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IL PUNTO di MARCO ZACCHERA

IL PUNTO
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IL PUNTO   n. 798 del 15 gennaio  2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  REALISMO - IN ONDA LA VERGOGNA – ROMANO MISSERVILLE - CHI CENSURA LA CENSURA – AUTO ELETTRICHE – LA STORIA A TELE VCO

 

REALISMO

Mentre impazza la “crisi di governo a metà” e sono in corso tutti i traffici possibili per intruppare senatori al posto dei renziani e permettere così a Conte di mantenersi a galla, credo che la decisione più seria e sensata - ma soprattutto rispettosa degli italiani - sarebbe che il presidente Mattarella fissi senza indugio nuove elezioni per la fine della primavera.  

In attesa del voto la politica dimostri realismo e concretezza favorendo la formazione di un nuovo governo affidato ad un tecnico di provate capacità internazionali che – con obbligo morale di non candidarsi alle elezioni – raccolga un esecutivo con rappresentanti di TUTTI i partiti e con l’obiettivo di gestire la pandemia ed il Recovery Plan.

Non è possibile pensare che i prossimi dieci anni vengano decisi da un governo che - se otterrà la fiducia - avrà fatto evidenti pateracchi o assoldato truppe cammellate (da Mastella al MAIE) senza che il piano sul futuro dell’Italia sia condiviso con le regioni, le categorie produttive e i sindacati.  

Ma come è possibile che venga tutto imposto a tavolino ed in segreto, con "schede" teoriche ed incomprensibili, soggette ad ogni tipo di interpretazione futura? Ammesso che l’Europa ci finanzi “al buio” (e non ne sarei così sicuro), chi pagherà il deficit che si è creato nel 2020 e che a metà gennaio sta già richiedendo un ulteriore scostamento di bilancio, finanziato con altri debiti senza copertura?

Capisco le ambizioni personali di Conte, le paure elettorali del M5S e i traffici in corso nel PD, ma il presidente Mattarella ha il dovere morale di intervenire non solo come spento “notaio” della crisi, ma con un guizzo di autorevolezza e decisione.  

 

REPORT: IN ONDA LA VERGOGNA

Non so quanti lettori de “IL PUNTO” abbiano seguito la trasmissione “Report” di lunedì sera su Rai 3 dedicata al super commissario Domenico Arcuri e all’acquisto di decine di milioni di mascherine Covid. Incredibile apprendere (aspetti solo in parte già emersi nei mesi scorsi ) che la Protezione Civile ha comprato le mascherine in Cina – mettendo in crisi le aziende produttrici italiane – pagandole molto di più del loro valore di mercato (fino al 300% dei costi correnti), che una mega-commessa di 600 MILIONI di Euro che è stata assegnata ad una società fantasma fondata 5 GIORNI prima della fornitura svoltasi a trattativa privata, società peraltro collegata a faccendieri italiani – guidati da Mario Benotti, già consulente alla Presidenza del consiglio con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni  - che per “commissioni” hanno ricevuto 60 MILIONI di euro.

Uno si aspetta che il giorno dopo questa trasmissione-scandalo ne parli tutta Italia, che le notizie vengano smentite, oppure che i TG vi dedichino ampio spazio, mentre solerti Magistrati annunciano inchieste e  fioccano le interrogazioni parlamentare per l’evidente cattiva gestione dei fondi pubblici… Macchè, tutto è finito sotto silenzio.

Alla domanda (censurata) di un giornalista di Report ad Arcuri per avere chiarimenti, con voce scocciata e monocorde l’Arcuri dichiara di non voler rispondere “perché sono in corso indagini della Magistratura”

Davvero sono in corso indagini? Quindi Arcuri ha ricevuto un avviso di garanzia, altrimenti come potrebbe saperlo? E come mai allora non ne parla nessuno? Eppure il “mediatore” Benotti sembra aver scambiato ben 1200 (!) tra telefonate e SMS proprio con Domenico Arcuri.

Dalle mascherine si passa poi alla fornitura dei banchi girevoli inutilizzati ed inutilizzabili  (ma costati altre decine di milioni di euro) con acquisti sempre gestiti riservatamente da Arcuri, così come il sistema “Immuni” che non funziona e non ha mai funzionato.  

Cose inaudite, eppure l’ineffabile supercommissario Arcuri è sempre lì, incollato ai vertici della Protezione Civile senza che nessuno nel mondo politico chieda chiarimenti, dati, circostanze o ne chieda magari le dimissioni.

Uno schifo colossale nel disinteresse generale, ma questa è l’Italia di oggi, con un governo (almeno fino a ieri) che copre (o favorisce?) questi scandali vergognosi.

 

RICORDO DI ROMANO MISSERVILLE        

Pochi – anche a destra – possono ricordarlo, ma è morto a 86 anni Romano Misserville, “storico” senatore del MSI-DN per 4 legislature ed avvocato di fama. Negli anni ’80 fu sindaco del suo paese, Filettino, quando i sindaci di destra si contavano sul palmo di poche mani, ma soprattutto era una persona per bene, coerente e stimata da tutti, un grande signore e un vero amico.

Lo ricordo nell’autunno del 1993 quando – allora ero consigliere regionale - lo incontrai per caso davanti a Montecitorio e lui mi disse “Marco, con questa nuova legge elettorale l’anno prossimo vinceremo le elezioni e saremo al governo”.

Mi sembrava un' ipotesi assurda e invece aveva proprio ragione…

 

CHI CENSURA LA CENSURA

Premesso che Trump è quindi pazzo, provocatore, fascista (ovviamente) ecc.ecc. restano alcuni gravi dubbi che dovrebbero crescere nei pensieri di chi non ha completamente perso un minimo di equilibrio. Alludo alla censura “preventiva” che i gestori di Twitter e Facebook hanno imposto all’ (ex) presidente americano.

Credo che in una democrazia si debba poter criticare l’opinione dell’avversario eventualmente dissentendo, ma se lo si chiude “preventivamente” (e pur con 88 milioni di contatti, oltre che 75 milioni di voti) si fa semplicemente della censura.

Allo stesso modo perché i vertici di quelli reti hanno poi silenziato Trump e non le decine di dittatori  o criminali di ogni tipo che impuniti imperversano nel mondo “virtuale”? Chi ha il diritto di decidere se e quando cancellare dalla rete le opinioni altrui, giuste o sbagliate che siano?

Anche perché viene censurato Trump e - per esempio - nulla si dice e si fa quando l’ayatollah iraniano Khamenei, nel cui Paese continuano le impiccagioni di dissidenti e le persecuzioni contro le donne, scrive «Israele è un cancro maligno in Medio Oriente che va rimosso e sradicato» e non ci vuole molta fantasia per immaginare come dovrebbe realizzarsi questo «sradicamento».

Mi piacerebbe sapere in proposito l’opinione di Gad Lerner, di nota famiglia ebrea, che ha tanto esultato proprio per la censura imposta a Trump, un personaggio che, andando avanti cos,ì per milioni di americani diventerà perfino un martire, il che non mi sembra un colpo di genio

 

AUTO ELETTRICHE: SARA’ VERA GLORIA ?

Sull’ambiente ci sono diverse questioni che mi piacerebbe verificare più seriamente, per esempio la questione delle auto elettriche.

Da anni ci dicono che il futuro del pianeta sta nella riduzione della CO2 e quindi delle auto elettriche, più “ecologiche” rispetto a diesel e benzina. Eppure l’elettrico non decolla, anche per costo esorbitante dei modelli.

E’ ora però di chiedersi se davvero la scelta sia la più sensata, perché un conto è l’ ibrido, un altro milioni di veicoli per uso generalista solo con l’energia elettrica che qualcuno deve produrre e tenuto conto che la gran parte dell’energia elettrica nel mondo – visto che i verdi non vogliono il nucleare – è tuttora prodotta da centrali termiche, ovvero bruciando carbone, gas e gasolio.

Non solo: produrre batterie costa e inquina, smaltirle e distruggerle è anche peggio ed anche questo è (e sempre di più sarà) un costo ambientale spaventoso.

C’è poi un ulteriore problema, di cui non si parla: le materie prime per costruire le batterie (cobalto, nichel, litio) sono quasi tutte in mano alla Cina che ha in concessione quasi il 90% dei giacimenti mondiali e controlla anche il know how del processo industriale.

Pechino ha silenziosamente colonizzato anche il Congo (Zaire), che è il più grande produttore di cobalto al mondo, ed ha strappato contratti decennali di sfruttamento anche in Sud America.

Si è portata avanti con l’elettrico perché - non avendo grandi produttori di automobili e dovendo ridurre l’inquinamento nelle grandi megalopoli cresciute a dismisura per effetto delle transizioni demografiche dalle campagne - ha puntato da subito sullo sviluppo dell’elettrico.

Da anni i cinesi investono d'altronde anche sulle batterie per la domanda di prodotti di elettronica di largo consumo – smartphone, tablet, pc – di cui è diventata la fabbrica del mondo. La Foxconn, con sede a Shenzhen è lo storico fornitore di Apple, Amazon, Hp, Microsoft, Sony, BlackBerry.

Perché nessuno approfondisce queste tematiche e ci spiega un po' meglio il guaio in cui - sulle onde dell’ entusiasmo “verde” - stiamo andando a cacciarci?

 

LA STORIA A TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche alle ore 15.30-16.30 e 22.00 e il sabato pomeriggio.

 

UN SALUTO E BUONA SETTIMANA  A TUTTI                         MARCO ZACCHERA     




                                                           




IL PUNTO   n. 797 del 8 gennaio  2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  STORIA IN TV - NON SPARATE SULLA CROCE ROSSA – IL RICOVERY  CHE NON C’E’ -– MONUMENTI GIU’ -  PASTA FASCISTA – Approfondimento: FINISCE L’ERA TRUMP

 

LA STORIA A TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 18, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche alle ore 15.30 - 16.30 e 22.00. Per ulteriori info, contattatemi.

 

NON SPARATE SULLA CROCE ROSSA

La situazione politica italiana è diventata così tragica - ma contemporaneamente grottesca - da togliere la voglia di prendersela.

Se una banda di incompetenti alla Conte & C. riescono a galleggiare impuniti dopo 10 mesi di pandemia significa che ormai gli italiani sono sostanzialmente rassegnati tra zone rosse, gialle, arancioni e “giallo-rafforzate” con colori che cambiano due volte al giorno. 

Vi invito  a rivedervi i TG o le trasmissioni di questa primavera ed ascoltare le LORO dichiarazioni con promesse, assicurazioni e certezze: sono tragiche visto quello che poi è successo, ma a tratti anche esilaranti.

Riascoltate il video su LA7 del 28 gennaio 2020 quando Conte dichiarava “La situazione è perfettamente sotto controllo, siamo prontissimi, abbiamo adottato tutti i protocolli possibili, in Italia non accadrà mai quanto sta accadendo in Cina, siamo comunque perfettamente preparati ad ogni evenienza.”  

Oppure la fantastica intervista a Di Maio a febbraio quando chiama il Covid “vairus” e ringrazia entusiasticamente la Cina per le mascherine in arrivo. 

Cominciò così lo show di Conte, dando poi il via alla serie infinita di nomine,  commissari, commissioni, esperti, saggi... Tutti spariti se dissenzienti o ancora a pontificare in TV se ossequienti, con la nomina suprema del taumaturgo San Domenico Arcuri, il super super super esperto (i suoi fallimenti per Bagnoli, Termini Imerese e Ilva sono inciampi secondari). Ricordate d'altronde quello che lo stesso Arcuri  sosteneva in TV (andate a risentirlo!) ovvero che cliccando “Immuni” sul telefonino ci si salvava ed invece è stato un flop totale? Quisquilie per il  “grande” Arcuri, quello che ha a disposizione fondi illimitati senza controlli, che nomina, fornisce e compra, ma che soprattutto ora dispone a suo piacimento delle nostre vite, visto che sceglie lui chi far vaccinare prima oppure no e al quale non si può MAI fare una domanda in contraddittorio.

Poi ci sono da risentire le idiozie generiche o ovvie alla Azzolina o le  performance della Bellanova che ancora pochi giorni fa sosteneva come il vero problema grave dell’Italia fosse soprattutto il settore agroalimentare, eppure è proprio lei che guida (!?) la delegazione dei renziani al governo, quelli che sostengono che la crisi “non è una questione di poltrone”, però se da 2 saliranno a 3 ministri e avranno la delega ai servizi segreti allora possiamo discuterne.

A ruota arriva la Lamorgese, quella che aperto i porti e non riesce a controllare chi arriva, ma tanto la colpa è sempre di Salvini.

Ma su tutti in TV c’è sempre lui, il “principe Conte”, tutto giacca e cravatta e con lo staff che controlla e censura perfino il passaggio dei filmati di repertorio in TV. Come il Duce, Conte è sempre al lavoro, attento, presente, impeccabile, “sul pezzo”. Già avvocato del popolo e ora novello Messia, adesso sta tentando il suo terzo tuffo con avvitamento carpiato all’indietro pur di restare a Palazzo Chigi.

D’altronde a contrastare questi fenomeni non è che il centro-destra peraltro brilli di ingegno. Si parla da tempo di un rimpasto in Regione Lombardia sostituendo l’assessore alla sanità Giulio Gallera (quota FI). Quale nome nuovo è stato proposto dallo staff dell’esimio cav. Silvio Berlusconi? Nientepopodimenoche… Letizia Moratti! Sì, finalmente un “nome nuovo”, ovvero proprio lei,  l’ex ex ex di tutto ed anche ex sindaca di Milano dove solo la sua testardaggine a ricandidarsi fece perdere la guida della metropoli alla coalizione. Ma possibile che a destra non ci sia niente di meglio da mettere sul mercato?  “Buon Anno, Italia!”… ma si fa per dire.

 

RECOVERY PLAN: LEGGETELO !

Tutti gli italiani dovrebbero dedicare 5 (cinque) minuti della loro vita per cercare di leggere le bozze del RECOVERY PLAN proposto da Conte ormai un mese fa.

Basta cercarle su mille fonti internet ed aprendo le sue striminzite schede – per 200 MILIARDI !! - scoprireste che…il piano non c’è !

Quasi nessuna fonte informativa le ha fatte vedere o ha spiegato al popolo sovrano che le famose “schede” sono in realtà di una genericità assoluta, scritte in termini burocratici astratti e con nessun riferimento al reale. Una serie di buone intenzioni, delle ipotesi di massima senza però veri dettagli e dove  - soprattutto - ci si potrà infilare di tutto e di più. 

Escludo che l’Europa - se per una volta si dimostrerà una cosa seria - vorrà dare veramente dei soldi all’Italia sulla base di idee o speranze così ovvie, largamente condivisibili proprio solo perché generiche, teoriche, assolutamente non concrete e soprattutto senza una linea delle priorità.

 

CITTADINANZE & MONUMENTI

A Verona vogliono togliere la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, negli USA la statua del generale Lee (comandante in capo delle forze sudiste ai tempi della guerra di secessione) è stata tolta dal Campidoglio e al suo posto è stata messa quella di una attivista nera contro l’apartheid, mentre i monumenti a Cristoforo Colombo vengono ovunque abbattuti. 

Saviano mi sta da sempre sulle scatole, così come chi conosce la storia sa che Lee è stato un eroe ed un brillante generale, anche se della parte “sbagliata”, soprattutto perché la storia la scrivono sempre i vincitori.

In ogni caso sono contrario a queste scelte “revisioniste” perché esprimono un giudizio contemporaneo rispetto a quello storico che va sempre visto con rispetto, soprattutto se si riferisce a fatti lontani nel tempo, quando c’erano diverse percezioni e sensibilità rispetto ad oggi.

Per questo trovo sia ridicolo dis-assegnare cittadinanze onorarie al mutar di maggioranze politiche, così come abbattere le statue di Colombo solo perché ha portato i bianchi “cattivi” in America.

Se i bianchi hanno sterminato i nativi americani certo non è stata colpa di Colombo, così come Lee ha difeso il “suo” Sud dall’ invasione nordista ritenendo solo di fare fino in fondo il proprio dovere.

 

LA PASTA “FASCISTA”

Siccome in Italia non abbiamo altri problemi è surreale la vicenda legata al pastificio “La Molisana” di Campobasso che si è scoperto produrre da decenni le “Abissine rigate” e le “Tripoline”, due formati di pasta composti da farina locale.

Pare infatti che negli anni Trenta l’Italia avesse celebrato la stagione del colonialismo anche con nuovi formati di pasta: Tripoline, Bengasine, Assabesi e Abissine, di sicuro sapore littorio e che “La Molisana” abbia continuato a produrli, debitamente pubblicizzandoli.  

L’azienda è ora finita sotto accusa per leso antifascismo ma, anziché coerentemente difendere una linea produttiva che va avanti da decenni, si è affrettata a cambiare nome e presentazione ai suoi prodotti  (con molta tempestività democratica: solo dopo 75 anni!).

Per evitare ulteriori polemiche le "Abissine rigate" diventeranno ora semplicemente "Conchiglie". 

Fantastico soprattutto il comunicato stampa dell’azienda che testualmente recita “ Ci scusiamo per il riferimento riguardante i formati di pasta Abissine e Tripoline che hanno rievocato in maniera inaccettabile una pagina drammatica della nostra storia.  Cancellare l’errore non è possibile, ci stiamo già impegnando a revisionare i nomi e i contenuti dei formati in questione”  Non solo, per evitare ulteriori guai - oltre che per meritarsi adeguati meriti resistenziali  i titolari del pastificio hanno sottolineato (lo spiega molto seriosamente l’ANSA di due giorni fa) che nel dopoguerra il capostipite della famiglia "Partecipava alle sottoscrizioni della Festa de L'Unità."

Insomma veramente della bella gente, italicamente coerente e soprattutto coraggiosa!

Chi sarebbe da rinchiudere adesso in manicomio per questa polemica assurda: i pastaioli, i giornalisti o gli antifascisti locali ?  Credo che polemizzare su queste sciocchezze squalifica ed insulta la Memoria di chi l’antifascismo l’ha fatto sul serio e il fascismo l’ha subito sulla propria pelle.

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Approfondimento: FINISCE L’ERA TRUMP

 

L’occupazione del Campidoglio USA per alcune ore da parte dei sostenitori di Trump è stato l’ultimo atto (decisamente squallido) di quattro anni di una presidenza sempre contestata da chi non aveva mai accettato la sua presenza alla Casa Bianca.

Un gesto dimostrativo (evidentemente tacitamente tollerato dalla polizia, perché mi rifiuto di credere che poche migliaia di dimostranti possano occupare il Congresso americano senza un immediato e determinato intervento degli agenti) che ha portato però anche a quattro morti e che sottolinea la spaccatura del paese.

In democrazia però si vince e si perde, e quando si perde lo si deve accettare: è la principale regola del gioco e deve valere per tutti.

Radicalizzando lo scontro, d'altronde, Trump sapeva che avrebbe portato al voto molti più avversari e quindi la sua politica non ha certo pagato in termini elettorali.

Potrà invocare la pandemia, l’ostilità dei media, le grandi potenze finanziarie schierate contro di lui, ma Trump ha perso e quindi la sconfitta deve accettarla, non mettersi certo a sobillare gruppi più o meno eversivi.  

Certo gli USA sono oggi un paese diviso con poche migliaia di voti georgiani che sono stati il sipario definitivo sull’ “Era Trump”.  Pochi voti di margine che hanno però assegnato ai democratici i due seggi in ballottaggio portando il Senato in parità (50 a 50) ma con il voto del presidente a poter fare la differenza.

Secondo la costituzione americana il presidente del Senato (che pur -  per prassi - di solito si astiene) non è elettivo, ma è proprio il vice-presidente dell’Unione e quindi sarà proprio la prossima vice-presidente Kamala Harris a garantire a Biden la maggioranza del Congresso, visto che la Camera dei Rappresentanti è già in mano democratica pur avendo perso a novembre 18 seggi a vantaggio dei repubblicani.

Joe Biden non sarà quindi un presidente “azzoppato” e potrà contare sul voto del Congresso almeno per i prossimi due anni perché – non va dimenticato – un terzo del Senato e tutta la Camera vengono rinnovati ad ogni primo martedì di novembre degli anni pari, con la prossima puntata già fissata quindi per il primo novembre 2022.

Per noi italiani - che rischiamo ogni settimana la crisi di governo e dove il richiamo al voto anticipato è una costante - questa periodicità sorprende, ma intanto assicura continuità da 250 anni al sistema elettorale americano, proprio quello che Trump giudica “corrotto come non mai”.

Il voto ha anche prodotto una indubbia involuzione  del Partito repubblicano che esce dal turno elettorale non tanto sconfitto nei voti (in fondo nessuno aveva mai preso tanti voti presidenziali come Trump a novembre) ma profondamente spaccato al proprio interno.

Con il proprio carattere e con i suoi atteggiamenti spesso eccessivamente di rottura, Trump è stato capace di nascondere le cose buone che pur ha fatto, come la netta inversione economica data agli USA prima della pandemia e i suoi successi in politica estera. Certamente ha avuto contro la grande stampa, la sinistra, i centri di potere, ma ha indubbiamente fatto di tutto per renderseli ostili ed ha clamorosamente sbagliato – secondo me - anche l’approccio alla realtà post voto di novembre: la sconfitta in Georgia (già roccaforte repubblicana) lo prova.

Per esempio, se erano prevedibili (e da lui sempre denunciate) distorsioni sul sistema elettorale postale perché un presidente che da 4 anni controlla l’esecutivo non è intervenuto prima per evitarli? E - in una situazione dove i democratici mobilitavano in Georgia le diverse componenti razziali della società - valeva la pensa di buttarla tutto sulla polemica e la contrapposizione?

I voti in Georgia hanno sottolineato che non ha pagato la linea barricadera di Trump e il suo radicalizzarsi in un elettorato che è sicuramente  maggioranza soprattutto nelle campagne, ma che diventa numericamente perdente nei grandi centri e nel momento in cui i democratici riescono a mobilitare per il voto le minoranze etniche, a cominciare da quella nera visto che gli ispanici di prima generazione sembrano invece diventati una componente importante dei repubblicani .

Così, mentre Trump urlava al voto rubato, in Georgia  ha vinto il reverendo Raphael Warnoch, leader di una comunità religiosa nera e noto predicatore televisivo, in aperta opposizione alle chiese protestanti bianche ed integraliste che hanno invece appoggiato Trump.

Anche in questa spaccatura politico-religiosa c’è una profonda novità nell’elettorato americano che normalmente porta ad iscriversi al voto (atto obbligatorio ogni volta per poter votare) solo circa la metà degli aventi diritto: se aumentano i votanti tendenzialmente vincono sempre (come da noi)  i democratici.

Trump un anno fa era convinto del successo e  i democratici avevano scelto Biden come opaco male minore, ma prima il Covid e poi gli atteggiamenti incendiari del Presidente hanno portato alle elezioni più controverse e radicali della storia, oltre che le più care vista l’enorme somma spesa – soprattutto dai democratici – per cercare di influenzare gli elettori.

C’è un altro aspetto fondamentale: Trump ha perso, ma ha fatto anche perdere il proprio partito che in buona parte lo ha sopportato in silenzio per quattro anni ed ora cercherà di distruggerlo. Trump non è stato un personaggio facile da digerire in casa repubblicana, ha spostato su posizioni radicali il partito perdendo voti e simpatie in settori storici dell’ “Old Party” che non hanno condiviso molte delle sue posizioni. Squadra che vince non si cambia, ma quando perde la resa dei conti è inevitabile.

Alla fine Joe Biden ha giocato (e sta giocando) l’accorta carta della moderazione, accolta dagli sdolcinati commenti dei leader mondiali, ma anche perché capisce di avere comunque una maggioranza minima sia al Congresso che nel paese, oltre ad una Corte Suprema di chiara impronta conservatrice anche se sul voto di novembre ha dimostrato – come era ovvio, salvo che per qualche commentatore nostrano  – la propria tradizionale ed assoluta indipendenza.   

Proprio la Corte Suprema resta così uno dei pochi punti di riferimento per un’America che oggi appare politicamente divisa, smarrita ed economicamente prostrata in molti settori per il Covid che tuttora imperversa, drogata per l’andamento anomalo dei mercati finanziari che con il loro potere (e milioni di dollari) hanno apertamente aiutato Biden. Nodi che verranno al pettine molto presto e che ora spostano tutta la responsabilità – e senza più alibi – in casa democratica.

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UN SALUTO A TUTTI                                         MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 796 del 28 dicembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  BILANCI – TELENOVELA CONTE-RENZI -  IL CONFORMISMO DELLE IDIOZIE – MIGRANTI SPARITI -  LEGGIAMO TRA LE RUGHE 

 

BILANCI:  NE VALE LA PENA?

La fine d’anno porta necessariamente a fare dei bilanci, dei (buoni?) propositi,  a volte a stendere dei programmi.

La prima domanda che spesso mi faccio E’ SE SERVA O MENO SCRIVERE SETTIMANALMENTE IL PUNTO, che sta giungendo al 17° anno di vita e all’ottocentesimo numero della serie.

So benissimo che non fa e non farà cambiare le cose e che più che altro è uno sfogo personale, ma vorrei fosse sempre un inno al buonsenso capace di dare ai lettori argomenti e  un piccolo stimolo alla resistenza.

Purtroppo la gran parte delle persone in Italia è ormai totalmente disinteressata alla politica e al futuro del nostro paese, subisce ed accetta con rassegnazione.

In questo senso il “sistema” ha perfettamente raggiunto lo scopo: disgustare per atrofizzare il cervello della gran parte delle teste potenzialmente pensanti, dirottarle su problemi contingenti, consumismo e tematiche superficiali e controllando così i media, l’economia, la finanza, i governi.

Non prendiamoci in giro: la colpa di questo è soprattutto  della mia generazione che ha sciupato tempo, risorse, e perso molte occasioni mentre sulla terra si moltiplicavano gli abitanti distruggendo il pianeta e in Italia il mediocre poteva avanzare senza timori.  

Responsabilità generazionali e politiche: se il centro-destra fosse stato migliore non sarebbe tornata la sinistra che ha dominato l’ultimo decennio e sta progettando tutto per mantenere il potere nel prossimo. Incapacità, superficialità, a volte complicità hanno nauseato gli elettori che si rifugiano dove possono o scelgono il male minore.

Certamente la sinistra controlla gran parte dell’informazione, della magistratura, della cultura ed ha una esperienza di gestione del potere incredibilmente lunga e variegata con la sua straordinaria capacità di rinnovarsi, o almeno di darne l’impressione.

E’ un circolo vizioso autoreferente e quando – per puro caso – c’è un inciampo elettorale state tranquilli che presto  tornerà a tessere la tela.

A destra siamo individualisti, incapaci di fare squadra, di far crescere quadri preparati, ma tanti “battitori liberi” non fanno un’orchestra ed è un perpetuo remare in salita.

Quello che quotidianamente più mi indigna è la manipolazione della verità attraverso una comunicazione sbilanciata, fuorviante e con una incredibile serie di banalità  “politicamente corrette” che ogni giorno ci ingessa e mette alla gogna tutti quelli che non la pensano secondo il pensiero dominante.

Non puoi più dire – neppure dal pulpito!? - che la famiglia si fonda su una coppia “normale”, che l’immigrazione senza controlli è una pericolosa sciocchezza, che  insieme ai diritti ci sono anche tanti doveri, che regalare spesso non educa, che servirebbero più rigore, frugalità, sacrificio.

Che amare la nostra Italia non è reato e non significa odiare gli altri, che l’Europa è  sommatoria di diversità e non deve essere una omogeneizzazione  astratta e forzata per la gioia della burocrazia e della finanza.

Reazione, indignazione, fierezza: ecco perché continuerò a scrivere settimanalmente queste note e forse qualcuno delle migliaia di persone che mi leggono ogni settimana troveranno uno spunto, un’idea, una battuta per tirarsi un po' su di morale.

D'altronde  quando ero un ragazzo e mi sentivo antitetico al comunismo mi dicevano che avevo torto ed invece poi (quasi) tutti ci hanno dato ragione, quando sostenevo che la “prima repubblica” era una repubblica corrotta è saltato fuori che era proprio così. Quando sostenevo che il centro-destra non aveva una classe dirigente adatta a governare e che doveva investire di più in giovani cervelli i fatti lo hanno dimostrato e, passato il carisma di Berlusconi, quasi tutto finì miseramente (il “finì” vale anche senza accento).

Oggi dico, ripeto ed insisto che questo paese sta fallendo con scelte economiche sbagliate perché è affidato a degli ignoranti dilettanti allo sbaraglio che vivono alla giornata.  Vedrete  che – purtroppo – saranno i fatti a confermarlo, anche nel prossimo 2021 che forse avremo comunque la fortuna di vivere.

 

CONTE-RENZI: TELENOVELA CONTINUA

Le cronache del dissidio tra Conte e Renzi proseguono da mesi ma - come le puntate delle telenovele brasiliane - i colpi di scena non mancano mai.

