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IL PUNTO di MARCO ZACCHERA

IL PUNTO
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IL PUNTO   n. 839 del 26 novembre  2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: ENNIO DORIS - CONDANNE NON PROCLAMI – CAVALIERE, MI CONSENTA!  - LA PIOGGIA DEL PNRR - GIUSTIZIA AD OROLOGERIA –  GENTE DI LAGO

 

ADDIO A ENNIO DORIS

Mi stava simpatico e non per il “girotondo intorno a sé” ma perché infondeva ottimismo e simpatia, mi sembrava un banchiere dal volto umano.  “Da una crisi nasce sempre una opportunità” era uno dei suoi slogan preferiti e forse aveva proprio ragione.

Inoltre - la tramite Fondazione di Banca  Mediolanum – è sempre stato vicino anche ad iniziative umanitarie nel mondo in modo importante e discreto. Indirettamente, anche il ”Verbania Center” ha ricevuto volte un aiuto e non va dimenticato.  

 

CONDANNE, NON CHIACCHIERE

Ieri era la giornata internazionale per eliminare la violenza fisica alle donne, celebrata in un crescendo di manifestazioni a tutti i livelli con un taglio che a volte mi è sembrato condito di molta demagogia. Mettiamola così: innanzitutto delle donne di oltre metà pianeta non si sa nulla, ovvero le donne sono umiliate e soffrono in silenzio senza diritti e senza nessun “telefono” di aiuto. Valga per tutti il mondo musulmano, africano o di società dove il “macho” picchia e violenta impunito o dove – comecon  la legge coranica – dove la donna “vale” addirittura legalmente molto di meno dei maschi: sono scenari e scandali mondiali di cui non parla nessuno né tantomeno scuotono le coscienze.

In Italia credo che il problema debba essere affrontato sul piano etico e culturale, ma anche dal punto di vista delle pene. Non è possibile vedere ogni giorno che criminali recidivi possano continuare ad importunare, minacciare o peggio uccidere le proprie “ex” senza che effettivamente siano costretti a pagare per le loro azioni. Braccialetti elettronici (assenti), severità e condanne esemplari - soprattutto se rese pubbliche - servirebbero forse di più di mille manifestazioni e tanti discorsi.

 

CAVALIERE, MI CONSENTA…

Che Silvio Berlusconi aneli a diventare presidente della Repubblica lo hanno capito tutti, ma tutte le persone di buonsenso (salvo lui) sanno benissimo che di fatto è impossibile e forse - alla fine - è perfino meglio così, perché un presidente deve essere persona capace di unire e non una figura divisiva come - nei fatti - lo è stato ed è Berlusconi, a parte ogni commento sulla sua vita privata.

Che nella sua spasmodica ricerca di consensi il Cavaliere arrivi poi perfino a strizzare l’occhio ai grillini sul reddito di cittadinanza è apparso un tentativo un po' patetico di implorarne il loro voto per il Quirinale, ma rendendosi così ancora meno credibile.

Una dichiarazione forse addirittura controproducente tenuto conto che se c’è un tema sul quale mezza Italia si rivolta, soprattutto nel centro-destra, è proprio questo. Certamente il sussidio aiuta gente in povertà ma - congegnato come lo è adesso - copre troppi nullafacenti e non aiuta a trovare lavoro.

Un po' di dignità, Cavaliere! Non è così che il centro destra può pensare di conquistare un posto sul Colle, piuttosto dovrebbe puntare su figure di garanzia come Maria Elisabetta Alberti Casellati, la presidente del Senato.

Se dovessi però indicare un nome di compromesso che galleggi tra tutti questi casini… beh, di nome e di fatto Pierferdinando (Casini) è già automaticamente candidato sia per la sua mai smentita indole democristiana al compromesso, ma soprattutto avendo “frequentato” davvero tutti nella sua lunga parabola politica. Vedrete…

 

LA PIOGGIA DEL PNRR

Scusate, ma io l'avevo capita diversamente.

Pensavo che le centinaia di miliardi da spendere graziosamente concessici da mamma Europa tramite il PNRR dovevano essere impegnati per rilanciare "alla grande" la nostra economia ed ammodernare il Paese con una serie di infrastrutture importati.

Seguendo l'onda dei comunicati-stampa dei vari politici che (comprensibilmente) si intestano il merito dei diversi finanziamenti locali, scopro invece che trattasi di una vera e propria pioggia di piccoli interventi di per sè utilissimi (anzi, spesso indispensabili), ma che poco hanno a che fare con un rilancio produttivo.

In altre parole mi sembra che l PNRR servirà soprattutto per utili lavori di ordinaria manutenzione e nella mia provincia - a parte la sistemazione di un edificio scolastico – per ora i fondi sono stati infatti destinati a manutenzioni post-alluvioni, sistemazioni di strade locali ed opere pubbliche (perfino un cimitero) ma nessuna “spesa di investimento". Immagino che più o meno stia succedendo lo stesso in tutta Italia, ma era ed è questa la "filosofia" che doveva rilanciare l'economia italiana dopo il Covid?

Eppure anche da noi ci sarebbero delle scelte strutturali: rilancio ferroviario di DOMO 2 per togliere i camion dal Sempione ed inquinare di meno, sistemazione delle strade internazionali verso la Svizzera, ripristino di infrastrutture chiuse da anni (vedi galleria di Omegna) ecc.

Mi sa che tra cinque anni parleremo di soldi sprecati ed occasioni perse per sempre.

 

GIUSTIZIA POLITICA

Leggo che il fu segretario dell’UDC Lorenzo Cesa è stato prosciolto dal GIP di Catanzaro dall’accusa di essere para-mafioso. Sono felice per lui, anche perché è un mio amico personale da tanti anni, ma non posso dimenticare che se il governo Conte II è saltato quando a gennaio Renzi lasciò la allora maggioranza giallorossa lo è stato perché dieci mesi fa Cesa fu (ingiustamente) accusato con il solito “avviso di garanzia”. Gettata la notizia in pasto ai giornali finì così nel nulla il tentativo di acquisto di un gruppo di parlamentari “responsabili”.

Magari è stato pure un bene, visto che dopo Conte è arrivato Draghi, ma l’ennesima bufala giudiziaria ha pesantemente inciso ancora una volta sulla vita pubblica del nostro paese quando la riservatezza dovrebbe ed avrebbe dovuto essere la regola almeno fino a quando fossero state minimamente verificate le prove, risultarte poi inesistenti.  

Ricordate Di Maio? «Con la stessa forza con cui abbiamo preso decisioni forti in passato – affermò l’enfant prodige di Pomigliano d’Arco – ora mi sento di dire che mai il M5S potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi». Fu in quel momento che finirono le possibilità di Conte di guidare il suo terzo governo. A dieci mesi da quelle ore concitate la posizione di Cesa è stata archiviata dal GIP del Tribunale di Catanzaro, Valeria Isabella Valenzi, che ha accolto la stessa richiesta della Dda. L’ex segretario dell’Udc era accusato di associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso per presunti rapporti illeciti tra alcune cosche di ‘ndrangheta del crotonese con imprenditori ed esponenti della politica.

Tutte chiacchiere, tutto evaporato…

 

GENTE DI LAGO 2

E’ nuovamente disponibile il libro “ GENTE DI LAGO 2 “ edito l’anno scorso con nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore.   Il volume riprende quello uscito due anni fa (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche. Una testimonianza della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, (che è purtroppo deceduto nella primavera scorsa di Covid, considerandola anche un omaggio alla Sua memoria ) insieme ad Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 18 euro (spese di spedizione comprese) o di 35 euro se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Per spedizione via raccomandata aggiungere 5 euro a pacco.

UN’IDEA PER UN REGALO DI NATALE…I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

UN SALUTO A TUTTI E BUONA SETTIMANA                                    MARCO ZACCHERA     



IL PUNTO   n. 838 del 19 novembre  2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario:   INVESTIRE IN GIOIA – PROFETA IN PATRIA – IPOCRISIE NUCLEARI - FORMICHE

 

IL VERO “COLPO DA MAESTRO”?  UN ACQUISTO DI GIOIA !

 

 “Colpo da maestro di Elon Musk che ha venduto oltre 930 mila azioni di Tesla per un valore di circa 1,1 miliardi di dollari e ne ha comprate altri due milioni per 13,4 milioni sfruttando le sue stock option a 6,24 dollari. Nell’arco di una settimana, quindi, l’imprenditore ha venduto titoli Tesla per circa 5 miliardi di dollari esercitando le stock option che ha ricevuto dal suo piano di remunerazione. Musk ha esercitato circa 2 milioni di stock option lunedì valutate circa 2,5 miliardi, pagando solo 13,4 milioni di costi di esercizio...”

Così i giornali finanziari si complimentano con il capo di Tesla che - soltanto per quanto investito nella propria azienda - ha ora un patrimonio di cinque miliardi di euro in più, oltre a tutti gli altri suoi investimenti. 

 

Complimenti, Mr. Musk, e ora con questi altri cinque miliardi di dollari freschi freschi, che ci fa? E’ più contento adesso, nuoterà alla sera in una sua personale piscina di banconote al profumo di champagne come Zio Paperone? Si comprerà un paio di atolli a flotta dei più moderni jet o yacht del mondo con accompagnatrici comprese? (o accompagnatori, non so).

Chissà perché - quando leggo queste  news - il pensiero mi corre a un paese che conosco abbastanza bene, il Burundi, dove una famiglia campa – o dovrebbe campare -  con soltanto un (uno!) dollaro al giorno. Pensi che successo, Mr. Musk: in un botto solo lei ha guadagnato più di tutti gli abitanti del paese in un anno e mezzo e la sua fortuna – solo in Tesla -  rappresenta il loro prodotto lordo nazionale per quasi due decenni.

Detto tra noi: le sembra giusto? Non credo vorrà fare il presidente del Burundi (11 milioni di abitanti, erano la metà 20 anni fa) anche perché fare il presidente da quelle parti è un po' pericoloso, visto che uno su due lo fanno fuori.

Capisco che possa essere poco interessato alle vicende del centro dell’Africa, ma a me questa faccenda dei suoi miliardi un po' non convince.

Non mi piacciono le Greta e i loro “bla bla bla” né i comunisti cattivi, ma credo che un sistema mondiale che prosegua così, alla lunga non possa proprio funzionare. Non è una questione personale, vale per tutti i presunti super super super ricconi del pianeta in gara per conquistare i primi posti in classifica, chissenefrega degli altri.

Non può funzionare un mondo dove molto meno dell’1% possiede l’equivalente dell’80% degli altri terrestri e non si tratta solo di una questione fiscale, ma di etica, di logica…posso dirglielo? Di felicità.

Non dico che Lei debba disprezzare la ricchezza, ma le auguro di viverla creando un po' di vantaggio anche per gli altri, per quelli meno furbi di lei o che magari sarebbero pure stati bravi a darsi da fare in borsa, ma non hanno potuto neppure pagarsi la scuola elementare e per loro “borsa” è sinonimo di un sacchetto di plastica dove al massimo possono metterci un po' di farina o di fagioli.

Dia retta a me, Mr. Musk: con una fetta del suo colpo da maestro finanziario provi a metter su anche qualcosa di buono “per gli altri”. Forse, in forme diverse, ne avrà comunque più felicità, soddisfazione, gioia.

Ci pensi: quante vale la gioia, Mr. Musk? Quanto la quotano al Dow Jones del mondo? Pensi che in Burundi - quando i bambini giocano con una palla mezza sbudellata – hanno comunque una faccia piena di gioia.

E’ quotata così poco la gioia laggiù in Burundi! Ma d'altronde là i soldi si chiamano “franchi” come in Svizzera, ma sono dei fogli di cartaccia rossa sempre tutti sporchi, come le mani della gente e la terra delle colline che quando piove diventa fango, un fango rosso che frana dappertutto… però la gioia i bambini ce l’hanno addosso lo stesso.

Auguri, Mr. Musk, ma dia retta a me: investa anche in una fetta di gioia e vedrà che alla fine quella gioia si moltiplicherà anche più dei titoli Tesla…E allora sarà stata davvero una cosa bella, un altro – e più vero – “colpo da maestro” anche per lei.

 

PROFETA IN PATRIA

Legambiente – insieme a Il Sole-24 Ore – pubblica ogni anno la classifica delle città italiane secondo criteri di qualità della vita ed eco-sostenibilità. Quest’anno VERBANIA - amministrata dalla sinistra, "verde" per autonomasia - si piazza al 23° posto. Nei vari commenti nessuno sembra ricordarsi che esattamente dieci anni fa Verbania (con sindaco il sottoscritto) era al SECONDO posto nazionale e che l’anno dopo (2012) addirittura AL PRIMO POSTO in Italia, dove rimase anche quando furono cambiati i parametri dei punteggi.

Certamente ereditai una situazione positiva, ma durante i “miei” anni la città, pur in mano alla bieca destra reazionaria, si era mantenuta ed era salita al top nazionale e infatti fummo oggetto di numerose inchieste, servizi TV e giornalistici, interviste.

Peccato che nessuno più lo ricordi o abbia fatto qualche confronto, ma è proprio vero che nessuno è mai profeta in patria!

 

IPOCRISIE NUCLEARI

Si è chiuso il martoriato meeting ambientale di Glasgow con tante parole e pochi fatti, in pratica solo impegni generici a ridurre le emissioni di CO2 da combustibili fossili. A parte chi ha annunciato un aumento della produzione anziché ridurre l’estrazione di carbone (la Cina, un milione di tonnellate in più al giorno!) resta il fatto che sul summit dominava un convitato di pietra: l’energia nucleare.

Siamo all’assurdo che dell’argomento non se ne deve parlare perché è “ecologicamente scorretto”, però molti paesi (l’Italia ovviamente no, noi siamo sempre i più “furbi”) stanno prendendo di nuovo in considerazione il potenziamento dei propri programmi nucleari con centrali strategicamente nuove visto che il fossile che si vuole ridurre rappresenta oggi l’80% circa della materia prima necessaria per la produzione di energia elettrica.

L’energia atomica è un problema/risorsa mondiale, è assurdo auto-isolarsi e ancora più assurdo non pensare che eventuali incidenti non si limiterebbero ai territori dove ci sono le centrali. In Europa ci sono tre Stati “nuclearisti convinti” (Francia,  Polonia, Repubblica       Ceca) a cui si è all’improvviso aggiunta la Romania, che ai margini del COP26 di Glasgow ha firmato un accordo con l’americana NuScale per la messa in funzione dei sei nuovi impianti di quarta generazione.

L’energia nucleare è soprattutto realtà nei grandi Paesi in via di sviluppo come India, Indonesia e Cina. L’Indonesia        ha un’agenzia ed un programma per lo sviluppo del nucleare. In India ci sono già 16 grandi impianti nucleari e il Paese progetta di sviluppare il comparto con un accordo pluriennale        di cooperazione tra Parigi e New Delhi.

La Cina ha per ora 22 impianti, si dichiara autosufficiente sotto il profilo tecnologico ed ha annunciato la costruzione del primo reattore alimentato al torio che dovrebbe avere una potenza grandissima di generazione di elettricità.

In questa prospettiva non sarebbe utile che l’Unione Europea si presentasse se non con una posizione unitaria almeno con un indirizzo comune? Se togliamo carbone, gas e petrolio come viaggeranno le auto e produrremo energia? A cosa serve circolare con auto elettriche se quell’energia è prodotta oggi soprattutto con il fossile?

Non si tratta di proporre un immediato “ritorno al nucleare” ai Paesi che lo hanno abbandonato, ma quanto meno di fare finalmente una riflessione seria sui pregi e difetti dei reattori di quarta generazione. Tematiche che invece, per puro snobismo ed ecologismo preconcetto, in Italia non si vogliono affrontare, salvo importare ogni giorno parte della nostra energia elettrica dalla Francia e dalla Svizzera dove è prodotta proprio anche con il nucleare. Non vi sembra una somma ipocrisia ?!

 

FORMICHE

Da circa un anno collaboro ad una rivista on line che mi sembra ben fatta: FORMICHE, testata diretta da Giorgio Rutelli e Valeria Covato che ospita approfondimenti quotidiani su molti argomenti di attualità.

Cercate “www.formiche.net “per dare un’occhiata, aggiungendo “zacchera” se si vogliono leggere i miei articoli spesso ripresi o sintetizzati sul “Punto”.

 

UN SALUTO A TUTTI                                                            MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 837 del 12 novembre  2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario:   SU DI MORALE – LA PRIVACY DI RENZI - FATEMI CAPIRE – FORMICHE 

 

SU DI MORALE !

Sarà per il correre degli anni, ma mi sento sempre più un alieno: ascolto musica che mi sembra immondizia eppure viene pompata come “top” a livello planetario, assisto a show televisivi che personalmente mi sembrano di demenza collettiva, ascolto notizie che assomigliano molto a quelle del Regime, visto l’allineamento di quasi tutti i media ossequenti.

Parole fatte, fritte e rifritte, banali ma utili a riempire i TG con sempre largo spazio alla “cronaca nera” che sembra riempire le menti di milioni di persone, ma censura aperta su tanti temi che non vanno o alle voci che escono dal coro (valga la questione pandemia sulla quale mi sembra ci sia sempre meno chiarezza).

Ossequio internazionale ai “buoni” e dileggio ai “cattivi” (sempre quelli) cui vanno imputate tutte le nefandezze cosmiche. Accurato silenzio su come risolvere concretamente i temi irrisolti, ma spazio per gli show di chi protesta per  i “bla bla bla” (vedi Greta) che però riproduce analoghi “bla bla bla” senza mai andare a prendersela  con chi veramente ha la responsabilità dei disastri. Così l’Italia si autodistrugge il futuro auto-vietandosi ogni ricerca petrolifera o atomica, mentre la Cina aumenta di un milione di tonnellate al giorno l’estrazione di carbone… mah.

 

Ma non è vero che tutto va male: innanzitutto ogni giorno incontro una infinità di gente che la pensa come me eppure sta zitta, temendo di uscire allo scoperto, ma poi scopro sempre più grandi pozzi di volontariato, disponibilità, attenzione al prossimo che sui media non passano mai.

Alla fine tante volte il silenzio è meglio del caos, gli esseri umani sono diversi – per fortuna – da come spesso vengono dipinti e nel mondo c’è ancora spazio per Speranza, Fede, solidarietà.

Se ci penso torno su di morale, mi guardo indietro e penso a come vivevano nonni e bisnonni. Ci lamentiamo tanto per l’oggi ma nel passato non c’erano sicurezza, assistenza sociale, medicine, consumi voluttuari, mille scoperte che soprattutto negli ultimi 150 anni hanno trasformato (in meglio) la nostra vita: credetemi, alla fine siamo ancora noi i più fortunati.

 

LA PRIVACY DI RENZI (E QUELLA DEGLI ALTRI)

Che tra Matteo Renzi e il M5S ci sia da mesi una guerra dichiarata è cosa pacifica, con reciproci colpi bassi. La pubblicazione sul quotidiano “Il Fatto” (organo ufficioso dei grillini) degli estratti conti bancari di Renzi ha fatto scalpore sia per gli importi che per le motivazioni, ma anche perchè tra le persone serie ci si è cominciato a chiedere se sia corretto o meno renderli pubblici.

Non smentiti, risultano tra gli altri cospicui versamenti a Renzi di una società di consulenza del Regno Unito e da parte di un quotidiano coreano, ma soprattutto di due società italiane di cui una fondata da Alessandro Benetton e persino versamenti dal governo dell’Arabia Saudita.  Per “conferenze” dal 2018 al 2020, il senatore - oggi leader di Italia Viva - ha guadagnato oltre 2,6 milioni di euro e il dettaglio degli incassi dell’ex premier sono finiti agli atti dell’indagine della Procura di Firenze dove Renzi è accusato di concorso in finanziamento illecito assieme agli ex ministri Luca Lotti e Maria Elena Boschi.

Al centro dell’indagine ci sono i contributi finiti nelle casse della Open, associazione che i magistrati ritengono essere stata un’articolazione politico-organizzativa della corrente renziana del Pd, mentre gli incassi personali dell’ex premier non sono – almeno per ora - oggetto di indagine.  

Fin qui la cronaca, ma credo che il problema sia ben più ampio, innanzitutto perché Renzi non è Obama ed appare perlomeno stravagante pagare in modo così elevato per ascoltare i suoi discorsi, ma – questione di fondo – visto che Renzi questi redditi li ha dichiarati ufficialmente è legittimo renderli pubblici?

Siamo in uno strano paese dove se uno vuole bloccare qualcosa invoca la violazione della “privacy” su tutte le tematiche più assurde, poi si spiattellano in piazza gli affari privati di un Renzi che potrà essere più o meno simpatico, ma ha pur gli stessi diritti di ogni cittadino.

Pochi si sono posti lo stesso problema con Berlusconi o altri leader, linciati per anni sui media con uno sputtanamento quotidiano basato su vere o false rivelazioni, registrazioni, intercettazioni, documenti e verbali che venivano pubblicati in quantità. Questo perché erano considerati comunque “cattivi” dai media e quindi da distruggere, ma in tutti i casi è evidente che serve una linea corretta di comportamento che deve valere per tutti.

Ciò avviene perché la riservatezza che dovrebbe legare le indagini penali fino al processo è una pagliacciata, con larga pubblicazione di verbali, interrogatori, intercettazioni che diventano veri e propri ricatti mediatici, spesso ancor prima che vengano messi a conoscenza degli stessi interessati.

Altre volte, invece, le indagini proseguono per anni nella riservatezza più assoluta: come mai?

Eppure non mi risulta che un magistrato o un collaboratore di tribunale sia mai stato condannato per aver contribuito a diffondere carte riservate e questa è un’altra anomalia sulla quale la giustizia italiana ama sorvolare.

Servono insomma norme chiare e pene severe per chi le viola, anche perché un conto è pubblicare le pruderie peccaminose dei potenti di turno, un altro chiedersi se l’opinione pubblica abbia o no il diritto di sapere “chi” paga la politica e quali siano invece i dati “sensibili”.

Per esempio una buona proposta sarebbe quella di obbligare tutti gli esponenti politici non solo a pubblicizzare i propri redditi (avviene già) ma anche ad indicare fonti e motivazioni di finanziamenti, regalie, gettoni, compensi legati all’attività politica.

Così come è altrettanto evidente che le cose cambiano se a “lubrificare” è un politico pagando qualcuno, o se è a sua volta “lubrificato”.

Soprattutto quando un politico è in carica questo lubrificante potrebbe diventare un modo comodo per ingraziarsi una benevola attenzione, sua o del suo partito: un emendamento a una legge o una “spintarella” per una fornitura può valere milioni. Se a “lubrificare” sono poi regimi discutibili – si pensino le forniture militari italiane all’Arabia Saudita, da anni in embargo ufficiale per la guerra in Yemen, o le cessioni societarie in campo aereonautico avvenute durante il governo Renzi (che non hanno salvato però né Alitalia né Meridiana né la Piaggio) - capite che può andarci di mezzo anche la sicurezza nazionale.

Ma torniamo al punto di partenza: c’è o no una privacy da rispettare? Anziché filosofeggiare sui massimi sistemi confezionando soltanto tonnellate di inutili scartoffie che quotidianamente firmiamo senza poterle neppure leggere, la relativa “Autority” (che ci costa un sacco di soldi) esprima con chiarezza almeno delle indicazioni in merito e che – soprattutto – siano finalmente delle regole che valgano per tutti, giudici compresi.

 

FATEMI CAPIRE: IMMIGRAZIONE

Questo titoletto diventerà un tormentone, ma continuerò a proporlo quando mi sembrerà oscuro, reticente o contraddittorio il modo di presentare una questione all’opinione pubblica.

 

Non capisco perché (media dixit) sia “colpa” della Bielorussia lo spingere profughi verso la Polonia, ma con nessuno che in Europa se la prende con Tunisia e Libia che lasciano partire migliaia di poveracci verso l’Italia e spesso conoscono e finanziano gli scafisti. Così come non capisco come possa non essere sanzionata a livello europeo Malta che rifiuta di accogliere i profughi sul proprio territorio, esattamente come non mi quadra che Spagna, Germania ed Olanda NON siano responsabili (almeno pro-quota) dei profughi che le LORO navi umanitarie sbarcano in Italia.

Al di là di ogni aspetto umanitario, l’ Europa non è credibile ed andrà alla dissoluzione se continuerà a comportarsi  in modo cinicamente così difforme a seconda della simpatia od antipatia politica di Bruxelles verso qualche suo stato-membro e non può tenere linee di condotta così diverse in politica estera verso le nazioni extra UE  che siano confinanti con l’Unione.

 

FORMICHE

Da circa un anno collaboro ad una rivista on line che mi sembra ben fatta: FORMICHE, testata diretta da Giorgio Rutelli e Valeria Covato che ospita approfondimenti quotidiani su molti argomenti di attualità.

Cercate “www.formiche.net “per dare un’occhiata,  aggiungendo “zacchera” se si vogliono  leggere i miei articoli spesso ripresi o sintetizzati sul “Punto”.

 

UN SALUTO A TUTTI                                                                                         MARCO ZACCHERA


IL PUNTO   n. 836 del 5 novembre  2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

 

Sommario:  I G NULLA – FATEMI CAPIRE –  BANCHI IN DISCARICA -

 

TROPPI G SERVONO A NULLA

E se la verità fosse semplicemente che “Il re è nudo”, ovvero che i presunti “grandi” della terra, quelli che si incontrano periodicamente ad ogni angolo del pianeta, lo facciano soprattutto per raccontarsi, farsi raccontare e soprattutto per farsi vedere, ma che alla fine tutti questi G8, G7, G20, G 26 ecc.ecc. non servono praticamente a nulla?

Di sicuro costano una bella cifra ai paesi ospitanti, mobilitano piazze e forze dell’ordine in quantità, ma - dopo foto di gruppo sempre più affollate  - neppure un topolino esce molto spesso dalla pancia dell’elefante.

Per carità: mille dichiarazioni congiunte, bilaterali, multilaterali… ma in concreto? In concreto è ben difficile decidere qualcosa quando le necessità e le priorità sono ben diverse per ogni convenuto che pensa soprattutto alle grane e alla propria immagine in casa propria e sa – almeno per i leader democraticamente eletti -  che comunque ben difficilmente dovrà poi personalmente onorare gli impegni più o meno presi ufficialmente in queste circostanze.

Ecco perché vedere i presunti dominatori della terra riunirsi a Roma per buttare monetine nella Fontana di Trevi come fossero una chiassosa scolaresca in vacanza sembrano più una “piece” pubblicitaria per il turismo italiano che altro.

In questo senso è stato apprezzabile l’impegni di Draghi per voler concentrare un po' di attenzione sulle bellezze storiche di Roma e del nostro paese, ma in quanto a risultati il vertice romano si è chiuso (come prevedibile) in un sostanziale nulla di fatto almeno sui punti fondamentali, con una veloce ripartenza del circo verso Glasgow dove i “supergrandi” si sono ripetuti a vicenda le solite cose sul clima e dintorni assumendo impegni a lungo termine, ma non certamente in termini stringenti.

Proprio sul clima, infatti, si moltiplicano appelli e summit ma poi al concreto non arrivano per ora decisioni vincolanti e – anzi – si tende a tirare per le lunghe ai danni del vicino, annacquando perfino quanto ormai già deciso da tempo.

Che l’India rinvii al 2070 gli impegni sulle emissioni e la Cina festeggi Glasgow aumentando l’estrazione di carbone di un milione di tonnellate AL GIORNO non è certamente un bel viatico per le sorti mondiali.

Né i G20 servono per sottolineare crisi o risolvere conflitti che possono facilmente appiccare un fuoco planetario: del conflitto tra Taiwan o Cina non si parla, di diritti umani neppure anche perché chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Anche sulle patenti di democraticità c’è infatti un po' di confusione: se Putin viene tenuto in disparte perché potenziale dittatore, che ci azzecca al G20 la presenza dell’Arabia Saudita che notoriamente non è un paese democratico, né campione dei diritti umani o delle pluralità religiose? Difficile comunque pensare che l’Arabia voglia smettere di vendere petrolio, così come la Cina - che da decenni fa incetta di materie prime impoverendo il mondo e l’Africa in particolare – rinunci alla propria politica di sfruttamento ambientale.

Sulla pandemia non è giunta neppure – altro esempio concreto – una dichiarazione forte, per esempio, per il contenimento dei costi dei vaccini che pur danno vita a speculazioni enormi ed immorali ai danni dell’ intera umanità, eppure sarebbe stato il momento buono per calmierare i prezzi a livello mondiale con un po' di resistenza allo strapotere delle multinazionali farmaceutiche, oltretutto finanziate dagli stessi governi.

 

FATEMI CAPIRE

Il Sindaco e il Prefetto di Trieste vietano ogni manifestazione di piazza in città (contraddistintasi per quelle NO-VAX) per paura di un aumento dei contagi.

Se “Report” su Rai 3 non critica i vaccini in sé, ma sottolinea alcune evidenti incongruenze nella loro somministrazione e gli autentici pasticci nella comunicazione ad opera degli “scienziati” che litigano da 20 mesi a reti unificate, ecco che viene duramente attaccata perfino dalla “casa madre” della rete (ovvero il PD) per aver detto semplicemente la verità, che però “disturba” e quindi va silenziata. 

Negli stessi giorni del G20 - con le frontiere italiane virtualmente chiuse essendo sospesi gli accordi di Schengen - si sono invece potute tranquillamente riunire alla periferia di Torino, circa 6000 persone (rigorosamente rimanendo per giorni interi senza mascherine) per drogarsi, ubriacarsi e sentire musica a palla fino allo sfinimento.

La polizia non interviene PRIMA (eppure la ministro Lamorgese dopo l’analogo raduno di Viterbo due mesi fa aveva sostenuto che i partecipanti erano stati tutti identificati e quindi bloccabili!) nè  interviene DURANTE il rave-party (perchè – sostiene sempre la ministro -  è troppo pericoloso farlo) e quindi i partecipanti dopo un po' di giorni se ne sono tornati tranquillamente a casa, salvo i ricoverati per intossicazioni varie e gli irriducibili che continuavano a festeggiare  nell’ex stabilimento Fiat a Nichelino.

Il tutto però è stato comunicato al popolo con “profilo basso” da parte dei media, forse perché anche in questo caso non bisognava disturbare il Viminale.  

Mi sfugge, però, perchè mai sia più pericolosa una manifestazione di NO-VAX all'esterno rispetto a una calca di migliaia di persone strette tutte insieme all’interno di un ex stabilimento industriale “facendosi” con musica a sballo (oltre alcool e droga), il tutto con la benevola tolleranza delle autorità.

 

MA COSA DIAVOLO STA SUCCEDENDO NEL NOSTRO PAESE? COMINCIO A CHIEDERMI SE NON SIA IN ATTO – E NON SONO CERTO UN NO-VAX  !– UNA CAMPAGNA PER PROGRESSIVAMENTE SILENZIARE CHI NON SI ADEGUA: UN CLIMA CHE PROPRIO NON MI VA E, COME ME, MOLTE PERSONE COMINCIANO A NOTARLO. FORSE E' ORA DI SOTTOLINEARE APERTAMENTE QUESTA "LIBERTA' LIMITATA" CUI SEMBRA STIAMO ANDANDO INCONTRO. 

 

BANCHI IN DISCARICA

Colpiscono le immagini da Venezia dove un battello addetto alla raccolta dei rifiuti ha imbarcato con una benna centinaia dei famigerati "banchi a rotelle", MAI USATI, destinati a essere smaltiti in discarica.

 A decidere di disfarsi dei banchi è stato un liceo del centro storico lagunare, il "Benedetti-Tommaseo", che era stato “invitato” ad acquistarli un anno fa, al tempo dell'appalto nazionale. Nei giorni scorsi, vista l'impossibilità di utilizzarli, la dirigente ha chiamato una ditta di trattamento rifiuti ingombranti, che ha effettuato il trasporto. Mi chiedo come mai la Corte dei Conti non abbia trovato - in un anno intero - un po' di tempo per avviare una indagine SERIA sull’ ex ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina e l'ex commissario Covid Domenico Arcuri: ma QUESTI ENORMI SPRECHI non interessano a nessuno?

Interpellata sull’episodio, l’Azzolina ha risposto irritata: "Chiedete alle scuole che hanno voluto e chiesto i banchi. La questione è stata raccontata urbi et orbi, e io non ho più la voglia di rispondere. Non glielo devo spiegare io, deve andare nelle scuole e chiedere. E' un dramma che facciate ancora a queste domande" A parte la grammatica della risposta, ma adesso la colpa per le forniture dei banchi a rotelle manifestatamente costosi ed inutili è diventata delle scuole?!

 

UN SALUTO A TUTTI                                                                         MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 835     29 ottobre    2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

 

SOMMARIO: - UNA BUONA NOTIZIA – CI MANCAVA RICHARD GERE - ENERGIA NUCLEARE – PNRR: OGGETTO MISTERIOSO – GLI ESAGERATI

 

BUONA NOTIZIA

L’affossamento della “Legge Zan” per me è una buona notizia, ma non perché non debbano essere riconosciuti i diritti e i doveri contro l’omotransfobia quanto perché il testo avrebbe creato situazioni assurde che così verranno evitate.

Il PD di Letta - che in argomento ha capeggiato una linea di assoluta demagogia - sapeva benissimo che se si fosse andati al voto segreto una parte dei suoi senatori non avrebbero votato il testo, ma dovendo giocare sempre al “io sono il più bello, bravo, culturalmente avanzato e diverso dagli altri, che sono tutti degli imbecilli sovranisti” ha volutamente scelto questa linea di rottura per evitare che emergessero platealmente le proprie divisioni interne. Cosa che è puntualmente avvenuta perché i circa 45 franchi tiratori non possono essere stati solo i (pochi) senatori di' "Italia Viva" di Renzi presenti in aula. ma evidentemente anche dei senatori piddini: i numeri lo provano.

Tutto ciò significa tra l'altro che anche a sinistra c’è gente che ragiona, ma la fifa di non essere più ricandidati obbliga di arrivare al voto segreto per esprimere il proprio dissenso. Eppure un testo più moderato, serio e rispettoso era più o meno nella volontà di tutti: bastava discuterne, ma la logica è stata “uccisa” proprio da questa schifosa demagogia e cecità di una certa sinistra che – incapace di affrontare con equilibrio temi delicati come questi - alza i toni solo per coprire le proprie incongruenze incartandosi poi da sé, come puntualmente avvenuto..

 

RICHARD GERE

Il problema dell’immigrazione è troppo serio per trasformarla in film, ma l’inutile chiamata a teste di Richard Gere nel processo contro Matteo Salvini per la “Open Arms” è la dimostrazione di come certi giudici godano soprattutto nel proprio protagonismo personale e mediatico (Gere non ne ha bisogno).

Un processo già surreale si trasforma così in una ideale piattaforma mediatica a tutto vantaggio di Salvini (che infatti ne è contentissimo, perché così riconquista la scena) e metterà alla berlina Conte (l’ex premier che sapeva benissimo cosa stava succedendo in mare e ne è corresponsabile) e tutto il suo M5S. Tutto bene? No, perché una volta di più a perdere in credibilità è l’Italia intera e soprattutto la serietà della nostra Giustizia che sembra volersi divertire a rendersi poco credibile.

 

ENERGIA NUCLEARE. BISOGNA PARLARNE!

L’incremento dei prezzi dell’energia con le conseguenze sull’economia generale impongono di riprendere in mano la pratica energetica.

Dopo qualche anno di petrolio a basso prezzo e anche sull’onda “green” che si diffonde nel mondo è evidente infatti che lo studio e la applicazione di nuove forme di energia sia all’ordine del giorno del pianeta.

E’ bastato però che Draghi e qualche ministro accennassero all’utilità di riprendere gli studi su una energia nucleare più moderna e “pulita” che immediatamente si levassero le proteste degli ecologi oltranzisti per i quali ogni discorso è stato chiuso del referendum di 35 anni fa.

Al tempo fui uno pochi (circa il 20% degli elettori) che votò SI, ma la vittoria del NO – era appena successo il disastro di Cernobyl, l'opinione pubblica ne era sconvolta -  fu schiacciante e da allora questo tema è tabù. 

Eppure il 20 settembre il ministro Cingolani si era limitato a dichiarare la pura verità ovvero che l’energia importata oggi dalla Francia (pari al 5% delle necessità italiane) è «prodotta con il nucleare a due passi da noi». Di per sé questa frase è molto generica, ma resta il fatto che in Francia sono attive 18 centrali nucleari per un totale di 56 reattori, con cui sono prodotti 379,5 TWh di energia elettrica, più del 70 per cento del totale prodotto nel Paese. Importiamo ancora più energia dalla Svizzera (l’8,7% delle necessità italiane) e va ricordato che anche in Svizzera sono attive 3 centrali nucleari.

Già oggi, quindi, una parte dell’energia elettrica che consumiamo è di origine nucleare, anche se si fa finta di dimenticarlo. 

A mio avviso è una grande ipocrisia, visto che ad oggi l’energia nucleare resta una delle poche forme energetiche ad emissioni zero di CO2, con potenziali produttivi illimitati. Sarebbe interessante calcolare quanti milioni di tonnellate di CO2 si producono in Italia bruciando prodotti fossili e gas e quanti già oggi se ne risparmino grazie al nucleare.

E’ evidente che questa forma energetica può comportare rischi, ma come per ogni azione umana vanno studiati ed affrontati i pro e i contro.

Forse la gente non considera che negli ultimi 70 anni sono stati molto di più i morti per un’energia “green” come l’idroelettrico che per il nucleare (la sola tragedia del Vajont costò 3.000 vittime, ben di più di tutte quelle legate a Cernobyl) e anche a considerare le potenziali vittime “indirette” i conti non cambiano di molto.

Secondo gli stessi dati di Legambiente negli ultimi 70 anni (a parte Cernobyl di cui tuttora non si conoscono dati ufficiali) ci sono stati nel mondo alcune decine di incidenti “gravi” legati al nucleare che hanno causato circa 500 morti dei quali 300 (presunti) per un incidente a Sellafeld i Gran Bretagna il 7 ottobre 1957 (64 anni fa!). E’ molto probabile che i contaminati per radiazioni siano stati nei decenni molti di più e che numerose siano state le vittime indirette e per successivi tumori legati alle emissioni atomiche, ma è altrettanto vero che oggi le procedure di sicurezza sono infinitamente più severe che negli anni ’50.

Lo stesso disastro di Cernobyl avvenne solo perché fu gestito in modo scriteriato e – applicando le procedure adeguate e standard già allora in vigore - non solo lo si sarebbe evitato, ma ne sarebbero state ridotte le sue gravi conseguenze.

Tutto ciò non per sottovalutare i rischi, ma solo per dire che non ha senso abbandonare l’energia nucleare per preconcetto, mentre invece vanno continuati e sviluppati gli studi per rendere questa risorsa più sicura da tutti i punti di vista.

Alla fine i veri problemi per produrre energia nucleare civile sono legati allo smaltimento dei rifiuti radioattivi ed a possibili incidenti legati a catastrofi naturali o ad attentati terroristici. Per i primi è necessario procedere a studi ineccepibili sulla localizzazione degli impianti, ma anche a prevenzioni adeguate mentre per i secondi - proprio perché gli obiettivi sono e sarebbero numericamente ridotti – sarebbero e sono anche più facilmente difendibili. Nel mondo non si è sospesa la costruzione di grattaceli dopo l’11 settembre, né fermate le metropolitane o gli aerei per possibili dirottamenti, ma invece sono state aumentate le difese attive e passive contro questi rischi, esattamente come si dovrebbe fare per centrali e stoccaggi nucleari.

Questi ultimi sono un rischio davvero trascurabile: stoccaggi a migliaia di metri di profondità ed adeguatamente protetti rendono meno che infinitesimali i rischi mentre sul tema è più facile e consuetudine scatenare la bagarre demagogica.

Per contro va anche ricordato che data la loro quantità sono infinitamente maggiori i rischi legati ad inquinamenti di materiali usati per batterie elettriche o smaltimento di queste produzioni.

Pur agendo con estrema prudenza mi pare assurdo bloccare il nucleare, mentre si deve piuttosto insistere nella ricerca, negli studi, nelle difese contro potenziali rischi collegati a questa energia che è comunque naturale e ci può essere estremamente utile.

Almeno parlarne è doveroso, assurdo è il tacere e ancora più assurdo affrontare i problemi con pregiudizio assoluto, senza nemmeno accettare il confronto.

 

PNRR: LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO

Se ne parla poco, ma l’Italia si salverà solo con il PNRR ma l’Europa pagherà solo se verranno rispettati i tempi, cosa che NON sta avvenendo, nel disinteresse generale.

Ci siamo obbligati a 27 riforme strutturali e ad un piano di investimenti, ma su fisco, concorrenza, giustizia ecc. siamo in grande ritardo e la gran parte delle questioni non è stato neppure affrontata. Idem per gli investimenti: per ora meno della metà delle somme è stata “territorializzata”, ossia ripartita sul territorio per assegnarla poi ad amministrazioni (di norma i Comuni, ma anche Regioni) responsabili per l’attuazione dei progetti, ma ancora nessuno ha deciso per farne cosa, come e quando.

Non va meglio per le grandi opere pubbliche. I Commissari straordinari alle “grandi opere” (speriamo persone scelte bene, anche di queste nomine e sottostanti pressioni non parla nessuno…) nominati dal Governo negli ultimi sei mesi già lanciano l’allarme: le procedure speciali del Pnrr non decollano, non sono stati ancora nominati gli organi che dovrebbero accelerare l’approvazione dei progetti con le corsie veloci del decreto infrastrutture e i decreti di Draghi con la nomina dei Commissari non mettono a disposizione risorse e strutture tecniche straordinarie per centrare gli obiettivi. Ad oltre quattro mesi dal varo del DL “Semplificazioni” e a due mesi dalla conversione in legge non è partito praticamente nulla. La materia però, stranamente, sembra non interessare a nessuno.

 

BRASILE: ESAGERATI…

“Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro deve essere giudicato per crimini contro l’umanità per la sua gestione del Covid 19”.  È questo il verdetto di una commissione del Senato di Brasilia, dopo un’indagine sulle misure imposte dal governo per limitare il contagio. Con un voto di 7 membri favorevoli e 4 contrati, il comitato ha quindi chiesto il processo per Bolsonaro per accuse che vanno dalla diffusione di notizie false, all’istigazione a delinquere all’uso improprio di fondi pubblici. Tutti questi comportamenti – secondo la commissione -  sono stati responsabili dell’alto numero di decessi dovuti alla pandemia. “Una pagliacciata” ha ribattuto il presidente: “E’ una volontà di vendetta di senatori vicini all’ex presidente Lula.”

Non giudichiamo le faccende interne brasiliane, ma se Bolsonaro va addirittura giudicato “Per crimini contro l’umanità” di cosa dovrebbero essere accusati i vertici del governo cinese che per settimane hanno nascosto l’epidemia ed hanno rifiutato anche di recente che una commissione di inchiesta internazionale indaghi sulle effettive cause del virus? E i vertici dell’OMS che per mesi si sono adeguati al volere di Pechino?

 

UN SALUTO A TUTTI                                                       MARCO ZACCHERA 


IL PUNTO   n. 834 dell’ 22 ottobre   2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: - THE DAY AFTER – VACCINI ED OMERTA’ - ARCURI (FINALMENTE) INDAGATO – AFGHANISTAN -  DOPO DANTE ARRIVA DI MAIO - GRAZIE FRANCO !

