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IL PUNTO di MARCO ZACCHERA

IL PUNTO
ULTIME EDIZIONI de IL PUNTO di Marco ZACCHERA



IL PUNTO n. 788 del 30 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: GENTE DI LAGO 2 – SITUAZIONE TRAGICA, MA NON SERIA – CENTOSETTANTESIMI – I SILENZI DI PAPA FRANCESCO - GRETA DOVE SEI? 

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GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

 

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

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SITUAZIONE TRAGICA, MA NON SERIA

Senso di responsabilità è non cadere nella demagogia e nella eccessiva polemica, ma questo si impone per tutti, anche (e soprattutto) per  chi comanda e che – pur nelle obiettive difficoltà generali – temo stia dimostrando troppe incapacità pur continuando a chiedere obbedienza ai cittadini.

Innanzitutto va ribadito che si può e si deve poter legittimamente protestare in modo civile e isolando i violenti, sottolineando che per la prima volta a spaccar vetrine sono arrivati anche giovani immigrati disadattati delle periferie urbane, un segnale che – visto cosa è poi  successo in Francia – non dovrebbe essere minimizzato.

Proteste che piuttosto siano coerenti: è inutile chiedere le dimissioni a Napoli del governatore  De Luca se lo si è votato solo un mese fa, così come è demagogico criticare dal di dentro il governo continuando a farne parte, vedi i soliti giochetti di Matteo Renzi.

Da qui il dubbio se sia logico che Conte continui a chiedere “responsabilità” ai cittadini e “condivisione” alle opposizioni per poi decidere sempre tutto da solo.

Conte dimostrerebbe forse maggiore coerenza e senso di responsabilità obbligando intanto tutti i suoi “scienziati” (perché solo da lui nominati) prima di tutto a tacere, perché stanno diffondendo panico e confusione.

Personaggi che diventano insopportabili, abituati a pontificare in TV ma non rischiando mai nulla di persona, mettendo in crisi con poche frasi milioni di aziende, magari le stesse cui prima avevano ordinato atteggiamenti precisi (divisori, capienza, distanze ecc.) salvo poi far chiudere tutti: a cosa serviva allora ubbidire e mettersi in regola?  

Per esempio non si possono far acquistare centinaia di migliaia di banchi di scuola costati decine di milioni di euro, banchi che poi non vengono usati perché le scuole chiudono: qualcuno si è forse assunto le responsabilità di questi acquisti? Se ministri e commissari sono degli incapaci devono poter essere cacciati.

Così come al Viminale non si possono chiudere gli occhi per mesi davanti alle “movide” notturne  (VALE ANCHE PER ALCUNI LOCALI DI VERBANIA) e non sanzionare i singoli locali irregolari e i balordi che li frequentavano senza distanze e senza mascherine  per poi  invece far chiudere d’autorità tutti gli esercenti, compresi quelli che avevano fatto il loro dovere e speso soldi per osservare tutte le normative. 

Dove sono gli elementi concreti – altro esempio - per poter affermare che il contagio si diffonde nei ristoranti proprio tra le 18 e le 23, oppure a teatro o nelle palestre? Numeri, riscontri, dati? Nessuno!

Visto quindi che non abbiano dati credibili, si valuti allora finalmente la marginalità tra il “vantaggio” delle potenziali minori infezioni e lo “svantaggio” economico complessivo, perché – a parte la crisi economica indotta - i soldi che poi il governo deve stanziare per venire un po' incontro alle categorie più colpite sono fondi in meno anche per l’assistenza sanitaria.

Non si può chiedere autorevolezza e poi  far passare mesi e mesi preannunciando il diluvio senza predisporre intanto un piano per i trasporti urbani, quando c’era la certezza che sarebbe stato proprio quello un aspetto fondamentale per la diffusione del virus.

Una programmazione mancata che vale anche – e soprattutto – per l’organizzazione sanitaria, il prelievo dei tamponi, la velocità dei controlli ecc.

Non c’è dubbio che la credibilità di Conte stia scendendo al minimo storico anche per queste contraddizioni ed incertezze, nonostante i suoi scontati e quotidiani appelli in diretta TV... Eppure resta lì, inamovibile e stoico. 

 

OTTIMI RISULTATI: SIAMO 170° !

L’Italia – tra il 2000 e il 2019 – su 180 paesi monitorati dal Fondo Monetario  Internazionale si è piazzato in termini di sviluppo del PIL al 170° (centosettantesimo!) posto. Togliete alcuni paesi in preda alla guerra civile e siamo concretamente all’ultimo posto del pianeta. Responsabilità di tutti, destra e sinistra, ma se non si prende atto di questo fallimento e finalmente si cambia timoniere mi pare difficile pensare al futuro.

Tra l’altro dati sono relativi a prima del Covid e quindi oggi ancora peggiori, quando ormai da 6 mesi al governo ci si accapiglia sui fondi europei (che peraltro - se arriveranno - saranno comunque concessi molto in ritardo) e che ancora non si sa come e quando verranno spesi. A parte le infinite liti politiche sul MES, un “piano” delle priorità non c’è e questo è semplicemente drammatico e sottolinea in termini di assoluta semplicità l’attuale incoerenza ed incapacità del governo Conte che sta perdendo l’ennesima e forse ultima occasione. Se gli italiani lo capissero…

 

I SILENZI DI PAPA FRANCESCO

Non mi scandalizzo tanto per le opinioni di papa Francesco su molte tematiche controverse, dagli omosessuali ai migranti, mi preoccupano di più i suoi silenzi.

Per esempio mi preoccupano molto i silenzi del Papa sull’Islam.

Mai una condanna chiara per le vittime innocenti dei fanatici religiosi chiamandoli per quello che sono, sottolineando la necessità per le comunità musulmane di scindere apertamente ed ufficialmente le proprie responsabilità (se ne hanno il coraggio e la voglia) da quelle dei fanatici, condizione io credo indispensabile per continuare nel cammino di pace e integrazione tra religioni che sembra il primo obiettivo del pontificato di Francesco.

Attacchi diretti ai simboli cristiani come a Nizza, decapitazione di innocenti… Al di là delle frasi di circostanza servono più fermi e chiari atti vaticani davanti a questi gesti di ferocia immane compiuti proprio ai danni di cristiani.

Perché non alzare la voce per quanto avviene in Francia, ma anche per la tutela e in difesa delle minoranze cristiane che vengono oggi martirizzate dall’Islam dall’ Africa all’Asia? Nessuno vuole e deve spingere ad odiare, ma marcare la profonda differenza tra Vangelo e Corano che traspare anche da questi atti mi sembrerebbe un atto logico, doveroso, assolutamente giusto.

Allo stesso modo mi preoccupano gli accordi del Vaticano con la Cina comunista in stridente contrasto non tanto con la linea del vituperato Trump, ma anche con quella della stessa Unione Europea, a parte le solite incertezze del governo italiano.

Mi preoccupano quindi i silenzi del Papa sulla libertà in quel paese, sui diritti umani calpestati, sui genocidi e le occupazioni di Pechino anche per questioni religiose, così come mi preoccupano i silenzi del Papa (leggi più avanti) sulle distruzioni ambientali cinesi in tanti continenti, mai apertamente richiamate pur in tanti suoi documenti ecologici.  

 

GRETA, DOVE SEI ?

Qualcosa di buono l’ha portato anche il Covid: Greta è sparita dai radar a parte pressanti inviti a votare Biden ai giovani USA. Non per questo però bisogna dimenticare l’ambiente, magari per tematiche che Greta non ha mai sfiorato come i disastri ecologici causati dalla Cina in patria e all’estero.

Con il lanternino avreste trovato per esempio nei media dei giorni scorsi anche la notizia che le ISOLE GALAPAGOS sono minacciate dalla pesca intensiva che oltre 300 pescherecci cinesi portano avanti da mesi nell’assoluta indifferenza del mondo. Le autorità non sanno più cosa fare e hanno chiesto l’intervento della guardia costiera americana per avere un aiuto, eppure i cinesi stanno catturando migliaia di tonnellate di pesci e danneggiando l’ecosistema di quella meravigliosa riserva naturale dichiarata nel 1978 patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.

Lo schieramento di pescherecci cinesi è predisposto per una campagna prolungata, tanto che al seguito dell’armata è stata inviata anche una nave cisterna per il rifornimento di carburante in alto mare e diversi vascelli-fabbrica per processare il pesce, surgelarlo e permettere alla flotta di tornare a caccia. La concentrazione di queste grosse navi, che possono contenere ciascuna fino a 1.000 tonnellate di prodotto, costituisce una sorta di città galleggiante al largo delle Galapagos. Una città industriale che produce anche scarti: sulle spiagge delle isole si ammassano bottiglie e cassette di plastica facilmente identificabili perché hanno scritte con caratteri cinesi.

Solo a settembre la flotta «pirata» ha operato per complessive 73 mila ore di pesca intensiva, violando tutte le norme internazionali contro l’eccesso di sfruttamento di un tratto di mare. 

I cinesi aspettano anche il passaggio di grandi tonni e pescispada, che in questa stagione si spostano in branchi verso mari più caldi e con l’imponenza del loro sistema integrato di pesca - oltre alla tecnologia - sono in grado di spazzare via la concorrenza dei pescatori locali. Un danno all’ecosistema e una rovina economica per i lavoratori del mare dell’Ecuador.

Purtroppo il caso delle Galapagos è solo la punta dell’iceberg del gigantesco setaccio degli oceani condotto dalla flotta d’alto mare cinese, la più vasta del mondo con le sue 17 mila (!) navi. Dopo la devastazione delle coste africane e dell’Oceano Indiano ora tocca al Pacifico, mentre il mondo resta silenzioso a guardare. 

 

 

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                  MARCO ZACCHERA  





IL PUNTO   n. 787 del 23 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: GENTE DI LAGO 2 – CONTE IL TEMPOREGGIATORE – PROVOCAZIONE CALENDA - VIRUS & VIROLOGI – LAPIDAZIONE PROSSIMA – RUBY GEOLOGICA – PROFUMO DI TRUFFA – VIRUS CINESE

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GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

 

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CONTE IL TEMPOREGGIATORE

Far passare il tempo, diluire, rimandare possibilmente scaricando le responsabilità sugli altri, dare sempre un colpo al cerchio (il PD) e uno alla botte (i 5 Stelle) e quindi sostanzialmente tirare a campare.

Questa è la filosofia da sempre vincente di Conte che - per quanto possibile - non vuole scontentare nessuno e intanto gode come un riccio ad apparire a reti unificate (sempre in ritardo, ma così fa tanto più suspense). Se gli annunciati pannicelli caldi di domenica sera bastassero a fermare il Covid ci sarebbe da sorridere, mentre quasi nessuno prende atto che a otto mesi dall’inizio della pandemia fare un tampone è comunque tuttora un’impresa tra code allucinanti, mentre l’economia crolla senza misure incisive.

Si sono persi mesi in chiacchiere, ma è stato programmato poco o nulla e adesso vedremo cosa scriveranno contro la Lombardia se verranno utili gli ospedali Covid in Fiera e a Bergamo.

Piuttosto hanno stupito le parole di  Conte contro il MES, eppure il premier non batte ciglio se sotto la sua guida il debito pubblico si è intanto moltiplicato, infinitamente più costoso da sopportare di questa misura europea.

Ipotesi: visto che Conte dà ragione ai suoi partner di governo a giorni alterni – da buon temporeggiatore, appunto – cadendo la conferenza stampa il 18 ottobre (giorno pari) si è dichiarato “contro” il MES, se la conferenza stampa fosse caduta il 19 (giorno dispari) Conte avrebbe detto “che la questione è tuttora da approfondire” ovviamente “Valutandone attentamente i risvolti". 

 

ROMA: PROVOCAZIONE CALENDA

C’è stato il primo vertice nel centro-destra per individuare i possibili candidati sindaco a Roma, Milano, Torino e Napoli dove si voterà l'anno prossimo.

Non sono emersi grandi nomi soprattutto perché - diciamocelo francamente - non ce ne sono. A Roma l'unica che potrebbe candidarsi con successo è Giorgia Meloni che però conosce le insidie di una eventuale elezione (e peggio ancora di una sconfitta) e quindi resterà alla larga.

A parte la Raggi, è emerso di recente il nome autocandidato di Carlo Calenda, leader di "Azione". già vicino al PD e a Renzi ma che ora corre più o meno in proprio.

Perchè il centro-destra non prova a scompaginare il copione arrivando a sostenerlo con un suo appoggio tecnico? Una provocazione, forse, ma che potrebbe essere determinante per un successo di Calenda in Campidoglio costringendolo comunque a scegliere: se accetta i voti del centro-destra ne sarà comunque condizionato, se li rifiuta si chiuderà automaticamente in un ghetto di sinistra auto-referenziale e darà una precisa collocazione politica al suo ruolo di tecnico perdendo così simpatie al centro e magari anche in parte dell'elettorato di destra che comunque lo vede con interesse.

Se poi fosse eletto dimostrando capacità ne avrebbe guadagnato soprattutto Roma, il che – francamente – non guasterebbe. Chissà se qualcuno ci avrà pensato...

 

VIRUS & VIROLOGI

Martedì 20 ottobre sulla prima pagina on line del Corriere della Sera si potevano leggere contemporaneamente tre dichiarazioni degli “illustri esperti” Ricciardi, Pregliasco e Crisanti in assoluto contrasto tra loro. Sono francamente stufo delle quotidiane esternazioni di questi “scienziati” che da mesi pontificano a reti unificate diventando dei guru di incerta professionalità visto che – sostenendo il contrario uno dall’altro - non tutti possono avere contemporaneamente ragione e qualcuno di loro ha sicuramente torto. Tra i tanti, consiglierei però di ascoltare di più il prof. Giorgio Palù, già  presidente delle Società italiana ed europea di virologia (basta cercare su internet) che in modo pacato ma stringente sgonfia la “bolla” delle tante  sciocchezze in circolazione riconducendo il problema a numeri chiari.

Strano che non lo intervistino di più, forse perché va contro la vulgata corrente.

 

PROPOSTA DA LAPIDAZIONE

Rischierò la lapidazione, ma faccio comunque una sommessa proposta: chi lavora da casa a causa Covid – soprattutto se è un dipendente pubblico – dovrebbe subire una piccola riduzione di stipendio.

Pensateci: niente spese di trasporto, niente tempo perso per andare al lavoro, ritmi poco controllabili: non sarebbe giusto applicarla, con un risparmio per le finanze pubbliche? In fondo il cittadino che dovrebbe godere dei servizi pubblici di fatto ne può utilizzare meno e quante volte  in questi mesi non abbiamo potuto avere una risposta esauriente in tempi ragionevoli da un ufficio perché l’addetto era assente?

 

GIUSTIZIA GEOLOGICA: RUBY SOPRAVVIVE

A quei pochi cui può ancora interessare va ricordato che mentre l'Italia affronta la pandemia e la crisi economica più grave degli ultimi decenni gli illustrissimi signori Giudici del Tribunale di Milano si stanno ancora occupando del processo "Ruby Ter" legato ai convegni amorosi del signor Silvio Berlusconi di ormai una dozzina di anni fa. L’ennesima udienza è stata recentemente rinviata per sopraggiunto Covid dell'ex Cavaliere e quindi se ne riparlerà tra un mesetto. Se Ruby avesse o meno compiuto 18 anni al tempo dei famigerati “fattacci” è infatti un elemento essenziale per la Giustizia italiana e per lo stressante lavoro congiunto di Giudici e Procure di mezza Italia.

Chissà cosa verrebbe fuori se si utilizzasse un decimo delle forze messe un campo per chiarire questo fatidico caso per controllare invece le spese e le responsabilità legate al Covid, magari per verificare come siano stati spesi i soldi regalati alla Protezione Civile dagli italiani, fondi dei quali non si sa praticamente più nulla.

 

LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI

Alessandro Profumo, già presidente del Monte dei Paschi di Siena, è stato condannato in primo grado a 6 anni reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 2 anni di interdizione dai contatti con le pubbliche amministrazioni e dalla rappresentanza di società per i traffici sui derivati che hanno portato al crack della banca senese.

Fosse stato un politico sarebbe diventato incompatibile e cacciato dalla carica per la legge Severino, ma Profumo continuerà invece a rimanere alla (ben retribuita) guida di Leonardo, società stella di Finmeccanica. Il colosso della difesa ha fatto sapere infatti che Profumo non è obbligato a dimettersi: non è una condanna definitiva e lo statuto non prevede regole più stringenti di quelle generali. Mi sembra un caso di assoluta e totale ipocrisia, con il governo che non prende posizione, alla faccia della trasparenza. E’ proprio vero che i boiardi di stato si coprono uno con l’altro e che la giustizia NON è uguale per tutti.

 

VIRUS CINESE

Si ironizza su Trump che chiama il Covid "il virus cinese", ma sta di fatto che mentre il mondo annaspa e l' Italia va a picco (solo Conte è rimasto a far finta di credere e declamare agli italici idioti che la finanziaria sarà "un documento di espansione e di rilancio" visto che il PIL italiano è intanto al - 10%, l’indebitamento al 158% e peggiora), la Cina è in netta controtendenza. A settembre ha aumentato la produzione industriale del 6,9% rispetto al 2019, il PIL del 4%, i consumi interni sono aumentati del 3.3% sulla base dei primi 9 mesi dell'anno, periodo di lockdown compreso. Si è infatti creato il miracolo: nessun malato a Pechino da marzo, tutti lavorano e soprattutto si tace. Nell’assordante silenzio del mondo e con  papa Francesco che addirittura sigla accordi con Pechino passano intanto le nuove leggi a Hong Kong con arresto in massa dei dissidenti. Fuori dalla "grande muraglia" (che le foto mostrano affollatissima di turisti stretti gomito a gomito)  non è dato sapere cosa stia davvero succedendo in Cina e ovviamente l'OMS tace né appare interessata a saperlo. Secondo i dati ufficiali i contagiati in Cina sono in tutto circa 10 al giorno e non si segnala più alcun decesso dall’inizio di settembre: un vero e proprio miracolo.

Se fosse la trama di un film in cui freddamente  si fosse trovato il modo per distruggere la concorrenza e conquistare il mondo - compresa l'eliminazione di un presidente USA scomodo per metterci al suo posto un pupazzo - sarebbe un'ottima trama. ...Ma è davvero solo un film? 

 

UN SALUTO A TUTTI                                                        MARCO ZACCHERA 



IL PUNTO   n. 786 del 16 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

Sommario: GENTE DI LAGO 2 – COVID: L’ EMERGENZA CREATA, SENZA TRASPARENZA E CERTEZZE – IL CASO AZZOLINA

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali che con quest’opera hanno voluto riprendere il successo di “NELLE RETI DEL TEMPO”, una raccolta di foto e testi storici uscita oltre 10 anni fa ed oggi introvabile.

GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE. Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco (max 3 copie).
 

 

COVID: FACCIAMO CHIAREZZE

 

Che in Italia come nel mondo ci siano nuovamente dei seri problemi creati dalla pandemia Covid è una evidente realtà, ma che per affrontarla sia indispensabile proclamare e rinnovare lo stato di emergenza è – a mio avviso – una grossa forzatura legale, legislativa e costituzionale. Non credo alla fantapolitica dei colpi di stato, ma credo insostenibile il proseguimento della “ricetta” Conte che così moltiplica i DPCM a suo piacimento. Una grave situazione formale che dovrebbe essere denunciata con fermezza dal Capo dello Stato. Oltretutto proprio Mattarella - firmando gli ultimi decreti-  aveva già sottolineato questo dato di fatto, ma visibilmente Conte & C. continuano a fregarsene come prima.

Il problema Covid è reale, ma è anche un buon pretesto per distogliere l’attenzione dagli altri problemi e dalle visibili pecche di chi gestisce il sistema. Partiamo dal dato di fatto che se in Italia muoiono statisticamente ogni giorno circa 1700 persone delle quali solo 40 di Covid. Quante emergenze bisognerebbe allora dichiarare per le altre 1640 ? Pensate a quanti infartuati sono morti in questi mesi perché rimasti senza cure od esami, quante patologie tumorali per lo stesso motivo sono diventate irreversibili. Pensare solo al Covid e nascondere tutte le altre emergenze sanitarie è una comoda uscita di sicurezza, ma sfiora il crimine e – per cominciare – appare assurdo rinunciare ai fondi europei del MES da dedicare al potenziamento dei servizi sanitari (dopo aver verificato bene le clausole per accedervi, tuttora nebulose) .

 

La realtà è che questa normativa di emergenza sta diventando un comodo scudo per nascondere alcune verità, per esempio:

1)     Il “Comitato  Tecnico” è di nomina dello stesso organismo che emana i decreti (ovvero il governo), non è elettivo e non è indipendente. Ergo, si esprime (o può esprimersi) come più o meno gli viene richiesto e ha tutto l’interesse a rimanere sulla scena auto-alimentando la sua importanza scatenando vere e proprie campagne mediatiche di pressione psicologica sulla popolazione

2)     I “Commissari” sono appunto di nomina governativa:  Domenico Arcuri, nominato ormai molti mesi fa super-commissario (ovviamente dal governo, senza gara, titoli, concorsi)  spende come vuole con ignota trasparenza e ha pieni poteri su SU GARE, APPALTI, FORNITURE, SCELTE TECNICHE. Chi verifica se quelle che fa sono le scelte obiettivamente più corrette e convenienti? Tantissime insinuazioni di stampa non vengono riprese dai media più importanti: perché?

3)     La Protezione Civile non fornisce bilanci chiari, nessuno può sindacare se le priorità o le emergenze siano affrontate più o meno bene (ricordiamoci ad esempio la gestione del terremoto in centro Italia). Ancora nei giorni scorsi sulla stampa è stato sottolineato CHE NON CI SONO RENDICONTAZIONI PUNTUALI sulle spese per l’emergenza. Questo vale soprattutto per gli oltre 870 milioni raccolti con sottoscrizioni pubbliche che  non si sa come siano stati spesi (ammesso che lo siano stati, sembra che molti fondi siano ancora più o meno dormienti pur essendo stati donati per l’emergenza). Nessuno però – in primis la Magistratura - sembra preoccuparsi per questo

4)     Una volta di più le Regioni sono state messe ai margini di ogni decisione e il Parlamento (compresa l’opposizione) conta zero, neppure interpellato. Si votano provvedimenti con voto di fiducia e stop. La smetta quindi Conte di invocare la “co-decisione” perché in realtà fa sempre e solo quello che vuole (e Mattarella colpevolmente tace) a seguito dei consueti bracci di ferro PD-M5S. Oltretutto mi chiedo come mai se 15 regioni su 20 sono in mano all’opposizione la conferenza stato-regioni sia però tuttora affidata a un governatore del PD, ovvero Stefano Bonaccini dell’Emilia Romagna . Vabbè che nessuno deve disturbare il manovratore, ma forse i 15 governatori di centro-destra non dovrebbero richiedere politicamente un avvicendamento?