Incontri, scontri, presunti rimpasti, precipitose minacce di abbandono prontamente rientrate. Si continuerà finchè Conte, PD e 5 Stelle accetteranno di spartire anche con i renziani la divisione dei fondi europei, assegnando a Italia Viva posti in prima fila e una fetta adeguata della legione di "esperti" in via di reclutamento politico-partitico, nuova casta della casta e magari anche la delega ai servizi segreti.  

Renzi è furbo, tira la corda ma non la rompe, come Conte non può permettersi le elezioni, sa che deve fermarsi ogni volta a mezzo passo dal baratro, come i bluff dei pokeristi di mestiere.

Però c'è un fatto da considerare: RENZI HA RAGIONE.

Ha ragione nel dire che Conte aveva cercato di mettere in piedi sottobanco una SUA cabina di regia per sfruttarla per sè stesso e i suoi amici, come una polizza di assicurazione in bianco fino al 2023, oppure che è indegno di un paese civile affrontare così l'occasione unica offertaci dall'Europa.

Renzi ha ragione nel sostenere che è da dementi, per esempio, proporre di investire 3 miliardi in un decennio su turismo e cultura quando la Germania da sola ne mette 35 (trentacinque!) oppure che il Piano è una serie di spunti raffazzonati e senz'anima..

IL VERO, AUTENTICO DRAMMA E' CHE I SOLDI EUROPEI SPARIRANNO COME PER LA CASSA DEL MEZZOGIORNO (a cominciare da quelli anticipati, già asciugati in mille rivoli) SENZA RIFORME VERE, STRUTTURALI, SERIE.

Non si possono fare perché scontenterebbero troppi che vivono alla meno peggio anche durante la pandemia e perché la nostra politica è quella dei favori reciproci, dei sussidi, degli sconti, dei condoni, del "nero", della forma e mai della sostanza.

Agli italiani di oggi in fondo va bene così, mica siamo seri e quindi più sul palcoscenico ballano i guitti, meglio è: è tutto spettacolo.

Vi immaginate un Draghi ad imporre serietà? Lo distruggerebbero in pochi mesi.

 

IL CONFORMISMO DELLE IDIOZIE

Il livello del conformismo informativo in Italia è arrivato a livelli ridicoli.

In settimana per esempio abbiamo vissuto in diretta TV l’arrivo del vaccino con uno show mediatico da D-Day (lo sbarco in Normandia) inversamente proporzionale alla realtà. Domenica al TG1 ci sono stati 9 minuti ininterrotti di interviste a Conte, Speranza, Di Maio, Zingaretti, Arcuri, il vice di Arcuri e a seguire “scienziati” vari, nessuno con il senso del ridicolo e della misura.

Abbiamo per ora le primule rosa (costo?) ma non i vaccini, mentre il nostro paese non ha bisogno di convincersi a vaccinarsi, ma piuttosto chiede perché bisognerà aspettare mesi per farlo se nel resto del mondo lo si fa già.

La Germania – per esempio – ha comprato 30 milioni di dosi per conto suo perché i  numeri parlano chiaro: se – come sostiene Speranza – tra tre mesi avremo distribuito 4 milioni di dosi (ovvero 2 milioni di vaccinati) saremo al 3,5% della popolazione, quasi nessuno. Questi sono dati di fatto, non la incredibile corsa del pulmino dei gelati con le sue fatidiche 9.150 dosi (153.000 andate contemporaneamente alla Germania) che - partito dal Belgio - arriva al Brennero e di qui (scortato) scende a Roma per essere poi fatto risalire per la penisola con cinque aerei militari (ma è mai possibile ?!) per lo show del V-Day.  Finito lo show resta la desolante realtà di una Protezione Civile che nonostante somme immense e nascoste chiede aiuto ai militari (ma non ha a disposizione migliaia di veicoli ?!), mentre nessuno sa quando e come funzionerà effettivamente il piano.

Continuo a chiedermi perché in Parlamento nessuno chieda i conti di questa pagliacciata, così come perché nessun magistrato vada a grattare sotto la sottile crosta della Protezione Civile che mi puzza tanto di spreco e di scandalo, corruzione e dintorni. Qualcuno sa dirmi quanto si sia incassato dalle donazioni in primavera, oppure cosa stia facendo e quanto costi un Gino Strada in Calabria o quanti siano ad oggi i “nominati” collegati all’impero di Arcuri tutto fondato su nomine fiduciarie, immunità legali e nessun concorso? Visti i giudici così distratti, quanto spazio ci sarebbe da indagare per le Iene, Report o le testate che si dicono di opposizione…   

 

I MIGRANTI? SPARITI

Italiani abbandonati a Londra per giorni dopo la improvvida “chiusura” imposta da Di Maio e Speranza per la “variante inglese” del Covid: bastava organizzarsi e controllarli all’arrivo, ma sono stati abbandonati ad Heathrow, con una spaventosa (ma ben nascosta) figuraccia della Farnesina.

Non così per i migranti dall’Africa che - spariti dalle cronache - continuano ad arrivare. Circa mille solo nell’ultima settimana (quelli ufficiali), ma senza la minima attenzione dei media neppure per un barcone affondato il 24 dicembre con circa 30 poveri morti affogati.  Sono arrivati in massa a Lampedusa, Pantelleria, Crotone, in numero triplicato rispetto all’anno scorso e nessuno sa se siano positivi o meno. Intanto una sorprendente sentenza del Tribunale di Milano stabilisce che se un migrante arriva da una zona Covid ha diritto alla protezione umanitaria e a restare in Italia. Visto che il Covid c’è in tutti i paesi del mondo questa sentenza crea un precedente che allarga di fatto il “liberi tutti” e l’accoglienza a chiunque.

 

LEGGERE TRA LE RUGHE

Da tempo cerco di dare il mio piccolo contributo a una bella iniziativa che è sorta nel VCO tramite la “Fondazione Comunitaria”: LA CURA E’ DI CASA, una associazione che vuole aiutare gli anziani della provincia a casa propria evitando il più possibile di ricoverarli in casa di cura.

In questo anno particolare per tutti, vorrei condividere un'idea nata per caso proprio durante l'emergenza coronavirus, che ci ha fatto capire ancora di più l'importanza della comunità e dei legami. E’ stato infatti realizzato un libro (“LEGGERE TRA LE RUGHE”) che è una cosa piccola, di quelle che stanno nel pugno di una mano perché, per aiutare concretamente, non c’è bisogno di squilli e fanfare.

Ecco quindi una raccolta di racconti, testimonianze, idee, esperienze che vale la pena di conoscere. Il volume lo trovate nelle librerie locali oppure chiedetemelo e penserò a recapitarvelo. Il libro non è in vendita e le eventuali donazioni saranno devolute al Fondo VCO Social - Fondazione Comunitaria del VCO, a sostegno degli anziani fragili della comunità. Per info contattatemi: marco.zacchera@libero.it

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UN AUGURIO DI BUON ANNO, ANCHE SE SEMBRA CHE IL 2021 VOGLIA RINUNCIARE ALL’INCARICO.  LO STANNO PERO’ CONVINCENDO AD ARRIVARE OSSERVANDO CHE - CON I PRECEDENTI DEL 2020 – DAVVERO PARTE AVVANTAGGIATO.

VEDREMO SE ACCETTERA’…  INTANTO UN SALUTO A TUTTI

 

                                                                                                               MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 794 del 11 dicembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

 

SOMMARIO: LA SCENEGGIATA – COVID VERIOPINTO  - NORMA COSSETTO: I PREGIUDIZI DELL’IGNORANZA –  GENTE DI LAGO 2

 

CONFESSIONE

Ogni volta che mi accingo a scrivere IL PUNTO dico sempre a me stesso di non criticare a prescindere, di leggere anche il buono nelle decisioni e negli atteggiamenti altrui, di non polemizzare… Poi – scrivendo – davvero non ci riesco e le vicende politiche di questa settimana mi sembrano oltremodo indicative…

 

LE SCENEGGIATE E LE COSE SERIE

Si è svolta in Parlamento la preannunciata sceneggiata al termine della quale il M5S - facendo l’esatto opposto di quanto affermato fino all'altro ieri – ha accettato di fatto il MES cui si era detto per mesi e mesi ferocemente contrario. Tanto può il “vinavil” alle sedie del potere per chi doveva “aprire il Parlamento come una scatola di tonno”  ed ora ha invece un autentico terrore verso eventuali nuove elezioni.

Ma la cosa grave non è questa, il punto importante della settimana politica è il tentativo di accentrare il controllo di oltre 200 MILIARDI DI CONTRIBUTI EUROPEI nelle sole mani del governo e soprattutto del premier  Conte e di alcune centinaia di "tecnici" scelti da lui e di sua stretta fiducia. Se mai questi fondi arrivassero sarebbero pari a dieci anni di manovre finanziarie di quelle solite, quindi un bottino prezioso da pagare a babbo morto.

I tecnici - nella pratica – saranno spartiti in quote tra i partiti di maggioranza, Renzi compreso.  Più Matteo Renzi alza i toni e fa finta di andarsene, più sa di aumentare la sua quota riuscendogli sempre bene la parte del ricattatore e del convertito all’ultimo momento. Ovviamente  Renzi (a parole) è quindi contrario ai tecnici e dice cose giustissime sul doveroso controllo parlamentare, ma – appunto – le sue esternazioni sono solo chiacchiere perché se avesse davvero il coraggio di attuarle gli basterebbe dire stop all’alleanza di governo, esattamente come potevano fare (ma non l’hanno fatto) i grillini sul MES.

Renzi è da anni maestro – una abilità che nella prima repubblica era soprattutto molto socialista – a giocare la sua comoda ed eterna  posizione doppiogiochista di precaria ma indispensabile stampella di maggioranza, è alla disperata ricerca di visibilità e di “posti” e ha quindi annunciato la sua opposizione ma – come i temporali d’agosto – vedrete che presto tornerà il sereno. Dopo mancia adeguata, ovviamente, e in attesa della prossima spartizione: vedrete per credere.

 

Dovremmo però almeno ricordarci l'ipocrisia al cubo con la quale due mesi fa CON UN REFERENDUM  SI  SONO TAGLIATI 300 PARLAMENTARI PER COLPIRE  LA "CASTA"  E ADESSO SI NOMINANO ALTRETTANTI "TECNICI" SENZA ALCUN CONCORSO: MA NON E' UNA FOLLIA?

 

Si litiga per questi posti minacciando sfracelli, ma nessuno ha capito con quale logica, priorità, necessità, titoli, esperienza, competenza si stabilisca la spartizione di queste poltrone e dei mega contributi europei che dovrebbero rinnovare l'Italia e che pagheranno i nostri figli e nipoti.

Persone - come tutti i cittadini, ma anche come lo stesso Parlamento – che nulla possono o potranno dire o decidere concretamente in merito (anche se teoricamente sono fondi da spendere per loro!!) visto che tutto viene stabilito da un tizio (Conte) mai candidato né eletto da nessuno, con una maggioranza che tutti i sondaggi danno – ininterrottamente da 18 mesi in qua - netta minoranza nel paese, che va avanti a colpi di DPCM senza controlli ed ha già nominato commissioni, commissari, comitati tecnico-scientifici, inventandosi ruoli, "stati generali" ecc. alla faccia di qualsiasi rapporto democratico.

Chi giudicherà i curriculum dei 300  passa “super tecnici” e “coordinatori” di prossima nomina?

Nessuno, tanto è facile dire che i soldi saranno spesi per il “green”, il rilancio della scuola o  della sanità, la riforma della giustizia, il rilancio delle infrastrutture ecc. ecc. ma è il COME farlo che conta, ovvero decidere di spendere più o meno per questo o quel settore, questa o quella priorità e in quale zona d’Italia: pensate che mafia e camorre stiano disinteressate a guardare? E’ questo che temono a Bruxelles ed è difficile dare torto a chi deve anticipare i soldi visto che l’Europa è stata chiarissima nel dare altre indicazioni, tutte ad oggi puntualmente disapplicate.   

Dalle indiscrezioni si è già scoperto (è solo un esempio) che praticamente NULLA E’ PREVISTO PER IL TURISMO, ovvero l’industria “green” potenzialmente più potente d’Italia e questo la dice lunga sul pressapochismo di chi spande parole, ma pensa soprattutto a spartirsi il bottino.

Il drammatico nodo che non viene affrontato resta la constatazione di come si stia togliendo al Parlamento ogni centralità, in un concreto abuso della Costituzione..

 

EPPURE IL NOSTRO "GARANTE" DOVREBBE ESSERE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, UNO CHE PERO’ SI DIMOSTRA CIECO, SORDO, IMMOBILE, SILENZIOSO, OSSEQUIOSO ED ACQUIESCENTE SOLO PERCHE’ VUOLE ESSERE RIELETTO E PER ESSERLO DEVE MANTENERE QUESTA GENTE FINO AL 2023.

AMO TANTO LA MIA L'ITALIA, MA QUESTO NON E' PIU' IL MIO PAESE VEDENDO ANCHE – PURTROPPO – IL GENERALE  ANCHE SE COMPRENSIBILE MENEFREGHISMO DI  (QUASI) TUTTI .

 

COVID VARIOPINTO

Nel mutare dei colori regionali e nell’altalena dei bollettini quotidiani restano alcune cose che non chiarisce mai nessuno. Per esempio cosa indica concretamente la “percentuale dei contagiati” tra tamponi e casi positivi? Secondo me è una sciocchezza e dipende non solo dal numero ma soprattutto da chi si fa controllare.

Più si controllano persone “normali” più l’indice scende (vedi in Alto Adige dove un controllo massivo ha portato l’indice al solo 1% di positivi) mentre se si controllano parenti di infetti è ovvio che l’indice salga, ma questo non significa una maggior diffusione pandemica.

L’altra questione è il tremendo numero dei morti: centinaia di persone che ogni giorno non ce la fanno e sono l’aspetto più sconvolgente ed umano con tutte le storie personali e famigliari che ne sono alle spalle.

MA SONO MORTI DAVVERO PER IL COVID? Leggendo tra le righe si scopre che il 97% dei deceduti aveva “altre patologie” e che quindi il Covid può essere stata solo una complicazione fatale.

Ma quanti morti in meno ci sono – per esempio – per polmoniti ed influenza, quelli che nel passato non facevano mai notizia? E quanti in più per malattie cardiovascolari o tumori che vengono curati molto peggio di prima per mancanza di posti, medici e strutture? Tra l’altro – curiosamente – il numero più alto e spaventoso di morti è arrivato ufficialmente poche ore prima del sermone di Conte a reti unificate per leggerci il suo ennesimo DPCM, già pubblicato da tutti i media, e seguito dalla solita “conferenza stampa” prefabbricata e falsa come una moneta da 3 euro.

Ho l’impressione che ci siano dati gonfiati da chi ha tutto l’interesse a dare numeri sempre più gravi della realtà. Anche la scelta di non svolgere autopsie, almeno a campione, è sconcertante e mi auguro non nasconda inquietanti verità anche a proposito delle cure praticate, soprattutto nella prima fase.

A ore vedrete che invece si risolverà il presunto “dramma” dei ricongiungimenti natalizi: solo a Roma possono pensare che debbano valere le stesse regole della capitale (2.190 abitanti per kmq.) anche a Formazza (3 abitanti per kmq. l’ultimo paese di montagna in cima all’ Ossola) dove peraltro – chiusi da DPCM alberghi ed impianti da sci – anziché vedersi per festeggiare il pranzo di Natale i formazzini rischiano… di morire di fame.  

Vorrei però che gli italiani, anziché ricordarsi dei loro cari solo per il pranzo di Natale, i loro nonni e  genitori li frequentassero davvero un po' di più, ma  per tutto l’anno!

Infine il vaccino: in Gran Bretagna sono già partiti, in Europa si partirà tra pochi giorni: vedremo i tempi italiani e chi si assumerà le responsabilità dei temuti ritardi.

 

LE BESTIE, IL PREGIUDIZIO, LA VERGOGNA

Il consiglio comunale di Reggio Emilia (astenuto il PD, favorevoli tutti gli altri) a fine settembre ha deciso finalmente di intitolare una via cittadina a NORMA COSSETTO, vittima dei partigiani comunisti di Tito. “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata viva in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. Istria, 5 ottobre 1943” E’ la motivazione della medaglia d’oro al valor civile alla memoria concessagli dal Presidente Ciampi.

Esempio di ritrovata fraternità ed unità nazionale? Macché: al volere del Consiglio si è opposta la commissione toponomastica della città che – rimasta evidentemente all’epoca staliniana – ha eccepito la mancanza di  “Notizie storiche certe e verificate riguardanti le vicissitudini che hanno portato alla cattura e all’uccisione della Cossetto, la cui famiglia  aderì al fascismo anche durante la repubblica di Salò  e il cui padre morì combattendo a fianco dei nazisti durante la repressione antipartigiana in Istria”. Dichiarazioni folli, di cattivo gusto (è noto che i titini gli italiani li facevano sparire in foiba a migliaia e gli infoibati non possono oggi certo "testimoniare"...) ma anche conferma del livello di ignoranza delle bestie che tuttora compongono la maggioranza della “Commissione Toponomastica” di Reggio, dove evidentemente non sanno neppure che la RSI è venuta DOPO il martirio di Norma, né che anche suo padre fu barbaramente ucciso ed infoibato dai comunisti titini solo pochi giorni dopo la tragedia della figlia, mentre ne era alla disperata ricerca del corpo.

Ma è mai possibile che nel 2020 ci sia ancora in giro una faziosità di questo tipo?

Eppure a Reggio Emilia non solo non si è (ancora) intitolato la via a Norma Cossetto, ma nessuno ha colto l’opportunità per cancellare qualche altra intitolazione cittadina, magari quella allo stesso maresciallo Tito, il leader politico e militare degli assassini che la martirizzarono. A Reggio (dove ci sono tuttora anche via Lenin e via Stalingrado, tanto per non farci mancare nulla) c’è insomma ancora aria da “triangolo della morte”, l’area reggiana  dove circa 2.500 persone (tra cui molti sacerdoti come don Pessina, partigiani anticomunisti e i 7 fratelli Govoni) furono massacrati dai comunisti DOPO il 25 aprile, con omicidi che purtroppo continuarono - spesso rimasti impuniti - fino al 1949.

 

 

PER AIUTARE IL VERBANIA CENTER C’E’ ANCHE "GENTE DI LAGO 2"

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DEL CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

UN SALUTO A TUTTI                                     MARCO ZACCHERA







IL PUNTO   n. 793 del 4 dicembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

AI LETTORI

come ogni anno dedico un numero de IL PUNTO all’inizio di dicembre a relazionarvi sull’attività dei VERBANIA CENTER ed anche nel 2020 non voglio mancare alla tradizione. E’ questo quindi l’argomento principale della settimana anche perché – molto francamente – vedo che tutto sta procedendo nel trambusto di sempre e con estrema confusione. Chissà  se qualcuno avrà meditato che a furor di referendum si sono voluti cancellare a settembre 300 parlamentari (teoricamente eletti dal popolo) per azzoppare “LA CASTA” e adesso Conte sta nominando nel disinteresse di tutti oltre 300 “supertecnici” per studiare cosa fare dei soldi europei (miliardi di euro annunciati ma per ora non arrivati) sui quali l’Italia è già in ritardo di programmazione.

Dopo tavoli tecnici, inutili “stati generali” avanti tutta quindi con commissioni e commissari nominati senza concorsi, senza controlli, di costo sconosciuto e in pratica esautorando ministri, costituzione e parlamento. Il PD e Renzi protestano, ma verranno tacitati con una adeguata mancia, ovvero una “quota” di tecnici da loro indicati, tanto sul MES alla fine non ci sarà nessuna crisi perché i grillini hanno una fifa blu di qualsiasi voto anticipato.

Avanti quindi con i DPCM, Natale blindato (alla faccia delle promesse di Conte solo 2 mesi fa) e totale insensibilità per le istanze regionali. Turismo invernale distrutto, ma Roma gremita di gente (come constatato di persona): nulla di nuovo perché è la solita Italia dei furbi e dei furbetti.  

………………………………………………………………………………………..

 

“ KABA KUKUNA ANDU”    (“E’ MEGLIO FARE DEL BENE”)

 

2020: RAPPORTO SUL VERBANIA CENTER – RELAZIONE DEL 39° ANNO

 

Cari amici,

sono trascorsi 39 anni da quando – era il Natale del 1981 – nacque il “Verbania Center” prima una associazione tra amici e ora anche come specifico e autonomo Fondo inserito all’ interno della “Fondazione Comunitaria del VCO”. Come ogni anno debbo e voglio ricordare i tanti amici che oggi non ci sono più insieme a tutte le persone che in questi anni si sono impegnati sia nella solidarietà e che – in diversi parti del mondo – hanno operato grazie agli aiuti che abbiamo raccolto. Tra l’altro quest’anno è mancato anche LORENZO COMETTO, missionario della Consolata, con il quale abbiamo collaborato diversi anni per potenziare la scuola tecnica di Sagana, vicino a Nyeri, in Kenya.

Un anno travagliato anche in Africa ed America Latina per il Covid, ma abbiamo comunque cercato di continuare nelle nostre attività, particolarmente in Mozambico

 

RELAZIONE FINANZIARIA

Ricordo che dopo la costituzione del “Fondo Verbania Center” presso la Fondazione Comunitaria del VCO le disponibilità sono ora da dividersi in due diverse gestioni: quella “patrimoniale” (che va ad incrementare il fondo iniziale di adesione alla Fondazione) e la “sezione corrente” dove si versano i fondi raccolti e li si distribuiscono nelle diverse iniziative. 

Durante il periodo 25.11.2019 - 24.11.2020 sono stati ricevute offerte complessive per euro 13.310  oltre a  euro 1.073 di dividendi del c/ patrimoniale (passati al c/ gestione corrente). 

Gli impegni complessivi sono stati pari ad euro 14.560 e tenuto conto che è stato azzerato da tempo il c/ cassa abbiamo ad oggi un saldo di euro 73.453,71 (stabile) sul FONDO PATRIMONIALE e di euro 5.171,75 sul FONDO CORRENTE.

In totale dall’inizio della sua attività, oltre a molti beni in natura ed attrezzature, il Verbania Center ha quindi superato come raccolta i  608.000 euro che, salvo i saldi attuali e il fondo patrimoniale, sono stati tutti spesi nel tempo in oltre 100 iniziative concrete e diversificate localizzate  in tante parti del mondo dall’ Africa all’America Latina, Medio Oriente ed Est europeo. Contributi tutti “senza spese” perché ricordo che le nostre iniziative sono mirate e non hanno nessun costo di amministrazione, viaggi, gestione o rimborso spese.

 

UN GRAZIE PARTICOLARE

Come ricorderete l’anno scorso vi fu una raccolta eccezionale con una serata organizzata per ricordare SIMONA GIORDANO, purtroppo prematuramente scomparsa e alla cui memoria è stato  dedicato il nuovo reparto di pneumologia di Machava (Mozambico), inaugurato la scorsa primavera. L’iniziativa si è ripetuta anche quest’anno ad inizio settembre e ha permesso di completare il finanziamento del reparto ed iniziare anche nuovi lavori nei locali del fatiscente pronto soccorso. Un grazie speciale al marito Massimo, ai suoi parenti  ed a tutti i suoi amici per la loro generosità, ma soprattutto per la rinnovata grande amicizia ed entusiasmo con cui si sono dati da fare anche quest’anno per la nostra  iniziativa.

 

MOZAMBICO: NACALA E MACHAVA

In Mozambico continua intanto la collaborazione con le iniziative della suora salesiana verbanese Maria Luisa Spitti e delle sue consorelle. Quest’anno gli aiuti si sono concretizzati nel mantenere il finanziamento di 3 borse di studio per allieve infermiere (2.000 euro) a Nacala.

In Mozambico opera anche la sorella di suor Maria Luisa (Luana Spitti) una dinamica laica che lavora a Machava, nella periferia di Maputo, la capitale del Mozambico. Come vi ho già relazionato in passato in queste zone periferiche è assolutamente carente l’assistenza sanitaria e quindi si è continuato ad investire sul centro ambulatoriale dove, dopo la realizzazione del reparto di pediatria, sono terminati i lavori per quello di pneumologia tenuto conto della grande diffusione della tubercolosi in questa regione, soprattutto tra i bambini. Il nuovo centro (inaugurato a marzo dedicandolo appunto al ricordo di SIMONA GIORDANO, purtroppo non siamo potuti andare all’inaugurazione per la pandemia…) è stato immediatamente destinato anche ai malati di Covid di cui in Mozambico non si sa nulla o quasi circa il decorso della malattia e i numeri dei contagiati.

Si muore così facilmente per altre cause che è perfino difficile capire la gravità della pandemia che però non sembra avere avuto l’impatto che c’è stato da noi. Obiettivo di quest’anno è sistemare due locali ad uso spogliatoio di medici ed infermieri (oggi è usato un container) e – almeno dal punto di vista strutturale – il pronto soccorso che ogni giorno accoglie un numero incredibile di persone e che è in condizioni fatiscenti.

Questa specifica iniziativa è coordinata da Luana Spitti in collaborazione con la sua ONLUS “Fratelli senza Frontiere” che formalmente è la nostra corrispondente-partner. Finiti i lavori per pneumologia (siamo stati nei preventivi, in totale circa 25.000 euro compreso un ampiamento e un accesso diretto esterno in un primo tempo non previsto) la prossima tappa sarebbe di migliorare il pronto soccorso nella parte muraria (le attrezzature costano troppo) e dal punto di vista igienico, vista la situazione catastrofica (non c’è neppure un impianto “normale” per la luce elettrica!). In cassa ci sono già circa 6.000 euro  (ne servono circa 10.000 per il primo lotto dei lavori) con i tempi condizionati anche dal Covid. ma che si vorrebbero avviare prima della stagione delle piogge.   Allo studio anche la realizzazione di un pozzo per l’acqua potabile. (preventivo circa 2.500 euro), lavori da iniziare nel 2021 Covid permettendo.

 

COLOMBIA

Continua l’attività di un amico-sostenitore italiano di Cartagena ed originario della nostra zona che ha creato delle squadre di calcio giovanili per i ragazzi di strada della periferia della città, ciascuna delle quali intitolata ad un club italiano: Juventus, Torino e anche… VERBANIA (ovviamente con i colori sociali della nostra squadra cittadina!).

La squadra – come le altre – è appunto composta da ragazzi in difficoltà ed è un interessante tentativo di loro recupero e di inserimento sociale tramite lo sport. Quest’anno più che pensare al calcio si è dovuto far fronte ad enormi problemi per il Covid che ha colpito anche la Colombia e per aiutare i ragazzi abbiamo confermato la somma dell’anno scorso,  800 euro.

 

KENYA

Approfittando di una visita in Italia di p. Aldo Giuliani (missionario a Sererit, nel nord del Kenya) gli abbiamo consegnato 1.000 euro per la sua missione tra le montagne della regione di Mararal. Giuliani (che mi accolse durtante il mio primo viaggio in Kenya nel 1980!) è l’unico missionario della Consolata con il quale siamo ancora in contatto  in quanto tutti gli altri o sono deceduti o rientrati. Ancora “ruspante” è invece suor Florinda Tosi (che ha superato i 90 anni) e poi c’è sempre il pallanzese p. Antonio Bianchi (che di anni ne ha 98!) che vive nella casa provinciale della Consolata di Nairobi, ancora in discreta salute. . 

 

LA “FILOSFIA” DEL VERBANIA CENTER

Ricordiamo la "filosofia" che sta dietro alle nostre iniziative e che è riassumibile in pochi punti:

1) nessun tipo di spesa generale: tutto quello che si raccoglie lo si utilizza e lo si rendiconta

2) le iniziative finanziate debbono prevedere il coinvolgimento di gruppi o popolazioni locali che devono co-partecipare mettendoci almeno il lavoro materiale. Inoltre quando i progetti sono destinati a delle specifiche comunità il loro utilizzo non è mai completamente gratuito, ma sempre soggetto ad un piccolo pagamento o a una modesta retta di mantenimento, perché tutti siano responsabilizzati al sacrificio e le iniziative siano ben mantenute

3) ogni intervento ha sempre un responsabile locale conosciuto e serio, che possa così rispondere personalmente della qualità e della dovuta rendicontazione di quello che viene fatto.

 

L'AZIONE DEL ”FONDO”

Ormai oltre 10 anni fa il  “VERBANIA CENTER” si è trasformato da iniziativa spontanea a fondo autonomo inserito nella Fondazione Comunitaria del VCO che ha l’obiettivo di contribuire a sostenere lo sviluppo sociale del nostro territorio e di promuovere la cultura della solidarietà tra i cittadini del VCO. Le somme investite a patrimonio producono rendite destinate anche al sostegno dei singoli progetti che vengono finanziati e gestiti con la sezione corrente,  raccogliendo donazioni, contributi  e lasciti di privati cittadini, enti e imprese.  Chi desidera partecipare al progetto Verbania Center, può quindi contribuire con una donazione sul conto intestato a Fondazione Comunitaria del VCO presso BANCA INTESA SAN PAOLO IBAN: IT81 O 03069 09606 1000 0000 0570 indicando però sempre “FONDO VERBANIA CENTER”

 

SE QUALCUNO E’ INVECE INTERESSATO ALLA DETRAZIONE FISCALE MI CONTATTI PERSONALMENTE PER LE RELATIVE ISTRUZIONI. Sono inoltri destinati al Verbania Center i ricavi del libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”  

Per ogni necessità potete sempre contattarmi via mail marco.zacchera@libero.it  

 

Grazie dell’attenzione e dell’amicizia !