 

ATTENZIONE: SETTIMANALMENTE DIVERSI LETTORI MI SEGNALANO DI NON RICEVERE PIU’ REGOLARMENTE “IL PUNTO” PERCHE’ IL LORO INDIRIZZO VIENE ELIMINATO IN MODO AUTOMATICO. NON SI RIESCE A CAPIRNE IL MOTIVO, MA SE CIO’ VI CAPITASSE IN FUTURO, PER FAVORE CONTATTATEMI – grazie! ( IL PUNTO viene comunque sempre pubblicato anche sul sito  www.marcozacchera.it )

 

THE DAY AFTER

Serve a poco che la sondaggista Ghisleri si affanni a spiegare che su quasi 50 milioni di elettori italiani il 4 ottobre ne erano chiamati al voto solo 12 milioni, che hanno effettivamente votato sola la metà degli elettori e che domenica scorsa ai seggi ne sono andati molti di meno, neanche il 5% del corpo elettorale: la percezione (corretta) è che il PD abbia vinto e gli altri abbiano perso. Il centro-destra si è salvato a Trieste ma è crollato in tutti gli altri centri andati al voto di ballottaggio, come peraltro era prevedibile, salvo qualche caso davvero incredibile (come a Latina), con votanti scesi tra il 30 e il 40% .

Letta può quindi giustamente esultare, ma non solo per i risultati in sé quanto perché dalle urne esce la conferma che - se si andasse a votare con un centro-sinistra unito -  il PD potrebbe vincere le prossime elezioni politiche e (dopo aver messo un suo uomo al Quirinale) Letta potrebbe quindi blindare l’Italia per i prossimi cinque anni.

Improvvisamente la possibilità di elezioni anticipate - prima fortemente sostenute a destra - sembrano convenire ora alla sinistra, anche perché gli avversari sembrano KO con il rischio di ulteriori fratture nello stesso centro-destra dove, soprattutto, non emerge un leader capace di porsi come guida stabile della potenziale coalizione.

Le divisioni a destra non hanno pagato nonostante i sondaggi perché un conto è correre ciascuno per conto proprio inseguendo l’elettorato del vicino, un conto convergere su un candidato unico a sindaco quando è percepito appartenere alla “concorrenza”. Fallite le giunte pentastellate ecco ora i voti grillini rientrare a casa PD, partito comunque capace di mantenere più o meno i propri voti. Quando a casa restano poi soprattutto gli anticomunisti, la vittoria è assicurata.

Il voto di domenica conferma anche come i rapporti PD-M5S siano potenzialmente in miglioramento sposando le posizioni di Conte, ormai specializzatosi nel ruolo di pontiere.

E pensare che al centro-destra (ormai abbonato alle sconfitte ai ballottaggi, perché il proprio elettorato è storicamente poco propenso ad andare a votare al secondo turno) basterebbe un codicillo alla legge elettorale amministrativa per sparigliare: “Se al ballottaggio chi vince prende comunque meno voti di un altro candidato al primo turno, quest’ultimo, essendo stato il più votato,  è allora eletto sindaco.” Sembra una banalità, ma è un caso ormai diffuso che chi vince il primo tempo perde al secondo per un forte calo di elettori. In fondo sarebbe una più corretta forma di democrazia, si eviterebbero dispersioni di voti su candidature senza senso al primo turno evitando che i potenziali vincitori ripudino le alleanze ai ballottaggi conquistando quindi da soli il premio di maggioranza cui aggiungere altri seggi di liste apparentate solo informalmente, ma con le quali ci sono già accordi di successive maggioranze allargate.

Si finisce presto nei tecnicismi elettorali, ma sono questioni importanti per elezioni comunali dove ormai vota meno del 40% con il risultato di sindaci eletti con anche meno del 20% dei voti rispetto al corpo elettorale.  

Il centro destra si ritrova intanto in un angolo da dove sarà ben difficile uscirne perché il problema è soprattutto Draghi. Ci fosse un leader del PD come premier sarebbe plausibile una rottura di governo, ma come mettersi contro il Mario Nazionale, interpretato dai più (e soprattutto dai media) come ancora di salvezza?

Oltretutto stando mezzi dentro e mezzi fuori il governo è evidente che il messaggio all’elettorato di centro destra diventa ancora più ambiguo e poco plausibile.

Ecco perché a Letta potrebbe convenire - a primavera - di tentare il colpaccio di andare subito a nuove elezioni, anche se contemporaneamente scenderebbero le possibilità di Draghi subito al Quirinale, perché verrebbe meno un punto di riferimento certo come premier.

Fossi il leader del PD lavorerei quindi per una proroga di Mattarella per andare poi subito al voto con Draghi confermato premier, vincere, mettere un proprio uomo di fiducia al governo e poi cambiare l’ inquilino sul Colle garantendo a Draghi la poltrona dorata. Possibile che i leader del PD non ci stiano pensando?

Di positivo a destra c’è solo che il rischio di perdere in futuro sembra aver convinto Meloni, Salvini e Berlusconi a rafforzare l’intesa e ad insistere per non cambiare il sistema elettorale: è poco, ma è già qualcosa.

 

VACCINI ED OMERTA’

Ho detto, scritto e ripetuto che credo nell’opportunità della vaccinazione di massa e non condivido le posizioni dei No Vax, ma devo ammettere che ogni giorno crescono dei dubbi su come venga gestita questa partita vaccinale.

Non solo per la repressione di piazza e il non riuscire mai ad ascoltare con calma anche le opinioni contrarie ai vaccini, ma soprattutto per la necessità non solo di avere numeri più chiari su vantaggi e svantaggi, ma soprattutto sul “business vaccinale” che sta venendo a galla.

Non sto parlando infatti dal punto di vista medico, ma politico ed in chiave europea. Trovo assurdo che non si abbia chiarezza sui contratti miliardari che l’UE, attraverso 7 suoi dirigenti ufficialmente sconosciuti, ha sottoscritto con le aziende farmaceutiche pagando il vaccino fino a 24 VOLTE IL SUO COSTO, con prezzi che SALGONO anziché scendere visto i numeri sempre più enormi.

E’ assurdo che neppure i parlamentari europei possano sapere i termini contrattuali sottoscritti dalla Commissione per poter fare i conti e valutare i prezzi, le modalità di consegna e le responsabilità. Stiamo parlando di vaccini che interessano centinaia di milioni di persone, con profitti enormi per alcune case farmaceutiche.

Tutto segreto, invece, tutto secretato, tutto nascosto in un “giro” che puzza di autentica corruzione e in cui l’Europa sta dimostrando una sua posizione assolutamente equivoca, compresi gli organismi della Magistratura europea che non intervengono.

Tra l’altro – è questo è davvero indegno – la Pfizer, Moderna e le altre “big” del farmaco avevano ricevuto milioni di euro per la ricerca proprio dagli stessi stati cui stanno vendendo i vaccini e quindi avrebbero dovuto avere almeno la coscienza di mettere a disposizione del mondo i propri prodotti e non venderli all’insegna del più spasmodico, esasperato e vergognoso profitto.

Eppure pressoché totale silenzio dell’Europa, dei governi, della Chiesa, dei media, con ben poche info all’opinione pubblica.

Una cosa vergognosa e scandalosa di cui la gente non riesce neppure a capirne le dimensioni, eppure si tratta della pelle di tutti!

 

FINALMENTE ARCURI NEI GUAI

Finalmente l’ex Commissario per l'Emergenza Covid, Domenico Arcuri, è stato ascoltato dai pubblici ministeri Varone e Tucci della Procura di Roma. Arcuri, interrogato sabato, risulta ora indagato per abuso d'ufficio e peculato nell'ambito dell'indagine che coinvolge, tra gli altri, gli imprenditori Mario Benotti, Andrea Vincenzo Tommasi ed Edisson Jorge San Andres Solis, ovvero i “faccendieri” italo-cinesi suoi amici.

Su diposizione della Procura di Roma sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza oltre 800 milioni di mascherine provenienti dalla Cina risultate "non regolari". DICONSI OTTOCENTO MILIONI DI MASCHERINE!! L'attività di sequestro è stata svolta presso la struttura commissariale nazionale e alcune di quelle regionali. L'esame fisico/chimico delle mascherine e dei dispositivi di protezione acquistati, compiuto tanto dall'Agenzia dogane di Roma che da consulenti nominati dai pm, ha dimostrato che "gran parte" dei dispositivi per i quali si è disposto il sequestro "non soddisfano i requisiti di efficacia protettiva richiesti dalle norme europee” e che "addirittura alcune forniture sono state giudicate pericolose per la salute".  Un anno e mezzo per avviare l’indagine che mi auguro sia estesa ora anche A CHI HA VOLUTO, PROTETTO, DIFESO E MANTENUTO ARCURI AL SUO POSTO A DISPETTO DEI SANTI e nonostante che per mesi in Italia erano girate notizie, inchieste, documentazione (vedi le trasmissioni di Report e gli articoli su La Verità) sui sessanti milioni di tangenti pagati per la fornitura. Arcuri avrebbe detto agli inquirenti “di non essere a conoscenza” di queste “provvigioni” confermando quindi che - se non ha detto il falso - era davvero un Commissario di ben poche capacità se gli hanno soffiato 60 MILIONI di euro sotto il naso senza che neppure se ne accorgesse!

Chissà se in merito riusciremo mai a sapere perché l’ex premier Conte lo abbia voluto e difeso per troppi mesi a quel posto e perché il M5S abbia aperto con la Cina un corridoio preferenziale in avvio di pandemia per forniture che hanno causato una truffa gigantesca ai danni degli italiani, mentre le mascherine “made in Italy” (che erano a norma e costavano meno) marcivano nei depositi.

Ecco temi che stampa e TV non prezzolata dovrebbero avere il coraggio di approfondire fino in fondo, così come indagare dove siano finiti milioni di inutili banchi di scuola con le rotelle, tutti rottamati. !

QUALCUNO MI DIRA': "MA PERCHE' CE L'HAI TANTO CON QUESTO PERSONAGGIO?" PERCHE' E' STATO NOMINATO DA CONTE SENZA TITOLI PARTICOLARI, HA GODUTO PER MESI DI IMPUNITA' ASSOLUTE, NON HA MAI CHIARITO I SUOI AFFARI TRATTANDO LA GENTE COME PEZZENTI DALL'ALTO DELLA SUA PROSOPOPEA E DULCIS IN FUNDO PERCHE' IL GOVERNO DRAGHI - quando finalmente lo ha allontanato dall'incarico sotto il peso delle inchieste openali  -  HA CONTINUATO A RIEMPIRLO DI ALTRE CARICHE E PREBENDE..  

 

AFGHANISTAN: SILENZIO

Passati due mesi dalla fuga degli occidentali non si sa più nulla delle reali condizioni interne in Afghanistan: il mondo è distratto, chissenefrega. Così non si sa il destino delle 250 donne-giudici formate anche in Italia, mentre è confermato che si sia stata decapitata la pallavolista della nazionale femminile afghana Mahjubin Hakimi, uccisa perché giocava senza la hijab (il vestito tradizionale afgano) ed è effettivamente sarebbe po' difficile giocare a pallavolo conciate così. Nessuno sa e rende conto delle rappresaglie, violenze, vendette in corso nel paese né sul tema si agitano molto i difensori dei diritti umani. Purtroppo è tempo di vergognoso silenzio.

 

DI MAIO HA SCRITTO UN LIBRO!

Lasciamoci con una nota lieta: complimenti a Giggino Di Maio che ha (avrebbe) scritto un libro sulla sua entusiasmante esperienza politica. Non è cosa da poco saper scrivere e che Di Maio sappia farlo è stata un’autentica sorpresa… Sempre che effettivamente lo abbia scritto lui e non qualcun altro per procura, ma questa è tutta un’altra storia. Insomma, dopo Dante Alighieri ecco concretizzarsi finalmente un’altra tappa fondamentale per la letteratura italiana

 

GRAZIE FRANCO

Dopo un decennio di attività gratuita e volontaria, FRANCO DIAZZI ha lasciato l'incarico di Presidente del Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano. L'avevo indicato quando ero sindaco di Verbania e penso che con il suo impegno silenzioso, prezioso e costante si sia guadagnato la stima e la gratitudine di tutti. Grazie Franco!

 

UN SALUTO A TUTTI E BUONA SETTIMANA             MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 833 dell’ 15 ottobre   2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

 

SOMMARIO:- ANTIFASCISTI DOC – PNRR SPARITO - ALITALIA ADDIO – L’ EGITTO VINCITORE.

 

VIOLENZA E ANTIFASCISMO

Mi è venuto un terribile dubbio: ma di che cosa avrebbero mai parlato giornali ETG per tutta questa settimana se non ci fossero stati gli scontri di piazza a Roma sabato scorso?

Intendiamoci bene: la violenza va condannata senza se e senza ma, l’assalto alle forze dell’ordine è intollerabile senza se e senza ma, i violenti vanno arrestati (subito) senza se e senza ma.

Per me questo deve valere sia che in piazza ci siano estremisti di qualsiasi colore che anarchici, NO-TAV ecc. anche se noto che i TG sugli episodi di sabato ci hanno ricamato, mentre su scontri e devastazioni anche peggiori viste a Roma come altrove tendono di solito a minimizzare.

Ciò premesso, però, non solo restano molti dubbi su come siano andate effettivamente le cose, ma mi pare come sia evidente che gli scontri di Roma non avessero nulla a che fare con i “No Vax” quanto ad una sottile strategia per screditare le persone che non vogliono vaccinarsi (non condivido il loro punto di vista, me devo prenderne atto) dipingendole come violente e – nello stesso tempo – strumentalizzare la presenza di pochi facinorosi e violenti che hanno infiltrato e strumentalizzato la protesta.

Da qui in poi la catena delle responsabilità di allunga.

Come può il Ministro dell’Interno sostenere che durante una manifestazione è meglio non intervenire per evitare disordini? Come mai – preso atto che i facinorosi si dirigevano verso la sede della CGIL e pare che questo addirittura fosse noto ai responsabili dell’ordine pubblico – si sono lasciati solo 7 (sette!) poliziotti a presidio dell’ingresso?

Una sottovalutazione dei rischi o forse perché avrebbero fatto comodo gli scontri (e le polemiche conseguenti) in piena campagna elettorale? E i Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica perché a Roma si tengono DOPO i fatti e non PRIMA, per prevenirli?

Ovviamente non è mancata poi la solita strumentalizzazione fascismo-antifascismo che ha visto alcuni esponenti del PD lanciarsi a chiedere addirittura la messa al bando di Fratelli d’Italia, in fondo come da copione. E’ ben strano (e triste) questo antifascismo che sembra trovare ragion d’essere - a 78 anni dalla fine di un regime – solo grazie a quattro facinorosi. Non posso allora che riprendere e condividere un articolo di Marcello Veneziani su “La Verità” di domenica, che in parte vi propongo:

 

Ma finitela con questa caccia al fascista, al saluto romano, al busto del duce, al cimelio dell’epoca, alla mezza frase nostalgica e al gesto cameratesco. Si capisce lontano un miglio la malafede della caccia al fascismo ripresa con le ultime inchieste: serve a colpire e inguaiare la Meloni e il suo partito (…).

Ponetevi piuttosto un problema molto più serio e molto più attuale: perché mezza Italia e forse più non si riconosce nell’antifascismo, non si definisce antifascista, anzi nutre riserve e rigetto? E’ una domanda seria da porsi, dopo che il fascismo fu sconfitto, abbattuto e vituperato, dopo che furono appesi i corpi dei capi, dopo che fu vietata ogni apologia, dopo che sono passati quasi ottant’anni tra tonnellate di condanne, paginate infinite, manifestazioni antifasciste, divieti, lavaggi del cervello a scuola e in tv, perché c’è ancora mezza Italia che non vuole definirsi antifascista? Quella maggioranza non è antifascista ma non è affatto fascista, se non in una piccola percentuale residua, se non amatoriale; gran parte di loro non si riconoscono affatto nel fascismo, lo reputano improponibile, superato. Per loro è assurdo già solo porsi la domanda. Ripudiano violenza, razzismo, guerra e dittatura. Semmai una larga fetta di loro ritiene che si debba giudicare il fascismo nei suoi lati negativi e positivi, senza demonizzazioni; neanche il comunismo fu male assoluto. Molti di loro vorrebbero un giudizio storico più equilibrato, più onesto, più veritiero.

Il vero problema che evitate di vedere non è la persistenza presunta del fascismo nella società italiana ma l’ampiezza dell’area di opinione che non vuol definirsi antifascista e non si riconosce nell’antifascismo. Avete provato almeno una volta a porvi la domanda, senza aggirare le risposte con moduli prestampati e retorica celebrativa? Noi ce la siamo posta e non da oggi. E la riassumiamo così.

Tanti italiani non si definiscono antifascisti perché a loro sembra grottesco usare una definizione che aveva un senso nel ’45, all’età dei loro nonni, quando invece vivono coi pronipoti del terzo millennio. Non si definiscono antifascisti perché a molti di loro sembrerebbe monca, carente una definizione del genere perché così escluderebbero o addirittura assolverebbero altre forme di dittatura, di totalitarismo e di dispotismo, a partire dal comunismo (…) viene loro prescritto, perché non credono al bianco e al nero, hanno conosciuto per vie traverse e quasi clandestine le storie che non si vogliono far sapere, e che riguardano sia il regime, sia i suoi avversari, sia la guerra partigiana e non vogliono schierarsi conoscendo crimini e misfatti di quel tempo e di quei versanti (…)

Senza andare lontano, anzi restando in casa, molti italiani ricordano loro padre, loro nonno fascista e hanno di lui una memoria e un giudizio molto diversi rispetto al mostro dipinto dalla vulgata antifascista (…)

Tanti italiani non si definiscono antifascisti perché reputano balorda, divisiva e riduttiva la rappresentazione storica che ne deriva, con tutta la storia e l’identità del Paese ridotta alla distinzione manichea tra fascisti-antifascisti. Preferiscono attenersi alla realtà e diffidano dell’ideologia.

Tanti italiani non si definiscono antifascisti perché non sono di sinistra e non vogliono avallare il loro gioco politico, non vogliono farsi strumentalizzare, capiscono che serve solo per arrecare danni e vantaggi alla politica presente (…)

Infine, se credete davvero che la storia d’Italia debba cominciare e finire con l’antifascismo, elevato a religione civile, obbligo di leva e perno costituzionale, chiedetevi perché mezza Italia non si riconosce in questo schema. Se dopo tanti decenni di rieducazione, repressione, propaganda e religione civile, mezza Italia e forse più non si riconosce nell’antifascismo, il problema non è della Meloni ma è vostro, di voi antifascisti in servizio permanente effettivo e dell’esempio che avete dato. Diciamolo: avete fallito.

 

Marcello Veneziani

(da “LA VERITA’ del 10 ottobre 2021)

 

NOTIZIE SUL PNRR ?

Passano le settimane e i mesi, ma sul come, quando e da chi far gestire i fondi europei del PNRR è sceso l’oblio. Si tratta di centinaia di miliardi che l’Europa – bontà sua – ci avrebbe destinato a seguito della pandemia, ma dei quali non si sa molto circa la loro effettiva destinazione finale e tanto meno su chi e come effettivamente li spenderà.

Non ne parla più nessuno: silenzio, non disturbate il conducente.

Va bene la fiducia, ma sommessamente – visto che ne va del nostro futuro -  l’Italia dovrebbe avere il coraggio di chiedere pur anche a “Supermario” di avere la cortesia di comunicarci qualcosa…

 

ALITALIA ADDIO

Scusatemi, ma non trovo proprio nulla di romantico nella chiusura di “mamma” Alitalia, non mi allineo ai piagnistei e credo che troppo tardi si è finalmente detto “stop” ad una ininterrotta fonte di sperpero di soldi pubblici.

Alitalia chiude perché è sempre sopravvissuta solo con contributi statali e non era più - da anni - al passo con i tempi, uccisa prima di tutto dalla concorrenza ben più “smart” di chi non aveva sulle spalle un peso intollerabile di costi aggiuntivi, rendite di posizione, personale debordante e raccomandato.

Una Compagnia che si è consumata concedendo centinaia di migliaia di viaggi gratis e buttando via rotte, slot, punti di forza. Una società guidata negli anni da una ciurma di personaggi CHE NON HANNO MAI PAGATO DI PERSONA e che hanno creato e disfatto alleanze, rifiutato sinergie e sacrifici e - prima di tutto - hanno pensato ai propri interessi. Commissari strapagati per il nulla, mentre si consumavano “prestiti ponte” che avevano (hanno) tutte le caratteristiche di aiuti di stato.

Quanti “piani industriali” sono nati e defunti rimanendo solo sulla carta, complice un sindacato che prima di tutto ha difeso solo le proprie rendite di posizione? Quante migliaia di sindacalisti sono cresciuti e vissuti grazie ad Alitalia senza mai lavorare? Quanti parenti di dipendenti sono stati trasportati gratis o a tariffe ridicole?

Non mi aspetto molto dalla nuova compagnia sorta dalle ceneri di Alitalia e che temo perpetui molti equivoci di fondo, certo il contribuente italiano ci ha rimesso fondi spropositati che nessuno gli rimborserà e pensare che se c’è un paese verso il quale il traffico turistico avrebbe permesso un indotto enorme era proprio l’Italia.

 

EGITTO – ITALIA 2 a  0

Dal caso Regeni a Patrick Zaki le figuracce italiane nei confronti dell’Egitto stanno assumendo contorni non solo intollerabili, ma anche di pubblica decenza.

Contiamo zero, non siamo riusciti a combinare nulla, i responsabili dell’omicidio di Regeni sono tuttora sconosciuti, non sappiamo prendere una posizione definita neppure sulla richiesta nazionalità per Zaki. Impotenti, inconcludenti, purtroppo ridicoli.

I rapporti di Amnesty International sull’Egitto sono intanto terrificanti: detenzioni arbitrarie, sparizioni, condanne a morte, discriminazioni religiose, violenze di ogni tipo sono all’ordine del giorno, ma  Europa e Farnesina guardano dall’altra parte. “Verità per Regeni” è scritto su mille striscioni gialli che diventano sempre più sbiaditi. Che vergogna… 

 

UN SALUTO A TUTTI                                                                                 MARCO ZACCHERA   



IL PUNTO   n. 832 dell’ 8 ottobre  2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: - GRAZIE - CENTRO-DESTRA NEI GUAI – TRAPPOLONI – I BULGARI – ENEL GAS E LUCE SOM

 

GRAZIE !

Volevo ringraziare tutte le persone (alcune centinaia) che hanno partecipato alla festicciola per il mio 70° compleanno o che nei modi più diversi da distanza si sono messi in contatto con me. Tra l’altro – e ringrazio particolarmente gli amici rotariani del mio club Pallanza Stresa VCO – sono state raccolte offerte per 3.580 euro a favore del Verbania Center per il costruendo ospedale di Macala (Mozambico).

Ricordo che chi volesse ulteriormente contribuire può farlo tramite versamento sul c/c/b  IT94L0306922401100000002801 (Banca Intesa – Verbania Pallanza), sul conto a me intestato, ma con indicazione “pro VB Center”.

Per me – rivedendo e salutando tanti amici - questo incontro è stato davvero un momento di gioia e condivisione, grazie !!!

 

I GUAI DEL CENTRO DESTRA

I lettori del “Punto” non potranno che darmi atto che ero stato facile profeta: il centro-destra ha perso non solo nei comuni più importanti, ma anche la sicurezza di vincere alle prossime elezioni politiche.

E’ soprattutto Matteo Salvini ad essere finito nei guai, guai grossi. Anche la Meloni lo è, ma Salvini lo è ancora di più perché - comunque si muova - rischia di cacciarsi in guai ancora peggiori. Tutto sarebbe diverso se il premier non fosse Draghi, ovvero il nome più credibile che l’Italia ha sul mercato europeo. Draghi ha un gran seguito nell’opinione pubblica anche tra gli elettori di centro-destra e quindi abbatterlo è pericoloso, oltre che – probabilmente – una sciagura nazionale.

Se Salvini resta al governo rischia di compromettere l’alleanza di centro-destra, indispensabile in vista di una potenziale maggioranza futura, ma se esce dall’esecutivo dimostrerebbe poca credibilità, anche se forse – ovviamente dichiarando il contrario -  vorrebbe unirsi alla Meloni proprio per tentare di recuperare voti di protesta.

Al governo Salvini deve quindi restare, ma o si intesta qualche particolare successo o potrà distinguersi solo alzando la voce per farsi notare, magari bloccando ogni iniziativa politica che – se approvata - lo renderebbero indigesto al proprio elettorato soprattutto sui temi caldi (tasse, gender, immigrazione). Ma se Salvini alza troppo la voce allora dà ragione alla Meloni che dall’opposizione può farlo meglio di lui.

La Lega è quindi costretta a muoversi a strappi con il rischio di dare segnali contrapposti eppure, a conti fatti, non ha perso nelle proprie roccaforti locali, ma piuttosto sembra aver esaurito la spinta propulsiva di due anni fa. Tra l’altro in tutte le grandi città andate al voto domenica c’erano giunte uscenti di sinistra, ma nella percezione collettiva il centro-destra avrebbe comunque dovuto vincere e invece si è visto come andata (con rischio di un KO completo su Roma e Torino).

Un centro-destra quindi in crisi di nervi, perché la stessa Giorgia Meloni non è messa meglio: in questi mesi ha giocato la carta dell’opposizione a Draghi ma nonostante i sondaggi non ha catalizzato grandi successi. Certo, FdI ha ben migliorato le sue posizioni rispetto al passato, ma domenica si è dimostrato che i sondaggi sono teorie ben diverse dalla realtà, soprattutto quando metà degli elettori (tradizionalmente più di destra che di sinistra) se ne stanno a casa se non vengono adeguatamente motivati.

E allora, che si fa? Dalle sconfitte si impara (o si dovrebbe farlo) e la prima cosa che a destra mi sembra invece non si voglia capire è come le candidature proposte a livello locale devono essere sempre credibili o non “tirano”.

Ma se le elezioni amministrative si giocano sui nomi, se non cambia il sistema di scelta dei candidati il centro-destra sarà sempre perdente. Forse che a Milano la partita sarebbe stata identica se tutti avessero puntato da subito su Albertini pungolandolo ad accettare? Forse che a Roma una apertura a Calenda non avrebbe sparigliato le carte visto che comunque amministrare la capitale è un’annunciata epidemia di disastri? Forse che a Torino il povero Damilano non ha dovuto attendere mesi e mesi per avere un sospirato “si” a candidarsi, perdendo però tempo prezioso?  Sono errori che si pagano, soprattutto quando non ci sono quadri di partito sufficientemente preparati e che quindi un candidato a sindaco credibile va scelto spesso fuori dal recinto di casa per avere chances di vittoria.

Ma soprattutto al centro-destra manca una piattaforma serie di idee programmatiche chiare e condivise, indispensabili se nel 2023 vorrà davvero vincere le elezioni.

Una vittoria non più scontata, anche perché il PD (che ben controlla i media) nel frattempo sta recuperando i voti degli ex grillini.

 

IL TRAPPOLONE

Mentre “l’affare Morisi” si sgonfia dopo aver danneggiato l’immagine della Lega vi racconto un inedito che inquadra bene l’ “Affare Fidanza”, altro caso ben costruito per fiocinare la Meloni e Fratelli d’Italia e due giorni dalle elezioni.

Qualcuno ricorderà che anni fa “Le Jene” stazionavano davanti a Montecitorio e - porgendo domande ai deputati di passaggio - facevano fare loro la figura degli idioti.

Personalmente non caddi nella trappola e anzi feci un figurone, ma i fatti – in realtà – cominciavano con una intervista al malcapitato su temi di attualità passando poi a domande con ritmi sempre più veloci su infiniti argomenti diversi saltando da un tema all’altro finchè (almeno di solito) il prescelto si impappinava e andava per frasche confondendo la data della scoperta dell’America con la morte di Napoleone.

La settimana dopo Le Jene proponevano in TV solo un piccolo spezzone dell’intervista mandando in onda praticamente solo la risposta sbagliata e l’interessato faceva appunto una figuraccia, creando anche il sillogismo che tutti (o quasi) i deputati fossero degli ignoranti e dei cretini.

Se da cento ore di filmati selezioni solo dieci minuti con la volontà specifica di mettere una persona in cattiva luce credo che sarà infilzato anche Papa Francesco (anzi, soprattutto Papa Francesco) perché volendo si sarà estrapolato il senso delle cose.

E’ il caso dei contributi in “nero” per il malcapitato on.le Carlo Fidanza (che resta un mio amico): se in più occasioni sotto false vesti proponi a chiunque di dare un “aiutino” in nero – ma non è un reato istigare a delinquere? - prima o poi l’interessato accetterà: basterà poi mandare in onda solo quello spezzone (e non magari numerosi precedenti rifiuti) e a tutti i teleutenti sembrerà uno scandalo, esattamente come era l’obiettivo della trasmissione. Parliamoci chiaro: sono cose riprovevoli e sbagliate, ma alzi la mano chi in vita sua non ha accettato di evitare una ricevuta fiscale emessa dal dentista, dall’idraulico o anche solo per una cena, in cambio – ovviamente -  dello “sconticino”.

E’ chiaro che ben diversa è la questione se viene generalizzata, ma allora le sponsorizzazioni “ufficiali” a questo o quell’evento di partito non sono forse un modo elegante per arrivare di fatto allo stesso scopo? Su Rai 3 in questi giorni Bianca Berlinguer pontificava, ma nessuno gli ha chiesto delle tangenti che il PCI di suo padre aveva istituzionalizzato per lavorare con i paesi dell’Est ? E qualcuno ricorda quanto l’affare MPS sia costato ai contribuenti per aiutare indirettamente il PD ?

Circa invece la questione “nostalgici” e i vari “baroni neri” bisogna scegliere: o si tagliano i contatti con certa gente che al 99% fa millantato credito o prima o poi si finisce nei guai. Però è anche ora di dire “basta” a questo pseudo antifascismo da salotto che a 78 anni dalla fine del regime ancora imperversa a reti unificate affibbiando a comando patenti di “buoni” e “cattivi”. Guardino piuttosto Lor Signori al colore delle dittature di OGGI e ne prendano le distanze, cosa che invece ben si guardano dal fare. 

Infine un tema che il centro-destra distratto sembra si sia dimenticato di sollevare: la par condicio, come per la candidatura di Enrico Letta a Siena

Tutti sappiamo che il candidato era pure il segretario del PD, ma non trovo corretto che sia passato in TV mille volte di più del suo sconosciuto avversario che di nome faceva Tommaso e con un cognome che neppure si ricorda più. Nessuno voleva (e poteva) imbavagliare il PD, ma le regole sono chiare: per il partito poteva parlare qualcun altro, ma non proprio il segretario-candidato che ha così violato platealmente non solo lo spirito, ma direi anche la sostanza della legge. Quando alla fine (come a Siena) vota solo un terzo degli elettori anche questa questione della equa visibilità è cosa che conta.

 

LINEA NOVARA-DOMODOSSOLA

Troverei corretto che si desse più spazio a quei sindaci che si ripropongono e al secondo mandato ottengono maggioranze “bulgare” dimostrando quindi di aver lavorato bene.

Nella nostra zona ALESSANDRO CANELLI (Lega) a Novara ha preso il 69,6% dei voti, LUCIO PIZZI (civica di destra) a Domodossola ha raccolto il 74,8%. Complimenti davvero meritati!

  

ENEL GAS E LUCE

Basta, non se ne può più! Solo nella giornata di ieri ho ricevuto 4 telefonate da “Enel gas e luce” che da diverse parti d’Italia propone continuamente  nuovi contratti. Sono stufo: chi ha dato loro il permesso di scocciarmi in ogni momento, chi gli ha venduto il mio numero, perché non esiste una norma VERA sulla privacy con la possibilità di bloccare i venditori fastidiosi? Sarebbe ora che qualche “autority” (visto quanto ci costano questi inutili baracconi) cominciasse a pretenderlo.

 

Un saluto a tutti                                                      MARCO ZACCHERA                         





IL PUNTO   n. 831 del  1 ottobre   2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

 

SOMMARIO: - INVITO – DRAGHI SANTO SUBITO – PADRE NOSTRO NEGATO  - IL MOSTRO DI RIACE

 

ATTENZIONE: UN INVITO  ( VERO!)  AI  LETTORI

Come ricordato la scorsa settimana, visto che mi avvio a compiere 70 anni ho pensato di festeggiarli insieme alle persone che conosco invitando  ad un aperitivo

GIOVEDI’ 7 OTTOBRE dalle 18.30 alle 20 presso i vivai della “Compagnia del Lago”, Via della chimica (zona industriale) Verbania Fondotoce.

Tutti i lettori del PUNTO sono quindi invitati: sarà un appuntamento alla buona, ma mi auguro partecipato ed allegro.

Se qualche lettore non della zona volesse fermarsi a pernottare mi contatti, prego però tutti coloro che volessero intervenire di rispondermi al più presto iscrivendosi tramite il sito   eventimarcozacchera@gmail.com

Oppure tramite https://www.eventbrite.com/e/biglietti-voglio-invitarvi-al-mio-compleanno-marco-zaccherai-miei-primi-70-anni-172559759887

Questo per rispetto alle vigenti norme Covid ma anche perché per motivi organizzativi devo capire quanti più o meno interverranno (mi auguro numerosi). Saremo all’aperto, ma in caso di pioggia ci sarò uno spazio coperto.  Quindi, vi aspetto  (e non portate regali)!!

 

DRAGHI SANTO SUBITO

 

Credo fosse corretto andare a votare la scorsa primavera, ma anche che l’Italia abbia avuto comunque molta fortuna nel momento in cui Mario Draghi ha accettato di formare il governo.

Sette mesi dopo il debutto dell’unico nome italiano rimasto credibile a livello internazionale - soprattutto a confronto con la nullità del suo predecessore Conte -  credo che si debba davvero ringraziare la nostra buona stella.

Draghi ha portato all’Italia una luce di serietà nonostante la sua maggioranza variopinta che il premier lascia sfogare nei litigi quotidiani salvo poi tirare le redini e in gran parte decidere con la propria testa, ovvero con buonsenso.

Certo Draghi rappresenta il mondo economico e finanziario con tutti i suoi difetti, ma è una garanzia di efficienza e – mi sembra – di assoluta correttezza personale.

Alcuni aspetti della sua personalità (come il voler apparire il minimo possibile sui media, non dare spazio a polemiche, la rinuncia ad emolumenti ecc.) lo distinguono in positivo dalla quotidiana corrida politica.

Giocano a creare un clima a suo favore anche la osannante stampa quotidiana e gli yesman che lo coccolano spingendolo sulla cresta dell’onda, oltre ad un’ottima capacità di depistare le attenzioni sui molti problemi incombenti, anche per Avere maggiore libertà di movimento .

Nessuno per esempio si chiede cosa stia effettivamente avvenendo a proposito del PNRR, oppure su chi gestirà le imponenti risorse europee, chi e come manterrà le promesse fatte a Bruxelles… Ma intanto cresce la fiducia e si è avviato un processo virtuoso che – sia o meno vero, sicuramente è enfatizzato - avvolge positivamente l’intera nazione dopo mesi di crisi spaventosa.

Non è quindi Draghi a preoccupare, ma piuttosto la sua maggioranza rissosa ed eterogenea che - fosse lasciata a sé stessa -  si scontrerebbe su tutto e che presenta una squadra di ministri in alcuni casi sinceramente limitata e problematica.

E’ infatti cambiato il capitano, ma non buona parte dell’equipaggio: penso ai vari Speranza, Di Maio, alla stessa Lamorgese e ad altri ministri del tutto sconosciuti. Una squadra di comparse a volte inquietante e qualitativamente ben lontana dal leader, con ben poche eccezioni (Giorgetti, Guerini, Garavaglia...).

Abile è comunque Draghi a disinnescare le polemiche di facciata, a non prendere posizioni personali in contrapposizione ai singoli spicchi di maggioranza, a “tagliare e sopire” in stile andreottiano la quotidiana zuppa delle polemiche che occupano gran parte delle cronache, soprattutto quando mancano fatti concreti.

Adesso è scoppiata la questione di Draghi al Quirinale visto che Mattarella scadrà nel prossimo febbraio. Non c’è dubbio che il Mario nazionale sarebbe un ottimo Presidente della repubblica, ma chi poi siederebbe a Palazzo Chigi?

Le elezioni sono già previste nel 2023, una elezione di Draghi al Colle porterebbe con ogni probabilità il paese alle urne un anno prima.

Una vittoria del centro-destra è plausibile - ammesso e non concesso che non cambi il sistema elettorale - ma è meno certa di qualche mese fa e temo che la sconfitta alle prossime amministrative lascerà pesanti strascichi.

Ma immaginiamo che il centro-destra vinca davvero: chi metterebbe a Palazzo Chigi? Credo che ricomincerebbero i veti incrociati e immediatamente la guerra su tutto, con le consuete polemiche, gli attacchi della sinistra e della stampa, i veleni, la magistratura sul piede di guerra… insomma la solita inconcludente rissa quotidiana.

Pensiamoci, perché forse è meglio per l’Italia che ci teniamo un Draghi operativo per un altro anno con lo spento Mattarella sul Colle (che in “prorogatio” non può fare grandi danni) e questo almeno finchè non avremo la pandemia alle spalle e il PNRR decisamente impostato. Non dimentichiamoci che un minuto dopo che un leader di centrodestra ottenesse la fiducia, a Bruxelles comincerebbero a storcere il naso e a mettere i bastoni tra le ruote ad un governo non omologabile all’andazzo comunitario.

Insomma: rinnoviamo “a termine” Mattarella e poi mettiamoci Draghi, ma che almeno passi la mano a qualcuno in grado di continuare il suo lavoro.

Certo ci sarebbe un’altra soluzione, lasciatemela coltivare almeno come speranza da uomo di destra: eleggere un uomo (o donna) degno al Quirinale, con Draghi ancora leader al governo, ma con una maggioranza che emargini la sinistra velleitaria, il PD e le macerie del M5S ed abbia quindi una chiara linea politica sulle questioni importanti. 

Draghi è di destra o di sinistra? Non ve lo dirà mai, ma è un vero leader che ovviamente tiene un profilo più concreto che politico dribblando su molti temi e potrebbe essere rappresentante sia di una destra socialmente illuminata che di una sinistra moderata pragmatica. Certo a sostenerlo dovrebbe esserci una maggioranza che dia slancio economico al paese e – guidata da mano ferma – concretizzi finalmente quelle riforme che ci siamo impegnati a fare, ma che non arrivano mai perché sono necessarie quanto impopolari.

Purtroppo non vedo oggi un leader di centro-destra capace di avere contemporaneamente autorevolezza, capacità tecniche e leadership internazionale: datemi un nome e ve ne sarei grato.

E la questione di Draghi al Quirinale? C’è tempo, in fondo ha “solo” 73 anni, quindi può fare il presidente… la prossima volta!

 

IL PADRE NOSTRO NEGATO

Non mi ha indignato la notizia che una maestra abbia interrotto la cerimonia di inaugurazione di una scuola in Friuli quando il parroco, dopo un discorso di assoluta apertura e condivisione, ha accennato a recitare il “Padre Nostro”, ma piuttosto il silenzio dei presenti – autorità regionali comprese – che non l’hanno subito zittita.

Per me questo episodio è stata una offesa a milioni di persone che in Italia ancora (e per fortuna) ritengono che non ci sia nulla di male né di dividente nel recitare pubblicamente una preghiera. Siamo diventati così timorosi di tutto da accettare che una singola persona offenda il sentimento della maggioranza in nome della “santa laicità“ e nessuno che più batta ciglio.

Certo, sono poi seguiti i “post” di critica, ma nessuno in quel momento specifico si è alzato a dire “La smetta, se non le garba se ne vada, io gradisco il Padre Nostro e quindi si vada avanti”. Quell’attimo fatale in cui si prendono le decisioni di fondo, radicali, chiare, che magari segnano un’esistenza e fanno la differenza tra le persone coerenti e i paparaqua.

No, invece, tutti zitti (stando almeno alle cronache) e men che meno che qualcuno abbia poi chiesto qualche sanzione per la “maestra rossa”.

Chissà quanti avrebbero voluto farlo, ma in quel momento NON l’hanno fatto, non hanno preso la parola, non hanno criticato l’insegnante. Perché i presenti sono stati tutti così zitti e codardi? Per il timore di andare controcorrente, di esporsi, di essere additati come retrogradi reazionari, oppure cattolici integralisti o “fascisti” (ovviamente)…insomma, per non avere “rogne”.

Se fossi il genitore di un alunno di quella maestra mi porrei il problema al contrario sollevando il quesito di fondo: “Desidero che mio figlio abbia anche una istruzione religiosa, una insegnante che gliela nega imponendo il suo punto di vista impedisce anche un mio diritto”. Ecco comunque un altro esempio lampante di perché il nostro Paese perda le sue radici e i suoi valori di comunità.

 

IL MOSTRO DI RIACE (QUALCOSA NON QUADRA)

L'ex sindaco di Riace, Domenico Lucano, "uomo simbolo" nella accoglienza ai migranti è stato condannato a 13 anni e due mesi di reclusione nel processo "Xenia", svoltosi a Locri sui presunti illeciti nella gestione dei migranti. Lucano era imputato di associazione per delinquere, abuso d'ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d'asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e la sentenza è stata presa dopo 4 giorni di camera di consiglio raddoppiando la pena chiesta dal PM.

Qualcosa comunque non quadra: o Lucano è una vittima innocente e i giudici sono degli abominevoli razzisti che l’hanno condannato a una pena superiore a quelle in uso perfino per i delitti di mafia o effettivamente a Riace anzichè aprirsi all'accoglienza giravano soldi sporchi che coprivano altri obiettivi. Mai come questa volta sarà interessante leggere le motivazioni di una sentenza francamente poco comprensibile, intanto l’Italia ha una nuova icona di martire.

 

Un saluto a tutti                                                                               MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   

n. 830 del  24 SETTEMBRE   2021

 di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

 

SOMMARIO: - INVITO – SCONFITTA ANNUNCIATA – IL DILETTANTE PUTIN -  SOLIDARIETA’ – OMICIDIO ITALIANO   

 

ATTENZIONE: UN INVITO AI  LETTORI

Visto che mi avvio a compiere 70 anni ed ho pensato di festeggiarli insieme alle persone che conosco invitandovi tutti ad un aperitivo

GIOVEDI’ 7 OTTOBRE dalle 18.30 alle 20 presso i vivai della “Compagnia del Lago”, Via della chimica (zona industriale) Verbania Fondotoce.

Tutti i lettori del PUNTO sono quindi invitati: sarà un appuntamento alla buona, ma mi auguro partecipato ed allegro.

Se qualche lettore non della zona volesse fermarsi a pernottare mi contatti, prego però tutti coloro che volessero intervenire all'aperitivo del 7 ottobre a rispondermi al più presto iscrivendosi cliccando qui

Questo per rispetto alle vigenti norme Covid ma anche perché - per motivi organizzativi - devo capire quanti più o meno interverranno (mi auguro numerosi). Saremo all’aperto, ma in caso di pioggia ci sarò uno spazio al coperto.  Quindi...Vi aspetto !!

 

SCONFITTA ANNUNCIATA

Credo che il centro-destra si avvii ad una cocente sconfitta elettorale nelle prossime elezioni amministrative, almeno nelle grandi città che peraltro - è giusto ricordarlo – sono già oggi tutte amministrate dal centro-sinistra o dai 5 Stelle.

La sconfitta sarà mitigata al primo turno con qualche accesso ai ballottaggi che temo però verranno poi persi al secondo turno.