5)     Chi controlla i numeri della pandemia, chi li computa? Se uno è positivo al Covid e muore per un infarto è morto ufficialmente per il problema cardiaco o per il Covid ? Sarebbe fondamentale saperlo. ma non lo chiarisce nessuno e quindi i numeri sono aleatori e ballerini. Oltretutto non si fanno autopsie: bel sistema per aiutare la scienza medica.

6)     Lo stato di emergenza si interseca con le problematiche economiche e gli interessi comprensibili (e contrapposti) di ciascuna categoria, ma l’ “effetto annuncio” è pilotato a piacimento soprattutto a livello televisivo. Pensate a quanto si è detto e scritto sulla riforma fiscale ma - dopo mesi di interviste, titoli, promesse, ipotesi…- siamo ancora al palo, così come milioni di imprese NON hanno avuto gli aiuti promessi e si sono privilegiati pochi grandi gruppi economici,  molto legati ai centri del potere. Eppure una infinità di conferenze-stampa, comunicati, commentatori, TG hanno dato notizie per mesi e mesi di mirabolanti  contributi che poi, in buona parte, non sono mai arrivati!

7)     I litigi nel governo sulla gestione dei fondi europei sono da mesi e mesi al massimo livello, ma tutto viene nascosto ed attutito dal rimbombare quotidiano dei “numeri” venduti a ritmo angosciante.  Così la gente non pensa che le problematiche “vere” si cristallizzano…su chi entrerà nel CdA di Alitalia.

E' un dato di fatto che proprio per queste liti tra ministri entro il 15 ottobre l'Italia avrebbe dovuto presentare all'Europa le proprie proposte per il Ricovery Found e non lo ha fatto: quanti italiani ne hanno avuto notizia dalla stampa?

8)     L’interpretazione degli stessi numeri dell’epidemia è molto opinabile e si sta minimizzando il fatto che rispetto alla primavera i morti sono fortunatamente molto meno rispetto ai contagiati: se crescono i tamponi è ovvio che si trovano più positivi, ma non è detto che più positivi significhi più malati: il 90% ora è asintomatico e grazie al cielo i numeri dei ricoveri e dei malati gravi sembrano diversi dalla primavera.  

9)     Il paese è economicamente allo stremo, viene venduto come “miglioramento” se dal – 10% il FMI passa a valutarci al -9% del PIL, ma in realtà siamo alla canna del gas, ma anche questo non lo si vuole ammetterlo e si svia l’opinione pubblica sulle polemiche o le battute sull’uso delle mascherine. Incombe la fine del blocco dei licenziamenti, le incertezze di mercato, i ritardi europei, i costi della pubblica amministrazione che proprio per il Covid è ancora più lenta. Tutte le altre questioni (dal funzionamento della giustizia alle grandi opere) dormono sonni pesanti mentre il tempo corre.

10)    Vi sono poi quotidiane irresponsabilità: “ Per Natale sarà ineluttabile un lockdown generale, è nella logica delle cose” Complimenti: basta una frase  improvvida, superficiale  e non documentata (ovviamente poi ritrattata) di un Andrea Crisanti qualsiasi, membro pseudo esperto politico-scientifico di Conte per distruggere in un istante le prospettive del commercio, la stagione  turistica invernale, i programmi e il morale di decine di milioni di italiani: chi paga i danni per l’ ego auto-referenziale di questi “scienziati” a voler “apparire” ad ogni costo?

 

AZZOLINA STORY

Povera ministro Azzolina attaccata da tutti! Eppure vanta un curriculum di ferro che sottolinea le sue grandi capacità didattiche. Si, il ministro Lucia Azzolina, docente siciliana trapiantata a Biella, già chiacchierata di aver steso una tesi di laurea “copia e incolla”, il 19 giugno 2019 “vince” (già deputata) un concorso per dirigente scolastico classificandosi al 2542° posto sui 2900 disponibili.  Allo scritto passa per un pelo: 73 punti rispetto ai 71,7 di livello minimo, all’orale prende 0 (zero) di informatica e 5 su 12 in inglese, ma ufficialmente oggi potrebbe diventare preside, ovviamente sistemati i 2541 che gli stanno davanti e salvo spintarelle.

Peccato che alcuni degli esaminatori – come Massimo Arcagneli - siano molto perplessi sulla sua prova e lo dichiarino in pubblico. Tenuto anche conto che da un anno l’Azzolina era deputata e poi ministra, un riesame parziale degli elaborati porta alla scoperta di anomalie gravi (ad esempio risposte lasciate completamente in bianco, ma considerate come corrette). Tre commissari d’esame risultano anche in palese conflitto di interesse e – dopo un’indagine di diverse procure e una infinità di ricorsi – il Tar del  Lazio ordina la piena pubblicità degli elaborati e dei risultati. C’è però qualcuno che si oppone alla pubblicazione e ricorre contro il TAR…sapete chi ? Proprio il Ministero dell’Istruzione!  A quel punto il Consiglio di Stato sospende la decisione del TAR e rinvia tutto ad una decisione il prossimo 26 ottobre. Chi si oppone perfino alla fissazione di una nuova data per decidere? Ancora il Ministero, questa volta con un ricorso firmato addirittura direttamente dalla stessa Azzolina.

Se, oltre che una pagliacciata generale, questo non sia un palese conflitto di interessi lasciamo la risposta ai “dotti” vertici del Movimento Cinque Stelle.

 

 

UN SALUTO A TUTTI                                                   MARCO ZACCHERA

 

Grazie se mi invierete indirizzi mail di vostri amici potenzialmente interessati a leggere IL PUNTO ! 


IL PUNTO   n. 785 dell’ 8 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

Sommario: RIFLETTIAMO SUL CENTRO DESTRA – DISSENTO DA PAPA FRANCESCO – LA LAPIDAZIONE DI TRUMP – COVID IN CINA?

 

APPELLO AL CENTRO DESTRA

Esauriti i turni di ballottaggio è corretto prendere atto che il centro-destra non ha vinto le recenti elezioni amministrative e che Conte, Zingaretti & C. con l’aiuto del Colle si avviano a finire più o meno tranquilli la legislatura con l’elezione di un Mattarella-bis e dando un arrivederci alle elezioni fino al 2023.

Unici impedimenti una ulteriore spaccatura nel M5S (ma comunque con parlamentari che certo non vorranno finire anzitempo il proprio irripetibile mandato) o uno stop dei promessi aiuti europei e conseguente emersione dello spaventoso buco di bilancio che si è prodotto in questi mesi, sapientemente minimizzato dai media mai come ora allineati e coperti.

Un deficit al 158% sarà un macigno sulle prossime generazioni, ma non fa fino parlarne e quindi avanti con i pannicelli caldi dei bonus-acchiappavoti, distrazione di massa sul mettere o meno le mascherine che per i conti pubblici qualche santo poi provvederà.

Mai come ora - se in Italia esiste una maggioranza silenziosa - è ora che esca fuori, ma il centro-destra senza perder tempo deve chiedersi seriamente se e come voglia rappresentarla. Perse ideologie, ideali e valori di riferimento nella semplificazione (o deriva) politica di questi anni tutto comincerebbe con l ’identificazione di un/una leader di riferimento e con il sostenere convintamente pochi punti programmatici chiari, sostenibili e condivisi.

Sembrerebbe facile e invece non lo è, soprattutto perché due anni e mezzo sono lunghi da passare e (come è accaduto per Salvini) c’è un fortissimo rischio di veloce logoramento dell’immagine di chiunque, oltre alle puntuali e prevedibili incursioni giudiziarie.

Un leader condiviso non si vede all’orizzonte, intendendo un personaggio che soprattutto sia in grado di catalizzare su di sé le preferenze di quella fetta di elettori in bilico al centro e sul crinale del “non voto” capaci di assegnare (finalmente) la vittoria a uno schieramento che spesso sembra avvicinarsi al risultato, ma poi lo manca all’ultimo ostacolo.

L’Italia è un paese – lo ricordava giustamente Pinuccio Tatarella – dove il 60% degli elettori è storicamente contro la sinistra ma spesso non trova stimoli per uscire dal disinteresse. Forse solo Zaia e la Meloni hanno ancora spazio di crescita, con Toti e Giorgetti in seconda fila, mentre Salvini ha più che raddoppiato i voti della Lega rispetto a pochi anni fa ma – non sempre per colpa sua – rischia di non essere più trascinante e convincente limitandosi a gestire con credibilità soltanto il tema della sicurezza. Su altre tematiche, in primis l’economia, non sembra avere soluzioni alternative, anche per i limiti evidenti di parte della sua classe dirigente.

Senza leader carismatici il centro-destra potrebbe allora muoversi su una strada inversa partendo dal programma (soprattutto quello economico) per gestire al meglio il post-pandemia e su questo costruire il suo futuro?

Forse un compito ancora più difficile perché covano per l’Italia situazioni decotte ed insostenibili a livello di debito pubblico, sacche di inefficienza e malaffare nell’amministrazione ai diversi livelli e soprattutto cattive abitudini fiscali ed economiche di tutti, più da sopravvivenza che da crescita.

La strategia del centro-destra potrebbe essere quella di rischiare di perdere consensi immediati spiegando ,bene agli italiani la verità della situazione e sapendo poi gestire in modo convincente la ripresa e l’ondata di rivolta e di protesta che si scatenerà contro il governo al potere quando questi nodi verranno comunque al pettine. Purtroppo una Margaret Thatcher italiana non c’è all’orizzonte e comunque servirebbero intese programmatiche “blindate” per il contenimento della spesa pubblica, sburocratizzazione vera, Giustizia costretta a lavorare in modo autonomo e più efficiente, rapporti chiari con l’Europa e su tanti altri aspetti che i lettori conoscono benissimo.

Di sicuro occorre perdere il taglio demagogico e saper studiare, approfondire, sperimentare, “firmare un contratto” anche fatto di sacrifici con gli italiani per una ristrutturazione vera dello stato. E’ inutile promettere altri rivoli di spesa pubblica, altre Casse per il Mezzogiorno, spingere verso altre illusioni.

Giocare piuttosto la carta delle competenze rispetto all’attuale livello di ignoranza generalizzata e di superficialità che domina a tutti i livelli e dove il vecchio PD raccoglie soprattutto per esperienza nella gestione del potere gli spazi nuovamente lasciati liberi dal M5S che - proprio per le sue incompetenze e demagogie - è durato lo spazio di un mattino dimostrandosi solo sterile contenitore di proteste.

Ma c’è davvero questa volontà – per esempio costituendo subito un “governo ombra” di riferimento programmatico - oppure c’è invece solo l’obiettivo a breve di cannibalizzare gli alleati per conquistare qualche voto in più, ma senza una strategia a lungo termine?

Il prossimo appuntamento saranno le elezioni comunali delle quattro più importanti città d’Italia: non sarebbe fondamentale scegliere per tempo nuovi metodi per individuare candidati vincenti o – una volta di più- conterà solo la loro casacca con scelte fatte all’ultimo minuto? In questo caso una nuova sconfitta amministrativa sarà ampiamente preannunciata mentre - almeno a Milano e Roma - ci sarebbero davvero concrete possibilità di vittoria.

 

DISSENTO DA PAPA FRANCESCO

E’ lecito per un cattolico dissentire dal Papa? Con amicizia e rispetto penso di sì, e lo scrivo con tristezza.

Credo che l’ ultima enciclica di Francesco (che per ora non ho letto in originale, ma solo per sunti di stampa) sia giusta, oso dire ovvia, ma del tutto “politica” ed intempestiva. E’ giusto il richiamo del Papa al Vangelo e alla necessità di accogliere ed aiutare tutti, ma soprattutto in questo momento rappresenta una lettura politica e parziale alla situazione nel mondo oltrechè – sul piano interno italiano o delle elezioni USA – una evidente scelta di campo.

Credo che insieme alle questioni sollevate dall’enciclica ci siano ben altre, urgenti e numerose tematiche sulle quali il Papa dovrebbe finalmente esprimersi con altrettanta determinazione perché milioni di cattolici sentono sempre più fredda una Chiesa tutta protesa sul “sociale” e l’immigrazione, ma che rischia di dimenticare le realtà delle proprie comunità dove già sono innumerevoli i problemi e le difficoltà, compresa la stessa sopravvivenza di una Chiesa sempre più lontana dalla società. Scrivere che “l’emigrazione è un diritto” e non prendersela apertamente con i governanti scellerati di mezzo mondo che la creano o con chi ne fa oggetto di speculazione e di traffico è un controsenso. Così come non denunciare chi ha le massime responsabilità per l’inquinamento e lo sfruttamento delle risorse della terra ed alludo alle grandi nazioni nel mondo, ma in primis a quella Cina comunista per la quale papa Francesco sembra invece nutrire una silenziosa e ambigua tolleranza, così come sono incomprensibili molte scelte vaticane in politica estera

Perché Francesco non richiama per esempio anche le responsabilità delle Conferenze Episcopali cattoliche in molte nazioni del mondo che potrebbero localmente creare una rete di “pre-organizzazione” all’ emigrazione controllata o gestire meglio le risorse per aiutare le persone a non emigrare? Perché diventa prioritaria l’accoglienza al migrante e non l’aiuto – per esempio – a milioni di cattolici abbandonati anche in Italia nelle case, negli ospedali o negli ospizi? Quante domande vorrei rivolgere a chi deve godere sempre del rispetto di tutti i fedeli, ma che nell’ indicazione delle “priorità” lascia per lo meno perplessi.

 

LAPIDATE TRUMP

 

Va bene, si è capito quanto Donald Trump stia antipatico ai media italiani visto che è quotidianamente dipinto come un pericoloso ed irresponsabile criminale, imperterrito sciupafemmine, evasore fiscale, untore Covid, sporco razzista e guerrafondaio, ma non esageriamo. Trump perderà le elezioni raccogliendo più o meno l’ 1% dei voti (altrimenti milioni di americani sarebbero come lui dei pazzi scatenati) ma non può essere accusato di tutto e per tutto, compreso l’esatto contrario. Se parla sbaglia, se tace sbaglia, se invita il paese a reagire sbaglia, se parla senza mascherina sbaglia, se va in TV sbaglia, se twitta sbaglia, se parla è solo per insultare (Biden invece è un forbito chierichetto), se saluta a distanza senza mascherina sbaglia…e basta!  Se i sondaggi sono così rosei per i democratici (che sono invece tutti onesti, bravi, incorrotti, pettinati, educati, ecologisti, interetnici, aperti al sociale ecc.ecc.) perché preoccuparsi tanto?

Visto che negli USA si vota più o meno liberamente il risultato dovrebbe essere scontato anche se comincio però a pensare che molti voteranno Trump solo perché non ne possono più della sfacciata partigianeria dei media. Senza dimenticare gli interessi di quegli enormi gruppi finanziari che - dopo aver lautamente finanziato Biden con somme enormi - brinderanno alla certa sconfitta di Donald e di quei quattro fascisti idioti, grassi ed antipatici che ancora gli vanno dietro.

 

COVID CINESE

Si potrebbe avere notizie della attuale diffusione del Covid in Cina? Visto che è nato lì ed ha felicemente convissuto per mesi con quella popolazione senza che le autorità cinesi lo dicessero al mondo, come va adesso la diffusione dell’epidemia nella “casa madre”? Chissà se è arrivata una seconda ondata, quali precauzioni sono in vigore, quali siano le novità

Sottolineato che la Cina sarà quest’anno l’unico paese al mondo con un aumento del PIL - visto che esporta dai monopattini ecologici ai prodotti sanitari - sarebbe interessante saperlo, ma non si sa. Morti, contagiati, nuovi casi? Silenzio, né l’ OMS lo chiede a Pechino. Lineare esempio di libertà e coscienza democratica.  Stessi silenzi se qualcuno chiede cose precise risposte al nostro fantomatico “Comitato scientifico “: se perfino il viceministro della salute chiede e viene zittito c’è poco da aggiungere: emergenza sì, trasparenza zero.

 

GENTE DI LAGO: SECONDO VOLUME

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali che con quest’opera hanno voluto riprendere il successo di “NELLE RETI DEL TEMPO”, una raccolta di foto e testi storici uscita oltre 10 anni fa ed oggi introvabile.

GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

 

UN SALUTO A TUTTI                                                           marco zacchera


IL PUNTO n. 784 del  2 OTTOBRE  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: IL MULINO DELLE BALLE – AMORALI SCELTE  BANCARIE - JOE E DONALD: CHE SQUALLORE !

 

IL MULINO DELLE BALLE

Il ministro del turismo Dario Franceschini è certo “Il turismo italiano tornerà più forte di prima”. Anche il Ministro dell’economia era super-certo “Nel terzo trimestre di quest’anno avremo un rimbalzo a due cifre dell’economia italiana.“ Siamo ad ottobre, trimestre finito, rimbalzo non arrivato. Super-sicuro ovviamente il narciso Conte: “Il Covid può essere una grande opportunità”. Intanto è decisamente fantasiosa la annunciata manovra economica “Quest’anno calo del 9% del PIL, ma l’anno prossimo – vedrete - rimbalzo del + 6%”. Di aumento certo c’è intanto solo il prezzo dell’energia elettrica ( + 15%) e del gas, ma – ci dicono – “Erano diminuiti prima”.

I soldi forse li passerà l’Europa (si spera) quindi – mentre nei ministeri tutti corrono ad accaparrarseli e Conte annuncia l’ennesima task force di “tecnici” si vara una “duplice manovra espansiva” (??!!),  ma in deficit (ovvero si spendono prendendoli a credito i soldi altrui): in pochi mesi il debito pubblico italiano salirà così di un ulteriore 10% del PIL, oltre al 20% già accumulato in sei mesi, ovvero al 160%

“Ma – assicura Gualtieri – in 10 anni tornerà di nuovo al 130% ” Beata speranza, ma intanto si continua nell’infinita serie di slogan e di balle che ci raccontano, tanto che  sfugge ai più il senso stesso delle parole e la dimensione reale dei numeri, che sono catastrofici.

Ogni giorno cresce il mulino delle chiacchiere e dove le “non notizie” diventano notizie, le promesse e gli auspici – sempre positivi – danno i titoli alle prime pagine.  Il trucco è collaudato: solita intervista precotta in copertina o in TV ai vari geni, “si deve, si deve, faremo”, poi nel concreto passano i mesi, la polvere si deposita e non se ne esce.

Eppure ogni sera interviste, para-notizie, TG rassicuranti, sorrisi di circostanza, assicurazioni scontate: è una droga che è diventata così rimbombante che non ce ne accorgiamo più.

Per il turismo, per esempio, servirebbe qualche idea originale tipo non far pagare le autostrade ai turisti stranieri, ma sono due anni che si discute con Autostrade e non si capisce neppure se la concessione sarà revocata o meno. La “manovra espansiva di agosto” non ha lasciato tracce, i livelli occupazionali tengono solo perché i licenziamenti sono vietati, tanti “bonus” annunciati non sono mai stati applicati, sembra che il 40% delle imprese siano in difficoltà e intanto le tasse si pagano.

Poi – localmente, come nel paese – pullulano le sciocchezze, le assurdità, i controsensi. Tuttora contingentato l’afflusso nelle chiese e chiusi gli stadi per le partite dei dilettanti, ma aperti per le “amichevoli”. Precauzioni nelle scuole e discussioni infinite per mesi su banchi (sono state intanto insabbiate le inchieste sulle forniture di banchi e mascherine) e poi sulle distanze, la temperatura i tamponi. Chiacchiere, tanto poi fuori le scuole la “movida” imperversa con locali strapieni, giovani clienti senza mascherina e tavolate con gente assiepata: il Covid ringrazia.

 

AMORALITA’ BANCARIA NEL DISINTERESSE DELLA POLITICA

Lo ripeto spesso, ma insisto: quando ci sono di mezzo i grandi numeri spesso ci sfuggono le dimensioni del problema. Nella situazione drammatica in cui si ritrova l’economia italiana pochi ricordano che – a parte i contributi fino a 25.000 euro – relativamente poche aziende sono state poi effettivamente in grado di accedere ai contributi maggiori che sono stati soprattutto indirizzati ad alcuni grandi gruppi.

Con trattativa riservata (e a tassi sconosciuti) per esempio Intesa Sanpaolo ha prestato 6 miliardi di dollari alla FCA (l’ex Fiat). Ma cosa rappresentano 6 miliardi? Immaginate in alternativa  un contributo di 50.000 euro ad ogni impresa che si fosse impegnata ad assumere stabilmente una persona in più: anziché finanziare un unico gruppo si sarebbero potute aiutare 120.000 (centoventimila!) aziende concretizzando 120.000 posti di lavoro in più (ovvero ben di più di qualsivoglia reddito di cittadinanza…)  ma si è preferito varare in pochi giorni una sola operazione ad un unico gruppo.

Qui mi chiedo dove sia la logica della strategia del governo, ma tutto tace e nessuno sembra esserne interessato.

Tra l’altro con lo stesso criterio aver buttato via un ennesimo contributo ad Alitalia di 3 miliardi significa – con gli stessi parametri – aver rinunciato ad altri  60.000 nuovi posti di lavoro, ovvero moltissimi di più di quelli che lavorano oggi per la “fu” Compagnia di bandiera. 

Ma il dramma non è solo per le imprese, ma  per milioni di famiglie che stanno cadendo nelle grinfie dell’usura perché L’AUTORITA’ POLITICA  HA BLOCCATO LE RATE SU ALCUNI MUTUI, MA NON E’ INTERVENUTA  IN QUESTI MESI A BLOCCARE I FINANZIAMENTI, I “PRESTITO FACILE E I TASSI DELLE “FINANZIARIE ASSASSINE” ,” che  pullulano nel nostro paese con spesso alle spalle mafie e camorra che riciclano così capitali sporchi.