 

 

PER AIUTARE IL VERBANIA CENTER C’E’ ANCHE

GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile infatti il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali.

GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DEL CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

UN SALUTO A TUTTI                               MARCO ZACCHERA






IL PUNTO n. 792 del 27 novembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: LE  RESPONSABILITA’ DI MATTARELLA – CENTRODESTRA DIVISO - COVID: TRA DISCOTECHE DA SCI E MARCE AL CIOCCOLATO  – FARSA AUTOSTRADALE – GENTE DI LAGO 2

 

LE RESPONSABILITA’ DI MATTARELLA

Conosco personalmente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e per molti anni abbiamo condiviso la partecipazione alla commissione esteri della Camera. Credo sia una brava persona, seria ed onesta, ma non condivido il “profilo basso” che ha voluto dare alla sua presidenza.

E’ inutile e francamente stucchevole che si limiti ad un ruolo declaratorio per cui non manca mai il Suo ispirato messaggio per la giornata dell’infanzia, dell’handicap, della donna, del volontariato, dei rifugiati, dei diabetici, della Liberazione, delle Forze armate, della Repubblica nonché per ogni patria commemorazione o dramma, inclusi gli incidenti sul lavoro, i carabinieri o i poliziotti ammazzati, la scomparsa di cittadini emeriti.

Certo, restano i suoi  inviti alla collaborazione, al bene comune, alla volontà di intenti, alla coesione nazionale, al patto tra generazioni… Bene, e poi? Poi basta.

Mai un ATTO CONCRETO che dia seguito ai Suoi augusti auspici. Per esempio un messaggio chiaro alla Camere, un’ imposizione al governo ad “aprire” sul serio all’opposizione, ma PRIMA di decidere l’ennesimo decreto, che poi invece passa regolarmente in parlamento solo con voti di fiducia e quindi con testi non emendabili.

La scelta storica del 1948 di fare dell’Italia una repubblica parlamentare ha un senso se il parlamento conta qualcosa, se invece a contare sono soltanto governo e magistratura si crea un corto circuito istituzionale che non era nei disegni né dei padri costituenti né del buonsenso.

Personalmente credo sia necessaria per l’Italia (centro-destra, se ci sei batti un colpo!) una repubblica presidenziale dove il Presidente sia finalmente eletto direttamente dai cittadini e che quindi abbia poi il dovere di governare in prima persona. Se questo non avviene perchè la sinistra non lo vuole, che almeno Mattarella  abbia il coraggio (e il dovere) di chiedere il rispetto della Costituzione.

POSSIBILE CHE MATTARELLA NON CAPISCA CHE CONTE (persona non eletta dai cittadini e neppure parlamentare) STA ACCENTRANDO SU DI SE’ TUTTO, COMPRESE LE NOMINE DI COMMISSIONI E COMMISSARI PER GESTIRE I FUTURI  FONDI EUROPEI,  L’EXTRA DEBITO (siamo al quarto sconfinamento di bilancio) E ADDIRITTURA IL POST PANDEMIA?

O forse il Presidente è interessato solo a non disturbare nessuno, in vista di un suo secondo mandato presidenziale?

 

CENTRODESTRA DIVISO

Le sortite di Berlusconi (e di parte di Forza Italia) che fanno la corte a Conte per essere in qualche modo imbarcati al governo non fanno bene al centro-destra: la gente vuole chiarezza, non ambiguità.

Non bastano comunque i saltuari vertici tra tre leader più o meno federati tra loro per creare una alternativa: sono gli iscritti, gli elettori, gli italiani che si ritrovano su quel versante politico a potere e dovere in qualche modo poter dire la loro, altrimenti qualsiasi coalizione non sarà mai cementata “dal basso” …e fatalmente si perderà.

Lo ha sempre dimostrato il passato, ma sembra che gli errori non servano e si continua su questa strada con l’aggravante che non c’è un leader condiviso ed aggregante di schieramento, come fu dal ’94 Berlusconi.  

Intanto passano le settimane e i mesi ma non si conoscono ancora neppure i potenziali  candidati per le prossime amministrative di Roma, Milano, Napoli e Torino.

Temo che senza una strategia di coinvolgimento (è una bestemmia proporre finalmente dei confronti ascoltando i cittadini e mobilitandoli con delle “primarie”?) si delineano già in partenza delle sconfitte annunciate.

 

DISCOTECHE DA SCI, TRA MARCE DELLA PACE E CIOCCOLATO

Ma come si fa a sostenere che le piste da sci siano assimilabili alle discoteche e alle spiagge estive che – vedi Sardegna – hanno contribuito la scorsa estate a diffondere il virus? Mi sembra un atteggiamento assurdo da parte del governo vietare la stagione sciistica, ovvero la possibilità di svolgere uno sport all’aperto che si pratica da soli e  proprio con passamontagna e mascherina, viste le temperature. Un altro, ennesimo  atteggiamento di non considerazione dei danni “tombali” provocati ad un settore importante dell’economia e del turismo nazionale rispetto ai potenziali (limitati) rischi di contagio. Tutto è discrezionalità, ma è sempre anche condito dalla politica e soprattutto dal “politicamente corretto”. Per esempio si è scoperto - ma solo aver “de-secretato”(!!!) i verbali del “Comitato Tecnico Scientifico” (chissà perché sono coperti da segreto) che il CTS, per esempio, aveva detto “no” (seduta dell’8 ottobre) alla marcia della pace Perugia-Assisi che però si è svolta lo stesso, addirittura in diretta TV e con messaggio di Mattarella. Eppure lo stesso giorno è stata vietata proprio a Perugia “Eurochocolat”, manifestazione europea giunta alla 27° edizione e di grande richiamo economico e turistico.  

 

FARSA AUTOSTRADALE

Sono passati 27 mesi dal crollo a Genova del ponte Morandi e dal frettoloso annuncio del M5S che ad Autostrade SpA sarebbe stata revocata la concessione, ma siamo ancora alle chiacchiere.

Le inchieste hanno intanto messo in luce una incredibile serie di mancanze di manutenzione alla rete che invece andava eseguita, eppure pagata per anni  dagli utenti con l’aumento costante dei pedaggi.

Una responsabilità dei vari governi succedutisi nei decenni, in combutta con i vertici delle varie concessionarie autostradali, ma sulle responsabilità politiche si è sempre preferito il silenzio.

Adesso si scopre  che i pedaggi aumenteranno nel 2021 dell’1,75% sostanzialmente per finanziare lavori che  non erano stati fatti: subiamo così il danno e la beffa.

Una truffa colossale ai danni degli italiani, con il governo che tira in lungo senza che l’opposizione abbia il coraggio di mettere di fronte soprattutto PD, altoatesini e renziani alle loro pesanti responsabilità pregresse. Bloccare almeno per il 2021 i pedaggi – vista anche la situazione del paese - mi sembrerebbe il minimo da pretendere e un punto di partenza, come utenti,  per esigere rispetto.

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

Ricordo che è disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

UN SALUTO A TUTTI                                                          MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 791 del 20 novembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: TEMPO E VITA – SCHERZETTI CALABRESI – PRECISAZIONI INPS - GENTE DI LAGO 2

 

DALLA VITA SENZA TEMPO

AL TEMPO SENZA VITA

In questi giorni d’autunno sembra di vivere in una bolla, mentre i giorni corrono veloci ma sembrano spesso sprecati, silenziosi come la sabbia quando cola tra le dita.

Una volta la nostra era UNA VITA SENZA TEMPO e – almeno per me – correva di giorno in giorno a ritmi frenetici, sempre di corsa, spostandomi fisicamente di qua e di là, seguendo una infinità di questioni e di persone. Politica, professione, impegni: un susseguirsi di avvenimenti che ti travolgevano, ma che riempivano le ore, i giorni, gli anni con la soddisfazione di far “rendere” i talenti che il Grande Capo credo mi abbia affidato.

Poi è arrivato il Covid, prima cogliendoci di sorpresa, poi con una emergenza che è diventata sempre più cronica e ora in una specie di secondo tempo fatto di amarezza e di rassegnazione.

Telegiornali ogni giorno sempre uguali, polemiche sempre uguali, filmati di repertorio sempre uguali, con numeri di contagi che salgono e scendono, zone rosse e gialle che sbocciano tra proteste e difficoltà.

Un tempo che sembra scivolare inutile, che scorre per forza d’inerzia, che ti fiacca nello spirito perché non sei più attore né protagonista.

Vorresti tornare a correre e non puoi, mentre il palcoscenico l’hanno conquistato i più o meno simpatici “esperti” che (insieme ai soliti mezzobusto politici) ogni giorno rimbombano di ovvietà, di polemiche ridondanti e di risposte scontate, mentre il virus sembra correre per conto suo, in attesa di un vaccino che (forse) lo spegnerà.

I giorni sono diventati monotoni, scanditi dai regolari quanto scontati proclami all’unità di Mattarella, ma contraddetti sempre nei fatti da un Conte che tanto fa poi quello che vuole (vedi, in settimana, la bozza di bilancio non discussa con nessuno).

Solo Berlusconi applaude, fiutando di poter così ritornare nel giro e magari dare anche una mano a Mediaset. Irriducibile, un po' come quel vecchietto seduto all’osteria che ricorda sempre e solo i tempi in cui c’era “Lui”.

Sullo sfondo un’ Europa che aveva promesso ma non mantiene (eppure i soldi del Recovery Fund Conte li ha già ben ipotecati), mentre sale un deficit pubblico senza freni e così imponente che non ci accorgiamo neppure delle sue future conseguenze. Alla fine ti limiti a sperare di non essere nel numerino statistico quotidiano dei contagiati e dei decessi, ma ogni tanto rifletti sui pesi scaricati sulle spalle delle future generazioni di cui abbiamo ipotecato il futuro.

Intanto c’è anche un po' di  follia, come il minacciato sciopero proprio di quei dipendenti pubblici che sono i soli - oggi - ad essere sicuri del proprio stipendio e del proprio posto di lavoro, mentre in troppi ogni giorno ti confermano che stanno chiudendo le loro aziende, i negozi, gli studi professionali dopo tanti sforzi buttati via. Leggi di nuove povertà e  di banche che comunque accumulano profitti, di valori di borsa che non hanno più nulla di reale mentre il calendario ci informa che finalmente sta finendo questo brutto 2020, anno bisesto e anno funesto, davvero un anno di TEMPO TRASCORSO SENZA VITA. 

 

UN SORRISO (AMARO) DALLA CALABRIA

Meno male che c’è la Calabria a strappare qualche volta un (amaro) e ironico sorriso, ma il balletto delle nomine calabresi la dice lunga sul caos che regna a Catanzaro e dintorni, ma anche - e soprattutto - a Palazzo Chigi.

Mentre è notizia ieri l’arresto del presidente del consiglio regionale (FI) a far sorridere è la “crisi di coscienza” che sembra colpire  i vari Commissari regionali alla sanità.

Ricordate? Prima venne nominato da Conte il generale Cotticelli (due anni fa, ma confermato quest’estate) che “non sapeva” che bisognava pur fare un piano regionale per il Covid e candidamente lo ha ammesso in diretta TV dicendo poi che forse l’avevano addirittura drogato (?!) prima dell’intervista: cacciato.

A seguire Conte ha nominato allora Giuseppe Zuccatelli, ma subito escono le sue recenti interviste in cui l’illustre clinico si pronuncia sull’ uso delle mascherine “Non servono a un caz…” e viene cacciato anche lui. A questo punto terza nomina del prof. Eugenio Gaudio che però ha una moglie “che non vuole trasferirsi a Catanzaro” (e salta fuori che è pure indagato a Catania per concorsi truccati) e quindi rinuncia. Ditemi voi – tra l’altro - se questa scusa sia comunque minimamente credibile.

Alla fine - come richiesto a gran voce dalle Sardine per l’occasione tornate alla ribalta - resta il compagno Gino Strada, che però nicchia salvo poi sottoscrivere un bel contrattino per la “sua” Emergency.

Il personaggio è noto: fondatore della predetta associazione è un ex leader dei “Katanga”, il famigerato servizio d’ordine  dell’ Università Statale di Milano negli anni ’70, quando il dott. Strada - non ancora convertito sulla via del pacifismo – stava con chi spaccava le teste altrui a colpi di chiavi inglesi, distinguendosi nel gruppo d’azione “Lenin” di cui era il responsabile, ovvero i picchiatori delle facoltà di Medicina e Scienze. Strada non risulta essersi mai pentito dei suoi trascorsi violenti, neppure quando nel 2009 lo candidarono addirittura al premio Nobel per la pace.

Intanto tutte le 9 ASL calabresi risultano commissariate, in particolare quelle di Reggio e Catanzaro che sono “commissariate dal commissariamento” nel senso che i commissari sono stati sospesi per potenziali infiltrazioni della criminalità organizzata ed al suo posto sono stati nominati 3 commissari a commissariare il commissario. Avanti il prossimo…

NB per chi volesse approfondire l’argomento, Openpolis pubblica una serie di articoli da brivido sulla sanità in Calabria e - già che ci siete - date anche un’occhiata alle foto della nuova sede della regione Calabria: costata una follia, i mega-casinò di Las Vegas sfigurano a confronto dell’enorme edificio che sembra sfornato dagli architetti di Ceausescu, il defunto dittatore comunista romeno… Però in tutta la regione ci sono solo 152 letti di terapia intensiva per 2 milioni di abitanti. In Piemonte (per 4.3 milioni di piemontesi) i letti di terapia intensiva sono 626, di cui la metà creati quest’anno.

 

DOVEROSA PRECISAZIONE

Quando qualcuno non ci crede che la realtà burocratica italiana possa andare oltre la fantasia, leggetevi questo documento dell’ INPS, tratto in modo testuale da una circolare del 12.11.2020.

“ Si precisa che la sospensione in trattazione non opera rispetto alla terza rata in scadenza nello stesso mese riferita alla rateizzazione di cui agli articoli 126 e 127 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n.77, ovvero dall’art 97 del decreto legge del 14 agosto 2020 n.104 convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020 n.126 dei versamenti sospesi ai sensi dei decreti legge 2 marzo 2020 n. 9, 17 marzo 2020 n. 18 convertito con modificazioni dalla legge 24 Aprile 2020 n. 27,  8 aprile 2020 n. 23, legge convertita, con successive modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020  n.40  e  numero 34/2020, convertita con modificazioni, dalla legge n. 77/2020…

Oh, finalmente è tutto chiaro !

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

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UN SALUTO A TUTTI E BUONA SETTIMANA                                  MARCO ZACCHERA 



IL PUNTO   n. 790 del 13 novembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: VACCINO POLITICAMENTE CORRETTO – USA IMAGINATION FILM - EMERGENZA FINANZIARIA – ALITALIA SPARITA - PER NATALE: GENTE DI LAGO 2

 

IL VACCINO POLITICAMENTE CORRETTO

Chissà se qualcuno si ricorda della inaspettata telefonata nel luglio scorso del sig. Bill Gates (un poco noto poveraccio americano) al premier Conte.  

Tutti si erano chiesti il motivo di questo inatteso colloquio telefonico, ma forse questa settimana qualcuno l’ha capito.

La fondazione del sig, Gates e signora, infatti, è collegata alla Pfizer, l’azienda farmaceutica americana che domenica scorsa  ha annunciato di aver ormai pronto (“con sicurezza al 90%”) il vaccino anti-Covid.

Un vaccino sorprendente, perché la notizia è “casualmente” arrivata neppure 48 ore dopo l’autoproclamazione di Biden a presidente USA, candidato sponsorizzato da Bill Gates con aiuti elettorali in termini di milioni di dollari. Da notare che fino alla settimana precedente la Pfizer – almeno ufficialmente -  “non aveva idea” dei tempi necessari per il vaccino.

Combinazione su combinazione, proprio lunedì il nostro ministro della sanità Speranza (di nome, ma non di fatto) avrebbe già acquistato o almeno prenotato dalla Pfizer la bazzecola di 17,5 milioni di dosi di vaccino per il mercato italiano.

Attenzione, perché il vaccino in questione non ha ancora ottenuto l’ok delle autorità sanitarie europee ma è “promettente” e quindi bisogna subito prenotarlo. Molti altri paesi ed aziende farmaceutiche sostengono di aver vaccini testati e quasi pronti alla distribuzione, ma la Pfizer ha nel motore il turbo politico ed ovviamente batte ogni concorrenza. Pensate che in soli due giorni il valore del titolo di borsa è aumentato di  MILIONI di dollari. Averlo saputo solo pochi giorni fa… E poi ci si meraviglia che Mr. Gates sia sicuramente di sinistra, ma anche un collaudato ultramiliardario?! 

 

USA: “IMAGINATION”…  PER UN FILM

Lasciatemi immaginare.. Immaginiamo che Biden fosse stato largamente in testa la notte dello scrutinio dopo aver conteggiato i voti nei seggi e poi il bieco Trump fosse improvvisamente risalito con i voti per posta tanto da superarlo. Secondo voi, i media americani & nostrani come avrebbero reagito? Poi – sempre immaginando – trasformatevi in un matematico statistico e verificate la possibilità che sul 64% delle schede scrutinate in Pennsylvania A abbia un ampio margine su B e poi - nel restante 36% - B prenda praticamente tutti i voti: quante probabilità matematico-statistiche ci sono di una simile evoluzione?

Proseguite ad immaginare: quanti ultracentenari ci sono negli USA e quanti di loro hanno votato? Questo non ci vorrebbe molto a controllarlo… dovrà pur esserci un elenco degli elettori e se i centenari (e i morti) hanno votato per posta si può pur controllare se siano vivi o meno. Trump ha forse fatto di tutto durante la sua presidenza per rendersi antipatico, ma le verifiche elettorali non devono tener conto di questo: se ci sono denunce chiare bisogna verificare, punto. Se non ci sono indizi concreti o alle prime verifiche le denunce non reggono si archivia tutto e si accetta il risultato, punto. Quello che NON si deve fare è NON verificare, soprattutto quando il sistema di voto postale si presta ovunque ad abusi, mentre ben diverso (ma questa è una cosa che in Italia non si è spiegato!) è stato il voto di chi ha fisicamente votato PRIMA del 3 novembre (parliamo di decine di milioni di persone), come prevedeva la legge, ma non votando per posta bensì recandosi di persona ai seggi. Tantissimi democratici lo hanno fatto, eppure questi voti (conteggiati insieme a quelli del giorno delle elezioni) avevano comunque dato la vittoria a Trump.

Capite perché c’è allora forse qualcosa che non va nel voto per posta,  indipendentemente dall’antipatia o meno dei personaggi in campo?

 

Vedrete che questa saga delle elezioni americane 2020 sarà comunque una bella trama per un film candidato all’ oscar, ma attenti: nel film il “cattivo” – quello che ingiustamente conquista il potere basandosi più o meno sulla mafia, la corruzione e il grande capitale - sarà un antipatico fascista tipo Trump, mentre l’attore protagonista – bellissimo, aitante, onesto, incorruttibile e coraggioso, magari un po' scuro di epidermide perché fa tanto figo - sarà il candidato “progressista”, quello che all’inizio pensa di aver perso e si era ritirato in buon ordine ossequiente alla legge, ma poi scopre la verità, si ribella e a capo di un manipolo di eroi alla fine smaschera  i cattivi, tanto che nel gran finale si insedierà trionfante alla Casa Bianca tra le braccia di una stupenda super-diva promossa first lady (e ovviamente tra il tripudio del popolo liberato). Fantasie? Vedrete per credere…

 

CHISSA’ SE LA GENTE ANCHE DA QUESTA VICENDA  RIUSCIRA’ A CAPIRE COME I MEDIA POSSANO OGGI INFLUENZARE IL MODO DI PENSARE, DI COMPRARE, DI SCEGLIERE DELLE PERSONE IN TUTTO IL MONDO.   DALLE ELEZIONI USA ALLE NEWS POLITICHE QUOTIDIANE, ALLO STESSO COVID  SIAMO TUTTI MANIPOLATI, INDIRIZZATI, CONDIZIONATI.

 Questo è forse il più grande problema dell’uomo, da sempre: avere diritto ad una informazione corretta con i report sui fatti separati dalle opinioni. In teoria è bellissimo, tutti lo vogliono e lo dicono, ma poi nessuno lo controlla.

 

EMERGENZA FINANZIARIA

Assolutamente inascoltato, continuo a proporre un’idea semplice ma importante per milioni di imprese e di famiglie: bloccare i tassi massimi bancari su anticipi di conto corrente e finanziamenti, a valere sia per i crediti domestici che per le aziende.  Soprattutto per le famiglie le solite imprese finanziarie senza scrupoli aggirano la legge e praticano spesso tassi di usura e in caso di inadempienza (vista la crisi, i casi sono moltissimi) poi si innescano spirali di debito insanabili, drammi famigliari, sequestri di beni, pignoramenti ecc. Ma perché non si interviene bloccando gli interessi “para-usura” portandoli ad un massimo, per esempio, sotto il 10% annuo “tutto incluso”? Oltretutto si tratta di finanziamenti spesso concessi da società finanziarie di dubbia trasparenza, eppure è un capitolo che non sembra interessare né il governo né l’opposizione.

Ma a questo punto, visto che comunque non si possono rinviare sine-die i pagamenti di mutui e finanziamenti, si ponga un “tetto” anche alle banche. Per esempio decidendo che sui conti correnti aziendali “di cassa” vi sia un limite al tasso applicabile per le anticipazioni e soprattutto alle varie “voci” di spesa più o meno nascoste che pesano sui conti correnti a vario e fantasioso titolo.

Una riduzione dei tassi reali intorno a cinque volte quello d’inflazione non sarebbe più che logico? Ecco un’idea che potrebbe permettere alle imprese e alle famiglie di sopravvivere e alle banche (quelle serie) di non fallire.

 

ALITALIA?  SPARITA

Avete presente i 3 miliardi (non milioni!) di aiuti del governo versati solo poche settimane fa ad Alitalia, (per un totale pari a più di tutti gli aiuti previsti in queste settimane per tutte le imprese operanti nelle “zone rosse”?) Per ringraziamento la ex “Compagnia di bandiera” - dopo aver cancellato tutte le rotte su Malpensa - ha deciso ora di chiudere anche quelle su Torino, prima riducendo il collegamento a un solo volo al giorno ed ora decidendo che per 7 giorni, entro fine novembre, nessun volo Alitalia opererà da o per Torino Caselle. Dov’è il “servizio pubblico” che dovrebbe essere prestato in cambio della montagna di soldi sprecati con Alitalia?

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

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UN SALUTO A TUTTI E BUONA SETTIMANA                    MARCO ZACCHERA     




IL PUNTO   n. 789 del 6 novembre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: ELEZIONI USA – ZONE ROSSE – PANDEMIA EUROPEA - GENTE DI LAGO 2

 

ELEZIONI USA

Sarà dunque con ogni probabilità Joe Biden il nuovo presidente USA anche se con il  sospetto di brogli elettorali per il voto postale che saranno al centro delle discussioni per lungo tempo.

Quello che mi ha dato molto fastidio sono stati però i commenti assolutamente faziosi di gran parte dei media e delle TV italiane dove – come peraltro prevedibile – Trump è stato sempre dipinto in termini di dileggio. Presunti “esperti” ed “opinionisti” (alcuni decisamente ignoranti della situazione americana e che parlano solo per preconcetti) quasi tutti – guarda caso – sfacciatamente pro-democratici e con interi programmi televisivi dichiaratamente di parte, con La7 e Sky News a tratti assolutamente faziosi.

Evidentemente troppi italiani conoscono poco o nulla della situazione americana.

Tra l’altro sembra che i repubblicani abbiano conquistato un governatore in più e diversi seggi al Congresso: qualcuno ve lo ha detto?

Resta il fatto che i sondaggi si sono dimostrati clamorosamente falsi (e chi può sostenere che non abbiano contribuito volutamente ad influenzare il voto? E’ più difficile votare per chi perde...) e con decine di milioni di americani – pandemia a no – che invece sono andati personalmente a votare.

Milioni di persone che ai seggi hanno votato in maggioranza per Trump che è stato capace di mobilitare a suo favore masse enormi di persone nonostante la pandemia e le accuse (ricordate il Russiagate?) spesso infondate che lo hanno accompagnato per ogni giorno del suo mandato da chi non aveva mai accettato la sua vittoria del 2016.

Oggi decine di milioni di americani sospettano la frode e hanno adesso il diritto di esprimere il loro dissenso per una conclusione elettorale sicuramente non netta e non limpida.

Il sistema postale americano ha molte falle (un po' come quello per i voti dei nostri italiani nel mondo) e di fatto nessuno potrà mai accertare – a parte le eventuali frodi organizzate – chi abbia effettivamente votato, perché le schede possono essere cedute ed acquistate o spedite da terzi e - quando diventano così numerose - una percentuali di irregolarità è scontata, ma questa volte può esserlo stato molto di più.

Avvocati e giudici diranno la loro, intanto ho molti dubbi che l’Europa avrà da guadagnarci da questo nuovo presidente, mentre giustamente possono cantare vittoria Pechino e i sinistri di ogni ordine e grado.

Resta un problema di fondo: come mai, nonostante una campagna di stampa asfissiante interna ed internazionale e un candidato come Trump oggetto di ogni tipo di critica (attenzione: spesso il presidente le polemiche se le è andate a cercare, non sto dicendo né che sia un santo né un simpaticone), metà America ha ragionato diversamente e lo ha comunque votato?

Un bell’esempio di indipendenza mentale che dovrebbe far ragionare anche gli italiani.

 

ZONA ROSSA? NO GRAZIE

E’ inutile che il presidente Mattarella ogni giorno chieda “coesione e responsabilità” se poi il governo fa regolarmente quello che vuole senza tener minimamente conto delle osservazioni e proteste delle categorie e di intere regioni. Una decisione molto discutibile quella delle nuove “Zone Rosse” che (guarda caso) colpisce solo regioni guidate dall’opposizione, mentre altre – vedi la Campania – dove la situazione è tragica (ma la gente è già scesa rumorosamente in piazza), il “combinato disposto” dei 21 parametri (giusto per semplicità …) che determinano l’indice di contagio la considerano ora “zona a basso rischio”, come a Bolzano dove solo fino a poche ore prima del decreto c’era la dichiarata situazione più grave d’Italia.

Che senso ha chiudere centinaia di migliaia di negozi dove poteva comunque entrare solo una persona alla volta, palestre ben più pulite di un supermercato, musei che – con accesso distanziato – potevano dare un minimo di svago e di cultura senza nessun rischio? Ce lo spieghi Franceschini, una delle più grosse delusioni umane di questi mesi, mentre Conte va come sempre a fare lo show in TV giusto solo per leggere il decreto scritto sotto la dichiarata dettatura dal solito “Comitato scientifico”.

Ma qualcuno ricorda CHI ha nominato il "Comitato Scientifico Nazionale " ? Lui, il Conte, lo stesso che ha promosso (senza selezioni nè concorsi)  l'ignoto mister Arcuri a potentissimo capo operativo delle Protezione Civile, senza che fornisca mai bilanci degli acquisti, dei prezzi e delle spese effettuate e nella disattenzione totale della Magistratura.

Quell’ineffabile Conte che aveva inventato gli "Stati Generali" (di cui non è rimasta traccia alcuna) durati un'intera settimana e che sono serviti a NULLA, così come aveva nominato la "Commissione Colao" ovvero i "saggissimi saggi" che dovevano dare indicazioni per rilanciare il Paese...

Tutti spariti, essiccati per strada, inascoltati loro e le loro "120 slide di proposte".  

Adesso Conte - alla canna del gas - chiede "solidarietà" e "condivisione" alle opposizioni e Mattarella gli va dietro. ma senza che MAI il nostro beneamato Presidente sia intervenuto UNA SOLA VOLTA a criticare il governo, a frenarlo, e dire “basta” ai DPCM, metodo legislativo anticostituzionale, ma che è diventato costanza.

Mai - per Conte - anche solo un piccolo, piccolissimo esame di coscienza e di modestia, magari per annunciare che (visto che tra l'altro non l'ha eletto nessuno…) presto si farà da parte. No, questo mai! Perchè "l'avvocato del popolo" resta lì, inamovibile come un pezzo di legno (con giacca blu, cravatta in tinta e fazzoletto bianco nel taschino, ovviamente)... Si può solo subire mentre nel Paese cova una rabbia sorda che si trasformerà in ribellione perché la gente è stanca, esasperata, preoccupata, indignata ma soprattutto ha capito di essere in mano a persone incompetenti e letteralmente non ne può più.