D'altronde difficile aspettarsi di meglio se una città come Milano, dove il centro-destra è politicamente maggioranza, è stata abbandonata per il comune “senza combattere” in modo del tutto deludente, dopo aver tirato avanti per mesi, in modo quasi grottesco, la ricerca di un candidato-Cireneo che poi è stato più o meno lasciato a sé stesso, come da avvilenti cronache dei giorni scorsi.

Diversa (per fortuna) la situazione nelle città medio-piccole, soprattutto là dove c’è qualche amministratore in gamba che è in grado di raccogliere consensi personali prima ancora che politici.

Passano gli anni e i decenni, ma sembra che le elezioni amministrative non interessino troppo ai vertici della presunta coalizione di centro-destra che hanno impiegato mesi a scegliere i candidati partendo ovunque in netto ritardo, senza alcun metodo di selezione e soprattutto senza voler mai consultare i cittadini nelle “primarie” come da tempo – magari anche demagogicamente – ha invece imparato a fare la sinistra che anche su queste pre-campagne elettorali costruisce i propri successi.

Se a destra si continuerà a non capire come sia soprattutto nelle amministrazioni locali che si costruiscono le classi dirigenti del domani è evidente che non si sarà mai in grado di gestire il paese nel medio e lungo periodo.  E’ triste constatarlo, ma purtroppo è proprio così e sembra quasi un limite mentale, oltre che politico.  

 

PUTIN? UN DILETTANTE!

Non ci sono più i dittatori di una volta. Se il “cattivo” presidente Putin per l’elezione della Duma russa riesce a raccattare più o meno solo il 50% dei voti, che razza di dittatore è ?

Si dimostra solo un dilettante allo sbaraglio perché altrimenti bisognerebbe ammettere che in Russia ci saranno pure trucchi elettorali, ma un certo dissenso evidentemente è permesso visto appunto i risultati.

Niente da fare, per trovare un dittatore serio bisogna scomodare l’amicone del nostro ministro degli Esteri Giggino Di Maio e del M5S, il “democratico” presidente cinese Xi Jinping che almeno fa le cose seriamente. Non per niente ha ottenuto 2969 voti per la sua rielezione da parte della Assemblea Nazionale del Popolo su 2969 votanti (quindi si è auto-votato anche lui, non si sa mai). Già che c’erano, oltre che Presidente della Repubblica Popolare Cinese l’hanno eletto anche segretario del partito comunista e comandante supremo delle forze armate. Democraticamente, si intende.

 

SOLIDARIETA' A TERZI, PERSONA SERIA

Ci hanno raccontato che il "metodo Palamara" era proprio di una sola persona.

Non è vero: è un cancro che corrode dal di dentro la nostra Magistratura e per questo sento il dovere di esprimere la mia solidarietà al dott. Massimo Terzi, presidente del Tribunale di Torino e prima ancora di quello di Verbania. E’' una persona che conosco bene e che stimo, non mi interessa se il dott. Terzi sia persona di sinistra o meno, so che ha fatto sempre coerentemente e bene il Magistrato.

Terzi si è dimesso cinque anni prima del ritiro per limiti di età giustamente offeso per essere stato bocciato alla carica di presidente della Corte d'Appello di Milano, carica che gli spettava per titoli ed anzianità. A lui è stata preferita altra persona con meno titoli solo per combine di correnti e pressioni più o meno evidenti, legate al fatto che Terzi non risulta essere iscritto a correnti interne alla Magistratura e quindi fuori da politiche di schieramento. 

Un atteggiamento vergognoso da parte del CSM che evidentemente ha ancora l'arroganza e la possibilità di usare metodi misteriosi nella scelta dei candidati senza rispondere a nessuno e piegandosi alla lottizzazione delle correnti.

….

Intanto, nel verminaio generale, Davigo aveva passato al “Fatto Quotidiano” l’elenco dei presunti iscritti alla loggia massonica “Ungheria” come replica agli attacchi e presunti insabbiamenti del procuratore di Milano Francesco Greco e che ora, ,pubblicati  diffamano mezzo mondo.

Intanto, a sua volta, Greco è stato virtualmente sfiduciato da 56 dei suoi collaboratori su 64 e la “rossa” procura milanese vede mettere sotto inchiesta molti suoi componenti, mentre a Roma il Procuratore Capo è stato dichiarato per cinque volte abusivo dal Tar e dal Consiglio di Stato, ma resta fermo al suo posto come un paracarro.

D'altronde, quando le statistiche ci dicono che il 70% dei reati non risultano neppure istruiti e cadono in prescrizione, è evidente lo strapotere dei PM che - di fatto - possono liberamente decidere chi inguaiare e chi invece salvare.

Insomma non è cambiato e non cambia niente, nell'assordante silenzio della ministra Cartabia e del governo, con il presidente Mattarella che come sempre sta appollaiato sul trespolo a parlare dei massimi sistemi, ma non ha mai il coraggio di prendere posizioni chiare e soprattutto azioni conseguenti. In questo clima, come possono gli italiani avere fiducia nella imparzialità e preparazione dei propri giudici?

Vale la pena di ricordare una famosa dichiarazione del fu Presidente della Repubblica Francesco Cossiga che voleva mandare al CSM persino i carabinieri e diceva: «La riforma della giustizia si farà solo quando i magistrati si arresteranno tra loro.”

 

OMICIDIO ITALIANO

“Facciamo una CALL dopo il MEETING, ma scegliamo una LOCATION , ok? Accedi tramite il DEVICE, vai nel DOWNLOAD dell’APP e mostra il CODE. Ci sarà una CONFERENCE  introdotta dallo SPEECH del COMMUNITY MANAGER che come SPIN OFF parlerà della MISSION delle START UP e dei nuovi STAKEHOLDER per i PLAYERS di mercato. Il MEETING è aperto anche ai PART TIME e ai FREELANCE, mentre il CEO spiegherà poi come raggiungere i TARGET del BRAND dandoci una DEAD LINE. Seguirà un LIGHT DINNER,  ma  ALL YOU CAN EAT. “

Ma volete spiegarmi perché sia necessario usare tante parole inglesi quando spesso sarebbero più brevi, semplici e chiari gli stessi concetti espressi in italiano?

Mi dà sui nervi che proprio il mondo politico e di governo deve poi spesso coprire il nulla con una serie di parolone rigorosamente anglofone e tra l'altro spesso pronunciate a sproposito.

Perché mai poi leggi e regolamenti non devono essere scritti in italiano con termini e concetti espressi nella nostra lingua? Se continuiamo a ridurne l’uso è evidente che progressivamente perderemo il nostro ruolo di lingua riconosciuta anche a livello europeo. Rivendico il mio diritto-dovere di parlare e scrivere, per quanto possibile, nella “mia” bella lingua italiana.

 

Un saluto a tutti                                                                              MARCO ZACCHERA   





IL PUNTO   n. 829 del  17 SETTEMBRE   2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

 

A RICHIESTA DI MOLTI LETTORI CON QUESTA SETTIMANA “IL PUNTO” RIPRENDE ANTICIPATAMENTE LE SUE PUBBLICAZIONI CON CADENZA SETTIMANALE,  DI NORMA IL VENERDI’.

RICORDO CHE IL CONTENUTO DEI PEZZI E’ LIBERAMENTE RIPRODUCIBILE,  MA E’ SEMPRE GRADITA L’INDICAZIONE DELLA FONTE.

UN PARTICOLARE GRAZIE AI LETTORI CHE VORRANNO INVIARMI INDIRIZZI MAIL DI LORO CONOSCENTI PER ALLARGARE LA PLATEA DEGLI AMICI DE “IL PUNTO” :   PIU’ SIAMO, PIU’ CONTIAMO !

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SOMMARIO: - CARO NO VAX - LIBERTA’ - CROCEFISSO DEMOCRATICO – I COSTI DELL’ENERGIA – LO SCIPPO DELL’ASSESSORA

 

CARO NO VAX

Caro “No Vax” non pretendo di convincerti, ma vorrei farti leggere i messaggi che ricevo da tante parti del mondo, dove i vaccini in pratica ancora non ci sono.

Dal Nicaragua allo Sri Lanka, dall’India alla Cambogia, girando il mondo ho conosciuto tante persone e spesso sono rimasto in contatto con loro. Tutti quelli che vivevano di turismo da quasi due anni sono alla fame perché non arriva più nessuno. Non solo i proprietari o i dipendenti degli hotel, ma i piccoli commercianti, gli autisti, gli artigiani, le guide, i tour operator: è stata la loro completa rovina economica, ma anche quella fisica perchè non ci si può vaccinare, quindi non si può di fatto ancora circolare, i prezzi degli alimentari sono alle stelle, i mercati vuoti.

Si vaccinerebbero al volo, se potessero, per cercare almeno di andare a lavorare da qualche parte.

Quando ti lamenti tanto per la presunta mancanza di libertà, pensa per un attimo a chi questa libertà non ce l’ha, ma nel senso che neppure volendo può essere vaccinato. Il vaccino è cosa da mondo dei “ricchi”, gli altri muoiono e basta…  Anche per il Covid si allarga il divario economico nel mondo.

 

LIBERTA’ INFORMATICA

Nel caos dei decreti, delle dichiarazioni e delle polemiche su vaccinazioni e greenpass si continua ad invocare la “libertà” del non vaccinarsi. Non concordo, ma mi chiedo quante altre “libertà” siano allora violate ogni giorno sulle quali nessuno però mai obietta qualcosa.

Per esempio invoco la libertà dalla schiavitù che sono diventate   APP – PIN – SPID – PASSWORD ecc. 

Fino a prova contraria non mi risulta che non sia un obbligo costituzionale ad essere dotati, per esempio, di un telefonino evoluto. Certamente , mala “semplificazione informatica” può essere util INVOCO LA LIBERTA’ DI AVERE SEMPRE E COMUNQUE ANCHE LA POSSIBILITA’ DI ACCEDERE AI SERVIZI PUBBLICI SENZA DISPORRE DI QUESTA APPARECCHATURE.

Milioni di anziani non sono esperti in queste cose, non hanno dimestichezza con i codici e troppe volte anche il Covid è preso a scusa per NON DARE SERVIZI AI CITTADINI. Come una volta gli analfabeti perdevano di fatto i loro diritti, così oggi i “semi-analfabeti informatici” sono emarginati. 

 

CROCEFISSO DEMOCRATICO

E’ stata molto interessante la sentenza della Cassazione sull’esposizione del Crocefisso nelle aule scolastiche che non sarà più obbligo, ma frutto di una decisione a maggioranza “variabile” degli utenti, equiparandolo ad altri simboli religiosi sul piano della parità e della laicità dello stato.

Non entro nel garbuglio giuridico dal quale i Supremi Giudici riescono ad uscire con una sentenza più o meno pilatesca che può essere interpretata in modo diversi e contrapposti, resta il fatto che è un esempio in più per sottolineare come la demolizione della autocoscienza di appartenenza prosegua a pieno ritmo.

Alla fine non si nega l’esposizione di un crocefisso che un docente musulmano aveva contestato, ma si permette che nell’aula ci siano anche altri simboli religiosi per accontentare tutti. Un principio democratico, ma che sottolinea come di fatto il nostro paese è sempre pronto a rinunciare alla propria identità storica in nome della democrazia, ma non impone agli altri di uniformarsi. E’ un bene?

In una piazza della mia città da un paio di mesi è visibile spesso una famiglia musulmana “integralista” composta da un gruppo di donne circondate da una nidiata di figli che ostentano un burqua nero integrale dal quale traspaiono solo gli occhi. Nessuno si permette di contestare il loro abbigliamento, ma perché non si dovrebbe chiedere l’esposizione almeno del volto e non solo per motivi di sicurezza?

A quali pressioni sono forse sottoposte quelle donne per andare in giro vestite così? Condividono la scelta, oppure è stata a loro imposta? Se l’abbigliamento è imposto, una società laica non dovrebbe “liberarle” ? Le democratico-femministe locali non risultano in merito interessate alla questione.

Ma il vero quesito che pongo è come si possa volere  l’ “integrazione” se si preferiscono (e permettono) comportamenti di assoluta spaccatura con l’ambiente e con la comunità. Consentendo quegli abiti visibilmente intorno a quelle donne si costruisce un muro, non i ponti che vengo sempre invocati.

Questo atteggiamento è proprio curioso: noi dobbiamo spossessarci dell’identità per “aprirci”, gli altri possono restare “chiusi” e nessuno li critica, anzi, viene criticato – e magari definito razzista - chi (come me) solleva il problema

Tutte queste domande si concretizzano poi in tutta una serie di paradossi mentre ci facciamo sempre molti scrupoli di “politicamente corretto” , ma con i media che non chiedono mai agli altri di avere verso i nostri costumi un minimo di reciprocità.

Vale soprattutto nei confronti del mondo musulmano verso il quale i vertici della Chiesa cattolica sembrano vivere una condizione di inferiorità psicologica incredibile ed ingiustificata. Ribadisco: non si deve odiare nessuno, tantomeno il “diverso”, ma perché non si deve avere il “coraggio dell’appartenenza” denunciando anche i soprusi altrui verso i cristiani in una infinità di circostanze, così come le assurdità di tanti comportamenti islamici integralisti?

Non basta condannare il kamikaze di turno o genericamente la violenza visto che le comunità islamiche anche italiane tacciono sempre sulle questioni scostanti. Avete forse sentito qualche iman italiano condannare quanto è avvenuto in Afghanistan o la discriminazione delle donne, la loro separazione nelle scuole o il nuovo avvento della sharia?

Sia questo allora anche un modestissimo  “post” anche per Papa Francesco che è giustamente attentissimo ai Rom e ai rifugiati, ma su questi temi e sulla persecuzione contro i cristiani nelle aree islamiche o in Cina  – purtroppo – sembra sorvolare.

 

I COSTI DELL’ENERGIA

Aumenta il costo dell’energia (soprattutto il gas) e il conseguente travaso sulle bollette diventa sensibile. Forse è però il sistema migliore per capire come anche questi siano gli effetti della tanto decantata “transizione ecologica” di cui l’Europa si riempie la bocca e si svuota le tasche.

A tutti piace il green, che i ghiacciai che non si sciolgano così i poveri orsi bianchi non avranno più stress, ma poi – alla prova dei fatti –  l’ambiente viene violentato e sprecato nella maniera più stupida, assurda, inutile e con un disastro ambientale forsennato cui il mondo assiste impassibile.

Nessuno si chiede come mai i costi delle materie prime salgano alle stelle, quali siano le geo-politiche che ci stanno dietro con una Cina che sta acquistando, sfruttando e poi distruggendo tutto, come un enorme formicaio sostanzialmente senza regole eternamente affamato di tutto (soprattutto di energia), ma senza minimamente avere quella consapevolezza ecologica che purtroppo è solo di una piccola parte del mondo.

Insisterò invano, ma resta folle non voler studiare più a fondo i potenziali sviluppi dell’energia nucleare civile, così come l’energia elettrica non è “green” di per sé, ma dipende da come viene prodotta. Si devono mettere regole certe e per tutti a livello mondiale perché l’Amazzonia non è solo un bene brasiliano, così come l’Africa non può diventare un deserto cinese.

In un bilancio mondiale non ha senso spendere risorse per ridurre emissioni dove già sono controllate e limitate se poi si lascia continuare ad inquinare senza tregua in altre parti del mondo con risultati generali devastanti. Vale per l’energia, la pesca, l’acqua, le materie prime. Se non si fanno rispettare delle regole generali di risparmio ed utilizzo ottimale il mondo non vivrà di demagogia e bei discorsi. Chi controlla e  controllerà il mercato dell’energia come sempre controlla e controllerà il mondo, sia dal punto di vista economico che politico.

 

LO SCIPPO ALL’ASSESSORA

L’assessore alle politiche culturali di Torino, Francesca Leon, è stata scippata sotto casa e l’episodio ha meritato qualche pezzetto di cronaca data la notorietà del personaggio. Solidarietà all’assessora, ovviamente, sottolineando però che per lei si è trovato spazio in cronaca, mentre non si parla mai dei tanti scippi “normali” che a migliaia si ripropongono quotidianamente nelle nostre città.

Scippi, furti, violenze, danneggiamenti, degrado, sporcizia, spaccio: se ne parla poco in campagna elettorale, eppure le città che vanno al voto hanno tanti quartieri dove la legalità è solo formale, con aree intere che sono in mano alla delinquenza, spesso “etnica” o “interetnica”. A New York ai primi del ‘900 la chiamavano “mafia italiana”, ma noi della “mafia nigeriana” imperante in Italia sappiamo poco o nulla e neppure fa figo parlarne.

Il danno fisico ed economico e la mancanza di sicurezza quotidiana per i “cittadini semplici” non fanno infatti mai notizia, anzi, disturbano il mondo progressista.

La Leon – quella scippata - ha molto insistito in passato sui pregi dei “quartieri multietnici”, che sono poi sono quelli conciati come troppe volte abbiamo tutti sotto gli occhi. Chissà se, subendo di persona la violenza proprio da un immigrato, non si sia chiesta se certe politiche “progressiste” non abbiano contribuito a portare le città a questo generale degrado.

Probabilmente in pubblico non lo ammetterà mai, ma io credo che dentro di sé un po' ci abbia pensato…

 

Un saluto a tutti                                                                                  MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 828 del   9  SETTEMBRE   2021

 di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: VACCINI ED INFORMAZIONE  - IL BUONSENSO DI DE LUCA – MONOPATTINI KILLER – IPOCRISIA ATOMICA – RIFLESSIONE POST KABUL

 

Ai lettori!

Visto che d’estate non si devono disturbare troppo i lettori, come ogni anno IL PUNTO si prende ancora un po' di relax e per settembre uscirà ancora  ogni dieci giorni circa anziché settimanalmente riprendendo l’uscita periodica del venerdì a partire dal numero del 1 ottobre .

 

VACCINI E INFORMAZIONE

Ho ricevuto molte critiche per aver scritto che credo indispensabile estendere la platea dei vaccinati al massimo possibile ed alcuni – sdegnati – hanno sospeso per protesta, cancellandosi, la lettura delle mie note. Padronissimi, anche se mi dispiace: siamo arrivati al punto che esprimere con pacatezza un parere equivale essere “al soldo” (!?!?) delle multinazionali farmaceutiche che (se qualcuno ha un po' di memoria) ho attaccato per mesi da queste pagine, compreso l’atteggiamento dell’Europa e dei governi succubi che hanno siglato contratti più o meno misteriosi con questi centri di potere che possono controllare la salute del pianeta con profitti immensi..

Quello che voglio ribadire con forza è che -  proprio per uscire dalle interpretazioni, polemiche pro/no vax e su tutte le speculazioni politiche che ci stanno dietro - sarebbe ora che ogni giorno fossero forniti dei dati CERTI (e verificabili) su:

a) quanti siano quotidianamente i ricoverati divisi tra vaccinati e non vaccinati, quanti i morti delle due categorie e quanti i rispettivi contagiati

b) quanti siano i casi di conseguenze gravi su vaccinati per patologie conseguenti al vaccino in totale e in percentuale sulle vaccinazioni effettuate.

Tutto qui: quattro numeri e basta che credo potrebbero chiarire gran parte dei dubbi di chi - nella babele delle reciproche accuse - non capisce più se sia conveniente o meno vaccinarsi, cosa che credo sia necessaria

POSSIBILE CHE QUESTI DATI COSI’ SEMPLICI NON POSSONO ESSERE PRESENTATI CON CHIAREZZA ALL’OPINIONE PUBBLICA?

Altre sono poi le questioni che si continuano a non chiarire a cominciare dalle spese della protezione civile nell’emergenza, un rendiconto sulla fine che hanno fatto i fondi delle sottoscrizioni, gli sprechi per i banchi a rotelle o gli acquisti di milioni di mascherine cinesi. Su questo perché tutti non chiedono trasparenza?

 

IL BUONSENSO DI DE LUCA

Spesso mi chiedo se il governatore della Campania Vincenzo De Luca sia una macchietta che fa il verso a Crozza (e viceversa)  o se – nella sua unicità – abbia il grande merito di parlare senza peli sulla lingua dicendo apertamente quello che pensa, fregandosene di spararle grosse anche contro il PD (suo partito) e chiunque sia al governo .

Propendo per la seconda ipotesi: come non ritrovarsi con le (sagge) parole di de Luca che al Festival dell’Unità di Bologna (il giornale è morto, ma i suoi festival restano) è sbottato «Certo che dobbiamo difendere i diritti, ma il il Ddl Zan così com'è non lo avrei votato. Ma davvero pensate che alle elementari facciamo la giornata di riflessione sull'omotransfobia? Ma andate al diavolo!...». Preferisco un De Luca sfrontato ma diretto ai maneggi di Letta che arzigogola e poi – pur segretario del PD - preferisce candidarsi a Siena alla Camera addirittura senza il simbolo del suo partito per paura che la gente altrimenti non lo voti ricordando i rapporti incestuosi  PD-Monte dei Paschi: quanta ipocrisia! Solo per questi calcoli elettorali (e la vergogna di quanto il MPS sia costato agli italiani) Letta meriterebbe una solenne trombatura. Intanto, però, dopo mesi di polemiche proprio la legge ZAN è sparita dal periscopio politico, esattamente un minuto dopo che il PS si è scoperto in minoranza parlamentare in argomento. Meglio tardi che mai.

 

MONOPATTINI KILLER

C’è voluto l’ennesimo morto a Sesto San Giovanni (il quinto dell’anno) per sollevare il problema della pericolosità dei monopattini sia per chi li usa (servirebbe almeno il casco) che per chi se li vede spuntare da ogni parte e circolare di notte senza fari o fanalino posteriore. E’ un bel problema nato dalla forsennata volontà “ecologica” di moltiplicarne l’uso (con relativi contributi green) senza una normativa chiara del codice della strada. Meglio la vecchia bicicletta (che se non è elettrica non consuma e fa anche meglio alla salute) che non il business – pericoloso – dei monopattini-spider che oltretutto poi vengono abbandonati ovunque in giro per le strade.

 

IPOCRISIA ATOMICA

Il ministro Roberto Cingolani si è lasciato scappare una "gaffe"...atomica, ovvero ha affermato che si stanno sviluppando studi per una nuova energia atomica "pulita" di quarta generazione che potrebbe in futuro dare garanzie ecologicamente più serie che non le attuali fonti per produrre energia elettrica quella che – ricordiamocelo - viene spacciata per "green" ma è sostanzialmente prodotta bruciando idrocarburi.

Apriti o cielo: fuoco incrociato da ecologisti DOC & C. al cui udito il solo sentire la parola "atomica" crea immediate allergie e dirompenti crisi di nervi.

Immediatamente, da buon Don Abbondio,  il ministro ha rinculato sul solito “non mi avete capito”.

Ma possibile che non si possa mai affrontare con serietà la realtà, ovvero che il "niet" all'energia atomica in Italia è dovuta all'esito di un referendum condizionato, tenuto 35 ANNI FA , UN MESE DOPO il disastro di Cernobyl con una opinione pubblica esasperata ed angosciata e quando nessuno sapeva che quel disastro non fu dovuto non all'energia atomica in sè ma agli scriteriati operatori tecnici sovietici che non avevano correttamente condotto una centrale facendola esplodere ed alle responsabilità dei vertici del regime comunista che avevano avuto paura di informare l'opinione pubblica?

Certo che produrre energia atomica può essere potenzialmente pericoloso, ma trovo assurdo che il nostro paese importi dalla Francia l'energia elettrica "nucleare" (pagandola ben cara) e questo non scandalizzi nessuno, quasi che se mai si guastasse una centrale francese a due passi dal nostro confine i guai non arriverebbero anche in Italia.

Con meno ipocrisia di dovrebbe approfondire seriamente la dipendenza del nostro paese dall'energia atomica altrui, ma anche sugli studi che si stanno portando avanti nel mondo per fonti energetiche veramente alternative, compresa – a ben determinate condizioni - la produzione di energia atomica civile.

INTANTO SOLO IN QUESTI GIORNI UN AUMENTO SPECULATIVO DEL PETROLIO HA FATTO RINCARARE TUTTI I CARBURANTI E ADDIRITTURA DEL 15% LA BOLLETTA ELETTRICA.

QUESTE COSE, PERO’, NON LE SUSSURRA NESSUNO…

 

AFGHANISTAN: DOPO SLOGAN E PAROLE…

L’Afghanistan è già passato tra le notizie di terza pagina dopo un’alluvione di parole che dovevano soprattutto coprire l’incredibile figuraccia degli USA e di un Occidente incapace di programmare perfino un rilascio annunciato.

Visto il “successo” (!!) della fuga, il presidente Joe Biden - alla sua prima grave crisi internazionale - ha avuto un fortissimo ridimensionamento di immagine, con molti media americani che si stanno chiedendo come sia mai stato possibile dare una così grave prova di inefficienza militare e di intelligence.

Il nuovo primo ministro afghano -  ben inserito nelle liste dei terroristi ricercati a livello mondiale - la dice lunga sulla credibilità del suo governo e del risultato politico della fuga statunitense.

Allo stesso modo molte delle dichiarazioni pubbliche italiane appaiono viziate dalla stessa inconcludenza e fumosità, giungendo a volte ai limiti del grottesco mascherando con un cumulo di frasi fatte la gravità della situazione, senza peraltro dare chiarezze o prendere concreti impegni sul futuro.

Da Kabul l’Italia ha evacuato oltre 4.000 persone grazie al fondamentale impegno dell’aereonautica militare (su 170.000 uscite complessive, non certo una percentuale particolarmente significativa, né la più alta in Europa visto che la Gran Bretagna da sola ha messo in salvo 18.000 persone) ma non è assolutamente vero che in Afghanistan non siano rimasti – abbandonati - migliaia di afghani che avevano collaborato con l’Italia e adesso rischiano la vita.

Sperando che nei criteri per la scelta dei “collaborazionisti” meritevoli di sbarcare a Fiumicino non si siano usati anche altri criteri meno nobili tipicamente locali (leggi corruzione per gli inserimenti nelle liste) resta il fatto che il grosso di chi aveva creduto nella presenza occidentale e specificatamente italiana è stato abbandonato, soprattutto nell’area di Herat da cui non giungono notizie certe, ma che difficilmente possono essere positive visto che i pochi contatti ancora aperti sostengono che da giorni siano in corso delle autentiche cacce all’uomo .

Di Maio – celebrando a Fiumicino l’ultimo arrivo di un aereo da Kabul – ha dichiarato (circondato da una turba di militari pieni di nastrini e stellette) “Abbiamo riportato a casa tutti, non abbiamo abbandonato il popolo afghano, le donne afghane, i bambini afghani: non lasceremo indietro nessuno” ma è evidente che si sia trattata solo di una boutade o al più una pia speranza, se non una dichiarazione meramente ipocrita.

Quel “non lasciare indietro nessuno” è poi una frase già abusata  sul piano economico e per il Covid: provi il ministro a spiegare che cosa farà concretamente l’Italia - ad esempio - per l’incerto destino delle 250 donne giudici afghane che erano state formate anche nel nostro paese e che sono letteralmente sparite con l’arrivo dei talebani.

Va ricordato che la Sharia non prevede un ruolo giudicante per le donne e che il ripristino delle procedure giuridiche islamiche cancella gli stessi nuovi codici – elaborati in Italia - che erano entrati in vigore nel 2018 e ripristinando quindi le differenze di genere oltre che fustigazioni, torture, lapidazioni ed altre pene corporali. La stessa ombra torna sulle donne afghane che in questi anni avevano scelto quelle professioni liberali incompatibili con l’Islam, ma anche per quelle che semplicemente avevano voluto studiare all’estero od avevano rifiutato di accondiscendere a nozze forzate. Mentre i talebani coprono con lo spray i cartelli pubblicitari “blasfemi” e viene perfino vietata la musica perché non prevista dall’Islam ortodosso, l’unica cosa che appare chiara è appunto il ritorno di questo paese al medioevo sociale, culturale e religioso.

In concreto (e la colpa non è stata certamente solo di Di Maio) non siamo mai stati capaci di massimizzare la nostra ventennale - e costosa - presenza nel paese da cui ce ne siamo scappati in poche ore, tra l’altro abbandonando ambasciata e caserme e richiamando tra i primi anche l’ambasciatore Vittorio Sandalli.

Anche questa, piaccia o meno, è stata davvero una gran brutta figura.

 

 

Un saluto a tutti                                                      MARCO ZACCHERA     



                                          


IL PUNTO   n. 827 del 25 agosto  2021

 

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: CROLLO VACCINALE - LAMORGESE INADEGUATA – RITORNO A SCUOLA (?) – PINETA MUSSOLINI - Approfondimento: DISONORE A KABUL

 

Ai lettori!

Visto che d’estate non si devono disturbare troppo i lettori, come ogni anno IL PUNTO si prende  un po' di relax e ricordo che fino a settembre uscirà in linea di massima OGNI QUINDICI GIORNI anziché settimanalmente. Buone vacanze a chi le ha fatte, le sta facendo oppure le farà (e solidarietà per chi invece come me è dovuto restare a casa...).

 

CROLLO VACCINALE

Siccome “Tutto va ben madama la marchesa” NON si deve  ricordare attraverso i media che i numeri delle vaccinazioni in Italia sono drammaticamente calati rispetto alla primavera. Siamo ormai largamente sotto i 250.000 vaccinati al giorno rispetto ai 5/600.000 che erano stati ipotizzati. Il risultato è che neppure a settembre si raggiungerà l’immunità di gregge nonostante le molte promesse e le dichiarazioni del generalissimo Figliuolo. Le classi più giovani di età sono tuttora largamente scoperte, così come gli under 50. Davanti all’impennata dei casi forse qualcuno dovrebbe riflettere sulla OBBLIGARIETA’ del vaccino in molte situazioni, anche per incentivarne la somministrazione tra i giovani. So che diversi lettori non condividono, ma credo che vaccinarsi sia un dovere, ferme restando doverose critiche doverose al “sistema” e al business vaccinale.

 

LAMORGESE INADEGUATA

La ministro dell’interno Luciana Lamorgese mi sembra del tutto inadeguata al suo ruolo e soprattutto contraddice con la sua azione una linea di governo che dovrebbe avere un ben diverso profilo.

A parte la questione immigrazione che si subisce e basta senza nessuna controindicazione o iniziativa politica, ci hanno messo meno tempo i Talebani a riconquistare l’Afghanistan che l’ineffabile ministro a far sgombrare un accampamento di drogati a Viterbo senza autorizzazioni, controlli e permessi. Anzi, la ministro non ha fatto né ordinato nulla visto che dopo sei giorni i “campeggiatori” se ne sono andati tranquillamente per fine party senza essere stati minimamente disturbati nonostante ci sia anche scappato un morto. Violate le norme Covid, spaccio in libertà, nessuna regola e nessuna sanzione visto che evidentemente la legge NON è uguale per tutti.

 

SI RITORNA(?) A SCUOLA

Chissà che fine hanno fatto le centinaia di migliaia di banchi a rotelle acquistati l’anno scorso di questi tempi dalla ministra Azzolina e che non sono serviti assolutamente a nulla. Chissà perché il governo (e la Corte dei conti) non intervengono per questo spreco di milioni di euro, né inquisiscono l'ex supercommissario Arcuri che tra mascherine, banchi, e acquisti cinesi ne ha fatte più di Bertoldo, ma che pacificamente continua a trascorrere i suoi mesi dopo aver ricevuto -  anziché avvisi di garanzia - altre consulenze governative.

Tra pochi giorni dovrebbe riaprire la scuola per il nuovo anno scolastico, ma siamo ancora praticamente sempre allo stesso punto da mesi: niente certezze, vaccini “si-no-si-no-forse”, professori ed aule che mancano...insomma il solito caos.

 

PINETA MUSSOLINI

Non c’è pace per ANALDO MUSSOLINI, fratello del Duce, cui a Latina il leghista Durigon vorrebbe fosse re-intitolato il parco già a suo nome. Mentre il sottosegretario rischia il posto, a Sormano (Como) un incendio ha bruciato una pineta e dalla cenere delle sterpaglie è saltato fuori un cippo che intitolava la pineta allo stesso fratello del Duce.

Apriti cielo: il sindaco Giuseppe Sormani (di sinistra) vorrebbe mantenere la lapide che non dà fastidio a nessuno considerandola una “memoria storica” ma – poteva mancare? – è saltata fuori l’ANPI di Como che è insorta: «Nome da cancellare immediatamente! Bisogna togliere qualsiasi riferimento ai criminali fascisti e basta, senza possibilità di equivoci e poco cambia se l’intitolazione è ad Arnaldo e non a Benito Mussolini. Per noi devono essere eliminate a prescindere tutte queste intitolazioni. Stiamo avviando piuttosto una battaglia per dedicare luoghi, piazze e parchi a persone che hanno lottato per la libertà contro il fascismo, questo è importante. Nessuno a Sormano si ricordava di quella intitolazione, ora che è stata riscoperta bisogna eliminarla e basta, senza lasciare spazio a equivoci». Quando l’antifascismo scende a questi livelli viene da pensare che ai tempi del Duce almeno i boschi li piantavano, adesso al massimo li bruciano.

Ps. Segnalo all’ANPI di Verbania che sulle mappe catastali risulta che tutto il versante nord del Monterosso sia stato rimboschito nel bieco ventennio con quello che è tuttora denominato in catasto “Bosco del Littorio”. E adesso, come la mettiamo?!

 

Approfondimento:  DISONORE A KABUL

“Ma come si potrà mai controllare questo paese?” Me lo chiedevo quando – a bordo di un G 222 della nostra aeronautica militare – da Abu Dhabi volavo verso Kabul sorvolando   per   ore   montagne   e   montagne   tra   vallate   brulle   e   desolate,   che sembravano susseguirsi all’infinito. Era il 2003, da pochi mesi era operativo un nostro contingente in Afghanistan e volevo capire, vedere, rendermi conto di come fosse la situazione... Kabul sembrava Pompei, si girava scortati tra le macerie, mentre oggi è (era) una città   caotica,  inquinata,   sporca,   in   un   caos   urbanistico   cresciuto   tra   mille contraddizioni, governata soprattutto dalla corruzione. Tra parabole TV, cellulari, karaoke e polvere sono ora tornati – più forti, ma soprattutto più furbi di prima – i vecchi padroni e mi chiedo come sarà la vita nella Kabul di domani.

 

Oggi in me prevalgono rabbia, vergogna, preoccupazione e tristezza: sono i sentimenti che mi hanno colto quanto i talebani sono entrati a Kabul vedendo sfasciarsi in poche ore – come ampiamente annunciato – il castello di carta della presunta presenza occidentale in Afghanistan e lo stato-fantoccio che faceva finta di governare il paese o almeno le sue città principali. Va dato atto che la guerra in Afghanistan non è riuscita a risolvere nessuno dei problemi che pretendeva di risolvere. Il terrorismo, le atrocità dei talebani, le crudeltà contro le donne e le bambine, le violazioni dei diritti umani, la produzione e il commercio della droga: se ci fosse un ipotetico tribunale politico internazionale gli USA con in testa il presidente Joe Biden e l’intero Occidente dovrebbero essere condannati dalla storia.

Una sentenza non per la decisione di lasciare l’Afghanistan che aveva ed ha una sua logica, ma per l’evidente impreparazione, faciloneria e assurdità di comportamento nell’applicare un ritiro previsto da tempo, ma organizzato nel peggior modo possibile.

Il risultato di questa catastrofe militare e di intelligence è stato che non solo si è lasciato nella assoluta disperazione una popolazione intera che aveva credito in una qualche forma di miglioramento sociale dopo 20 anni di presenza occidentale, ma si è consegnato agli estremisti islamici un incredibile arsenale di armi sofisticate e pericolose che potranno essere utilizzate nel mondo in qualunque scenario terroristico internazionale. Una fuga così incredibile da consegnare armi, munizioni, droni, aerei, elicotteri, artiglieria: tutto intatto e pronto all’uso. 

Non solo, l’Afghanistan tornerà e continuerà ad essere ufficialmente il crocevia della droga – soprattutto di oppio ed eroina – con i talebani che potranno continuare su sempre più larga strada ad impestare il mondo in stretto contatto con i cartelli narcotraffici ed autofinanziandosi avvelenando le gioventù occidentali. Un aspetto che Saviano ha giustamente rilanciato perché è un clamoroso “buco nero” nelle ricostruzioni storico-politiche di questi giorni. 

In più si è dato mano libera alla Cina di impossessarsi del cuore dell’Asia con le sue materie prime, con i pachistani che potranno diventare sempre più potenza regionale contro l’India (vedrete, altro conflitto incombente) e permettendo al premier turco Erdogan di aumentare i prezzi del suo consueto ricatto-rifugiati.

Come Biden e come al solito l’Europa è rimasta annichilita e sorpresa, incapace di una qualsiasi reazione che sia andata al di là delle parole e delle frasi fatte e dove la polemica è ora sull’accoglienza dei futuri rifugiati, ma dove nessuno sembra aver pensato a quanto sarebbe successo.

C’è infatti modo e modo di ritirarsi e Biden ha permesso (e voluto?) che si realizzasse nel modo peggiore senza minimamente organizzare con gli alleati una strategia nella ritirata ritardandone gli effetti e mettendo prima in salvo – anche attraverso convogli umanitari su terra – la migrazione volontaria di chi si era “compromesso” con la democrazia.

L’Afghanistan torna ora indietro di decenni e pensare che 60 anni fa era un paese progredito dove le ragazze giravano in minigonna, frequentavano l’università e c’era un volo regolare dell’Alitalia che collegava Kabul a Roma.

Non è un caso che la credibilità del presidente Usa sia ai minimi storici e che perfino i democratici comincino a chiedersi i perché di questa catastrofe, oltre che i suoi evidenti limiti personali e di impotente “comandante in capo”.

Tra l’altro siamo tutti rimasti colpiti dalle immagini di Kabul, ma non sappiamo nulla di quanto succede nelle altre città. Ad Herat, per esempio, nell’area controllata dai militari italiani per tanti anni, che cosa sarà effettivamente successo a chi aveva collaborato con noi?

Impossibile verificare, come arrivare da Herat a Kabul senza essere depredati, mentre casa per casa si moltiplicano le vendette ed i rastrellamenti dei “collaborazionisti” che avevano solo avuto il torto di credere agli “occupanti” che si sono invece dimostrati assolutamente incapaci di mantenere un minimo della parola data, italiani compresi.

Adesso si parla di fare entrare in Italia alcune migliaia di persone che avevano collaborato con la nostra presenza militare, ma che avverrà dei loro parenti e di tutti gli altri che si ritrovano obbligati a seguire la Sharia?

Penso agli insegnati, agli avvocati, ai giudici che avevamo formato in Italia per un codice che ora non vale più nulla perché imperverserà solo nuovamente l’ottuso medioevo musulmano. 

L’esercito di Kabul si è dissolto, ma è crollato perché improvvisamente è venuto meno qualsiasi appoggio esterno ed internazionale con i soldati che sono rimasti senza speranze, garanzie e vie di fuga. In situazioni come queste quando ti senti sconfitto e circondato diventa naturale cedere le armi: nessuno ci aveva pensato?

Ci preoccupiamo ora per le donne afghane, ma non ho sentito i vari leader dei diritti umani o gender alzare la voce e soprattutto imporsi con atti concreti all’attenzione dei politici nostrani, che una volta di più hanno denunciato un pressapochismo mostruoso. Ma come può un ex presidente del consiglio come Conte parlare di “talebani distensivi” facendo il paio con l’ineffabile nostro ministro degli esteri che nel pieno della crisi era in Puglia in vacanza e non ha sentito neppure la necessità di ritornare precipitosamente a Roma? Quale dialogo si può mai intavolare con dei tagliagole senza avere almeno un punto di forza, una alternativa politica o diplomatica? Non sarebbe (non è) un dialogo ma una resa, come è avvenuto ed avverrà.

Lo stesso dialogo interreligioso come può essere minimamente credibile quando dall’altra parte c’è un estremismo violento, bigotto ed assoluto? D'altronde quanti sanno che in 20 anni di occupazione occidentale in Afghanistan era però rimasto l’obbligo di non poter svolgere alcuna funzione religiosa cristiana e che l’unica cappella cattolica era all’interno della nostra ambasciata?

Forse - oltre che di dialogo - in Vaticano si potrebbe finalmente cominciare anche a chiedere con un minimo di determinazione anche un rispetto reciproco e la tutela dei diritti dei cristiani che restano nei paesi islamici, temi però scomodi e quindi poco approfonditi per una Chiesa che vuole essere sempre più “sociale” ma che sempre di meno sembra credere in sé stessa.

Ci sono poi le note di contorno come la fuga del nostro ambasciatore da Kabul con il primo volo (onore al console Tommaso Claudi che è invece rimasto sul posto) richiamato in Italia nella logica del “Non vogliamo diventi un ostaggio” quando la nostra ambasciata e le nostre caserme potevano essere il punto di ritrovo più logico (e difeso) per recuperare chi aveva collaborato con noi, anziché far correre tutti in aeroporto dove prima i fuggitivi vengono spogliati dei loro beni da miliziani e banditi comuni, poi rischiano la vita tra la folla. Incredibile e sconcertante vedere poi l’ambasciatore in fuga circondato da armati a Fiumicino (!!!) quasi rischiasse anche in patria chissà che cosa.

Ma la domanda vera, irrisolta, drammatica è quella che tutti ci poniamo: l’Occidente ha ancora un senso, uno spirito di sacrifico, un minimo di volontà comune nel proteggere e diffondere i propri valori fondamentali? Un nugolo di dichiarazioni, incontri, chiacchiere, auspici e speranze ma -  nel concreto - a Kabul ancora una volta è sembrato proprio di no.

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Un saluto a tutti                               MARCO ZACCHERA  




IL PUNTO   n. 826 del  12 agosto  2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: RIMANDATI A SETTEMBRE – VACCINI – CONTE NEL DESERTO - ORO D’ARGENTO – AFGHANISTAN ADDIO - PIROMANI

 

Ai lettori!

Visto che d’estate non si devono disturbare troppo i lettori, come ogni anno IL PUNTO si prende quindi un po' di relax e ricordo che fino a settembre uscirà in linea di massima OGNI QUINDICI GIORNI anziché settimanalmente. Buon FERRAGOSTO e vacanze a chi le ha fatte, le sta facendo oppure le farà (e solidarietà per chi invece deve restare a casa).

 

RIMANDATI A SETTEMBRE

Certamente a Ferragosto ci sono tematiche che interessano a pochi o a nessuno, eppure dovremmo ricordarci tutti che i fondi europei del PNRR non sono ancora definitivi e che è ancora lunga la strada per arrivarci.

Tutti li danno per scontati, ma le nostre “schede” inviate a Bruxelles - pur approvate in via di massima per ricevere gli “acconti” vanno ora presentate nei dettagli e soprattutto applicate. Non è un discorso da poco, perché senza quei fondi il nostro paese semplicemente non potrebbe farcela, anche se parte di quei finanziamenti saranno comunque un macigno sul futuro delle nuove generazioni italiane, soprattutto se non fossero spesi bene. 

Poiché parlare è facile ma realizzare è ben più difficile, speriamo che le decisioni europee siano spinte più dalla politica che da un serio esame delle carte o l’Italia (e non solo il nostro governo, vale anche altre nazioni europee) si troverebbe in grande difficoltà a passare l’esame.

La riforma della giustizia - per esempio – che è stata venduta come rivoluzionaria è in realtà un semplice accordo minimale per correggere in qualche modo le fughe in avanti dell’ex ministro Alfonso Bonafede che da buon grillino aveva curato più gli aspetti demagogici e di immagine che la sostanza, togliendo all’imputato – fosse o meno un pubblico amministratore - ogni certezza sui tempi processuali.