Signori della politica, di tutti i partiti: perché questo disinteresse, questo silenzio? Sapete quante famiglie hanno ricevuto la “buona notizia” che in tempo di Covid potevano uscire dai loro finanziamenti ed usare la carta di credito con un maggior “fido”? In milioni ne hanno approfittato, ma pochi hanno letto i tassi simil-usura che poi vengono applicati, così come ogni ritardo nei pagamenti nei prestiti (e milioni di persone negli ultimi otto mesi non hanno potuto pagare i loro debiti) hanno generato altri costi di finanziamento e penali enormi. Nessuno vede e nessuno ne parla. eppure questa realtà sommersa sfascia le famiglie, stressa, logora e angoscia milioni di persone, ed è diventata una vera piaga sociale. E’ “morale” questo sistema finanziario e bancario ? E perché non se ne parla e - soprattutto – perché non si interviene: è "morale" una politica che non se ne cura? 

 

TRUMP E BIDEN: CHE SQUALLORE !

Ho visto ampie parti del primo dibattito tra i due candidati alla Casa Bianca e pensare che il mondo sarà affidato ad uno dei due contendenti mi preoccupa. Capisco perché la Cina sarà sempre di più ai vertici del mondo: se l’Europa è a pezzi non è che questa America sia destinata ad andare molto meglio. Intanto, lo ammetto, ho fatto il furbo.

Nel senso che da diversi mesi mi sono inserito nella mail list dei (presunti) supporter.

di Donald Trump chiedendo di ricevere notizie sulla sua campagna elettorale. Immediatamente dopo “l’iscrizione” – ben specificando che non sono cittadino americano ma italiano e quindi non potrei comunque votarlo -  ho cominciato comunque a ricevere prima saltuariamente e poi sempre più spesso innumerevoli comunicazioni dai Trumpiani e non solo a firma autografa (digitale) del presidente ma anche di sua moglie,  sua figlia, del vice presidente Pence e rispettivi comitati e famiglie.

Con linguaggio famigliare Trump ostenta verso di me una amicizia profonda, tipo che praticamente abbiamo fatto le scuole elementari  insieme, ma sostanzialmente in ogni mail mi chiede soldi.

Dove sta l’aver fatto il “furbo” ? Che la stessa iscrizione l’ho fatta anche  per la campagna di Biden – non appena confermata la sua nomination – iscrivendomi come suo potenziale “supporter italiano”. Ci credereste? Da un mese mi stanno arrivando altrettante mail  ma anche i democratici sono sempre e soltanto alla disperata ricerca di soldi. Adesso Joe  e Kamala (la sua vice) mi scrivono ogni sera e con loro la Clinton e Obama, anche per loro sono uno di famiglia !

Biden mi dice che devo “dare l’anima” per gli USA e se clicchi il bottone del “si” (ovvero che a dare l’anima ci stai),  esce la richiesta di 500 dollari, con  opzioni a scendere ma - sotto i 50 dollari – esce un disperato “allora fai quello che puoi”.

Anime a prezzi di saldo, insomma,  ma nessuna reciproca proposta politica o  punti programmatici,  una discussione o proposta seria sulle cose da fare, sui programmi o sugli obiettivi raggiunti. Oltre alla  richiesta diretta ( “ Marco, ho bisogno di te! (Trump)”,  oppure  “E’ un tuo dovere aiutarmi, se sei un vero democratico!” (Biden) ) ci sono le offerte in promozione di gadget, cartelli da giardino, trombette, mascherine (che vanno alla grande) adesivi per auto, cappellini, bandiere americane. Tutto ha un prezzo, uno sconto, un supersconto se compri in un “giorno fortunato”  perchè “Oggi i cartelli costano la metà”. Se non compri e non paghi il computer che ti sta dietro prima di esalta, poi ti umilia, comunque ti incita: “ Il presidente sa che ad oggi questo mese non hai ancora versato nulla: fallo ora e comunque prima delle 23.59  di stasera o uscirai di scena”.

Puntualmente  - però - il giorno dopo la tua casella email è nuovamente coperta di messaggi analoghi per una scomunica che non arriva mai.

In compenso ci sono le offerte: “ Versa 50 dollari e da dovunque tu sia ti portiamo (viaggio, vitto e alloggio, tutto pagato!)  alla prossima serata di gala a Los Angeles”.

In realtà ben pochi contribuenti con 50 dollari – lo si capisce solo  leggendo meglio – saranno invitati, solo i vincitori di una lotteria con i posti riservati, ma più giochi (e paghi)  più hai possibilità di vincere. Con  500 dollari ti becchi comunque anche la foto autografa con dedica personalizzata, mentre non si accenna più alle strette  di mano (con il virus, come si fa?) con relativa foto a testimonianza del tuo storico incontro.

Milioni di piccoli contributi a pioggia, a seguire  gli assegni più sostanziosi delle associazioni, club, lobby, categorie, circoli, tutti rigorosamente dichiarati (o almeno si

spera) mentre la corsa si fa man mano frenetica “ Il “Joe che dorme” (così lo chiama Trump)  sta spendendo 65 milioni di dollari in una settimana, dobbiamo fare di più!” incita il presidente. Soldi, soldi, soldi: a contare sembrano soltanto quelli.

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                  MARCO ZACCHERA  


IL PUNTO

n. 783 del  25 settembre  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: SI RIPARTE DA UN NO - DIFENDO LA APPENDINO  - CHIUDETE ALITALIA! – VERGOGNA SUAREZ

 

I NO AL REFERENDUM E LA VITTORIA MANCATA

Diversi milioni di italiani hanno - come me – votato NO al referendum e continuo  a credere che abbiano avuto ragione, ma soprattutto che almeno abbiano “pensato” senza abbandonarsi a una demagogia che un mese fa vedeva i SI oltre il 90%.  Una riflessione utile su una causa persa che sottolinea come ci siano ancora degli italiani che si interrogano (oltre ai tanti  che – se con convinzione ragionata  - hanno votato SI) sul degrado della nostra politica.  

Tra l’altro un quarto degli elettori di centro-destra pare abbia votato NO a dispetto delle indicazioni dei loro leader che oggi corrono dietro al vincitore referendario (il M5S) sostenendo “Ci sono anch’io” senza accorgersi che hanno perso una occasione storica per mettere Conte spalle al muro.

Lo stesso sta avvenendo per le regionali: come in Emilia a gennaio, ora in Toscana e in Puglia la vittoria sfiorata diventa una sconfitta perché quando sembra che finalmente si supererà l’asticella, alla fine – almeno nelle sue roccaforti – il PD e il suo “giro” vincono sempre.

Radicamento, clientele, capacità di mobilitazione: alla sinistra va riconosciuto di saper far politica meglio gli avversari, troppo legati alla superficialità, all’ improvvisazione, alla scelta di candidati poco apprezzati dalla base (o illogici: Firenze è metà della Toscana, se non metti un candidato fiorentino difficile vincere, mentre in Puglia era logico riproporre ancora vecchi candidati?…). Resta il fatto che ora Conte non se ne andrà, Zingaretti incasserà le cedole di posti e di potere e avrà più forza di prima anche verso i 5Stelle. E’ vero che 15 regioni in Italia su 20 sono ora con l’opposizione, ma la spallata non c’è stata e la "percezione" è stata di una vittoria a sinistra..

E adesso? Logorata Forza Italia, nella Lega Salvini ha perso appeal (Zaia incombe), la Meloni ha vinto nelle Marche e quasi triplicato i suoi voti sul recente passato, ma non sfonda al sud e quei voti in buona parte li ha sottratti agli alleati e quindi il saldo complessivo non cambia. Certamente il presidente Mattarella dovrebbe chiedersi – ma non lo farà – quale legittimità abbia ora un Parlamento “incostituzionale” e dove il partito di maggioranza relativa è sceso in due anni dal 24,26%  al 2,39% (in Veneto) dal 30,13 al 7,78 (Liguria) dal 24,68 al 7,02 (Toscana), dal 35,55 al 7,12 (Marche), dal 45,5 al 9,99 (Campania) e dal 44,9 al 9,85 (Puglia) e con la legge elettorale odierna avrebbe UN QUINTO dei deputati.

Parlamento sicuramente delegittimato, quindi,  ma – non ci avevano pensato quelli del SI ? -  non è ora comunque possibile scioglierlo prima di una nuova legge elettorale e nuovi collegi, quindi… “campa cavallo”.

Su cosa dovrebbe fare il centro-destra in futuro avremo modo di riparlarne a lungo a partire dalla prossima settimana, cominci intanto i leader a pensare, per esempio, a come non perdere le prossime elezioni a Roma, Milano, Torino… Magari non aspettando mesi ad individuare i candidati a sindaco e soprattutto scegliendoli bene e non a tavolino.

 

DIFENDO LA APPENDINO

La sindaco di Torino Chiara Appendino (M5S), è stata condannata a 6 mesi e per la “Legge Severino”  quindi non potrà ricandidarsi, ma è una follia che una legge demagogica come questa continui ad imperversare.

Nel caso della Appendino la condanna viene per una errata annotazione (tecnicamente molto opinabile) di una voce interna al bilancio del comune di cui molto verosimilmente la sindaco non sapeva nulla e su cui comunque non poteva fare nulla, visto che il bilancio comunale di Torino non lo scrive certamente il sindaco. Una questione interpretativa di lana caprina che si ritorce per una volta contro un’esponente del partito che volle demagogicamente quella legge (che ha “ucciso” politicamente anche Berlusconi) ma che nel caso di specie è assurda e non sta in piedi.

Credo che ogni persona di buon senso debba assolutamente difendere per questo episodio la sindaco Appendino e chiedere un cambiamento di questa legge palesemente ingiusta.

 

CHIUDETE ALITALIA, PLEASE!

E' ufficiale: dal 1 ottobre Alitalia" non volerà più da Malpensa. Quell’ aeroporto che era stato ricostruito e potenziato nel 2000 proprio come "hub" della “fu” Compagnia di bandiera per risollevare le sorti  della stessa Alitalia, semplicemente sparisce. 

Motivazione? "La rotta su Roma era in perdita" e quindi si chiude anche quella: così sarà perfino impossibile andare a Fiumicino per prendere eventualmente altri voli della stessa compagnia.

Ovvio, visto che da Malpensa Alitalia aveva progressivamente tagliato tutte le altre rotte e quindi era difficile pensare che arrivassero e partissero suoi passeggeri.

Un ragionamento comunque economicamente  lucido, ma visto allora  che TUTTE le rotte di Alitalia nel mondo sono in perdita, con questa logica andrebbero chiuse TUTTE le rotte e quindi – finalmente - l’ Alitalia stessa.

Eppure davanti a questa boiata  il governo Conte ha stanziato recentemente altri 3 MILIARDI (miliardi, non milioni!) di euro pro Alitalia, dopo tutti gli altri soldi già buttati via negli anni. Festeggiano ovviamente le altre compagnie europee che - almeno prima del Covid – grazie all’ assenza di Alitalia riempivano da Milano i loro voli per Parigi, Francoforte, Monaco e Zurigo e da lì volavano nel mondo. Esempi incredibili, come il volo Milano-Dubai (che Alitalia cancellò perché in perdita!) mentre  Emirates - prima del Covid - da tempo aveva portato a tre i suoi voli quotidiani da Malpensa.

Ma perché sprecare continuamente questi contributi in un pozzo nero che oltretutto si è dimostrato non tenere minimamente in considerazione le necessità dell’utenza, soprattutto di quella del Nord Italia? Alitalia vola vuota perché la concorrenza offre di meglio e a prezzi più bassi, con una riflessione finale: se questo carrozzone è ora rimasto solo "romano" perché allora devono pagarlo tutti, compresi quelli che gli aerei Alitalia non li può più nemmeno usare?  Ma possibile che non ci sia nessuno che abbia la possibilità, il coraggio, la sensibilità di sollevare il coperchio su questa fognatura inaudita di cui nessuno porta mai una qualche minima  responsabilità? 

 

PS La dimensione dei numeri a volte ci sfugge. Pensate ad una azienda cui in cambio di 1 (uno) posto di lavoro in più fossero dati 50.000 euro di contributi a fondo perduto.

Sarebbero 20 posti per un milione, 20.000 per un miliardo, 60.000 per 3 miliardi.   Per difendere Alitalia - comunque  in continua perdita - il governo ha insomma rinunciato, teoricamente, ad aiutare 60.000 imprese con la creazione di 60.000 nuovi posti di lavoro.

 

CITTADINANZA: LA VERGOGNA  SUAREZ

Penso alle tante persone che ho conosciuto nella mia vita che per anni hanno atteso o da anni attendono invano il riconoscimento della loro cittadinanza italiana: anni di attesa, di rinvii, di code agli sportelli, di documenti a volte introvabili da reperire nel mondo.

Dieci anni il tempo medio di attesa in Brasile, anche di più in altre parti del Sudamerica.

Poi arriva un calciatore uruguaiano, tale Luis Suárez , che alla Juventus serve diventi “italiano” per questioni di ingaggio e  tutto si risolve in pochi giorni. Il calciatore uruguagio, arrivato con un volo privato, è stato accolto per fare l’esame di italiano addirittura dalla Rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia, prof.ssa Giuliana Grego Bolli, dal direttore, dr. Simone Olivieri, e dalla direttrice del centro, prof.ssa Stefania Spina. A esaminarlo sono stati i docenti Lorenzo Rocca e Danilo Rini. L’esame ha riguardato la valutazione delle quattro abilità linguistiche: produzione orale e scritta, comprensione orale e scritta. Ovviamente promosso. Secondo l’inchiesta della Guardia di finanza e della Procura di Perugia, la cittadinanza italiana di Luis Suarez,  è stata però ottenuta con la truffa (come peraltro tutti sapevano, perché il Suarez parla solo approssimativamente un italiano maccheronico e per lui Dante dev’essere quello dell’olio…). Le intercettazioni provano la degradante figuraccia di una Università che si spacciava  per seria. Che schifo!  E se questi sono gli “irreprensibili” professori di Perugia, se alle spalle dell’affare c’è pure la Juventus, che diranno la FIGC, la Lega, il Ministro dello Sport e dell’Università?

Italiani del mondo, voi intanto continuate ad aspettare e a fare la coda…

 

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI               MARCO ZACCHERA






 IL PUNTO n. 782 del  18 settembre  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: OLTRE IL NO, SERVE LA PROPOSTA – LE SUPERBALLE DI CONTE – RICORDIAMO DON ROBERTO – PACE IN MEDIO ORIENTE - COMMERCIALISTI SENZA SPINA DORSALE!

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OLTRE IL NO, LA PROPOSTA

Anche se domenica vincessero i SI al referendum, i NO che all’inizio sembravano numericamente trascurabili stanno crescendo come un fiume in piena raccogliendo consensi in ogni settore politico. IO VOTERO' CONVINTAMENTE "NO"  perché non ci vuole molto a capire che i risparmi dal “taglio” dei parlamentari sono minimi (96 centesimi l’anno per ogni italiano!), i rischi per la democrazia molti e che soprattutto la Costituzione non si cambia “a spot” ma in modo ragionato e complessivo.

Siccome - però - in Italia conta soprattutto la demagogia, ecco i vari Di Maio che spuntano da ogni angolo dei teleschermi alla faccia della “par condicio” (Garante, dove sei ??) a sparlare facilmente (e giustamente)  di quella “Casta” di cui però proprio loro sono esempio visibile. Falliti paparaquà  che – da Di Maio all’Azzolina - senza arte né parte ma solo grazie proprio alla demagogia sono saliti nell’empireo del potere e lì vogliono restare.

Competenze? Capacità? Linee strategiche? Ma per favore…

MA NON BASTA VOTARE NO e lo sottolineo soprattutto a quel centro-destra dove la “base” ha dimostrato di vederci più lungo dei leader (che infatti hanno trasformato il loro iniziale SI in un NI, fiutando l’umore della gente) comprendendo che la vittoria del NO sarebbe anche l’unica decisiva spallata per la cacciata – finalmente - di Conte e Zingaretti.

Ma soprattutto è ora (anzi, siamo già in ritardo di anni) che finalmente a Destra si abbia il coraggio di studiare e discutere una proposta per riscrivere “tutta” la Costituzione  indirizzandola per avere un’Italia presidenzialista e rappresentativa.

Un’Italia delle responsabilità, delle elezioni dirette, dove chi viene eletto debba quindi personalmente rispondere e non sempre “delegare”. Un’Italia dove appare superato il concetto di essere “Una repubblica fondata sul lavoro” visto che lavorano circa solo il 34% degli italiani e gli altri no, a vario titolo e per vari motivi.

Vorrei un’Italia dove la Giustizia sia apolitica per legge e soprattutto per forma mentale e quindi garante per tutti, dove i Giudici facciano il loro mestiere e non entrino (o rientrino) in politica. Separazione delle carriere e dei poteri con un Presidente finalmente eletto dal popolo che possa governare con autorevolezza e poi essere democraticamente valutato. Per questo, comunque vada il referendum, chiedo a tanti ex colleghi, ai giuristi e agli elettori, alla gente vicina alla mia storica area politica che insieme abbiano la forza di chiedere questa riflessione, questo impegno, questo punto programmatico, questo “Manifesto” di chi vuole rinnovare veramente e nel profondo il nostro Paese.

 

CONTE: BALLE , BALLE, BALLE IN QUANTITA'

In democrazia ognuno è libero di dire e scrivere quello che vuole ma se un tizio  - sia pure per caso - fa “pro tempore” il mestiere di Presidente del Consiglio quando scrive dovrebbe avere un minimo di senso di responsabilità.

Se Conte scrive ai Presidenti delle Camere che il suo piano in Europa vuole portare ad un diverso sistema fiscale capace di permettere la crescita economica, la sostenibilità ambientale e con "criteri stringenti"  vuole (dopo anni e anni di stagnazione e diminuzione) addirittura " Il raddoppio del PIL", migliorare del  + 10% il tasso di occupazione, digitalizzazione e investimenti per la "rivoluzione verde" i casi sono due: o è un pazzo da rinchiudere in manicomio per manifesta incapacità di intendere e volere  o è più semplicemente un grande, inesorabile "ballista". Conte è uno sbruffone, narciso e anche personaggio pericoloso perché a lui è stata affidata una nazione (la nostra)  e il "ballista" non si rende conto che tra il dire è il fare c'è soprattutto il suo lungo, lunghissimo naso alla Pinocchio. Ma basta, per favore, con queste sciocchezze a cui non crede nessuno, neanche la sua corte e - temo – soprattutto l’Europa !

 

ONORIAMO DON ROBERTO, PRETE SUBITO DIMENTICATO

Don Roberto Malgesini, 'prete degli ultimi', 51 anni, è stato ucciso tre giorni fa in centro a Como. A sferrare le coltellate mortali un tunisino di 53 anni con vari decreti di espulsione alle spalle fin dal 2015, mai eseguiti. Don Malgesini era conosciuto in città per il suo impegno a favore dei migranti.

Mi fermo qui, non voglio strumentalizzare nulla e nessuno, ma solo ricordare un prete coraggioso sottolineando però che in poche ore la sua morte è stata subito dimenticata dai media. Un centesimo dello spazio in cronaca rispetto ad altri omicidi “morbosi” della settimana, quelli che “fanno notizia” e finiscono regolarmente con la TV ai funerali e la gente che applaude (non ho mai capito perché), tipo  quello che uccide la sorella in moto perché lei non voleva più stare con un lui, ma con un “lui-lei” e avanti così, o il povero e coraggioso Willy che a Colleferro ha addirittura mobilitato Conte-show per i suoi funerali.

La morte di Don Roberto invece è stata sostanzialmente “negata” dai media perché dava imbarazzo e fastidio, usciva dagli schemi, obbligando a ripensare sul concetto ridondante che “nero è bello” ma che purtroppo non sempre “nero è buono”. Mi fermo qui perché avete capito. Onoriamo però  e non dimentichiamo Don Roberto, esempio concreto di carità ed aiuto per tante persone, di tutti i colori.

 

TRUMP E ISRAELE. PACE IN MEDIO ORIENTE

Obama era buono, Trump è cattivo. Il primo era stato quindi santificato addirittura prima di prestare giuramento come presidente USA con il Nobel per la Pace, chissà perché.  (Pardon, il perchè si sa benissimo, lo si assegna solo a progressisti, sinistri-ecologisti ecc.ecc.) 

Definito una “speranza del mondo”Obama inaugurò  il suo mandato bombardando la Siria e non ha risolto alcun conflitto mondiale, anzi,  ha diffuso la cancrena terroristica dando conseguente spazio all’ISIS che ha così organizzato abbondanti mattanze inter-etniche.

Poi arriva Trump, il “cattivo”, ed ecco che l’ISIS è sconfitta ed Israele fa la pace – grazie alla sua mediazione -  con gli Emirati Arabi e il Bahrein riaprendo voli e frontiere. 

Chissà chi mai lo noterà…

 

COMMERCIALISTI SENZA SPINA DORSALE

Da 40 anni sono iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Verbania ed assisto impotente al progressivo degrado di autorevolezza e credibilità della nostra categoria.

Ultimo episodio l'annunciato sciopero contro il Governo per le sue follie fiscali estive, revocato però all'ultimo momento in cambio della promessa (!) di un incontro per un rinvio ad ottobre (a pagamento) di alcune scadenze fiscali.

Un atteggiamento supino, pauroso, remissivo da parte del nostro Ordine nazionale che non fa bene alla categoria, demolisce la nostra credibilità professionale e porta tanti iscritti a chiedersi perché mai si debba essere così remissivi davanti ad un Governo che si è dimostrato – soprattutto in campo fiscale - incompetente e confuso, contraddittorio e iper-complicato. L’autorevolezza professionale nasce dalla autonomia verso tutte le parti politiche, fare gli zerbini non porta mai bene a nessuno, soprattutto ai contribuenti che dovremmo aiutare e rappresentare.

Evidentemente certi vertici romani non capiscono che il nostro Ordine sarebbe più credibile e forte se innanzitutto fosse capace di sbattere in faccia a tutti le contraddizioni ministeriali firmate da questi ignoranti caporali e bibitari che vivono alla giornata, temporaneamente inquilini a Palazzo Chigi e dintorni.

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                             MARCO ZACCHERA 




IL PUNTO n. 781 del  11 settembre  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: PER IL NO REFERENDARIO - CHI E’ STANCO E CHI HA STANCATO - SOCCORSI AD EMILIANO – LO ZINGARO - CRISI DI IDENTITA’  - IN VIDEO SU RAI UNO

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SI ALLARGA A DESTRA IL FRONTE DEL NO

Anche se i leader dei partiti di centro-destra non sembrano scegliere ufficialmente questa linea, è indubbio che moltissimi elettori e dirigenti che si ritrovano in questa area politica  voteranno NO al referendum del 20-21 settembre, un dato in continua crescita.