 

PANDEMIA EUROPEA

Mai come oggi la pandemia sottolinea la necessità di affrontare una emergenza su un piano europeo visto che il virus non ha confini nazionali e politici.

Nel marasma delle polemiche e dichiarazioni, pochi hanno notato che il 28 ottobre vi è stato online un breve ma importante Consiglio europeo durante il quale i leader hanno stabilito otto punti di base per affrontare l’epidemia decidendo di intensificare i test mirati, rafforzare il tracciamento dei contatti, migliorare i preparativi per le campagne di vaccinazione, mantenere l’accesso a forniture essenziali e nel contempo garantendo la circolazione di tutte le merci nel mercato unico e agevolando la sicurezza degli spostamenti.

Vengono, tra l’altro, mobilitati subito 100 milioni di euro per acquistare test rapidi e consegnarli agli Stati membri per utilizzarli a chi viaggia per l’Ue una volta arrivato alla sua destinazione. I leader dei 27 paesi hanno anche  deciso di delegare alla Commissione la preparazione di proposte in materia di restrizioni alla libertà di circolazione all’interno dell’Ue e la trattativa con le case farmaceutiche produttrici di vaccini, i “giganti del farmaco”, per ottenere dalle 20 alle 50 milioni di dosi di vaccino al mese a partire da aprile. Da questa nuova ma positiva atmosfera “d’emergenza” stanno nascendo altre idee di convergenza assolutamente inattese pochi mesi fa, anche se non si capisce se il governo italiano ne abbia avuto una qualche consapevolezza.

Questo perché le iniziative saranno di fatto finanziate con il MES al quale “ufficialmente” l’Italia non ha però ancora aderito: una incongruenza che pochi hanno colto, anche se il MES alla fine verrà silenziosamente accettato pur con  ovviamente qualche tortuoso giro di parole per superare la posizione del M5S e di parte dell’opposizione.  

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

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Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO
 

UN SALUTO A TUTTI                                               MARCO ZACCHERA                                                 





IL PUNTO n. 788 del 30 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: GENTE DI LAGO 2 – SITUAZIONE TRAGICA, MA NON SERIA – CENTOSETTANTESIMI – I SILENZI DI PAPA FRANCESCO - GRETA DOVE SEI? 

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GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

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SITUAZIONE TRAGICA, MA NON SERIA

Senso di responsabilità è non cadere nella demagogia e nella eccessiva polemica, ma questo si impone per tutti, anche (e soprattutto) per  chi comanda e che – pur nelle obiettive difficoltà generali – temo stia dimostrando troppe incapacità pur continuando a chiedere obbedienza ai cittadini.

Innanzitutto va ribadito che si può e si deve poter legittimamente protestare in modo civile e isolando i violenti, sottolineando che per la prima volta a spaccar vetrine sono arrivati anche giovani immigrati disadattati delle periferie urbane, un segnale che – visto cosa è poi  successo in Francia – non dovrebbe essere minimizzato.

Proteste che piuttosto siano coerenti: è inutile chiedere le dimissioni a Napoli del governatore  De Luca se lo si è votato solo un mese fa, così come è demagogico criticare dal di dentro il governo continuando a farne parte, vedi i soliti giochetti di Matteo Renzi.

Da qui il dubbio se sia logico che Conte continui a chiedere “responsabilità” ai cittadini e “condivisione” alle opposizioni per poi decidere sempre tutto da solo.

Conte dimostrerebbe forse maggiore coerenza e senso di responsabilità obbligando intanto tutti i suoi “scienziati” (perché solo da lui nominati) prima di tutto a tacere, perché stanno diffondendo panico e confusione.

Personaggi che diventano insopportabili, abituati a pontificare in TV ma non rischiando mai nulla di persona, mettendo in crisi con poche frasi milioni di aziende, magari le stesse cui prima avevano ordinato atteggiamenti precisi (divisori, capienza, distanze ecc.) salvo poi far chiudere tutti: a cosa serviva allora ubbidire e mettersi in regola?  

Per esempio non si possono far acquistare centinaia di migliaia di banchi di scuola costati decine di milioni di euro, banchi che poi non vengono usati perché le scuole chiudono: qualcuno si è forse assunto le responsabilità di questi acquisti? Se ministri e commissari sono degli incapaci devono poter essere cacciati.

Così come al Viminale non si possono chiudere gli occhi per mesi davanti alle “movide” notturne  (VALE ANCHE PER ALCUNI LOCALI DI VERBANIA) e non sanzionare i singoli locali irregolari e i balordi che li frequentavano senza distanze e senza mascherine  per poi  invece far chiudere d’autorità tutti gli esercenti, compresi quelli che avevano fatto il loro dovere e speso soldi per osservare tutte le normative. 

Dove sono gli elementi concreti – altro esempio - per poter affermare che il contagio si diffonde nei ristoranti proprio tra le 18 e le 23, oppure a teatro o nelle palestre? Numeri, riscontri, dati? Nessuno!

Visto quindi che non abbiano dati credibili, si valuti allora finalmente la marginalità tra il “vantaggio” delle potenziali minori infezioni e lo “svantaggio” economico complessivo, perché – a parte la crisi economica indotta - i soldi che poi il governo deve stanziare per venire un po' incontro alle categorie più colpite sono fondi in meno anche per l’assistenza sanitaria.

Non si può chiedere autorevolezza e poi  far passare mesi e mesi preannunciando il diluvio senza predisporre intanto un piano per i trasporti urbani, quando c’era la certezza che sarebbe stato proprio quello un aspetto fondamentale per la diffusione del virus.

Una programmazione mancata che vale anche – e soprattutto – per l’organizzazione sanitaria, il prelievo dei tamponi, la velocità dei controlli ecc.

Non c’è dubbio che la credibilità di Conte stia scendendo al minimo storico anche per queste contraddizioni ed incertezze, nonostante i suoi scontati e quotidiani appelli in diretta TV... Eppure resta lì, inamovibile e stoico. 

 

OTTIMI RISULTATI: SIAMO 170° !

L’Italia – tra il 2000 e il 2019 – su 180 paesi monitorati dal Fondo Monetario  Internazionale si è piazzato in termini di sviluppo del PIL al 170° (centosettantesimo!) posto. Togliete alcuni paesi in preda alla guerra civile e siamo concretamente all’ultimo posto del pianeta. Responsabilità di tutti, destra e sinistra, ma se non si prende atto di questo fallimento e finalmente si cambia timoniere mi pare difficile pensare al futuro.

Tra l’altro dati sono relativi a prima del Covid e quindi oggi ancora peggiori, quando ormai da 6 mesi al governo ci si accapiglia sui fondi europei (che peraltro - se arriveranno - saranno comunque concessi molto in ritardo) e che ancora non si sa come e quando verranno spesi. A parte le infinite liti politiche sul MES, un “piano” delle priorità non c’è e questo è semplicemente drammatico e sottolinea in termini di assoluta semplicità l’attuale incoerenza ed incapacità del governo Conte che sta perdendo l’ennesima e forse ultima occasione. Se gli italiani lo capissero…

 

I SILENZI DI PAPA FRANCESCO

Non mi scandalizzo tanto per le opinioni di papa Francesco su molte tematiche controverse, dagli omosessuali ai migranti, mi preoccupano di più i suoi silenzi.

Per esempio mi preoccupano molto i silenzi del Papa sull’Islam.

Mai una condanna chiara per le vittime innocenti dei fanatici religiosi chiamandoli per quello che sono, sottolineando la necessità per le comunità musulmane di scindere apertamente ed ufficialmente le proprie responsabilità (se ne hanno il coraggio e la voglia) da quelle dei fanatici, condizione io credo indispensabile per continuare nel cammino di pace e integrazione tra religioni che sembra il primo obiettivo del pontificato di Francesco.

Attacchi diretti ai simboli cristiani come a Nizza, decapitazione di innocenti… Al di là delle frasi di circostanza servono più fermi e chiari atti vaticani davanti a questi gesti di ferocia immane compiuti proprio ai danni di cristiani.

Perché non alzare la voce per quanto avviene in Francia, ma anche per la tutela e in difesa delle minoranze cristiane che vengono oggi martirizzate dall’Islam dall’ Africa all’Asia? Nessuno vuole e deve spingere ad odiare, ma marcare la profonda differenza tra Vangelo e Corano che traspare anche da questi atti mi sembrerebbe un atto logico, doveroso, assolutamente giusto.

Allo stesso modo mi preoccupano gli accordi del Vaticano con la Cina comunista in stridente contrasto non tanto con la linea del vituperato Trump, ma anche con quella della stessa Unione Europea, a parte le solite incertezze del governo italiano.

Mi preoccupano quindi i silenzi del Papa sulla libertà in quel paese, sui diritti umani calpestati, sui genocidi e le occupazioni di Pechino anche per questioni religiose, così come mi preoccupano i silenzi del Papa (leggi più avanti) sulle distruzioni ambientali cinesi in tanti continenti, mai apertamente richiamate pur in tanti suoi documenti ecologici.  

 

GRETA, DOVE SEI ?

Qualcosa di buono l’ha portato anche il Covid: Greta è sparita dai radar a parte pressanti inviti a votare Biden ai giovani USA. Non per questo però bisogna dimenticare l’ambiente, magari per tematiche che Greta non ha mai sfiorato come i disastri ecologici causati dalla Cina in patria e all’estero.

Con il lanternino avreste trovato per esempio nei media dei giorni scorsi anche la notizia che le ISOLE GALAPAGOS sono minacciate dalla pesca intensiva che oltre 300 pescherecci cinesi portano avanti da mesi nell’assoluta indifferenza del mondo. Le autorità non sanno più cosa fare e hanno chiesto l’intervento della guardia costiera americana per avere un aiuto, eppure i cinesi stanno catturando migliaia di tonnellate di pesci e danneggiando l’ecosistema di quella meravigliosa riserva naturale dichiarata nel 1978 patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.

Lo schieramento di pescherecci cinesi è predisposto per una campagna prolungata, tanto che al seguito dell’armata è stata inviata anche una nave cisterna per il rifornimento di carburante in alto mare e diversi vascelli-fabbrica per processare il pesce, surgelarlo e permettere alla flotta di tornare a caccia. La concentrazione di queste grosse navi, che possono contenere ciascuna fino a 1.000 tonnellate di prodotto, costituisce una sorta di città galleggiante al largo delle Galapagos. Una città industriale che produce anche scarti: sulle spiagge delle isole si ammassano bottiglie e cassette di plastica facilmente identificabili perché hanno scritte con caratteri cinesi.

Solo a settembre la flotta «pirata» ha operato per complessive 73 mila ore di pesca intensiva, violando tutte le norme internazionali contro l’eccesso di sfruttamento di un tratto di mare. 

I cinesi aspettano anche il passaggio di grandi tonni e pescispada, che in questa stagione si spostano in branchi verso mari più caldi e con l’imponenza del loro sistema integrato di pesca - oltre alla tecnologia - sono in grado di spazzare via la concorrenza dei pescatori locali. Un danno all’ecosistema e una rovina economica per i lavoratori del mare dell’Ecuador.

Purtroppo il caso delle Galapagos è solo la punta dell’iceberg del gigantesco setaccio degli oceani condotto dalla flotta d’alto mare cinese, la più vasta del mondo con le sue 17 mila (!) navi. Dopo la devastazione delle coste africane e dell’Oceano Indiano ora tocca al Pacifico, mentre il mondo resta silenzioso a guardare. 

 

 

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                  MARCO ZACCHERA  





IL PUNTO   n. 787 del 23 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: GENTE DI LAGO 2 – CONTE IL TEMPOREGGIATORE – PROVOCAZIONE CALENDA - VIRUS & VIROLOGI – LAPIDAZIONE PROSSIMA – RUBY GEOLOGICA – PROFUMO DI TRUFFA – VIRUS CINESE

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GENTE DI LAGO 2

 

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Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

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CONTE IL TEMPOREGGIATORE

Far passare il tempo, diluire, rimandare possibilmente scaricando le responsabilità sugli altri, dare sempre un colpo al cerchio (il PD) e uno alla botte (i 5 Stelle) e quindi sostanzialmente tirare a campare.

Questa è la filosofia da sempre vincente di Conte che - per quanto possibile - non vuole scontentare nessuno e intanto gode come un riccio ad apparire a reti unificate (sempre in ritardo, ma così fa tanto più suspense). Se gli annunciati pannicelli caldi di domenica sera bastassero a fermare il Covid ci sarebbe da sorridere, mentre quasi nessuno prende atto che a otto mesi dall’inizio della pandemia fare un tampone è comunque tuttora un’impresa tra code allucinanti, mentre l’economia crolla senza misure incisive.

Si sono persi mesi in chiacchiere, ma è stato programmato poco o nulla e adesso vedremo cosa scriveranno contro la Lombardia se verranno utili gli ospedali Covid in Fiera e a Bergamo.

Piuttosto hanno stupito le parole di  Conte contro il MES, eppure il premier non batte ciglio se sotto la sua guida il debito pubblico si è intanto moltiplicato, infinitamente più costoso da sopportare di questa misura europea.

Ipotesi: visto che Conte dà ragione ai suoi partner di governo a giorni alterni – da buon temporeggiatore, appunto – cadendo la conferenza stampa il 18 ottobre (giorno pari) si è dichiarato “contro” il MES, se la conferenza stampa fosse caduta il 19 (giorno dispari) Conte avrebbe detto “che la questione è tuttora da approfondire” ovviamente “Valutandone attentamente i risvolti". 

 

ROMA: PROVOCAZIONE CALENDA

C’è stato il primo vertice nel centro-destra per individuare i possibili candidati sindaco a Roma, Milano, Torino e Napoli dove si voterà l'anno prossimo.

Non sono emersi grandi nomi soprattutto perché - diciamocelo francamente - non ce ne sono. A Roma l'unica che potrebbe candidarsi con successo è Giorgia Meloni che però conosce le insidie di una eventuale elezione (e peggio ancora di una sconfitta) e quindi resterà alla larga.

A parte la Raggi, è emerso di recente il nome autocandidato di Carlo Calenda, leader di "Azione". già vicino al PD e a Renzi ma che ora corre più o meno in proprio.

Perchè il centro-destra non prova a scompaginare il copione arrivando a sostenerlo con un suo appoggio tecnico? Una provocazione, forse, ma che potrebbe essere determinante per un successo di Calenda in Campidoglio costringendolo comunque a scegliere: se accetta i voti del centro-destra ne sarà comunque condizionato, se li rifiuta si chiuderà automaticamente in un ghetto di sinistra auto-referenziale e darà una precisa collocazione politica al suo ruolo di tecnico perdendo così simpatie al centro e magari anche in parte dell'elettorato di destra che comunque lo vede con interesse.

Se poi fosse eletto dimostrando capacità ne avrebbe guadagnato soprattutto Roma, il che – francamente – non guasterebbe. Chissà se qualcuno ci avrà pensato...

 

VIRUS & VIROLOGI

Martedì 20 ottobre sulla prima pagina on line del Corriere della Sera si potevano leggere contemporaneamente tre dichiarazioni degli “illustri esperti” Ricciardi, Pregliasco e Crisanti in assoluto contrasto tra loro. Sono francamente stufo delle quotidiane esternazioni di questi “scienziati” che da mesi pontificano a reti unificate diventando dei guru di incerta professionalità visto che – sostenendo il contrario uno dall’altro - non tutti possono avere contemporaneamente ragione e qualcuno di loro ha sicuramente torto. Tra i tanti, consiglierei però di ascoltare di più il prof. Giorgio Palù, già  presidente delle Società italiana ed europea di virologia (basta cercare su internet) che in modo pacato ma stringente sgonfia la “bolla” delle tante  sciocchezze in circolazione riconducendo il problema a numeri chiari.

Strano che non lo intervistino di più, forse perché va contro la vulgata corrente.

 

PROPOSTA DA LAPIDAZIONE

Rischierò la lapidazione, ma faccio comunque una sommessa proposta: chi lavora da casa a causa Covid – soprattutto se è un dipendente pubblico – dovrebbe subire una piccola riduzione di stipendio.

Pensateci: niente spese di trasporto, niente tempo perso per andare al lavoro, ritmi poco controllabili: non sarebbe giusto applicarla, con un risparmio per le finanze pubbliche? In fondo il cittadino che dovrebbe godere dei servizi pubblici di fatto ne può utilizzare meno e quante volte  in questi mesi non abbiamo potuto avere una risposta esauriente in tempi ragionevoli da un ufficio perché l’addetto era assente?

 

GIUSTIZIA GEOLOGICA: RUBY SOPRAVVIVE

A quei pochi cui può ancora interessare va ricordato che mentre l'Italia affronta la pandemia e la crisi economica più grave degli ultimi decenni gli illustrissimi signori Giudici del Tribunale di Milano si stanno ancora occupando del processo "Ruby Ter" legato ai convegni amorosi del signor Silvio Berlusconi di ormai una dozzina di anni fa. L’ennesima udienza è stata recentemente rinviata per sopraggiunto Covid dell'ex Cavaliere e quindi se ne riparlerà tra un mesetto. Se Ruby avesse o meno compiuto 18 anni al tempo dei famigerati “fattacci” è infatti un elemento essenziale per la Giustizia italiana e per lo stressante lavoro congiunto di Giudici e Procure di mezza Italia.

Chissà cosa verrebbe fuori se si utilizzasse un decimo delle forze messe un campo per chiarire questo fatidico caso per controllare invece le spese e le responsabilità legate al Covid, magari per verificare come siano stati spesi i soldi regalati alla Protezione Civile dagli italiani, fondi dei quali non si sa praticamente più nulla.

 

LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI

Alessandro Profumo, già presidente del Monte dei Paschi di Siena, è stato condannato in primo grado a 6 anni reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 2 anni di interdizione dai contatti con le pubbliche amministrazioni e dalla rappresentanza di società per i traffici sui derivati che hanno portato al crack della banca senese.

Fosse stato un politico sarebbe diventato incompatibile e cacciato dalla carica per la legge Severino, ma Profumo continuerà invece a rimanere alla (ben retribuita) guida di Leonardo, società stella di Finmeccanica. Il colosso della difesa ha fatto sapere infatti che Profumo non è obbligato a dimettersi: non è una condanna definitiva e lo statuto non prevede regole più stringenti di quelle generali. Mi sembra un caso di assoluta e totale ipocrisia, con il governo che non prende posizione, alla faccia della trasparenza. E’ proprio vero che i boiardi di stato si coprono uno con l’altro e che la giustizia NON è uguale per tutti.

 

VIRUS CINESE

Si ironizza su Trump che chiama il Covid "il virus cinese", ma sta di fatto che mentre il mondo annaspa e l' Italia va a picco (solo Conte è rimasto a far finta di credere e declamare agli italici idioti che la finanziaria sarà "un documento di espansione e di rilancio" visto che il PIL italiano è intanto al - 10%, l’indebitamento al 158% e peggiora), la Cina è in netta controtendenza. A settembre ha aumentato la produzione industriale del 6,9% rispetto al 2019, il PIL del 4%, i consumi interni sono aumentati del 3.3% sulla base dei primi 9 mesi dell'anno, periodo di lockdown compreso. Si è infatti creato il miracolo: nessun malato a Pechino da marzo, tutti lavorano e soprattutto si tace. Nell’assordante silenzio del mondo e con  papa Francesco che addirittura sigla accordi con Pechino passano intanto le nuove leggi a Hong Kong con arresto in massa dei dissidenti. Fuori dalla "grande muraglia" (che le foto mostrano affollatissima di turisti stretti gomito a gomito)  non è dato sapere cosa stia davvero succedendo in Cina e ovviamente l'OMS tace né appare interessata a saperlo. Secondo i dati ufficiali i contagiati in Cina sono in tutto circa 10 al giorno e non si segnala più alcun decesso dall’inizio di settembre: un vero e proprio miracolo.

Se fosse la trama di un film in cui freddamente  si fosse trovato il modo per distruggere la concorrenza e conquistare il mondo - compresa l'eliminazione di un presidente USA scomodo per metterci al suo posto un pupazzo - sarebbe un'ottima trama. ...Ma è davvero solo un film? 

 

UN SALUTO A TUTTI                                                        MARCO ZACCHERA 



IL PUNTO   n. 786 del 16 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

Sommario: GENTE DI LAGO 2 – COVID: L’ EMERGENZA CREATA, SENZA TRASPARENZA E CERTEZZE – IL CASO AZZOLINA

 

 

GENTE DI LAGO 2

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali che con quest’opera hanno voluto riprendere il successo di “NELLE RETI DEL TEMPO”, una raccolta di foto e testi storici uscita oltre 10 anni fa ed oggi introvabile.

GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE. Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco (max 3 copie).
 

 

COVID: FACCIAMO CHIAREZZE

 

Che in Italia come nel mondo ci siano nuovamente dei seri problemi creati dalla pandemia Covid è una evidente realtà, ma che per affrontarla sia indispensabile proclamare e rinnovare lo stato di emergenza è – a mio avviso – una grossa forzatura legale, legislativa e costituzionale. Non credo alla fantapolitica dei colpi di stato, ma credo insostenibile il proseguimento della “ricetta” Conte che così moltiplica i DPCM a suo piacimento. Una grave situazione formale che dovrebbe essere denunciata con fermezza dal Capo dello Stato. Oltretutto proprio Mattarella - firmando gli ultimi decreti-  aveva già sottolineato questo dato di fatto, ma visibilmente Conte & C. continuano a fregarsene come prima.

Il problema Covid è reale, ma è anche un buon pretesto per distogliere l’attenzione dagli altri problemi e dalle visibili pecche di chi gestisce il sistema. Partiamo dal dato di fatto che se in Italia muoiono statisticamente ogni giorno circa 1700 persone delle quali solo 40 di Covid. Quante emergenze bisognerebbe allora dichiarare per le altre 1640 ? Pensate a quanti infartuati sono morti in questi mesi perché rimasti senza cure od esami, quante patologie tumorali per lo stesso motivo sono diventate irreversibili. Pensare solo al Covid e nascondere tutte le altre emergenze sanitarie è una comoda uscita di sicurezza, ma sfiora il crimine e – per cominciare – appare assurdo rinunciare ai fondi europei del MES da dedicare al potenziamento dei servizi sanitari (dopo aver verificato bene le clausole per accedervi, tuttora nebulose) .

 

La realtà è che questa normativa di emergenza sta diventando un comodo scudo per nascondere alcune verità, per esempio:

1)     Il “Comitato  Tecnico” è di nomina dello stesso organismo che emana i decreti (ovvero il governo), non è elettivo e non è indipendente. Ergo, si esprime (o può esprimersi) come più o meno gli viene richiesto e ha tutto l’interesse a rimanere sulla scena auto-alimentando la sua importanza scatenando vere e proprie campagne mediatiche di pressione psicologica sulla popolazione

2)     I “Commissari” sono appunto di nomina governativa:  Domenico Arcuri, nominato ormai molti mesi fa super-commissario (ovviamente dal governo, senza gara, titoli, concorsi)  spende come vuole con ignota trasparenza e ha pieni poteri su SU GARE, APPALTI, FORNITURE, SCELTE TECNICHE. Chi verifica se quelle che fa sono le scelte obiettivamente più corrette e convenienti? Tantissime insinuazioni di stampa non vengono riprese dai media più importanti: perché?

3)     La Protezione Civile non fornisce bilanci chiari, nessuno può sindacare se le priorità o le emergenze siano affrontate più o meno bene (ricordiamoci ad esempio la gestione del terremoto in centro Italia). Ancora nei giorni scorsi sulla stampa è stato sottolineato CHE NON CI SONO RENDICONTAZIONI PUNTUALI sulle spese per l’emergenza. Questo vale soprattutto per gli oltre 870 milioni raccolti con sottoscrizioni pubbliche che  non si sa come siano stati spesi (ammesso che lo siano stati, sembra che molti fondi siano ancora più o meno dormienti pur essendo stati donati per l’emergenza). Nessuno però – in primis la Magistratura - sembra preoccuparsi per questo

4)     Una volta di più le Regioni sono state messe ai margini di ogni decisione e il Parlamento (compresa l’opposizione) conta zero, neppure interpellato. Si votano provvedimenti con voto di fiducia e stop. La smetta quindi Conte di invocare la “co-decisione” perché in realtà fa sempre e solo quello che vuole (e Mattarella colpevolmente tace) a seguito dei consueti bracci di ferro PD-M5S. Oltretutto mi chiedo come mai se 15 regioni su 20 sono in mano all’opposizione la conferenza stato-regioni sia però tuttora affidata a un governatore del PD, ovvero Stefano Bonaccini dell’Emilia Romagna . Vabbè che nessuno deve disturbare il manovratore, ma forse i 15 governatori di centro-destra non dovrebbero richiedere politicamente un avvicendamento?

5)     Chi controlla i numeri della pandemia, chi li computa? Se uno è positivo al Covid e muore per un infarto è morto ufficialmente per il problema cardiaco o per il Covid ? Sarebbe fondamentale saperlo. ma non lo chiarisce nessuno e quindi i numeri sono aleatori e ballerini. Oltretutto non si fanno autopsie: bel sistema per aiutare la scienza medica.

6)     Lo stato di emergenza si interseca con le problematiche economiche e gli interessi comprensibili (e contrapposti) di ciascuna categoria, ma l’ “effetto annuncio” è pilotato a piacimento soprattutto a livello televisivo. Pensate a quanto si è detto e scritto sulla riforma fiscale ma - dopo mesi di interviste, titoli, promesse, ipotesi…- siamo ancora al palo, così come milioni di imprese NON hanno avuto gli aiuti promessi e si sono privilegiati pochi grandi gruppi economici,  molto legati ai centri del potere. Eppure una infinità di conferenze-stampa, comunicati, commentatori, TG hanno dato notizie per mesi e mesi di mirabolanti  contributi che poi, in buona parte, non sono mai arrivati!

7)     I litigi nel governo sulla gestione dei fondi europei sono da mesi e mesi al massimo livello, ma tutto viene nascosto ed attutito dal rimbombare quotidiano dei “numeri” venduti a ritmo angosciante.  Così la gente non pensa che le problematiche “vere” si cristallizzano…su chi entrerà nel CdA di Alitalia.

E' un dato di fatto che proprio per queste liti tra ministri entro il 15 ottobre l'Italia avrebbe dovuto presentare all'Europa le proprie proposte per il Ricovery Found e non lo ha fatto: quanti italiani ne hanno avuto notizia dalla stampa?

8)     L’interpretazione degli stessi numeri dell’epidemia è molto opinabile e si sta minimizzando il fatto che rispetto alla primavera i morti sono fortunatamente molto meno rispetto ai contagiati: se crescono i tamponi è ovvio che si trovano più positivi, ma non è detto che più positivi significhi più malati: il 90% ora è asintomatico e grazie al cielo i numeri dei ricoveri e dei malati gravi sembrano diversi dalla primavera.  

9)     Il paese è economicamente allo stremo, viene venduto come “miglioramento” se dal – 10% il FMI passa a valutarci al -9% del PIL, ma in realtà siamo alla canna del gas, ma anche questo non lo si vuole ammetterlo e si svia l’opinione pubblica sulle polemiche o le battute sull’uso delle mascherine. Incombe la fine del blocco dei licenziamenti, le incertezze di mercato, i ritardi europei, i costi della pubblica amministrazione che proprio per il Covid è ancora più lenta. Tutte le altre questioni (dal funzionamento della giustizia alle grandi opere) dormono sonni pesanti mentre il tempo corre.

10)    Vi sono poi quotidiane irresponsabilità: “ Per Natale sarà ineluttabile un lockdown generale, è nella logica delle cose” Complimenti: basta una frase  improvvida, superficiale  e non documentata (ovviamente poi ritrattata) di un Andrea Crisanti qualsiasi, membro pseudo esperto politico-scientifico di Conte per distruggere in un istante le prospettive del commercio, la stagione  turistica invernale, i programmi e il morale di decine di milioni di italiani: chi paga i danni per l’ ego auto-referenziale di questi “scienziati” a voler “apparire” ad ogni costo?

 

AZZOLINA STORY

Povera ministro Azzolina attaccata da tutti! Eppure vanta un curriculum di ferro che sottolinea le sue grandi capacità didattiche. Si, il ministro Lucia Azzolina, docente siciliana trapiantata a Biella, già chiacchierata di aver steso una tesi di laurea “copia e incolla”, il 19 giugno 2019 “vince” (già deputata) un concorso per dirigente scolastico classificandosi al 2542° posto sui 2900 disponibili.  Allo scritto passa per un pelo: 73 punti rispetto ai 71,7 di livello minimo, all’orale prende 0 (zero) di informatica e 5 su 12 in inglese, ma ufficialmente oggi potrebbe diventare preside, ovviamente sistemati i 2541 che gli stanno davanti e salvo spintarelle.