La realtà di una giustizia italiana incagliata – oltre alle liti che la squassano ai vertici - è evidente e certificata. Alla fine si sono solo reinserite alcune date certe di prescrizione, ma senza incidere sulla concretezza dei limiti organizzativi (e lavorativi) della giustizia italiana con magistrati che spesso si auto-considerano una casta.

Nessuna rivoluzione, quindi, anche perché la ministra è soprattutto lanciatissima sull’ obiettivo Quirinale, meta raggiungibile se Draghi si trovasse in controtempo dovendo ancora puntellare il governo al momento del voto presidenziale.

Tornando alla giustizia, sono anni che l’Ue - e non solo - ci chiede tempi più brevi per i processi e norme più garantiste per coloro che sono in attesa di giudizio. Le imprese straniere non investono in Italia e quelle italiane scappano all’estero anche per un sistema giudiziario carente (direi “borbonico”, ma poi si offenderebbero gli amici lettori del Sud) con ritardi impensabili nella gestione dei processi.

Senza dimenticare che le “riforme” votate dal Parlamento -  spesso con voti di fiducia e in poche ore - sono in realtà solo deleghe al governo ad emettere successivamente complessi decreti attuativi, ovvero costruire effettivamente le nuove normative.

In qualche modo sempre più spesso il parlamento si spossessa della propria funzione delegandola a tecnici che però poi rispondono soprattutto a sé stessi.

E le altre riforme promesse a Bruxelles? Le più urgenti, sottoscritte nel “contratto” con l’Europa, sono quelle per il reclutamento di forze nuove nella Pubblica amministrazione, la semplificazione in materia di processi burocratici, le norme sull’ambiente. Anche qui praticamente non ci si è mossi e si aspettano una serie di decreti autunnali, con l’Italia già in ritardo sui tempi promessi.

Anche per questo da settembre il lavoro politico non mancherà, con il rischio che in vista delle amministrative di ottobre si moltiplicheranno comunque le occasioni di scontro, anche (e soprattutto) dentro l’attuale maggioranza.

 

VACCINI

Ma insomma… Siamo schedati in comune dalla nascita, in chiesa dal battesimo, dall’ufficio imposte con il codice fiscale, dall’INPS con lo SPID.  Da bambini ci hanno super vaccinati, a militare mi hanno fatto una vaccinazione al petto che faceva un male cane e nessuno sapeva bene cosa ci iniettassero. Ci si vaccina senza fiatare se si va in vacanza in un luogo esotico, si prendono farmaci che a leggere il bugiardino c’è da spaventarsi. Siamo ovunque localizzati dal GPS del telefonino e schedati per il telepass, la PEC, le mail, la tessera sanitaria, il bancomat, la carta di credito, i conti bancari online, le tessere fidelity dei supermercati e dei vari negozi. Giochiamo ad apparire ovunque su Facebook, Instagram e sui social, ci scocciano ad ogni ora del giorno al telefono i venditori di gas, luce, telefoni, vini & olio ecc. ecc. che sanno tutto di noi, dai nostri contratti ai nostri gusti alimentari. Che sia ora di affrontare seriamente il tema delle libertà personali e del controllo che viene esercitato su di noi è un discorso serio ed importante ma “NO AL GREEN PASS PERCHE’ LIMITA LA LIBERTA” mi sembra una sciocchezza. Non è che per una volta potremmo essere  degli italiani seri, per favore ?!

 

CONTE NEL DESERTO, MA L’OASI NON C’E’

Giuseppe Conte ce l’ha fatta e dopo sei mesi di trattative estenuanti ha “conquistato” il vertice del M5S. A lui onori ed auguri con il plauso (vero?) di tutto il partito, anche se alla fine della lunga traversata nel deserto l’auspicata oasi non s’è vista. Se è vero infatti che ha votato per lui (unico candidato) il 92.8% dei votanti grillini e solo 4.820 gli hanno apertamente votato contro è anche vero che gli iscritti al voto erano 115.130 e i “si” a Conte alla fine sono stati solo 62.242 ovvero un modesto 54%. I 5 Stelle puntano ora al 2050 (tempi lunghi, altro che la maratona olimpica!!), ma Conte assicura: “Già a fine anno avremo il più partecipato e importante programma di governo che sia mai stato elaborato, un progetto di società solido e sostenibile che valorizzerà competenza e merito e mirerà ad offrire condizioni di benessere a tutti i cittadini, premurandosi di ridurre le disuguaglianze sociali, economiche, di genere e territoriali“. Frasi che suonano di balle già ascoltate, comunque chi mai potrebbe essere contrario a un programma così? L’unico problema che i tempi di realizzazione sono appunto previsti per il 2050.

Auguri reciproci, perché spero ancora di esserci, quasi centenario,  a vederne la sua realizzazione.

 

NON TUTTO E’ ORO CHE LUCCICA

Grande impresa dell’Italia che alle Olimpiadi ha ottenuto grandi risultati soprattutto in alcune discipline “storiche” nelle quali raramente avevamo brillato.

Si sono sprecati gli aggettivi per la storicità delle nostre 10 medaglie d’oro (furono 13 a Sydney 2000), ma obiettività deve farci ricordare che il risultato è frutto anche dell’annacquamento del medagliere. Alla fine siamo arrivati decimi come nazione ovvero più o meno al nostro livello di “rating” mondiale, ben piazzati ma solo nel gruppo delle nazioni di “seconda fascia” dopo gli USA – che alla fine hanno di un soffio battuto la Cina per numero di medaglie – il Giappone, Gran Bretagna ed Australia, ma dietro anche a Olanda, Francia e Germania a livello europeo. Anche certi richiami ad olimpiadi passate contano poco: nel 1932 a Los Angeles l’Italia fu seconda assoluta come nazione, ma i titoli in palio erano allora solo 116 e poche le nazioni presenti contro i 152 di Roma (1960) e gli attuali 339 di Tokyo 2020 che hanno distribuito oltre 1000 medaglie. Letti così i nostro 40 piazzamenti sono sempre importanti, ma – meno del 4% complessivo - luccicano un po' meno. 

 

AFGHANISTAN ADDIO

Gli USA si sono di fatto ritirati da Kabul ed anche il nostro contingente è stato rimpatriato senza chiasso né pubblicità – nessun ministro è andato a ricevere le nostre bandiere di guerra ritornate a casa! -  e nonostante che ben 53 italiani in questi anni siano morti tra i monti dell’Afghanistan.  

Un ritiro che sa di sconfitta e di abbandono, mentre i talebani in poche settimane stanno riconquistando il paese distruggendo quella patina di modernità che si era cercato di proporre a quella nazione che viene condannata a ritornare nel più oscuro medioevo pur essendo stata solo 60 anni fa, un faro di modernità in Asia (ma questo non se lo ricorda nessuno).. Se ne sono andati anche i collaboratori afghani – a rischio di essere uccisi – in una sconfitta occidentale che andrebbe ben meditata ed approfondita e che invece è scomparsa dalle cronache e dalla storia, cancellata e dimenticata forse anche perché Biden non può essere accusato di sconfitte.

Vent’anni dopo l’11 settembre non c’è dubbio che in Afghanistan abbiano vinto gli estremisti islamici e che i perdenti siamo stati proprio noi, tutti noi. Forse “il mondo libero” dovrebbe cominciare a chiedersene il perchè

 

PIROMANI

Alluvione in Germania? La colpa è del clima. Incendi in tutto il Mediterraneo? La colpa è del surriscaldamento terreste. Andando a vedere quanto si era costruito intorno ai fiumi tedeschi emergono altre responsabilità, così come per l’Italia che va a fuoco conta poco il riscaldamento globale visto che quasi tutti gli incendi boschivi sono causati dall’uomo e oltre la metà provocati da piromani che scientemente vogliono il disastro, certi dell’impunità.

Credo che più delle solite prediche catastrofistiche servirebbero indagini serie e pene esemplari per i (pochi) responsabili che vengono scoperti e che soprattutto dovrebbero essere obbligati a rifondere i danni ambientali delle loro bravate, anche con il sequestro dei loro beni personali.

Non possiamo più permetterci non solo i costi dello spegnimento, ma soprattutto che ampie parti del territorio vengano compromesse - spesso per decenni - da pazzi e criminali che troppe volte restano impuniti. Eppure - usando i droni - sarebbe molto più facile oggi (se davvero lo si volesse) scoprire i responsabili.

 

 

CI SENTIAMO VERSO FINE MESE, UN SALUTO A TUTTI

 

                                                                                           MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 825 del  31  LUGLIO  2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: VACCINATEVI! – TRASPARENZA - APPROFONDIMENTI: SUDAFRICA - PROPOSTE DI VACANZE

 

Ai lettori!

Visto che d’estate non si devono disturbare troppo i lettori, come ogni anno IL PUNTO si prende quindi un po' di relax e ricordo che fino a settembre uscirà in linea di massima OGNI QUINDICI GIORNI anziché settimanalmente. Buone vacanze a chi le sta facendo o le farà.

 

COVID E GREEN PASS: IL CORAGGIO DI SCHIERARSI

So che una parte dei lettori è contrario alla vaccinazione Covid, ma personalmente sono convinto che invece debba essere imposta, almeno per tutti i dipendenti pubblici, i sanitari e per chi svolge attività a contatto con il pubblico, indipendentemente dall’età. E’ una forma di rispetto reciproca per tentare di bloccare l’epidemia e le sue varianti constatando piuttosto gli evidenti ritardi del piano vaccinale che ha raggiungo con la prima dose poco più di metà della popolazione. Senza vaccini diffusi non ci sarà immunità di gregge e le conseguenze poi saranno per tutti.

Non condivido quindi le incertezze che il centro-destra dimostra sul tema, con perplessità che portano a coprire i movimenti no-vax con una spiccata mancanza di realismo e di auto-responsabilità.

Certamente vaccinarsi può comportare dei minimi rischi, ma sono infinitamente di meno di quelli che arrivano non vaccinandosi soprattutto nei confronti del proprio prossimo che  ciascuno di noi può involontariamente infettare.

Quello che mi ha dato poi molto fastidio è chiamare in causa la “libertà” che è un concetto ben più nobile dell’obbligo se vaccinarsi o meno. Paragonare le critiche ai no-vax alle persecuzioni contro gli ebrei o altre minoranze è semplicemente folle.

Se proprio si deve protestare per la “libertà” conculcata, il popolo dei no-vax si chieda quale sia il livello di libertà sui media non solo su questo argomento ma su ben più importanti questioni. Quanto viene condizionata la libertà di scelta dei consumatori, nei confronti della politica o dei mercati finanziari? Ricordiamoci dei paesi dove la libertà è negata ogni giorno dalla Corea del Nord alla Cina, da Cuba e tante altre dittature. Ed ai fascistissimi che sbraitano per la congiura pluto-liberal-democratico- massonica sui vaccini andrebbe ricordato che - a parte il vaiolo nell’ 800 - la prima vaccinazione generale obbligatoria in Italia fu quella anti difterica, introdotta nel 1939 dal fu cav. Benito Mussolini.  

 

IL TRAVAGLIO DI TRAVAGLIO

Ho conosciuto Marco Travaglio tanti anni fa quando scriveva su Repubblica e gli passavo  le “veline” sulle malefatte del centro-sinistra al  Consiglio regionale del Piemonte, chissà se lo ricorda ancora.

Nel frattempo è diventato famoso e sicuramente molto pieno di sé, oltre che essere uno degli (ultimi ?) fan di Giuseppe Conte, tuttora alla ricerca di un posto sicuro nel M5S, abbandonato  quello di un seggio parlamentare

Domenica sera, dal palco della festa di Articolo Uno a Bologna, Travaglio – dall’alto della sua scienza – si è espresso cordialmente nei confronti del premier Mario Draghi: «Mi dispiace dirlo, non capisce un c... né di giustizia, né di sociale, né di sanità. Capisce di finanza, ma non esiste l’onniscenza o la scienza infusa». Per Travaglio Draghi sarebbe: «Un figlio di papà, un curriculum ambulante, uno che visto che ha fatto bene il banchiere europeo ci hanno raccontato che è competente anche in materia di sanità, giustizia, vaccini». Draghi, come è noto perse il padre all’età di 15 anni e qualche anno dopo rimase orfano anche della madre. Forse Travaglio questo aspetto se lo era dimenticato insieme al buonsenso, materiale di cui Travaglio mi sembra essere particolarmente privo. Credo che oggi a volte il governo sbaglia e va criticato, ma che sia davvero una fortuna avere Draghi a Palazzo Chigi, forse l’unico italiano credibile a livello internazionale.

 

TRASPARENZA

Quei pochi italiani che si interessano ancora a certi problemi erano curiosi di seguire  gli  sviluppi della vicenda giudiziaria legata al caso Palamara - Procura di Milano - Storari - Davigo, degno specchio del caos imperante nella magistratura italiana e quindi  ad ascoltare la deposizione della segretaria dell’ex segretaria di Davigo, ma il silenzio (o l’omertà) è d’obbligo e quindi tutto è stato secretato.

Chiarissima la motivazione del CSM per imporre il segreto «la stessa natura di un procedimento disciplinare che trova il suo esito definitivo in un atto di natura non giurisdizionale o contrattuale, ma di natura provvedimentale, così come delineato dal regolamento, determina come conseguenza sul piano applicativo delle norme di principio dei procedimenti amministrativi la natura non pubblica delle sedute dell’ufficio disciplinare, in quanto la regola della pubblicità è applicabile soltanto alle udienze dei casi dei procedimenti di natura giurisdizionale e non per i provvedimenti di natura amministrativa e non contrattuale». Insomma, italiani fatevi i c… vostri e non disturbate i manovratori!

Intanto – a Milano – 56 magistrati della Procura su 64 si schierano contro la richiesta di trasferimento del giudice Storari da parte del CSM. E' piena anarchia, mentre a livello governativo si cerca di smuovere il M5S dalle sue posizioni ideologiche che bloccano una riforma -  minimale ma necessaria – della giustizia italiana

 

IL BUIO OLTRE LA SIEPE

La rincorsa all’antirazzismo da copertina raggiunge limiti davvero sorprendenti. Quando ero ragazzo fui colpito dal romanzo di Harper Lee “Il buio oltre la siepe” che raccontava e denunciava le discriminazioni contro i neri in America. Oggi in molte scuole americane, dalla California al Canada, quest’opera di denuncia razziale è stata però messa al bando. Motivazione?  Nel romanzo la parte dell’eroe la fa un bianco, l’avv. Atticus Finch, e non il protagonista Tom Robinson, un giovane di colore condannato ingiustamente. Siamo alle comiche…

 

APPROFONDIMENTI: SUDAFRICA

Si parla molto di razzismo ma poco di quei paesi dove il razzismo è esercitato al contrario. L’esempio più evidente il Sudafrica dove si è passati dalla deprecata (e deprecabile) apartheid alla negazione dei diritti costituzionali ai sudafricani bianchi. Ne parlavo a lungo nel mio libro “Integrazione (im)possibile? cosa non ci dicono su Africa, islam ed immigrazione” (chi vuole me lo richieda via mail) ma la situazione è intanto fortemente peggiorata. La stessa figlia dell’ex premier Mandela, Makaziwe Mandela, in occasione della giornata internazionale intitolata al padre ha pesantemente attaccato l’African National Congress (il partito in cui Mandela si era sempre identificato) richiamando l’attenzione del mondo sulla difficile situazione sudafricana, dominata dalla corruzione che contraddistingue la politica e la gestione del paese.

Tra l’altro - al termine di una lunga vicenda giudiziaria - si è arrivati recentemente all’arresto dell’ex presidente Jacob Zuma che aveva raccolto il potere dopo Mandela rimanendo in carica come presidente sudafricano dal 2009 al 2018.

L’arresto di Zuma, motivato dall’accusa di frodi e corruzione, ha scatenato la piazza tanto che nei giorni scorsi il governo sudafricano è stato costretto a dispiegare oltre 20.000 soldati per supportare la polizia nella gestione delle proteste scoppiate a seguito dell’incarcerazione dell’ex presidente. Nei disordini che ne sono consegui il bilancio delle vittime è salito - secondo il governo -  ad almeno 200 morti, con 2.300 arresti. Il problema è che in Sudafrica ci sono etnie diverse (i “neri” non sono tutti uguali!) che si combattono da sempre tra loro e la politica è gestita per interessi tribali che con i partiti politici.

Il Sudafrica sta affrontando la peggiore crisi degli ultimi decenni e le proteste per l’incarcerazione di Zuma, hanno portato a una spirale di violenza e saccheggi. Le manifestazioni iniziate il 10 luglio si sono trasformate in disordini diffusi anche per sottolineare la disuguaglianza e la povertà che scuotono il paese, con migliaia di aziende che sono state saccheggiate o costrette a chiudere i battenti per paura delle violenze.

Finora oltre 200 centri commerciali in tutto il Paese sono rimasti chiusi a causa delle violenze, dopo che i beni esposti- dalle scorte di cibo e medicine alle TV a schermo piatto – erano stati rubati durante incendi e saccheggi. Scarseggiano intanto anche i beni di prima necessità e lunghe code davanti ai negozi sottolineano i pesanti contingentamenti imposti dalle autorità sui beni di prima necessità.

La discriminazione contro i bianchi è palpabile ma mentre la minoranza anglofoba si allontana dal paese, soprattutto i più giovani e professionalmente preparati, la Cina ha acquistato aziende, miniere ed una miriade di attività commerciali, controllando oggi l’economia di buona parte del paese.

La comunità bianca si sente accerchiata, negli anni si sono moltiplicati gli attacchi alle fattorie isolate e soprattutto nelle zone boere cresce la protesta del “Boer Lives Matter”, il movimento che vuole tutelare la minoranza bianca che – se pur rappresenta ormai solo meno del 10% della popolazione – soprattutto nella zona “afrikaner” controlla ancora parte dell’economia e dei territori agricoli più produttivi.

E’ intanto fallita la riforma agraria con il conseguente spezzettamento delle proprietà assegnate ai neri che - anziché favorire la coesione nazionale - ha sottolineato le divisioni etniche e tribali con reciproche accuse di corruzioni e favoritismi.

Difficile per chi non segue queste vicende rendersi conto che il Sudafrica è una nazione molto complessa e che raccoglie lingue, popoli, religioni, etnie profondamente diverse e da sempre in contrasto tra di loro. Il periodo di supremazia bianca, che è durato oltre trecento anni, a loro volta divisi tra anglofoni e boeri, aveva sicuramente conculcato i diritti dei neri, ma aveva portato il Sudafrica alla guida economica del continente mentre oggi il paese sta sprofondando nel caos più totale e la povertà ha coinvolto la grande maggioranza degli abitanti, oltre ad un visibile decadimento delle infrastrutture.

Mentre si susseguono le scelte esteriori di rottura sul passato (dal cambio dei nomi delle città a riforme costituzionali prettamente anti-bianche) la realtà è fatta di una povertà sempre più diffusa e da una violenza incredibile che purtroppo cresce incontrollata in tutto il paese.

 

CI SENTIAMO TRA 15 GIORNI.

BUONE VACANZE A CHI LE FA !                                                              MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 824 del  16  LUGLIO  2021

 di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: LEGGE ZAN: SERVE BUONSENSO – IL BUON ESEMPIO MANCATO - SPORTIVITA’ – REFERENDUM GIUSTIZIA –  SONO VERDE MA INQUINO LO STESSO - PROPOSTE DI VACANZE

 

Ai lettori!

Sembra quasi incredibile come vola il tempo, ma è già passata la metà di luglio e c’è chi pensa alle vacanze.  Visto che d’estate non si devono disturbare troppo i lettori, come ogni anno IL PUNTO si prende quindi un po' di relax e fino a settembre uscirà in linea di massima (e salvo novità eccezionali) OGNI QUINDICI GIORNI anziché settimanalmente. A chi le vacanze le sta facendo o le farà…buon divertimento!

 

PER FAVORE, BUONSENSO!

Per una volta credo che abbia pienamente ragione Matteo Renzi: nel discutere la legge ZAN prima di tutto servono logica, moderazione e buonsenso, non certo l’arroganza di PD e M5S che (mi auguro) alla fine porterà proprio a far cadere una legge parzialmente balorda e verso la quale – se approvata così – mi auguro che comunque scatterà subito un referendum popolare di abrogazione.

Invece siamo all’assurdo, muro contro muro, dimenticando che per tutelare un diritto di singoli non si devono distruggere quegli degli altri. Per esempio se una persona su mille (e forse meno) si sente imbarazzato/a per essere chiamata “madre” o “padre” perché si devono offendere gli altri 999 chiamandoli “genitore uno” o “genitore due”? Perché cancellare l’orgoglio di essere padre o madre che è il più naturale sentimento umano?  Stiamo diventando tutti ridicoli: mi piegate perché un gay si dovrebbe sentire offeso se un presentatore dice “Signore e signori”? Al più si sentirà “signora” e quindi… lusingato! (e viceversa). Perché deve poi essere la scuola pubblica (obbligando anche quella privata) ad imporre a una famiglia come allevare un figlio su queste tematiche? Non siamo (ancora) in un regime gender-comunista e personalmente non voglio che ci si arrivi ritenendo di avere il diritto di difendere la mia libertà pur senza offendere quella degli altri.

Amici lettori, non abbiate timore di dire la vostra, di protestare, di pesare sui vostri eletti dicendo “basta” perché proprio a furia di retrocedere dai propri punti fermi si arriva al disastro attuale.

Non è un caso che la continua autodistruzione di quelli che sono i concetti, i simboli, i cardini, le fondamenta di una società europea democratica, liberale ma di radicata radice cristiana porti a perdere progressivamente i punti di riferimento ed a renderci in definitiva senz’anima. Una società debole e più facile da sottomettere dal punto di vista etico, morale ma anche economico e commerciale perché si perdono i legami.

Una comunità senza più una propria lingua, le proprie tradizioni e riferimenti storico-culturali diventa sterile come sta diventando l’Europa e sarà sottomessa. Perché non reagire in tanti campi riaffermando valori che – pur tra tante contraddizioni – hanno forgiato la “nostra” civiltà. L’Impero Romano è crollato quando i cittadini sono diventati deboli, pavidi, pigri. Tutte le civiltà crescono e muoiono, la storia è piena di questi esempi e puntualmente ogni volta il declino arriva quando si perdono i valori di coesione  con i quali quella società si era diffusa e formata.

Tornando alla legge Zan alla fine la mancanza di buonsenso e di logica fa crescere proprio il razzismo, la discriminazione, la reazione. 

Per esempio comincio a scocciarmi con la iper-protetta presenza e propaganda gay, similgay ecc.ecc. Non mi va che dal balcone dei “miei” palazzi pubblici spunti la bandiera arcobaleno, sono stufo di pagliacciate che al massimo possono essere concesse a carnevale: non c’entrano nulla con i diritti degli omosessuali.

Ma possibile che all’interno del PD – che sembra il centro di questa manovra - tutti si siano uniformati anche sulle posizioni più illogiche? Mi rifiuto di pensarlo! Se vanno tutelati i “diversi” chi alla fine tutela i diritti dei “normali”?

Così come noto il piegarsi dell’informazione e dei media. Se – per esempio – Papa Francesco parla di immigrazione tutti plaudono e si inchinano, ma se il Papa ha parole chiare in argomento gender allora non va più bene e viene censurato.

Spero in un provvidenziale rinvio della approvazione della legge Zan al Senato, altrimenti e senza paura sarà giusto e corretto pretendere “dal basso” adeguati emendamenti ad una delle leggi più demagogiche (e inutili) della nostra storia repubblicana.

 

IL BUON ESEMPIO (MANCATO)

L’Italia ha vinto gli europei di calcio e ne siamo stati tutti felici e contenti.

D'altronde è sempre facile stare con i vincitori e sentirsi subito fratelli di “San Donnarumma” .

Scontate quindi le manifestazioni di giubilo che puntualmente hanno subito superato ogni normativa anti-Covid. Scontate, ma pericolose e soprattutto antitetiche ai comportamenti richiesti ai comuni cittadini. Il cattivo esempio è però arrivato anche dagli Azzurri, tutti a festeggiare in giro per Roma schiacciati sul tetto di un pullman scoperto e ammassati senza mascherina. Un cattivo esempio per chi li ha osannati senza pensare ai puntuali pericoli di contagio. La variante Delta sta impennando i numeri e servono subito misure conseguenti potenziando le vaccinazioni (che sono meno numerose di due mesi fa), OBBLIGANDO le categorie a rischio a vaccinarsi, chiedendo (perché no?) l’esibizione del green pass all’interno dei luoghi affollati. 

Più coraggio e più coerenza sono l’unico modo per uscire dalla pandemia.

 

SPORTIVITA' ?

Fatemi capire: per presunti cori razzisti e “omofobi” (?) dei loro tifosi sono state comminate tre giornate di virtuale squalifica del campo alla nazionale ungherese.

Se però gli inglesi alla finale fischiano l'inno italiano, insultano i giocatori avversari per tutta la partita e i loro giocatori non salutano neppure dopo la premiazione (anzi si tolgono la medaglia allontanandosi dallo stadio) è britannico "fair play" e nessuno dice nulla?! Il “rispetto” stampato sulle magliette vale anche per gli insulti razzisti di una parte dei tifosi inglesi ai propri giocatori di colore? Eppure i gentiluomini si erano rigorosamente “inginocchiati” all’inizio della partita nel senso della più squisita demagogia antirazzista. Mi sembra che anche l’UEFA si stia dimostrando davvero politicamente a senso unico.

 

REFERENDUM GIUSTIZIA: ANDATE A FIRMARE!

Invito i lettori a firmare i referendum proposti dalla Lega e dai Radicali per sollecitare una riforma della Giustizia in Italia. Alcuni quesiti possono essere opinabili (d'altronde il nostro sistema referendario è solo abrogativo e non propositivo) ma quello che conta è far capire a tutti  – e soprattutto ai Magistrati - che alla giustizia italiana serve un profondo ed indispensabile cambiamento di passo, dopo troppi decenni di auto giustificazioni per un sistema giudiziario che – oltre ai condizionamenti politici - è complessivamente davvero un disastro.

 

SONO VERDE, MA INQUINO LO STESSO

L’Europa vuole imporre che dal 2035 non si producano più auto a benzina e diesel, viva l’elettrico.

Solita splendida demagogia: come si produce l’elettricità? Con l’acqua e il sole certamente, ma – detestato il nucleare - ad oggi solo una piccola parte dell’energia elettrica è prodotta con fonti rinnovabili e quindi servirebbero tante nuove centrali che consumano gas e altri idrocarburi.

Immaginate se oggi tutte le auto fossero elettriche: dove attaccheremmo la spina e quanto petrolio verrebbe consumato per produrre l’energia necessaria? Forse spingendo su questa strada la scienza ci darà delle soluzioni, ma difficilmente – visto il passato – saranno molto più performanti se in 14 anni (il tempo che manca al 2035) non abbiamo visto risultati rivoluzionari.

Ancora una volta siamo alle solite: l’intera Europa già oggi fa molto per il “green” ma troppo poco per IMPORRE ai veri produttori mondiali di CO2 di ridurre le emissioni. Forse gli sforzi ecologici andrebbero subito impegnati non nella vecchia Europa ma soprattutto là dove con poco si avrebbe un deciso miglioramento ambientale migliorando lo stato generale del pianeta. Se l’Europa riducesse subito il 20% di emissioni di CO2 sarebbe comunque MOLTO DI MENO dell’aumento tendenziale in atto in Cina e in India. Quindi, chi per primo deve risparmiare? Paradossalmente i nostri sforzi favoriscono i nostri concorrenti, per esempio nella produzione “sporca” di metalli ed acciaio.

Resta il fatto incontrovertibile che nel quindicennio 1990 – 2004 (ultimi dati disponibili) la produzione di CO2 nell’Unione Europea è DIMINUITA del 24% mentre in Cina è AUMENTATA del 109% e il boom cinese è poi tutto successivo al 2004!

 

IN VACANZA CON IL PUNTO

Stavolta sfrutto IL PUNTO per tre inviti: se volete andare in vacanza in Italia perché non scegliete questa volta il Lago Maggiore? Abbiamo ottime proposte turistiche da sottoporre a chi voglia scoprire le nostre zone. Contattatemi per ogni dettaglio e sarete trattati prima di tutto da amici (e meglio che riservando direttamente con Booking.com!).

Secondo invito, invece, ai lettori-pescatori. Per febbraio 2022 (Covid permettendo) stiamo organizzando una settimana di pesca a mosca e spinning in Terra del Fuoco. Qualcuno è interessato ad unirsi alla compagnia?

Terzo invito: se andando in vacanza e volete leggere qualcosa di diverso vi propongo due libri che ho scritto di recente: GENTE DI LAGO 2 (storie del Lago Maggiore e dintorni) e L’INTEGRAZIONE (IM)POSSIBILE? COSA NON VI DICONO SU AFRICA, ISLAM, ED IMMIGRAZIONE”. Potete richiedermeli via mail a marco-zacchera@libero.it ricordandovi di comunicare il vostro indirizzo postale per la spedizione. Il ricavato andrà al “Verbania Center” per costruire un ospedale in Mozambico.

 

CI SENTIAMO TRA 15 GIORNI.

BUONE VACANZE A CHI LE FA OPPURE LE FARA'                               MARCO ZACCHERA





IL PUNTO n. 823 del  9 luglio  2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario:  LEGGE ZAN – DESTRE EUROPEE

 

Questo numero de IL PUNTO è diverso dagli altri, ma per una volta usciamo dalla cronaca e cerchiamo di approfondire due temi che mi sembrano importanti: LEGGE ZAN e QUESTIONE EUROPEA in qualche modo collegati tra loro proprio perché è anche l’Europa (meglio, “questa” Europa) che spinge per cambiare i connotanti fondanti  e anche morali dell’identità europea che tutti noi, ormai, consideriamo solo una entità economica e finanziaria. Il panorama italiano si concentra sulla finale degli "Europei", il M5S si inchina a Draghi che impone un tentativo riforma del sistema giudiziario, Conte e Grillo fanno finta di fare la pace, la Cassazione assolve Alemanno che intanto però è stato - come tanti altri, di tutti i partiti - politicamente massacrato. 

 

PERCHE’ UN NO RAGIONATO ALLA LEGGE ZAN

Se fosse possibile discutere seriamente sul decreto legge Zan senza farlo da “tifosi” credo che arriveremmo alla conclusione che qui non si tratta di negare diritti e tutela a persone quando ne hanno bisogno, ma di opporsi a una legge che rischia di diventare un tribunale ideologico liberticida, senza alcuna reale tutela nei confronti delle persone omosessuali.

A parte gli imbecilli e gli ignoranti che ci sono da sempre ed ovunque, mi sembra che per fortuna l’Italia non sia affatto un paese particolarmente ostile agli omosessuali.  

Ci sono stati singoli episodi certamente da condannare, ma non sono certo prevalenti; sono infinitamente più numerose le violenze sulle donne o sui minori, tanto per fare un confronto, e quando ci sono casi di omofobia possono e devono essere regolarmente perseguiti, anche aspramente, già con l’ attuale quadro normativo.

Certamente ci sono persone che vivono il loro stato come disagio personale, ma certo non sarà una legge a risolverlo, anche perché credo che l’omosessualità sia una situazione personale assolutamente  naturale e chi conosce un po' di storia sa che ha sempre fatto parte dei nostri costumi già dai tempi di Atene o dell’Impero Romano.

Il ddl Zan è invece sbagliato perché – almeno secondo me - prima di tutto è ideologicamente orientato ad imporre un punto di vista di parte.

La totale incertezza giuridica del cosiddetto “reato di omofobia” renderebbe l’applicazione della legge estremamente incerta, affidata all’ interpretazione del giudice ed esponendo legittime affermazioni di libertà di opinione al rischio di essere appunto tacciate di omofobia.

Se per esempio affermo che un bambino ha diritto ad un papà e ad una mamma sono omofobo oppure no? Se sostengo che non è legittimo “reperire” all’ estero un figlio partorito su commessa da una donna sono omofobo? Il rischio sicuramente c’è e si presta ad ogni tipo di strumentalizzazione favorito da una “lobby gay” che controlla buona parte dell’informazione.

Ho sempre avuto l’impressione che promozioni e favoritismi in TV e sui giornali abbiano spesso origine tra le lenzuola, sia “omo” che “etero”. Secondo me è una assoluta verità, ma solo dirlo potrebbe diventare perseguibile.

Comunque se oggi io insulto una persona sono condannabile in ogni modo, se esprimo un giudizio con una forma adeguata credo di poterlo liberamente fare.

Se dicessi però che certe manifestazioni gay “pubbliche” non solo mi sembrano di cattivo gusto, ma a volte “mi fanno schifo” supero o no la linea rossa del punibile?

Per esempio c’erano tante persone che festeggiavano liberamente e simpaticamente ai vari “gay pride” (e siano le benvenute nella loro libertà di espressione), ma certi costumi, pose, travestimenti a me hanno fatto letteralmente schifo: potrò ancora dirlo? Non era offensivo il gay che andava in giro sculettando facendo la macchietta di Gesù con tanto di maxi-croce di cartone sulle spalle?  E cosa ha a che vedere con l’omosessualità? Chi tutela e tutelerà il mio diritto all’indignazione?

Perché il ddl Zan non si limita a chiedere pene più pesanti per atti concreti di violenza (reali, non di opinione), ma costruisce soprattutto una serie di attività di “propaganda gender” (la giornata nazionale del 17 maggio, i corsi obbligatori nelle scuole, anche a bambini di dieci-dodici anni) che evidentemente servono a condizionare le libere opinioni, più che a proteggere le eventuali vittime.

Ma perché dovrei subire una propaganda in questo modo? La Zan non è una legge per “salvaguardare” ma per “rovesciare le carte” ovvero diventare apertamente fonte di propaganda. C’è di più: ogni espressione contraria in questo campo (ovvero sostenere idee “normali”, senza per questo qualificare “anormali” chi la pensa diversamente, ma dobbiamo pure intenderci) rischia di essere accusata di essere “discriminante” e quindi perseguibile.

La legge che si vuol approvare è poi volutamente scritta in modo incomprensibile.

Per esempio l’art. 1 introduce la definizione di sesso e genere. Voi per “genere” anziché scrivere semplicemente “uomo” e “donna” lo definireste: “Qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso”?  Oppure “identità di genere” la definireste “l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione” ??

Ma come si fa a scrivere un testo di legge così?

L’articolo 3 della legge è poi un autentico guazzabuglio, un minestrone. Nella versione emendata recita: “Ai fini della presente legge sono fatte salve le libere espressioni di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti

Vi sembra un modo chiaro di esprimere un concetto?

Perché – attenzione - l’articolo 3 non si riferisce agli omosessuali ma ai “normali” e ai loro limiti di potersi esprimere “contro”.  Fatemi capire: devono essere “fatte salve” le MIE opinioni? Qui siamo al travisamento della situazione: questo diritto dovremmo averlo già perché è nelle leggi, nella Costituzione, nei diritti acquisiti di tutti, omosessuali e non omosessuali, ci mancherebbe una legge che adesso ci “consente” di esprimere una opinione! E’ il rovesciamento dei ruoli: per tutelare una minoranza di “diversi” si conculcano i diritti della maggioranza di “normali”!

Ma gli italiani in grande maggioranza NON HANNO CAPITO di che cosa si tratti altrimenti credo che la stragrande maggioranza dei cittadini sarebbe contro questa normativa.

Si parte con questi testi astrusi e all’estero dopo leggi come queste il concetto si è esteso al punto che un giudice può perseguire un cittadino che dica “La famiglia è fondata su un padre ed una madre”!

Se io continuerò a condannare la pratica dell’utero in affitto, per esempio, potrò essere accusato di omofobia da una associazione LGBT o da un opinion leader transgender. Mi chiedo come possa il PD sostenere un simile mostro giuridico e non chiedere almeno un testo più chiaro e – sommessamente – lo chiedo anche ai cristiani che ne fanno parte perché va vene il “liberi tutti”, ma ci son dei principi che non possono essere totalmente disattesi.

Oltretutto di una legge così in questo momento non ne abbiamo alcuna necessità.

 

UNA RIFLESSIONE DELLE DESTRE EUROPEE

La scorsa settimana 16 partiti presenti nel Parlamento Europeo (per l’Italia hanno sottoscritto Lega e Fratelli d’Italia) hanno pubblicato un “manifesto” sulla crisi della UE. Un documento che giudico serio e condivisibile, CHE PRATICAMENTE NON HA LETTO NESSUNO perché tutto si è concentrato sui titoli dei giornali e le dichiarazioni di Letta (PD) “Salvini va insieme ad Orban” tenuto conto che il leader ungherese di questi tempi è l’orco cattivo, anche se nessuno va a leggere cosa EFFETTIVAMENTE abbia votato quasi all’unanimità il parlamento ungherese.

Credo che sia giusto dedicare due minuti alla lettura delle sue parti fondamentali perché l’Europa per esistere non può essere solo una unione economica e di interessi ma non deve perdere “un’anima” e questa anima resta se lo spirito europeo è fondato anche sull’ IDENTITA’ che è NAZIONALE ed EUROPEA intesa come un “Unione di Nazioni e di popoli” enon un pensiero unico dalla Polonia al Portogallo perché non è così per usi, tradizioni, lingue, religioni. Un’ Europa delle Nazioni è quella che volevano De Gasperi, Adenauer, De Gaulle che l’hanno fondata. Oggi l’Europa è solo euro e sta perdendo lo spirito che è il cemento dello stare insieme.

Sono stato per 12 anni a Consiglio d’Europa di Strasburgo e l’Europa l’ho sempre intesa così, perché è l’unico modo per stare insieme e soprattutto crescere insieme. Ecco la parte centrale del documento:

“ La serie di crisi che hanno scosso l’Europa negli ultimi dieci  anni  hanno  dimostrato  che la cooperazione europea  ta vacillando, soprattutto perché l  nazioni si sentono lentamente spogliate del loro diritto ad esercitare i loro legittimi poteri sovrani.

L'UE sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa, per arrivare alla costruzione di un’Europa senza nazioni, puntando alla creazione di un Superstato europeo, alla distruzione o alla cancellazione della tradizione europea, alla trasformazione delle istituzioni sociali e dei principi morali fondamentali.

L'uso delle strutture politiche e delle leggi per creare un superstato europeo e nuove forme di struttura sociale è una manifestazione della pericolosa e invasiva ingegneria sociale del passato, situazione che deve indurre ad una legittima resistenza L'iperattivismo moralista che abbiamo visto negli ultimi anni nelle istituzioni dell'UE ha portato allo sviluppo di una pericolosa tendenza, ad imporre un monopolio ideologico. Siamo convinti che la cooperazione delle nazioni europee dovrebbe essere basata sulle tradizioni, il rispetto della cultura e della storia degli stati europei, sul   rispetto dell'eredità giudaico-cristiana dell'Europa e sui valori comuni che uniscono le nostre nazioni, e non puntando alla loro distruzione. Riaffermiamo la nostra convinzione che la famiglia è l'unità fondamentale delle nostre nazioni. In un momento in cui l'Europa sta affrontando una grave crisi demografica con bassi tassidi natalità e invecchiamento della popolazione, la politica a favore della famiglia dovrebbe essere la risposta rispetto all’immigrazione di massa.

Siamo convinti che la sovranità in Europa sia e debba rimanere in capo alle nazioni europee. L'Unione europea è stata creata da queste nazioni per raggiungere obiettivi che possono essere raggiunti più efficacemente dall'Unione rispetto ai singoli Stati membri. Tuttavia, i limiti delle competenze dell'Unione sono fissati dal principio di attribuzione e tutte le competenze non conferite all'Unione appartengono agli Stati membri, nel rispetto del principio di sussidiarietà.

Attraverso una costante reinterpretazione dei trattati da parte delle istituzioni dell'Unione europea negli ultimi decenni, queste delimitazioni si sono spostate significativamente a svantaggio degli stati. Tutto ciò è incoerente con i valori fondamentali dell'Unione e stanno portando a un calo della fiducia delle nazioni europee e dei loro cittadini nei confronti di queste istituzioni.

Per fermare e invertire questa tendenza, è necessario creare, oltre al principio di attribuzione esistente, un insieme di competenze inviolabili degli Stati membri della' Unione europea, e un meccanismo appropriato per la loro protezione, con la partecipazione delle corti costituzionali nazionali o di organismi   equivalenti. Tutti i tentativi di trasformare le istituzioni europee in organismi che prevalgono sulle istituzioni costituzionali nazionali creano confusione, minano il senso dei trattati, mettono in discussione il ruolo fondamentale delle costituzioni degli Stati membri, e le controversie sulle competenze che ne derivano sono di fatto risolte con la violenta imposizione della volontà di entità politicamente più forti su quelle più deboli. Tutto ciò distrugge le basi per il funzionamento della comunità europea come comunità di nazioni libere.

Noi crediamo che il consenso debba rimanere il mezzo fondamentale per raggiungere una posizione comune nell'Unione. I recenti tentativi di aggirare questa procedura o le idee sua abolizione minacciano di escludere alcuni paesi dall'influenza sul processo decisionale e di trasformare l'Unione in  una  forma speciale di oligarchia.

Questo potrebbe portare all’annullamento di fatto degli organi costituzionali nazionali, compresi i governi e i parlamenti, ridotti alla funzione di approvare decisioni già prese da altri. Nei Paesi membri c'è ancora una forte volontà di cooperazione, e uno spirito di comunità e amicizia pervade le nazioni e le società del nostro continente.  È il nostro vero e grande capitale. Un' Unione riformata potrà utilizzare questo capitale, mentre una Unione che   rifiuterà   di   riformarsi   lo   sprecherà.

Per questo oggi ci rivolgiamo a tutti i partiti e gruppi che condividono le nostre opinioni, con questo documento come base per un lavoro culturale e politico comune, rispettando il ruolo degli attuali gruppi politici. Riformiamo insieme l'Unione per il futuro dell'Europa

QUESTE COSE VI SEMBRANO COSI’ ASSURDE, OMOFOBE, “FASCISTE”? OPPURE SAREBBE ORA DI APRIRE SU QUESTI CONCETTI UN PROFONDO DIBATTITO?

TUTTI DISCUTIAMO GIORNATE INTERE SULLA FORMAZIONE DI UNA SQUADRA DI CALCIO O PER UNA BATTUTA POLEMICA CHE RIEMPIE I TITOLI DEI GIORNALI, MA DI QUESTE COSE NON NE PARLIAMO MAI E QUESTA, PRIMA DI TUTTO, E’ UNA GRANDE SCONFITTA DELLA POLITICA

 

Buona settimana a tutti !                                                            MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 822 del  2 luglio 2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: – ALLOR M’INCHINO – CENTRODESTRA AL PALO - CONTE LICENZIATO - I PIRLA – PROPOSTE VACANZIERE

 

ALLOR M’INCHINO…

Mi inchino, non mi inchino, lo farei ma non lo faccio, non lo farei ma lo fanno gli altri e quindi mi adeguo. Adesso, visto che ce lo chiede il Belgio (sarà vero?) questa volta ci adeguiamo anche noi, tenuto conto che più che la nazionale del Belgio i nostri avversari di venerdì sera sembrano una sua variante africana, ma nel calcio vengono buone anche le ex-colonie e le neo-cittadinanze concesse “alla Suarez”.

Dopo discussioni infinite sul politicamente corretto alla fine la nazionale italiana propenderebbe per il “si” all’inchino nei quarti di finale degli Europei ma “solo” (?) perché lo chiederebbero gli avversari: perfetta forma di equilibrismo politico-strategico, apprezzato però solo dal 22,1% dei lettori della “Gazzetta dello Sport” (che  in merito ha subito lanciato il relativo sondaggio) con il 53,1% di NO all’inchino, il 24% per la scelta individuale e solo lo 0,8 % se richiesto dagli avversari.