La scorsa settimana, quasi casualmente, è nata tra le altre una chat del gruppo “Siamo di centrodestra e liberi di votare NO” che si è ingrossata come un fiume in piena raccogliendo le firme di centinaia di esponenti, dirigenti, parlamentari di ieri e di oggi che gravitano in questo mondo politico, tutti schierati per il NO.

Ne sono stato uno dei primi animatori perché credo davvero che questa scelta elettorale sia quella giusta. Per chi vuole discuterne, sottoscrivere l’appello, diffonderlo e saperne di più entra su

  http://chng.it/ngcj7TjdXB 

Certo che, soprattutto dopo il SI - pur tentennante - del PD (che pur per 3 volte aveva votato in aula contro questo stesso testo, potere della coerenza!), il referendum sta diventando ora anche un voto pro o contro il M5S e l’alleanza giallorossa di governo, già in difficoltà in concomitanza con le elezioni regionali.

Quale miglior scelta per cercare di far cadere il governo che una sconfitta referendaria o almeno un risultato che sottolinei come la gente - votando NO - chieda che si smetta con una politica fatta solo di slogan e demagogia? Come ho già sottolineato nelle scorse settimane il "taglio" è di meno un euro l'anno per italiano, pur venduto come chissà che riforma epocale. 

 

CHI E' STANCO E CHI HA STANCATO

Con la sua solita arroganza il premier Conte prima comunica che Mario Draghi (ipotetico suo successore) non va bene perchè "E' stanco", poi che lui è per altri sette anni di un "Mattarella-bis" al Quirinale ed infine - parlando con calma, intervistato senza pressione dei media - se la prende con i "negazionisti" sostenendo che in Italia ci siano stati 135.000 morti di Covid quando sono stati (per fortuna) 100.000 di meno.

Un premier che non ha neppure un’idea di quanti siano stati effettivamente i morti di Covid in Italia dopo decine di sue apparizioni “in solitaria” alla TV la dice lunga sulla sua serietà e la sua preparazione in materia.

Questo signor Conte, già "Avvocato del popolo" e inafferrabile narciso, che annuncia in anticipo che non importa se perderà le regionali perchè tanto "il governo non è coinvolto" meriterebbe una lezione, una democraticissima lezione di stile, di umiltà, di modestia. Chissà che una buona affermazione del "NO" e una batosta elettorale alla sua coalizione tra due settimane non gli serva per stare un pò zitto e  magari farsi (finalmente) da parte. Personalmente, mi ha proprio stancato.

 

EMILIANO CERCA SOCCORSI

Domenica prossima (20 e 21 settembre) si voterà anche in 7 regioni e - a parte la Valle d'Aosta - oggi 4 regioni sono in mano ai partiti di governo e solo 2 all'opposizione. Si il centro-destra vincesse 4-2 rivoltando il risultato sarebbe un grande risultato e ancor di più se finisse addirittura 5 a 1 perchè significherebbe che anche la Toscana, storico fortino post-comunista, avrebbe votato a destra. "Firmo" per il 4 a 2 che ha nel successo in Puglia la sua chiave di volta ma intanto, alla disperata ricerca di consensi e con i sondaggi che scricchiolano, il candidato PD alla presidenza della Regione Puglia, l’uscente PD Michele Emiliano, schiera un esercito di 700 candidati e il record di ben 15 liste di appoggio.

C’è da scegliere, nell’ordine, tra il “Partito Animalista”, il “Partito del Sud”, la lista “Sud indipendente”, la “Democrazia Cristiana” (!), la “Sinistra Alternativa” e poi le liste “Emiliano sindaco di Puglia”,  “Con Emiliano”, “Senso civico”, il PD “ufficiale”, “Italia in Comune”, “Popolari con Emiliano”, “Puglia Solidare e Puglia Verde”, “Pensionati ed invalidi”, “ I liberali” e infine il partito “ Pensiero ed Azione”. 

Il “Partito Repubblicano” non ha presentato liste, ma annuncia – bontà sua - che appoggerà Emiliano dall’esterno.  Auguri !

 

LO ZINGARO

Va bene farsi prendere in giro, ma il troppo è troppo.

In Italia non paga mai nessuno e quindi nessuno ai vertici del Ministero della Giustizia  si è preso la responsabilità dell’ennesima beffa allo Stato di “Johnny lo Zingaro”, pluriomicida ergastolano in permesso premio che è sparito nel nulla.

Da sottolineare che per lo Zingaro si tratta della sua seconda evasione dopo la condanna all’ergastolo vista quella avvenuta – sempre con l'ergastolano in permesso-premio - il 30 giugno 2017 quando era (o doveva essere) detenuto nel carcere di Fossano.

Eppure lo Zingaro è un criminale decisamente pericoloso: omicida, sequestratore di persona, catturato dopo un conflitto a fuoco con la polizia.

Che un ergastolano abbia dei permessi premio è già cosa da discutere, ma se li ottiene ed evade dovrebbe perdere il diritto di averne di nuovi e invece – appena tre anni dopo l'ultima evasione! -  "Johnny lo Zingaro" non solo ne ha avuti di nuovi, ma è nuovamente sparito: errare è umano, perseverare – da parte della Giustizia italiana – sembra diabolico!

D'altronde è la Giustizia italiana ad andare alla rovescia: a 6 mesi dall'inizio della pandemia del Covid più della metà dei mafiosi e criminali scarcerati "per motivi di salute" sono ancora in libertà e non sono rientrati in carcere, anche se fisicamente stanno benissimo.

A pagare, insomma, sono sempre e solo le vittime.

  

CRISI DI IDENTITA’

Sarà una sciocchezza, ma che conferma la poca praticità della nostra burocrazia. Non so se molti lettori abbiano già acquisito la nuova carta d’identità elettronica plastificata che sostituisce quella cartacea. A differenza di ogni altra parte d’Europa quella italiana ha un formato “mini”, così “mini” da risultare praticamente  illeggibile. Si sono persi anni in ricorsi e processi per l’assegnamento della fornitura e il prodotto che ne è uscito è assolutamente poco pratico, tentare di vedere per credere.

 

 

IN VIDEO SU RAI UNO

 

SABATO 12 SETTEMBRE, ALLE ORE 14 SU RAI UNO, andrà in onda la trasmissione “ LINEA BLU – LAGO MAGGIORE” una intera trasmissione dedicata ad una panoramica sul nostro lago. Non so ovviamente come sia stata montata la puntata di questo noto appuntamento televisivo settimanale, ma dovrebbe essere trasmessa anche una mia intervista sulle problematiche del lago e della pesca: per chi vuole, buona visione!.

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                             MARCO ZACCHERA


IL PUNTO n. 780 del 3 settembre    2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: - REFERENDUM, SEMPRE PIU’ NO – CONTE E GLI SBARCHI – LA COLPA E’ SEMPRE DI TRUMP – PHILIPPE DAVERIO

 

REFERENDUM: SI ALLARGA IL FRONTE DEL NO

La scora settimana avevo cercato di spiegare le mie ragioni per il NO al referendum del 21 settembre e – ferma restando l’assoluta legittimità e libertà di pensarla diversamente -  credo servano alcuni approfondimenti.

Cominciamo con il presunto “risparmio”. La fonte più seria per calcolarlo a seguito del probabile taglio dei parlamentari sono gli uffici studi “neutrali” di Camera e Senato che stimano il risparmio conseguente in 57 milioni di euro l’anno pari al 5.5% del bilancio delle Camere. Più o meno (tanto per fare un paragone) una somma  pari all’ingaggio annuo del giocatore del Barcellona, Lionel Messi. Dati confermati da Carlo Cottarelli, siamo ad un presunto risparmio dello 0,007% della spesa pubblica ovvero 7 (sette) euro ogni 100.000 (centomila) spesi.

Funzionerebbe meglio il parlamento dopo la cura dimagrante? Difficile dirlo,  visto che  Camera e Senato dovranno continuare a fare le stesse cose come oggi, in un eterno doppione con l’aggravante che i lavori saranno ancora più lenti perché teoricamente ci saranno meno persone ad occuparsi di tutto.

Una volta di più il problema vero, però, non sono (solo) i soldi, ma la qualità dei parlamentari, il metodo di scelta – ovvero il sistema elettorale – con la necessità di rappresentare le diverse idee politiche e i diversi territori della Repubblica.

Una scelta-simbolo, allora, ma trasformata soprattutto in chiacchiere demagogiche di facciata e non di sostanza visto che solo l’acquisto dei nuovi banchi per le scuole previsti dalla ministro Azzolina prevedono una spesa di 331 milioni di euro, ovvero molto di più dei vantaggi economici per il taglio dei parlamentari DI UNA INTERA LEGISLATURA!

Proposta: ma perché non cominciare comunque subito a riformare i regolamenti parlamentari con un taglio delle procedure, dei tempi, dei costi interni (spropositati) che rallentano oggi il sistema legislativo? Sarebbe scelta comunque di buon senso!

Intanto prendo atto che quasi nessuno pensava di votare NO solo un mese fa e i SI marciavano al 90%, mentre oggi sempre più persone di ogni idea politica cominciano a cambiare parere e lo dicono apertamente. Rispettando ogni opinione, per favore non votate senza informarvi meglio, non fermatevi al (giustificato) mal di pancia per la “politica” perché alla fine credo vi convincerete anche voi a votare NO.

Pensate intanto a come soffre internamente il PD: per 3 volte hanno votato NO in aula alla norma, la 4° volta hanno votato SI (perché erano diventati partner delM5S) e adesso non sanno più che pesci pigliare. In cambio di un SI ufficiale (ma metà partito avvisa che non voterà così) chiedono almeno una bozza di riforma elettorale che – vedrete – verrà in qualche modo promessa, ma ovviamente non attuata, anche perché ne mancherebbe il tempo. Prezzi che si pagano per stare “comunque” al governo, mentre nel centro-destra mi chiedo perché non venga colta l’opportunità politica di esprimere un NO che sballerebbe del tutto Conte e compagnia. MA PER ARRIVARE A VOTARE NO NON SI DEVONO FARE MOLTI CALCOLI POLITICI: E’ LA  RIFORMA COSTITUZIONALE CHE NON SI REGGE, NON SERVE ED E’ DEL TUTTO DEMAGOGICA.

 

CONTE E GLI SBARCHI

Era il 3 agosto e il premier Conte tuonava “ Basta arrivi irregolari, saremo inflessibili, dobbiamo intensificare i rimpatri! Ci sono migranti che sfuggono alla sorveglianza militare. Non possiamo più permettercelo». E sempre Conte aggiungeva: “Stiamo collaborando con le autorità tunisine: dobbiamo contrastare i traffici, dobbiamo contrastare l'incremento degli utili dei gruppi criminali che alimentano questa tratta  illecita. Stiamo lavorando per evitare che questi traffici possano continuare. In questo momento di fase acuta non possiamo permetterci che la comunità nazionale corra ulteriori pericoli».

Parole sante, solo di un mese fa, MA CHE COSA E’ SUCCESSO IN QUESTO MESE? Nulla delle parole e dei buoni propositi di Conte si è avverato, anzi è avvenuto l’esatto contrario.

La ministro Lamorgese e Di Maio sono stati a Tunisi (rientrando peraltro senza fare la quarantena!) ma il risultato pratico è stato zero: il 40% degli arrivi a Lampedusa continuano ad essere cittadini tunisini e non vengono respinti. Di Maio si è fatto le vacanze ed è tornato abbronzato più nero di un migrante, la Magistratura ha bloccato l’ordinanza sanitaria di Musumeci (in 2 giorni, questa volta con un magnifico esempio di tempismo!) ma intanto Lampedusa scoppia come gli altri centri di accoglienza e tantissimi arrivano per conto proprio, senza controlli e senza sicurezza, mentre al largo le navi “umanitarie” fanno incetta di migranti tanto poi non se li curano loro.

Nei primi 8 mesi di quest’anno gli sbarchi dal “fronte sud” sono aumentati del 400% (quattrocento per cento) oltre a tutti quelli non censiti o entrati illegalmente per altre vie. Solo dal 26 al 31 agosto 2020 ci sono stati 1.690 sbarchi ufficiali contro i 397 dell’anno scorso. Questi sono i fatti, le chiacchiere lasciamole pure  fare a Conte.

 

USA: LA COLPA E’ SEMPRE DI TRUMP

E’ impossibile parlare di elezioni USA senza dare addosso a Trump e quindi i media italiani si adeguano. Dire che è colpa del presidente se la polizia ha ucciso dei neri (oltretutto sempre in città e contee governate dai democratici, e negli USA sono le città che scelgono i propri poliziotti) è assurdo, anche perché non viene spiegato che gli  afroamericani sono circa il 15% dei cittadini USA ma hanno un indice di violenza contro i poliziotti di 7 volte quello della comunità bianca. Non si possono e non si devono giustificare atti inconsulti da parte della polizia, ma magari capirne lo stato d’animo.

Piuttosto meriterebbe più attenzione la storica “apertura” dei rapporti diplomatici tra Israele e gli Emirati Arabi, così come quella di Hamas verso Gerusalemme. Spiragli di pace in Medio oriente che sono frutto della amministrazione Trump e del suo mediatore Pompeo, ma di queste cose non fa fino parlarne, tanto meno da parte dei pacifisti nostrani … 

 

RICORDO DI PHILIPPE DAVERIO

La cultura italiana ricorda con affetto Philippe Daverio, appassionato e colto storico e critico d’arte. Ai tanti ricordi ufficiali voglio aggiungerne uno personale perché, quando ero sindaco di Verbania, Philippe accettò il mio invito di diventare presidente del “Museo del Paesaggio”, storica istituzione della nostra città, colpito dal valore di quanto raccolto ed entusiasta nel voler rilanciare questa nostra realtà culturale locale.

Eletto presidente dalla maggioranza del Consiglio Comunale l’ “intellighenzia” della sinistra verbanese apertamente non poteva soffrirlo e in segno di scherno qualche imbecille – per dargli il benvenuto – gli fece perfino trovare sigillata con il vinavil la serratura degli uffici del museo. Un brutto gesto vandalico che la dice lunga sull’ intelligenza dell’autore, ovviamente rimasto ignoto. Philippe non si scompose più di tanto e - a chi gli chiedeva commenti o dichiarazioni di sdegno - rispose con l’ironia di sempre “Speriamo che domani sia bel tempo”.

 

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Grazie a chi mi invia indirizzi di amici e conoscenti per allargare l’indirizzario degli invii de IL PUNTO che, dalla prossima settimana, riprenderà il consueto ritmo settimanale.

 

 

      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                            MARCO ZACCHERA



IL PUNTO  n. 779 del  24  Agosto    2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario:  QUATTRO ANNI DOPO - REFERENDUM: PERCHE’ VOTERO’ NO - PD ALLA SALSA DI STELLE –  RICORDO DI LUIGI PENNA

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QUATTRO ANNI DOPO

Quattro anni fa l’ennesimo terremoto colpiva l'Italia centrale. Le foto prese dall'alto mostrano ancora molte delle macerie dei primi giorni e una inchiesta dell'ANSA chiarisce che – per esempio nella zona di Amatrice - "Sono in progettazione più di 120 interventi di opere pubbliche, per alcuni dei quali si stanno già avviando le procedure di gara per l'affidamento dei lavori." Ci rendiamo conto che il linguaggio burocratico sottolinea come - dopo 4 anni ! - siamo solo ai primi appalti  e solo "per alcune" delle opere, mentre tutte le altre concretamente sono ancora al punto di partenza ? Bisognerebbe parlare di questa inefficienza e magari sarebbe occasione anche per avere finalmente un rendiconto delle somme raccolte dalla protezione civile per le vittime di quel terremoto (per non parlare di quelle raccolte per il COVID), ma il “buco nero” in argomento è totale.

 

Approfondimento: PERCHE’ VOTERO’ NO AL REFERENDUM

Il 20 e 21 settembre, insieme alle elezioni regionali e amministrative parziali, si terrà un demagogico referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Demagogico perché - ovviamente - la gran parte degli italiani voterà SI tanta è l’acredine verso i loro/nostri rappresentanti, il “palazzo” e i “costi della politica” certi così di risparmiare e riformare positivamente la Costituzione..

L’esito è quindi scontato, anche perché non serve il quorum e tutto è condito dalle solite sparate grossolane di cui usa la “pancia” - anziché la testa - pensando così di prendere più voti per sé la prossima volta correndo dietro al comprensibile risentimento popolare.

Ho passato 18 anni alla Camera (eletto per cinque legislature) e permettetemi di dire che la "macchina" l'ho conosciuta bene. Vi assicuro che se invece della pancia si usasse la testa si capirebbe che conta poco ridurre il numero di deputati e senatori senza porsi piuttosto il problema di come e perché non funzioni il Parlamento e a che cosa dovrebbero servire i nostri eletti.

Aggiungo che la riduzione permetterà una assolutamente trascurabile riduzione della spesa pubblica (più o meno 2 euro l’anno per italiano !!)  perché - anche qui - non si va mai a fondo per capire quali siano i reali costi e problemi del Parlamento, ad iniziare da migliaia di dipendenti che guadagnano spesso più dei deputati.

Un risparmio ridicolo rispetto a miliardi di euro spesi dalla amministrazione pubblica per scelte dispendiose e inutili, dai nuovi banchi dell' Azzolina ai forestali siciliani.

D'altronde si riducono 300 parlamentari e contemporaneamente si assumono decine di migliaia di nuovi dipendenti pubblici senza invece – semmai – razionalizzare la spesa della pubblica amministrazione e attivare una vera ed obbligatoria mobilità interna.

Ma – soprattutto - la mia sarà una solitaria ed ideale PROTESTA perché, correndo dietro alla demagogia dei “tagli”, nessuno si pone il vero problema DELLA PREPARAZIONE E SCELTA DEGLI  ELETTI.

L’ho ripetuto tante volte: se siete un medico, un geometra, un commerciante o un barbiere per lavorare dovete aver superato un esame di abilitazione, essere iscritti a un Albo o almeno alla Camera di Commercio, mentre oggi chiunque può diventare deputato/a senza alcuna preparazione tecnico-amministrativa, nè esperienza politica o culturale. 

Se un medico è bravo gli affidate la vostra salute e lo pagate, se un medico è incapace va radiato dall’ albo. Se un parlamentare è serio e lavora con impegno e a tempo pieno non c’è nulla di male a pagarlo bene, se è un incapace sono e resteranno soldi completamente buttati via e la preparazione, l’onestà e l’impegno non hanno colore politico.

Il pentastellato ex commesso di negozio “pet shop” di Varazze che con il suo diploma di terza media è stato riconfermato un mese fa a Presidente della Commissione Affari Europei della Camera ne è la milionesima conferma. “Almeno è onesto” si dirà… E ci mancherebbe pure questo!

Il problema non è però l’onesta dei singoli, ma la loro preparazione tecnica, giuridica, legislativa che disperatamente manca nella gran parte dei casi, condizionata soprattutto da un sistema elettorale che impedisce ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti e - anche nel caso dei collegi uninominali – permette ai capataz di ogni partito di imporre tutti i candidati.

Questi sono i veri problemi e limiti del sistema parlamentare italiano che non funziona, non il numero degli eletti, ma piuttosto se e come i parlamentari sappiano e siano in grado di lavorare.

E poi perché allora ridurre solo di un terzo i componenti delle Camere? Se la logica è solo quella del  risparmio allora - altrettanto demagogicamente - perché non lasciare a casa la metà dei parlamentari o addirittura tutti: eliminando il Parlamento - alla faccia della democrazia -  il risparmio sarebbe assicurato.

Il Parlamento dovrebbe servire in democrazia a rappresentare tutte le aree e le idee del Paese: come potrà farlo un senatore eletto ogni 300.000 persone, ovvero rappresentando spesso più province?

E come potrà rappresentare le idee politiche dei "suoi" elettori se dispersi su un'area enorme?

Sarà un comodo alibi per non rappresentare nessuno, soprattutto se già ora non c'è più alcun legame tra eletto ed elettori.   

Peraltro va detto che le leggi di iniziativa parlamentare non si approvano sostanzialmente più da decenni, che il Parlamento vota solo decreti del governo regolarmente illeggibili, contorti, assurdi, che passano tutti o quasi con il voto di fiducia e quindi non si può neppure cambiarli…

Quindi – e qui proprio l’ironia non c’è più -  a che cosa serve ancora un Parlamento?

Temi importanti ma di cui non si parla perchè fa “figo” dire che il referendum sarà un voto contro la “Casta”  e – soprattutto se detta da volgari e autentici ignoranti come certi attuali parlamentari - sono frasi che insultano non solo i Padri Costituenti ma molte persone di buon senso.

Saremo in pochi a votare NO, ma avrò comunque l’intima certezza personale di votare giusto, anche perché la Costituzione (e lo abbiamo ripetuto allo sfinimento nel 2016 bocciando il referendum Renzi) non è come revisionare il motore di un’ auto dove si cambia e si butta un pezzo difettoso e l’auto riparte come o meglio di prima.

Rido comunque del poco coraggio dei partiti: un PD che votò più volte proprio contro questo  “taglio” ora è demagogicamente a favore, gli altri (come nel centro-destra)  non hanno il coraggio di dire “no” per correre dietro al populismo del M5S che su queste battaglie stupide, demagogiche e presuntuose ha costruito le sue già appassite fortune elettorali, salvo poi smentirsi periodicamente e clamorosamente - vedi le recenti decisioni della “piattaforma Rousseau” – quando gli conviene, come per il moltiplicarsi delle possibili candidature per i propri dirigenti .

Che peccato: una volta in Parlamento - per la cui libertà si sono sacrificate intere generazioni - si discutevano idee, programmi politici, ideologie…Oggi è stato ridotto a baraccone e certo le  cose non miglioreranno solo tagliando di 1/3 i parlamentari. Tra l’altro chi spera che - approvando la riforma - si vada presto a votare è un illuso o è in malafede perché (pensateci!) andranno stabiliti tutti i nuovi collegi elettorali e per Conte passeranno altri mesi, utili in attesa poi del “semestre bianco” per l’elezione del Mattarella-bis, sempre con una maggioranza di sinistra e una comoda (per lui) stampella politica.