Peccato che alcuni degli esaminatori – come Massimo Arcagneli - siano molto perplessi sulla sua prova e lo dichiarino in pubblico. Tenuto anche conto che da un anno l’Azzolina era deputata e poi ministra, un riesame parziale degli elaborati porta alla scoperta di anomalie gravi (ad esempio risposte lasciate completamente in bianco, ma considerate come corrette). Tre commissari d’esame risultano anche in palese conflitto di interesse e – dopo un’indagine di diverse procure e una infinità di ricorsi – il Tar del  Lazio ordina la piena pubblicità degli elaborati e dei risultati. C’è però qualcuno che si oppone alla pubblicazione e ricorre contro il TAR…sapete chi ? Proprio il Ministero dell’Istruzione!  A quel punto il Consiglio di Stato sospende la decisione del TAR e rinvia tutto ad una decisione il prossimo 26 ottobre. Chi si oppone perfino alla fissazione di una nuova data per decidere? Ancora il Ministero, questa volta con un ricorso firmato addirittura direttamente dalla stessa Azzolina.

Se, oltre che una pagliacciata generale, questo non sia un palese conflitto di interessi lasciamo la risposta ai “dotti” vertici del Movimento Cinque Stelle.

 

 

UN SALUTO A TUTTI                                                   MARCO ZACCHERA

 

Grazie se mi invierete indirizzi mail di vostri amici potenzialmente interessati a leggere IL PUNTO ! 


IL PUNTO   n. 785 dell’ 8 ottobre 2020

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

Sommario: RIFLETTIAMO SUL CENTRO DESTRA – DISSENTO DA PAPA FRANCESCO – LA LAPIDAZIONE DI TRUMP – COVID IN CINA?

 

APPELLO AL CENTRO DESTRA

Esauriti i turni di ballottaggio è corretto prendere atto che il centro-destra non ha vinto le recenti elezioni amministrative e che Conte, Zingaretti & C. con l’aiuto del Colle si avviano a finire più o meno tranquilli la legislatura con l’elezione di un Mattarella-bis e dando un arrivederci alle elezioni fino al 2023.

Unici impedimenti una ulteriore spaccatura nel M5S (ma comunque con parlamentari che certo non vorranno finire anzitempo il proprio irripetibile mandato) o uno stop dei promessi aiuti europei e conseguente emersione dello spaventoso buco di bilancio che si è prodotto in questi mesi, sapientemente minimizzato dai media mai come ora allineati e coperti.

Un deficit al 158% sarà un macigno sulle prossime generazioni, ma non fa fino parlarne e quindi avanti con i pannicelli caldi dei bonus-acchiappavoti, distrazione di massa sul mettere o meno le mascherine che per i conti pubblici qualche santo poi provvederà.

Mai come ora - se in Italia esiste una maggioranza silenziosa - è ora che esca fuori, ma il centro-destra senza perder tempo deve chiedersi seriamente se e come voglia rappresentarla. Perse ideologie, ideali e valori di riferimento nella semplificazione (o deriva) politica di questi anni tutto comincerebbe con l ’identificazione di un/una leader di riferimento e con il sostenere convintamente pochi punti programmatici chiari, sostenibili e condivisi.

Sembrerebbe facile e invece non lo è, soprattutto perché due anni e mezzo sono lunghi da passare e (come è accaduto per Salvini) c’è un fortissimo rischio di veloce logoramento dell’immagine di chiunque, oltre alle puntuali e prevedibili incursioni giudiziarie.

Un leader condiviso non si vede all’orizzonte, intendendo un personaggio che soprattutto sia in grado di catalizzare su di sé le preferenze di quella fetta di elettori in bilico al centro e sul crinale del “non voto” capaci di assegnare (finalmente) la vittoria a uno schieramento che spesso sembra avvicinarsi al risultato, ma poi lo manca all’ultimo ostacolo.

L’Italia è un paese – lo ricordava giustamente Pinuccio Tatarella – dove il 60% degli elettori è storicamente contro la sinistra ma spesso non trova stimoli per uscire dal disinteresse. Forse solo Zaia e la Meloni hanno ancora spazio di crescita, con Toti e Giorgetti in seconda fila, mentre Salvini ha più che raddoppiato i voti della Lega rispetto a pochi anni fa ma – non sempre per colpa sua – rischia di non essere più trascinante e convincente limitandosi a gestire con credibilità soltanto il tema della sicurezza. Su altre tematiche, in primis l’economia, non sembra avere soluzioni alternative, anche per i limiti evidenti di parte della sua classe dirigente.

Senza leader carismatici il centro-destra potrebbe allora muoversi su una strada inversa partendo dal programma (soprattutto quello economico) per gestire al meglio il post-pandemia e su questo costruire il suo futuro?

Forse un compito ancora più difficile perché covano per l’Italia situazioni decotte ed insostenibili a livello di debito pubblico, sacche di inefficienza e malaffare nell’amministrazione ai diversi livelli e soprattutto cattive abitudini fiscali ed economiche di tutti, più da sopravvivenza che da crescita.

La strategia del centro-destra potrebbe essere quella di rischiare di perdere consensi immediati spiegando ,bene agli italiani la verità della situazione e sapendo poi gestire in modo convincente la ripresa e l’ondata di rivolta e di protesta che si scatenerà contro il governo al potere quando questi nodi verranno comunque al pettine. Purtroppo una Margaret Thatcher italiana non c’è all’orizzonte e comunque servirebbero intese programmatiche “blindate” per il contenimento della spesa pubblica, sburocratizzazione vera, Giustizia costretta a lavorare in modo autonomo e più efficiente, rapporti chiari con l’Europa e su tanti altri aspetti che i lettori conoscono benissimo.

Di sicuro occorre perdere il taglio demagogico e saper studiare, approfondire, sperimentare, “firmare un contratto” anche fatto di sacrifici con gli italiani per una ristrutturazione vera dello stato. E’ inutile promettere altri rivoli di spesa pubblica, altre Casse per il Mezzogiorno, spingere verso altre illusioni.

Giocare piuttosto la carta delle competenze rispetto all’attuale livello di ignoranza generalizzata e di superficialità che domina a tutti i livelli e dove il vecchio PD raccoglie soprattutto per esperienza nella gestione del potere gli spazi nuovamente lasciati liberi dal M5S che - proprio per le sue incompetenze e demagogie - è durato lo spazio di un mattino dimostrandosi solo sterile contenitore di proteste.

Ma c’è davvero questa volontà – per esempio costituendo subito un “governo ombra” di riferimento programmatico - oppure c’è invece solo l’obiettivo a breve di cannibalizzare gli alleati per conquistare qualche voto in più, ma senza una strategia a lungo termine?

Il prossimo appuntamento saranno le elezioni comunali delle quattro più importanti città d’Italia: non sarebbe fondamentale scegliere per tempo nuovi metodi per individuare candidati vincenti o – una volta di più- conterà solo la loro casacca con scelte fatte all’ultimo minuto? In questo caso una nuova sconfitta amministrativa sarà ampiamente preannunciata mentre - almeno a Milano e Roma - ci sarebbero davvero concrete possibilità di vittoria.

 

DISSENTO DA PAPA FRANCESCO

E’ lecito per un cattolico dissentire dal Papa? Con amicizia e rispetto penso di sì, e lo scrivo con tristezza.

Credo che l’ ultima enciclica di Francesco (che per ora non ho letto in originale, ma solo per sunti di stampa) sia giusta, oso dire ovvia, ma del tutto “politica” ed intempestiva. E’ giusto il richiamo del Papa al Vangelo e alla necessità di accogliere ed aiutare tutti, ma soprattutto in questo momento rappresenta una lettura politica e parziale alla situazione nel mondo oltrechè – sul piano interno italiano o delle elezioni USA – una evidente scelta di campo.

Credo che insieme alle questioni sollevate dall’enciclica ci siano ben altre, urgenti e numerose tematiche sulle quali il Papa dovrebbe finalmente esprimersi con altrettanta determinazione perché milioni di cattolici sentono sempre più fredda una Chiesa tutta protesa sul “sociale” e l’immigrazione, ma che rischia di dimenticare le realtà delle proprie comunità dove già sono innumerevoli i problemi e le difficoltà, compresa la stessa sopravvivenza di una Chiesa sempre più lontana dalla società. Scrivere che “l’emigrazione è un diritto” e non prendersela apertamente con i governanti scellerati di mezzo mondo che la creano o con chi ne fa oggetto di speculazione e di traffico è un controsenso. Così come non denunciare chi ha le massime responsabilità per l’inquinamento e lo sfruttamento delle risorse della terra ed alludo alle grandi nazioni nel mondo, ma in primis a quella Cina comunista per la quale papa Francesco sembra invece nutrire una silenziosa e ambigua tolleranza, così come sono incomprensibili molte scelte vaticane in politica estera

Perché Francesco non richiama per esempio anche le responsabilità delle Conferenze Episcopali cattoliche in molte nazioni del mondo che potrebbero localmente creare una rete di “pre-organizzazione” all’ emigrazione controllata o gestire meglio le risorse per aiutare le persone a non emigrare? Perché diventa prioritaria l’accoglienza al migrante e non l’aiuto – per esempio – a milioni di cattolici abbandonati anche in Italia nelle case, negli ospedali o negli ospizi? Quante domande vorrei rivolgere a chi deve godere sempre del rispetto di tutti i fedeli, ma che nell’ indicazione delle “priorità” lascia per lo meno perplessi.

 

LAPIDATE TRUMP

 

Va bene, si è capito quanto Donald Trump stia antipatico ai media italiani visto che è quotidianamente dipinto come un pericoloso ed irresponsabile criminale, imperterrito sciupafemmine, evasore fiscale, untore Covid, sporco razzista e guerrafondaio, ma non esageriamo. Trump perderà le elezioni raccogliendo più o meno l’ 1% dei voti (altrimenti milioni di americani sarebbero come lui dei pazzi scatenati) ma non può essere accusato di tutto e per tutto, compreso l’esatto contrario. Se parla sbaglia, se tace sbaglia, se invita il paese a reagire sbaglia, se parla senza mascherina sbaglia, se va in TV sbaglia, se twitta sbaglia, se parla è solo per insultare (Biden invece è un forbito chierichetto), se saluta a distanza senza mascherina sbaglia…e basta!  Se i sondaggi sono così rosei per i democratici (che sono invece tutti onesti, bravi, incorrotti, pettinati, educati, ecologisti, interetnici, aperti al sociale ecc.ecc.) perché preoccuparsi tanto?

Visto che negli USA si vota più o meno liberamente il risultato dovrebbe essere scontato anche se comincio però a pensare che molti voteranno Trump solo perché non ne possono più della sfacciata partigianeria dei media. Senza dimenticare gli interessi di quegli enormi gruppi finanziari che - dopo aver lautamente finanziato Biden con somme enormi - brinderanno alla certa sconfitta di Donald e di quei quattro fascisti idioti, grassi ed antipatici che ancora gli vanno dietro.

 

COVID CINESE

Si potrebbe avere notizie della attuale diffusione del Covid in Cina? Visto che è nato lì ed ha felicemente convissuto per mesi con quella popolazione senza che le autorità cinesi lo dicessero al mondo, come va adesso la diffusione dell’epidemia nella “casa madre”? Chissà se è arrivata una seconda ondata, quali precauzioni sono in vigore, quali siano le novità

Sottolineato che la Cina sarà quest’anno l’unico paese al mondo con un aumento del PIL - visto che esporta dai monopattini ecologici ai prodotti sanitari - sarebbe interessante saperlo, ma non si sa. Morti, contagiati, nuovi casi? Silenzio, né l’ OMS lo chiede a Pechino. Lineare esempio di libertà e coscienza democratica.  Stessi silenzi se qualcuno chiede cose precise risposte al nostro fantomatico “Comitato scientifico “: se perfino il viceministro della salute chiede e viene zittito c’è poco da aggiungere: emergenza sì, trasparenza zero.

 

GENTE DI LAGO: SECONDO VOLUME

 

E disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito l’anno scorso (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali che con quest’opera hanno voluto riprendere il successo di “NELLE RETI DEL TEMPO”, una raccolta di foto e testi storici uscita oltre 10 anni fa ed oggi introvabile.

GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

 

UN SALUTO A TUTTI                                                           marco zacchera


IL PUNTO n. 784 del  2 OTTOBRE  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

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Sommario: IL MULINO DELLE BALLE – AMORALI SCELTE  BANCARIE - JOE E DONALD: CHE SQUALLORE !

 

IL MULINO DELLE BALLE

Il ministro del turismo Dario Franceschini è certo “Il turismo italiano tornerà più forte di prima”. Anche il Ministro dell’economia era super-certo “Nel terzo trimestre di quest’anno avremo un rimbalzo a due cifre dell’economia italiana.“ Siamo ad ottobre, trimestre finito, rimbalzo non arrivato. Super-sicuro ovviamente il narciso Conte: “Il Covid può essere una grande opportunità”. Intanto è decisamente fantasiosa la annunciata manovra economica “Quest’anno calo del 9% del PIL, ma l’anno prossimo – vedrete - rimbalzo del + 6%”. Di aumento certo c’è intanto solo il prezzo dell’energia elettrica ( + 15%) e del gas, ma – ci dicono – “Erano diminuiti prima”.

I soldi forse li passerà l’Europa (si spera) quindi – mentre nei ministeri tutti corrono ad accaparrarseli e Conte annuncia l’ennesima task force di “tecnici” si vara una “duplice manovra espansiva” (??!!),  ma in deficit (ovvero si spendono prendendoli a credito i soldi altrui): in pochi mesi il debito pubblico italiano salirà così di un ulteriore 10% del PIL, oltre al 20% già accumulato in sei mesi, ovvero al 160%

“Ma – assicura Gualtieri – in 10 anni tornerà di nuovo al 130% ” Beata speranza, ma intanto si continua nell’infinita serie di slogan e di balle che ci raccontano, tanto che  sfugge ai più il senso stesso delle parole e la dimensione reale dei numeri, che sono catastrofici.

Ogni giorno cresce il mulino delle chiacchiere e dove le “non notizie” diventano notizie, le promesse e gli auspici – sempre positivi – danno i titoli alle prime pagine.  Il trucco è collaudato: solita intervista precotta in copertina o in TV ai vari geni, “si deve, si deve, faremo”, poi nel concreto passano i mesi, la polvere si deposita e non se ne esce.

Eppure ogni sera interviste, para-notizie, TG rassicuranti, sorrisi di circostanza, assicurazioni scontate: è una droga che è diventata così rimbombante che non ce ne accorgiamo più.

Per il turismo, per esempio, servirebbe qualche idea originale tipo non far pagare le autostrade ai turisti stranieri, ma sono due anni che si discute con Autostrade e non si capisce neppure se la concessione sarà revocata o meno. La “manovra espansiva di agosto” non ha lasciato tracce, i livelli occupazionali tengono solo perché i licenziamenti sono vietati, tanti “bonus” annunciati non sono mai stati applicati, sembra che il 40% delle imprese siano in difficoltà e intanto le tasse si pagano.

Poi – localmente, come nel paese – pullulano le sciocchezze, le assurdità, i controsensi. Tuttora contingentato l’afflusso nelle chiese e chiusi gli stadi per le partite dei dilettanti, ma aperti per le “amichevoli”. Precauzioni nelle scuole e discussioni infinite per mesi su banchi (sono state intanto insabbiate le inchieste sulle forniture di banchi e mascherine) e poi sulle distanze, la temperatura i tamponi. Chiacchiere, tanto poi fuori le scuole la “movida” imperversa con locali strapieni, giovani clienti senza mascherina e tavolate con gente assiepata: il Covid ringrazia.

 

AMORALITA’ BANCARIA NEL DISINTERESSE DELLA POLITICA

Lo ripeto spesso, ma insisto: quando ci sono di mezzo i grandi numeri spesso ci sfuggono le dimensioni del problema. Nella situazione drammatica in cui si ritrova l’economia italiana pochi ricordano che – a parte i contributi fino a 25.000 euro – relativamente poche aziende sono state poi effettivamente in grado di accedere ai contributi maggiori che sono stati soprattutto indirizzati ad alcuni grandi gruppi.

Con trattativa riservata (e a tassi sconosciuti) per esempio Intesa Sanpaolo ha prestato 6 miliardi di dollari alla FCA (l’ex Fiat). Ma cosa rappresentano 6 miliardi? Immaginate in alternativa  un contributo di 50.000 euro ad ogni impresa che si fosse impegnata ad assumere stabilmente una persona in più: anziché finanziare un unico gruppo si sarebbero potute aiutare 120.000 (centoventimila!) aziende concretizzando 120.000 posti di lavoro in più (ovvero ben di più di qualsivoglia reddito di cittadinanza…)  ma si è preferito varare in pochi giorni una sola operazione ad un unico gruppo.

Qui mi chiedo dove sia la logica della strategia del governo, ma tutto tace e nessuno sembra esserne interessato.

Tra l’altro con lo stesso criterio aver buttato via un ennesimo contributo ad Alitalia di 3 miliardi significa – con gli stessi parametri – aver rinunciato ad altri  60.000 nuovi posti di lavoro, ovvero moltissimi di più di quelli che lavorano oggi per la “fu” Compagnia di bandiera. 

Ma il dramma non è solo per le imprese, ma  per milioni di famiglie che stanno cadendo nelle grinfie dell’usura perché L’AUTORITA’ POLITICA  HA BLOCCATO LE RATE SU ALCUNI MUTUI, MA NON E’ INTERVENUTA  IN QUESTI MESI A BLOCCARE I FINANZIAMENTI, I “PRESTITO FACILE E I TASSI DELLE “FINANZIARIE ASSASSINE” ,” che  pullulano nel nostro paese con spesso alle spalle mafie e camorra che riciclano così capitali sporchi.

Signori della politica, di tutti i partiti: perché questo disinteresse, questo silenzio? Sapete quante famiglie hanno ricevuto la “buona notizia” che in tempo di Covid potevano uscire dai loro finanziamenti ed usare la carta di credito con un maggior “fido”? In milioni ne hanno approfittato, ma pochi hanno letto i tassi simil-usura che poi vengono applicati, così come ogni ritardo nei pagamenti nei prestiti (e milioni di persone negli ultimi otto mesi non hanno potuto pagare i loro debiti) hanno generato altri costi di finanziamento e penali enormi. Nessuno vede e nessuno ne parla. eppure questa realtà sommersa sfascia le famiglie, stressa, logora e angoscia milioni di persone, ed è diventata una vera piaga sociale. E’ “morale” questo sistema finanziario e bancario ? E perché non se ne parla e - soprattutto – perché non si interviene: è "morale" una politica che non se ne cura? 

 

TRUMP E BIDEN: CHE SQUALLORE !

Ho visto ampie parti del primo dibattito tra i due candidati alla Casa Bianca e pensare che il mondo sarà affidato ad uno dei due contendenti mi preoccupa. Capisco perché la Cina sarà sempre di più ai vertici del mondo: se l’Europa è a pezzi non è che questa America sia destinata ad andare molto meglio. Intanto, lo ammetto, ho fatto il furbo.

Nel senso che da diversi mesi mi sono inserito nella mail list dei (presunti) supporter.

di Donald Trump chiedendo di ricevere notizie sulla sua campagna elettorale. Immediatamente dopo “l’iscrizione” – ben specificando che non sono cittadino americano ma italiano e quindi non potrei comunque votarlo -  ho cominciato comunque a ricevere prima saltuariamente e poi sempre più spesso innumerevoli comunicazioni dai Trumpiani e non solo a firma autografa (digitale) del presidente ma anche di sua moglie,  sua figlia, del vice presidente Pence e rispettivi comitati e famiglie.

Con linguaggio famigliare Trump ostenta verso di me una amicizia profonda, tipo che praticamente abbiamo fatto le scuole elementari  insieme, ma sostanzialmente in ogni mail mi chiede soldi.

Dove sta l’aver fatto il “furbo” ? Che la stessa iscrizione l’ho fatta anche  per la campagna di Biden – non appena confermata la sua nomination – iscrivendomi come suo potenziale “supporter italiano”. Ci credereste? Da un mese mi stanno arrivando altrettante mail  ma anche i democratici sono sempre e soltanto alla disperata ricerca di soldi. Adesso Joe  e Kamala (la sua vice) mi scrivono ogni sera e con loro la Clinton e Obama, anche per loro sono uno di famiglia !

Biden mi dice che devo “dare l’anima” per gli USA e se clicchi il bottone del “si” (ovvero che a dare l’anima ci stai),  esce la richiesta di 500 dollari, con  opzioni a scendere ma - sotto i 50 dollari – esce un disperato “allora fai quello che puoi”.

Anime a prezzi di saldo, insomma,  ma nessuna reciproca proposta politica o  punti programmatici,  una discussione o proposta seria sulle cose da fare, sui programmi o sugli obiettivi raggiunti. Oltre alla  richiesta diretta ( “ Marco, ho bisogno di te! (Trump)”,  oppure  “E’ un tuo dovere aiutarmi, se sei un vero democratico!” (Biden) ) ci sono le offerte in promozione di gadget, cartelli da giardino, trombette, mascherine (che vanno alla grande) adesivi per auto, cappellini, bandiere americane. Tutto ha un prezzo, uno sconto, un supersconto se compri in un “giorno fortunato”  perchè “Oggi i cartelli costano la metà”. Se non compri e non paghi il computer che ti sta dietro prima di esalta, poi ti umilia, comunque ti incita: “ Il presidente sa che ad oggi questo mese non hai ancora versato nulla: fallo ora e comunque prima delle 23.59  di stasera o uscirai di scena”.

Puntualmente  - però - il giorno dopo la tua casella email è nuovamente coperta di messaggi analoghi per una scomunica che non arriva mai.

In compenso ci sono le offerte: “ Versa 50 dollari e da dovunque tu sia ti portiamo (viaggio, vitto e alloggio, tutto pagato!)  alla prossima serata di gala a Los Angeles”.

In realtà ben pochi contribuenti con 50 dollari – lo si capisce solo  leggendo meglio – saranno invitati, solo i vincitori di una lotteria con i posti riservati, ma più giochi (e paghi)  più hai possibilità di vincere. Con  500 dollari ti becchi comunque anche la foto autografa con dedica personalizzata, mentre non si accenna più alle strette  di mano (con il virus, come si fa?) con relativa foto a testimonianza del tuo storico incontro.

Milioni di piccoli contributi a pioggia, a seguire  gli assegni più sostanziosi delle associazioni, club, lobby, categorie, circoli, tutti rigorosamente dichiarati (o almeno si

spera) mentre la corsa si fa man mano frenetica “ Il “Joe che dorme” (così lo chiama Trump)  sta spendendo 65 milioni di dollari in una settimana, dobbiamo fare di più!” incita il presidente. Soldi, soldi, soldi: a contare sembrano soltanto quelli.

 

Il mio sito www.marcozacchera.it è stato recentemente  rinnovato e arricchito di informazioni, articoli e notizie: dategli un’occhiata!

 

Grazie a chi mi invia indirizzi di amici e conoscenti per allargare l’indirizzario degli invii de IL PUNTO.

 

 

      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                  MARCO ZACCHERA  


IL PUNTO

n. 783 del  25 settembre  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

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Sommario: SI RIPARTE DA UN NO - DIFENDO LA APPENDINO  - CHIUDETE ALITALIA! – VERGOGNA SUAREZ

 

I NO AL REFERENDUM E LA VITTORIA MANCATA

Diversi milioni di italiani hanno - come me – votato NO al referendum e continuo  a credere che abbiano avuto ragione, ma soprattutto che almeno abbiano “pensato” senza abbandonarsi a una demagogia che un mese fa vedeva i SI oltre il 90%.  Una riflessione utile su una causa persa che sottolinea come ci siano ancora degli italiani che si interrogano (oltre ai tanti  che – se con convinzione ragionata  - hanno votato SI) sul degrado della nostra politica.  

Tra l’altro un quarto degli elettori di centro-destra pare abbia votato NO a dispetto delle indicazioni dei loro leader che oggi corrono dietro al vincitore referendario (il M5S) sostenendo “Ci sono anch’io” senza accorgersi che hanno perso una occasione storica per mettere Conte spalle al muro.

Lo stesso sta avvenendo per le regionali: come in Emilia a gennaio, ora in Toscana e in Puglia la vittoria sfiorata diventa una sconfitta perché quando sembra che finalmente si supererà l’asticella, alla fine – almeno nelle sue roccaforti – il PD e il suo “giro” vincono sempre.

Radicamento, clientele, capacità di mobilitazione: alla sinistra va riconosciuto di saper far politica meglio gli avversari, troppo legati alla superficialità, all’ improvvisazione, alla scelta di candidati poco apprezzati dalla base (o illogici: Firenze è metà della Toscana, se non metti un candidato fiorentino difficile vincere, mentre in Puglia era logico riproporre ancora vecchi candidati?…). Resta il fatto che ora Conte non se ne andrà, Zingaretti incasserà le cedole di posti e di potere e avrà più forza di prima anche verso i 5Stelle. E’ vero che 15 regioni in Italia su 20 sono ora con l’opposizione, ma la spallata non c’è stata e la "percezione" è stata di una vittoria a sinistra..

E adesso? Logorata Forza Italia, nella Lega Salvini ha perso appeal (Zaia incombe), la Meloni ha vinto nelle Marche e quasi triplicato i suoi voti sul recente passato, ma non sfonda al sud e quei voti in buona parte li ha sottratti agli alleati e quindi il saldo complessivo non cambia. Certamente il presidente Mattarella dovrebbe chiedersi – ma non lo farà – quale legittimità abbia ora un Parlamento “incostituzionale” e dove il partito di maggioranza relativa è sceso in due anni dal 24,26%  al 2,39% (in Veneto) dal 30,13 al 7,78 (Liguria) dal 24,68 al 7,02 (Toscana), dal 35,55 al 7,12 (Marche), dal 45,5 al 9,99 (Campania) e dal 44,9 al 9,85 (Puglia) e con la legge elettorale odierna avrebbe UN QUINTO dei deputati.

Parlamento sicuramente delegittimato, quindi,  ma – non ci avevano pensato quelli del SI ? -  non è ora comunque possibile scioglierlo prima di una nuova legge elettorale e nuovi collegi, quindi… “campa cavallo”.

Su cosa dovrebbe fare il centro-destra in futuro avremo modo di riparlarne a lungo a partire dalla prossima settimana, cominci intanto i leader a pensare, per esempio, a come non perdere le prossime elezioni a Roma, Milano, Torino… Magari non aspettando mesi ad individuare i candidati a sindaco e soprattutto scegliendoli bene e non a tavolino.

 

DIFENDO LA APPENDINO

La sindaco di Torino Chiara Appendino (M5S), è stata condannata a 6 mesi e per la “Legge Severino”  quindi non potrà ricandidarsi, ma è una follia che una legge demagogica come questa continui ad imperversare.

Nel caso della Appendino la condanna viene per una errata annotazione (tecnicamente molto opinabile) di una voce interna al bilancio del comune di cui molto verosimilmente la sindaco non sapeva nulla e su cui comunque non poteva fare nulla, visto che il bilancio comunale di Torino non lo scrive certamente il sindaco. Una questione interpretativa di lana caprina che si ritorce per una volta contro un’esponente del partito che volle demagogicamente quella legge (che ha “ucciso” politicamente anche Berlusconi) ma che nel caso di specie è assurda e non sta in piedi.

Credo che ogni persona di buon senso debba assolutamente difendere per questo episodio la sindaco Appendino e chiedere un cambiamento di questa legge palesemente ingiusta.

 

CHIUDETE ALITALIA, PLEASE!

E' ufficiale: dal 1 ottobre Alitalia" non volerà più da Malpensa. Quell’ aeroporto che era stato ricostruito e potenziato nel 2000 proprio come "hub" della “fu” Compagnia di bandiera per risollevare le sorti  della stessa Alitalia, semplicemente sparisce. 

Motivazione? "La rotta su Roma era in perdita" e quindi si chiude anche quella: così sarà perfino impossibile andare a Fiumicino per prendere eventualmente altri voli della stessa compagnia.

Ovvio, visto che da Malpensa Alitalia aveva progressivamente tagliato tutte le altre rotte e quindi era difficile pensare che arrivassero e partissero suoi passeggeri.

Un ragionamento comunque economicamente  lucido, ma visto allora  che TUTTE le rotte di Alitalia nel mondo sono in perdita, con questa logica andrebbero chiuse TUTTE le rotte e quindi – finalmente - l’ Alitalia stessa.

Eppure davanti a questa boiata  il governo Conte ha stanziato recentemente altri 3 MILIARDI (miliardi, non milioni!) di euro pro Alitalia, dopo tutti gli altri soldi già buttati via negli anni. Festeggiano ovviamente le altre compagnie europee che - almeno prima del Covid – grazie all’ assenza di Alitalia riempivano da Milano i loro voli per Parigi, Francoforte, Monaco e Zurigo e da lì volavano nel mondo. Esempi incredibili, come il volo Milano-Dubai (che Alitalia cancellò perché in perdita!) mentre  Emirates - prima del Covid - da tempo aveva portato a tre i suoi voli quotidiani da Malpensa.

