUBITO DIMENTICATO

Don Roberto Malgesini, 'prete degli ultimi', 51 anni, è stato ucciso tre giorni fa in centro a Como. A sferrare le coltellate mortali un tunisino di 53 anni con vari decreti di espulsione alle spalle fin dal 2015, mai eseguiti. Don Malgesini era conosciuto in città per il suo impegno a favore dei migranti.

Mi fermo qui, non voglio strumentalizzare nulla e nessuno, ma solo ricordare un prete coraggioso sottolineando però che in poche ore la sua morte è stata subito dimenticata dai media. Un centesimo dello spazio in cronaca rispetto ad altri omicidi “morbosi” della settimana, quelli che “fanno notizia” e finiscono regolarmente con la TV ai funerali e la gente che applaude (non ho mai capito perché), tipo  quello che uccide la sorella in moto perché lei non voleva più stare con un lui, ma con un “lui-lei” e avanti così, o il povero e coraggioso Willy che a Colleferro ha addirittura mobilitato Conte-show per i suoi funerali.

La morte di Don Roberto invece è stata sostanzialmente “negata” dai media perché dava imbarazzo e fastidio, usciva dagli schemi, obbligando a ripensare sul concetto ridondante che “nero è bello” ma che purtroppo non sempre “nero è buono”. Mi fermo qui perché avete capito. Onoriamo però  e non dimentichiamo Don Roberto, esempio concreto di carità ed aiuto per tante persone, di tutti i colori.

 

TRUMP E ISRAELE. PACE IN MEDIO ORIENTE

Obama era buono, Trump è cattivo. Il primo era stato quindi santificato addirittura prima di prestare giuramento come presidente USA con il Nobel per la Pace, chissà perché.  (Pardon, il perchè si sa benissimo, lo si assegna solo a progressisti, sinistri-ecologisti ecc.ecc.) 

Definito una “speranza del mondo”Obama inaugurò  il suo mandato bombardando la Siria e non ha risolto alcun conflitto mondiale, anzi,  ha diffuso la cancrena terroristica dando conseguente spazio all’ISIS che ha così organizzato abbondanti mattanze inter-etniche.

Poi arriva Trump, il “cattivo”, ed ecco che l’ISIS è sconfitta ed Israele fa la pace – grazie alla sua mediazione -  con gli Emirati Arabi e il Bahrein riaprendo voli e frontiere. 

Chissà chi mai lo noterà…

 

COMMERCIALISTI SENZA SPINA DORSALE

Da 40 anni sono iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Verbania ed assisto impotente al progressivo degrado di autorevolezza e credibilità della nostra categoria.

Ultimo episodio l'annunciato sciopero contro il Governo per le sue follie fiscali estive, revocato però all'ultimo momento in cambio della promessa (!) di un incontro per un rinvio ad ottobre (a pagamento) di alcune scadenze fiscali.

Un atteggiamento supino, pauroso, remissivo da parte del nostro Ordine nazionale che non fa bene alla categoria, demolisce la nostra credibilità professionale e porta tanti iscritti a chiedersi perché mai si debba essere così remissivi davanti ad un Governo che si è dimostrato – soprattutto in campo fiscale - incompetente e confuso, contraddittorio e iper-complicato. L’autorevolezza professionale nasce dalla autonomia verso tutte le parti politiche, fare gli zerbini non porta mai bene a nessuno, soprattutto ai contribuenti che dovremmo aiutare e rappresentare.

Evidentemente certi vertici romani non capiscono che il nostro Ordine sarebbe più credibile e forte se innanzitutto fosse capace di sbattere in faccia a tutti le contraddizioni ministeriali firmate da questi ignoranti caporali e bibitari che vivono alla giornata, temporaneamente inquilini a Palazzo Chigi e dintorni.

................................................................................

 

Il mio sito www.marcozacchera.it è stato recentemente  rinnovato e arricchito di informazioni, articoli e notizie: dategli un’occhiata!

 

Grazie a chi mi invia indirizzi di amici e conoscenti per allargare l’indirizzario degli invii de IL PUNTO.

 

 

      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                             MARCO ZACCHERA