Un governo e un leader votato da nessuno e senza maggioranza nel paese (vedrete la conferma nelle regionali a settembre) che dura una intera legislatura nell'indifferenza del Colle: ma vi sembra un metodo democratico?

Povera nostra Costituzione che viene violata sistematicamente nei fatti e nello spirito (vedi la litania del DPCM) e dove i tre poteri dello Stato si pestano i piedi a vicenda con il potere giudiziario che deborda incontrastato, quello esecutivo che comanda senza controlli e quello legislativo – l’unico nominato teoricamente dal popolo –  che si auto-suicida.

E’ davvero progressivamente  la fine di ogni logica democratica.

 

PD+ M5S =  ?

La piattaforma Rousseau ha votato a maggioranza (59%, pur con meno di 40.000 votanti) “l’alleanza organica” del M5S con il PD. Alleanza di vertice ma non di base, visto che le candidature unitarie sono poche e che la scelta contraddice una volta di più le motivazioni dei “furono” grillini D.O.C.

Alla prova dei fatti l’implosione del Movimento è evidente, come la necessità di sopravvivere per la sua classe dirigente  che doveva far crollare il sistema ed invece ne è diventata stampella. “Il potere logora chi non ce l’ha” chiosava Andreotti e con i Cinquestelle se ne è avuta l’ennesima riprova.

Ma il problema sorge anche in casa PD dove -  almeno una volta - si cercava di essere seri o almeno di salvare la faccia perché - approvando l’accordo - è evidente che non sono cambiati solo i Grillini, ma anche i Democratici e anche qui la frase di Andreotti che vale tutto pur di mantenere il potere è di straordinaria attualità.  

 

RICORDO DI LUIGI PENNA

Tra i tanti amici che ci hanno lasciato quest’estate permettetemi un ricordo per un ex avversario politico, il dott. Luigi Penna, già amministratore socialista di Verbania. Voglio ricordarlo non solo come persona per bene, ma raccontando un episodio che ormai nessuno ricorderà più, ma che forse potrà far capire ai più giovani come funzionava un consiglio comunale 30 anni fa.

Consigli comunali dove le lotte politiche, le passioni e le polemiche ideologiche tra partiti erano fortissime, ma dove contava anche la credibilità delle persone, forse un po' più preparate di adesso.

Parlo del 1987-88: in piena prima repubblica io allora ero il capogruppo del MSI-DN di Verbania e Luigi Penna (PSI) l’assessore alle finanze. Venni nominato dal Tribunale a Commissario giudiziale nella procedura di amministrazione controllata di un’azienda con oltre 100 dipendenti – la Nuova Metalvista -  che produceva montature per occhiali ed era ferma in pesanti difficoltà economiche, anche per il forzato ritiro del titolare per motivi di salute.  

Un azienda che aveva clienti e “numeri” per uscirne, ma che per ripartire aveva soprattutto bisogno di crediti immediati per circa 300.000.000 di lire.

Trovai una banca locale disponibile, ma servivano garanzie e a questo punto mi rivolsi al sindaco – il socialista ing. Francesco Imperiale, un’altra gran brava persona  - e all’assessore alle finanze che era appunto Luigi Penna.  “Se volete davvero salvare concretamente l’azienda sia il Comune a metterci la fidejussione, e ripartiamo…” Una procedura rischiosa e giuridicamente quasi “impossibile” eppure alla fine e praticamente all’unanimità il consiglio comunale – su input di Luigi Penna e “sulla parola” di un socialista e di un missino – votò la fidejussione, con tutti i consiglieri (ancora oggi non so se l’avessero capito bene...) che sostanzialmente garantivano “in proprio”.

L’azienda ripartì e - dopo l’amministrazione controllata - venne poi ceduta alla Ratti/Persol senza perdere posti di lavoro.

Così si salvavano allora le aziende: immaginiamoci se mai oggi sarebbe possibile tra burocrazia, ricorsi al TAR, vincoli di Basilea 2 ed ovviamente infinite polemiche e sciocchezze sui social…

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BUON PROSEGUIMENTO A TUTTI, COVID E GOVERNO PERMETTENDO!     MARCO ZACCHERA


IL PUNTO n. 778 del  13 agosto   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: I FURBETTI – COMPLIMENTI A CONTE ! – Riflessione: ITALIA, TRUMP E PECHINO – VCO, ARRIVANO I CANONI IDRICI

 

I FURBETTI

È inutile spendere molte parole per la conclamata pochezza dei cinque parlamentari che hanno chiesto il "bonus" Covid perché hanno dimostrato tutti i loro limiti personali, ma forse si dovrebbe anche riflettere sul fatto che legalmente potevano farlo perché era (è) un decreto scritto coi piedi, votato nella confusione, approvato a colpi di voti di fiducia.

Qualcuno dovrebbe anche spiegarci che differenza ci sia se a chiedere il bonus sia un parlamentare o un consigliere regionale oppure un boss della camorra, un milionario senza problemi economici o semplicemente un nullafacente (e ci sono stati centinaia di migliaia di casi) che non lavorava prima del Covid, non denunciava redditi, ma risultava solo avere “aperta” una partita Iva, evidentemente inutilizzata.  

Forse non sono stati “furbetti” anche loro? Certamente, agevolati però da un decreto sostanzialmente ingiusto e neppure corretto dopo mesi di ritardi e di caos.  

Non capisco poi perché prendersela anche con migliaia di  amministratori locali che, lavorando o disoccupati, hanno giustamente chiesto il “bonus”: qualcuno ha idea di che miseria guadagni un sindaco o della sostanziale gratuita offerta da chi fa il consigliere comunale?

La demagogia è facile, ma in tutti i sensi...

Piuttosto entriamo nel merito: un paese si potrà mai salvare se anche il decreto "Agosto" è una ennesima e sola pioggia di bonus (stanziando perfino “ben” 41 centesimi a testa per le casalinghe, pur di montare titoli sui giornali)? Come sempre si cerca elettoralmente di accontentare un po' tutti, senza però mai intervenire con scelte di fondo, come l'Italia aveva invece promesso in Europa solo 20 giorni fa.

Possiamo essere considerati seri se ci comportiamo sempre così? Intanto - senza risolvere, ma solo rinviando i problemi - il debito dello stato è salito DI UN TERZO in pochi mesi con un extra debito paragonabile a quanto accumulabile in decenni, con pesi immani che graveranno sulle spalle dei nostri figli e nipoti, mentre sono evaporati nella nebbia i vari comitati, tavoli tecnici, commissioni ad hoc e i dimostratisi totalmente inutili “Stati Generali” .

 

COMPLIMENTI A CONTE !

Bisogna complimentarsi con Conte e gli altri 6 ministri che - si apprende oggi - sono stati raggiunti da un avviso di garanzia a proposito delle loro decisioni per il Covid. Complimenti per il garbo con cui sono stati trattati dai Magistrati che - per una volta - hanno fatto le cose con totale discrezione ed infatti nessuno era stato messo a conoscenza degli "avvisi" come invece si fa di solito (magari come con quel cattivone e truffatore del  governatore Fontana che lo ha saputo dai giornali addirittura prima che glielo notificassero). Squisita anche la delicatezza dei PM che - ci spiega  Palazzo Chigi in una nota - si scusano per "l'atto dovuto" e comunque già ci segnalano che "Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l'Ufficio della Procura "ritiene le notizie di reato  infondate e dunque da archiviare"". Addirittura una specie di archiviazione preventiva!  ...Stupendo, dei PM così gentili e disponibili sono davvero difficili da trovare.

Complimenti sinceri quindi a Conte e a tutta la sua brigata.

 

Riflessione: EUROPA, CINA, RUSSIA ED USA:  E SE TRUMP….

Il preconcetto che accompagna ogni mossa di Donald Trump condiziona ogni reazione politica italiana ed europea confondendo gli aspetti folkloristici di un personaggio spesso molto discutibile con alcune sue chiare indicazioni e mosse di politica estera assolutamente necessarie, condivisibili e strategiche.

L’Italia, pur essendo ancor oggi (forse) la settima potenza economica nel mondo è completamente ai margini delle scelte che nelle relazioni internazionali stanno delineando il confine di una nuova “Guerra Fredda” tra Stati Uniti d’America e Cina, o – meglio - tra Occidente, India e Giappone da un lato e l’espansionismo muscolare del regime comunista cinese dall’altro.

Lasciamo perdere l’evidente impreparazione di Di Maio, il problema è che in ballo c’è il futuro delle prossime generazioni e il non aver capito che l’Europa e l’Occidente hanno urgente bisogno di intese forti con Russia, Australia, India e Giappone piuttosto che stare a giocare con Pechino dimostra una assoluta e colpevole miopia politica.

In questo senso Trump è stato il primo a guardare in faccia alla realtà cercando di ostacolare la politica demagogica che i democratici USA hanno portato avanti in nome di un liberalismo economico suicida, almeno da quando si è reso evidente che – nonostante le promesse per entrare nel WTO -  in Cina non vengono osservate le regole degli altri partner mondiali. L’aver contrastato per mesi Trump con il Russiagate (poi finito in una bolla di sapone) ha impedito un franco confronto con Putin congelando le relazioni USA con Mosca che invece restano un elemento fondamentale per contenere i cinesi.

Pochi in Italia hanno ripreso un intervento ufficiale che il segretario di Stato americano Mike Pompeo – già capo della CIA -  ha recentemente rivolto al «mondo libero» per mobilitarsi contro la Cina: un linguaggio così esplicito e duro che non risuonava dai tempi del confronto militare nucleare con l’URSS per la crisi di Cuba dei primi anni ’60. Pompeo ha sottolineato che  «Se il mondo libero non cambierà la Cina, la Cina comunista cambierà noi», sottolineando il pericoloso processo di ramificazione espansionista politica, economica, ma soprattutto militare che la Cina ha avviato oramai da più di un ventennio in Asia, in Africa  e nella sempre più marginale ed indifferente Europa.

Nessuno sembra aver notato quanto è successo ad Hong Kong  dove sono stati stracciate le garanzie costituzionali a suo tempo sottoscritte con la Gran Bretagna, nessuno sembra voler vedere la disgustosa gestione filocinese dell’OMS, nessuno riesce ad intuire cosa sia effettivamente avvenuto in Cina per il Coronavirus, quasi nessuna fonte di stampa si preoccupa o denuncia le pressioni cinesi su Taiwan o gli scempi e gli inquinamenti ambientali cinesi nel mondo (Greta, dove sei?).

Non fa notizia la repressione violenta e la deportazione delle minoranze come quella degli Uiguri, rei solo di voler praticare liberamente il proprio credo musulmano non gradito alla dirigenza del Partito Comunista Cinese, così come la repressione in Tibet non scalda i cuori né dei democratici né dei progressisti. Una continua, aperta e plateale violazione dei Diritti dell’Uomo è in Cina la quotidianità, così come la pratica della pena di morte,  ma il mondo “libero” non è stato neppure capace di avviare una inchiesta indipendente sulle responsabilità cinesi legate al Covid19, su cui pende il dubbio ragionevole di una complicità dolosa da parte delle autorità di Pechino.

Nessuna citazione in TV per le manovre militari cinesi nel  Mare del Sud della Cina con la minaccia implicita, in violazione del diritto internazionale, di occupare lo Stato sovrano di Taiwan, da 70 anni unico rifugio e baluardo democratico per i cinesi che non accettano la dittatura del pensiero unico del Partito Comunista Cinese, così come nessuno solleva obiezioni sui rapporti politici e militari Cina-Iran o all’appoggio cinese a dozzine di sedicenti “presidenti” che controllano molti stati poveri del mondo.

Se poi Trump sottolinea queste problematiche passa per un pagliaccio, ma ignavi fantocci mi sembrano essere diventati troppi governi “occidentali” con l’aggravante che in Italia il M5S sembra comportarsi – inconsciamente o meno - come una vera e propria quinta colonna cinese.

Questi favori oggi si traducono nella celebre “Via della Seta”, un sistema di accordi internazionali bilaterali con cui il regime cinese sostiene investimenti, acquisti preferenziali, aiuti militari, sostegno diplomatico in cambio di un supino allineamento alla sua politica.

È un sistema ricattatorio e totalitario molto efficace verso i paesi più deboli come quelli africani, o verso regimi in cerca di appoggio autorevole come l’Iran, ma anche per paesi con le pezze ai pantaloni e il debito pubblico alle stelle come purtroppo l’Italia.

Spiace dover sottolineare infine che questa politica miope sembra abbia anche coinvolto la Chiesa Cattolica. C’è da chiedersi se Papa Francesco abbia un piano strategico o se si limiti nei confronti di Pechino ad un ad un ingenuo buonismo ignorando la realtà delle sofferenze di milioni di cristiani e di cattolici cinesi, sia quelli fedeli al Vaticano che i milioni della “Chiesa Patriottica” sopportati dal regime e da esso infiltrati, così come la repressione verso le altre religioni, dai buddisti ai musulmani. Purtroppo il suo silenzio non fa che rendere più aggressivo e spregiudicato ed impunito l’aggressore.

Ricordiamoci di che cosa sia stata per decenni la “Chiesa del Silenzio” sotto le persecuzioni comuniste nell’Est Europeo, ma oggi in Vaticano - purtroppo - non c’è più un Carol Wojtyla.

 

VCO: ARRIVANO I SOLDI DEI CANONI IDRICI

Da segnalare che su iniziativa della giunta Cirio (e segnatamente del consigliere della Lega Alberto Preioni) la Regione Piemonte ha finalmente concesso alla provincia del VCO dei fondi pluriennali ingenti con il riconoscimento dei “canoni idrici” dovuti al territorio e trattenuti da Torino negli ultimi anni.

Un risultato importante del centro-destra che si è dimostrato estremamente più concreto e “produttivo” che non tanti anni di giunte regionali di sinistra. Mi ha dato davvero fastidio la successiva “rincorsa” alla notizia di certi personaggi della sinistra locale che si sono auto-intestati chissà quali meriti. La gente avrà poca memoria, ma queste decisioni sono fondamentali per il futuro del nostro territorio.

 

VACANZE PER IL PUNTO? NO GRAZIE !

Da 15 anni è consuetudine che  IL PUNTO  dai primi di luglio a metà settembre abbandoni le uscite settimanali per diventare più o meno quindicinale.

Visto che quest’anno le vacanze le fanno in pochi è giusto che anche IL PUNTO si adegui  e quindi continuerò a martellarvi anche durante le ferie, ma per rispettare le abitudini diciamo che più o meno si sta uscendo ogni 10 giorni abbandonando la cadenza del venerdì.  Contenti? Godetevi le vacanze, almeno chi quest’anno se le può permettere…

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  BUON PROSEGUIMENTO D'AGOSTO  A  TUTTI                                        MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 777 del  3 agosto  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

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Sommario: I SEGRETI NON FINISCONO MAI - SALVINI RINGRAZIA –  BUROCRATICHESE – EFFETTI ANNUNCIO - VACANZE? NO GRAZIE -

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VIZI ITALIANI: I SEGRETI NON FINISCONO MAI

Sono passati 40 anni dalla strage di Bologna, dall'abbattimento dell' aereo Itavia su Ustica, da troppe altre stragi dimenticate.

Ad inizio di agosto si perpetuano i soliti commenti, le solite rievocazioni, con tutti ad invocare la cancellazione dei SEGRETI DI STATO che - di fatto -ancora nascondono  troppe scottanti verità, eppure - al momento buono - le carte restano ancora coperte.

Molto più comodo prendersela con i "fascisti negazionisti" come Lavardini, Fioravanti e Francesca Mambro, gente che - scarcerata dopo anni - continua a ripetere di non essere stata responsabile della bomba alla stazione di Bologna. 

Un brutto vizio italiano, ma che si perpetua e si rinnova. Quanti sanno per esempio CHE' STATO APPOSTO IL SEGRETO DI STATO ANCHE SUI VERBALI DEL "COMITATO SCIENTIFICO" PROMOSSO DA CONTE PER LA PANDEMIA DEL COVID 19?

Nonostante una sentenza del TAR (bloccata dal consiglio di Stato su richiesta del Governo) di pubblicizzare gli atti, tutto infatti resta segreto e francamente non si capisce cosa mai debba essere nascosto agli italiani e soprattutto il perchè.

Certo è un ben strano "Comitato": eletto da nessuno e di cui non si conoscono spese, costi, stipendi, responsabilità, motivazioni scientifiche, eppure che tutti i giorni ancora condiziona la nostra vita. Dipendiamo da questi “scienziati” che sopravvivono solo in un continuo allarme di “Al lupo, al lupo” anche perché altrimenti non si giustificherebbe lo stato di emergenza prorogato per altri tre mesi.

Tutto resta segreto, così come non si riesce ad avere un minimo di rendiconto sui soldi introitati dalla Protezione Civile con una mega sottoscrizione ancora in corso, nè come quei soldi siano stati spesi, con quali appalti, quali fornitori, quali controlli. C'è in giro per l'Italia un Magistrato che finalmente voglia vederci chiaro? E cosa dire di un Parlamento che non riesce neppure a chiedere ed ottenere chiarimenti? Ma vi sembra una cosa normale?

 

 

SALVINI  RINGRAZIA

Decisamente Matteo Salvini è nato sotto una buona stella: appena nei sondaggi  impallidisce quella della Lega, ecco l’insipienza dei suoi avversari a farla nuovamente rifulgere, con un “combinato disposto” dal perfetto ed insperato effetto ricostituente.

Mai come ora serviva a Matteo Salvini la vetrina di un possibile processo su un tema “caldo” come l’immigrazione, fenomeno nuovamente in drammatica crescita e intorbidito dai postumi e dalle paure del Covid, una vetrina arrivata proprio nel momento in cui si moltiplicano gli sbarchi e le fughe dai campi siciliani sottolineando tutti i limiti del governo giallorosso che decreta lo “stato di emergenza sanitario” e poi non riesce neppure a fermare gli scafisti ai confini, ridotti a colabrodo.

Non è solo questione di codici, leggi e casi specifici ma di comune sentire e con un tempismo fantastico ecco la decisione del Senato che permette ora a Salvini di sfruttare elettoralmente al meglio  il suo rinvio alla Giustizia (?) con la sindrome della persecuzione politica, l’aureola del martire e sfruttando al meglio il sempre più diffuso mal di pancia di milioni di italiani.

Una boccata d’aria per la Lega, un rafforzamento dell’unità nel centro-destra con un prezioso “aiutino” in vista delle elezioni di settembre, ma soprattutto la dimostrazione certificata dell’ipocrisia e del mancato tempismo degli avversari.

Il voto sottolinea infatti la volgarità di un Matteo Renzi che sembra essere sempre di più solo un voltagabbana a comando (o a pagamento, visto che Italia Viva si era astenuta in commissione “salvando” Salvini ed ora gli ha votato contro pur sulla base delle stesse carte!). Resta anche tutta l’ipocrisia di un Movimento 5 Stelle che sembra formato da smemorati pagliacci che fanno finta di dimenticare come con Salvini fossero concordi proprio sul tema immigrazione, così come documentato da mille interviste, articoli e dichiarazioni.

Ipocrisia galoppante anche per quella sublime faccia di bronzo di Conte che fa finta di dimenticare che Salvini era un “suo” ministro e che la Costituzione è chiarissima nel sottolineare le responsabilità collegiali del Premier e del suo governo, di cui ne ha la responsabilità, aspetto che - se dei giudici serri si occuperanno del caso - non potranno che essi stessi sollevare, vedrete per credere.

Si processi quindi Salvini,  anche se  è probabile che - prima del giudizio penale  - tutto si insabbierà per strada, ma il voto del Senato appare comunque come una sciocchezza, una ingiustizia, un autogol o per lo meno di una intempestività sconcertante per il governo.

Salvini ringrazia, ne aveva proprio bisogno.

 

EFFETTO ANNUNCIO

Siamo ai consueti annunci ad uso camomilla per creare l'aspettativa su un decreto che solo forse si farà.

Nessuno ancora ne ha un’idea concreta, ma intanto da giorni le TV rimbombano che il “decreto agosto” porterà la consueta messe di incentivi, aiuti e bonus “una tantum” per sostenere occupazione ed economia nazionale.

Ma l’Europa non ci aveva obbligati a procedere con riforme strutturali anziché procedere con i soliti “bonus” per avere i sospirati quattrini europei?

Solo due settimane fa non si era arci-giurato a Bruxelles che questa volta l'Italia avrebbe tenuto una politica rigorosa e selettiva della spesa? Giù tutto dimenticato, intanto cresce appunto l’effetto annuncio, un placebo che tranquillizza e rassicura anestetizzando il paese.

Il cerino corre veloce tra le dita, i mesi passano, Conte rinvia, qualcun altro si scotterà.

 

BUROCRATICHESE 

 

(Dal decreto n. 54 del 31.7.2020):

“Il presidente della Regione Piemonte … VISTO (seguono i richiami a 42 decreti), DATO ATTO (citati 7 punti), RILEVATO (5 capoversi), RITENUTO (4 capoversi), INFORMATO (2 capoversi) SENTITO ( 2 capoversi),  ASSUNTO ( 28 righe)  PRESO ATTO  (2 capoversi), CONSIDERATO (solo 5 righe)…

DOPO BEN 332 RIGHE DI TESTO pubblicate sul bollettino ufficiale della Regione Piemonte si  ORDINA (finalmente!) … “I decreti numero tal dei tali (sei decreti) dal 17 luglio sono rinnovati fino al 10 agosto”. Stop ed amen,… E  ci voleva tanto ?

 

PS La colpa non è di un Presidente che firma quello che uffici, funzionari e dirigenti gli mettono davanti, bisogna pensare alla follia intrinseca di un sistema che scrive leggi e regolamenti  sempre più incomprensibili, lunghi, contorti, progressivamente folli... L’esatto opposto, insomma, della auspicata e conclamata sburocratizzazione

 

 

RIDIAMOCI SOPRA

-Don Camillo: “Gesu' al mondo ci sono troppe cose che non funzionano!”.-

- “Non mi pare - rispose il Cristo - al mondo ci sono soltanto gli uomini che non funzionano,    per il resto ogni cosa funziona perfettamente…”-

 

(Guareschi)

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VACANZE? NO GRAZIE !

Da 15 anni è consuetudine che  IL PUNTO  dai primi di luglio a metà settembre abbandoni le uscite settimanali per diventare più o meno quindicinale.