Tutta la questione dell’inchinarsi o meno agli europei di calcio “Contro il razzismo” ha comunque del surreale, la sublimazione della forma e della demagogia rispetto alla sostanza.

Anche perché se chi si inchina è democratico, chi non lo fa allora è razzista e se si inchina solo mezza squadra (come è successo all’Italia settimana scorsa) ecco subito apparire il fantasma di giocatori filo-salviniani oppure invece no.

Già giocare all’ala destra ha sempre avuto sottili connotazioni politiche, ma anche Mancini ha i suoi limiti e non possono tutti giocare al centro.

Ma a questo punto, come inchinarsi? Basta un ginocchio flesso o servirebbero entrambi (due ginocchia uguale doppio antirazzismo) e poi perché farlo solo per pochi secondi?

Quando muore qualcuno il minuto di silenzio dura in campo - appunto – un minuto per definizione: il razzismo non lo si contrasterebbe quindi inginocchiandosi almeno un po' di più? Sicuramente un minuto comunque ci vuole, un minuto e mezzo sottolineerebbe anche maggiore attenzione al fenomeno, chiaro esempio di adeguamento al clima da psicogramma progressista collettivo.

Tra l’altro se si inchinano i giocatori perché l’arbitro non si inchina? E i guardialinee, le panchine, il quarto uomo alla moviola?

Anche questa storia del “quarto uomo” non torna: se al video c’è un’arbitro-donna, come la mettiamo con questa ulteriore forma di definizione maschilista?

Siamo alla ipocrisia allo stato puro come per il “logo” della Serie A italiana sui siti internazionali che -  da tricolore - è ora diventato “arcobaleno” in omaggio alle differenze di genere, ma non quello in lingua araba per non offendere la suscettibilità musulmana (e magari sarebbe stato proprio l’unico caso in cui poteva servire a significare qualcosa).

Il tutto mi sembra comunque una autentica sciocchezza, ma non per il razzismo in sé che resta una faccenda seria, ma perché se c’è una competizione “interrazzista” sono proprio questi Europei: gli svizzeri lunedì sera non hanno infilzato la Francia, ma quella che sembrava la nazionale della Nigeria in maglia blu. D'altronde anche molti elvetici per stazza, colore e cognome non sembravano propriamente figli di montanari di Underwalden.

Oltretutto i giocatori bravi lo sono indipendentemente dalla pelle e anche quelli neri non fanno sconti e per l’ingaggio chiedono (e ottengono) milioni di euro sonanti il che – una volta di più – è la vera sostanza del business.

Comunque per evitare che Lukaku venerdì sera ci faccia un paio di gol io mi inchinerei anche per una mezzoretta....

 

CENTRODESTRA ANCORA SENZA CANDIDATI

Al momento in cui scrivo queste note il centro-destra è ancora senza candidati ufficiali per le elezioni comunali di Milano, Napoli e Bologna. Soprattutto a Milano i numeri per battere Sala ci sarebbero, ma il sindaco uscente rischia di vincere alla grande per mancanza di avversari credibili.

E’ il metodo che non va: se anziché calarli da vertici di partito i candidati fossero scelti ascoltando i cittadini con selezioni tipo “primarie” forse ci sarebbe finalmente una scelta con basi solide.

Anche perché a Milano si presenta ora come outsider GIANLUIGI PARAGONE ex direttore de “La Padania”, senatore ex M5S, “spirito libero” e capace di raccogliere voti trasversali.

Un centro-destra con più coraggio avrebbe forse potuto sceglierlo o allearsi con lui per battere Sala, invece aspettiamo ancora che esca un coniglio dal cappello quasi che le elezioni comunali si vincano senza preparazione e con un nome inventato quasi a tempo scaduto. Che peccato!

 

CONTE E IL MARCHESE DEL GRILLO

Tra i grillini volano gli stracci, Beppe Grillo urla (come al solito), Conte medita di giocare in proprio e sullo sfondo c’è l’ennesima scissione. Il Movimento che doveva rinnovare l’Italia implode in sé stesso, alla fine è purtroppo l’ennesima occasione perduta.

Belloccio, elegante, narciso, onnipresente per mesi in TV complice la pandemia Giuseppe Conte era un principe di fatto, ma anziché impalmare Cenerentola è caduto male e - pur di tenere i riflettori su di sé –  si era inventato per quattro mesi la figura di “leader-ombra” del M5S, movimento alla disperata ricerca di qualcuno che ne rallentasse la crisi. Alla fine però Conte si è trovato a dover fare il maggiordomo di Grillo, che non è esattamente “Il Marchese del Grillo”, ed è stato licenziato.

L’ex comico con la sua consueta maleducazione spocchiosa lo ha liquidato sui due piedi e con la tipica arroganza degli ignoranti ha affermato senza riserve: “Conte non ha preparazione politica ed è un incapace”. Detto da lui… Comunque licenziamento in tronco, senza neppure la liquidazione di un collegio elettorale: un Conte ridotto da principe a fare il servo della gleba.

Se così pontifica “l’Elevato” i casi sono due: o lui e il M5S hanno messo, voluto e mantenuto a capo del governo per tre anni un incapace senza accorgersene prima, oppure il fuori di testa è proprio Grillo che una volta di più sfrutta il M5S come “cosa sua” usando la gente a gettone, vedi Casaleggio.

Il Conte disoccupato adesso fa un po' pena, replicando Icaro che per troppa presunzione voleva volare verso il sole ma era poi precipitato nel nulla. Si era evidentemente montato anche un po' troppo la testa, vediamo ora se fonderà un suo nuovo partito personale.

Ma forse il licenziamento è avvenuto anche perchè l’ex premier si era prodotto in una gaffe colossale irritando decisamente “l’Elevato” dichiarando ai media “Spetta a lui decidere se essere il genitore generoso che lascia crescere la sua creatura in autonomia o il genitore padre padrone che ne contrasta l'emancipazione.” Mentre si sprecano i “vaffa…” reciproci nella migliore tradizione grillina, Conte il nervo scoperto dei guai creati in giro dalla figliolanza di Grillo se lo era evidentemente scordato.

 

I PIRLA

Siamo finalmente fuori dall’obbligo di portare la mascherina all’aperto, ma resta un gesto di serietà farlo quando si è in aree affollate e l’obbligo va fatto rispettare o rischiamo in autunno di ritrovarci nella stessa situazione dell’anno scorso.

Rave-party non autorizzati con centinaia di persone accalcate senza protezione, movide sfrenate e manifestazioni varie - da quelle sindacali ai gay-pride – dove le mascherine sono un optional non ci portano certamente fuori dal guado. I pirla irresponsabili sono tuttora tra noi.

 

IN VACANZA CON IL PUNTO

Stavolta sfrutto IL PUNTO per tre inviti: se volete andare in vacanza in Italia perché non scegliete questa volta il Lago Maggiore? Ho ottime proposte turistiche da sottoporre a chi voglia scoprire le nostre zone. Contattatemi per ogni dettaglio e sarete trattati prima di tutto da amici (e meglio che riservando direttamente con Booking.com!).

Secondo invito, invece, ai lettori-pescatori. Per febbraio 2022 (Covid permettendo) stiamo organizzando una settimana di pesca a mosca e spinning in Terra del Fuoco. Qualcuno è interessato ad unirsi alla compagnia?

Terzo invito: se andando in vacanza e volete leggere qualcosa di diverso vi propongo due libri che ho scritto di recente: GENTE DI LAGO 2 (storie del Lago Maggiore e dintorni) e L’INTEGRAZIONE (IM)POSSIBILE? COSA NON VI DICONO SU AFRICA, ISLAM, ED IMMIGRAZIONE”. Potete richiedermeli via mail a marco-zacchera@libero.it ricordandovi di comunicare il vostro indirizzo postale per la spedizione. Il ricavato andrà al “Verbania Center” per costruire un ospedale in Mozambico.

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                                      MARCO ZACCHERA 




IL PUNTO   n. 821 del  25 giugno 2021

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: FUSIONE A DESTRA?  - FEDEZ E ZAN – SI AI REFERENDUM – GREEN GREEN GREEN - UN SIGNORE A TORINO.

 

PARTITO UNICO A DESTRA?  

Silvio Berlusconi insiste da settimane: serve un partito unico nel centro-destra e per questo sta cercando di convincere Matteo Salvini su questa opportunità. Non credo si arriverà al traguardo – e sicuramente in questo caso senza Giorgia Meloni – perché un conto possono essere comunque le intenzioni dei vertici e un altro il sentimento degli iscritti e dei dirigenti locali dove il senso di appartenenza o le cicatrici di litigi antichi e recenti contano più di quanto si pensi.

Certo che teoricamente un partito unico potrebbe far pensare ad una facile vittoria elettorale su scala nazionale, ma l’esperienza italiana – da sempre – sottolinea come le fusioni, soprattutto quelle generate a freddo, non portano mai alla somma degli elettorati originali e che invece presto o tardi - ma di solito molto presto - crescono nuovi cespugli e si moltiplicano i dissensi interni che a loro volta generano nuove scissioni.

Per realizzare una fusione, comunque, serve sempre un leader e capo indiscusso che con la propria autorevolezza personale possa essere in grado di tenere legate le diverse “anime” che sono alla base dei partiti, organismi molto meno forti e caratterizzanti di un tempo, ma che hanno ancora una loro importanza quando sono radicati sul territorio ed è il caso della Lega e di Fratelli d’Italia.

Chi conosce bene le diverse anime del centro-destra sa come queste siano spesso insofferenti a vicenda, un concetto che vale anche per le “basi” leghiste e berlusconiane, sottolineando la progressiva diaspora che ha colpito Forza Italia soprattutto a livello locale.

Proprio l’attrazione e la continua migrazione di eletti leghisti ed azzurri verso Fratelli d’Italia può però far comprendere le ragioni delle proposte di Berlusconi, ma non è imponendo una casacca comune che si superano i motivi di fondo di questi travasi che sono di solito basati più su situazioni personali che per motivazioni politiche.

C’è infatti un controsenso profondo da sanare: i programmi elettorali dei tre partiti (e loro satelliti) sono in gran parte sovrapponibili e questo darebbe effettivamente forza ad una fusione, ma ragioni “di sangue” comunque la renderanno indigeribile a una parte dei singoli elettorati.

La credibilità di Berlusconi negli apparati dei partiti-partner è ai minimi, quella della Meloni in crescendo, Salvini sta giocando (bene) il difficile ruolo di oppositore (o almeno di critico) all’interno del governo obbligandolo a qualche tensione con gli alleati a Palazzo Chigi pur di sottolineare la sua visibilità, quella che invece Forza Italia ha fatalmente man mano perso per strada.

Al concreto, infatti, chi sarebbe il leader del nuovo schieramento? Berlusconi potrebbe accontentarsi di una presidenza onoraria, ma il derby vero per il ruolo di leader tra Salvini e Giorgia Meloni è appena cominciato e si rafforza man mano che la credibilità della leader di FdI cresce nell’elettorato.

Difficile pensare che l’una accetti il premierato dell’altro e viceversa.

Contano infatti percorsi antichi e diversi che mi portano a pensare come per il bene della coalizione sia molto meglio un patto federativo piuttosto che una unificazione, anche sulla base dell’esperienza che portò al “Popolo delle Libertà”, abortito tentativo di una fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale.

La prima sopravvisse grazie al suo leader, l’altra morì con il tramonto di Fini creato anche dall’ “affare Montecarlo” adeguatamente pompato per mesi dalla stampa berlusconiana.

Forse – per il bene del centro-destra italiano – il processo dovrebbe essere affrontato al contrario: prima una definizione chiara di progetti, programmi e priorità e poi il “patto federativo” (che è già nei fatti) per le coalizioni a livello locale e regionale con candidature comuni nei collegi uninominali ma con liste diverse – pur collegate -  in quota proporzionale alle prossime elezioni politiche.

Utile metodo per raccogliere le diverse sensibilità elettorali, “fare il pieno” di consensi e poi cercare (e non sarà facile) di governare insieme.

 

FEDEZ E ZAN

Il signor Fedez sul decreto Zan mi ha scocciato, mi offende, urta quotidianamente i miei sentimenti di cristiano, mischia i soldi con i principi e lo fa a solo scopo auto-pubblicitario, considero idioti quelli che gli vanno dietro senza accorgersi di come vengono strumentalizzati.

Fedez nel mio intimo mi dà proprio fastidio, eppure siamo in democrazia e quindi devo comunque rispettarlo e sopportarlo, come lui deve (dovrebbe) rispettare me e le mie opinioni. 

Se a questo punto io però aggiungessi che Fedez mi offende perchè omosessuale (nel senso che io lo fossi e qualcosa in quello che lui dice urtasse il mio essere omosessuale) allora ai sensi della potenziale legge Zan quella di Fedez sarebbe una offesa “discriminatoria” e quindi maggiormente perseguibile.

Ma se tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, anche quelli non omosessuali (per fortuna!), perché mi si dovrebbe IMPORRE addirittura una giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, perché si deve IMPORRE che la festeggi a scuola anche mio figlio o mio nipote?

E chi stabilisce il limite tra la mia libertà di espressione e l’offesa? Se dico “non mi piacciono gli omosessuali” (ovvero non mi esprimo in termini scurrili od offensivi, ma esprimo un concetto) perché posso essere considerato un discriminatore perseguibile? E che differenza c’è dal dire “Non mi piacciono gli juventini” oppure “Non mi piacciono i cinesi?” Sarei per questo un milanista razzista o un suprematista bianco?

Ma vi rendete conto in che pasticcio giuridico ci stiamo cacciando?  

Siamo partiti dal difendere il sacrosanto diritto di espressione degli omosessuali al voler privilegiare i diritti di qualcuno ai danni degli altri che (nella scuola, nella società, nei costumi) PUR MAGGIORANZA sarebbero obbligati ad adeguarsi: è inaccettabile, proprio perché siamo in democrazia e il decreto Zan mi sembra in evidente contrasto con la Costituzione.

 

SI AI RFERENDUM

Inizia la campagna referendaria sui referendum proposti dalla Lega per la riforma della giustizia.

Come prevedibile sono più le polemiche sui promotori (ovvero la Lega a braccetto con i Radicali, cui si sono aggiunti altri gruppi di centro-destra con FdI ancora incerto e il PD in evidente affanno) che sui singoli contenuti circa i quali, invece, occorrerebbe più attenzione perché credo siano del tutto condivisibili.

Qualcuno li legge come un atto di sfida alla Magistratura italiana e lo sono, ma proprio perché la Magistratura italiana ha assolutamente bisogno di una scossa, di una nuova credibilità e soprattutto del coraggio di guardare dentro sé stessa smettendola con le autoassoluzioni che ne minano la credibilità e la allontanano dai sentimenti e dalla fiducia degli italiani.

Che poi i referendum siano l’arma migliore per svegliarla è opinabile, perché in passato i magistrati sono sempre stati capaci di chiudersi a riccio e di depotenziare i cambiamenti referendari nonostante la chiara espressione di voto degli elettori, ma è indubbio che un SI ai referendum porterebbe a uno scossone comunque positivo.

Nel concreto – ed avremo tempo per parlarne – i referendum sono sei, ma i principali sono due.

Il primo riguarda la responsabilità civile dei magistrati. Oggi la legge prevede che un cittadino danneggiato da una sentenza possa rivalersi contro lo stato, ma non possa chiamare in causa direttamente il magistrato che in pratica non risponde mai degli errori commessi, a volte clamorosi e nati da disattenzione e incuria.

Il quesito chiede la modifica di questa normativa prevedendo che il cittadino possa chiedere il risarcimento dei danni: è assolutamente giusto.

Il secondo referendum interviene sulla separazione delle carriere: chi fa il pubblico ministero non può poi fare il giudice e viceversa: credo sia una garanzia per tutti i cittadini.

Gli altri referendum sono su questioni minori come la custodia cautelare prima del processo limitandola ai reati gravi e penso alle migliaia di assoluzioni che giungono dopo che l’imputato sia stato comunque ingiustamente in carcere, ma è un tema molto delicato. Il quarto referendum chiede di abolire la legge Severino nella parte in cui prevede la sanzione accessoria dell’incandidabilità automatica ed è cosa equa perché ci sono condanne per reati non legati all’attività politica e quindi non si capisce perché sia comunque impedita una candidatura.

Il quinto quesito limita di fatto le “correnti” necessarie oggi per essere eletti nel CSM e l’ultimo interviene sulla valutazione dei magistrati che verrebbe anche aperta anche a un giudizio “esterno” (per esempio degli avvocati) che possano esprimersi sul valore o meno di un giudice togliendone il monopolio ai magistrati nel valutare i colleghi per le promozioni.  

LA RACCOLTA DELLE FIRME PER PRESENTARE I REFERENDUM PARTIRA’ IL PROSSIMO 2 LUGLIO, MI AUGURO CHE MOLTI LETTORI DEL PUNTO LI SOTTOSCRIVANO.  

 

AMBIENTE, CLIMA, GREEN

Non passa un TG senza una denuncia ambientale ed un appello al “green”. Bene, bravi, benissimo, però… Però si denuncia la situazione ma non si vogliono prender decisioni contro gli “inquinatori” veri che continuano come prima. Intanto la pubblicità si è impadronita del tema per cui tutto è venduto politicamente corretto: dal formaggio all’automobile. Nessuno spiega però aspetti fondamentali. Per esempio se tutte le auto fossero elettriche, quella elettricità da dove arriverebbe? Se prodotta con il sole, il vento, l’acqua o i pannelli ok (salvo poi doverli smaltire), ma se il grosso dell’energia elettrica è comunque prodotta con centrali a gas e bruciando idrocarburi l’inquinamento non crescerebbe lo stesso?

La soluzione ad oggi sarebbe il nucleare ma è un tema tabù, al solo pensiero un ecologista ha le convulsioni, eppure - anche con i suoi rischi - paradossalmente è e resta la scelta più “green”.

 

QUEL SIGNORE DI TORINO

In punta di piedi ci ha lasciato Giampiero Boniperti.

Da sempre giocatore juventino e poi dirigente, interprete autentico di un calcio inteso come serietà, lealtà, correttezza. Un “signore” forse pressochè sconosciuto alle nuove generazioni, ma che per chi come me collezionava figurine quando le squadre erano più o meno fatte in casa e tutti i calciatori ben identificabili rappresentava uno dei più bravi giocatori d’Italia, una bandiera e soprattutto di una grande autorevolezza.

Debuttò a 19 anni in serie A, poi 443 presenze sempre con la maglia bianconera, quella Juventus di cui è rimasto poi dirigente e presidente onorario fino alla settimana scorsa.

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                         MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 820 del  18 giugno 2021

 di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  ITALIA VS/ ITALIA – SVIZZERI POCO VERDI – IL PREZZO DEL (DIS)ONORE - RICORDANDO CAMILLA – RIFLESSIONE SUL RAZZISMO.

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POCHEZZA INTERNAZIONALE

Fatemi capire perchè mi viene da ridere (o da piangere).

Dunque, in Cornovaglia si riunisce il G7, Mario Draghi fa un’ottima figura (finalmente qualcuno che parla bene l’inglese, è credibile ed ha un curriculum di assoluto rispetto a livello internazionale) e con i “grandi” decide di “contenere” la Cina che sta ricattando il mondo anche sul mercato delle materie prime.

Italia finalmente credibile? Macchè, nelle stesse ore Beppe Grillo - detto “l’elevato” -  capo politico del M5S (ovvero proprio del partito del nostro ministro degli esteri, per nostra sciagura l’ex bibitaro Giggino Di Maio) non trova di meglio che rendere visita proprio all’ambasciatore cinese a Roma. Con lui doveva esserci anche l’ex premier Giuseppe Conte che all’ultimo secondo deve essere stato raggiunto da un “altolà” da Palazzo Chigi e che quindi «Per impegni e motivi personali, non ha potuto essere presente».

Nessuna prudenza politica, tantomeno una sconfessione di Grillo, ma soprattutto divergenza evidente rispetto alla posizione di Draghi e quindi solita figura da peracottai degli italiani “doppiogiochisti”. Ci lamentiamo poi perchè ridono di noi?

Con perfetta scelta di tempo riappare anche Massimo d’Alema che risorge dalla tomba e rilascia una lunga intervista alla TV di stato cinese dove (lo sottolinea Il Fatto Quotidiano, il giornale del M5S) elogia la Cina, “che ha fatto uscire almeno 800 milioni di persone dalla povertà”, compiendo un “risultato straordinario, perché mai nessun paese nella storia dell’umanità è stato capace di tanto.” Per l’ex (ex?) comunista D’Alema il non rispetto delle regole internazionali e i diritti umani sono dettagli. In concreto, però, come può Draghi non imporre una sua linea “governativa” ai propri alleati se vuole essere credibile in Europa e nel mondo e quali sono i veri rapporti politici ed economici tra la Cina comunista e il M5S? 

 

SVIZZERI BIANCHI E ROSSI, POCO… VERDI

Poche fonti di stampa lo hanno riportato perché certe notizie non si danno quando vanno controcorrente, ma domenica scorsa con il 51,6% di voti contrari e il voto contrario di 21 cantoni su 26 gli svizzeri hanno bocciato il referendum ambientale per limitare le emissioni di anidride carbonica in futuro.

Per farlo il governo elvetico prevedeva nuove tasse sui carburanti e i biglietti aerei ed incentivi per le coibentazioni degli edifici ed altri risparmi energetici. 

Da sottolineare che la Svizzera contribuisce con molto meno dello 0,1 % alle emissioni di CO2 nel mondo (40.000 tonnellate di Co2 su 27 milioni!) ed ha 5 centrali nucleari che assicurano buona parte del fabbisogno energetico nazionale.

C’è da chiedersi se sia maggiormente necessario a livello planetario ridurre di circa un terzo le emissioni svizzere - con tutti i costi relativi - e non imporre invece a stati come Usa, Cina ed India di adeguare le proprie emissioni con interventi che – soprattutto in India, Cina e alcune altre nazioni – in pochi anni potrebbero grandemente ridurre il bilancio globale..

 

IL PREZZO DEL (DIS) ONORE

Si chiude dopo 9 anni e il pagamento di un adeguato riscatto la sconcertante vicenda dei 2 fucilieri di marina incriminati in India. L’Italia pagherà 1,1 milioni di euro (oltre a lauti acconti già versati) a “saldo e stralcio” per chiudere la vicenda anche se – vista la generale corruzione che ha imperversato negli anni su questa vicenda – temo che solo poche briciole arriveranno alle famiglie dei due pescatori.

Da notare che – come giustamente sosteneva l’allora ministro degli esteri Giulio Terzi –  se l’Italia si fosse tenuta stretti i due marò quando erano tornati a casa in licenza avrebbe avuto ben altre pressioni da esercitare sul governo indiano che è riuscito alla fine a mirare solo ai soldi, esattamente come voleva, sapendo di avere giuridicamente torto.

Nessuno ha mai dimostrato che fossero effettivamente stati i militari italiani a sparare e resta il fatto che se i due marò hanno comunque agito correttamente (sentenza dell’Aja) non si capisce perché bisognasse comunque ancora pagare.

Visto poi che non c’era bisogno di consegnare i nostri militari alle autorità indiane (che hanno potuto così alimentare il ricatto) nelle ore successive alla sparatoria, né fare entrare una nostra nave nelle acque indiane bisognerebbe far pagare la somma a chi ha ordinato la loro consegna in spregio al diritto internazionale.  

Su tutto mi resta però un esempio luminoso: il comportamento dei due militari. Silenziosi sempre, composti sempre, leali sempre. “Bravi!”, detto dal profondo del cuore.

 

NEL RICORDO DI CAMILLA

Un doveroso ricordo della giovane Camilla Canepa, morta a Genova dopo la vaccinazione con Astrazeneca e diventata uno dei simboli di questi mesi di pandemia.

Spiace che a seguito di questo tragico decesso si sia scatenata l’ennesima polemica sui vaccini: si, no, non si sa, forse. Si, ma solo agli over 60, no: Astrazeneca va somministrata anche ai giovani. Prima dose di un tipo, allora la seconda assolutamente dello stesso?” Si, no, è meglio di no, assolutamente sì, lo fanno già gli altri, invece non è vero, oppure forse.” Open day? Si, poi fermi tutti, De Luca che prima ordina no. poi sì, poi forse. Il generalissimo Figliolo che va contro le regioni, poi “si coordina”, ma tanto la colpa è della Lombardia.

Ora i giovani vaccinati ora che fanno? Fermate anche J & J? Si, no, vedremo. Dopo 18 mesi siamo ancora in ballo con tutti che urlano, i virologi che polemizzano in ordine sparso, i mezzobusto in TV che si sprecano. Intorno l' Italia, contraddittoria e casinara per definizione. Solo Speranza resta lì fisso come un paracarro, la barba sempre malfatta, in abito blu e perennemente sorridente.

 

RIFLESSIONE SUL RAZZISMO

Il recente suicidio del giovane Seid Visin, ragazzo nero cresciuto in Italia che aveva scritto (due anni prima del suo tragico gesto) di volersi uccidere per gli sguardi “schifati” della gente nei suoi confronti ha riaperto il dibattito sul razzismo.  

Credo che dobbiamo avere il coraggio di interrogarci nel profondo, perché ogni volta che si affronta questo discorso - o si assiste a situazioni discriminatorie - cominciamo sempre con uno scontato “ Io non sono razzista, ma...”

Francamente sono stufo di sentirlo ripetere perché quel “ma” spesso - poco dopo - contraddice nei fatti il concetto di partenza.

Proprio perché non mi va la demagogia su questo tema posso parlare solo per me stesso, dichiarando subito che a me del colore della pelle di una persona non mi interessa nulla, mentre mi interessa come si comporta individualmente quella stessa persona, bianco o nero che sia.

Il suicidio di Seid è stato un dramma vero, ma le motivazioni non possono essere solo quelle dichiarate che sottolineano piuttosto una grande sua fragilità interiore, anche perché in Italia ci sono milioni di neri e di loro non si suicida nessuno ed oltretutto il ragazzo suicida era italiano da sempre.

La stupidità e l’ignoranza, il timore inconscio delle persone nei confronti dei “diversi” sono sicuramente una costante, ma la discriminante non credo sia per il colore della pelle, ma quando appunto si equivoca tra razza e responsabilità personali, dimenticando o sottovalutando che la reazione a volte nasce spontanea per una eccessiva dose di “buonismo ufficiale” che - al contrario – tende a voler sempre giustificare ed assolvere tutti.

Questo atteggiamento è frutto di timori inconsci, ma anche per situazioni che vediamo ogni giorno e che non riusciamo a giustificare.

Il razzismo nasce (purtroppo)  per ignoranza, ma quando si vedono le condizioni di migliaia di persone in condizioni disperate o che vengono sfruttate si deve imporre alla nostra coscienza la necessità di intervenire nell’aiuto, soprattutto nell’emergenza, anche se in noi stessi scatta la protesta per la mancanza di regole sia nell’immigrazione che a volte per i comportamenti di chi è accolto.

Non si riflette abbastanza che il razzismo in gran parte sparirebbe se gli arrivi (e i successivi soggiorni) fossero filtrati dalla legalità e se chi arriva si adeguasse a comportamenti, principi, atteggiamenti, leggi del paese che accoglie.

Ne ho scritto a lungo nel mio libro “Integrazione (im)possibile? Quello che non ci dicono su Islam, Africa, Immigrazione” (se non lo avete letto, richiedetemelo via mail a marco.zacchera@libero.it) per sottolineare che è un processo non facile né veloce, ma che deve essere affrontato con le idee chiare e il rispetto delle regole.

Se per strada vedo una islamica intabarrata in abiti neri che non le lasciano scoperti che parte gli occhi mi indigno (e scatta il razzismo latente) non perchè professa un’altra religione, ma perché penso che spesso sia una violenza alla libertà di quella donna considerando anche che se io visito un paese musulmano devo accettare le “loro” regole e quindi “loro” - venendo qui - devono accettare le nostre, anche esteriori.

Rispetto reciproco? Si, ma purtroppo oggi una donna italiana non può girare  in minigonna a Riad o a Teheran o rischierebbe la lapidazione con la certezza di arresto immediato, né anche solo muoversi senza un velo che la ricopra.

Quanto è “razzista al contrario” l’omicidio di una poveretta perché a Reggio Emilia non voleva sottostare a un matrimonio combinato e liberarsi dai pesi di una religione a lei imposta?

Attenzione: ricordiamoci che anche nell’Italia di 50 anni c’era ancora “il delitto d’onore” ma oggi non è più così e in una società multietnica non può più essere accettato un simile comportamento.  Ecco dove però cresce il razzismo più o meno inconscio, anche per reazione ad atteggiamenti inaccettabili eppure spesso minimizzati con toni demagogici e buonisti fuori dalla logica.

Non è un caso isolato: sul traffico umano si campa e pensiamo alla mafia nigeriana, agli scafisti, al “giro” legato spesso a cooperative di dubbia serietà, allo sfruttamento della mendicità e alla disperazione di chi la vive per sopravvivere.

Mentre noi ci facciamo o ci dovremmo fare (per fortuna) mille scrupoli, nel mondo non è così e chi conosce la realtà del Sudafrica – per esempio – sa che ad uno stato di apartheid è subentrata una pesante discriminazione contro i bianchi che pure hanno costruito il paese 400 anni fa.

Allo stesso modo negli Stati nel Golfo milioni di pakistani, indiani, filippini e nepalesi sono schiavizzati, senza dimenticare la realtà cinese.

Ancora una volta si scopre che non è il colore della pelle ad auto-discriminare, ma molto più spesso la religione, lo sfruttamento economico, la mancanza di diritti umani minimi rispettati a livello planetario. Temi su cui spesso non si ha il coraggio di intervenire con norme chiare e si preferisce far finta di nulla.

Tornando all’Italia una volta di più sono le regole che quindi vanno studiate, applicate e fatte rispettare proprio perché chi arriva deve adeguarsi al nostro ordinamento giuridico e civile e contemporaneamente non essere spinto né nei ghetti né nella discriminazione. 

Senza regole rispettate cresce poi anche la demagogia, soprattutto se la lettura ufficiale e “politicamente corretta” dei fatti fa scattare la reazione negativa di milioni di persone che nel loro intimo diventano “razziste” (anche se non lo ammetteranno mai) proprio perché chiamate a sopportare costi di accoglienza e mantenimento senza ottenere reciproco rispetto, sicurezza e osservanza delle leggi della Repubblica.

Essere cittadini consapevoli deve essere patrimonio di tutti, diritto di tutti, dovere di tutti.

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                                                 MARCO ZACCHERA 




IL PUNTO   n. 819 del  11 giugno 2021

 di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO: FEDERAZIONE A DESTRA? – AFGHANISTAN ADDIO - PALAMARA ALL’ITALIANA – SARDINE IN SCATOLA – “NON LEGGETE LA MELONI!” – BOOKING EVADE - I CONTI DEL MAGGIORE  -

 

FEDERAZIONE LEGA-FI ?

Il primo dato incerto che pesa sull'ipotetica federazione tra Lega e Forza Italia sono le condizioni di salute "vere" di Silvio  Berlusconi che è apparso in pubblico per pochi minuti il giorno delle consultazioni con Draghi ai primi di febbraio e poi non è visto più, con i media che ripropongano video con vecchi spezzoni di repertorio (su Mediaset anche di una ventina d'anni fa, l'effetto a volte è un pò patetico...).

Se anche i PM del "Ruby ter" hanno acconsentito a rinvii delle udienze per motivi di salute significa - temo - che il Cavaliere stia piuttosto male e che quindi questo suo appello a Salvini (accolto malissimo in ampi settori di FI) sembra un pò un suo canto del cigno. In altre parole si ammette l’imbarazzo di Arcore su chi dovrebbe prendere le redini del partito all’eventuale ritiro del leader, con il rischio di uno sfaldamento generale.

Auguri a Berlusconi, convinto che l'idea di un "patto federativo" nel centro-destra farebbe bene alla coalizione e per accrescere il suo peso all'interno del governo, anche se Giorgia Meloni resta la convitata di pietra, con l’evidente anomalia di una separazione a Roma rispetto rispetto allo schieramento che governa regioni e città.

Un patto federativo non è una fusione (che in termini di voti non ha mai pagato nella storia politica italiana) ma può essere utile per stendere una buona e condivisa piattaforma programmatica. A quel punto non sarebbe una bestemmia se il “patto” si allargasse anche la Meloni che vive (bene) anche di quotidiani distinguo tattici, ma senza sostanziali divergenze sulle cose importanti, come invece avviene per l'asse M5S-PD che spesso sembrano divisi su tutto. D'altronde è evidente che restando divisi si raccolgono più voti, ma se il centro destra vuole governare deve trovare comunque una comune intesa strategica.

Intanto per le amministrative di Roma  non credo che "Il ticket Michetti-Matone” sia una scelta vincente. Evidentemente non c’è in giro niente di meglio, ma esprimo preventive ed ampie riserve sulle possibilità di un successo. Vedremo i risultati finali, è inutile che ripeta come bisognerebbe smetterla di calare candidati dall’alto: i salotti di Porta a Porta - cui è abituata la Matone - non sono esattamente  i problemi concreti della  borgata romana di... Primaporta!

Per le elezioni di Torino – visto che alla fine si è confermato l'imprenditore Paolo Damilano – c’è da chiedersi invece perché allora non lo si sia annunciato ufficialmente già mesi fa permettendo così una più organizzata campagna elettorale dovendo far crescere da zero, come quasi sempre, candidati sostanzialmente sconosciuti all’elettorato.

Infine su Milano – città che il centro-destra avrebbe potuto vincere – permane invece una nebbia tutta meneghina: forse alla fine uscirà candidato Maurizio Lupi per disperazione: persona che stimo, ma “minestra riscaldata”  che - contro un Sala osannato e spinto dai media - temo che difficilmente sarà vincente.

 

AFGHANISTAN ADDIO 

Con poche fanfare e molto imbarazzo anche gli italiani se ne vanno dall’Afghanistan.

Sono passati 20 anni dall’11 settembre 2001 e dalla scelta USA di combattere i terroristi nei loro santuari al centro dell’Asia, ma la “grande coalizione” torna a casa con la coda tra le gambe senza aver raggiunto i suoi obiettivi.

Nonostante i 3.232 soldati rimasti sul terreno (53 italiani) e una spesa enorme, il tentativo di restituire all’Afghanistan i connotati di una democrazia è clamorosamente fallito. Si torna a casa con al seguito circa 700 civili afghani che hanno collaborato con le nostre truppe in questi anni, ma che – rimasti senza protezione – rischiavano di essere uccise. Anche questo conferma che la “vernice” di una normalità afghana evaporerà in poche settimane e le milizie islamiche torneranno presto a controllare l’intero paese. 20 anni sono passati invano.

 

PALAMARA  ALL’ ITALIANA

Magnifico, finirà come nei film: il “trojan” inserito nel telefonino dell’ex giudice Palamara che ha intercettato quintali di porcherie all’interno della Magistratura (inspiegabilmente funzionando però solo a tratti e tacendo quando al telefono c’erano alcuni pezzi grossi...) pare ora che non fosse inserito con le autorizzazioni corrette e quindi non varrebbe più come “prova”. Conseguentemente se le prove non contano la corruzione non esiste, il problema è risolto, giustizia è fatta. (!!)

Circa invece la vicenda legata a Davigo, CSM, presunta loggia massonica “Ungheria” e rapporti con la Procura di Milano, l’arresto dell’avv. Amara per la vicenda Ilva di Taranto crea ulteriore confusione. L’ideale per garantire tempi lunghi, pressioni, ritrattazioni e potenziali insabbiamenti, mentre intanto si indaga anche sui PM milanesi che avrebbero nascosto prove a favore degli imputati nel mega-processo ENI.

Begli esempi per la credibilità della categoria…

 

SARDINE IN SCATOLA

Non avete più avuto notizie delle “Sardine”? Tranquilli, aspettano silenziose sott’olio in attesa delle prossime necessità elettorali del PD. Apparse in Emilia per raddrizzare una campagna regionale a rischio sconfitta, sono state poi surgelate apparendo brevemente giusto in tempo per occupare (in tenda!) sotto i riflettori TV la sede centrale del PD durante il giro di valzer che serviva per cacciare Zingaretti.

Adesso sono state rimesse temporaneamente in scatola in attesa delle prossime elezioni e attendiamo con fiducia, anche se ora c’è la complicazione del (per loro) “disgustoso Salvini” temporaneamente alleato proprio del PD.

Ci vorrà un po' di pazienza per riciclare gli slogan, ma tenete pronto l’apriscatole: altre elezioni si avvicinano.

 

LA MELONI DELLA DISCORDIA

L’ idea dei giovani di Fratelli d’Italia di Verbania di regalare una copia del recente libro autobiografico di Giorgia Meloni alle biblioteche degli istituti superiori della città ha scatenato un putiferio perfino a livello nazionale, sottolineando anche il livello di insofferenza che gira dalle parti del PD.

L’assessore comunale piddino alla cultura, Riccardo Brezza, si è infatti scagliato con parole di fuoco contro l’iniziativa, dichiarata “Un atto di provocazione politica che supera ogni limite” e poi “Esprimo tutta la mia contrarietà verso questa proposta che non ha alcuna possibilità di essere realizzata” “Quindi per quanto di mia competenza la biografia di Giorgia Meloni continuerà a rimanere fuori dalle scuole verbanesi”.

Assessore, ma da quando in qua regalare un libro è diventata una così grave provocazione politica?

A parte il fatto che le scuole superiori della città non sono di sua competenza (e l'interessato dovrebbe saperlo) sono rimasto esterrefatto dai suoi post, avendolo sempre considerata una persona seria. D'altronde nessuno è o sarà obbligato leggere il libro, ma perché addirittura vietarne la diffusione – non si sa in base a quale norma - impedendo alle biblioteche scolastiche di ricevere il piccolo omaggio?

Ognuno legge (o dovrebbe leggere) quello che vuole e credo che in una società libera una lettura non può e non deve essere preventivamente censurata, altrimenti sarebbe lecito sostenere che proprio l’assessore alla cultura (!) della nostra città si arroga lui stesso il diritto alla censura, il che sembra francamente un assurdo controsenso.

Questo atteggiamento non fa però che confermarmi come spesso a sinistra ci si arroghi il diritto di pensare per tutti e a spingere sempre per una lettura dei fatti, della politica, della storia solo e soltanto a senso unico.

Brezza si è mai chiesto quanti libri, interviste, dibattiti, mostre, conferenze si siano tenuti nelle scuole cittadine senza contraddittorio e con “invitati” tutti sempre (o quasi sempre) legati alla SUA parte politica? Si è mai posto il problema dei “Consigli di Istituto” che regolarmente – spesso in nome del “A scuola non si fa politica” - non accettano contraddittorio, ma spalancano le porte solo all’ANPI, alla Casa della Resistenza ed alle altre associazioni, autori, intellettuali, giornalisti, magistrati tutti o quasi sempre di sinistra?

Alla faccia del pluralismo: perfino un libro regalato adesso  disturba!

Suvvia, assessore, ammetta sportivamente che i giovani di Fd’I si sono dimostrati più svegli di lei e - visto che lei notoriamente “studia da sindaco” della nostra città - non si renda ridicolo e piuttosto accetti sempre il confronto: certi suoi toni richiamano altrimenti lo stalinismo o la Corea del Nord, oltre a nefasti altri regimi che - dei libri - facevano falò.

 

BOOKING PRENOTA … MA NON PAGA!

Molti usano “Booking.com” per prenotare le vacanze, pochi sanno che le aziende intermediarie come queste guadagnano un sacco di soldi ma NON pagano le imposte sul reddito e, come sta emergendo, Booking addirittura evaderebbe anche l’IVA.

Pensate che solo in Italia “Booking.com” “gira” circa 700 milioni con UNA PROVVIGIONE NETTA, OVVERO UN PROFITTO, che sfiora i 120 MILIONI DI EURO. Redditi tutti esentasse perché la sede di Booking è all’estero, anche se i profitti sono generati in Italia: un aspetto che come commercialista mi fa impazzire visto che va contro i principi contabili corretti.

Siccome non bastava, pare che la società (che in Italia non ha neppure nominato un rappresentante fiscale) non pagasse neppure parte dell’IVA. Pochi turisti sanno tra l’altro che -  a dispetto della pubblicità ingannevole dei “portali” - su quanto pagato tramite Booking alle strutture ricettive il “pizzo” imposto da questi colossi è del 18%. Un consiglio: la prossima volta non fatevi fregare e prenotate direttamente: sicuramente risparmierete qualcosa e non manderete parte dei vostri soldi in un paradiso fiscale.

Anche per questo motivo plaudo alla decisione di principio del G7 di far pagare delle imposte minime a tutte le multinazionali, ovunque abbiano la propria sede fiscale.

 

VERBANIA: IL CEM-MAGGIORE VA ALLA CORTE DEI CONTI

Un gruppo di consiglieri di minoranza di Verbania hanno chiesto alla Corte dei Conti di verificare alcuni aspetti della realizzazione del teatro “Maggiore” (ex CEM) da me fortemente voluto quando ero sindaco e che - ad ormai cinque anni dall’inaugurazione ufficiale - sembra essere tuttora senza certificato antincendio e privo di abitabilità definitiva.

Se la Procura di Verbania avesse voluto trovare il tempo di approfondire gli esposti che a suo tempo avevo presentato ed avesse interrogato le persone che spontaneamente volevano essere ascoltate in merito forse molti dubbi che tuttora permangono sarebbero stati risolti da tempo.

Purtroppo mai nessuno “E’ profeta in patria” e intanto in questi anni la polvere si è accumulata sulle carte, sui fornitori, sui bandi (?) della direzione artistica... 

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                                                            MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 818 del  4 giugno 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  IL PROBLEMA GIUSTIZIA -  LA PARABOLA DI GIUSEPI - VACCINAZIONI – L’ ISTAT  TI  FA  IMMORTALE -

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GIUSTIZIA, SENTENZE E REFERENDUM

 

Da sempre i giudici fanno discutere e le loro sentenze influenzano il costume, la politica, la vita di una comunità.

In settimana alcuni fatti sono apparsi sconcertanti: dal rilascio del mafioso Giovanni Brusca (con circa 150 omicidi sulla coscienza) alla pronta liberazione degli imputati a Verbania per la sciagura della funivia, alla sentenza di Taranto che ha riproposto il dilemma di quale sviluppo industriale sia sostenibile.

Certo un giudice più è libero più è autorevole, se appare condizionato sarà sempre oggetto di critiche. Proprio per questo i magistrati dovrebbero essere e rimanere al di fuori della politica perché - quando ne sono sponsorizzati o si rivolgono alla politica per fare carriera - diventano molto meno autorevoli. Purtroppo però è un vezzo comune e i fatti dimostrano che solide “maniglie” politiche servano davvero.

Peggio ancora quando i vertici della Magistratura appaiono inquinati: nell’opinione pubblica cade l’autorevolezza del suo “status”, così come quando passano i mesi e i peggiori scandali – vedi caso Palamara - sembrano scivolare via come l’acqua sul vetro.  

I recenti fatti di cronaca hanno piuttosto riproposto ancora una volta la necessità della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, così come l’uso (e l’abuso) dei pentiti di mafia, sottolineato discrepanze clamorose.

I giudici sono essere umani e possono sempre sbagliare, però devono avere il coraggio di ammetterlo visto l’Italia è però il paese più condannato d’Europa dalla Corte dei Diritti dell’ Uomo di Strasburgo per malagiustizia, con numeri che fanno rabbrividire.