Ma perché sprecare continuamente questi contributi in un pozzo nero che oltretutto si è dimostrato non tenere minimamente in considerazione le necessità dell’utenza, soprattutto di quella del Nord Italia? Alitalia vola vuota perché la concorrenza offre di meglio e a prezzi più bassi, con una riflessione finale: se questo carrozzone è ora rimasto solo "romano" perché allora devono pagarlo tutti, compresi quelli che gli aerei Alitalia non li può più nemmeno usare?  Ma possibile che non ci sia nessuno che abbia la possibilità, il coraggio, la sensibilità di sollevare il coperchio su questa fognatura inaudita di cui nessuno porta mai una qualche minima  responsabilità? 

 

PS La dimensione dei numeri a volte ci sfugge. Pensate ad una azienda cui in cambio di 1 (uno) posto di lavoro in più fossero dati 50.000 euro di contributi a fondo perduto.

Sarebbero 20 posti per un milione, 20.000 per un miliardo, 60.000 per 3 miliardi.   Per difendere Alitalia - comunque  in continua perdita - il governo ha insomma rinunciato, teoricamente, ad aiutare 60.000 imprese con la creazione di 60.000 nuovi posti di lavoro.

 

CITTADINANZA: LA VERGOGNA  SUAREZ

Penso alle tante persone che ho conosciuto nella mia vita che per anni hanno atteso o da anni attendono invano il riconoscimento della loro cittadinanza italiana: anni di attesa, di rinvii, di code agli sportelli, di documenti a volte introvabili da reperire nel mondo.

Dieci anni il tempo medio di attesa in Brasile, anche di più in altre parti del Sudamerica.

Poi arriva un calciatore uruguaiano, tale Luis Suárez , che alla Juventus serve diventi “italiano” per questioni di ingaggio e  tutto si risolve in pochi giorni. Il calciatore uruguagio, arrivato con un volo privato, è stato accolto per fare l’esame di italiano addirittura dalla Rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia, prof.ssa Giuliana Grego Bolli, dal direttore, dr. Simone Olivieri, e dalla direttrice del centro, prof.ssa Stefania Spina. A esaminarlo sono stati i docenti Lorenzo Rocca e Danilo Rini. L’esame ha riguardato la valutazione delle quattro abilità linguistiche: produzione orale e scritta, comprensione orale e scritta. Ovviamente promosso. Secondo l’inchiesta della Guardia di finanza e della Procura di Perugia, la cittadinanza italiana di Luis Suarez,  è stata però ottenuta con la truffa (come peraltro tutti sapevano, perché il Suarez parla solo approssimativamente un italiano maccheronico e per lui Dante dev’essere quello dell’olio…). Le intercettazioni provano la degradante figuraccia di una Università che si spacciava  per seria. Che schifo!  E se questi sono gli “irreprensibili” professori di Perugia, se alle spalle dell’affare c’è pure la Juventus, che diranno la FIGC, la Lega, il Ministro dello Sport e dell’Università?

Italiani del mondo, voi intanto continuate ad aspettare e a fare la coda…

 

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI               MARCO ZACCHERA






 IL PUNTO n. 782 del  18 settembre  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: OLTRE IL NO, SERVE LA PROPOSTA – LE SUPERBALLE DI CONTE – RICORDIAMO DON ROBERTO – PACE IN MEDIO ORIENTE - COMMERCIALISTI SENZA SPINA DORSALE!

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OLTRE IL NO, LA PROPOSTA

Anche se domenica vincessero i SI al referendum, i NO che all’inizio sembravano numericamente trascurabili stanno crescendo come un fiume in piena raccogliendo consensi in ogni settore politico. IO VOTERO' CONVINTAMENTE "NO"  perché non ci vuole molto a capire che i risparmi dal “taglio” dei parlamentari sono minimi (96 centesimi l’anno per ogni italiano!), i rischi per la democrazia molti e che soprattutto la Costituzione non si cambia “a spot” ma in modo ragionato e complessivo.

Siccome - però - in Italia conta soprattutto la demagogia, ecco i vari Di Maio che spuntano da ogni angolo dei teleschermi alla faccia della “par condicio” (Garante, dove sei ??) a sparlare facilmente (e giustamente)  di quella “Casta” di cui però proprio loro sono esempio visibile. Falliti paparaquà  che – da Di Maio all’Azzolina - senza arte né parte ma solo grazie proprio alla demagogia sono saliti nell’empireo del potere e lì vogliono restare.

Competenze? Capacità? Linee strategiche? Ma per favore…

MA NON BASTA VOTARE NO e lo sottolineo soprattutto a quel centro-destra dove la “base” ha dimostrato di vederci più lungo dei leader (che infatti hanno trasformato il loro iniziale SI in un NI, fiutando l’umore della gente) comprendendo che la vittoria del NO sarebbe anche l’unica decisiva spallata per la cacciata – finalmente - di Conte e Zingaretti.

Ma soprattutto è ora (anzi, siamo già in ritardo di anni) che finalmente a Destra si abbia il coraggio di studiare e discutere una proposta per riscrivere “tutta” la Costituzione  indirizzandola per avere un’Italia presidenzialista e rappresentativa.

Un’Italia delle responsabilità, delle elezioni dirette, dove chi viene eletto debba quindi personalmente rispondere e non sempre “delegare”. Un’Italia dove appare superato il concetto di essere “Una repubblica fondata sul lavoro” visto che lavorano circa solo il 34% degli italiani e gli altri no, a vario titolo e per vari motivi.

Vorrei un’Italia dove la Giustizia sia apolitica per legge e soprattutto per forma mentale e quindi garante per tutti, dove i Giudici facciano il loro mestiere e non entrino (o rientrino) in politica. Separazione delle carriere e dei poteri con un Presidente finalmente eletto dal popolo che possa governare con autorevolezza e poi essere democraticamente valutato. Per questo, comunque vada il referendum, chiedo a tanti ex colleghi, ai giuristi e agli elettori, alla gente vicina alla mia storica area politica che insieme abbiano la forza di chiedere questa riflessione, questo impegno, questo punto programmatico, questo “Manifesto” di chi vuole rinnovare veramente e nel profondo il nostro Paese.

 

CONTE: BALLE , BALLE, BALLE IN QUANTITA'

In democrazia ognuno è libero di dire e scrivere quello che vuole ma se un tizio  - sia pure per caso - fa “pro tempore” il mestiere di Presidente del Consiglio quando scrive dovrebbe avere un minimo di senso di responsabilità.

Se Conte scrive ai Presidenti delle Camere che il suo piano in Europa vuole portare ad un diverso sistema fiscale capace di permettere la crescita economica, la sostenibilità ambientale e con "criteri stringenti"  vuole (dopo anni e anni di stagnazione e diminuzione) addirittura " Il raddoppio del PIL", migliorare del  + 10% il tasso di occupazione, digitalizzazione e investimenti per la "rivoluzione verde" i casi sono due: o è un pazzo da rinchiudere in manicomio per manifesta incapacità di intendere e volere  o è più semplicemente un grande, inesorabile "ballista". Conte è uno sbruffone, narciso e anche personaggio pericoloso perché a lui è stata affidata una nazione (la nostra)  e il "ballista" non si rende conto che tra il dire è il fare c'è soprattutto il suo lungo, lunghissimo naso alla Pinocchio. Ma basta, per favore, con queste sciocchezze a cui non crede nessuno, neanche la sua corte e - temo – soprattutto l’Europa !

 

ONORIAMO DON ROBERTO, PRETE SUBITO DIMENTICATO

Don Roberto Malgesini, 'prete degli ultimi', 51 anni, è stato ucciso tre giorni fa in centro a Como. A sferrare le coltellate mortali un tunisino di 53 anni con vari decreti di espulsione alle spalle fin dal 2015, mai eseguiti. Don Malgesini era conosciuto in città per il suo impegno a favore dei migranti.

Mi fermo qui, non voglio strumentalizzare nulla e nessuno, ma solo ricordare un prete coraggioso sottolineando però che in poche ore la sua morte è stata subito dimenticata dai media. Un centesimo dello spazio in cronaca rispetto ad altri omicidi “morbosi” della settimana, quelli che “fanno notizia” e finiscono regolarmente con la TV ai funerali e la gente che applaude (non ho mai capito perché), tipo  quello che uccide la sorella in moto perché lei non voleva più stare con un lui, ma con un “lui-lei” e avanti così, o il povero e coraggioso Willy che a Colleferro ha addirittura mobilitato Conte-show per i suoi funerali.

La morte di Don Roberto invece è stata sostanzialmente “negata” dai media perché dava imbarazzo e fastidio, usciva dagli schemi, obbligando a ripensare sul concetto ridondante che “nero è bello” ma che purtroppo non sempre “nero è buono”. Mi fermo qui perché avete capito. Onoriamo però  e non dimentichiamo Don Roberto, esempio concreto di carità ed aiuto per tante persone, di tutti i colori.

 

TRUMP E ISRAELE. PACE IN MEDIO ORIENTE

Obama era buono, Trump è cattivo. Il primo era stato quindi santificato addirittura prima di prestare giuramento come presidente USA con il Nobel per la Pace, chissà perché.  (Pardon, il perchè si sa benissimo, lo si assegna solo a progressisti, sinistri-ecologisti ecc.ecc.) 

Definito una “speranza del mondo”Obama inaugurò  il suo mandato bombardando la Siria e non ha risolto alcun conflitto mondiale, anzi,  ha diffuso la cancrena terroristica dando conseguente spazio all’ISIS che ha così organizzato abbondanti mattanze inter-etniche.

Poi arriva Trump, il “cattivo”, ed ecco che l’ISIS è sconfitta ed Israele fa la pace – grazie alla sua mediazione -  con gli Emirati Arabi e il Bahrein riaprendo voli e frontiere. 

Chissà chi mai lo noterà…

 

COMMERCIALISTI SENZA SPINA DORSALE

Da 40 anni sono iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Verbania ed assisto impotente al progressivo degrado di autorevolezza e credibilità della nostra categoria.

Ultimo episodio l'annunciato sciopero contro il Governo per le sue follie fiscali estive, revocato però all'ultimo momento in cambio della promessa (!) di un incontro per un rinvio ad ottobre (a pagamento) di alcune scadenze fiscali.

Un atteggiamento supino, pauroso, remissivo da parte del nostro Ordine nazionale che non fa bene alla categoria, demolisce la nostra credibilità professionale e porta tanti iscritti a chiedersi perché mai si debba essere così remissivi davanti ad un Governo che si è dimostrato – soprattutto in campo fiscale - incompetente e confuso, contraddittorio e iper-complicato. L’autorevolezza professionale nasce dalla autonomia verso tutte le parti politiche, fare gli zerbini non porta mai bene a nessuno, soprattutto ai contribuenti che dovremmo aiutare e rappresentare.

Evidentemente certi vertici romani non capiscono che il nostro Ordine sarebbe più credibile e forte se innanzitutto fosse capace di sbattere in faccia a tutti le contraddizioni ministeriali firmate da questi ignoranti caporali e bibitari che vivono alla giornata, temporaneamente inquilini a Palazzo Chigi e dintorni.

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                             MARCO ZACCHERA 




IL PUNTO n. 781 del  11 settembre  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: PER IL NO REFERENDARIO - CHI E’ STANCO E CHI HA STANCATO - SOCCORSI AD EMILIANO – LO ZINGARO - CRISI DI IDENTITA’  - IN VIDEO SU RAI UNO

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SI ALLARGA A DESTRA IL FRONTE DEL NO

Anche se i leader dei partiti di centro-destra non sembrano scegliere ufficialmente questa linea, è indubbio che moltissimi elettori e dirigenti che si ritrovano in questa area politica  voteranno NO al referendum del 20-21 settembre, un dato in continua crescita.

La scorsa settimana, quasi casualmente, è nata tra le altre una chat del gruppo “Siamo di centrodestra e liberi di votare NO” che si è ingrossata come un fiume in piena raccogliendo le firme di centinaia di esponenti, dirigenti, parlamentari di ieri e di oggi che gravitano in questo mondo politico, tutti schierati per il NO.

Ne sono stato uno dei primi animatori perché credo davvero che questa scelta elettorale sia quella giusta. Per chi vuole discuterne, sottoscrivere l’appello, diffonderlo e saperne di più entra su

  http://chng.it/ngcj7TjdXB 

Certo che, soprattutto dopo il SI - pur tentennante - del PD (che pur per 3 volte aveva votato in aula contro questo stesso testo, potere della coerenza!), il referendum sta diventando ora anche un voto pro o contro il M5S e l’alleanza giallorossa di governo, già in difficoltà in concomitanza con le elezioni regionali.

Quale miglior scelta per cercare di far cadere il governo che una sconfitta referendaria o almeno un risultato che sottolinei come la gente - votando NO - chieda che si smetta con una politica fatta solo di slogan e demagogia? Come ho già sottolineato nelle scorse settimane il "taglio" è di meno un euro l'anno per italiano, pur venduto come chissà che riforma epocale. 

 

CHI E' STANCO E CHI HA STANCATO

Con la sua solita arroganza il premier Conte prima comunica che Mario Draghi (ipotetico suo successore) non va bene perchè "E' stanco", poi che lui è per altri sette anni di un "Mattarella-bis" al Quirinale ed infine - parlando con calma, intervistato senza pressione dei media - se la prende con i "negazionisti" sostenendo che in Italia ci siano stati 135.000 morti di Covid quando sono stati (per fortuna) 100.000 di meno.

Un premier che non ha neppure un’idea di quanti siano stati effettivamente i morti di Covid in Italia dopo decine di sue apparizioni “in solitaria” alla TV la dice lunga sulla sua serietà e la sua preparazione in materia.

Questo signor Conte, già "Avvocato del popolo" e inafferrabile narciso, che annuncia in anticipo che non importa se perderà le regionali perchè tanto "il governo non è coinvolto" meriterebbe una lezione, una democraticissima lezione di stile, di umiltà, di modestia. Chissà che una buona affermazione del "NO" e una batosta elettorale alla sua coalizione tra due settimane non gli serva per stare un pò zitto e  magari farsi (finalmente) da parte. Personalmente, mi ha proprio stancato.

 

EMILIANO CERCA SOCCORSI

Domenica prossima (20 e 21 settembre) si voterà anche in 7 regioni e - a parte la Valle d'Aosta - oggi 4 regioni sono in mano ai partiti di governo e solo 2 all'opposizione. Si il centro-destra vincesse 4-2 rivoltando il risultato sarebbe un grande risultato e ancor di più se finisse addirittura 5 a 1 perchè significherebbe che anche la Toscana, storico fortino post-comunista, avrebbe votato a destra. "Firmo" per il 4 a 2 che ha nel successo in Puglia la sua chiave di volta ma intanto, alla disperata ricerca di consensi e con i sondaggi che scricchiolano, il candidato PD alla presidenza della Regione Puglia, l’uscente PD Michele Emiliano, schiera un esercito di 700 candidati e il record di ben 15 liste di appoggio.

C’è da scegliere, nell’ordine, tra il “Partito Animalista”, il “Partito del Sud”, la lista “Sud indipendente”, la “Democrazia Cristiana” (!), la “Sinistra Alternativa” e poi le liste “Emiliano sindaco di Puglia”,  “Con Emiliano”, “Senso civico”, il PD “ufficiale”, “Italia in Comune”, “Popolari con Emiliano”, “Puglia Solidare e Puglia Verde”, “Pensionati ed invalidi”, “ I liberali” e infine il partito “ Pensiero ed Azione”. 

Il “Partito Repubblicano” non ha presentato liste, ma annuncia – bontà sua - che appoggerà Emiliano dall’esterno.  Auguri !

 

LO ZINGARO

Va bene farsi prendere in giro, ma il troppo è troppo.

In Italia non paga mai nessuno e quindi nessuno ai vertici del Ministero della Giustizia  si è preso la responsabilità dell’ennesima beffa allo Stato di “Johnny lo Zingaro”, pluriomicida ergastolano in permesso premio che è sparito nel nulla.

Da sottolineare che per lo Zingaro si tratta della sua seconda evasione dopo la condanna all’ergastolo vista quella avvenuta – sempre con l'ergastolano in permesso-premio - il 30 giugno 2017 quando era (o doveva essere) detenuto nel carcere di Fossano.

Eppure lo Zingaro è un criminale decisamente pericoloso: omicida, sequestratore di persona, catturato dopo un conflitto a fuoco con la polizia.

Che un ergastolano abbia dei permessi premio è già cosa da discutere, ma se li ottiene ed evade dovrebbe perdere il diritto di averne di nuovi e invece – appena tre anni dopo l'ultima evasione! -  "Johnny lo Zingaro" non solo ne ha avuti di nuovi, ma è nuovamente sparito: errare è umano, perseverare – da parte della Giustizia italiana – sembra diabolico!

D'altronde è la Giustizia italiana ad andare alla rovescia: a 6 mesi dall'inizio della pandemia del Covid più della metà dei mafiosi e criminali scarcerati "per motivi di salute" sono ancora in libertà e non sono rientrati in carcere, anche se fisicamente stanno benissimo.

A pagare, insomma, sono sempre e solo le vittime.

  

CRISI DI IDENTITA’

Sarà una sciocchezza, ma che conferma la poca praticità della nostra burocrazia. Non so se molti lettori abbiano già acquisito la nuova carta d’identità elettronica plastificata che sostituisce quella cartacea. A differenza di ogni altra parte d’Europa quella italiana ha un formato “mini”, così “mini” da risultare praticamente  illeggibile. Si sono persi anni in ricorsi e processi per l’assegnamento della fornitura e il prodotto che ne è uscito è assolutamente poco pratico, tentare di vedere per credere.

 

 

IN VIDEO SU RAI UNO

 

SABATO 12 SETTEMBRE, ALLE ORE 14 SU RAI UNO, andrà in onda la trasmissione “ LINEA BLU – LAGO MAGGIORE” una intera trasmissione dedicata ad una panoramica sul nostro lago. Non so ovviamente come sia stata montata la puntata di questo noto appuntamento televisivo settimanale, ma dovrebbe essere trasmessa anche una mia intervista sulle problematiche del lago e della pesca: per chi vuole, buona visione!.

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                             MARCO ZACCHERA


IL PUNTO n. 780 del 3 settembre    2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: - REFERENDUM, SEMPRE PIU’ NO – CONTE E GLI SBARCHI – LA COLPA E’ SEMPRE DI TRUMP – PHILIPPE DAVERIO

 

REFERENDUM: SI ALLARGA IL FRONTE DEL NO

La scora settimana avevo cercato di spiegare le mie ragioni per il NO al referendum del 21 settembre e – ferma restando l’assoluta legittimità e libertà di pensarla diversamente -  credo servano alcuni approfondimenti.

Cominciamo con il presunto “risparmio”. La fonte più seria per calcolarlo a seguito del probabile taglio dei parlamentari sono gli uffici studi “neutrali” di Camera e Senato che stimano il risparmio conseguente in 57 milioni di euro l’anno pari al 5.5% del bilancio delle Camere. Più o meno (tanto per fare un paragone) una somma  pari all’ingaggio annuo del giocatore del Barcellona, Lionel Messi. Dati confermati da Carlo Cottarelli, siamo ad un presunto risparmio dello 0,007% della spesa pubblica ovvero 7 (sette) euro ogni 100.000 (centomila) spesi.

Funzionerebbe meglio il parlamento dopo la cura dimagrante? Difficile dirlo,  visto che  Camera e Senato dovranno continuare a fare le stesse cose come oggi, in un eterno doppione con l’aggravante che i lavori saranno ancora più lenti perché teoricamente ci saranno meno persone ad occuparsi di tutto.

Una volta di più il problema vero, però, non sono (solo) i soldi, ma la qualità dei parlamentari, il metodo di scelta – ovvero il sistema elettorale – con la necessità di rappresentare le diverse idee politiche e i diversi territori della Repubblica.

Una scelta-simbolo, allora, ma trasformata soprattutto in chiacchiere demagogiche di facciata e non di sostanza visto che solo l’acquisto dei nuovi banchi per le scuole previsti dalla ministro Azzolina prevedono una spesa di 331 milioni di euro, ovvero molto di più dei vantaggi economici per il taglio dei parlamentari DI UNA INTERA LEGISLATURA!

Proposta: ma perché non cominciare comunque subito a riformare i regolamenti parlamentari con un taglio delle procedure, dei tempi, dei costi interni (spropositati) che rallentano oggi il sistema legislativo? Sarebbe scelta comunque di buon senso!

Intanto prendo atto che quasi nessuno pensava di votare NO solo un mese fa e i SI marciavano al 90%, mentre oggi sempre più persone di ogni idea politica cominciano a cambiare parere e lo dicono apertamente. Rispettando ogni opinione, per favore non votate senza informarvi meglio, non fermatevi al (giustificato) mal di pancia per la “politica” perché alla fine credo vi convincerete anche voi a votare NO.

Pensate intanto a come soffre internamente il PD: per 3 volte hanno votato NO in aula alla norma, la 4° volta hanno votato SI (perché erano diventati partner delM5S) e adesso non sanno più che pesci pigliare. In cambio di un SI ufficiale (ma metà partito avvisa che non voterà così) chiedono almeno una bozza di riforma elettorale che – vedrete – verrà in qualche modo promessa, ma ovviamente non attuata, anche perché ne mancherebbe il tempo. Prezzi che si pagano per stare “comunque” al governo, mentre nel centro-destra mi chiedo perché non venga colta l’opportunità politica di esprimere un NO che sballerebbe del tutto Conte e compagnia. MA PER ARRIVARE A VOTARE NO NON SI DEVONO FARE MOLTI CALCOLI POLITICI: E’ LA  RIFORMA COSTITUZIONALE CHE NON SI REGGE, NON SERVE ED E’ DEL TUTTO DEMAGOGICA.

 

CONTE E GLI SBARCHI

Era il 3 agosto e il premier Conte tuonava “ Basta arrivi irregolari, saremo inflessibili, dobbiamo intensificare i rimpatri! Ci sono migranti che sfuggono alla sorveglianza militare. Non possiamo più permettercelo». E sempre Conte aggiungeva: “Stiamo collaborando con le autorità tunisine: dobbiamo contrastare i traffici, dobbiamo contrastare l'incremento degli utili dei gruppi criminali che alimentano questa tratta  illecita. Stiamo lavorando per evitare che questi traffici possano continuare. In questo momento di fase acuta non possiamo permetterci che la comunità nazionale corra ulteriori pericoli».

Parole sante, solo di un mese fa, MA CHE COSA E’ SUCCESSO IN QUESTO MESE? Nulla delle parole e dei buoni propositi di Conte si è avverato, anzi è avvenuto l’esatto contrario.

La ministro Lamorgese e Di Maio sono stati a Tunisi (rientrando peraltro senza fare la quarantena!) ma il risultato pratico è stato zero: il 40% degli arrivi a Lampedusa continuano ad essere cittadini tunisini e non vengono respinti. Di Maio si è fatto le vacanze ed è tornato abbronzato più nero di un migrante, la Magistratura ha bloccato l’ordinanza sanitaria di Musumeci (in 2 giorni, questa volta con un magnifico esempio di tempismo!) ma intanto Lampedusa scoppia come gli altri centri di accoglienza e tantissimi arrivano per conto proprio, senza controlli e senza sicurezza, mentre al largo le navi “umanitarie” fanno incetta di migranti tanto poi non se li curano loro.

Nei primi 8 mesi di quest’anno gli sbarchi dal “fronte sud” sono aumentati del 400% (quattrocento per cento) oltre a tutti quelli non censiti o entrati illegalmente per altre vie. Solo dal 26 al 31 agosto 2020 ci sono stati 1.690 sbarchi ufficiali contro i 397 dell’anno scorso. Questi sono i fatti, le chiacchiere lasciamole pure  fare a Conte.

 

USA: LA COLPA E’ SEMPRE DI TRUMP

E’ impossibile parlare di elezioni USA senza dare addosso a Trump e quindi i media italiani si adeguano. Dire che è colpa del presidente se la polizia ha ucciso dei neri (oltretutto sempre in città e contee governate dai democratici, e negli USA sono le città che scelgono i propri poliziotti) è assurdo, anche perché non viene spiegato che gli  afroamericani sono circa il 15% dei cittadini USA ma hanno un indice di violenza contro i poliziotti di 7 volte quello della comunità bianca. Non si possono e non si devono giustificare atti inconsulti da parte della polizia, ma magari capirne lo stato d’animo.

Piuttosto meriterebbe più attenzione la storica “apertura” dei rapporti diplomatici tra Israele e gli Emirati Arabi, così come quella di Hamas verso Gerusalemme. Spiragli di pace in Medio oriente che sono frutto della amministrazione Trump e del suo mediatore Pompeo, ma di queste cose non fa fino parlarne, tanto meno da parte dei pacifisti nostrani … 

 

RICORDO DI PHILIPPE DAVERIO

La cultura italiana ricorda con affetto Philippe Daverio, appassionato e colto storico e critico d’arte. Ai tanti ricordi ufficiali voglio aggiungerne uno personale perché, quando ero sindaco di Verbania, Philippe accettò il mio invito di diventare presidente del “Museo del Paesaggio”, storica istituzione della nostra città, colpito dal valore di quanto raccolto ed entusiasta nel voler rilanciare questa nostra realtà culturale locale.

Eletto presidente dalla maggioranza del Consiglio Comunale l’ “intellighenzia” della sinistra verbanese apertamente non poteva soffrirlo e in segno di scherno qualche imbecille – per dargli il benvenuto – gli fece perfino trovare sigillata con il vinavil la serratura degli uffici del museo. Un brutto gesto vandalico che la dice lunga sull’ intelligenza dell’autore, ovviamente rimasto ignoto. Philippe non si scompose più di tanto e - a chi gli chiedeva commenti o dichiarazioni di sdegno - rispose con l’ironia di sempre “Speriamo che domani sia bel tempo”.

 

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Grazie a chi mi invia indirizzi di amici e conoscenti per allargare l’indirizzario degli invii de IL PUNTO che, dalla prossima settimana, riprenderà il consueto ritmo settimanale.

 

 

      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                            MARCO ZACCHERA



IL PUNTO  n. 779 del  24  Agosto    2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario:  QUATTRO ANNI DOPO - REFERENDUM: PERCHE’ VOTERO’ NO - PD ALLA SALSA DI STELLE –  RICORDO DI LUIGI PENNA

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QUATTRO ANNI DOPO

Quattro anni fa l’ennesimo terremoto colpiva l'Italia centrale. Le foto prese dall'alto mostrano ancora molte delle macerie dei primi giorni e una inchiesta dell'ANSA chiarisce che – per esempio nella zona di Amatrice - "Sono in progettazione più di 120 interventi di opere pubbliche, per alcuni dei quali si stanno già avviando le procedure di gara per l'affidamento dei lavori." Ci rendiamo conto che il linguaggio burocratico sottolinea come - dopo 4 anni ! - siamo solo ai primi appalti  e solo "per alcune" delle opere, mentre tutte le altre concretamente sono ancora al punto di partenza ? Bisognerebbe parlare di questa inefficienza e magari sarebbe occasione anche per avere finalmente un rendiconto delle somme raccolte dalla protezione civile per le vittime di quel terremoto (per non parlare di quelle raccolte per il COVID), ma il “buco nero” in argomento è totale.

 

Approfondimento: PERCHE’ VOTERO’ NO AL REFERENDUM

Il 20 e 21 settembre, insieme alle elezioni regionali e amministrative parziali, si terrà un demagogico referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Demagogico perché - ovviamente - la gran parte degli italiani voterà SI tanta è l’acredine verso i loro/nostri rappresentanti, il “palazzo” e i “costi della politica” certi così di risparmiare e riformare positivamente la Costituzione..

L’esito è quindi scontato, anche perché non serve il quorum e tutto è condito dalle solite sparate grossolane di cui usa la “pancia” - anziché la testa - pensando così di prendere più voti per sé la prossima volta correndo dietro al comprensibile risentimento popolare.

Ho passato 18 anni alla Camera (eletto per cinque legislature) e permettetemi di dire che la "macchina" l'ho conosciuta bene. Vi assicuro che se invece della pancia si usasse la testa si capirebbe che conta poco ridurre il numero di deputati e senatori senza porsi piuttosto il problema di come e perché non funzioni il Parlamento e a che cosa dovrebbero servire i nostri eletti.

Aggiungo che la riduzione permetterà una assolutamente trascurabile riduzione della spesa pubblica (più o meno 2 euro l’anno per italiano !!)  perché - anche qui - non si va mai a fondo per capire quali siano i reali costi e problemi del Parlamento, ad iniziare da migliaia di dipendenti che guadagnano spesso più dei deputati.

Un risparmio ridicolo rispetto a miliardi di euro spesi dalla amministrazione pubblica per scelte dispendiose e inutili, dai nuovi banchi dell' Azzolina ai forestali siciliani.