Visto che quest’anno le vacanze le fanno in pochi (non certo agevolate da un Governo che ha la faccia tosta di aiutare il turismo prorogando lo “Stato di emergenza sanitaria” per tutta la stagione turistica) è giusto che anche IL PUNTO si adegui  e quindi continuerò a martellarvi anche durante le ferie, ma per rispettare le abitudini diciamo che più o meno si uscirà ogni 10 giorni abbandonando la cadenza del venerdì.  Contenti? Intanto godetevi le vacanze, almeno chi quest’anno se le può ancora permettere…

 

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      BUONA GIORNATA  A  TUTTI                                                        MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 776 del 24  luglio   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: REGALI E SALDI  DA BRUXELLES ? – CARABINIERI – AUTOSTRADE STORY – IL PUNTO NON CHIUDE PER FERIE

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EUROPA: LA MOLTIPLICAZIONE DEI PESCI  (PER I PANI ATTENDERE)  

Suggerisco prudenza nel commentare l'esito del week end europeo che - secondo buona parte dei commentatori - ha "salvato" l'Italia coprendola di aiuti.

Conte non è stato nè il salvatore nella Patria nè un millantatore: ha cercato di svolgere il suo compito con tenacia, ma i risultati si vedranno concretamente solo tra mesi e, per intanto, il Governo vara l'ennesimo extradeficit di bilancio..

L'Europa, per cominciare, non "regala" nulla a nessuno: non ha un portafoglio aperto per i più bisognosi, ma restituisce ai paesi membri quello che gli stessi paesi (e i loro risparmiatori) versano alla cassa comune quindi bisogna prima di tutto capire cosa paga (e pagherà) l'Italia nel giroconto complessivo per sapere se il saldo sarà effettivamente  attivo oppure no.

Va detto che fino ad oggi – anche per la nostra cronica incapacità a gestire bene gli aiuti europei - sono molto di più i soldi italiani pagati a Bruxelles rispetto a quelli che tornano indietro e che per trovare i 750 miliardi di aiuti “Covid” si sono chiuse o ridotte  tante altre partite, alcune delle quali erano specificatamente indirizzate verso il nostro paese.

Basta infatti  cambiare singole voci di bilancio per allargare la coperta da una parte e implicitamente chiuderla dall'altra.

In attesa  dei saldi "veri" dovremmo cominciare a chiederci perchè molti paesi "frugali" (che proprio invece non lo sono) ce l'avessero tanto con l'Italia e qui la risposta è semplice: semplicemente perché noi gli impegni non li rispettiamo mai, pensando sempre di essere i più furbi di tutti.

Come possono credere ai nostri buoni propositi quei furboni degli olandesi se per entrare nella moneta unica gli avevamo dichiarato e garantito che ci saremmo impegnati a ridurre il nostro deficit pubblico al 60% del PIL quando invece già prima del Covid eravamo a ben oltre quota 130% ? Logico che l'Europa voglia vigilare e credo faccia benissimo a chiedere controlli viste le esperienze passate, oltretutto i controlli sarebbero utili anche a noi…

Il problema, infatti, è che anche questa volta in cambio dei fondi l’Italia ha promesso una serie di riforme radicali che nessuno in realtà vuole portare a termine (o è capace di farlo) temendo contraccolpi elettorali. Nello stesso tempo è già iniziata la lotta all’interno del  governo per stabilire chi farà parte del ristretto gruppo di ministri che gestirà i fondi europei.

Certo che infatti servono le “riforme” ma non sono senza sacrifici.

Si dice sempre che un politico diventa realmente uno statista se pensa alle future generazioni, ma come può mai farlo un politico italiano se rischia sempre di crollare in pochi mesi tra gli agguati degli amici prima ancora degli avversari?

Credo che Conte si sia blindato la poltrona fino a fine legislatura rischiando però comunque la caduta se non accontenterà i voraci partner di maggioranza ma – dovendo alla fine accontentare tutti – ecco che le riforme “strutturali” rischiano come sempre di arenarsi per strada.

Su questo punto  - diciamocelo chiaro – è debole anche l'opposizione che non sembra in grado di preparare punti condivisi, seri, realizzabili e concreti.

E’ certamente più facile criticare, ma occorre un progetto-Italia eventualmente alternativo da presentare bene agli elettori.

E pensare che invece c’è una novità sul panorama politico italiano ed è la nuova presidenza di Confindustria che sembra molto più vivace nella polemica con il governo e che ogni giorno documenta senza fronzoli scelte necessarie: perché non ascoltare bene questi suggerimenti, una parte dei quali mi sembrano particolarmente centrati e con idee pratiche di soluzione?

 

CARABINEROS

Neppure il tempo di dare la notizia del criminale comportamento di sette carabinieri a Piacenza che è subito iniziato il tam-tam del fango generalizzato, i richiami al "Caso Cucchi", le accuse più o meno velate ai superiori degli indagati di averli in qualche modo "coperti" ecc.ecc.

Mi auguro che - se le accuse saranno provate - i sette militari siano condannati al massimo della pena, ma non posso dimenticare il lavoro quotidiano e prezioso di 110.000 loro colleghi che ogni giorno in Italia fanno il proprio dovere.

Per questo credo sia ingiusto, ingiustificato e criminale che nella pubblica opinione vengano instillate parole ingenerose che possano macchiare  l'immagine complessiva dell'Arma per colpa di sette balordi indegni della divisa che hanno portato.

 

AUTOSTRADE TRA REALTA’, ILLUSIONI E TRAGEDIE

Sarebbe bene approfondire la vicenda Autostrade con distacco e serietà, non con i toni da propaganda elettorale tipici dei primi giorni..

Purtroppo, invece, ciascun esponente politico pensa al proprio elettorato, alla propria immagine e all’ “effetto annuncio” che per definizione è effimero e volatile, soprattutto quando restano i problemi veri, spesso nascosti sotto il tappeto.

Premetto che mi stanno antipatici i Benetton, ma l’economia non marcia con simpatie ed antipatie e soprattutto è assurdo dipingere Atlantia come il diavolo (a Genova) salvo poi applaudirla (per gestire Fiumicino) o addirittura chiamarla al capezzale di Alitalia cui – complice il coronavirus – è stato più o meno silenziosamente assegnato un ricchissimo boccone di aiuti di stato, alla faccia della libera concorrenza e delle norme comunitarie.

Il compromesso di metà luglio sulle autostrade è stato venduto dalle diverse parti politiche di governo come una propria “vittoria”, anche se i presunti vittoriosi rispondevano a diverse (ed opposte)  logiche all’interno dello stesso governo Conte: è evidente che ci sia stato qualcuno che ha fatto il furbo.

Il mercato – vero arbitro della situazione – dopo un crollo delle azioni Atlantia del 15% ha segnato un immediato rimbalzo del 26,6% del titolo, segno che non hanno “vinto” il pubblico e il rigore, ma caso mai che - all’opposto - il mercato e i soci Atlantia si sentono ora un bel po' più tranquilli dopo l’accordo raggiunto.

Sostenere - come è stato fatto dalle parti grilline - “Abbiamo estromesso i Benetton dalla gestione di un bene che ora ritorna agli italiani» è vaniloquio, anche perché in Autostrade lavorano migliaia di persone e tra i soci  ci sono già importanti quote pubbliche e private nazionali e a livello europeo. Se da Atlantia usciranno i Benetton, chi ci entrerà (privati e Cassa Depositi e Prestiti) dovranno comunque avere prospettive economiche  interessanti, visto che CDP amministra (bene?) i risparmi postali di milioni di italiani.

La “Cassa” è un soggetto privato, amministra risorse private e dovrebbe essere un saggio investitore di lungo periodo. Dopo essere entrata in We Build, ex Salini Impregilo, ora è alla prova più impegnativa di Autostrade di cui probabilmente sarà il principale azionista in una nazionalizzazione di fatto, ma non può aprire (o coprire) l’ennesima emorragia, anche perché la stessa CDP  è esposta – secondo fonti di stampa - per 3,18 miliardi nei confronti del gruppo Atlantia (2,05 verso Autostrade), di cui 1,88 erogati. Il credito potrebbe essere trasformato in azioni? Può essere, sta di fatto che qualsiasi investimento è sempre legato alla redditività e – tornando alle autostrade – il rischio è che ci si trovi proprietari, ma con davanti una crescente ed imponente necessità di manutenzioni per adeguare una rete ormai vecchiotta con molti dubbi, quindi, circa la sbandierata riduzione dei pedaggi. Per ora solo una speranza..

Una volta ancora si torna al punto di partenza, ovvero al sistema opaco con cui sono state concesse in gestione le autostrade italiane (non solo alla società Autostrade), in cambio di cosa sono state aperte corsie preferenziali e con quali (insufficienti) controlli si è mai vigilato sull’andamento delle concessioni.

L’impressione è infatti che nei decenni si sia sempre giocato ad un tavolo truccato: da una parte società concessionarie esperte e rapaci, dall’altra un “pubblico” tecnicamente poco competente, superficialmente distratto, più attento a logiche di partito e di potere quando non addirittura cointeressato a generose regalie dirette ed indirette.

Rinnovi di concessioni d’oro sottoscritti contro ogni logica imprenditoriale e in modo contrario ad un trasparente interesse pubblico sono state all’ordine del giorno da sempre, ed invano sono stati richiesti negli anni chiarimenti parlamentari (anche da scrive) tutti finiti nel grigio di tarde risposte di facciata.

Purtroppo il settore dei trasporti è da sempre un punto debole del nostro paese con l’interesse pubblico, nel dopoguerra, volto tutto a puntare tutto sul traffico su gomma e facendo così fare a chi man mano metteva le mani sulla costruenda rete autostradale degli affari clamorosi ed irripetibili.

Mezzo secolo dopo, il ritorno in mano parastatale di parte della rete assume così quasi il sapore della beffa. Il tempo dirà chi ha vinto in questa vicenda spacciata ora come un vittorioso “ritorno al pubblico” per una ricchezza nazionale spolpata da decenni, ormai obsoleta e logorata.

Alla fine forse i Benetton non sono stati molto scontenti di passare la mano…

 

VACANZE? NO GRAZIE !

Da 15 anni è consuetudine che  IL PUNTO  dai primi di luglio a metà settembre abbandoni le uscite settimanali per diventare più o meno quindicinale.

Visto che quest’anno le vacanze le fanno in pochi è giusto che anche IL PUNTO si adegui  e quindi continuerò a martellarvi anche durante le ferie, ma per rispettare le abitudini diciamo che più o meno si uscirà ogni 10 giorni abbandonando la cadenza del venerdì. Contenti? Fate voi e godetevi le vacanze,, almeno chi quest’anno se le può ancora permettere…

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                       MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 775 del 17  luglio   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: ITALIA AL FALLIMENTO – AUTOSTRADE -  TRUMP – VERBANIA MAGLIA NERA

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COVID: L’APPROCCIO SICURO AL FALLIMENTO

Il turismo italiano (1.430.000 lavoratori stagionali l’anno scorso, la più grande industria italiana) sta fallendo registrando a giugno il 92,3 % di turisti stranieri in meno rispetto all'anno scorso.

D'altronde voi verreste in vacanza in un paese dove c'è lo stato di emergenza sanitaria? Ha senso mantenerlo “per prudenza” ed hanno senso i quotidiani titoli allarmistici pur avendo metà dei casi, dei ricoverati e fortunatamente anche metà morti - per esempio - della Francia?

Ma perché dobbiamo continuare a farci del male se le vittime da Coronavirus sono ormai da settimane solo CIRCA L’ UNO PER CENTO DEI DECESSI GIORNALIERI IN ITALIA ed i contagiati sono ormai quasi tutti curabili?

Insisto: serve attenzione, senso di responsabilità e bisogna mantenere delle  precauzioni, ma mentre l’economia privata cerca disperatamente di non fallire (vedrete in autunno!) è desolante poi prendere atto che “lo stato d’emergenza” diventa però  anche una BUONA SCUSA NEL “PUBBLICO” (dove non si rischia lo stipendio fisso) PER LAVORARE IL MENO POSSIBILE con uffici spesso ancora chiusi all’utenza e dove le pratiche si accumulano.

E di oggi la notizia – per esempio - che i sindacati chiedano ancora la chiusura delle scuole per settembre (eppure sono aperte in tutta Europa…) motivando che non sono stati fatti i lavori di adeguamento. Qualche ministra – più o meno commissariata – non ne porta responsabilità?

 

PS Sarebbe poi interessante aprire il capitolo della nuova ondata di immigrati e le sue conseguenze dal punto di vista sanitario, ma poiché è un tema scottante meglio tagliare, sopire, dimenticare, minimizzare... Certo che è fantastico e poco coerente chiudere le frontiere con mezzo mondo (o quasi tutto) e poi accettare questi nuovi arrivi!

 

AUTOSTRADE

Sono 15 anni che scrivo settimanalmente IL PUNTO e i lettori più longevi hanno letto infiniti commenti sulle vicende legate alla concessioni delle autostrade italiane, vere miniere d’oro per poche società e salasso quotidiano per gli automobilisti.

Un traffico para-politico che ha vizi e radici antiche, perché tutti parlano oggi dei  Benetton, ma pochi ricordano innanzitutto che ci sono altre società che gestiscono la rete e che in questi anni nessun Magistrato sembra mai avere avuto la volontà di capire fino in fondo come fossero gestite e rese possibili le “concessioni” in cui i pedaggi aumentavano ben oltre l’inflazione, ma nessuno sembrava protestare.

Così come nessuno sembra abbia mai considerato che sulle tratte “concesse” viaggiassero man mano sempre più veicoli di quelli “storici”, altro enorme “extra” per i gestori con una moltiplicazione dei pedaggi.

Invece i lavori di manutenzione languono da sempre: a parte il ponte Morandi vi sono tratti incompiuti o in manutenzione da decenni, lavori sempiterni che non finiscono mai. (Uno per tutti la tangenziale nord di Milano intorno a Cormano, pur essendo uno dei tratti più trafficati d’Italia).

Tutto ciò solo per ricordare che l’intero sistema politico ha avuto generosi “sponsor” in questa partita, soprattutto in chiave x DC, ex Margherita, PD e consoci, con punte di eccellenza nella SVP, il partitino altoatesino che ha sempre il suo posticino nel sottogoverno e un occhio di riguardo per la Verona-Brennero.

Infiniti esempi per sottolineare che forse più che revocare concessioni servirebbe ridurre drasticamente i pedaggi, imporre verifiche e manutenzioni e diffidare di carrozzoni tipo ANAS che non mi sembrano assolutamente in grado di prendere in mano la rete autostradale, soprattutto vedendo anche come sono conciate strade e superstrade in giro per l’Italia.

Le “squadrette di manutenzione” ANAS – chissà perché sempre composte da  affaticati uomini “di panza” – non mi hanno mai entusiasmato e sono un visibile esempio di ben scarsa efficienza.

 

 

RIFLESSIONE: TRUMP E’ ANCORA IN CORSA

Se dessimo retta ai media italiani Donald Trump a novembre dovrebbe perdere clamorosamente le elezioni. E’ tale la loro antipatia e il preconcetto nei confronti del presidente americano che molti rischiano di perdere obiettività e – come nel 2016 – fallire clamorosamente le previsioni.

Certo, all’inizio dell’anno Trump aveva il vento in poppa: l’economia americana tirava bene, il campo democratico era un rissoso cimitero di candidati e la rielezione sembrava cosa fatta.

Oggi il quadro è più incerto e complesso, nella campagna intervengono anche altri fattori più o meno imponderabili e la partita si è senz’altro riaperta, anche se non è proprio detto che alla fine vincerà Joe Biden che è figura anziana e sbiadita, con minimo appeal, ma è quella che si sono trovati improvvisamente in mano i democratici per tentare di ribaltare i pronostici.

L’immagine di Trump è cozzata contro l’imponderabilità del Coronavirus che l’amministrazione americana ha giocato bene dal punto di vista economico (agli industriali, professionisti, negozianti americani sono arrivati milioni di lettere a firma del presidente con allegato assegni che gli imprenditori italiani neppure potrebbero sognarsi) ma è il contraccolpo economico della pandemia sulla società americana è stato comunque catastrofico, soprattutto in termini di occupazione.

Trump all’inizio ha giocato male la partita, minimizzandola, poi ha corretto il tiro tirando in ballo (con tutte le ragioni) i pasticci cinesi, ma la situazione ora è in bilico soprattutto se perdurasse il contagio in autunno. Poco conta che le responsabilità presidenziali vanno in gran parte spartite con i diversi governatori: i media – in gran parte democratici - hanno vivisezionato ogni dichiarazione di Trump per sottolinearne l’inaffidabilità. Immaginate se in Italia qualcuno mettesse in fila le frasi pronunciate negli ultimi quattro mesi da Conte, Azzolina, Di Maio, Speranza e i vari tuttologi, scienziati, virologi ecc.ecc. Ne uscirebbe una infinita serie di marionette,  esattamente come si è cercato di fare con Trump.

 

Anche i numeri citati in Italia sono spesso in malafede: negli USA i “positivi” saltano fuori anche perché si fanno circa 800.000 tamponi al giorno e in proporzione alla popolazione i 130.000 morti sono molti di meno di quelli italiani (35.000), particolare che si tende a dimenticare

 

Negli USA la crisi ha colpito soprattutto le fasce basse ed è stata logica la crescita dello scontento popolare che ha avuto negli scontri etnici un detonatore impensato. Pochi sanno – soprattutto in Italia – che l’episodio del nero ucciso a Minneapolis è avvenuto sotto un comandante di polizia municipale ispanico e un rampante sindaco democratico (Jacob Frey): l’effetto scatenante della morte di George Floyd si è esteso a macchia d’olio coinvolgendo molti strati sociali. Un cocktail perfetto per i democratici che possono così sfruttare i risentimenti degli afro-americani per portarli al voto a novembre ed è per questo che Biden si è improvvisamente  materializzato ai funerali di  Floyd  implicitamente schierandosi però anche sulle posizioni di chi ha giustificato le successive violenze. Non è detto che sia stata una mossa così vincente come è stata dipinta in Italia: se è vero che Trump sta arroccando i suoi sostenitori su posizioni forse troppo conservatrici (e quindi rendendoli numericamente perdenti) è altrettanto vero che molti elettori democratici si sono irritati per questa adesione. Tutto dipenderà da chi sarà indicato come vice-presidente: se fosse Michelle Obama la scelta di campo sarebbe molto chiara, soprattutto perché negli USA pochi pensano che Biden “durerà” a lungo in carica.

Certamente le esagerazioni pseudorazziste, le dimostrazioni, le assurdità di abbattere monumenti e ritratti "confederali" cominciano a disturbare anche molti democratici che si rendono conto che la demagogia esasperata non porta da nessuna parte.

 

 

Una volta di più le presidenziali americane si vinceranno per l’affluenza al voto (sempre molto bassa rispetto all’Italia) e in questo senso la mossa democratica per portare al voto i neri potrà essere stata quella vincente.

Poi – come sempre – è Trump a metterci del suo impersonando la sua figura irriverente ma soprattutto dividente tra amici e nemici.

La sua campagna elettorale è partita male con il flop di Tulsa, ma Trump è un combattente con una base minoritaria ma compatta e gli strateghi della campagna presidenziale non ripeteranno certo gli errori fatti in Oklahoma. 

Gli americani chiedono a qualsiasi presidente che l’economia tiri (ed effettivamente fino a febbraio “tirava”), che la borsa vada bene (e per tre anni è andata benissimo) che gli USA la smettano di essere i gendarmi del mondo e in questo campo Trump ha avuto dei significativi successi. Perderà per un microvirus giallo che gli ha sballato tutti progetti? Chissà, certo Biden non è amato, ma per molti diventa  “il meno peggio”, anche se molti americani si chiedono chi sia alle sue spalle a tirare i fili di una candidatura partita perdente e diventata automatica per circostanze imprevedibili.

Certamente Trump dovrà dare all’elettorato idee vincenti e non giocare solo in difesa, sicuramente attaccherà Biden nei dibattiti in diretta con la sua verve ben maggiore dell’avversario. Un Biden anziano, anche lui privo di un programma convincente, espressione più di un apparato di partito che non di valori propri, Biden non è certo imbattibile, ma proprio la sua inconsistenza può diventare un problema per The Donald: difficile dipingerlo come un cattivo e pericoloso sovversivo.

Esito aperto, quindi, sbaglia chi già ora dia  Trump per sconfitto.

 

VERBANIA: DAI PRIMI DELLE CLASSE ALLA MAGLIA NERA

Dieci anni fa Verbania era al “top” delle città italiane come qualità della vita ed eco-sostenibilità, ricevendone attestazioni, complimenti e premi.

Siamo man mano spariti in graduatoria e spiace scoprire che la nostra città sia ora l’UNICA in Piemonte ad aver ricevuto addirittura ufficialmente da Legambiente la “maglia nera” per la gestione della piana di Fondotoce.

 

 

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                    MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 774 del   10  luglio   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: PRESENTAZIONE DEL LIBRO SU DONNA RACHELE – SRAGIONAMENTI DA VIRUS –  ANTIRAZZISMO VIP -  COME FREGARE IL FISCO ITALIANO

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Organizzato dall’Associazione Culturale “CULTURA E TRADIZIONE” , questa sera VENERDI’ 10 LUGLIO ALLE ORE 21,00 presso una sala dell’ Albergo  BELVEDERE di VERBANIA PALLANZA (sul lungolago, davanti all’imbarcadero) verrà presentato il volume “ Donna Rachele, mia nonna” dall’autrice Edda Negri Mussolini. Dopo l’introduzione di Alberto Cerni, seguirà un dibattito in cui sarò il moderatore.

I lettori de “IL PUNTO” sono cordialmente invitati e – dato il contingentamento dei posti in sala – grazie a chi mi preannuncerà la sua presenza.

 

COVID: SRAGIONAMENTI DA VIRUS

Come italiani siamo degli specialisti ad auto-rovinarci e il Coronavirus non ha fatto e non fa eccezioni. Con troppi media alla perenne ricerca degli scoop e furibonde polemiche tra medici pochi considerano il danno che quotidianamente questa incertezza crea al nostro paese, dal turismo all’economia.

Cominciamo con il ricordare che OGNI GIORNO in Italia muoiono statisticamente circa 1800 persone  (647.000 nel 2019) delle quali 53.000 l’anno scorso per problemi respiratori (quindi molti di più di tutti i morti di Covid). In questi giorni comunque  SOLO CIRCA L’UNO PER CENTO DELLE CAUSE DI MORTE è imputabile al Covid 19 e di solito quando si muore “positivi”, è una concausa in pazienti già compromessi. Ergo: di fatto l’epidemia non c’è più.