Per avere una prima idea di quanti siano gli errori giudiziari in Italia vale la pena di mettere insieme sia le vittime di ingiusta detenzione sia quelle di errori giudiziari in senso stretto. Ebbene, dal 1991 al 31 dicembre 2020, i casi accertati e documentati sono stati 29.659: in media, poco più di 988 l’anno (parliamo solo di quei casi conclusisi con un indennizzo all’imputato). Il tutto per una spesa complessiva dello Stato gigantesca, tra indennizzi e risarcimenti veri e propri: 869 MILIONI di euro, circa 29 milioni l’anno, eppure ufficialmente i giudici non sbagliano mai.

Pensate: dal  010 al 2021 nonostante questi indennizzi sono state depositate solo 544 cause formali per responsabilità civile dei magistrati e su 129 sentenze emesse finora (le altre 415 cause sono a prendere polvere) ci sono state solo 8 (otto!) condanne, tra l’altro senza pubblicizzare i nomi dei magistrati “colpevoli”.

 E’ lecito affermare che la “Casta” assolve soprattutto sé stessa?

Quello che più mi indigna è che passano gli anni e nulla cambia: tempi infiniti per decidere qualcosa su pentiti, prescrizione, divisione delle carriere, riforma del CSM. Chiacchiere e chiacchiere, ma alla fine non cambia mai niente. Per esempio un paio di anni fa è stato sancito il principio che chi subisce un processo penale – magari con pre-reclusione - e ne viene assolto ha diritto ad un rimborso per le spese legali sostenute, visto che evidentemente l’incriminazione non aveva coperture di prove.

Furono stanziati 8 milioni per gli indennizzi che sembrano tanti ma – udite udite – visto che gli assolti solo l’anno scorso sono stati 126.000 in un solo anno ne verrebbe un rimborso di 63 euro per procedimento, somma infinitesimale rispetto alle spese sostenute dagli imputati per i propri avvocati.

Al tempo di questa “storica legge” il M5S e nello specifico il ministro Buonafede parlò di “grande svolta di civiltà”: la svolta si è chiusa nel solito vicolo cieco.

I Radicali e Salvini propongono ora una serie di referendum per cambiare la Giustizia italiana e non c’è dubbio che se il Parlamento continuerà imperterrito nel suo immobilismo spetterà ai cittadini esprimere per lo meno il proprio dissenso, anche se già in passato referendum con risultati chiarissimi sono rimasti lettera morta.

Ricordate? Era il 1987, i Radicali promossero un referendum sulla RC dei magistrati che raccolse l’80% di “si”, ma i numeri - 35 anni dopo - li avete appena letti: in tutto alla fine solo 8 condanne!

Non mi illudo quindi che cambi qualcosa, anche perché i vertici dello Stato in argomento sembrano immobili paracarri, a cominciare dall’ illustre Presidente della Repubblica che settimanalmente enuncia scontati proclami, ma non sembra intervenire mai per incidere nel concreto: il caso Palamara-CSM-Procure valga per tutti. Sconfortante.

 

PROBLEMI DI CONTE  (CONTE CHI ?)

C’è il Conte (Antonio) che vince lo scudetto e poi emigra per questione di milioni, poi c’è anche il Conte (Giuseppe, detto Giusepi) già premier ed “Avvocato del popolo” che affonda nei flutti e non se lo fila nessuno.

Da Palazzo Chigi a essere (forse) leader del malandato M5S ne corre, anche perché  non si riesce ancora a capire se Conte (Giuseppe) sia stato o meno ufficializzato leader, complice una serie di sfighe che lo tallonano da vicino.

Prima i guai giudiziari del figlio dell’“Illuminato”, poi la mega-rissa contro Rousseau sui nomi degli iscritti, poi le scissioni varie ed i sondaggi impietosi: Conte (Giuseppe) dove sei? Lui, poverino, corre: deve tenersi buoni gli scissionisti, calmare i gruppi parlamentari, vedersela con Crimi (perché in fondo c’è ancora lui ufficialmente a comandare) ma soprattutto deve inventare (inventarsi) una linea di condotta visto che i grillini la cambiano due volte la settimana ed è duro stare dietro alle dichiarazioni, scuse, giravolte di Di Maio & associati.  

Avvocato Giusepi, ma perché non torni a fare il professore?

 

VACCINI E PROCLAMI

Qualcuno mi critica perché insisto sulla questione vaccini ma – a parte il doveroso e pubblico ringraziamento per chi si sta impegnando nella campagna – non sopporto la demagogia e in argomento se ne sta facendo ancora troppa.

Per esempio la quota di 500.000 vaccini al giorno, promessa per aprile e toccata solo per 2 giorni a fine mese, nel mese di maggio appena finito è stata raggiunta solo 15 volte su 31 giorni di calendario, così come non decolla la vaccinazione aziendale. Quello che è successo nella nostra ASL è emblematico.

Come albergatori del Lago Maggiore avevamo richiesto già ad inizio aprile di poter  vaccinare (a nostre spese!) i dipendenti degli hotel per promuovere le nostre strutture  anche all’estero come “Covid free”.

Nonostante l’impegno di Federalberghi e il pagamento in data 3 maggio del dovuto (32 euro a testa) dopo una lunga attesa ed il faticoso decollo delle procedure, quando già i 389 dipendenti registrati avevano ricevuto gli SMS di convocazione tutto è saltato perché la Regione Piemonte ha comunicato che dal ministero era giunto uno “stop”: mancavano i vaccini disponibili.

E allora tutti servizi giornalistici, le promesse, le dichiarazioni sulle vaccinazioni ”aziendali” ? Semplicemente “effetto annuncio”, condito con aria fritta, quella che non pesa sullo stomaco.  

 

ISTAT BENEDETTA (E IMMORTALE)

Un mio caro amico di Verbania,  Piero T. , ha ricevuto un minaccioso quanto voluminoso plico dall' ISTAT.

Si affrettasse a rispondere - ordina l'Istituto - all'allegato questionario per verificare se per colpa del Covid avesse perso il lavoro e cosa intenderebbe fare nel futuro prossimo venturo per recuperarlo. Roba complicata, da compilare e spedire subito pena una lunga serie di poco piacevoli conseguenze. 

Perplesso e in difficoltà con le risposte, Piero si è rivolto a me perchè gli dessi una mano e quindi non incorrere nelle prescritte sanzioni.

Tutto bene, salvo un particolare: Piero è nato - come da codice fiscale stampato bene in vista all'inizio della lunga missiva - nell'ormai lontano 1938 (XXVI° E.F.), ha mancato per un pelo il servizio nei balilla, ma (avendo ormai da tempo superato gli 83 anni), difficilmente potrebbe aver perso il lavoro causa Covid e tantomeno riuscirà ora a  recuperarlo.

Visto che l'ISTAT nell'invio dei plichi, debitamente notificati, non nota neppure questo particolare ho qualche dubbio sulla effettiva operatività e concretezza del nostro celebrato Istituto di statistica. 

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                                       MARCO ZACCHERA 


IL PUNTO   n. 817 del 28 maggio 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: MOTTARONE: TRISTEZZA, VERGOGNA, INDIGNAZIONE - I CENTO GIORNI DI DRAGHI – ERRORI DEL CENTRODESTRA – LETTA ROBIN HOOD  

 

TRISTEZZA, VERGOGNA, INDIGNAZIONE

Tutti noi che viviamo e siamo cresciuti nelle   cittadine  intorno   al   Lago   Maggiore stiamo vivendo con disperazione e sconcerto quanto avvenuto domenica con lo schianto della funivia Stresa-Mottarone.

Era una giornata bellissima, limpida e piena di sole, la prima di libertà dopo il Covid: impensabile che sia finita con questa tragedia e appare incredibile la serie di responsabilità che sembra l’abbiano causata.

Un dolore profondo per le vittime, l’incredulità, la vergogna - quasi - per non essere stati in grado di evitarla con la  intima consapevolezza del  dolore  provocato e delle conseguenze sul turismo locale, ma - prima di tutto - questa partecipazione profonda e vera, piena di tristezza, per un evento che ha travolto tutti, un dolore che non passa.

Due soli punti d’orgoglio: la tempestività nei soccorsi con l’evidente preparazione di chi è intervenuto subito per salvare almeno il piccolo Eitan e la celerità e lo scrupolo  delle indagini, con un grazie doveroso quindi per i tanti volontari impegnati e alle Forze dell’ordine, oltre a chi sta indagando con estrema serietà.

E’ troppo poco, lo comprendiamo tutti, ma è un punto fermo sul quale almeno raccogliersi per ripartire.

Quel punto sul Mottarone che domenica era pieno di elicotteri l’ho davanti agli occhi da sempre, tutti i giorni: adesso è diventato un pensiero fisso, ma una vista che non è e non sarà mai più come prima.

 

I CENTO GIORNI DI DRAGHI 

Sono ormai passati i famosi "cento giorni" dall'avvio del governo Draghi ed è giusto fare finalmente un primo bilancio.

Il 50,6% degli italiani - stando ai media - approva l'operato del governo, anche se la stima del premier appare maggiore e proprio questa sensazione è  un primo punto di partenza.

Personalmente apprezzo Draghi: dimostra di essere persona di valore, di avere capacità di sintesi e mediazione e - soprattutto - non dà una impressione narcisistica di spasmodica ricerca dell'auto-promozione come era diventata una caratteristica ormai insopportabile dell'ex premier Conte.

Draghi è sobrio, si è auto-cancellato l’emolumento, parla il meno possibile dando l'impressione che parlerebbe anche di meno tenendo un profilo schivo, come tutti i banchieri di razza che non vogliono mai apparire, ma stando davanti ai numeri sanno lavorare in profondità.

A Draghi era stato chiesto di muoversi su due priorità: vaccinazioni e preparazione del Recovery Plan per avere i soldi europei.

Sul primo punto ha il merito di aver stroncato il malaffare che spadroneggiava dietro ad Arcuri (su cui sarebbe opportuno ulteriormente approfondire) e con la scelta "tecnica" del generale Figliuolo ha fatto ripartire una campagna vaccinale che appariva scoordinata.

Una realtà di numeri meno brillante di come hanno annunciato troppe fanfare, ma non è colpa di Draghi se l'Europa si è persa in contratti-capestro e connivenze evidenti con i big dei farmaci.

Proprio verso l'Europa Draghi dimostra di avere esperienza e credibilità: mentre si appanna la stella della Merkel in via di pensionamento è proprio Draghi a crescere in visibilità nella UE tanto da ottenere per lo meno attenzione per i guai italiani, ben ricordando di avere alle spalle una credibilità-paese prossima allo zero.

Al netto delle sirene non disinteressate l'Italia si è così presentata con Recovery Plan più coerente e serio di prima ed attende con ansia i primi spiccioli, anche se tra il dire e il fare (ovvero di saper poi attuare i progetti) ne passa.

Draghi appare impermeabile alle polemiche, usa buon senso, tira diritto anche perché si ritrova con una maggioranza numericamente enorme ma divisa all’interno.

Godendo di buona stampa - avendo coinvolto quasi tutti nel coro - alla fine il punto debole di Draghi è proprio la sua maggioranza, un caleidoscopio che sta insieme per necessità e non per convinzione, barcamenandosi su molti temi dove tutti vogliono avere la propria visibilità mettendo le dita negli occhi al vicino.

Fino ad oggi, comunque, sono state rose e fiori: finita la luna di miele le difficoltà cominciano adesso.

Vengono e verranno al pettine infatti tutti i nodi rimandati da Conte, nascosti da Renzi, dimenticati da Letta e aggravati da una pandemia che ha fermato quasi tutto. Ci sono infinite materie per litigare in maggioranza: il blocco dei licenziamenti, un’economia che non “tira” e va fatta ripartire, una situazione sociale difficile, mance demagogiche diventate perpetue come i vari redditi di cittadinanza, l’Alitalia da far ri-decollare (?), gli sbarchi che crescono e – soprattutto – la cabina di regia da far funzionare in chiave europea dove le pressioni, le lobby, le istanze categoriali saranno fortissime.

Alla fine ad oggi per Draghi ne esce una pagella del primo trimestre con sostanziali sufficienze, qualche "buono" in materie orali, ma con la necessità di un giudizio più approfondito quando cominceranno ad arrivare i soldi di Bruxelles da mettere veramente a frutto.

Sullo sfondo i nuvoloni neri che crescono in una maggioranza pronta a sgambettarsi a vicenda e dove i troppi galli nel pollaio rischiano di rallentare il lavoro generale.

 

CENTRODESTRA: GLI SBAGLI NON PAGANO

Niente da fare, nel centro-destra ci sono tipi testardi e per scegliere i candidati si continua a sbagliare nei tempi e nei metodi.

Neppure un pò di umiltà nel capire che qualche volta bisogna imparare  anche dagli avversari e - anzichè calare dall'alto candidature più o meno credibili - bisognerebbe soprattutto ascoltare di più cosa ne pensano davvero iscritti ed elettori.

Alludo al solito metodo (perdente) di scegliere candidati - soprattutto quelli a sindaco – perdendo mesi ai tavoli di vertice senza procedere ad iniziative tipo le "primarie" ovvero proponendo alcuni mesi prima mdi ogni elezione delle rose di candidati fra cui far  scegliere “dal basso” gli sfidanti, persone che sappiano rappresentare meglio  chi poi li voterà.

Un buon chirurgo, un imprenditore di successo o un giornalista TV non possono inventarsi sindaco il giorno dopo se non hanno una certa esperienza amministrativa e questo soprattutto nei grandi comuni dove la conoscenza dell'apparato e dei problemi è un aspetto essenziale non fosse che per non farsi massacrare dall’apparato.

Eppure, dopo mesi di chiacchiere, siamo ancora qui a discutere di nomi più o meno credibili per Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna senza che gli elettori abbiano mai potuto esprimersi.

Lo faranno ovviamente il giorno delle elezioni e non è un caso se – puntualmente-  alla fine anche una parte di elettori di centro-destra, al di là delle proprie opinioni politiche, sceglie e sceglierà, come quasi sempre, altri candidati. 

Temo finirà 0-5, un disastro. I parenti sono avvertiti.

 

IMPOSTA DI SUCCESSIONE: ARRIVA ROBIN HOOD

Non mi scandalizzo per la proposta del segretario del PD Enrico Letta di tassare di più le successioni, ma piuttosto sono molto scettico sui suoi  risultati.

Per cominciare credo che ben pochi lascino in successione oltre 5 milioni di patrimonio ai propri cari, anche perchè si presuppone che chi è ricco sappia tutelarsi e ci sono mille modi (legali) per evitare questo tributo. Oltretutto Letta ha parlato dell’1% di interessati (ovvero 60.000 italiani) ma pare che le denunce over 5 milioni siano solo 800 e più che il valore del patrimonio (per esempio in caso di immobili) andrebbe allora piuttosto considerato il reddito.

Mi fa sorridere invece la demagogica proposta di destinare i soldi raccolti per destinare 10.000 euro a ciascun diciottenne. Premesso che circa 500.000 diciottenni per 10mila euro a testa farebbero circa 5 MILIARDI (!) e che quindi Letta ha sparato a salve senza neppure fare i conti perché premiare proprio i diciottenni e non chi ha un anno in più e soprattutto darli in dote a tutti, lo si meriti o meno?

Forse sarebbe meglio destinare comunque più fondi ai giovani che vogliono iniziare una attività o a ridurre le tasse universitarie con crediti di studio: i regali "generalisti" diventano  spesso frutti avvelenati.

A meno che Letta ai dettagli non ci abbia neppure pensato, preso dalla assoluta necessità di lanciare slogan alla Robin Hood “per togliere ai ricchi” e quindi fare scalpore, nella fregola di declamare (finalmente) "qualcosa di sinistra"...

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                              MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 816 del 21 maggio 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: HAMAS VS ISRAELE – COVID:  ECCO LE RESPONSABILITA’ DELL’OMS  -  FIGLIUOLO, FIGLIUOLO… - IMMIGRAZIONE TRA IPOCRISIE E (IR)RESPONSABILITA’ – ALLINEATI, ZITTI E COPERTI – CIAO MARCO

 

Chissà se i lettori de IL PUNTO si siano resi conto di quanto le mie piccole note spesso “anticipano”  le questioni dei giorni successivi e relative polemiche.

Per me è una piccola soddisfazione, scoprendo di avere a volte un briciolo più di esperienza e logica rispetto a certi personaggi che in TV vanno per la maggiore…

 

CONTINUO A STARE CON ISRAELE

Ho ricevuto parecchi commenti ma anche insulti per aver scritto la settimana scorsa il pezzo “Io sto con Israele”, ma devo dire che me lo aspettavo perché non c’è nulla di più dividente che la politica medio-orientale.

Tra missili e rappresaglie, in questi giorni si è riletto un tragico e scontato libro già scritto più volte, ma mi ha colpito come pochi abbiano preso in considerazione le responsabilità politiche mondiali che stanno dietro agli scontri.

Non c’è dubbio che l’opinione pubblica sia perplessa e critica quando Israele colpisce dei civili, ma senza capire (e forse sapere) che quelle migliaia di missili sparati da Gaza sono pur stati venduti - o offerti - da qualcuno, che i contro-missili di “Iron Dome”  colpiscono esattamente i punti partenza in modo automatico e che quindi quei razzi sono VOLUTAMENTE sparati da scuole ed asili per sfruttare poi politicamente quei morti innocenti.

Certo che anche Israele ha delle responsabilità, così come la tensione è utile per creare e sciogliere alleanze politiche interne israeliane, ma è la strategia che sta dietro agli scontri che va politicamente denunciata.

Grazie alla crisi Abu Mazen ha potuto rinviare le elezioni (che probabilmente avrebbe perso) e l'Iran – grande fornitore delle armi ad Hamas -  si è rimesso in gioco rompendo l’isolamento in cui lo aveva messo il bieco Trump.

Questo anche perché tutti i “buonisti” del mondo chiedono “pace-pace” ma spesso non ammettono né chiedono il contestuale riconoscimento di Israele, primo passo per trattare davvero una pace possibile.

Se qualcuno ha comunque voglia di documentarsi un pò si legga intanto lo Statuto di Hamas (per esempio su www.cesnur.org ) e liberamente ne tragga le sue conclusioni.

LEGGETELO SUL SERIO, PERO’,  PERCHE’ LA REALTA’ A VOLTE SUPERA TRAGICAMENTE LA FANTASIA e - leggendolo - capirete molte cose, magari riflettendo che siamo nel 2021, non nel medioevo.  

Sarà mai possibile la pace se (art. 11) ” Il Movimento di Resistenza Islamico crede che la terra di Palestina sia un sacro deposito (waqf), terra islamica affidata alle generazioni dell’islam fino al giorno della resurrezione. Non è accettabile rinunciare ad alcuna parte di essa. Nessuno Stato arabo, né tutti gli Stati arabi nel loro insieme, nessun re o presidente, né tutti i re e presidenti messi insieme, nessuna organizzazione, né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite hanno il diritto di disporre o di cedere anche un singolo piccolo pezzo di essa, perché la Palestina è terra islamica affidata alle generazioni dell’islam sino al giorno del giudizio (…) Questa è la regola nella legge islamica (shari’a), e la stessa regola si applica a ogni terra che i musulmani abbiano conquistato con la forza, perché al tempo della conquista i musulmani l’hanno consacrata per tutte le generazioni dell’islam fino al giorno del giudizio…”

Oppure (articolo 13) “Le iniziative di pace, le cosiddette soluzioni pacifiche, le conferenze internazionali per risolvere il problema palestinese contraddicono tutte le credenze del Movimento di Resistenza Islamico (…) Non c’è soluzione per il problema palestinese se non il jihad (“la guerra santa”).

OMS, TRA POLITICA E AMARE VERITA’

E’ uscito nei giorni scorsi un libro: “Il pesce piccolo, una storia di virus e di segreti” edito da Feltrinelli e scritto da Francesco Zambon, veneziano, già funzionario per 13 anni della Organizzazione Mondiale della Sanità fino alle sue (imposte) dimissioni dall’ OMS nel marzo di quest’anno.

Una denuncia serrata – ed oggetto di indagine da parte di diverse Procure, che mi auguro vadano fino in fondo – sui clamorosi “buchi” della sanità italiana con le precise responsabilità del ministro Speranza e del suo staff per quanto riguarda i piani di contrasto alle pandemie con un piano nazionale fermo al 2006. 

Il libro apre però una nuova luce – decisamente inquietante – soprattutto sull’OMS, che da organismo ONU per aiutare la salute di tutti si è trasformato in un carrozzone politico che porta delle pesantissime responsabilità per la pandemia di Covid che sta squassando il mondo.

Nonostante le censure a livello mondiale emergono però sempre più chiaramente  le responsabilità morali, sanitarie e “politiche” dell’OMS e dei suoi dirigenti a cominciare da quelle del direttore, Tedros Adhanom Ghebreyesus, già problematico ministro della salute in Etiopia dal 2005 al 2012.

Un paese, l’Etiopia, che  – cosa sconosciuta ai più – è diventato uno dei più strutturati avamposti cinesi in Africa e che politicamente, economicamente e militarmente dipende  ormai da Pechino rappresentandone gli interessi in tutto il continente e specialmente nel Corno d’Africa.

Nel libro di Zambon emergono le strategie di Pechino nel controllo del mondo e come vengano stroncati quei paesi che la Cina non vuole ammettere neppure che esistano come Taiwan, dove però il Covid è stato contenuto e vinto con minime perdite umane.

Una realtà molto interessante, un sistema medico e di tracciamento all’ avanguardia, ma che per Pechino è solo (da 70 anni) “una provincia ribelle”. Succube e silenzioso, l’intero consesso mondiale è sembrato docilmente inchinarsi a Pechino senza considerare che il “Modello Taipei” avrebbe potuto forse far risparmiare milioni di morti e sicuramente che Taiwan ha comunque lanciato l’allarme COVID ben prima che le autorità di Pechino (e l’OMS) ne ammettesse perfino l’esistenza.

Ad oggi solo per motivi politici Taiwan  non è neppure ammessa nell’OMS e guai a quei paesi che ne  chiedono il riconoscimento almeno sostanziale, se non formale.

Una vera omertà che è proseguita quando l’anno scorso una risoluzione dell’Assemblea mondiale della salute ha affidato a tredici personalità internazionali il compito di indagare su perché il coronavirus fosse dilagato nei Paesi Oms in maniera così devastante.

I tredici hanno rapportato  che le più grandi responsabilità ricadono proprio sull’Oms. «Viviamo nel ventunesimo secolo, ma ci siamo comportati come nel Medioevo», ha denunciato la co-presidente della commissione d’inchiesta, l’ex premier neozelandese Helen Clark, così come l’altra guida del gruppo dei tredici, l’ex presidentessa liberiana Ellen Johnson Sirleaf , premio Nobel per la Pace nel 2011.

Report clamorosi ma poco diffusi, anche perché la decisione di Donald Trump di schierarsi apertamente contro l’OMS denunciandone le inefficienze ha avuto come conseguenza una sua preconcetta difesa d’ufficio da parte di tutti gli “anti-Trump” del mondo, italiani compresi, e in questo senso va anche la recente decisione di Biden di rimettere gli USA alla testa dei paesi “donatori” dell’OMS.

Alla fine la politica ha contato e conta tuttora più del buonsenso e della trasparenza: a pensarci è veramente una assurda, ipocrita follia.

 

FIGLIUOLO, FIGLIUOLO…

Curiose alcune dichiarazioni del generalissimo Francesco Figliuolo nel suo quotidiano tour tra le regioni, ovvero che le vacanze degli italiani andranno programmate sulla base delle rispettive date vaccinali.

Se lavorasse nel turismo non la penserebbe così e intanto gli si potrebbe far osservare che quota 500.000 di dosi giornaliere sono tuttora una chimera, che il sito del ministero è in tilt da alcuni giorni e le tanto strombazzate “vaccinazioni in azienda” sono ferme al punto di partenza perché mancano i vaccini, nonostante migliaia di annunci.

Aprire poi le prenotazioni alle classi sempre più giovani è un’ottima cosa, ma i tempi si allungano e restano in coda milioni di “prenotati” che continuano ad aspettare.

La realtà è infatti diversa e più slow rispetto agli annunci, così come il governo sembra ignorare che – ad oggi – un turista straniero che volesse venire in Italia al rientro nel suo paese d’origine deve mostrare un test “molecolare” di negatività, anche se è già vaccinato.

Ovvio che la gran parte dei turisti stranieri stia a casa propria o scelga altre nazioni turisticamente concorrenti all’Italia e che si auto-dichiarano “Covid Free” in area mediterranea.

 

IPOCRISIE E RESPONSABILITA’

"L'Ue è solidale con Ceuta e la Spagna. Abbiamo bisogno di soluzioni europee comuni per gestire le migrazioni. Possiamo raggiungere questo obiettivo se raggiungiamo un accordo sul nuovo Patto sulla migrazione", ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con riferimento alla ondata di irregolari marocchini verso Ceuta, enclave spagnola in Africa.

Sublime ipocrisia: dall’inizio dell’anno in Sicilia sono arrivati più di 14.000 immigrati irregolari, l’Europa non se li fila per nulla, l’Italia deve arrangiarsi e a far sbarcare clandestini in Sicilia sono navi ONG di altre nazioni europee. Con chi se la prende Madame Ursula, se è lei stessa la responsabile della cecità e del menefreghismo dell’UE ?

Da tedesca a tedesca chissà se poi si sarà congratulata con la capitana Carola Rackete, benedetta dalla procura di Agrigento con il solito “non luogo a procedere” pur avendo speronato una motovedetta della Guardia di Finanza entrando clandestinamente in porto a Lampedusa, eroina di mille battaglie.

“Grazie Carola per aver messo il tuo corpo in questa battaglia di civiltà’ “ ha dichiarato  Roberto Saviano…addirittura! Francamente siamo all’apologia.

Voi comunque evitate di investire "per motivi umanitari" una pattuglia della GdF o dei Carabinieri perchè temo NON sareste coperti da impunità "politicamente corretta".  

 

ALLINEATI E COPERTI

Certo il premier Draghi - peraltro per molti versi capace ed apprezzabile, come per aver rinunciato allo stipendio da primo ministro  - non può lamentarsi di non essere ben coperto dai media.

"Draghi: è scudo anticrisi, 5 miliardi per il lavoro", "Sostegni bis, fondi per le famiglie e i comuni" "Sanità: potenziate le strutture con 600 psicologi",  "Sgravi per chi assume, sussidi agli stagionali!",  "Discoteche e sale giochi: arrivano risorse ad hoc",  "Reddito di emergenza per quattro mesi in più"…

Sono solo i titoli di apertura di un normale numero de LA STAMPA di Torino (nel caso quello di mercoledì 18 maggio) giornale – come quasi tutti – che nei suoi titoli e commenti è LEGGERMENTE filo-governativo.  

Mi sa che certi atteggiamenti iper-plaudenti della stampa italiana soprattutto alla “sinistra di governo” siano a volte molto simili a quelli tenuti 85 anni fa nei confronti del capo del governo del tempo e predecessore di Mario Draghi, tale cav. Benito Mussolini.

 

CIAO MARCO

Cinque anni fa - corre il tempo! - ci lasciava Marco Pannella.

Non ho condiviso diverse delle sue battaglia mentre ne ho appoggiate altre, ma sicuramente il tempo conferma come sia stata una persona di spessore, coerente con le sue idee, un gigante rispetto a troppi nanetti che si vedono in giro.

Un personaggio che ha lasciato una traccia, un ricordo, una testimonianza di vita e di non violenza alla cui memoria tutti  portano e devono rispetto

 

 

Un saluto e buona settimana a tutti!                                        MARCO ZACCHERA 


IL PUNTO   n. 815 del 14 maggio 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: IO STO CON ISRAELE – GIUSTIZIA MALATA - CENTRO-DESTRA: GUAI IN VISTA?  – SBARCHI, SIAMO DA CAPO – I NUMERI DI FIGLIUOLO - CINQUE PER MILLE

 

IO STO CON ISRAELE

Non c’era nessuna ragione seria (risibile quella dello sfratto di alcuni inquilini arabi, peraltro sospeso dalla Corte di giustizia israeliana) per far  ricominciare gli scontri a Gerusalemme, mentre non è casuale che contemporaneamente siano stati lanciati da Gaza centinaia di missili su Israele da case civili, quasi a volere provocare la scontata rappresaglia.

Certamente si dovrebbe lavorare tutti per portare avanti il concetto del “due popoli, due stati”, ma è altrettanto certo che con i razzi, volutamente, si distrugge ogni possibile intesa.

Io sto quindi con Israele, senza se e senza ma, e mi spiace che l’Italia e l’ Europa non abbiano il coraggio di prendere una posizione chiara e non pilatesca.

Salgono però immediate le critiche per le sanguinose rappresaglie israeliane, senza considerare che Israele è sotto attacco ed è l’unica democrazia del Medio Oriente: forse l’ Occidente dovrebbe ogni tanto ricordarselo meglio.

Motivi veri della nuova crisi? Per esempio  che serviva una scusa ad Abu Mazen per rinviare ancora una volta le elezioni, con Hamas che vuole invece confermare la sua potenza militare rispetto alla direzione politica palestinese mentre l’Iran punta a vanificare i nuovi rapporti pacifici costruiti da Trump nell’area mediorientale.

Intanto – piaccia o meno ai democratici nostrani ed esteri – Joe Biden, per ora, si dimostra molto debole, insicuro ed incerto.

 

GIUSTIZIA: TROPPI SILENZI

Ci sono notizie importanti che i TG non trattano e vengono relegate nelle pagine interne così il grande pubblico non le capisce e forse neppure le immagina.

Quanti sono interessati al fatto che il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), formalmente  presieduto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (vice presidente “operativo” Davide Ermini - già parlamentare PD - a suo volta succeduto a Giovanni Legnini, altro esponente PD)  NON poteva nominare Michele Prestipino procuratore di Roma ed ha tenuto una condotta del tutto censurabile facendo scelte illegittime? Lo ha stabilito in settimana il Consiglio di Stato confermando dunque la sentenza del Tar del Lazio.

Si suole dire nell’ambiente giudiziario che questa nomina vale “due ministeri” per l’enorme potere che il capo della procura di Roma può avere su migliaia di processi, sulla politica, sulle indagini, sulle intercettazioni conseguenti, sulle pressioni che ruotano intorno a questo posto-chiave, il più importante incarico per un magistrato in tutta Italia… Eppure la notizia non se l’è filata  quasi nessuno.

Conseguenti enormi sulla gestione della Magistratura, ma tutto in un ovattato silenzio: non bisogna mai disturbare i manovratori?! E’ la domanda che tutti gli italiani dovrebbero porre ai giudici, ma anche - o soprattutto - al presidente Mattarella.

 

CENTRO- DESTRA: GUAI IN VISTA ?

Elettoralmente - e nei sondaggi - la scelta è stata sicuramente vincente: con Matteo Salvini al governo e la Meloni all’opposizione si coltivano due elettorati teoricamente opposti e diversi, ma insieme agli altri partner minori – come è diventata Forza Italia e il drappello di movimenti centristi – significa che il centro-destra ha teoricamente i numeri per governare il paese.

Teoricamente, perché quando c’è da scendere candidati per gestire insieme il territorio sono dolori, così come non sarà facile costruire una coalizione di governo quando, prima o poi, si andrà pur a votare.

La tattica vince, ma la strategia non c’è (o almeno non la si vede) e i nodi vengono al pettine – per esempio – giù per scegliere i prossimi candidati a sindaco con il rischio di rinnovare uno 0 a 4 tra Roma, Milano, Torino e Napoli. 

Solo Albertini a Milano – che avrebbe rinunciato proprio per questa reciproca freddezza – poteva avere i numeri per giocarsela quasi alla pari con il favoritissimo Sala, baciato perennemente in fronte anche dai media e sempre graziato dai giudici.

A Roma è tuttora notte fonda (che ci azzecca Bertolaso?)  così come a Torino, dove  il candidato unitario più probabile si chiama Paolo Damilano e - se già l’assonanza fa sorridere - il problema è che i voti intercettabili sembrano insufficienti per andare oltre il ballottaggio. A Napoli Catello Maresca – candidato in pectore – nei sondaggi non va oltre il 30%.

Bene i leader insomma per la propria visibilità, ma dietro non escono nomi travolgenti.

Poi c’è Roma, dove bisognerebbe immaginare un colpo di teatro magari con una proposta-choc, ovvero un appoggio “tecnico” a Carlo Calenda, tenuto conto che nei sondaggi quasi la metà del campione è ancora incerto. Sembrerebbe a prima vista una bestemmia, ma – posto che a destra un nome vincente non c’è - aprirebbe un’ulteriore frattura a sinistra con un candidato che parte già da un suo  10%.

Certamente Giorgia Meloni avrebbe questa volta ottime possibilità se si candidasse a sindaco, ma rischierebbe di bruciarsi viste le condizioni politico-amministrative della Capitale per la quale più che un sindaco servirebbe forse un “Governatore” di nomina regia, capace di imporsi in una situazione abbastanza disperata. 

Ma torniamo al punto di partenza: a parte le amministrative, decollerà o meno un centro-destra condiviso? E’ nella logica delle cose, ma il complicato rapporto dentro e fuori il governo non agevola  e la crescente avanzata di Fratelli d’Italia imbarazza la Lega dove crescono i malumori verso i “Fratelli” che riempiono quello spazio fisiologico che un partito di governo – cedendo forzatamente a compromessi – lascia libero per quell’ampia fetta di elettori delusi che esistono sempre.

Un’area che può crescere se Draghi non riuscisse a surclassare i suoi predecessori cambiando radicalmente il paese che - purtroppo - spesso non lo vuole  per niente.

Oggi sia Salvini che la Meloni appaiono concorrenziali e va dato atto a quest’ultima di aver portato Fratelli d’Italia su posizioni perfino più trasversali e politicamente moderne del concorrente – vedi le recenti aperture a Biden - che batte e ribatte soprattutto su alcuni temi-chiave (per esempio quello dell’immigrazione) che sta tornado  fatalmente ad esplodere, con probabili ripercussioni al governo.

Gioca a favore della Meloni anche l’essere l’unica donna leader italiana e una sua indubitabile verve, ma pesa su di lei una forte “romanicità” che impedisce al partito di radicarsi soprattutto in quei territori dove la Lega amministra a livello locale.

Per contro va dato atto a Salvini di tenere bene la rotta al governo, con una buona dose di visibilità e di coerenza su temi irrinunciabili per il proprio elettorato.

Non è un caso che da qualche settimana entrambi i partiti risultino in crescita e in vista di elezioni generali determinante sarà alla fine il sistema elettorale che ad oggi sposta i numeri più sulle liste (bloccate) che i singoli collegi. Logico, quindi, che la visibilità sia tutto, anche per una certa sovrapponibilità dell’elettorato e che quindi, anche se vi possono essere condivisioni di fondo, almeno a breve tra Matteo e Giorgia sarà quotidiana battaglia di commandos.

 

SBARCHI: SIAMO DA CAPO

Non c’è niente da fare: gli anni sembrano passare invano e con l’arrivo dell’estate il problema dei clandestini in arrivo via mare riprende puntualmente nel generale disinteresse europeo.  

Sbarchi annunciati (oltre 1000 solo domenica a Lampedusa), anche se arriva solo chi ce la fa, e gli oltre 130 migranti che sono scomparsi in mare a fine aprile nel solo Canale di Sicilia sono stati le avanguardie di una tragedia che rischia di surriscaldarsi con il moltiplicarsi delle traversate. Almeno 350 vittime dall’inizio dell’anno rispetto al centinaio (presunto) del 2020, aprendo il solito dibattito: responsabilità di chi non recupera in mare o di chi fa partire migranti con mezzi del tutto inadeguati?

Di certo c’è solo che con il miglioramento delle condizioni climatiche riprenderà in grande stile il traffico di clandestini verso le coste del nostro paese creando problemi

umanitari, politici e anche sanitari nella consueta bagarre di polemiche.

Già nella “bassa stagione” - ovvero nei mesi invernali - i passaggi “ufficiali” (cioè solo quelli intercettati) si sono incrementati in maniera esponenziale: dai 1.009  del 2019 ai 4.184 raccolti l’anno scorso ai 12.894 censiti quest’anno (dati fino al 10 maggio) che – tenuto conto dei consueti ritardi nelle registrazioni ufficiali del Viminale - portano già il numero a superare probabilmente i  15.000 passaggi.

Tutto ovviamente senza contare quelli che sono sbarcati senza lasciare traccia o sono

stati trasportati direttamente ai più convenienti punti di sbarco delle nuove “spiagge sicure”  che  nel  frattempo si  sono  moltiplicate  in diversi  punti del  Mezzogiorno bypassando la Sicilia.

Che sempre di meno si tratti di migranti “politici” ed umanitari è anche confermato dai numeri: dall’inizio dell’anno i paesi da cui maggiormente provengono i migranti sono la Tunisia (1.716), la Costa d’Avorio (1.292) e il Bangladesh (1.216) ovvero paesi nei quali non vi sono in corso guerre civili o religiose e che quindi danno vita ad un movimento solo di migranti “economici” .

Notevole anche il numero dei minori non accompagnati, oltre il 15% del totale, il che significa che funziona a pieno ritmo la macchina degli scafisti e la catena organizzativa alle loro spalle, perché è evidente che questi ragazzi non possono certo arrivare da soli sulle coste libiche per avviarsi alla partenza.

Dopo   tanti   anni   la   questione   non   solo   non   è   stata   risolta,   ma   si   è incancrenita tenuto conto dell’esiguità del numero di  scafisti arrestati mentre  l’Europa è nuovamente sparita dall’orizzonte: non si sono concretizzate le tante (troppe) promesse di ripartizione “automatica” degli arrivi (vero, ministro Lamorgese?) e Italia, Grecia e Spagna devono arrangiarsi.

Alla vigilia dell’estate siamo insomma al punto di sempre e anche su questo tema Draghi dovrà quindi dimostrare di contare di più in Europa: gli anni sembrano essere passati invano, nella nostra consueta confusione di rapporti con la Libia, la Tunisia ed ovviamente Bruxelles.

(questa è la sintesi di una mia analisi più vasta apparsa su “Formiche”, rivista online  dove spesso pubblicano miei articoli: chi è interessato a leggerli li cerchi su " Formiche.net")  

...QUANTE VOLTE, FIGLIUOLO?

Ma non si doveva arrivare a 500.000 vaccini al giorno già a metà e poi a fine aprile? Scusate, non per essere pignoli, ma siamo ancora ben lontani da questa media e dopo il “miracolo” della quota raggiunta proprio il 29 e 30 aprile (che combinazione!) le vaccinazioni quotidiane sono scese e nell’ultima settimana la media è di 466.000 al giorno (ieri fino alle 21 solo 334.000).

In TV però questo non lo dice nessuno, così come che il “gregge” abbia per ora raccolto solo il 13% degli italiani: per raggiungere il fatidico  70%  ne manca ancora il 57% e siamo già arrivati a metà maggio, dopo 139 giorni di campagna vaccinale.

 

APERTA LA CACCIA AL 5 PER MILLE

E' iniziata la pioggia delle pubblicità sui media per intercettare la nostra firma sulla dichiarazione di redditi a favore di Enti, Chiese, Partiti, Associazioni benemerite, ricerca, ecc.ecc. Uno vorrebbe aiutare tutti, ma chi lo merita di più? Servirebbe comunque un po' più di trasparenza, per cominciare fornendo la possibilità di vedere bilanci certificati e indici di rapporto tra spese generali e raccolta (quanti sanno che alcuni Enti di aiuto internazionale spendono quasi l’80% per spese organizzative e pubblicitarie?) e soprattutto con qualche garanzia su come vengano poi spesi i soldi raccolti, altrimenti finisce come i fondi della PROTEZIONE CIVILE raccolti l’anno scorso di cui nessuno ha mai saputo né i totali raccolti né come questi soldi siano mai stati spesi, altro che trasparenza.

 

 

Un saluto a tutti e buona settimana                                   MARCO ZACCHERA




IL PUNTO  n. 814 del 7 maggio 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: FUOCHERELLI DI CRISI – DA LIVATINO ALLA MAGISTRATURA SENZA CREDIBILITA’ – FEDEZ E LA RAI – COPASIR – NUOVE DIPENDENZE – BRAVO BIDEN

 

FUOCHERELLI DI CRISI 

Gli incendi nascono sempre per una sigaretta o un cerino rimasti accesi e che poi si propagano con un fuoco inarrestabile. 

Da qualche giorno si vede salire un filo di fumo dalle parti del dal governo: giochi inoffensivi o crisi all’orizzonte?

Non c’è dubbio che tenere insieme Lega e M5S, PD con Renzi, tecnici e gruppetti vari imponga a Draghi molta pazienza, soprattutto tra la comprensibile voglia di visibilità di ciascun partner.

I media fanno di tutto per puntellare la baracca, ma il fiammifero è pericolosamente acceso: consiglierei di allontanare materiali (problemi) infiammabili, ma su alcune tematiche (tipo priorità del PNRR, immigrazione, coprifuoco, alleanze) bisognerà prendere presto posizioni condivise o – pur di non propagare l’incendio – temo si passerà alla surgelazione, rimedio che in passato si è dimostrato peggiore del male.

 

DA LIVATINO ALLA MAGISTRATURA (OGGI) SENZA CREDIBILITA’

Domenica prossima,  Rosario Livatino verrà proclamato beato.

Quando, il 21 settembre 1990, il giudice Rosario Livatino fu ucciso dalla mafia non lo conosceva nessuno, ad eccezione dei suoi aguzzini: lavorava al Tribunale di Agrigento occupandosi prevalentemente di sequestri e confische di beni sottratti ai mafiosi, non era protetto, viaggiava sulla sua utilitaria  e non si nascondeva. Cattolico fervente, è morto crivellato di colpi e come lui sono poi morti negli anni Falcone, Borsellino e tanti altri giudici, magistrati e inquirenti di grande valore.

Eroi perché erano consci di rischiare, ma per onore e per dovere non si sono fermati rappresentando oggi alcuni dei pochi esempi di unanime riferimento ideale di un’Italia spesso divisa e senza principi  morali.

Che desolante confronto tra quegli esempi luminosi di veri servitori dello Stato e buona parte della magistratura di oggi!

Se giudici corrotti nella storia ci sono sempre stati, mai il livello di credibilità generale della magistratura italiana è caduto così in basso, con circa due terzi dei cittadini che – intervistati - la ritengono insufficiente, lenta, spesso di parte e poco credibile.

D'altronde non si era ancora riusciti ad insabbiare il “Caso Palamara” che è scoppiata un’altra grana per i vertici della iper-politicizzata magistratura italiana e questa volta nel tritacarne sono finiti il pm milanese Paolo Storari, l’ex componente del CSM e politicissimo Piercamillo Davigo ma anche (o soprattutto) il potente procuratore di Milano, Francesco Greco. Tutti, tra l’altro, esponenti delle correnti di sinistra della magistratura. 

In poche parole Storari, dopo aver riscontrato presunte inerzie da parte dei vertici della “sua” procura milanese nell’avviare le indagini sulle rivelazioni di un legale (tra cui la presunta esistenza di una loggia massonica di magistrati) dopo sei mesi di vana attesa si era rivolto a Davigo per sollecitare un intervento del CSM, a suo dire come forma di autotutela in caso di provvedimenti disciplinari perché - anziché indagare - temeva che i suoi capi inquisissero lui.