D'altronde si riducono 300 parlamentari e contemporaneamente si assumono decine di migliaia di nuovi dipendenti pubblici senza invece – semmai – razionalizzare la spesa della pubblica amministrazione e attivare una vera ed obbligatoria mobilità interna.

Ma – soprattutto - la mia sarà una solitaria ed ideale PROTESTA perché, correndo dietro alla demagogia dei “tagli”, nessuno si pone il vero problema DELLA PREPARAZIONE E SCELTA DEGLI  ELETTI.

L’ho ripetuto tante volte: se siete un medico, un geometra, un commerciante o un barbiere per lavorare dovete aver superato un esame di abilitazione, essere iscritti a un Albo o almeno alla Camera di Commercio, mentre oggi chiunque può diventare deputato/a senza alcuna preparazione tecnico-amministrativa, nè esperienza politica o culturale. 

Se un medico è bravo gli affidate la vostra salute e lo pagate, se un medico è incapace va radiato dall’ albo. Se un parlamentare è serio e lavora con impegno e a tempo pieno non c’è nulla di male a pagarlo bene, se è un incapace sono e resteranno soldi completamente buttati via e la preparazione, l’onestà e l’impegno non hanno colore politico.

Il pentastellato ex commesso di negozio “pet shop” di Varazze che con il suo diploma di terza media è stato riconfermato un mese fa a Presidente della Commissione Affari Europei della Camera ne è la milionesima conferma. “Almeno è onesto” si dirà… E ci mancherebbe pure questo!

Il problema non è però l’onesta dei singoli, ma la loro preparazione tecnica, giuridica, legislativa che disperatamente manca nella gran parte dei casi, condizionata soprattutto da un sistema elettorale che impedisce ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti e - anche nel caso dei collegi uninominali – permette ai capataz di ogni partito di imporre tutti i candidati.

Questi sono i veri problemi e limiti del sistema parlamentare italiano che non funziona, non il numero degli eletti, ma piuttosto se e come i parlamentari sappiano e siano in grado di lavorare.

E poi perché allora ridurre solo di un terzo i componenti delle Camere? Se la logica è solo quella del  risparmio allora - altrettanto demagogicamente - perché non lasciare a casa la metà dei parlamentari o addirittura tutti: eliminando il Parlamento - alla faccia della democrazia -  il risparmio sarebbe assicurato.

Il Parlamento dovrebbe servire in democrazia a rappresentare tutte le aree e le idee del Paese: come potrà farlo un senatore eletto ogni 300.000 persone, ovvero rappresentando spesso più province?

E come potrà rappresentare le idee politiche dei "suoi" elettori se dispersi su un'area enorme?

Sarà un comodo alibi per non rappresentare nessuno, soprattutto se già ora non c'è più alcun legame tra eletto ed elettori.   

Peraltro va detto che le leggi di iniziativa parlamentare non si approvano sostanzialmente più da decenni, che il Parlamento vota solo decreti del governo regolarmente illeggibili, contorti, assurdi, che passano tutti o quasi con il voto di fiducia e quindi non si può neppure cambiarli…

Quindi – e qui proprio l’ironia non c’è più -  a che cosa serve ancora un Parlamento?

Temi importanti ma di cui non si parla perchè fa “figo” dire che il referendum sarà un voto contro la “Casta”  e – soprattutto se detta da volgari e autentici ignoranti come certi attuali parlamentari - sono frasi che insultano non solo i Padri Costituenti ma molte persone di buon senso.

Saremo in pochi a votare NO, ma avrò comunque l’intima certezza personale di votare giusto, anche perché la Costituzione (e lo abbiamo ripetuto allo sfinimento nel 2016 bocciando il referendum Renzi) non è come revisionare il motore di un’ auto dove si cambia e si butta un pezzo difettoso e l’auto riparte come o meglio di prima.

Rido comunque del poco coraggio dei partiti: un PD che votò più volte proprio contro questo  “taglio” ora è demagogicamente a favore, gli altri (come nel centro-destra)  non hanno il coraggio di dire “no” per correre dietro al populismo del M5S che su queste battaglie stupide, demagogiche e presuntuose ha costruito le sue già appassite fortune elettorali, salvo poi smentirsi periodicamente e clamorosamente - vedi le recenti decisioni della “piattaforma Rousseau” – quando gli conviene, come per il moltiplicarsi delle possibili candidature per i propri dirigenti .

Che peccato: una volta in Parlamento - per la cui libertà si sono sacrificate intere generazioni - si discutevano idee, programmi politici, ideologie…Oggi è stato ridotto a baraccone e certo le  cose non miglioreranno solo tagliando di 1/3 i parlamentari. Tra l’altro chi spera che - approvando la riforma - si vada presto a votare è un illuso o è in malafede perché (pensateci!) andranno stabiliti tutti i nuovi collegi elettorali e per Conte passeranno altri mesi, utili in attesa poi del “semestre bianco” per l’elezione del Mattarella-bis, sempre con una maggioranza di sinistra e una comoda (per lui) stampella politica.

Un governo e un leader votato da nessuno e senza maggioranza nel paese (vedrete la conferma nelle regionali a settembre) che dura una intera legislatura nell'indifferenza del Colle: ma vi sembra un metodo democratico?

Povera nostra Costituzione che viene violata sistematicamente nei fatti e nello spirito (vedi la litania del DPCM) e dove i tre poteri dello Stato si pestano i piedi a vicenda con il potere giudiziario che deborda incontrastato, quello esecutivo che comanda senza controlli e quello legislativo – l’unico nominato teoricamente dal popolo –  che si auto-suicida.

E’ davvero progressivamente  la fine di ogni logica democratica.

 

PD+ M5S =  ?

La piattaforma Rousseau ha votato a maggioranza (59%, pur con meno di 40.000 votanti) “l’alleanza organica” del M5S con il PD. Alleanza di vertice ma non di base, visto che le candidature unitarie sono poche e che la scelta contraddice una volta di più le motivazioni dei “furono” grillini D.O.C.

Alla prova dei fatti l’implosione del Movimento è evidente, come la necessità di sopravvivere per la sua classe dirigente  che doveva far crollare il sistema ed invece ne è diventata stampella. “Il potere logora chi non ce l’ha” chiosava Andreotti e con i Cinquestelle se ne è avuta l’ennesima riprova.

Ma il problema sorge anche in casa PD dove -  almeno una volta - si cercava di essere seri o almeno di salvare la faccia perché - approvando l’accordo - è evidente che non sono cambiati solo i Grillini, ma anche i Democratici e anche qui la frase di Andreotti che vale tutto pur di mantenere il potere è di straordinaria attualità.  

 

RICORDO DI LUIGI PENNA

Tra i tanti amici che ci hanno lasciato quest’estate permettetemi un ricordo per un ex avversario politico, il dott. Luigi Penna, già amministratore socialista di Verbania. Voglio ricordarlo non solo come persona per bene, ma raccontando un episodio che ormai nessuno ricorderà più, ma che forse potrà far capire ai più giovani come funzionava un consiglio comunale 30 anni fa.

Consigli comunali dove le lotte politiche, le passioni e le polemiche ideologiche tra partiti erano fortissime, ma dove contava anche la credibilità delle persone, forse un po' più preparate di adesso.

Parlo del 1987-88: in piena prima repubblica io allora ero il capogruppo del MSI-DN di Verbania e Luigi Penna (PSI) l’assessore alle finanze. Venni nominato dal Tribunale a Commissario giudiziale nella procedura di amministrazione controllata di un’azienda con oltre 100 dipendenti – la Nuova Metalvista -  che produceva montature per occhiali ed era ferma in pesanti difficoltà economiche, anche per il forzato ritiro del titolare per motivi di salute.  

Un azienda che aveva clienti e “numeri” per uscirne, ma che per ripartire aveva soprattutto bisogno di crediti immediati per circa 300.000.000 di lire.

Trovai una banca locale disponibile, ma servivano garanzie e a questo punto mi rivolsi al sindaco – il socialista ing. Francesco Imperiale, un’altra gran brava persona  - e all’assessore alle finanze che era appunto Luigi Penna.  “Se volete davvero salvare concretamente l’azienda sia il Comune a metterci la fidejussione, e ripartiamo…” Una procedura rischiosa e giuridicamente quasi “impossibile” eppure alla fine e praticamente all’unanimità il consiglio comunale – su input di Luigi Penna e “sulla parola” di un socialista e di un missino – votò la fidejussione, con tutti i consiglieri (ancora oggi non so se l’avessero capito bene...) che sostanzialmente garantivano “in proprio”.

L’azienda ripartì e - dopo l’amministrazione controllata - venne poi ceduta alla Ratti/Persol senza perdere posti di lavoro.

Così si salvavano allora le aziende: immaginiamoci se mai oggi sarebbe possibile tra burocrazia, ricorsi al TAR, vincoli di Basilea 2 ed ovviamente infinite polemiche e sciocchezze sui social…

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BUON PROSEGUIMENTO A TUTTI, COVID E GOVERNO PERMETTENDO!     MARCO ZACCHERA


IL PUNTO n. 778 del  13 agosto   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

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Sommario: I FURBETTI – COMPLIMENTI A CONTE ! – Riflessione: ITALIA, TRUMP E PECHINO – VCO, ARRIVANO I CANONI IDRICI

 

I FURBETTI

È inutile spendere molte parole per la conclamata pochezza dei cinque parlamentari che hanno chiesto il "bonus" Covid perché hanno dimostrato tutti i loro limiti personali, ma forse si dovrebbe anche riflettere sul fatto che legalmente potevano farlo perché era (è) un decreto scritto coi piedi, votato nella confusione, approvato a colpi di voti di fiducia.

Qualcuno dovrebbe anche spiegarci che differenza ci sia se a chiedere il bonus sia un parlamentare o un consigliere regionale oppure un boss della camorra, un milionario senza problemi economici o semplicemente un nullafacente (e ci sono stati centinaia di migliaia di casi) che non lavorava prima del Covid, non denunciava redditi, ma risultava solo avere “aperta” una partita Iva, evidentemente inutilizzata.  

Forse non sono stati “furbetti” anche loro? Certamente, agevolati però da un decreto sostanzialmente ingiusto e neppure corretto dopo mesi di ritardi e di caos.  

Non capisco poi perché prendersela anche con migliaia di  amministratori locali che, lavorando o disoccupati, hanno giustamente chiesto il “bonus”: qualcuno ha idea di che miseria guadagni un sindaco o della sostanziale gratuita offerta da chi fa il consigliere comunale?

La demagogia è facile, ma in tutti i sensi...

Piuttosto entriamo nel merito: un paese si potrà mai salvare se anche il decreto "Agosto" è una ennesima e sola pioggia di bonus (stanziando perfino “ben” 41 centesimi a testa per le casalinghe, pur di montare titoli sui giornali)? Come sempre si cerca elettoralmente di accontentare un po' tutti, senza però mai intervenire con scelte di fondo, come l'Italia aveva invece promesso in Europa solo 20 giorni fa.

Possiamo essere considerati seri se ci comportiamo sempre così? Intanto - senza risolvere, ma solo rinviando i problemi - il debito dello stato è salito DI UN TERZO in pochi mesi con un extra debito paragonabile a quanto accumulabile in decenni, con pesi immani che graveranno sulle spalle dei nostri figli e nipoti, mentre sono evaporati nella nebbia i vari comitati, tavoli tecnici, commissioni ad hoc e i dimostratisi totalmente inutili “Stati Generali” .

 

COMPLIMENTI A CONTE !

Bisogna complimentarsi con Conte e gli altri 6 ministri che - si apprende oggi - sono stati raggiunti da un avviso di garanzia a proposito delle loro decisioni per il Covid. Complimenti per il garbo con cui sono stati trattati dai Magistrati che - per una volta - hanno fatto le cose con totale discrezione ed infatti nessuno era stato messo a conoscenza degli "avvisi" come invece si fa di solito (magari come con quel cattivone e truffatore del  governatore Fontana che lo ha saputo dai giornali addirittura prima che glielo notificassero). Squisita anche la delicatezza dei PM che - ci spiega  Palazzo Chigi in una nota - si scusano per "l'atto dovuto" e comunque già ci segnalano che "Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l'Ufficio della Procura "ritiene le notizie di reato  infondate e dunque da archiviare"". Addirittura una specie di archiviazione preventiva!  ...Stupendo, dei PM così gentili e disponibili sono davvero difficili da trovare.

Complimenti sinceri quindi a Conte e a tutta la sua brigata.

 

Riflessione: EUROPA, CINA, RUSSIA ED USA:  E SE TRUMP….

Il preconcetto che accompagna ogni mossa di Donald Trump condiziona ogni reazione politica italiana ed europea confondendo gli aspetti folkloristici di un personaggio spesso molto discutibile con alcune sue chiare indicazioni e mosse di politica estera assolutamente necessarie, condivisibili e strategiche.

L’Italia, pur essendo ancor oggi (forse) la settima potenza economica nel mondo è completamente ai margini delle scelte che nelle relazioni internazionali stanno delineando il confine di una nuova “Guerra Fredda” tra Stati Uniti d’America e Cina, o – meglio - tra Occidente, India e Giappone da un lato e l’espansionismo muscolare del regime comunista cinese dall’altro.

Lasciamo perdere l’evidente impreparazione di Di Maio, il problema è che in ballo c’è il futuro delle prossime generazioni e il non aver capito che l’Europa e l’Occidente hanno urgente bisogno di intese forti con Russia, Australia, India e Giappone piuttosto che stare a giocare con Pechino dimostra una assoluta e colpevole miopia politica.

In questo senso Trump è stato il primo a guardare in faccia alla realtà cercando di ostacolare la politica demagogica che i democratici USA hanno portato avanti in nome di un liberalismo economico suicida, almeno da quando si è reso evidente che – nonostante le promesse per entrare nel WTO -  in Cina non vengono osservate le regole degli altri partner mondiali. L’aver contrastato per mesi Trump con il Russiagate (poi finito in una bolla di sapone) ha impedito un franco confronto con Putin congelando le relazioni USA con Mosca che invece restano un elemento fondamentale per contenere i cinesi.

Pochi in Italia hanno ripreso un intervento ufficiale che il segretario di Stato americano Mike Pompeo – già capo della CIA -  ha recentemente rivolto al «mondo libero» per mobilitarsi contro la Cina: un linguaggio così esplicito e duro che non risuonava dai tempi del confronto militare nucleare con l’URSS per la crisi di Cuba dei primi anni ’60. Pompeo ha sottolineato che  «Se il mondo libero non cambierà la Cina, la Cina comunista cambierà noi», sottolineando il pericoloso processo di ramificazione espansionista politica, economica, ma soprattutto militare che la Cina ha avviato oramai da più di un ventennio in Asia, in Africa  e nella sempre più marginale ed indifferente Europa.

Nessuno sembra aver notato quanto è successo ad Hong Kong  dove sono stati stracciate le garanzie costituzionali a suo tempo sottoscritte con la Gran Bretagna, nessuno sembra voler vedere la disgustosa gestione filocinese dell’OMS, nessuno riesce ad intuire cosa sia effettivamente avvenuto in Cina per il Coronavirus, quasi nessuna fonte di stampa si preoccupa o denuncia le pressioni cinesi su Taiwan o gli scempi e gli inquinamenti ambientali cinesi nel mondo (Greta, dove sei?).

Non fa notizia la repressione violenta e la deportazione delle minoranze come quella degli Uiguri, rei solo di voler praticare liberamente il proprio credo musulmano non gradito alla dirigenza del Partito Comunista Cinese, così come la repressione in Tibet non scalda i cuori né dei democratici né dei progressisti. Una continua, aperta e plateale violazione dei Diritti dell’Uomo è in Cina la quotidianità, così come la pratica della pena di morte,  ma il mondo “libero” non è stato neppure capace di avviare una inchiesta indipendente sulle responsabilità cinesi legate al Covid19, su cui pende il dubbio ragionevole di una complicità dolosa da parte delle autorità di Pechino.

Nessuna citazione in TV per le manovre militari cinesi nel  Mare del Sud della Cina con la minaccia implicita, in violazione del diritto internazionale, di occupare lo Stato sovrano di Taiwan, da 70 anni unico rifugio e baluardo democratico per i cinesi che non accettano la dittatura del pensiero unico del Partito Comunista Cinese, così come nessuno solleva obiezioni sui rapporti politici e militari Cina-Iran o all’appoggio cinese a dozzine di sedicenti “presidenti” che controllano molti stati poveri del mondo.

Se poi Trump sottolinea queste problematiche passa per un pagliaccio, ma ignavi fantocci mi sembrano essere diventati troppi governi “occidentali” con l’aggravante che in Italia il M5S sembra comportarsi – inconsciamente o meno - come una vera e propria quinta colonna cinese.

Questi favori oggi si traducono nella celebre “Via della Seta”, un sistema di accordi internazionali bilaterali con cui il regime cinese sostiene investimenti, acquisti preferenziali, aiuti militari, sostegno diplomatico in cambio di un supino allineamento alla sua politica.

È un sistema ricattatorio e totalitario molto efficace verso i paesi più deboli come quelli africani, o verso regimi in cerca di appoggio autorevole come l’Iran, ma anche per paesi con le pezze ai pantaloni e il debito pubblico alle stelle come purtroppo l’Italia.

Spiace dover sottolineare infine che questa politica miope sembra abbia anche coinvolto la Chiesa Cattolica. C’è da chiedersi se Papa Francesco abbia un piano strategico o se si limiti nei confronti di Pechino ad un ad un ingenuo buonismo ignorando la realtà delle sofferenze di milioni di cristiani e di cattolici cinesi, sia quelli fedeli al Vaticano che i milioni della “Chiesa Patriottica” sopportati dal regime e da esso infiltrati, così come la repressione verso le altre religioni, dai buddisti ai musulmani. Purtroppo il suo silenzio non fa che rendere più aggressivo e spregiudicato ed impunito l’aggressore.

Ricordiamoci di che cosa sia stata per decenni la “Chiesa del Silenzio” sotto le persecuzioni comuniste nell’Est Europeo, ma oggi in Vaticano - purtroppo - non c’è più un Carol Wojtyla.

 

VCO: ARRIVANO I SOLDI DEI CANONI IDRICI

Da segnalare che su iniziativa della giunta Cirio (e segnatamente del consigliere della Lega Alberto Preioni) la Regione Piemonte ha finalmente concesso alla provincia del VCO dei fondi pluriennali ingenti con il riconoscimento dei “canoni idrici” dovuti al territorio e trattenuti da Torino negli ultimi anni.

Un risultato importante del centro-destra che si è dimostrato estremamente più concreto e “produttivo” che non tanti anni di giunte regionali di sinistra. Mi ha dato davvero fastidio la successiva “rincorsa” alla notizia di certi personaggi della sinistra locale che si sono auto-intestati chissà quali meriti. La gente avrà poca memoria, ma queste decisioni sono fondamentali per il futuro del nostro territorio.

 

VACANZE PER IL PUNTO? NO GRAZIE !

Da 15 anni è consuetudine che  IL PUNTO  dai primi di luglio a metà settembre abbandoni le uscite settimanali per diventare più o meno quindicinale.

Visto che quest’anno le vacanze le fanno in pochi è giusto che anche IL PUNTO si adegui  e quindi continuerò a martellarvi anche durante le ferie, ma per rispettare le abitudini diciamo che più o meno si sta uscendo ogni 10 giorni abbandonando la cadenza del venerdì.  Contenti? Godetevi le vacanze, almeno chi quest’anno se le può permettere…

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  BUON PROSEGUIMENTO D'AGOSTO  A  TUTTI                                        MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 777 del  3 agosto  2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

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Sommario: I SEGRETI NON FINISCONO MAI - SALVINI RINGRAZIA –  BUROCRATICHESE – EFFETTI ANNUNCIO - VACANZE? NO GRAZIE -

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VIZI ITALIANI: I SEGRETI NON FINISCONO MAI

Sono passati 40 anni dalla strage di Bologna, dall'abbattimento dell' aereo Itavia su Ustica, da troppe altre stragi dimenticate.

Ad inizio di agosto si perpetuano i soliti commenti, le solite rievocazioni, con tutti ad invocare la cancellazione dei SEGRETI DI STATO che - di fatto -ancora nascondono  troppe scottanti verità, eppure - al momento buono - le carte restano ancora coperte.

Molto più comodo prendersela con i "fascisti negazionisti" come Lavardini, Fioravanti e Francesca Mambro, gente che - scarcerata dopo anni - continua a ripetere di non essere stata responsabile della bomba alla stazione di Bologna. 

Un brutto vizio italiano, ma che si perpetua e si rinnova. Quanti sanno per esempio CHE' STATO APPOSTO IL SEGRETO DI STATO ANCHE SUI VERBALI DEL "COMITATO SCIENTIFICO" PROMOSSO DA CONTE PER LA PANDEMIA DEL COVID 19?

Nonostante una sentenza del TAR (bloccata dal consiglio di Stato su richiesta del Governo) di pubblicizzare gli atti, tutto infatti resta segreto e francamente non si capisce cosa mai debba essere nascosto agli italiani e soprattutto il perchè.

Certo è un ben strano "Comitato": eletto da nessuno e di cui non si conoscono spese, costi, stipendi, responsabilità, motivazioni scientifiche, eppure che tutti i giorni ancora condiziona la nostra vita. Dipendiamo da questi “scienziati” che sopravvivono solo in un continuo allarme di “Al lupo, al lupo” anche perché altrimenti non si giustificherebbe lo stato di emergenza prorogato per altri tre mesi.

Tutto resta segreto, così come non si riesce ad avere un minimo di rendiconto sui soldi introitati dalla Protezione Civile con una mega sottoscrizione ancora in corso, nè come quei soldi siano stati spesi, con quali appalti, quali fornitori, quali controlli. C'è in giro per l'Italia un Magistrato che finalmente voglia vederci chiaro? E cosa dire di un Parlamento che non riesce neppure a chiedere ed ottenere chiarimenti? Ma vi sembra una cosa normale?

 

 

SALVINI  RINGRAZIA

Decisamente Matteo Salvini è nato sotto una buona stella: appena nei sondaggi  impallidisce quella della Lega, ecco l’insipienza dei suoi avversari a farla nuovamente rifulgere, con un “combinato disposto” dal perfetto ed insperato effetto ricostituente.

Mai come ora serviva a Matteo Salvini la vetrina di un possibile processo su un tema “caldo” come l’immigrazione, fenomeno nuovamente in drammatica crescita e intorbidito dai postumi e dalle paure del Covid, una vetrina arrivata proprio nel momento in cui si moltiplicano gli sbarchi e le fughe dai campi siciliani sottolineando tutti i limiti del governo giallorosso che decreta lo “stato di emergenza sanitario” e poi non riesce neppure a fermare gli scafisti ai confini, ridotti a colabrodo.

Non è solo questione di codici, leggi e casi specifici ma di comune sentire e con un tempismo fantastico ecco la decisione del Senato che permette ora a Salvini di sfruttare elettoralmente al meglio  il suo rinvio alla Giustizia (?) con la sindrome della persecuzione politica, l’aureola del martire e sfruttando al meglio il sempre più diffuso mal di pancia di milioni di italiani.

Una boccata d’aria per la Lega, un rafforzamento dell’unità nel centro-destra con un prezioso “aiutino” in vista delle elezioni di settembre, ma soprattutto la dimostrazione certificata dell’ipocrisia e del mancato tempismo degli avversari.

Il voto sottolinea infatti la volgarità di un Matteo Renzi che sembra essere sempre di più solo un voltagabbana a comando (o a pagamento, visto che Italia Viva si era astenuta in commissione “salvando” Salvini ed ora gli ha votato contro pur sulla base delle stesse carte!). Resta anche tutta l’ipocrisia di un Movimento 5 Stelle che sembra formato da smemorati pagliacci che fanno finta di dimenticare come con Salvini fossero concordi proprio sul tema immigrazione, così come documentato da mille interviste, articoli e dichiarazioni.

Ipocrisia galoppante anche per quella sublime faccia di bronzo di Conte che fa finta di dimenticare che Salvini era un “suo” ministro e che la Costituzione è chiarissima nel sottolineare le responsabilità collegiali del Premier e del suo governo, di cui ne ha la responsabilità, aspetto che - se dei giudici serri si occuperanno del caso - non potranno che essi stessi sollevare, vedrete per credere.

Si processi quindi Salvini,  anche se  è probabile che - prima del giudizio penale  - tutto si insabbierà per strada, ma il voto del Senato appare comunque come una sciocchezza, una ingiustizia, un autogol o per lo meno di una intempestività sconcertante per il governo.

Salvini ringrazia, ne aveva proprio bisogno.

 

EFFETTO ANNUNCIO

Siamo ai consueti annunci ad uso camomilla per creare l'aspettativa su un decreto che solo forse si farà.

Nessuno ancora ne ha un’idea concreta, ma intanto da giorni le TV rimbombano che il “decreto agosto” porterà la consueta messe di incentivi, aiuti e bonus “una tantum” per sostenere occupazione ed economia nazionale.

Ma l’Europa non ci aveva obbligati a procedere con riforme strutturali anziché procedere con i soliti “bonus” per avere i sospirati quattrini europei?

Solo due settimane fa non si era arci-giurato a Bruxelles che questa volta l'Italia avrebbe tenuto una politica rigorosa e selettiva della spesa? Giù tutto dimenticato, intanto cresce appunto l’effetto annuncio, un placebo che tranquillizza e rassicura anestetizzando il paese.

Il cerino corre veloce tra le dita, i mesi passano, Conte rinvia, qualcun altro si scotterà.

 

BUROCRATICHESE 

 

(Dal decreto n. 54 del 31.7.2020):

“Il presidente della Regione Piemonte … VISTO (seguono i richiami a 42 decreti), DATO ATTO (citati 7 punti), RILEVATO (5 capoversi), RITENUTO (4 capoversi), INFORMATO (2 capoversi) SENTITO ( 2 capoversi),  ASSUNTO ( 28 righe)  PRESO ATTO  (2 capoversi), CONSIDERATO (solo 5 righe)…

DOPO BEN 332 RIGHE DI TESTO pubblicate sul bollettino ufficiale della Regione Piemonte si  ORDINA (finalmente!) … “I decreti numero tal dei tali (sei decreti) dal 17 luglio sono rinnovati fino al 10 agosto”. Stop ed amen,… E  ci voleva tanto ?

 

PS La colpa non è di un Presidente che firma quello che uffici, funzionari e dirigenti gli mettono davanti, bisogna pensare alla follia intrinseca di un sistema che scrive leggi e regolamenti  sempre più incomprensibili, lunghi, contorti, progressivamente folli... L’esatto opposto, insomma, della auspicata e conclamata sburocratizzazione

 

 

RIDIAMOCI SOPRA

-Don Camillo: “Gesu' al mondo ci sono troppe cose che non funzionano!”.-

- “Non mi pare - rispose il Cristo - al mondo ci sono soltanto gli uomini che non funzionano,    per il resto ogni cosa funziona perfettamente…”-

 

(Guareschi)

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VACANZE? NO GRAZIE !

Da 15 anni è consuetudine che  IL PUNTO  dai primi di luglio a metà settembre abbandoni le uscite settimanali per diventare più o meno quindicinale.

Visto che quest’anno le vacanze le fanno in pochi (non certo agevolate da un Governo che ha la faccia tosta di aiutare il turismo prorogando lo “Stato di emergenza sanitaria” per tutta la stagione turistica) è giusto che anche IL PUNTO si adegui  e quindi continuerò a martellarvi anche durante le ferie, ma per rispettare le abitudini diciamo che più o meno si uscirà ogni 10 giorni abbandonando la cadenza del venerdì.  Contenti? Intanto godetevi le vacanze, almeno chi quest’anno se le può ancora permettere…

 

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      BUONA GIORNATA  A  TUTTI                                                        MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 776 del 24  luglio   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

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Sommario: REGALI E SALDI  DA BRUXELLES ? – CARABINIERI – AUTOSTRADE STORY – IL PUNTO NON CHIUDE PER FERIE

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EUROPA: LA MOLTIPLICAZIONE DEI PESCI  (PER I PANI ATTENDERE)  

Suggerisco prudenza nel commentare l'esito del week end europeo che - secondo buona parte dei commentatori - ha "salvato" l'Italia coprendola di aiuti.

Conte non è stato nè il salvatore nella Patria nè un millantatore: ha cercato di svolgere il suo compito con tenacia, ma i risultati si vedranno concretamente solo tra mesi e, per intanto, il Governo vara l'ennesimo extradeficit di bilancio..

L'Europa, per cominciare, non "regala" nulla a nessuno: non ha un portafoglio aperto per i più bisognosi, ma restituisce ai paesi membri quello che gli stessi paesi (e i loro risparmiatori) versano alla cassa comune quindi bisogna prima di tutto capire cosa paga (e pagherà) l'Italia nel giroconto complessivo per sapere se il saldo sarà effettivamente  attivo oppure no.