 “Sparare” quotidianamente titoli su titoli ci fa male, così come traumatizzare l’opinione pubblica con titoli sull’ “L’aumento dell’indice di contagio”.

Ragioniamo: quando nei mesi scorsi in un giorno c’erano migliaia di nuovi contagiati “l’indice 1” significava che ogni malato ne contagiava un altro, ovvero altre migliaia di persone al giorno. SE ORA I CONTAGIATI SONO SOLO UN CENTINAIO Al giorno  (solo pochi dei quali tra l’altro ospedalizzati)  “l’indice uno” significa poche decine di nuovi contagi, di solito isolabili in singoli focolai. Di fatto la malattia è diventata comunque curabile su persone mediamente sane al momento del contagio.

E’ovvio che servono precauzioni e prudenza, ma oggi la vera emergenza non è più sanitaria ma economica con il 40% delle imprese a rischio di chiusura,  il  PIL italiano  in picchiare e  un deficit pubblico salito a oltre il 160%.

Gli “scienziati” (?) che campano sulla drammaticità delle news non rischiano nulla,  ma stanno danneggiando milioni di concittadini e davvero rischiamo tutti il disastro al di là delle chiacchiere, dei rinvii e degli  “effetti annuncio”  del governo.

NON STUPITEVI SE NELLO SCORSO MESE DI GIUGNO IL CALO TURISTICO ESTERO VERSO L’ITALIA E’ STATO DEL 93,2% : pensate a come sia considerata oggi l’immagine dell’Italia all’estero…E  adesso, chi paga?

Molte altre nazioni sono state e sono in condizioni sanitarie peggiori delle nostre eppure hanno minimizzato certe notizie-effetto e economicamente se la cavano molto meglio di noi.

Poi l’autodistruzione continua con le follie delle scelte politiche.

In questi giorni si è parlato di bloccare gli arrivi dal Bangladesh perché su un solo volo della Quatar  si sono scoperti decine di “positivi”. MA CI RENDIAMO CONTO CHE ERANO STATI  RIAPERTI  GLI INGRESSI  DAL BANGLADESH MENTRE RESTANO CHIUSI QUELLI CON GLI USA ?

Il problema è che pochi sanno cosa sia effettivamente successo in quella nazione  come in tanti altri paesi asiatici (Cina compresa) e quindi le “statistiche” tranquillizzanti di quei paesi non sono minimamente rappresentative della realtà.

Eppure per i media vale di più il concetto “USA = contagiati = Trump cattivo ed irresponsabile” (oltre al Brasile, per via di Bolsonaro) che è il mantra quotidiano dei TG, ma qui siamo nel campo della demagogia politica, non della scienza.

 

INTANTO INSISTO:  QUANDO ARRIVERANNO  I RENDICONTO  DELLE DONAZIONI  FATTE ALLA PROTEZIONE  CIVILE DA TANTI ITALIANI PER IL COVID?  SONO SOLDI SPARITI NEL NULLA…

 

ANTIRAZZISMO AL CONTRARIO

Siamo al sublime con i corridori automobilistici di Formula 1 - strapagati - che si inginocchiano in segno di “omaggio antirazzista” a ricordare le ingiustizie verso i  neri da parte dei bianchi. Forse sarebbe stato più utile che devolvessero anche una parte dei loro pingui guadagni ai poveracci di colore, ma su questo aspetto si sorvola. L’idea però dilaga, dopo la Boldrini in parlamento presto l’inginocchiatura si farà anche nel calcio (si unirò anche Balotelli, o resterà a bordo della sua fuoriserie?) e in spiaggia, al ritmo di “Chi-non-si-inginocchia-razzista-è-è-è…” perché la demagogia del politicamente corretto impera. Si inchina forse qualcuno per i cittadini di Hong Kong schiacciati dai cinesi? O per mille altre popolazioni deportate, violentate o distrutte che non si fila nessuno?

Siamo comunque al delirio: partiti da un nero ucciso dalla polizia a Minneapolis, città peraltro a maggioranza democratica, in tutti gli USA – sobillati proprio dai democratici che sperano così di vincere le elezioni mobilitando al voto i neri in chiave anti-Trump – tutto è diventato lecito ed auspicato, compreso l’abbattimento dei monumenti ai “razzisti” (si abbattono anche quelli che ricordano Cristoforo Colombo, considerato razzista pure lui). Si vogliono addirittura tirar giù con la dinamite anche i ritratti dei primi presidenti USA scolpiti nelle montagne del South Dakota perché simboli di “oppressione ai danni dei nativi americani”. Ne farebbe le spese anche il profilo di Lincoln che fino a ieri studiavamo essere l’antischiavista per eccellenza: c’è sempre qualcuno più antirazzista di te.

Chissà che alla fine questa ondata di demagogia non dia a Trump proprio un insperato sprint per tornare ad essere presidente: a sentire tanti amici americani sta andando proprio così.

 

COME FREGARE IL FISCO ITALIANO

La scorsa settimana si parlava della FIAT (FCA) che prende a prestito soldi in Italia garantiti dallo stato, ma le sue (poche) tasse le paga in Olanda.

Gli italiani dovrebbero capire meglio questo meccanismo che ci costa circa 6,5 miliardi di euro l’anno, altro che il MES.

In Europa ci sono infatti sei paesi (Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Cipro, Belgio e Malta) autentici paradisi fiscali dove con poche norme giuridiche si fissano sedi di società (fittizie nel concreto, ufficiali nella forma) che così pagheranno molto meno imposte del dovuto, pur facendo buona parte delle loro vere operazioni economiche in altri paesi.

Vale per l’ex FIAT ma anche per i colossi del digitale, da Booking a Google a Uber, le cui sedi sono in Olanda e dove formalmente si fatturano anche i servizi che si vendono in Italia. In questi paesi il contribuente può concordare direttamente con lo stato il regime fiscale da applicare: una pacchia, ma ancora più impressionante è il volume degli investimenti esteri che così risultano in entrata in questi Paesi.

In Lussemburgo rappresentano il 6.000% del Pil (ovvero 60 volte quanto prodotto

da tutti i lussemburghesi!) a Malta il 1.500%, a Cipro il 1.000%, in Olanda il 550% e in Irlanda il 200%. 

L’Olanda è tra le più agguerrite sia sul fronte dell’aggressività fiscale, come nel dire no alla solidarietà nell’emergenza Covid che pure ha colpito paesi (come l’Italia) che li fanno arricchire, altro che la “sobrietà” che ostentano verso l’Italia..

Inoltre la legge olandese permette un controllo totale di holding finanziarie sulle aziende, anche solo possedendo quote di minoranza. Ad esempio Exor, la finanziaria di casa Agnelli che è emigrata in Olanda nel 2016, possiede il 28,98% di FCA ma ha il 42,11% dei voti, così come controlla il 26,89% di Cnh (Iveco) ma ha il 41,68% dei voti e il 22,91% di Ferrari con  il 32,75% dei voti.

È un modo legale per tirarsi fuori dal mercato libero che ha fatto fiorire le società più o meno di comodo: almeno 15 mila, secondo un rapporto del ministero delle Finanze al Parlamento olandese del 2018, con un flusso di denaro, a livello di fatturato, che va dai 4.500 ai 5.000 miliardi di euro ogni anno.

Tutto questo si traduce però in 6,6 miliardi di euro di tasse incassate in meno per l’Italia: quasi il 10% di quello che ci sono costati nel 2019 gli interessi sul debito pubblico.

Non c’è solo la Fiat (FCA) con sede “orange” ma anche la Ferrari, la Campari, Luxottica, Tenaris e  mille altre società “italiane” che fanno lo stesso. 

L’Europa è silenziosa o impotente      perché, in materia fiscale, ogni Stato è sovrano. Capite però che l’UE non potrà mai funzionare in situazioni fiscali così diverse e sproporzionate? E in tutto ciò – guarda caso – l’Italia è sempre il paese messo peggio.

Tutti argomenti di cui però si parla poco o nulla, ma quanti ministri e politici italiani capiscono effettivamente queste cose e soprattutto agiscono di conseguenza? 

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La massima della settimana: " Sono un conservatore in un paese in cui non c’e’ nulla da conservare." (Longanesi)

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                                MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 773  del   3  luglio   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: MES - FOLLIE DA VIRUS – BONUS ALL’ EX FIAT – INTANTO A SEATTLE - CANNABIS LIBERA?  – FELTRI - LIBRO SU DONNA RACHELE

 

IL MES

Essere pro o contro il MES non è come tifare per una squadra di calcio, ma piuttosto ragionare prendendo atto della gravità della realtà italiana. E’ è un peccato che troppi si siano esposti dichiarando “Mai il MES !” e non abbiano ora il coraggio di eventualmente tornare indietro.

I fondi del MES sono (sarebbero) purtroppo essenziali per l’Italia, ma quelle che continuano a non essere chiare sono piuttosto le condizioni per accedervi ed è su queste che si dovrebbe finalmente e seriamente discutere. 

Il problema è che l’Italia è appesa al filo della BCE che in queste settimane sta acquistando “quintalate” di titoli di stato italiani e - senza questi acquisti della Banca Centrale Europea - saremmo al crollo generale. In questo senso il MES può  essere un aiuto alternativo e prezioso.

Certo che se poi i soldi fossero gettati via in ospedali fantasma o sprechi nella sanità come in mille casi è avvenuto nel passato allora sarebbe un suicidio.

Il dramma vero è  però anche l’incoscienza di Conte, un premier che continua a rimandare, tergiversare, mediare, posporre viste le liti nel suo governo: se la casa brucia ogni ritardo nell ’intervenire è un delitto e invece - pur di rimanere in piedi - Conte gigioneggia, mentre la situazione precipita. MA VOGLIAMO RENDERCENE CONTO, FINALMENTE?

 

FOLLIE DA VIRUS

Sono sempre più sconcertato dal comportamento degli “scienziati” che sul virus si insultano a vicenda, sul fatto che l’Italia stia precipitando tra un rinvio politico e l’altro, ma la cosa non sembra interessare mentre anche l’Europa si allinea alla demagogia.

Ultima follia europea: la riapertura delle frontiere a 15 stati extra UE.

Potranno entrare nell’area Schengen i visitatori provenienti da alcuni paesi nordafricani, dal Ruanda (chissà perché), Canada, Uruguay, Thailandia, Corea, Giappone e Australia. No agli USA, quindi, ma SI ALLA CINA se in condizioni di reciprocità.

Alla base della decisione ci stanno i dati forniti dalle autorità nazionali al OMS, di indici di contagio e «affidabilità» del sistema sanitario di un dato Paese.

Un criterio, questo, molto «politico» perché se un paese fornisce dati non veri (come presumibilmente da tempo sta facendo la Cina) può comunque così diventare “affidabile”. L’ andamento della epidemia, le frottole contate all’OMS e la sua inter dipendenza da Pechino, la discriminazione verso Taiwan, l’impossibilità di effettive verifiche in Cina, l’uso distorto del virus a vantaggio del regime cinese evidentemente all’Europa non hanno ancora insegnato nulla.

Dunque “cinesi welcome”: ma siamo proprio rincoglioniti !!??

 

AIUTI ALL’ EX  FIAT

Via libera del ministero dell'Economia alla garanzia pubblica sull' 80 per cento del prestito da 6,3 MILIARDI (miliardi, non milioni !) di euro accordato da Intesa Sanpaolo alle attività italiane del gruppo Fca. «E un'operazione di sistema con la quale si punta a preservare e rafforzare la filiera dell’automobile in Italia e a rilanciare gli investimenti, l'innovazione e l’occupazione in un settore strategico per il futuro economico e industriale del Paese», sostiene il ministro dell'Economia.

Prendo atto: a) che mentre le medie e grandi aziende italiane faticano come non mai – anche con Intesa Sanpaolo - ad accedere alle garanzie ministeriali l’ex Fiat con sede in Olanda è riuscita ad avere il tutto in pochi giorni b) I beneficiari sostengono che con questi fondi aiuteranno imprese italiane, però intanto la sede la tengono all’estero e nessuno li spinge a riportarle in Italia per pagarci le imposte c) E’ vero che la “filiera” dell’automobile è imponente, ma allora lo è anche quella di molte altre e diverse attività e le auto Fiat rappresentano solo una piccola parte del mercato automobilistico italiano.

Ragioniamo di singole aziende: l’ex Fiat in Italia ha ora circa 60.000 dipendenti (altri dicono 30.000, a seconda se si considerano o meno i suoi marchi secondari) ma anche considerano il primo caso 6,3 miliardi significano più di 100.000 euro A TESTA per ogni dipendente (addirittura 200.000 euro A TESTA secondo la versione più restrittiva). DOMANDONA: ma quante aziende italiane mai percepiranno GARANTITI ALL’80% DALLO STATO crediti di 100.000 euro per ogni dipendente? 

 

Fate i conti sulla vostra azienda od attività e pensate a quante imprese - italiane al 100% con sede fiscale in Italia e operanti in ogni settore, magari in gran parte tecnologiche o operative per per l'esportazione -  si potevano in alternativa finanziare con questa mega-somma.

Se un libero professionista, un dipendente in cassa integrazione di un'azienda normale  “vale” meno di mille euro al mese perché un dipendente Fiat deve “valerne” CENTO VOLTE DI PIU?

 

Non sto sostenendo che l’intervento sia sbagliato, ma questi sono i veri temi strategici da “Stati Generali” e non le troppe chiacchiere autoreferenziate, tanto più che il gruppo Fiat 20 anni fa aveva più del doppio dei dipendenti in Italia (122.000) rispetto ad oggi e che questi dipendenti rappresentano ora meno del 25% del gruppo Fca (la cui maggioranza fa capo a Exor, la holding estera che controlla di tutto, anche testate come il giornale Repubblica).

IN QUESTI ANNI FIAT HA DISINVESTITO IN ITALIA NONOSTANTE UNA MAREA DI AIUTI DI STATO RICEVUTI NEI DECENNI SCORSI.

Tra l’altro il prestito di Intesa ha una durata di 33 mesi e il tasso d'interesse che pagherà Fca, e che comprende il costo della garanzia pubblica stabilito dal Decreto Liquidità, non è stato neppure rivelato. Fca Italia (beneficiaria ufficiale) non pagherà dividendi agli azionisti (se ne avrà), ma potrà comunque farlo Fca/Exor perché la sede è fuori Italia. Il portafoglio degli Agnelli, quindi, è assicurato.

Nel complesso tutto questo vi sembra trasparente? A me no, proprio per niente.

Sul prossimo “IL PUNTO” pubblicherò  una serie di riflessione proprio su queste incongruità fiscali che uccidono la politica europea (e l'economia italiana) creando disparità ed ingiustizie.

 

ANTIRAZZISMO IN USA, MA A SEATTLE …

Attenti alle parole: è un soffio passare per razzista, “suprematista bianco”, asociale ed ovviamente “fascista”. Nella forsennata campagna anti-Trump e con i media italiani schierati all’unisono contro il presidente, negli USA è in corso una demonizzazione forzata di tutto ciò che sia (o si presume) “razzista” con abbattimento di monumenti, cambio di bandiere, crociate afroamericane ecc.ecc.

Con la sapiente regia del partito democratico che spera così di portare al voto i neri e vincere le elezioni tutto fa brodo pur di attaccare Trump.

 

Pochi però hanno notato cosa stia succedendo a Seattle dove – ma chissà perché i media italiani non ne parlano - un intero quartiere è stato “rivendicato” e “conquistato” dagli “antirazzisti” e che le autorità hanno di fatto ceduto a questi “buoni cittadini.”  Un quartiere “police free” per l’avvento di un mondo “peace & love” ma dove in pochi giorni un ragazzo è morto ammazzato, un altro è gravissimo e sono avvenute quattro sparatorie nella “zona autogestita”. Eppure quest’area doveva dimostrare che senza i poliziotti cattivi si poteva avere una società “libera dai condizionamenti razziali”.

La «chop zone» era stata istituita l’otto giugno scorso sulla scia delle proteste per la morte dell’afroamericano George Floyd, avvenuta a Minneapolis. L’area, denominata anche Chaz (Capitol Hill autonomous zone) comprende alcuni blocchi di edifici i cui ingressi sono presidiati dai manifestanti legati al movimento Black Lives Matter. L’area è animata da iniziative culturali, spettacoli, iniziative di ispirazione anticolonialista e antirazzista. All’interno della Chop si trovava anche un distretto di polizia la cui sede è stata però chiusa e abbandonata dagli agenti.

I risultati sono stati subito visibili….

 

CHI SI FUMA IL CERVELLO

Si riaccende il dibattito sulla legalizzazione della cannabis in occasione della presentazione del Libro Bianco sulle Droghe che ha messo in evidenza come il 'proibizionismo' in Italia costerebbe (ma io non ci credo) 20 miliardi di euro in mancate entrate per lo Stato che potrebbe vendere invece la droga direttamente  in tabaccheria.

Prendo atto che questa ipotesi è pari a VENTI VOLTE i fondi destinati per mettere in sicurezza le scuole italiane, ma mi sembrano numeri decisamente strampalati. Mentre i radicali coltivano per provocazione piantine davanti a Montecitorio non poteva mancare l’ok dei 5 Stelle con Di Battista scatenato e che sostiene che liberalizzare la cannabis produrrà un aumento del Pil tra 1,20% e il 2,34%.    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i lettori.

 

ORDINE DEI GIORNALISTI – FELTRI

Vittorio Feltri se ne è andato dimettendosi dall’ Ordine dei Giornalisti dopo l’ennesimo richiamo non per quello che scrive ma perché è “ispiratore” di quello che scrive il quotidiano cui Feltri collabora.

Il punto non sono le ovvie responsabilità personale di chi eventualmente scriva falsità ma il “senso unico” politico  che l’ Ordine dei Giornalisti ha sempre tenuto ovviamente coprendo la sinistra e martellando in testa a chi non la pensa con la vulgata progressista.

Parlo anche per esperienza personale: l’ Ordine dei Giornalisti cui sono iscritto da 44 anni anche nei miei confronti ha più volte tenuto una vergognosa vera e propria discriminazione faziosa.

Esprimo quindi totale solidarietà personale a Vittorio feltri.

 

LIBRO SU DONNA RACHELE

 

Organizzato dall’Associazione Culturale “CULTURA E TRADIZIONE” , VENERDI’ 10 LUGLIO ALLE ORE 21,00 PRESSO UNA SALA DELL’ALBERGO  BELVEDERE di VERBANIA PALLANZA (sul lungolago, davanti all’imbarcadero) verrà presentato il volume “ DONNA RACHELE, MIA NONNA " dall’autrice Edda Negri Mussolini. Seguirà un dibattito che avrò il piacere di moderare personalmente .

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 772  del 26 giugno  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

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Sommario: PROPOSTE CONCRETE – MAGISTRATURA TRA RIFORMA E MELE MARCE – MEDICI: AZZUFFIAMOCI UN PO’!…

 

PROPOSTE CONCRETE

Leggere il “Corriere” di lunedì che in poche righe sintetizzava l’esito degli “Stati Generali” è stato disarmante. Per Conte, a conclusione di 86 dichiarati contatti – compresi Monica Guerritore, Fuksas e Elisa (cui Conte ha chiesto di cantare “Luce”) sicuramente degli economisti di grido – il succo è che “Bisogna modernizzare il paese, studiare nuove forme di energia e rendere l’Italia più inclusiva”. E per queste ideone si è tenuto un vertice di 10 giorni???  Mah, Tra l’altro anche l’ipotesi di ridurre l’IVA “non è decisa perché è costosa, ne parleremo”,  è caduta dopo 2 giorni.

 Il governo varerà per settembre  un piano di rilancio “In una versione sufficientemente definita” (!!). Per realizzarla bisogna andare (ovviamente) “A fine legislatura, nel 2023” perché “Non dobbiamo solo riformare il paese, ma reinventarlo” Come? Altrettanto ovviamente “Con la riforma della burocrazia, i pagamenti digitali, le imprese 4.0 e l’alta velocità abbandonando i combustibili fossili e con un “bonus” (questo ci mancava) per 500 donne che vogliono diventare manager” .

 

Fine? Fine…

 

Il Fondo Monetario Internazionale prevede per l’Italia il 12,5% in meno del PIL e l’incremento del debito pubblico al 166% del medesimo (ovvero una catastrofe) ma non preoccupatevi, non abbiamo fretta.  Se pensate che in 5 mesi il debito italiano è aumentato di QUINDICI VOLTE il tasso di aumento medio annuo sul quale per un decimale si consumavano settimane di diatribe con Bruxelles dovreste rendervi conto di cosa stia succedendo e dell’eredità che andrà a pesare sugli italiani e su chi in futuro avrà la ventura di tentare di governarli.

 

Non mi ripeto più su Conte, questo narciso dilettante allo sbaraglio che ci fa tutti fessi rinviando i problemi sine-die con la cancrena economica che ci divorerà e intanto tirando a campare, ma visto che bisogna anche PROPORRE, a Conte avrei detto che basterebbe cominciare a definire un primo punto strategico ovvero il rilancio “turistico” dell’Italia.

Non penso solo agli alberghi, ma a tutto ciò che è richiamo dall’ estero  e contemporaneamente rappresenti qualità della vita di tutti noi. E’ turismo aiutare chi assume nel settore, finanziare cooperative (di giovani e donne) che organizzino accoglienza, visite culturali e storiche, finanziando Enti e comuni per sistemazione delle aree, spiagge, sentieri di montagna, finanziando ricerche archeologiche, la sistemazione dei centri storici con rivitalizzazione dei mille borghi abbandonati.

E’ turismo pensare alle infrastrutture, ma anche pulire subito le strade, colpire durante chi getta rifiuti ovunque, curare i particolari nelle ristrutturazioni edilizie per mantenere il bello che abbiamo, incentivare i B & B, gli agriturismo, la vendita diretta di prodotti agricoli di qualità, dare “buoni sconti” sulle autostrade almeno per i turisti (sono le più care d’Europa!). Diffondere una “mentalità turistica” significa cura ed amore del territorio, con lo sfruttamento intelligente di decine di migliaia di risorse, luoghi, spazi abbandonati ma anche essere ospitali e non voler fregare l’ospite. L’Italia non sono per il mondo le acciaierie di Taranto che portano (poco) lavoro ma distruggono e inquinano, ma piuttosto posti bellissimi che vanno affidati e gestiti da milioni di imprese, artigiani e piccolo commercio, professionisti seri che erano stremati già da prima del virus.