Dossier vari a fare da concime alle guerre intestine tra correnti con i consueti veleni incrociati, mentre adesso sul caso Storari-Davigo indagano (?) Roma, Perugia, Milano e Brescia: il solito pasticcio che finirà con il consueto nulla di fatto, anche perché chi indaga è poi a sua volta spesso indagato, oppure è stato nominato nella propria carica di indagante (come il chiacchieratissimo procuratore di Roma Michele Prestipino) proprio grazie all’aiuto del potenziale colpevole.

Il cittadino comune assiste impotente, l’informazione è approssimata e contorta: detto in parole povere, sembra si faccia apposta perché non ci si capisca mai niente. D'altronde veline, documenti, intercettazioni vanno e vengono tra questa e quella redazione, diventando merce di scambio per pressioni e ricatti. 

Così - al massimo - il solito cittadino normale si chiede come mai (se è vero) Greco avrebbe tenuto ferme per mesi carte così scottanti senza almeno verificare se fossero credibili o meno, oppure da quanti mesi quei documenti fossero nelle mani di giornalisti compiacenti (di Repubblica, Fatto Quotidiano ecc.) che - diffondendo invece altre intercettazioni - ci hanno inzuppato il pane per anni. Forse i cittadini vorrebbero una rassicurazione e un intervento dal “Primo Magistrato d’Italia” ovvero dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che però - come di consueto -  tace.

Sono mesi che dal Colle si attende in argomento un segno di vita, un gesto chiaro, un intervento deciso per tentare di avere finalmente un po' di chiarezza e pulizia ai vertici della magistratura italiana, ma forse Mattarella ha capito che - a pochi mesi dal suo potenziale reincarico presidenziale - meno parla meglio è, anche se agire sarebbe un Suo dovere costituzionale.

Sicuramente è quindi più semplice cavarsela solo con qualche scontato appello buonista e intanto (e soprattutto)  tirare a campare.

 

FEDEZ E LA RAI

Continuo sempre di più a chiedermi se gli italiani non si siano ridotti ad essere un popolo di stupidi, ma soprattutto di ipocriti.

Esempio clamoroso il "caso Fedez" ovvero il surreale dibattito sulle vere ed innegabili lottizzazioni Rai e relativi condizionamenti politici.

Tutti sappiamo che ci sono da decenni, che la sinistra ci ha fatto il nido, che l'informazione è opportunamente filtrata come gli ospiti negli studi, che gli autori sono lottizzati come i presentatori, i conduttori  ecc. ecc, eppure si fa finta di credere che Fedez abbia sollevato chissà quale scenario segreto.

Tutto parte dal "Concertone" del primo maggio, il summit demo-sindacal-politico-corretto che con il lavoro non c'entra nulla, se non che è diventato il passaporto ufficiale per attribuire la patente di democraticità e quindi per permettere ad artisti o  presunti tali  di auto-schieratisi politicamente e così di  riuscire poi a campare (bene) alla faccia del ceto operaio.

E’ proprio il caso di Fedez, quello che con la moglie Chiara Ferragni assomma patrimoni colossali, ma che - da buoni sinistri-chic – tuonano contro le discriminazioni e contemporaneamente girano in Lamborghini alla faccia dei lavoratori.

Partecipare al "Concertone" è garanzia di ortodossia sinistro-democratica e quindi garantisce poi spazi sui media, ingaggi, interviste, inviti e imbucate in TV con relativi diritti d'autore.  

Il problema però è che se canti e basta non fai più notizia.

Se invece canti (?) e scateni il "caso" allora sei un super-figo, come lo è stato Fedez, dimostrandosi un genio della comunicazione, ma tenendo conto dei babbei che gli sono andati dietro.

Ricapitoliamo: uno che si auto-filma e auto-registra una propria telefonata con uno sconosciuto dirigente Rai, lo provoca apertamente finchè non lo spinge a dire (o implorare) di non uscire troppo dal seminato visto che c'è la diretta ma nessun contraddittorio e poi fa diventare virale lo spezzone (solo quello) del proprio video…E’ o no un furbacchione? Lo è, anche se è evidente che aveva organizzato tutto prima, solo e soltanto per far crescere lo “scandalo”. 

Perchè Fedez e stato davvero un genio nel giocare sulle ipocrisie della TV di stato che milioni di volte offende il senso comune, è spudoratamente lottizzata e infeudata e fornisce info di parte (sinistra), ma grazie a lui è stata addirittura attaccata passando come omofoba e ovviamente  "fascista".

E si continua con la "Commissione di Vigilanza Rai" che non interviene davanti a  casi di abissale partigianeria (e di dileggio dei leader del centro destra) da Fazio in giù, ma che per Fedez si auto-convoca con urgenza mettendo sotto processo la struttura!

Notevole, davvero, come quegli italiani - fessi - che corrono dietro al Rapp radical-chic senza neppure sapere cosa dice la proposta di legge Zan in chiave di pro-omosessualità. Siamo insomma alla sublimazione dell’assurdo, ma soprattutto dell'ipocrisia con la Rai che adesso passa per essere colpevole di lesa maestà per mancata apologia dei diritti omosex:  Wow....

 

COPASIR: SI IMPONE CORRETTEZZA

Trovo profondamente scorretto che i presidenti di Camera e Senato non intervengano formalmente per sanare la situazione insostenibile ai vertici del COPASIR, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che per prassi è presieduto da un esponente dell’opposizione mentre è tuttora in mano a uno di governo.

Il Comitato in questi mesi è intanto di fatto bloccato in un momento di gravi tensioni internazionali e con i “servizi” sotto accusa per i potenziali servizietti resi a Renzi & C. su cui il parlamento dovrebbe vigilare. Se poi all’opposizione oggi c’è solo Fratelli d’Italia, piaccia o meno è a questo gruppo parlamentare che spetta la nomina.

Oltre 50 giuristi e costituzionalisti si sono già espressi in questo senso e il caso sta diventando una questione non solo politica ma di trasparenza, garanzia parlamentare e correttezza.

 

NUOVE DIPENDENZE

E' bastata una ruspa che ha involontariamente tranciato lunedì sera un cavo sotterraneo e la mia città con i paesi intorno per oltre 24 ore è rimasta isolata dal mondo.

Stop alle  mail, ma anche ai servizi bancari, postali, telefonici.  Stop al bancomat, all' uso delle carte di credito, all’emissione di fatture, ai rapporti commerciali, ai certificati: un delirio.

E così ci siamo scoperti tutti incredibilmente fragili, esposti, incapaci di avere altri modi di comunicazione alternativa. E' insomma una linea ADSL che - letteralmente - ci tiene in vita, ma proprio per questo chiunque può distruggerci o danneggiarci in un nanosecondo e anche questo dovrebbe farci pensare.

 

BRAVO BIDEN !

Sarà forse solo auto-pubblicità e tutto finirà in nulla, ma la dichiarazione di principio del governo Biden per rendere di uso pubblico i brevetti dei vaccini Covid è un segno importante e che va sottolineato. Mi auguro che la stessa decisione sia sostenuta dai governi europei, un modo concreto per aiutare il mondo.

Trovo assurdo ed immorale che le industrie farmaceutiche - che hanno ricevuto miliardi di dollari di aiuti pubblici per le loro ricerche - possano poi produrre e monopolizzare i vaccini vendendoli a super prezzi e centellinando le consegne, mentre muoiono milioni di vite umane.

Una Pfizer che annuncia ricavi per 75 miliardi di dollari con la gente che muore perché le licenze di produzione sono bloccate è sconcertante.

Il mondo deve avere la forza di concordare strategie chiare in casi come questi, tenuto conto che solo con i profitti ufficiali dichiarati  grazie ai vaccini dalle principali case farmaceutiche si sarebbero potuti vaccinare gratuitamente 1,3 MILIARDI di persone.

Desolante…

 

 

 Un saluto e buona settimana                                         MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 813 del 30 aprile 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: L’ARCANO PNRR – FINALMENTE GIUSTIZIA? – NUMERI E VACCINI – GENTE DI LAGO (CHE PURTROPPO SE NE VA…)

 

IL PIANO ARCANO

Ci sono diversi modi per leggere il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che già nel titolo ha un suo termine arcano: credo che neppure un solo italiano su 100 sappia con precisone cosa significhi “Resilienza” (letteralmente “Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi”) che però tutti fan finta di capire.

In poche parole è il piano di 336 pagine che – presentato, approvato e salutato in meno di due giorni dal Parlamento -  in settimana verrà spedito a Bruxelles e che dovrebbe rappresentare il futuro dell’Italia spendendo una somma enorme tra deficit e  fondi europei: quasi 250 miliardi.

Non so quanti parlamentari l’avranno letto nelle poche ore del “prendere o lasciare”, certamente leggerlo era interessante, ma forse sostanzialmente inutile.

Innanzitutto ci vuole pazienza perché si apre con un vocabolario di acronimi, ovvero di 98 sigle (se non le ho contate male) dal contenuto spesso misterioso, moltissime in inglese perché in italiano non fa fino.

Si parte complicandosi la vita passando dal WEEE (waste from electrical and electronic equipment) che sarebbero i rifiuti informatici al QUEST (quarterly european simulatoin tool) che più semplicemente vuol dire “simulazione trimestrale europea” all’UTM (unmanned traffic management system) ovvero “sistema di gestione del traffico” passando per l’EIGE (european institute for gender equality) ecc.ecc.

Un programma che comunque teoricamente rasenta la perfezione, la sublimazione del desiderio, l’inserimento di ogni necessità, utilità, speranza, convenienza degli italici destini.

Ripeto: non sto prendendo in giro nessuno, è che nelle 336 pagine c’è davvero una risposta a tutto e – se si realizzerà – difficile pensare che non ne uscirà un paese effettivamente più forte, bello, solidare, moderno.

SE si realizzerà, perché qui sta il punto. Pagina dopo pagina, missione dopo missione, obiettivo dopo obiettivo e una linea strategica positiva ma tutta teorica, perché quello che NON è scritto è CHI farà questo e quello, COSA sarà concretamente finanziato, almeno nelle linee prioritarie. Così come non è scritto CHI controllerà e come ci si dovrà comportare in caso di rallentamenti, sprechi e potenziali porcherie. 

Apprendere da Draghi – per esempio - che con il PNRR “verrà riformata la Giustizia” dopo decenni che se ne parla soltanto e ci vogliono anni solo per un dibattitto politico sulla prescrizione lascia perplessi. Che finalmente saranno poi risolte le differenze di genere (un tema che da qualche mese è al “top” delle chiacchiere) è una ottima teoria, vedremo se seguirà la pratica e così per il pluricentenario divario nord-sud o la transizione verde o quella informatica..

Anche perché non ho capito a chi si rivolgeva Draghi parlando alle Camere: al paese? Ma i cittadini non hanno e non avranno la minima possibilità di gestire nulla, né – pare – lo stesso Parlamento, vista la fretta dell’esame e dell’enorme serie di decreti che logicamente ne seguirà, tutti da approvare a scatola chiusa e con prevedibili voti di fiducia.

Quindi Draghi parla soprattutto a sé stesso e al suo team, perché tutto finirà sulle spalle del governo ed è un bene che si abbia oggi una maggioranza trasversale, forte e vastissima… ma che non avrà poi scuse in caso di “flop”.

Draghi è sicuramente la persona al posto giusto per predisporre le linee strategiche del piano che però camminerà poi con i ritmi italiani di un “sistema” che non so se rimarrà esente da corruzione, ritardi, interessi locali.

E’ probabile che l’Europa non approverà a “scatola chiusa” il provvedimento visto che i precedenti italiani di sprechi non depongono a nostro favore.

Qualche dubbio infatti è legittimo: difficile che una burocrazia pigra ed auto-referenziata immediatamente rinnovi sé stessa dandosi miracolosamente ed improvvisamente ritmi manageriali che non ha mai avuto. Ancora più difficile che la malavita non metta gli occhi sul pingue bottino per investimenti che – soprattutto al Sud -  non si era teoricamente mai visto.

Vogliamo sperare che tutto andrà per il meglio? Speriamolo pure, non costa nulla, ma la vera sfida è proprio questa: dare contenuti e realizzare programmi ambiziosi ma per ora del tutto teorici, sublime esercizio di buone intenzioni.

Tutti (salvo i NO TAV) vogliamo potenziare autostrade, ferrovie e porti, tutti siamo contenti se avremo alberghi rinnovati, ospedali efficienti, asili nido e scuole antisismiche, una pubblica amministrazione più snella, soldi per investire…ma COME?

Diciamocelo con onestà: per ora gran parte dei contenuti non ci sono: si è solo abbozzata la cornice del quadro, la parte più facile. Vedremo alla fine chi e come si realizzerà il dipinto. 

Auguri, Italia, ne hai proprio bisogno.

 

FINALMENTE GIUSTIZIA ? NO!

Un giorno, un solo giorno di reclusione e gli assassini italiani “esuli” in Francia sono già liberi in attesa di una estradizione che (forse) arriverà tra anni.

Una vergogna e soprattutto una beffa perché dopo decenni di complicità e ingiustificati ritardi, la Francia aveva finalmente deciso di (forse) estradare in Italia un gruppo di ex brigatisti e terroristi rossi che negli anni di piombo avevano – impuniti – riempito di sangue il nostro paese.

Certamente ha poco senso vedere oggi arrestate persone che andavano assicurate alla giustizia tanti anni fa, non vi sono più in giro sentimenti di vendetta, ma il pensiero va alle tante persone che persero la vita negli “Anni di piombo” e ai loro famigliari.

Le procedure di estradizione saranno lunghissime ed è già cominciata la prevedibile epidemia di "buonismo", che questa gente proprio non merita, ma che sta già muovendo e commuovendo la “sinistra chic” francese ed italiana.

Sono assassini e non "brave persone": non mi risulta si siano mai pentiti di nulla nè abbiano chiesto perdono ai parenti delle loro vittime.

Eppure “Madame” Roberta Cappelli deve (dovrebbe) scontare l'ergastolo per aver ucciso il generale dei carabinieri Enrico Calvaligi nel 1980, l'agente di polizia Michele Granato nel 1979, il vicequestore Sebastiano Vinci nel 1981 e aver gravemente ferito Domenico Gallucci (1980) e il vicequestore Nicola Simone.

Poi c’è Manenti, quello che ha ucciso l'appuntato dei carabinieri Giuseppe Gurrieri (1979)  o la brigatista rossa Narina Petrella che ha sulla coscienza - oltre al generale Calvaligi – anche il giudice Giovanni D'Urso e i due innocenti uomini della scorta dell’assessore regionale campano Ciro Cirillo.

Tutti se ne erano tranquillamente usciti dall’Italia verso la Francia prima della sentenza, senza mai dissociarsi o pentirsi dei loro crimini. Tra l’altro - per quasi tutti - è comunque imminente la prescrizione di buona parte dei reati: solo gli ergastoli per omicidio non saranno coperti da prescrizione.  

 

UNO STATO SERIO (PENSO AD ISRAELE..) QUESTI TERRORISTI LI AVREBBE SEMPLICEMENTE CATTURATI O FATTI CATTURARE,  IMPACCHETTATI  E  RIPORTATI  A  CASA PERCHE’ LE SENTENZE FOSSERO  APPLICATE, MA NOI SIAMO ”BUONI” E I “COMPAGNI CHE SBAGLIANO” -  ANCHE SE ASSASSINI - CE LI COCCOLIAMO.

 

Degli “esuli” Luigi Bregamin può comunque già stare tranquillo: i 26 anni di condanna per omicidio saranno prescritti a breve, come per il brigatista più noto di tutti, il "compagno" Giorgio Pietrostefani, quello che ha fatto ammazzare a sangue freddo per strada il Commissario Luigi Calabresi a Milano nel 1972.

 

NUMERI,  VACCINI, “MANINE”...  E CENTRO DESTRA DIVISO

Che numeri strani… Avevano detto e ripetuto che per fine aprile saremmo arrivati a 500.000 vaccinati al giorno e il “flop” era stato clamoroso, visto che solo in poche giornate si erano superati i 300.000 vaccinati e – dati alla mano – fino al 29 aprile si era rimasti sempre sotto quota 400.000, poi ieri - improvvisamente - 100.000 in più in un solo giorno: cifre ballerine o una sapiente “manina” propagandistica?  

A oggi, comunque, dopo 4 mesi di campagna non siamo ancora neppure al 10% degli italiani vaccinati e potenzialmente liberi dal contagio, altro che “immunità di gregge”! E’ inutile ripeterci ogni giorno in TV che stanno per arrivare milioni di vaccini quando poi i numeri sono impietosi.

Non possiamo pretendere così che l’Europa creda all’Italia, né si può credere nell’Europa quando si è comportata in modo così superficiale nell’affrontare la più grave epidemia di questi ultimi decenni. Come ripeto da settimane: chi sbaglia però NON paga mai e così a rimetterci sono tutti i cittadini: mantenendo i ritmi di vaccinazione promessi, quante migliaia di italiani si sarebbero salvati?

Si innesta qui e si giustifica la richiesta di dimissioni che Fratelli d’Italia ha presentato contro il ministro Speranza, impeachment finito in nulla come era prevedibile.

Lui si difende “Non buttiamo la tragedia in politica”… Ma come, lui non fa forse politica da un anno proprio su queste cose? Perché sono stati allora taroccati dal suo stesso ministero i rapporti all’OMS e perchè ha protetto Arcuri oltre ogni decenza?

Ovviamente Lega e Forza Italia dovevano difendere il collega ministro (senza nessuna voglia di farlo) essendo parte della maggioranza e non lo hanno sfiduciato pur con vistose assenze: giochi di specchi  e di parte, nulla di nuovo.

 

Uniti, divisi: in questo momento il centro-destra fa comunque il pieno (teorico) di consensi complessivi presidiando sia la maggioranza che l’opposizione e non senza qualche tensione.

Attenti, però: “tic tac, tic, tac” corre il tempo verso le elezioni amministrative, ma candidati a sindaco unitari e vincenti per le città dove si vota (Roma, Milano, Napoli, Torino…) ancora non sono all’orizzonte. Intanto corrono i mesi e si avvicinano le solite sconfitte annunciate…

 

GENTE DI LAGO… CHE PURTROPPO SE NE VA

Giornate tristi con troppi amici che se ne vanno, complice il Covid.

I lettori de IL PUNTO sanno della mia serie di libri sul Lago Maggiore tra i quali il recente “GENTE DI LAGO 2”. Editore e co-autore era CARLO ALESSANDRO PISONI che ci ha purtroppo lasciato a soli 58 anni lunedì dopo un lungo mese di sofferenza.

Una perdita gravissima per la storia, la letteratura, l’editoria locale cui Alessandro era legatissimo da tanti anni. Ma soprattutto voglio ricordarlo per l’amore che aveva verso la nostra terra e di cui conosceva la storia di ogni pietra, di ogni villaggio, di ogni valle o montagna. E’ una perdita grande, forse incolmabile perché davvero non so chi potrà raccoglierne l’eredità.

Nei giorni scorsi ci aveva lasciati anche GIANCARLO GHIARDELLO, un altro “laghista” appassionato e con cui ho condiviso infinite notti di pesca in mezzo al lago. Mi auguro che entrambi - e tanti altri che ci hanno lasciato in questi mesi -  possano vedere altre albe e altri panorami. Ci resteranno sempre vicini nel ricordo e con un grande, semplice affetto.

 

A tutti l'augurio di una serena settimana.                                           MARCO ZACCHERA 





IL PUNTO   n. 812 del 23 aprile 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

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Sommario: 25 APRILE - IL FANTASMA DELLE 22 - SOLDI, SOLDI, SOLDI – GRILLO, FIGLIO DI - PERSECUZIONE RELIGIOSA –  UN APPELLO 

  

25 APRILE

Forse perché sono passati 76 anni oppure per il Covid, ma la data del 25 Aprile mi sembra stia passando quest’anno abbastanza sottotono.

Non mancheranno i soliti proclami roboanti, ma credo che la cosa più seria ed importante sia ricordare soprattutto ai giovani che la libertà e la democrazia non sono cose scontate e che per essa morirono e soffrirono migliaia di persone.

Evitiamo anche la demagogia, perché a volte fa fare brutti scherzi come a “La Stampa” di ieri 22 aprile che, in uno “speciale”, ha pubblicato la foto del “gappista partigiano ed eroe del popolo torinese Dante Di Nanni, ucciso dai fascisti”.

In realtà la foto era invece proprio di un fascista, Giuseppe Solaro, l’ultimo segretario provinciale torinese della Repubblica Sociale Italiana (quella fascista), un attimo prima di essere impiccato a 31 anni dai partigiani in Corso Vinzaglio a Torino, il 29 aprile del 1945.

Solo per sottolineare come l’infortunio giornalistico de “La Stampa” ha involontariamente confermato una tragica realtà: fu davvero - dal 1943 al 1945 - una guerra civile tra italiani dove (prima, ma anche a lungo dopo il 25 aprile), furono commesse atrocità inaudite.  

Tutto questo – anche se spesso non si vuole ammetterlo - purtroppo avvenne da entrambe le parti.

 

IL FANTASMA DELLE VENTIDUE

Una volta i fantasmi si aggiravano a mezzanotte, ora lo spettro del Covid scatta   puntuale ogni sera alle 22.

Sugli orari del coprifuoco si rischia la spaccatura di governo, ma forse non si tiene conto che una cosa  è comunque applicarlo in inverno, un’ altra in estate.

Tra poco a quell’ora sarà ancora pieno giorno e pensare al coprifuoco fa sorridere, soprattutto perché - se questa decisione è mantenuta per evitare la “MOVIDA” - sarebbero allora utili iniziative più specifiche e mirate per impedirla (compresa la responsabilità dei singoli esercenti e multe personali ai trasgressori) ma senza generalizzare e danneggiare così centinaia di migliaia di imprese che invece seguono le regole. Non è logico tenere chiusi i ristoranti dove si mantengano le distanze, vanno piuttosto puniti quelli che non le rispettano e questo dovrebbe valere per locali pubblici, spettacoli e palestre.

Certamente servono le cautele, ma parametrate ai rischi effettivi: un concetto semplice, ma che pare interessare poco i “talebani” che dal loro pulpito mediatico  a differenza delle imprese non rischiano e non perdono mai niente.

Intanto siamo quasi arrivati a fine aprile, ma siamo ben sotto la quota dei 500.000 vaccinati al giorno come invece era stato detto e promesso, con solo l’8% degli italiani che risulta completamente vaccinato. Tra il dire e il fare…

 

CALCIO E SOLDI, SOLDI, SOLDI

Neanche due giorni e la “Superlega” del calcio è abortita, speriamo per sempre, ma resta il principio: anche nello sport chi è ricco vince, il resto sembra non interessare più a nessuno.

Chi scrive si è sempre occupato di calcio, prima come arbitro poi come dirigente della sua squadra del cuore (il Verbania) dove la realtà quotidiana – come per tutte le

squadre minori – anche in tempi normali è così diversa dai grandi club di serie A.

Con lo stipendio di Ronaldo si coprirebbero le spese di metà squadre minori di una intera regione italiana, in una realtà sportiva dilettantistica che il Covid ha ulteriormente messo in crisi.

Spalti semivuoti anche prima della pandemia, giocatori “vecchi” a vent’anni perché i

grandi vivai sfruttano l’infinito mercato di ragazzini disperati prelevati dal terzo e quarto mondo, sfruttati, illusi e rapiti dai loro paesi, schiavizzati. 

Federazioni con costi e burocrazia allucinante, lotte per le nomine “federali”: tutto è diventato un mondo alieno, mentre il calcio in mille città e cittadine d’Italia  si spegne, soprattutto per la concorrenza delle TV che trasmettono calcio sponsorizzato ad ogni orario possibile.

Chi voleva la “Superlega” la sosteneva solo per fare soldi dopo aver dilapidato somme assurde in una concorrenza drogata tra giganti, ma con gli altri a restare comunque tutti a bocca asciutta, dimenticati e perennemente nei guai.

Dov’è la logica? Solo nei soldi, come sempre.

Chi ha saputo un’ora prima degli altri la news della “Superlega” e ha comprato azioni della Juventus ha guadagnato il 17% in pochi minuti: “mordi e fuggi”, come nelle speculazioni più classiche

Siamo nel mondo della tecnologia, ma il calcio era forse più bello con gli errori arbitrali (almeno c’era sempre qualcuno a cui dare la colpa di una sconfitta), ma soprattutto quando anche in serie A una “provinciale” riusciva (riesce) a battere una “grande” contro ogni pronostico, perché si parte sempre dallo 0 a 0 e teoricamente il risultato finale non è mai scritto.

Se invece contano solo le possibilità economiche vincerà sempre chi più soldi da spendere ma se tutto è solo business allora addio speranze, illusioni, patemi d’animo guardando l’orologio che quando vinci sembra bloccato e se invece perdi corre all’impazzata verso il ‘90°. Togliere il cuore, il tifo, la passione per avere in cambio uno spettacolo tecnicamente perfetto ma senz’anima è uccidere il calcio, perché se togli l’illusione e spegni il sogno alla fine tutto diventa solo una formula economica dove vince sempre il più ricco che è automaticamente sempre il più forte, ma allora non interessa più a nessuno.

 

GRILLO, FIGLIO DI

Inquietante Beppe Grillo e il suo video in cui urla e si agita come un ossesso contro i magistrati in difesa del figlio indagato di stupro. Comprensibile - come genitore -  la volontà di difenderlo, ma chissà se per un attimo ha pensato a come si sono sentite non solo le vittime, ma tante altre persone messe alla gogna prima di qualsiasi processo proprio dai grillini e dalla loro demagogia, salvo poi risultare innocenti.

Oppure  tutti quelli – non chiamandosi Grillo -  ai quali non si è mai data pubblicamente voce per difendersi o la cui assoluzione – magari dopo mesi o anni di attacchi e gogna mediatica – è poi finita solo in ultima pagina, inosservata.

 

PERSECUZIONE RELIGIOSA

Niente da fare, anche quest’anno le notizie sulle persecuzioni religiose non “bucano” ai TG e non trovano spazio sui principali giornali. C’è stata una vera e propria omertà  - salvo “Avvenire” - nel (NON) diffondere i dati del XV rapporto annuale sulla libertà religiosa nel mondo, pubblicato dalla fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS).

Forse perché sono dati che imbarazzano la comunicazione “laica” dei media pronti a pontificare ogni potenziale episodio di razzismo o di omofobia, ma che dimenticano come in 62 nazioni del mondo (31,6%) si registrano gravi violazioni della libertà religiosa.

«In 26 di queste nazioni si soffre la persecuzione», ha dichiarato Alessandro Monteduro, direttore di ACS Italia. «Nove paesi per la prima volta si sono aggiunti alla lista: sette in Africa (Burkina Faso, Camerun, Ciad, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Mali e Mozambico) e due in Asia (Malesia e Sri Lanka).

La causa principale è la progressiva radicalizzazione del continente africano, specie nelle aree sub-sahariana e orientale, dove la presenza di gruppi jihadisti islamici è notevolmente aumentata».

Violazioni della libertà religiosa si sono verificate nel 42% delle nazioni africane.

Il Rapporto evidenzia anche una nuova frontiera: l’abuso della tecnologia digitale, delle cyber networks, della sorveglianza di massa basata sulle tecnologie del riconoscimento facciale per assicurare un maggiore controllo con finalità discriminatorie. Questo fenomeno è evidente soprattutto in Cina, dove il Partito Comunista sta reprimendo i gruppi religiosi (tutti) con l’ausilio di decine di milioni (!) di telecamere di sorveglianza.

Come in passato la religione che maggiormente è soggetta a persecuzioni è di gran lunga il cristianesimo, ma evidentemente ciò va nascosto perché imbarazza e comunque sembra interessare a pochi o a nessuno, certamente non ai media che preferiscono parlare  di altre –e comunque gravi – persecuzioni e discriminazioni.

Attentati, rapimenti ed omicidi a danni di cristiani sono purtroppo all’ordine del giorno in troppi paesi del mondo, ma chi se la sente di definire i fanatici musulmani come assassini o criminali?

Meglio per i media tenere il profilo basso e guardare da qualche altra parte.

Eppure nel 2020 (il rapporto in realtà copre un periodo che va dall’1 ottobre 2019 al 30 settembre 2020) sono stati uccisi 4.761 cristiani (13 al giorno) contro i 2.983 del 2019, un dato superiore anche ai 4.305 del 2018. L’anno scorso sono stati attaccate e distrutte 4.488 chiese ed edifici connessi, almeno 4.277 cristiani sono stati arrestati senza processo e incarcerati per motivi religiosi, 1.710 i rapiti. Sono i martiri – sconosciuti e nascosti – dei nostri tempi.

 

UN APPELLO (E UN GRAZIE...)

Voglio ringraziare chi ha raccolto il mio appello di due settimane fa per aiutarci a terminare un poliambulatorio in Mozambico.

Ricordo che - esattamente 40 anni fa - fondai il “VERBANIA CENTER” che in tante parti dell’Africa e dell’America del Sud ha cercato di dare una mano concreta a molte comunità locali (sul mio sito www.marcozacchera.it trovate copia di tutte le relazioni annuali con ogni dettaglio economico ed organizzativo).

In particolare da alcuni anni stiamo ricostruendo a MACHAVA, in Mozambico,  nella periferia di Maputo, un poliambulatorio/ospedale di prima urgenza e, anno dopo anno, con l’aiuto di tanti amici abbiamo già ristrutturato i reparti di oculistica, pediatria, malattie respiratorie ecc. Da alcuni mesi abbiamo messo mano alla sistemazione del PRONTO SOCCORSO che è in condizioni disastrose. Di persona ho potuto vedere le centinaia di persone che arrivano tutti i giorni e vengono accolte in locali fatiscenti tra l’affollamento, sporcizia e in una mancanza totale di strutture minimamente adeguate. La ricostruzione del reparto (il personale è fornito dallo stato, le attrezzature – usate – le stiamo recuperando un po' dappertutto) prevede una spesa di quasi 30.000 euro, dei quali circa 6.000 già recuperati prima dell’appello e che hanno permesso di avviare i lavori.

In questi giorni siamo saliti ben oltre quota 10.000.

Ricordo che il controllo sull’opera è diretto, non ci sono spese né di organizzazione né generali: come sempre si bada al sodo con bilanci e risultati trasparenti e ovviamente – passata la pandemia – chi vuole potrà venire con me a controllare di persona.

Concretamente: qualcun altro può/vuol darmi una mano? Privatamente posso fornire ogni dettaglio, foto, chiarimento, planimetria, opzione fiscale (le offerte possono essere detraibili):  basta contattarmi. (marco.zacchera@libero.it)

Per chi volesse farlo:

 

BANCA INTESA – Ag. VERBANIA PALLANZA, conto a me intestato

IBAN:  IT94L03 06922 40110 00000 02801

Causale: PRO VERBANIA CENTER

 

GRAZIE, ANCHE SOLO PER L’ATTENZIONE

 

 

A tutti un saluto e buona settimana                               MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 811 del 16 aprile 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: TRISTEZZE, TRA GLI ADDII – DEMENZA “ANTIRAZZISTA”  – DEMOCRAZIA E FUORI DI TESTA -  NOTIZIE DAL RECOVERY –  APPELLO

 

TRISTEZZE, TRA GLI ADDII

Mi rendo conto che a volte sono forse troppo polemico nel commentare le vicende di Covid ma - come per tutti - è uno stillicidio quotidiano di amici che si ammalano e purtroppo di troppi che non ce la fanno.

Una epidemia incredibile, interminabile e che ci fa riflettere, ma il tempo corre e le reazioni della politica mi sembrano tardive in una corsa soprattutto a sottrarsi dalle proprie responsabilità.

Come commentare per esempio la vicenda di Domenico Arcuri? Chi mi segue sa che per mesi la mia piccola voce (come tante altre) continuava a ripetere che la speculazione era evidente, che i conti non quadravano, che non c’erano controlli soprattutto per gli acquisti cinesi che spesso facevano schifo, gestiti da un plotone di squali che rubacchiava sulla pelle della gente.

Oggi lo scrivono tutti, ma per quanti mesi Arcuri non ha mai risposto, eppure è rimasto lì – tutelato e difeso dal governo Conte 2 -  sempre intoccabile,  inossidabile e perfino coperto da impunità?

DOVE SONO FINITE LE 250 MILIONI DI MASCHERINE CINESI FUORI LEGGE? QUANTI MORTI HANNO COMPORTATO IL LORO USO? MA QUESTO NON SAREBBE QUASI REATO DI STRAGE?  

Lo stesso vale per i contratti europei: nessun colpevole, ma è mai possibile?

E cosa dire del ministro Speranza che in un anno sicuramente difficile ha però ondeggiato mille volte raccontandoci complessivamente una quantità enorme di bugie sui rapporti del suo ministero con l’OMS (e relativa sparizione e “taroccaggio” dei rapporti) e poi sui tempi e i contratti per i vaccini, le aperture-chiusure-riaperture-richiusure ecc. ecc. mentre ora la sua equipe è sotto inchiesta a Bergamo. Serietà e responsabilità: chi sbaglia paga, ma deve valere per tutti.

 

Intanto questa settimana (a ieri 15 aprile) i vaccinati in Italia sono stati SONO STATI MENO RISPETTO A QUELLI DI SETTIMANA SCORSA, altro che incremento a 500.000 vaccini al giorno! Siamo alla metà nonostante tutte le promesse e le dichiarazioni di Speranza e Figliuolo.

Forse in TV anziché darci quotidianamente solo il numero di decessi e tamponi (oltre alla % di positività che non significa nulla perché dipende da quanti tamponi si fanno) dovrebbero cominciare a farci vedere bene lo “scostamento” tra promesse vaccinali e realtà, mentre corrono le settimane e passano i mesi.

Poi, fatemi capire: si sospende il vaccino J & J per 6 casi (sospetti) di trombosi su 7 milioni di americani vaccinati. Un calcolo teorico ed approssimato: se in Italia abbiamo 400 decessi al giorno, i 7 milioni di uni-dose  J & J rappresenterebbero circa il 15% degli italiani vaccinabili, ovvero evirerebbero 60 decessi circa AL GIORNO, 1800 AL MESE. Credo che allora converrebbe NON interrompere la somministrazione.

NB: Per essere aggiornati su tutti questi dati in tempo reale, il sito più chiaro e trasparente secondo me è quello de “IL SOLE 24 ORE” (lab24.ilsole24ore.com). In compenso se entrate sul sito ministeriale non avrete assolutamente chiarezza: provate per credere.

 

DEMENZA “ANTIRAZZISTA”

Arrivare a censurare “Striscia la Notizia” con le scuse imposte a Gerry Scotti e alla Hunziker perché in una gag hanno mimato gli occhi a mandorla  parlando con la l al posto della r e così “offendendo i cinesi” dimostra a che livello di demenza siamo arrivati e a quanta ipocrita demagogia ci abbia portato un melenso sentimento di buonismo e antirazzismo.

Come nelle preghiere non si può più dire solo “fratelli” ma bisogna aggiungere anche “sorelle”, altrimenti sembra di essere omofobi, così di madre e di padre non si deve più parlare, ma di “genitore 1” e “genitore 2”, anche se uno dei/delle due biologicamente genitore non lo è perché trattasi di figlio adottato dalla coppia lesbo/gay che l’ha fatto fare a qualcun altro.

Il politicamente corretto vuole che nelle pubblicità (lo avete notato?) ci vuole sempre un nero nel gruppo, perché altrimenti è razzismo e tutto deve essere filtrato e reso conforme o non è cosa.

Avanti così saranno censurate le barzellette: “C’è un italiano, un francese, un tedesco…” perchè portatrici di stereotipi razzisti. Ma queste sono scemenze, stupidaggini, cretinate di pura superficialità.

Eppure devi stare attento a queste forme, poi se rubi miliardi imbrogliando il mondo non importa, se sfrutti ed uccidi interi popoli non conta, se distruggi il pianeta - ma fai finta di fare il “green” - allora sarai comunque assolto.

E io reagisco, ME NE FREGO (dai, forza, datemi del fascista!) e continuerò a parlare, pensare, scrivere come credo sia giusto, cercando di non offendere il prossimo, ma di non essere soprattutto ipocrita perché - a furia di ipocrisie - abbiamo perso tutti il senso del ridicolo, della misura e soprattutto stiamo perdendo la libertà.

In altre forme, questo è vero comunismo mentale e culturale, voi chiamatelo pure come vi pare…

 

 

DEMOCRAZIA E FUORI DI TESTA

Sabato scorso ero di passaggio per una piazza di Verbania e ho notato un assembramento di circa 500 persone. Mi sono fermato per capire di cosa si trattasse, ma ammetto che dopo una decina di minuti non avevo ancora ben compreso di cosa si stesse parlando.

Ho scoperto poi che era una manifestazione di vari gruppi locali riconducibili ai NO VAX che si erano tranquillamente riuniti sotto gli occhi di polizia e carabinieri, senza mascherina e senza minimamente osservare le distanze.

In democrazia ognuno è libero di pensarla come crede ed è mio dovere difendere questo diritto di tutti, ma allo stesso modo nessuno può togliermi la possibilità di scrivere che era davvero difficile mettere insieme in pochi minuti un minestrone di sciocchezze come quelle che ho ascoltato. 

Ho saputo poi che quella che stava parlando era l’ “onorevole” (sic)  Sara Cunial da Bassano del Grappa, già capolista del M5S in Veneto e quindi  trionfalmente approdata in Parlamento nel 2018 senza avere mai avuto alcuna precedente esperienza politica. Sospesa, poi riammessa e poi di nuova espulsa o auto-allontanatasi dai grillini, ora è una “battitrice libera”( credo nel gruppo misto) a spese dei contribuenti.

In altri tempi mi sarebbe piaciuto chiedere all’ex collega come cavolo avesse mai potuto una persona come lei arrivare alla Camera e con quale curriculum, ma di questi tempi non è cosa.

In piazza mi era sembrata decisamente alterata, ma ho poi letto che il 14 maggio scorso la Cunial era riuscita a dire a Montecitorio (testuale dal resoconto stenografico) “ «Mentre voi stracciate il codice di Norimberga con TSO, multe e deportazioni, riconoscimenti facciali e intimidazioni, avallate dallo scientismo dogmatico protetto dal nostro pluripresidente della Repubblica, che è la vera epidemia culturale di questo Paese, noi fuori, con i cittadini moltiplicheremo i fuochi di resistenza in modo tale che vi sia impossibile reprimerci tutti».   

TSO sta per “trattamento sanitario obbligatorio” (ovvero il ricovero obbligato in un reparto psichiatrico di quelli che una volta si dicevano essere i matti) ma mi chiedo se il TSO non dovesse essere richiamato proprio per la illustre onorevole che nega l’utilità delle mascherine e la stessa esistenza della pandemica di COVID. 

D'altronde il 10 ottobre 2020, durante la manifestazione No-Mask in piazza San Giovanni a Roma,  l’ineffabile on.le Cunial - da buona rappresentante del popolo -  si era infatti presentata sul palco con un casco spaziale, dichiarando: «La possibilità di morire di coronavirus è minore di quella di morire per un asteroide . Così mi sono attrezzata» 

Purtroppo troppi miei conoscenti in questi mesi non sono morti colpiti da un asteroide e quindi mi sembra di pessimo gusto continuare con questa polemica.

Deve però pensarla come la Cunial anche lo stesso Beppe Grillo che l’ha messa in lista e fatta eleggere, visto che recentemente si è presentato a Roma vestito con lo stesso equipaggiamento spaziale.

Spero che  chi abbia partecipato alla manifestazione di sabato a Verbania -  non stando a distanza e senza mascherina - sia però debitamente multato (ci sono video eloquenti), perché non è possibile che milioni di italiani debbano subire i danni e i drammi della pandemia e poi degli imbecilli qualsiasi possano contribuire a diffondere il virus comportandosi in questa maniera.

Ripeto: ognuno è libero di pensarla come crede, non è obbligatorio che il cervello sia collegato alla bocca,  ma spero che la legge sia applicata per tutti perché se il COVID circola è proprio anche per questi comportamenti. 

Non ci batteranno mai, perché noi siamo i più belli di dentro” sosteneva intanto un’altra ignota comiziante che ho avuto occasione di sentire mentre me ne andavo: principio fantastico, ma purtroppo privo di verifica.

Io invece protesto al contrario: aspetto un vaccino che non arriva mai e con me lo aspettano milioni di italiani, stufi di subire ritardi ed inefficienze.

 

NOTIZIE DAL RECOVERY?

Ci sono temi importanti caduti nel vuoto: qualcuno sente più parlare del MES, oppure del Recovery Found europeo?

Del primo non c'è più traccia dopo l' attento lavoro di sminamento tra i partiti di governo operato da Draghi, per il secondo pare si lavori per preparare le schede da inviare a Bruxelles, ma nessuno sembra avere un'idea complessiva.

Intanto si cominciano però a vedere liste infinite di buone intenzioni con amministrazioni ed enti vari che cercano di infilarsi nel gruppo per recuperare qualcosa.

Per esempio ho letto le schede piemontesi: un gran bel sfoggio di buoni propositi nell’ introduzione, una grafica piacevole, tantissime idee per confezionare un magnifico libro dei sogni dove c’è dentro di tutto e di più, dai megaprogetti a quello del comune di Aramengo (non “A ramengo”, Aramengo è un paese dal nome curioso, in provincia di Asti!) che vuol farsi un nuovo giardino per 150.000 euro.

Nessuno discute che migliaia di micro-iniziative siano "positive", ma lo spezzatino va nell'ottica giusta? Possibile che non ci siano discussioni sulle effettive priorità ai vari livelli territoriali e ci si limiti a questioni strutturali importanti ma con tempi certi e benefici visibili?  Ancora in settimana in Valsusa si sono bloccati con la violenza i lavori per la TAV, altro che  immaginare i giaridnetti per la "New Generation".

 

UN APPELLO

Permettetemi di ripetere l’appello della scorsa settimana. 

Chi mi segue da tempo sa che - esattamente 40 anni fa - fondai il “VERBANIA CENTER” che in tante parti dell’Africa e dell’America del Sud ha cercato di dare una mano concreta a molte comunità locali (sul mio sito www.marcozacchera.it trovate copia di tutte le relazioni annuali con ogni dettaglio economico ed organizzativo).

In particolare da alcuni anni stiamo ricostruendo a MACHAVA, in Mozambico,  nella periferia di Maputo, un poliambulatorio/ospedale di prima urgenza e, anno dopo anno, con l’aiuto di tanti amici abbiamo già ristrutturato i reparti di oculistica, pediatria, malattie respiratorie ecc. Da alcuni mesi abbiamo messo mano alla sistemazione del PRONTO SOCCORSO che è in condizioni disastrose. Di persona ho potuto vedere le centinaia di persone che arrivano tutti i giorni e vengono accolte in locali fatiscenti tra l’affollamento, sporcizia e in una mancanza totale di strutture minimamente adeguate. La ricostruzione del reparto (il personale è fornito dallo stato, le attrezzature – usate – le stiamo recuperando un po' dappertutto) prevede una spesa di quasi 30.000 euro, dei quali circa 6.000 già recuperati e che hanno permesso di avviare i lavori. Il controllo sull’opera è diretto, non ci sono spese né di organizzazione né generali: come sempre si bada al sodo con bilanci e risultati trasparenti e ovviamente – passata la pandemia – chi vuole potrà venire con me a controllare di persona.

Concretamente: qualcuno può/vuol darmi una mano? Privatamente posso fornire ogni dettaglio, foto, chiarimento, planimetria, opzione fiscale (le offerte sono detraibili):  basta contattarmi. (marco.zacchera@libero.it)

GRAZIE, ANCHE SOLO PER L’ATTENZIONE E A CHI MI AIUTATO NEI GIORNI  SCORSI!