Va detto che fino ad oggi – anche per la nostra cronica incapacità a gestire bene gli aiuti europei - sono molto di più i soldi italiani pagati a Bruxelles rispetto a quelli che tornano indietro e che per trovare i 750 miliardi di aiuti “Covid” si sono chiuse o ridotte  tante altre partite, alcune delle quali erano specificatamente indirizzate verso il nostro paese.

Basta infatti  cambiare singole voci di bilancio per allargare la coperta da una parte e implicitamente chiuderla dall'altra.

In attesa  dei saldi "veri" dovremmo cominciare a chiederci perchè molti paesi "frugali" (che proprio invece non lo sono) ce l'avessero tanto con l'Italia e qui la risposta è semplice: semplicemente perché noi gli impegni non li rispettiamo mai, pensando sempre di essere i più furbi di tutti.

Come possono credere ai nostri buoni propositi quei furboni degli olandesi se per entrare nella moneta unica gli avevamo dichiarato e garantito che ci saremmo impegnati a ridurre il nostro deficit pubblico al 60% del PIL quando invece già prima del Covid eravamo a ben oltre quota 130% ? Logico che l'Europa voglia vigilare e credo faccia benissimo a chiedere controlli viste le esperienze passate, oltretutto i controlli sarebbero utili anche a noi…

Il problema, infatti, è che anche questa volta in cambio dei fondi l’Italia ha promesso una serie di riforme radicali che nessuno in realtà vuole portare a termine (o è capace di farlo) temendo contraccolpi elettorali. Nello stesso tempo è già iniziata la lotta all’interno del  governo per stabilire chi farà parte del ristretto gruppo di ministri che gestirà i fondi europei.

Certo che infatti servono le “riforme” ma non sono senza sacrifici.

Si dice sempre che un politico diventa realmente uno statista se pensa alle future generazioni, ma come può mai farlo un politico italiano se rischia sempre di crollare in pochi mesi tra gli agguati degli amici prima ancora degli avversari?

Credo che Conte si sia blindato la poltrona fino a fine legislatura rischiando però comunque la caduta se non accontenterà i voraci partner di maggioranza ma – dovendo alla fine accontentare tutti – ecco che le riforme “strutturali” rischiano come sempre di arenarsi per strada.

Su questo punto  - diciamocelo chiaro – è debole anche l'opposizione che non sembra in grado di preparare punti condivisi, seri, realizzabili e concreti.

E’ certamente più facile criticare, ma occorre un progetto-Italia eventualmente alternativo da presentare bene agli elettori.

E pensare che invece c’è una novità sul panorama politico italiano ed è la nuova presidenza di Confindustria che sembra molto più vivace nella polemica con il governo e che ogni giorno documenta senza fronzoli scelte necessarie: perché non ascoltare bene questi suggerimenti, una parte dei quali mi sembrano particolarmente centrati e con idee pratiche di soluzione?

 

CARABINEROS

Neppure il tempo di dare la notizia del criminale comportamento di sette carabinieri a Piacenza che è subito iniziato il tam-tam del fango generalizzato, i richiami al "Caso Cucchi", le accuse più o meno velate ai superiori degli indagati di averli in qualche modo "coperti" ecc.ecc.

Mi auguro che - se le accuse saranno provate - i sette militari siano condannati al massimo della pena, ma non posso dimenticare il lavoro quotidiano e prezioso di 110.000 loro colleghi che ogni giorno in Italia fanno il proprio dovere.

Per questo credo sia ingiusto, ingiustificato e criminale che nella pubblica opinione vengano instillate parole ingenerose che possano macchiare  l'immagine complessiva dell'Arma per colpa di sette balordi indegni della divisa che hanno portato.

 

AUTOSTRADE TRA REALTA’, ILLUSIONI E TRAGEDIE

Sarebbe bene approfondire la vicenda Autostrade con distacco e serietà, non con i toni da propaganda elettorale tipici dei primi giorni..

Purtroppo, invece, ciascun esponente politico pensa al proprio elettorato, alla propria immagine e all’ “effetto annuncio” che per definizione è effimero e volatile, soprattutto quando restano i problemi veri, spesso nascosti sotto il tappeto.

Premetto che mi stanno antipatici i Benetton, ma l’economia non marcia con simpatie ed antipatie e soprattutto è assurdo dipingere Atlantia come il diavolo (a Genova) salvo poi applaudirla (per gestire Fiumicino) o addirittura chiamarla al capezzale di Alitalia cui – complice il coronavirus – è stato più o meno silenziosamente assegnato un ricchissimo boccone di aiuti di stato, alla faccia della libera concorrenza e delle norme comunitarie.

Il compromesso di metà luglio sulle autostrade è stato venduto dalle diverse parti politiche di governo come una propria “vittoria”, anche se i presunti vittoriosi rispondevano a diverse (ed opposte)  logiche all’interno dello stesso governo Conte: è evidente che ci sia stato qualcuno che ha fatto il furbo.

Il mercato – vero arbitro della situazione – dopo un crollo delle azioni Atlantia del 15% ha segnato un immediato rimbalzo del 26,6% del titolo, segno che non hanno “vinto” il pubblico e il rigore, ma caso mai che - all’opposto - il mercato e i soci Atlantia si sentono ora un bel po' più tranquilli dopo l’accordo raggiunto.

Sostenere - come è stato fatto dalle parti grilline - “Abbiamo estromesso i Benetton dalla gestione di un bene che ora ritorna agli italiani» è vaniloquio, anche perché in Autostrade lavorano migliaia di persone e tra i soci  ci sono già importanti quote pubbliche e private nazionali e a livello europeo. Se da Atlantia usciranno i Benetton, chi ci entrerà (privati e Cassa Depositi e Prestiti) dovranno comunque avere prospettive economiche  interessanti, visto che CDP amministra (bene?) i risparmi postali di milioni di italiani.

La “Cassa” è un soggetto privato, amministra risorse private e dovrebbe essere un saggio investitore di lungo periodo. Dopo essere entrata in We Build, ex Salini Impregilo, ora è alla prova più impegnativa di Autostrade di cui probabilmente sarà il principale azionista in una nazionalizzazione di fatto, ma non può aprire (o coprire) l’ennesima emorragia, anche perché la stessa CDP  è esposta – secondo fonti di stampa - per 3,18 miliardi nei confronti del gruppo Atlantia (2,05 verso Autostrade), di cui 1,88 erogati. Il credito potrebbe essere trasformato in azioni? Può essere, sta di fatto che qualsiasi investimento è sempre legato alla redditività e – tornando alle autostrade – il rischio è che ci si trovi proprietari, ma con davanti una crescente ed imponente necessità di manutenzioni per adeguare una rete ormai vecchiotta con molti dubbi, quindi, circa la sbandierata riduzione dei pedaggi. Per ora solo una speranza..

Una volta ancora si torna al punto di partenza, ovvero al sistema opaco con cui sono state concesse in gestione le autostrade italiane (non solo alla società Autostrade), in cambio di cosa sono state aperte corsie preferenziali e con quali (insufficienti) controlli si è mai vigilato sull’andamento delle concessioni.

L’impressione è infatti che nei decenni si sia sempre giocato ad un tavolo truccato: da una parte società concessionarie esperte e rapaci, dall’altra un “pubblico” tecnicamente poco competente, superficialmente distratto, più attento a logiche di partito e di potere quando non addirittura cointeressato a generose regalie dirette ed indirette.

Rinnovi di concessioni d’oro sottoscritti contro ogni logica imprenditoriale e in modo contrario ad un trasparente interesse pubblico sono state all’ordine del giorno da sempre, ed invano sono stati richiesti negli anni chiarimenti parlamentari (anche da scrive) tutti finiti nel grigio di tarde risposte di facciata.

Purtroppo il settore dei trasporti è da sempre un punto debole del nostro paese con l’interesse pubblico, nel dopoguerra, volto tutto a puntare tutto sul traffico su gomma e facendo così fare a chi man mano metteva le mani sulla costruenda rete autostradale degli affari clamorosi ed irripetibili.

Mezzo secolo dopo, il ritorno in mano parastatale di parte della rete assume così quasi il sapore della beffa. Il tempo dirà chi ha vinto in questa vicenda spacciata ora come un vittorioso “ritorno al pubblico” per una ricchezza nazionale spolpata da decenni, ormai obsoleta e logorata.

Alla fine forse i Benetton non sono stati molto scontenti di passare la mano…

 

VACANZE? NO GRAZIE !

Da 15 anni è consuetudine che  IL PUNTO  dai primi di luglio a metà settembre abbandoni le uscite settimanali per diventare più o meno quindicinale.

Visto che quest’anno le vacanze le fanno in pochi è giusto che anche IL PUNTO si adegui  e quindi continuerò a martellarvi anche durante le ferie, ma per rispettare le abitudini diciamo che più o meno si uscirà ogni 10 giorni abbandonando la cadenza del venerdì. Contenti? Fate voi e godetevi le vacanze,, almeno chi quest’anno se le può ancora permettere…

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                       MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 775 del 17  luglio   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

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Sommario: ITALIA AL FALLIMENTO – AUTOSTRADE -  TRUMP – VERBANIA MAGLIA NERA

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COVID: L’APPROCCIO SICURO AL FALLIMENTO

Il turismo italiano (1.430.000 lavoratori stagionali l’anno scorso, la più grande industria italiana) sta fallendo registrando a giugno il 92,3 % di turisti stranieri in meno rispetto all'anno scorso.

D'altronde voi verreste in vacanza in un paese dove c'è lo stato di emergenza sanitaria? Ha senso mantenerlo “per prudenza” ed hanno senso i quotidiani titoli allarmistici pur avendo metà dei casi, dei ricoverati e fortunatamente anche metà morti - per esempio - della Francia?

Ma perché dobbiamo continuare a farci del male se le vittime da Coronavirus sono ormai da settimane solo CIRCA L’ UNO PER CENTO DEI DECESSI GIORNALIERI IN ITALIA ed i contagiati sono ormai quasi tutti curabili?

Insisto: serve attenzione, senso di responsabilità e bisogna mantenere delle  precauzioni, ma mentre l’economia privata cerca disperatamente di non fallire (vedrete in autunno!) è desolante poi prendere atto che “lo stato d’emergenza” diventa però  anche una BUONA SCUSA NEL “PUBBLICO” (dove non si rischia lo stipendio fisso) PER LAVORARE IL MENO POSSIBILE con uffici spesso ancora chiusi all’utenza e dove le pratiche si accumulano.

E di oggi la notizia – per esempio - che i sindacati chiedano ancora la chiusura delle scuole per settembre (eppure sono aperte in tutta Europa…) motivando che non sono stati fatti i lavori di adeguamento. Qualche ministra – più o meno commissariata – non ne porta responsabilità?

 

PS Sarebbe poi interessante aprire il capitolo della nuova ondata di immigrati e le sue conseguenze dal punto di vista sanitario, ma poiché è un tema scottante meglio tagliare, sopire, dimenticare, minimizzare... Certo che è fantastico e poco coerente chiudere le frontiere con mezzo mondo (o quasi tutto) e poi accettare questi nuovi arrivi!

 

AUTOSTRADE

Sono 15 anni che scrivo settimanalmente IL PUNTO e i lettori più longevi hanno letto infiniti commenti sulle vicende legate alla concessioni delle autostrade italiane, vere miniere d’oro per poche società e salasso quotidiano per gli automobilisti.

Un traffico para-politico che ha vizi e radici antiche, perché tutti parlano oggi dei  Benetton, ma pochi ricordano innanzitutto che ci sono altre società che gestiscono la rete e che in questi anni nessun Magistrato sembra mai avere avuto la volontà di capire fino in fondo come fossero gestite e rese possibili le “concessioni” in cui i pedaggi aumentavano ben oltre l’inflazione, ma nessuno sembrava protestare.

Così come nessuno sembra abbia mai considerato che sulle tratte “concesse” viaggiassero man mano sempre più veicoli di quelli “storici”, altro enorme “extra” per i gestori con una moltiplicazione dei pedaggi.

Invece i lavori di manutenzione languono da sempre: a parte il ponte Morandi vi sono tratti incompiuti o in manutenzione da decenni, lavori sempiterni che non finiscono mai. (Uno per tutti la tangenziale nord di Milano intorno a Cormano, pur essendo uno dei tratti più trafficati d’Italia).

Tutto ciò solo per ricordare che l’intero sistema politico ha avuto generosi “sponsor” in questa partita, soprattutto in chiave x DC, ex Margherita, PD e consoci, con punte di eccellenza nella SVP, il partitino altoatesino che ha sempre il suo posticino nel sottogoverno e un occhio di riguardo per la Verona-Brennero.

Infiniti esempi per sottolineare che forse più che revocare concessioni servirebbe ridurre drasticamente i pedaggi, imporre verifiche e manutenzioni e diffidare di carrozzoni tipo ANAS che non mi sembrano assolutamente in grado di prendere in mano la rete autostradale, soprattutto vedendo anche come sono conciate strade e superstrade in giro per l’Italia.

Le “squadrette di manutenzione” ANAS – chissà perché sempre composte da  affaticati uomini “di panza” – non mi hanno mai entusiasmato e sono un visibile esempio di ben scarsa efficienza.

 

 

RIFLESSIONE: TRUMP E’ ANCORA IN CORSA

Se dessimo retta ai media italiani Donald Trump a novembre dovrebbe perdere clamorosamente le elezioni. E’ tale la loro antipatia e il preconcetto nei confronti del presidente americano che molti rischiano di perdere obiettività e – come nel 2016 – fallire clamorosamente le previsioni.

Certo, all’inizio dell’anno Trump aveva il vento in poppa: l’economia americana tirava bene, il campo democratico era un rissoso cimitero di candidati e la rielezione sembrava cosa fatta.

Oggi il quadro è più incerto e complesso, nella campagna intervengono anche altri fattori più o meno imponderabili e la partita si è senz’altro riaperta, anche se non è proprio detto che alla fine vincerà Joe Biden che è figura anziana e sbiadita, con minimo appeal, ma è quella che si sono trovati improvvisamente in mano i democratici per tentare di ribaltare i pronostici.

L’immagine di Trump è cozzata contro l’imponderabilità del Coronavirus che l’amministrazione americana ha giocato bene dal punto di vista economico (agli industriali, professionisti, negozianti americani sono arrivati milioni di lettere a firma del presidente con allegato assegni che gli imprenditori italiani neppure potrebbero sognarsi) ma è il contraccolpo economico della pandemia sulla società americana è stato comunque catastrofico, soprattutto in termini di occupazione.

Trump all’inizio ha giocato male la partita, minimizzandola, poi ha corretto il tiro tirando in ballo (con tutte le ragioni) i pasticci cinesi, ma la situazione ora è in bilico soprattutto se perdurasse il contagio in autunno. Poco conta che le responsabilità presidenziali vanno in gran parte spartite con i diversi governatori: i media – in gran parte democratici - hanno vivisezionato ogni dichiarazione di Trump per sottolinearne l’inaffidabilità. Immaginate se in Italia qualcuno mettesse in fila le frasi pronunciate negli ultimi quattro mesi da Conte, Azzolina, Di Maio, Speranza e i vari tuttologi, scienziati, virologi ecc.ecc. Ne uscirebbe una infinita serie di marionette,  esattamente come si è cercato di fare con Trump.

 

Anche i numeri citati in Italia sono spesso in malafede: negli USA i “positivi” saltano fuori anche perché si fanno circa 800.000 tamponi al giorno e in proporzione alla popolazione i 130.000 morti sono molti di meno di quelli italiani (35.000), particolare che si tende a dimenticare

 

Negli USA la crisi ha colpito soprattutto le fasce basse ed è stata logica la crescita dello scontento popolare che ha avuto negli scontri etnici un detonatore impensato. Pochi sanno – soprattutto in Italia – che l’episodio del nero ucciso a Minneapolis è avvenuto sotto un comandante di polizia municipale ispanico e un rampante sindaco democratico (Jacob Frey): l’effetto scatenante della morte di George Floyd si è esteso a macchia d’olio coinvolgendo molti strati sociali. Un cocktail perfetto per i democratici che possono così sfruttare i risentimenti degli afro-americani per portarli al voto a novembre ed è per questo che Biden si è improvvisamente  materializzato ai funerali di  Floyd  implicitamente schierandosi però anche sulle posizioni di chi ha giustificato le successive violenze. Non è detto che sia stata una mossa così vincente come è stata dipinta in Italia: se è vero che Trump sta arroccando i suoi sostenitori su posizioni forse troppo conservatrici (e quindi rendendoli numericamente perdenti) è altrettanto vero che molti elettori democratici si sono irritati per questa adesione. Tutto dipenderà da chi sarà indicato come vice-presidente: se fosse Michelle Obama la scelta di campo sarebbe molto chiara, soprattutto perché negli USA pochi pensano che Biden “durerà” a lungo in carica.

Certamente le esagerazioni pseudorazziste, le dimostrazioni, le assurdità di abbattere monumenti e ritratti "confederali" cominciano a disturbare anche molti democratici che si rendono conto che la demagogia esasperata non porta da nessuna parte.

 

 

Una volta di più le presidenziali americane si vinceranno per l’affluenza al voto (sempre molto bassa rispetto all’Italia) e in questo senso la mossa democratica per portare al voto i neri potrà essere stata quella vincente.

Poi – come sempre – è Trump a metterci del suo impersonando la sua figura irriverente ma soprattutto dividente tra amici e nemici.

La sua campagna elettorale è partita male con il flop di Tulsa, ma Trump è un combattente con una base minoritaria ma compatta e gli strateghi della campagna presidenziale non ripeteranno certo gli errori fatti in Oklahoma. 

Gli americani chiedono a qualsiasi presidente che l’economia tiri (ed effettivamente fino a febbraio “tirava”), che la borsa vada bene (e per tre anni è andata benissimo) che gli USA la smettano di essere i gendarmi del mondo e in questo campo Trump ha avuto dei significativi successi. Perderà per un microvirus giallo che gli ha sballato tutti progetti? Chissà, certo Biden non è amato, ma per molti diventa  “il meno peggio”, anche se molti americani si chiedono chi sia alle sue spalle a tirare i fili di una candidatura partita perdente e diventata automatica per circostanze imprevedibili.

Certamente Trump dovrà dare all’elettorato idee vincenti e non giocare solo in difesa, sicuramente attaccherà Biden nei dibattiti in diretta con la sua verve ben maggiore dell’avversario. Un Biden anziano, anche lui privo di un programma convincente, espressione più di un apparato di partito che non di valori propri, Biden non è certo imbattibile, ma proprio la sua inconsistenza può diventare un problema per The Donald: difficile dipingerlo come un cattivo e pericoloso sovversivo.

Esito aperto, quindi, sbaglia chi già ora dia  Trump per sconfitto.

 

VERBANIA: DAI PRIMI DELLE CLASSE ALLA MAGLIA NERA

Dieci anni fa Verbania era al “top” delle città italiane come qualità della vita ed eco-sostenibilità, ricevendone attestazioni, complimenti e premi.

Siamo man mano spariti in graduatoria e spiace scoprire che la nostra città sia ora l’UNICA in Piemonte ad aver ricevuto addirittura ufficialmente da Legambiente la “maglia nera” per la gestione della piana di Fondotoce.

 

 

 

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                    MARCO ZACCHERA



IL PUNTO n. 774 del   10  luglio   2020

di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

info e numeri arretrati: www.marcozacchera.it

 

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Sommario: PRESENTAZIONE DEL LIBRO SU DONNA RACHELE – SRAGIONAMENTI DA VIRUS –  ANTIRAZZISMO VIP -  COME FREGARE IL FISCO ITALIANO

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Organizzato dall’Associazione Culturale “CULTURA E TRADIZIONE” , questa sera VENERDI’ 10 LUGLIO ALLE ORE 21,00 presso una sala dell’ Albergo  BELVEDERE di VERBANIA PALLANZA (sul lungolago, davanti all’imbarcadero) verrà presentato il volume “ Donna Rachele, mia nonna” dall’autrice Edda Negri Mussolini. Dopo l’introduzione di Alberto Cerni, seguirà un dibattito in cui sarò il moderatore.

I lettori de “IL PUNTO” sono cordialmente invitati e – dato il contingentamento dei posti in sala – grazie a chi mi preannuncerà la sua presenza.

 

COVID: SRAGIONAMENTI DA VIRUS

Come italiani siamo degli specialisti ad auto-rovinarci e il Coronavirus non ha fatto e non fa eccezioni. Con troppi media alla perenne ricerca degli scoop e furibonde polemiche tra medici pochi considerano il danno che quotidianamente questa incertezza crea al nostro paese, dal turismo all’economia.

Cominciamo con il ricordare che OGNI GIORNO in Italia muoiono statisticamente circa 1800 persone  (647.000 nel 2019) delle quali 53.000 l’anno scorso per problemi respiratori (quindi molti di più di tutti i morti di Covid). In questi giorni comunque  SOLO CIRCA L’UNO PER CENTO DELLE CAUSE DI MORTE è imputabile al Covid 19 e di solito quando si muore “positivi”, è una concausa in pazienti già compromessi. Ergo: di fatto l’epidemia non c’è più.

 “Sparare” quotidianamente titoli su titoli ci fa male, così come traumatizzare l’opinione pubblica con titoli sull’ “L’aumento dell’indice di contagio”.

Ragioniamo: quando nei mesi scorsi in un giorno c’erano migliaia di nuovi contagiati “l’indice 1” significava che ogni malato ne contagiava un altro, ovvero altre migliaia di persone al giorno. SE ORA I CONTAGIATI SONO SOLO UN CENTINAIO Al giorno  (solo pochi dei quali tra l’altro ospedalizzati)  “l’indice uno” significa poche decine di nuovi contagi, di solito isolabili in singoli focolai. Di fatto la malattia è diventata comunque curabile su persone mediamente sane al momento del contagio.

E’ovvio che servono precauzioni e prudenza, ma oggi la vera emergenza non è più sanitaria ma economica con il 40% delle imprese a rischio di chiusura,  il  PIL italiano  in picchiare e  un deficit pubblico salito a oltre il 160%.

Gli “scienziati” (?) che campano sulla drammaticità delle news non rischiano nulla,  ma stanno danneggiando milioni di concittadini e davvero rischiamo tutti il disastro al di là delle chiacchiere, dei rinvii e degli  “effetti annuncio”  del governo.

NON STUPITEVI SE NELLO SCORSO MESE DI GIUGNO IL CALO TURISTICO ESTERO VERSO L’ITALIA E’ STATO DEL 93,2% : pensate a come sia considerata oggi l’immagine dell’Italia all’estero…E  adesso, chi paga?

Molte altre nazioni sono state e sono in condizioni sanitarie peggiori delle nostre eppure hanno minimizzato certe notizie-effetto e economicamente se la cavano molto meglio di noi.

Poi l’autodistruzione continua con le follie delle scelte politiche.

In questi giorni si è parlato di bloccare gli arrivi dal Bangladesh perché su un solo volo della Quatar  si sono scoperti decine di “positivi”. MA CI RENDIAMO CONTO CHE ERANO STATI  RIAPERTI  GLI INGRESSI  DAL BANGLADESH MENTRE RESTANO CHIUSI QUELLI CON GLI USA ?

Il problema è che pochi sanno cosa sia effettivamente successo in quella nazione  come in tanti altri paesi asiatici (Cina compresa) e quindi le “statistiche” tranquillizzanti di quei paesi non sono minimamente rappresentative della realtà.

Eppure per i media vale di più il concetto “USA = contagiati = Trump cattivo ed irresponsabile” (oltre al Brasile, per via di Bolsonaro) che è il mantra quotidiano dei TG, ma qui siamo nel campo della demagogia politica, non della scienza.

 

INTANTO INSISTO:  QUANDO ARRIVERANNO  I RENDICONTO  DELLE DONAZIONI  FATTE ALLA PROTEZIONE  CIVILE DA TANTI ITALIANI PER IL COVID?  SONO SOLDI SPARITI NEL NULLA…

 

ANTIRAZZISMO AL CONTRARIO

Siamo al sublime con i corridori automobilistici di Formula 1 - strapagati - che si inginocchiano in segno di “omaggio antirazzista” a ricordare le ingiustizie verso i  neri da parte dei bianchi. Forse sarebbe stato più utile che devolvessero anche una parte dei loro pingui guadagni ai poveracci di colore, ma su questo aspetto si sorvola. L’idea però dilaga, dopo la Boldrini in parlamento presto l’inginocchiatura si farà anche nel calcio (si unirò anche Balotelli, o resterà a bordo della sua fuoriserie?) e in spiaggia, al ritmo di “Chi-non-si-inginocchia-razzista-è-è-è…” perché la demagogia del politicamente corretto impera. Si inchina forse qualcuno per i cittadini di Hong Kong schiacciati dai cinesi? O per mille altre popolazioni deportate, violentate o distrutte che non si fila nessuno?

Siamo comunque al delirio: partiti da un nero ucciso dalla polizia a Minneapolis, città peraltro a maggioranza democratica, in tutti gli USA – sobillati proprio dai democratici che sperano così di vincere le elezioni mobilitando al voto i neri in chiave anti-Trump – tutto è diventato lecito ed auspicato, compreso l’abbattimento dei monumenti ai “razzisti” (si abbattono anche quelli che ricordano Cristoforo Colombo, considerato razzista pure lui). Si vogliono addirittura tirar giù con la dinamite anche i ritratti dei primi presidenti USA scolpiti nelle montagne del South Dakota perché simboli di “oppressione ai danni dei nativi americani”. Ne farebbe le spese anche il profilo di Lincoln che fino a ieri studiavamo essere l’antischiavista per eccellenza: c’è sempre qualcuno più antirazzista di te.

Chissà che alla fine questa ondata di demagogia non dia a Trump proprio un insperato sprint per tornare ad essere presidente: a sentire tanti amici americani sta andando proprio così.

 

COME FREGARE IL FISCO ITALIANO

La scorsa settimana si parlava della FIAT (FCA) che prende a prestito soldi in Italia garantiti dallo stato, ma le sue (poche) tasse le paga in Olanda.

Gli italiani dovrebbero capire meglio questo meccanismo che ci costa circa 6,5 miliardi di euro l’anno, altro che il MES.

In Europa ci sono infatti sei paesi (Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Cipro, Belgio e Malta) autentici paradisi fiscali dove con poche norme giuridiche si fissano sedi di società (fittizie nel concreto, ufficiali nella forma) che così pagheranno molto meno imposte del dovuto, pur facendo buona parte delle loro vere operazioni economiche in altri paesi.

Vale per l’ex FIAT ma anche per i colossi del digitale, da Booking a Google a Uber, le cui sedi sono in Olanda e dove formalmente si fatturano anche i servizi che si vendono in Italia. In questi paesi il contribuente può concordare direttamente con lo stato il regime fiscale da applicare: una pacchia, ma ancora più impressionante è il volume degli investimenti esteri che così risultano in entrata in questi Paesi.

In Lussemburgo rappresentano il 6.000% del Pil (ovvero 60 volte quanto prodotto

da tutti i lussemburghesi!) a Malta il 1.500%, a Cipro il 1.000%, in Olanda il 550% e in Irlanda il 200%. 

L’Olanda è tra le più agguerrite sia sul fronte dell’aggressività fiscale, come nel dire no alla solidarietà nell’emergenza Covid che pure ha colpito paesi (come l’Italia) che li fanno arricchire, altro che la “sobrietà” che ostentano verso l’Italia..

Inoltre la legge olandese permette un controllo totale di holding finanziarie sulle aziende, anche solo possedendo quote di minoranza. Ad esempio Exor, la finanziaria di casa Agnelli che è emigrata in Olanda nel 2016, possiede il 28,98% di FCA ma ha il 42,11% dei voti, così come controlla il 26,89% di Cnh (Iveco) ma ha il 41,68% dei voti e il 22,91% di Ferrari con  il 32,75% dei voti.

È un modo legale per tirarsi fuori dal mercato libero che ha fatto fiorire le società più o meno di comodo: almeno 15 mila, secondo un rapporto del ministero delle Finanze al Parlamento olandese del 2018, con un flusso di denaro, a livello di fatturato, che va dai 4.500 ai 5.000 miliardi di euro ogni anno.

Tutto questo si traduce però in 6,6 miliardi di euro di tasse incassate in meno per l’Italia: quasi il 10% di quello che ci sono costati nel 2019 gli interessi sul debito pubblico.

Non c’è solo la Fiat (FCA) con sede “orange” ma anche la Ferrari, la Campari, Luxottica, Tenaris e  mille altre società “italiane” che fanno lo stesso. 

L’Europa è silenziosa o impotente      perché, in materia fiscale, ogni Stato è sovrano. Capite però che l’UE non potrà mai funzionare in situazioni fiscali così diverse e sproporzionate? E in tutto ciò – guarda caso – l’Italia è sempre il paese messo peggio.

Tutti argomenti di cui però si parla poco o nulla, ma quanti ministri e politici italiani capiscono effettivamente queste cose e soprattutto agiscono di conseguenza? 

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La massima della settimana: " Sono un conservatore in un paese in cui non c’e’ nulla da conservare." (Longanesi)

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