Ma torniamo alla miniera d’oro che può essere la difesa del territorio: ci sono milioni potenziali posti di lavoro che possono “rendere” subito e far circolare ricchezza. L’Italia era “Il giardino d’Europa” ma siamo precipitati per presenze turistiche in un progressivo degrado assurdo. C’è un Sud che potrebbe fare invidia a Spagna, Grecia, Portogallo…eppure tutti ci hanno bagnato il naso, con milioni di disoccupati e il paese si sbriciola in una triste sciatteria. Cucina italiana, vini italiani, musica italiana, clima invidiabile: abbiamo tutto e nessuno vuole pensarci.

Un tema così si può rilanciare con decreti veloci, semplici, pratici, attuali…possibile che nessuno a Villa Pamphili – occupandosi di massimi sistemi e con tanta demagogia -  ne abbia parlato?

 

MAGISTRATI E AUTORIFORMA

Lo scandalo Palamara sta mettendo in luce le contraddizioni (e peggio) dei vertici della Magistratura italiana. Si dice e si scrive che serve un nuovo "autogoverno" della Magistratura per sganciarla dalla politica e perchè ritorni ad essere autorevole e super partes, soprattutto nella lottizzazione delle nomine.

Come è possibile che questo processo possa essere credibile se il Capo del CSM è il Presidente Mattarella (già esponente del PD) ma il vice-presidente del CSM - ovvero il braccio operativo, quello che di fatto lo dirige – continua ad essere l'on.le David Ermini? Ermini è un avvocato che è stato prima consigliere provinciale e capogruppo della Margherita a Firenze quando il presidente dell'ente era Matteo Renzi, poi contemporaneamente giudice onorario a Firenze, successivamente deputato del PD nel 2013 e quindi responsabile del dipartimento giustizia del partito.

Rieletto deputato – sempre del PD - nel 2018  Ermini, pochi mesi dopo, è stato "traghettato" al CSM ed eletto vice-presidente. 

Ma ci ricordiamo che Palamara trafficava proprio con Cosimo Ferri e Luca Lotti, esponenti del PD (quest'ultimo toscano proprio come Elmini e uomo di fiducia del solito Matteo Renzi), già ministro allo sport dal 2015 al 2018 e ora sotto processo tra l'altro per l'affare Consip ?

E forse ricorderete anche  il caso di Giovanni Legnini che – da parlamentare PD – nel  2014 è stato  fino a fine settembre sottosegretario all’economia nel  governo Renzi, ma contemporaneamente il 10 settembre dello stesso anno era stato eletto in quota PD allo stesso CSM? Ma è mai possibile passare in modo contemporaneo e così disinvolto dal parlamento al governo alla direzione della Magistratura attraversando i tre poteri costituzionali che (in teoria) dovrebbero essere tra loro indipendenti e sovrani?

Questo giro toscano non solo è inquietante, ma è proprio oggetto dello scandalo Palamara con i suoi contatti con esponenti del PD e la reciproca  complessa ragnatela di traffici e di nomine.

Che garanzie ha allora il cittadino - ma anche la logica - che il CSM possa seriamente "autoregolamentarsi" nella trasparenza se è tuttora in mano a questi personaggi evidentemente comunque "contigui" a questo mondo?

Ma attenti, non è solo il PD: condivido con Matteo Renzi quando chiede che vengano pubblicati TUTTI i messaggi e i contatti di Palamara negli anni.

Anche perché  se un politico chiede od offre un favore è imputabile di corruzione, illecito e voto di scambio, ma se - all’inverso - è un magistrato a chiederlo a un politico perché non è considerato reato? Anzichè lanciare tanti proclami il presidente Mattarella non avrebbe il dovere morale di intervenire sciogliendo prima di tutto queste ambiguità?

E poi, una volta per tutte, ci si decida: chi fa il magistrato non faccia carriera politica e se l'intraprende poi non deve poter più tornare indietro o ogni sua sentenza, per giusta che sia, sarà sempre letta anche in chiave politica.

A me sembra semplicemente una questione di buon senso prima ancora che di trasparenza e ha ragione “Il Foglio” che nei giorni scorsi scriveva di stare attenti a non guardare troppo alla “mela marcia” Palamara ma piuttosto al resto dell’albero, gravemente malato e corroso di dentro.

 

DEONTOLOGIA MEDICA

“Il virus è meno aggressivo” sottoscrivono dieci scienziati, “Sostenerlo è una demenziale scemenza” replica un medico tra quelli più gettonati nelle serate TV del coronavirus. “In autunno ci sarà  una nuova ondata !” “ Assolutamente no, e se arriva sarà un virus attenuato e curabile”. “Nel mio reparto non ho più ricoverati, ormai sappiamo domarlo!” insistono da Genova “Solo chiacchiere, non è scienza” replicano da Milano. La procura di Bergamo chiama il virologo veneto contro quello lombardo e tra infettivologi, virologi, primari, esperti e professori (sono tutti professori!) si azzuffano alla grande.

La gente, a casa, avrebbe il diritto almeno di capire e magari tranquillizzarsi un po'.

 

PS: ieri sono stato in Svizzera. Stesso lago, stessa aria, stesse acque, ma a Locarno non ci sono segni dell’epidemia: nessuno gira con la mascherina (salvo gli italiani) al ristorante e al bar ti siedi come vuoi, il buffet sono serviti come al solito. Un altro mondo, eppure sembra che in Ticino ci siano stati (ovviamente) gli stesi problemi che in Lombardia. Adesso però pensate ad  un turista tedesco: preferirà stare in un albergo sul Lago Maggiore dalla parte svizzera o su quella italiana? Forse comprenderete perchè a Locarno c’era vita e da noi tutto è sconsolatamente vuoto.

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                                                    MARCO ZACCHERA




IL PUNTO n. 771  del 19 giugno  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: IL SUCCO - SENNO DI POI – COLAO COLATO (A PICCO) – STATI GENERALI E GHIGLIOTTINA – MONTANELLI – GIUSTIZIE - VERBANIA: CICLABILE GIA’ A PEZZI

 

IL SUCCO

E’ semplice quanto drammatico: la situazione sta diventando sempre più difficile, a settembre sarà un disastro,  I SOLDI PER RIPARTIRE NON CI SONO E VANNO TUTTI PRESI A PRESTITO quindi si tira in lungo sperando nel miracolo. Servirebbero chiarezza, velocità, coraggio, audacia, scelte impopolari e non solo sussidi ma il brodo si allunga perché Conte è deteriorato, così come l’opposizione.

 “Intanto ogni giorno che passa è un giorno guadagnato” ragiona il premier e – come un furbo capo-pompiere – reagisce a chi gli urla “Emergenza!!” con un “Ha proprio ragione…che ne dice di risentirci verso fine settembre?”

Dovremmo insomma sperare nell’Europa, pur divisi anche sul MES, che però anche lei marcia divisa. Potrebbe aiutarci la Francia a spingere su Bruxelles per avere più prestiti, ma in cambio bisogna chiudere gli occhi sui francesi che si stanno accaparrando il meglio delle aziende italiane.  

 

DEL SENNO DI POI

...ne sono piene le fosse. Trovo surreale che i PM di Bergamo vadano alla ricerca di un capro espiatorio per scoprire chi dovesse o meno firmare per la "zona rossa" in Val Seriana ai primi di marzo, non attuata subito e poi inclusa nel blocco di tutta la Lombardia. Trovo ingiusto prendersela su questo aspetto con Conte o il governatore Fontana: nessuno in quei giorni aveva un'idea di che cosa fosse o poteva diventare il contagio e credo nessuno abbia volutamente minimizzare il rischio.

Ovviamente industrie ed operatori economici avranno fatto pressioni per aspettare a chiudere tutto, ma anche loro in buona fede ben sapendo i disastri che sarebbero arrivati (come infatti è stato) con una chiusura generalizzata. Oggi la scelta di tenere aperte quelle zone, così come quella di costruire in pochi giorni un ospedale in Fiera Milano, sembrano sbagliate ma vanno contestualizzate alla allora situazione.  

In passato abbiamo visto annunciare tante epidemie poi mai arrivate (dalla mucca pazza ai polli) e tra  l'altro proprio l'OMS - su input cinese – ancora a marzo minimizzava il contagio. Piuttosto i PM insistano allora per un'indagine proprio sulle responsabilità dell’OMS visto quante decine di milioni paga ogni anno l’Italia a questa Organizzazione e sulle responsabilità dei politici (e non solo) per i disservizi che si sono registrati quasi ovunque nella gestione del Coronavirus.

 

MA UN PUNTO FONDAMENTALE RESTA L’ INDAGARE SUI FONDI RACCOLTI DALLA PROTEZIONE CIVILE. E' troppo chiedere un rendiconto accurato di quanto è stato raccolto e come lo si sia speso? E' troppo sapere dove siano finiti i milioni di euro spontaneamente offerti dagli italiani in aggiunta ai fondi disponibili già largamente concessi alle "tutine nere"? Perchè i soldi pubblici vanno sempre spesi bene anche nell'emergenza e l'impressione è che alla Protezione Civile - soprattutto da quando è diventata il baraccone che è - ci sia sempre stata opacità sulle spese e sui canali di comando, ma soprattutto sui successivi controlli.

Questa necessità di chiarezza sarà utile anche in futuro visto che tutte le nomine di questa struttura sono state politiche (e senza concorsi!) e "interne" al potere politico con legittimi dubbi sulle effettive capacità dei singoli. Appalti, gare, prezzi, acquisti: ecco un bel tema per solleciti Giudici alla ricerca della verità.

 

COLAO COLATO (A PICCO)

Triste destino per l’illustre dott. Prof. Vittorio Colao chiamato da Conte tra squilli di tromba al proprio capezzale in piena epidemia, ufficialmente per dare una mano “tecnica” al governo e a programmare il rilancio italiano. Alla fine mister Colao e la sua mega-commissione non se li sono filati nessuno, hanno prodotto 120 schede su idee assolutamente serie (anche se spesso assolutamente ovvie), solo che il loro allarme  non era in sintonia con i tempi lunghi di Conte  e le menate interministeriali che puntano a ben altre partite.

Così il professore – che doveva essere l’ospite d’onore agli “Stati Generali” - è stato liquidato in 40 minuti senza neppure presente tutto il governo e manco con un “grazie” finale. Forse perché aveva fatto capire a tutti la verità, ovvero che Conte non ha un piano, date, coperture, tempi.

Colao buttato giù dalla torre, avanti un altro per il nulla che avanza.

GLI STATI GENERALI

Un premier alla quotidiana ricerca di visibilità aveva convocato a sorpresa l’altisonante summit degli “Stati Generali” facendo storcere il naso perfino al PD. La conferma – e siamo solo a metà strada -  è che si tratti proprio solo di una sfilata “Ad usum Conti”. Il menu – diluito in 10 giorni - prevede infatti chiacchiere quotidiane d’apertura, incontri istituzionali (anche se i big fanno solo una comparsata in video) poi conferenza-stampa pomeridiana con il premier che chiacchiera nuovamente in giardino e sua comparsata con show serale a reti unificate.

Concretezza? Nessuna. Piani strategici “Ne parleremo a settembre” perché mentre l’Italia affonda la strategia è il rinvio. Se qualcuno protesta – magari Bonomi di Confindustria – il commento del premier è “Non ci hanno capito, non siamo contro le imprese” ovvero altre chiacchiere che non significano nulla. “Stati Generali” inutili visto che il Parlamento non conta più niente e i DPCM sono il nuovo Vangelo e quindi Giusepi, l' "avvocato dei poveri", può galleggia intanto sulle liti interne e grazie alle nomine, ai veti su Autostrade, alle divisioni M5S, a Renzi che minaccia ma non morde anche lui terrorizzato dal possibile voto popolare. Ovviamente Conte chiede “coesione”, ma poi continua con i suoi decreti esattamente come al solito. 

Lo scenario comunque è ben scelto: Villa Pamphili a Roma con i suoi splendidi giardini assomigliano in piccolo alla reggia di  Versailles dove nel 1789 Luigi XVI convocò gli "Stati Generali" della Francia squassata dalla crisi, come l'Italia di oggi. Finirono con l'avvio della Rivoluzione Francese e la decapitazione del re.

Chissà se Conte ci ha fatto un pensierino, magari facendosi una toccatina di striscio.

 

MONTANELLI

Gli idioti che hanno deturpato la statua di Indro Montanelli a Milano sono soprattutto degli ignoranti visto che hanno giustificato il loro atto vandalico come protesta antirazzista. Nelle loro zucche vuote è probabile che non riescano neppure a concepire la freschezza e l'onestà intellettuale di un giornalista che è stato per tanti anni una libera alternativa di pensiero e sempre una schiena diritta.

Idioti che non sanno nulla delle sue cronache, dall'Africa al fronte finlandese, o della sua detenzione a San Vittore con i nazisti che lo volevano morto. Tanto meno della sua uscita dal "Corriere" per fondare nel 1974 "Il Giornale" e ancora le sue successivi liti con Berlusconi che pur l'aveva finanziato... Chissà se almeno sapevano che il monumento imbrattato sorge proprio là dove Montanelli fu “gambizzato” dalle Brigate Rosse. Idioti che non hanno ovviamente mai letto i suoi libri e il suo graffiante, quotidiano  "Controcorrente" espressione di uno spirito libero che i “valorosi” dallo spray rosso non possono neppure immaginare.

PS: ma possibile che neppure visionando i video dei mascalzoni all’opera si sia riusciti ad identificarli?

 

GIUSTIZIE

Giusto 40 anni fa cominciava il calvario di Enzo Tortora. L’allora notissimo presentatore televisivo fu arrestato, processato, messo alla gogna, condannato pur essendo del tutto innocente.

Nessun Magistrato ha pagato per quella ignominia e per la sua morte avvenuta di fatto di crepacuore. Come credere poi ai vari governi e ministri della giustizia che si sono succeduti quando il sistema sembra non cambiare mai? Alla delicatissima procura di Perugia (inchiesta Palamara & politici) tre giorni fa è stato eletto da un CSM spaccato e “politico” - con 12 voti contro 8 e 5 astenuti - proprio Raffaele Cantone che pure rapporti con la politica ne ha avuti eccome e anche di recente.

Ecco perché fa sorridere Bonafede che dopo aver scarcerato boss e viceboss per il virus “manda gli ispettori” per la scarcerazione di Massimo Carminati, il “nero” che – dopo 5 anni passati al 41 bis – viene rilasciato per scadenza dei termini. Se è colpevole è assurdo rilasciarlo, se fosse innocente è stata una ingiustizia avergli fatto trascorrere cinque anni di vita come un boss mafioso. Capite perché quando poi Colao sottolinea nelle sue schede che “In Italia occorre riformare la Giustizia” il minimo è sorridere? Anche perché Mattarella al massimo interviene con i suoi fulgidi discorsi come quello di ieri (si riferiva a Perugia?)…e tutto continua esattamente come prima

 

VERBANIA: CICLABILE GIA’ A PEZZI

Da anni è in corso a Verbania la costruzione della pista ciclabile tra Suna e Fondotoce tra ritardi, liti sull’appalto, sospensioni dei lavori. A parte gli attuali lavori di sterro degni delle fondamenta del Duomo di Milano basta passare in auto per notare il degrado che a meno di un anno dall’inaugurazione ha già colpito il primo lotto. Parapetti arrugginiti (no, non è corten, è proprio ruggine), pavimentazione di legno già traballante e malmessa (usando il legno vicino al lago...), segnaletica cancellata e sbocco in una curva cieca pericolosissima….vedere per credere.

 

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                       MARCO ZACCHERA 




IL PUNTO n. 770  del 12 giugno  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: INGINOCCHIATI IN AULA - GIRO D’ITALIA 

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IN GINOCCHIO LA DEMAGOGIA

Vedere Laura Boldrini ed altri deputati del PD inginocchiarsi in aula alla Camera  per ricordare il nero George Floyd mi ha scoprire a quanto possa arrivare la demagogia.

Parliamoci chiaro e senza peli sulla lingua: l’episodio del poliziotto di Minneapolis che ne ha causato la morte soffocandolo è inaudito e indegno: l’assassino sia processato e condannato duramente, come i suoi colleghi che non sono intervenuti.

Questo per fare chiarezza totale, ma da lì in poi è ora di aprire gli occhi e parlarsi chiaro. Innanzitutto quei poliziotti erano di una città e non “federali” e quindi Trump non c’entra nulla, ma semmai ne è responsabile il sindaco di Minneapolis che – ma guarda! – è Jacob Frey, un rampante esponente democratico e non un repubblicano, così come il sindaco di New York dove pure ci sono state tante altre violenze.

Guarda caso è di colore anche il capo della polizia di Minneapolis, Medaria Arradondo, e - a sottolineare che l’episodio non aveva particolari connotazioni razziali – andrebbe anche ricordato che George Floyd aveva piuttosto precedenti per rapina a mano armata aggravata.

Il problema è che i democratici – a corto di idee e di voti per novembre – prima avevano attaccato Trump sul coronavirus accusandolo di tutto. Poi, quando hanno visto che il presidente ha contenuto i danni economici dell’epidemia, dovevano trovare assolutamente un altro “caso” e l’episodio di Minneapolis andava a pennello per mobilitare i neri al voto di novembre pur sapendo di scatenare altra violenza.  

In America ci sono moltissimi problemi razziali e sociali, la strumentalizzazione è facile, così come la demagogia. Sul caso è montata per giorni una violenza incredibile con danneggiamenti, morti, feriti, saccheggi, assalti che non c’entravano nulla con l’episodio iniziale, ma creati ad arte per far montare il caso.

Violenze che hanno semmai acuito le diversità, gli odi razziali, la radicalizzazione di parte  culminata con la presenza del candidato democratico Joe Biden ai funerali “privati” della vittima, giusto per non farsi notare...

Non potevano quindi mancare all’appuntamento i sinistri nostrani, quelli che parlano sempre di “strumentalizzazione” se a delinquere è un immigrato e che certo non si sono mai  inginocchiati per un poliziotto assassinato, italiano o americano che sia.

Eppure – purtroppo – di poliziotti innocenti ne sono morti tanti.

 

GIRO D’ITALIA

Riaperte le gabbie ho dovuto correre per una settimana in giro per l'Italia e l’ho ritrovata più triste, spaventata, incerta.

Possiamo anche riderci sopra: c'è chi tiene la mascherina e chi no, chi ha paura e chi invece fa lo spavaldo ma - soprattutto - non c'è un hotel, un ristorante, un bar o un esercizio commerciale dove le norme vengano applicate - ma soprattutto vissute - in modo univoco.

Siete mai stati al ristorante dopo il 3 giugno? Avete notato se e come l'olio per l'insalata ve lo abbiano portato in tavola? E' un micro-esempio tra chi ha optato per le bustine in plastica monouso (davvero con olio extravergine ?!) oppure con il cameriere che non molla la bottiglia perchè l’olio te lo versa assolutamente solo lui, passando da chi va avanti alla moda vecchia o a chi invece l'insalata la serve  già condita e  sotto cellophane, in arrivo direttamente dalla cucina.

Stesso destino per i piatti di portata (monoporzioni o comuni per più commensali?) che hanno sollecitato la fantasia dei più. Come dividere in due una fiorentina se non siete "congiunti" o una spigola di un chilo? E non parliamo poi delle colazioni la mattina in albergo, orfane dei buffet e che finiscono tragicamente tra bicchieri di plastica, merendine monouso con stop agli affettati per la gioia dei vegani e soprattutto dei suini italiani ed esteri. Crollano così i risotti "minimo due porzioni" e - sparito da tavola il parmigiano grattugiato -  in generale è una corsa culinaria al ribasso e alla mortificazione dei sensi.

Poi c’è il report dei 14 giorni 14: ti chiedono cognome e nome con la data di nascita, oppure no: meglio solo il codice fiscale. Nell’incertezza lascia anche il telefono, in alternativa takeaway e scappi (pagando, però!) mentre qualcuno ti propone un’agenda da compilare (ma così leggi chi c’è seduto all’altro tavolo, come la mettiamo con la privacy?). Allora meglio solo un foglietto… ma la penna con uso in comune sarà sterilizzata?

In un moltiplicarsi di disinfettanti - a pedale, monouso, a piantana, automatici o manuali - l'impressione è che si punti soprattutto alla facciata più che alla sostanza tra plexiglass, cartelli, scritte a volontà e tante mascherine: bianche, verdi, nere, tricolori, griffate, personalizzate, con o senza valvola.

E' un'Italia divisa anche per età: superi in autostrada l'anziano che da solo guida la sua Panda rigorosamente con mascherina (anche se nell'abitacolo è solo) passando alla "movida" serale di chi del virus se ne frega.

Ma fin qui abbiamo scherzato: poi c’è la realtà.

Ho percorso Ponte Vecchio a Firenze spettrale e squallido in pieno giorno con le sue botteghe chiuse e gironzolato in una Roma desolatamente semideserta già in prima serata. L’Italia turistica è quella più profondamente in crisi, triste e preoccupata, con gli operatori che temono come ancora non ci sia resi conto - al vertice - di quanto peserà questa voce sulla minor ricchezza di tutti e non solo per le boutique deserte dell'alta moda, ma anche per tutti quei negozi che hanno sì riaperto, ma non battono un chiodo.

Se poi incroci qualcuno che il virus l'ha subito - di solito da asintomatico o con  sintomi molto lievi - è costante la litania dei disservizi, di tamponi persi o non fatti, di tempi buttati via senza  un protocollo serio che valesse  per tutti.

Mentre ingialliscono ovunque gli arcobaleno dell' "andrà tutto bene" si moltiplicano i dubbi sul futuro economico di un Paese spaccato tra "garantiti" e non.

C’è invidia per i dipendenti pubblici dallo stipendio sicuro rispetto a disoccupati, lavoratori autonomi e tante partite IVA che devono già prepararsi a pagare IMU e tasse varie senza aver incassato niente: un mugugno generale che non promette niente di buono.

Anche perché soldi ne sono arrivati poco nonostante tante (troppe) promesse e vedremo l’utilità di questi “Stati Generali” che per ora sembrano soprattutto l’ennesimo show di Conte & C.

 

 

      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                             MARCO ZACCHERA