 

 

A tutti un saluto e buona settimana                                                           MARCO ZACCHERA






IL PUNTO   n. 810 del 9 aprile 2021

di MARCO ZACCHERA  (www.marcozacchera.it)

info, contatti  e numeri arretrati:  marco.zacchera@libero.it 

 

Sommario: UN APPELLO – LA RABBIA E LA BEFFA – VACCINO-GATE - IL SULTANO ERDOGAN - INTERCETTAZIONI -  PROFUMO DI SOLDI

 

UN APPELLO

Permettetemi se questa settimana inizio facendo un appello ai lettori.

Chi mi segue da tempo sa che - esattamente 40 anni fa - fondai il “VERBANIA CENTER” che in tante parti dell’Africa e dell’America del Sud ha cercato di dare una mano concreta a molte comunità locali (sul mio sito www.marcozacchera.it trovate copia di tutte le relazioni annuali con ogni dettaglio economico ed organizzativo).

In particolare da alcuni anni stiamo ricostruendo a MACHAVA, in Mozambico,  nella periferia di Maputo, un poliambulatorio/ospedale di prima urgenza e, anno dopo anno, con l’aiuto di tanti amici abbiamo già ristrutturato i reparti di oculistica, pediatria, malattie respiratorie ecc. Da alcuni mesi abbiamo messo mano alla sistemazione del PRONTO SOCCORSO che è in condizioni disastrose.

Di persona ho potuto vedere le centinaia di persone che arrivano tutti i giorni e vengono accolte in locali fatiscenti tra affollamento, sporcizia e in una mancanza totale di strutture minimamente adeguate. La ricostruzione del reparto (il personale è fornito dallo stato, le attrezzature – usate – le stiamo recuperando un po' dappertutto) prevede una spesa di quasi 30.000 euro, dei quali circa 6.000 già recuperati e che hanno permesso di avviare i lavori.

Il controllo sull’opera è diretto, non ci sono spese né di organizzazione né generali: come sempre si bada al sodo con bilanci e risultati trasparenti e ovviamente – passata la pandemia – chi vuole potrà venire con me a controllare di persona.

Concretamente: qualcuno può/vuol darmi una mano? Privatamente posso fornire ogni dettaglio, foto, chiarimento, planimetria, opzione fiscale (le offerte sono detraibili):  basta contattarmi. (marco.zacchera@libero.it)

 

GRAZIE, ANCHE SOLO PER L’ATTENZIONE !

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LA RABBIA E LA BEFFA

(UN PARAGONE CON LA SVIZZERA)

Crescono in tutta Italia le proteste dei pubblici esercenti, degli ambulanti,  dei ristoratori, degli albergatori  che hanno dovuto rinunciare al movimento turistico del “ponte” di Pasqua per il secondo anno consecutivo e si avviano verso una stagione fallimentare.

Come per altre categorie (per esempio gli operatori dello spettacolo) il momento è particolarmente difficile e la situazione impedisce ogni programmazione delle attività, anche dopo una eventuale “normalizzazione”.

Al danno si aggiunge la beffa per chi è localizzato vicino al confine svizzero dove le norme sono state applicate in modo molto più blando che non in Italia.

Un esempio sul Lago Maggiore: stesso clima, stessa lingua, stesso dialetto ma a poche centinaia di metri due realtà diametralmente diverse con alberghi aperti sulla sponda ticinese e chiusi su quella italiana.

La beffa è poi nei numeri: la gran parte dei lavoratori nelle strutture elvetiche sono comunque italiani, “frontalieri” che ogni giorno attraversano il confine in pratica senza alcun controllo sanitario, cosi che l’eventuale contagio è all’ordine del giorno, ma in caso di positività  (magari per un contagio “svizzero”) il ricovero – e relativi costi - avviene poi in Italia.

E qui nasce il “caso”: le due politiche governative diverse nell’affrontare il Covid non hanno portato a sostanziale diversità nei numeri del contagio o deceduti.

I “sacrifici” italiani non sottolineano percentuali di infezioni particolarmente diverse e più basse di quelle ticinesi, stando almeno alle cifre ufficiali forniti dai siti dei due paesi. Il Piemonte ha 4.3 milioni di abitanti, esattamente la metà degli svizzeri, e se i casi sono stati in linea (319.000 in Piemonte, 613.000 in Svizzera) i deceduti elvetici risultano complessivamente 9.772 contro i 10.481 piemontesi

E’ un paragone interessante: vale la pena una politica di restrizioni se non  creano particolari benefici sanitari, ma per contro sicuramente penalizzano l’economia?

Lo ribadisco da settimane: vanno chiusi i luoghi dove ci siano probabilità di contagio, non le attività dove - se si osservano le regole e le distanze – questo è più difficile, soprattutto stando all’aperto.

Piuttosto vanno identificate e vaccinate le VERE categorie potenzialmente a rischio ad iniziare da chi ha maggiore contatto con il pubblico: cassiere, dipendenti agli sportelli, operatori del turismo.

 

VACCIN-GATE

Anche questa settimana la campagna vaccinale va a rilento, ALTRO CHE LE 500.000 VACCINAZIONI QUOTIDIANE IPOTIZZATE PER APRILE, questa settimana la media giornaliera è stata la metà: solo 267.000 al giorno! Intere regioni sono quasi senza scorte, crescono (forse esagerati) i timori su Astrazeneca ma si continua a girare intorno al problema: chi deve pagare per la propria (ir)responsabilità nel sottoscrivere contratti europei che si sono dimostrati farlocchi?

Ma se un professionista pasticcia con un contratto e danneggia un cliente ne paga i danni, perché a livello politico europeo o nazionale non deve mai pagare nessuno?

Non una dimissione, non un allontanamento, non una autocritica! Tutto come prima, come se nulla fosse, sulla pelle e le speranze di milioni di europei.

Perché la comunità internazionale – come a parole chiedono tutti, da Biden al Papa – non sceglie piuttosto di rendere di libero uso i vaccini a livello mondiale, soprattutto dopo aver coperto d’oro con soldi pubblici le ricerche e permettendo così alle multinazionali farmaceutiche dei profitti esagerati?

Mi aspettavo azioni decise da parte di tutti i governi “progressisti” invece c’è solo uno sconfortante silenzio ai danni di tutto il genere umano.

Ecco perché poi partono i sospetti di speculazioni, accordi, trame internazionali più o meno occulte: purtroppo nascono dai fatti, non solo dalle sensazioni.

 

IL SULTANO ERDOGAN

Incredibile faccia tosta di Erdogan che, accogliendo ad Ankara la missione europea, ha lasciato senza sedia Ursula von der Leyen con un gesto di scortesia inaudito.

Ma una analoga figuraccia l’ha fatta anche Charles Michel, il presidente del Consiglio europeo ed ex premier del Belgio che ha fatto come se nulla fosse, accomodandosi tranquillamente a sedere con Erdogan mentre Ursula von der Leyen restava in piedi, sedendosi poi su un divano vicino.

Se il “progressista” Michel avesse avuto un minimo di prontezza ed intelligenza politica avrebbe potuto semplicemente lasciare subito la sua sedia e sedersi di fianco alla povera Ursula, non solo per una questione di educazione e cavalleria, ma soprattutto marcando la distanza rispetto al sultano di Ankara, ma forse non ci ha neppure pensato.

Chissà cosa ne pensano le femministe europee.

 

INTERCETTAZIONI

Cresce lo scandalo perché la Procura di Trapani avrebbe intercettato alcuni giornalisti ed avvocati in merito all’inchiesta sui legami tra le ONG e alcuni trafficanti di carne umana nel Canale di Sicilia.

Caso spinoso che sicuramente lede il diritto di difesa, ma che ha permesso di mettere in luce rapporti scabrosi tra “salvatori” delle ONG e loro “amici” scafisti.

“Uno schiaffo alla democrazia”, “Intercettare i cronisti è una violazione dei diritti costituzionali” dichiara indignato il direttore de “La Stampa” (ed ex conduttore di Ballarò) Massimo Giannini.

Ha ragione: la legge è legge e queste “prove” non possono e non devono essere utilizzate nei processi né essere conservate, ma c’è da chiedersi come mai tutto questo scandalo viene sollevato soltanto adesso, mentre non era certo esploso quando le intercettazioni portavano a creare “prove” contro esponenti politici non in linea con la vulgata corrente ( e la linea editoriale de “La Stampa” del prode Giannini) .

Quanti milioni di volte le intercettazioni sono finite sui giornali prima non solo di qualsiasi condanna, ma anche di una semplice comunicazione agli indagati?

Viene il sospetto che tutta questa indignazione sia un po' a senso unico, soprattutto se in qualche maniera scoperchia la pentola dello sfruttamento dell’immigrazione da parte di gente senza scrupoli, anche se a volte gira con l’aureola dei santi.

Di una seria legge che porti a limitazioni e riservatezza in materia di intercettazioni si parla da anni, ma al concreto non viene mai fuori nulla: avete mai sentito di un magistrato o di un collaboratore giudiziario finito nei guai per aver diffuso ai giornali materiale riservato, o anche solo di qualche seria indagine su questi casi?

 

PROFUMO DI SOLDI

Sono uscite le motivazioni della sentenza che ha condannato – tra gli altri - a sei anni di reclusione e 2,5 milioni di multa l'ex presidente del Monte dei Paschi di Siena Alessandro Profumo per aggiotaggio e false comunicazioni sociali.

Per i giudici di Milano, Profumo con i suoi complici avrebbero evitato di far emergere  un miliardo di perdite all’ MPS oltre che per  l'«aspirazione a vedere accresciuto (illegittimamente) il proprio personale prestigio, quale fautore della rinascita della banca».

Un crack che ha distrutto i risparmi di migliaia e migliaia di persone.

Ogni imputato è pregiudizialmente innocente fino a sentenza definitiva, ma è corretto che Profumo (che per i giudici ha "una spiccata capacità a delinquere”) resti al vertice di Leonardo (ex Finmeccanica) come amministratore delegato su nomina del governo Renzi, galleggiando fino ad oggi con il modico stipendio annuo di 1.660.000 euro?

 

 

A tutti un saluto e buona settimana                                   MARCO ZACCHERA 



IL PUNTO   n. 809 del 2 aprile 2021

Sommario: AUGURI DI PASQUA – DRAGHI BIANCONERO – IL RACKET DEI  VACCINI – PALAMARA SECRETATO –  RENZI A SPASSO – CASSAZIONE: NON CONDIVIDO – GENTE DI LAGO 2.

 

LE FRAGOLE e LA PASQUA

Quando ero bambino le fragole erano molto più piccole e brutte di oggi. Adesso sono di un rosso accecante, spesso mostruosamente grandi, arrivano da mezzo mondo e in negozio le vendono già tre mesi prima della stagione giusta... ma non sanno di niente.

Vale per tanti tipi di frutta, ma soprattutto vale per la vita: siamo diventati persone- immagine, l’aspetto sembra davvero contare più di tutto. Troppe volte, però, dietro all’immagine c’è poca personalità e neppure ci chiediamo più quale sia il vero gusto della vita. Qualche volta lo riscopriamo solo nei momenti difficili, come quello attuale.  

E' comunque più importante l'immagine o la sostanza delle cose?

E’ una riflessione che parte in modo banale, ma arriva al cuore del significato più serio della Pasqua che dovrebbe essere momento di riflessione, di rigenerazione, di speranza. La speranza non è solo quella di riuscire a ripartire dopo oltre un anno di disastri, ma soprattutto di sentirsi rigenerati e rafforzati di dentro. E’ difficile, molto difficile, ma proprio per questo l’augurio di una Pasqua “vera” è quello che trasmetto in amicizia  a tutti i lettori.

 

DRAGHI IN BIANCO E NERO

Avevo scritto che per giudicare Mario Draghi servivano almeno cento giorni (ne sono passati già 50) e il giudizio resta ancora in sospeso nel senso che “Se sono rose, fioriranno”. Boccioli per ora se ne vedono pochi, ma è  positivo che lo stesso Draghi e la gran parte dei ministri abbiano scelto la linea delle poche chiacchiere, mentre si sta soprattutto mettendo mano al Recovery Fund.

Pare  – lo si sottolinea negli ambienti tecnicamente informati – che le “schede” dei progetti per Bruxelles, solo superficialmente abborracciate da Conte, siano ora molto più concrete: il rapporto con l’Europa è essenziale e Draghi è il migliore che possa tenerlo.  

Il premier è anche stato in gamba a silenziare le fonti di rottura: qualcuno di voi ha più sentito parlare del MES, fonte degli eterni litigi tra M5S e PD andati avanti per mesi? D'altronde proprio le spaccature interne e le polemiche in corso all'interno del PD e del M5S fanno crescere Draghi come "super partes" 

 

Di deludente c’è invece il decreto “Sostegni” stemperato i mille rivoli per la necessità di visibilità delle diverse componenti politiche, ma che di fatto ha portato ben poco alle imprese e soprattutto ad alcuni settori decisamente penalizzati da scelte incomprensibili.

Rimane infatti indeterminato il rapporto tra aperture e contagi: si riaprono le scuole, ma in molte famiglie sono proprio i più piccoli a trasmettere involontariamente il virus, anche se una statistica chiara non c’è. Allo stesso modo perché sarebbe più pericoloso un negozio di mobili rispetto a una cartoleria? Eppure una è aperta e l’altro chiuso.

Forse servivano altri criteri: distanze, sanificazione, affollamenti: se si osservano le normative, perché far tenere chiuso portando alla rovina interi comparti?

Anche perché bisognerebbe considerare la stagione: il turismo non arriva a novembre e il settore è tramortito, così come altri (vedi cultura e spettacoli) cui non possono più bastare le chiacchiere di Franceschini che si ripetono da un anno in qua.

Nel turismo il caos è totale e ha fatto notizia la possibilità di andare in aeroporto con la propria auto traversando confini regionali e zone rosse per farsi una bella vacanza all’estero, che però è vietata in Italia. Eppure  alberghi e ristoranti aperti (sanificati e con accesso controllato) significherebbe innescare un moltiplicatore prezioso per l’economia nazionale. Siamo invece alla seconda Pasqua deserta, mentre - più “furbi” di noi - altri paesi europei hanno riaperto le loro frontiere turistiche e così ci seppelliscono, dalle Canarie alle Baleari, alla Grecia.

 

IL RACKET DEI VACCINI

La partita vera è sui vaccini, per i quali imperversa il quotidiano inno alla speranza, ma dove la realtà è molto più lenta e deludente del previsto. Nel suo perenne tour in giro per l’Italia l’ “iper-decorato” generale Figliuolo continua a ripetere agli ossequiosi TG di milioni di dosi in arrivo che però poi sfarinano nei continui ritardi e non arrivano mai.

Il generalissimo aveva promesso “per fine mese” (marzo) tre milioni di vaccini aggiuntivi e invece niente, con le regioni Veneto e Lazio –  a seguire rischiano tutte le altre – che sono costrette addirittura a rallentare perché non ci sono dosi

Al concreto siamo solo al 5% degli italiani vaccinati e con questo ritmo certe promesse sembrano decisamente irraggiungibili, mentre la ressa corporativa del “ho diritto prima io” è diventata assordante.

Tutto ciò perché l’Italia si è fidata (senza garanzie) di una Europa inadempiente e incapace di scrivere contratti chiari, oppure qualcuno li ha volutamente scritti così.

Bisogna così inchinarsi al racket delle case farmaceutiche ma d'altronde l’Italia non ha alternative di fabbricazione interna e se troviamo quasi per caso milioni di vaccini in casa (vedi stabilimento di Anagni) non ce li teniamo neppure.

Siamo un paese debole, che ha mani e piedi legati da Bruxelles, che ritarda sullo Sputnik per motivi squisitamente politici, incapace di imporsi in qualche modo.

Fa male vedere che AstraZeneca comunque se la cava cambiando il nome del vaccino e il suo “bugiardino”  così il rischio di trombosi viene esorcizzato, mentre il CEO di Johnson & Johnson, Alex Gorsky, quest’anno guadagnerà 29,6 milioni di dollari di stipendio, parametrati ai profitti raggiunti: mentre la gente muore la pandemia fa infatti arricchire l’intero settore farmaceutico, con i governi a balbettare senza forza contrattuale. E’ morale guadagnare miliardi sulla pelle della gente dopo essersi fatti pagare le ricerche dalla comunità? Non sarebbe giusto “nazionalizzare” i vaccini e renderli di proprietà pubblica limitando i profitti a livelli ragionevoli?

Intanto però miei amici che vivono in Florida sono già stati tutti vaccinati, in Cile pure, in Israele lo sono  da due mesi e noi invece aspettiamo, con Speranza e tutta la sua (poco) allegra compagnia….

 

 

PALAMARA SECRETATO

Finalmente interrogato dal CSM, Luca Palamara si è tolto più di un sassolino dalle scarpe davanti alla Prima commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, competente sulle “incompatibilità” delle toghe. L’ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati era stato convocato per essere sentito dai suoi ex colleghi dopo il suo libro-scandalo sulle porcherie legate alle nomine in magistratura, come era emerso anche dai messaggi che Palamara scambiava a ritmo frenetico con le centinaia di magistrati che aspiravano ad un incarico di vertice ed i politici “amici”.

L’audizione è stata però secretata, l’ Italia NON deve sapere. «È una audizione riservata per la quale ho ricevuto la consegna del silenzio», ha detto all’uscita dal CSM lo stesso Palamara.

E questa sarebbe una repubblica democratica, dove “La legge uguale per tutti”? 

 

RENZI VA A SPASSO

Dopo il viaggio in Arabia Saudita, Matteo Renzi era domenica scorsa in Bahrein, ripreso dalle telecamere di Sky nei box del gran premio di Formula1.

Vaccini, quarantene, obblighi al rientro? Particolari che non contano per un “lobbista” di livello internazionale come Renzi, e diamo a questa parola il significato meno torbido possibile.

Insomma: Renzi gira il mondo a pagamento, si diverte e fa pure i suoi affari.

D'altronde lo hanno sempre fatto Clinton, Obama e tanti importanti ex politici soprattutto di sinistra, quelli del solito “giro bene” dell’intellighenzia internazionale. Solo che Renzi non è un “ex”, ma ancora un eletto del popolo italiano con un incarico istituzionale e - già che era lì di passaggio – avrebbe per esempio potuto ricordarsi e ricordare di come il Bahrein non sia proprio al “top” per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani. Ma volete mettere il business che si può fare con gli sceicchi arabi e dintorni?

Non perdiamoci in queste quisquilie umanitarie, suvvia!

 

ADOZIONI ? CI PENSA LA CASSAZIONE

Ci sono migliaia di coppie che invano attendono per anni di poter adottare un bambino e trovano mille ostacoli in Italia e nel mondo.

Vorrei norme che semplifichino queste procedure, invece prendo atto che la Cassazione è impegnata a sentenziare che «Non contrasta con i principi di ordine pubblico internazionale il riconoscimento degli effetti di un provvedimento giurisdizionale straniero di adozione di minore da parte di coppia omoaffettiva maschile che attribuisca lo status genitoriale secondo il modello dell’adozione piena o legittimante, non costituendo elemento ostativo il fatto che il nucleo familiare del figlio minore adottivo sia omogenitoriale ove sia esclusa la preesistenza di un accordo di surrogazione di maternità a fondamento della filiazione».

A parte che sarà ben difficile mai provare l’ultima riga (ovvero smascherare la prassi dell’ “utero affittato” a pagamento per recuperare un figlio fabbricato all’estero da una povera madre che sparisce subito dopo il parto), mi è permesso esprimere come cittadino il mio personale dissenso su questa sentenza?

Mi sono sempre chiesto se e come sia considerato anche il diritto di un bimbo ad avere due genitori di sesso diverso (avrei voluto scrivere “normali”, ma sarei accusato di offendere qualcuno) anziché vedersi assegnati legalmente due genitori omosessuali. 

 

GENTE DI LAGO 2

E ancora disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”  In 172 pagine - tutte a colori - ripropone ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi. Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

I RICAVI DELLE VENDITE SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER LA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO.

 

Buona settimana e buona Pasqua a tutti!                     Marco Zacchera




IL PUNTO   n. 808 del 26 marzo 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  IL SOGNO – SOSTEGNI: LA GRANDE DELUSIONE – DIRITTO DI CRITICA - CONGO: NON DIMENTICARE –  GENTE DI LAGO 2 - STORIA A TELE VCO

 

IL SOGNO

Astrazenica è in clamoroso ritardo per la consegna dei vaccini eppure due giorni fa sono state scoperte 29 milioni di dosi depositate (nascoste) ad Anagni, vicino a Frosinone, prodotte in Italia ma in partenza per l'estero.

Sognerei un paese che, contestando formalmente all’azienda le mancate forniture, con un bel sequestro penale bloccasse l’intero lotto immettendone una buona parte  nella rete di distribuzione italiana e usandole SUBITO per vaccinare qualche milione di persone rimaste senza vaccino proprio per colpa dell’azienda.  

Sarebbe un atteggiamento scorretto? Ma è stata corretta la Commissione Europea NON rendendo pubblici i contratti con Astrazeneca senza penali per i ritardi?

Forse che la stessa Germania, l' Austria, l'Ungheria, La Danimarca ecc. non hanno forse sottoscritto accordi per conto loro, pur di trovare altri vaccini?

Noi ci troviamo i vaccini in casa, scopriamo che vengono prodotti qui da noi (e non lo aveva mai ammesso nessuno) e adesso ce li lasciamo perfino scappare ?

Semplicemente li dovremmo usare subito, visto i conclamati ritardi nelle forniture e soprattutto i nostri 400 morti al giorno.

Ma è un sogno questo atto di fermezza, una illusione che temo tale resterà, come quella di avere finalmente una reazione forte a Palazzo Chigi nei confronti dell’ Europa, dimostrando finalmente con i fatti il famoso “cambio di passo”…

 

LA GRANDE DELUSIONE

Settimane di attesa, ma alla lettura del decreto “Sostegni” mi ha colto una profonda delusione.

So benissimo che la situazione è difficile, che i soldi non ci sono, che si fa quel che si può, ma se pensiamo che sia possibile rilanciare il paese con norme come quelle varate sabato dal governo?

Draghi  ha solo spalmato sul sistema economico i 32 miliardi di extra debito votati dal parlamento ovvero 500 euro a testa se non si contassero le attività produttive, ma – visto che poi ci sono milioni di imprese da aiutare – alla fine sono davvero pochi spiccioli per tutti.

Non vedo un “effetto moltiplicatore” negli interventi e soprattutto non ci sono paragoni con quanto avviene all’estero.

Siamo piccoli, d’accordo, ma gli USA hanno varato un piano di rilancio economico da 1.900 miliardi di dollari (1.700 miliardi di euro), noi... da 32 (!!).

Per il commercio e il turismo è una desolazione: meno aiuti perfino rispetto al governo Conte con un “sostegno” (?!) pari a circa l’1% del giro d’affari del 2019.

Con questa elemosina si vuol salvare e davvero rilanciare il turismo italiano?

Ma ci rendiamo conto che sono somme perfino inferiori all’importo  – per fare un esempio – della tassa sui rifiuti solidi urbani che gli alberghi, bar e i ristoranti sono stati comunque costretti a pagare l’anno scorso pur non avendo prodotto gran parte dei rifiuti a causa della chiusura degli esercizi?

GUARDATE LA BEFFA DELLA CONFERMA NEL DECRETO DI DOVER COMUNQUE PAGARE PERFINO IL CANONE RAI PER IL 2020 E IL 2021 ANCHE PER GLI ALBERGHI CHIUSI (con solo una riduzione del 30% per il 2021): MA SE GLI ALBERGHI SONO STATI CHIUSI E TUTTORA LO SONO, E’ GIUSTO FAR PAGARE UN BALZELLO DI MIGLIAIA DI EURO A CIASCUN ESERCIZIO PER LE TV IN  CAMERE D’ALBERGO CHE RESTANO CHIUSE E VUOTE PER OBBLIGO DI DECRETO?

MA E’ UNA INDECENZA!

Non servono le polemiche? Vero, ma bisogna pur rendersi conto che con questi pochi aiuti non si risolve nulla, è solo una piccola mancia a circa 3 milioni di imprese che peggio di prima si trovano ora a dover affrontare una situazione di crisi drammatica.

Una crisi causata anche dall’inefficienza europea e all’eccessiva, conclamata dipendenza rispetto alle grandi case farmaceutiche che sulla pandemia in modo amorale stanno guadagnando miliardi di euro esentasse grazie ai burocrati ed ai politici di Bruxelles, visibilmente incapaci (e speriamo non corrotti), quelli che – guarda caso – hanno la stessa casacca del PD italiano e di alcuni dei suoi alleati.

 

IL DIRITTO DI CRITICA, L‘OMOLOGAZIONE DEI MEDIA

Non so se avete notato come - soprattutto i TG ma anche i titoli dei grandi giornali - siano un inno quotidiano al vaccino che verrà.

Ogni giorno si riportano dati per il futuro, si ipotizzano di centinaia di migliaia di dosi quotidiane che sono sempre un obiettivo che però non si raggiunge mai, milioni di vaccini in arrivo che poi restano per strada.

In settimana per tre giorni si è enfatizzato sul "Il milione di dosi in più" del vaccino "J & J" da consegnarsi ad aprile, dimenticando però di sottolineare che la settimana scorsa il generale Figliolo – quello delle cento medaglie sulla giubba, più decorato di uno sovietico, strepitosa la sua imitazione fatta da Crozza! - aveva annunciato "mezzo milione di vaccinazioni al giorno" ovvero (la matematica non è un opinione) si impiegherebbe solo due giorni per far fuori la "maxi fornitura".

Anche i numeri confondono: non esce mai il grafico dei vaccini quotidiani (deludente) e si enfatizza sui due milioni e mezzo di italiani già vaccinati, forse per non dire che siamo solo al 4% della popolazione, ovvero senza nessun miglioramento sensibile per costruire il "gregge", ma intanto sono giù scivolati via 3 mesi dall'arrivo in pompa magna delle prime dosi a fine dicembre tra TV, inni e fanfare.

Sicuramente ci sono problemi a livello di regioni che ritardano nei piani (Lombardia in testa) ma mi pare che il problema non siano i "centri vaccinali" ma piuttosto i vaccini stessi che non ci sono e ogni dato europeo si sta dimostrando clamorosamente “farlocco”.

In questa situazione di crisi è osceno che si abbia il coraggio di boicottare o almeno ritardare in ogni modo il vaccino russo "Sputnik 5" in buona sostanza solo per motivi politici.

Lo “Sputnik 5” è’ già usato in 56 paesi del mondo, molti miei amici in Sudamerica si sono vaccinati proprio con il vaccino russo e tutti stanno benissimo, credo sia criminale mischiare politica e medicina.

Di fatto però "J & J" viene enfatizzato dagli americani che però sono contro "Astrazeneca" e la boicottano, mentre gli europei (iper-inguaiati) invece difendono Astra ad oltranza, anche se la copertura di questo vaccino è bassa e non supera il 70% pur dopo la seconda dose.

Il cittadino normale è quotidianamente bombardato di dati: cosa riesce a capire, come può orientarsi nella babele di esperti, più o meno presunti?

La sensazione è di essere tenuti buoni perchè non ci sono di fatto alternative, bisogna quindi sopportare l'epidemia ed aspettare tempi migliori.

Centinaia di morti al giorno, purtroppo, ci confermano però  che qualcuno dovrebbe cominciare a pagare per i ritardi. Ma a questo punto - da Bruxelles in giù - tutti si tirano indietro e la "colpa" è di qualcun altro della catena.

 

ATTANASIO DIMENTICATO

E’ passato solo un mese dalla barbara uccisione dell’ambasciatore Attanasio e della sua scorta in Congo, ma già non ne parla più nessuno.

Nessuno ha chiarito le responsabilità dell’agguato, nessuna risposta è arrivata dall’ONU, dal PAM e dal governo congolese. Il giudice che indagava è stato ucciso, sparito anche lui. Tuttora non si sa cosa ci facesse in quella zona il nostro ambasciatore e sotto quale  responsabilità.

Come si temeva ci hanno imbrogliando tutti: l’ONU, il PAM, il governo del Congo e una volta di più la nostra credibilità nazionale è svanita nel nulla.

Il Ministro Di Maio? Sparito anche lui, si è volatilizzato, come la pubblica commozione…

 

 

GENTE DI LAGO 2

E ancora disponibile il mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”.   Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

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LA NOSTRA STORIA A TELE  VCO

Per chi ama la storia ricordo che su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming) ogni martedì  alle 14.30 fino a metà aprile vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30. Chi vuole connettersi in streaming mi cerchi su:  www.vcoazzurratv.it agli orari indicati

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 807 del 19 marzo 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  VACCINI: POLVERI BAGNATE – RESPONSABILITA’ EUROPEE – BIDEN E IL KILLER – LETTA: IL MARZIANO DI PARIGI – ITALIA E ITALIANI -  STORIA A TELE VCO

 

VACCINI: POLVERI BAGNATE

Conta poco annunciare un super piano vaccinale e di voler “dar fuoco alle polveri” – espressione militaresca del generale Figliuolo  - perché se poi mancano i vaccini le polveri restano bagnate e non si innescano certo solo con le speranze e la propaganda quotidiana, soprattutto con tutti i timori suscitati da Astrazeneca.

Sono mesi e mesi che si parla di piani strabilianti, di milioni di dosi, di “immancabili destini” (questa, già sentita) ma siamo ancora al palo.

Il nuovo piano vaccinale previsto dal governo il 10 marzo scorso (solo 9 giorni fa…) a  pagina 11, allegato 3,  prevedeva la disponibilità di ben 153.484.000 dosi di vaccino entro il 31.3.2021. A giovedì 18 marzo i vaccinati in Italia sono però solo 7.204.358 e di essi soltanto 2.225.652 hanno ricevuto la 2° dose, pari al 3,68% della popolazione e questo dopo  81 giorni di vaccinazioni, percentualmente sempre tra i più bassi d’Europa. Siamo ben sotto allo 0,4% settimanale e per arrivare all’ “l’immunità di gregge” con questo ritmo non ci arriveremo neppure in 2 anni!  

Senza dubbio si migliorerà, ma intanto - forse - titoli, proclami e mille interviste per ora sono davvero fuori luogo, anzi ingenerano illusioni, confusioni e timori.

 

P.S. Come era assolutamente certo è stato confermato l’ok al vaccino Astrazeneca. Immaginate cosa sarebbe successo se ci fosse stato un verdetto contrario: impossibile.

Sono assolutamente convinto che sia meglio vaccinarsi, pur anche con Astrazeneca,  ma mi chiedo piuttosto se fosse proprio necessario “in attesa” sospendere tutto: 5 giorni di stop alle vaccinazioni (deciso dalla Germania e a cui si sono accodati poi quasi tutti) solo in Italia significano statisticamente un migliaio di morti in più. Domandona: ma non è che in queste partite contano anche gli interessi politici, le rivalità tra nazioni e le loro case farmaceutiche? Un concetto che sarebbe da approfondire…

  

RESPONSABILITA’ EUROPEE: CHI PAGA?

Questo pasticcio europeo sui vaccini conferma come sia assolutamente venuta l’ora di resettare i vertici di Bruxelles.

Dopo l’Europa dove comandano le banche e le norme burocratiche più assurde possibili, si assiste ancora una volta al fallimento conclamato della Commissione Europea ed è sciocco - ma soprattutto ingiusto - che chi ne è al vertice non paghi, come sempre, per le proprie pesanti responsabilità economiche, organizzative, sanitarie e politiche.

Legarsi mani e piedi per i vaccini a specifici gruppi farmaceutici senza sottoscrivere contratti trasparenti, pubblici, chiari e soprattutto con le dovute garanzie rimanendo poi travolti dai ritardi di Pfizer e Astrazeneca è un esempio di “mala gestio” impressionante.

Decine di migliaia di europei sono morti proprio per questi ritardi e si impone una forte denuncia politica, una richiesta di chiarezza ma anche le conseguenti dimissioni  di chi ha svolto (male) il proprio compito

Invece di dimissioni non parla mai nessuno e nessuno – a partire da Ursula von der Leyen – si assume un minimo di responsabilità per le proprie scelte.

Eppure sono state decisioni prese soprattutto nell’interesse dei “big” delle industrie farmaceutiche (che in questa pandemia stanno guadagnando miliardi di euro) a danno dei cittadini europei.

Questo non è giusto, non è più tollerabile, né eticamente né politicamente: chiedere le dimissioni dei vertici politici della UE non è demonizzare l’Europa o muoversi da “euroscettici”, è semplicemente applicare la democrazia: chi sbaglia paga e questa dovrebbe essere la regola per tutti.

 

BIDEN, TRUMP E IL KILLER PUTIN IN AGGUATO

Negli USA sono state vaccinare 123 milioni di persone e Joe Biden si auto-esalta per il successo dimenticando che il risultato è anche  frutto del suo predecessore che sui vaccini ha stanziato miliardi di dollari.

Poi, sul più bello, ecco  Biden  dichiarare " a freddo" che il leader russo Putin “è un killer” scatenando la guerra diplomatica (per ora).

Che Trump fosse fuori dalle righe mi sembrava pacifico, ma non è che sia l’aria della Casa Bianca a mandare tutti un pò fuori di testa? Perché o Biden non capisce bene gli effetti delle sue dichiarazioni o non è  totalmente in sé (ipotesi non da scartare) oppure deve spiegarsi meglio, ad iniziare dalla solita litania delle “elezioni truccate”.

Quando lo sosteneva Trump era sbeffeggiato come pazzo, se lo dice però anche Biden (che ha vinto) bisogna davvero chiedergli come e perché.

Occorre soprattutto avere il coraggio di guardare bene in fondo all’armadio, perchè proprio il candidato democratico è stato sponsorizzato dai media del mondo - quasi tutti schierati al suo fianco - come i “filantropi” alla Bill Gates, la grande finanza, le multinazionali, le grandi società farmaceutiche che sul COVID stanno facendo affari d’oro (e i loro dirigenti li hanno già fatti in borsa).

Che ci siano anche non disinteressati “suggeritori” a spingere Biden ad attaccare Putin per bloccare la concorrenza russa, magari anche quella del vaccino “Sputnik” che costa poco e sembra funzionare benissimo?

Così come bisognerebbe tornare a parlare anche di Hunter Biden, il figlio degenere del presidente, quello inguaiato fino al collo negli scandali - finanziari e non - in Ucraina e dintorni e di cui i media parlano poco, soprattutto da quando papà “Joe” è alla Casa Bianca.

 

IL MARZIANO DI PARIGI

La platea virtuale dell’Assemblea Nazionale del PD ha incoronato Enrico Letta a nuovo leader del partito. Una unanimità molto sospetta, frutto di un armistizio interno per salvare la faccia davanti a una crisi profonda.  

Credo che Letta sia una persona seria, ma sono scettico sulle sue concrete possibilità di rilancio anche perché un paio di sue scivolate al debutto non sono troppo beneauguranti.

A parte l’accenno allo “ius soli” di cui non si capisce l’urgenza proprio in un periodo tribolato come questo, l’affermare “ Siamo costretti a stare al governo perchè gli altri ci vorrebbero fuori dall' Europa, se diventiamo però un partito di potere noi siamo morti" significa non rendersi conto che il PD è per definizione “il” partito del potere in Italia e credo che se non l’avesse sarebbe ancor più in crisi di quanto lo è già.

Un controllo sistematico dell’informazione, del sottogoverno, degli enti locali, della magistratura: il PD a dispetto di un 18% circa dei voti controlla il potere ben di più del suo peso specifico. Forse Letta a Parigi era in altre faccende affaccendato, perché non rendersene conto vuol dire mettersi fuori dalla realtà.

Il PD vive e prospera (o prosperava) proprio gestendo il potere: è l’humus indispensabile in cui cresce la pianta “democratica” e spesso – purtroppo – è la sua vera ragion d’essere.

Solo degli “utili idioti” come i grillini possono far finta di non accorgersene pur di mantenere la loro fettina di potere e dopo aver distrutto ogni propria autonomia, credibilità, volontà di cambiamento.

Quello che più da fastidio è poi dirsi “europeisti” ad oltranza senza capire che “questa” Europa - controllata e diretta dal PD e dai suoi alleati europei - sta diventando progressivamente IL VERO PROBLEMA del nostro paese.

Il pastrocchio democristian-comunista che ha creato a suo tempo quello che poi divenne il PD pur rimanendo con anime diverse è un compromesso, il solito compromesso che in Letta ha ora il suo leader e che in questo senso rappresenta bene proprio quel potere che – come diceva Andreotti – “logora chi non ce l’ha” ma, in questo caso, infetta alla grande proprio chi lo detiene.

 

W L'ITALIANO (DOC, SE POSSIBILE)

Pochi hanno ricordato (ho visto una bella iniziativa di Fratelli D’Italia, non me ne risultano altre) che il 17 marzo era il 160° anniversario della nostra raggiunta unità nazionale, anche se parlarne oggi puzza subito di nazionalismo e “nostalgismo”. 

Ritengo che si dovrebbero ricordare questo anniversario  CON ORGOGLIO E RIVALUTANDO LO SPIRITO DI APPARTENENZA AD UNA COMUNITA’ NAZIONALE senza nulla voler togliere alle altre.

Litigando su tutto e dimenticando le nostre radici si perdono infatti le caratteristiche comuni, ma soprattutto il termine “unità nazionale” non deve valere solo per le partite di calcio ma per  sottolinearne le caratteristiche, le tradizioni, lo spirito di comunità.

Sembra invece che si faccia di tutto per cancellare la nostra storia, la nostra lingua, i nostri punti di riferimento.

Per esempio, perché bisogna continuare a tradurre termini italiani in inglese, anche quando non ce n'è alcuna necessità? Ma vi sembra logico che per annunciare il primo grande punto di vaccinazioni italiano curato dai nostri militari (peraltro sospeso dopo poche ore per la crisi del vaccino Astrazeneca) lo si debba chiamare "Hub drive trough Esercito"? (Tra l’altro, ma perché poi "Esercito" ?! Allora dovrebbe essere tradotto in "Army"!)

L’esempio è banale, ma ci sono decine di parole, neologismi, sigle che non hanno alcun bisogno di essere tradotte. Pensate che i francesi il computer lo chiamano ancora “ordinateur” e se ne vantano. Da sempre denuncio questa pervicace volontà politica della sinistra (come lo era del comunismo internazionale) a cancellare lo spirito di appartenenza e l’amor di patria dei popoli e questo è profondamente sbagliato perché l' “appartenenza” – ripeto – non deve significare odio, rancore, lotta o stupido senso di superiorità verso qualsiasi  altra razza, religione, etnia o nazione.

Sembra ci sia invece in atto un accanimento terapeutico contro tutto quello che è “italiano” banalizzando e censurando ogni sentimento.

Vale anche per l’immigrazione:  mentre ogni anno centinaia di migliaia di italiani (scolasticamente qualificati) se ne vanno perché delusi dal nostro paese, noi siamo aperti (anzi, apertissimi) ai nuovi arrivi. Non solo per gli sbarchi che nel silenzio dei media continuano indisturbati ma nei numeri "ufficiali". Nel 2019  su 706.400 persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE ben 127 mila (il 18%) hanno conquistato la cittadinanza italiana, il 2,54% degli abitanti rispetto al 2% medio europeo. A queste percentuali vanno però aggiunte tutte le neo-cittadinanze italiane concesse ad altri cittadini europei (tra cui molti romeni e degli altri paesi dell’est) che non fanno “statistica” ma sono “sostanza”. 

L’Italia è quindi più che disponibile già oggi a nuove cittadinanze, a cosa serve che Enrico Letta abbia posto come uno dei principali punti programmatici del PD di nuovo lo “ius soli”? Vi sembra che ce ne sia davvero la necessità?

 

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UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                    MARCO ZACCHERA




IL PUNTO   n. 806 del 12 marzo 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  ARRIVA LETTA – ANNIVERSARIO COVID – BOLLETTE & CARTELLE – TOCCA ALLA MELONI – ALITALIA CRASH -  SCHIFEZZE A SANREMO - STORIA A TELE VCO

 

ENRICO, MA TE NE STAVI SERENO…

Enrico Letta se ne stava sereno nel suo dorato esilio di Parigi, ma la politica è cosa di  sangue e così ha detto “si” alla lusinga di diventare il nuovo segretario del PD.

Reiterato autolesionista, dopo gli sgambetti di Matteo Renzi (ricordate il suo celebre “Enrico, stai sereno!” con successivo tradimento) il buon Enrico insomma ci riprova.

Tranquilli: da oggi per lui suonano e suoneranno le trombe e i plausi dei capigruppo PD, capicorrente, capimanipolo, intellettuali, non disinteressati boiardi di stato, di tanti aspiranti a posti, cariche e nomine. Si metteranno in mostra democratici di “area”, giornalisti Rai e dintorni, marchettari generici e DOC assicurandogli presenze garantite in tutti i programmi televisivi e d’opinione in un tripudio di interviste e genuflessioni.

Tutti saranno pronti agli osanna e a dirgli “bravo, bene, bis!” ma contemporaneamente iniziando a pensare sul come abbatterlo non appena sarà possibile.

Auguri comunque a Letta che mi sta pure simpatico, ma una sola cosa sarebbe davvero stonata, ovvero che - in cambio “della grave pena” (copyright di Scalfaro quando nel ’45 chiedeva la condanna a morte di qualche fascista) – gli fosse stato davvero promesso sottobanco di diventare il prossimo Presidente della Repubblica. Mercanteggiare il Colle con i 30 denari di una congiura interna nel palazzo del PD mi sembrerebbe decisamente oltraggioso.

 

UNO, NESSUNO E CENTOMILA

Un ricordo rispettoso e commosso ai 100.000 morti italiani in un anno per il COVID con l’augurio che finalmente decolli la campagna vaccinale perché ad oggi siamo ancora solo al 2,98% di vaccinati, praticamente gli ultimi in Europa.

Se serviranno nuovi sacrifici (vedi zone rosse) mi auguro che siano finalmente determinanti e risolutive, senza un continuo stillicidio di decisioni che proseguono da un anno senza risolvere i problemi.

Serve anche “realpolitik”: se il vaccino Sputnik funziona venga usato, non lo si emargini solo per questioni politiche. Soprattutto i governi chiedano l’avvio di una seria inchiesta a livello europeo sui perché dei ritardi, dei silenzi, delle evidenti connivenze dei vertici UE con i boss dell’industria farmaceutica, una complicità che pesa vista l’opacità dei contratti, dei pagamenti, delle (mancate) penali, dei silenzi omertosi che stanno contraddistinguendo le manovre di Bruxelles..

 

BOLLETTE & CARTELLE

Comprensibilmente il governo si pone il problema delle cartelle esattoriali non pagate e che si stanno accumulando da mesi visti questi tempi bui. Siano ormai a decine di milioni di pratiche da smaltire in qualche modo e – come sempre - tira aria di organizzare l’ennesimo condono.

Mossa anche comprensibile, ma qualcuno pensa ai milioni di contribuenti che – ligi al dovere – HANNO INVECE PAGATO NEI  TERMINI?

Forse un qualche “bonus” di ringraziamento dovrebbe essere considerato anche per loro perché altrimenti - una volta di più - chi non paga alla fine viene premiato e chi invece ha pagato è come sempre fregato! Non lamentiamoci poi se l’Italia è la patria dei furbi e sempre più persone decidono di NON pagare, sperando nei condoni prossimi venturi che sono sempre…i penultimi.

 

TOCCA ALLA MELONI

Non c’è nulla da fare: se un leader del centrodestra cresce nei consensi parte subito la macchina del fango. Avvenne con Salvini, ma è già il turno della Meloni che “Repubblica” accusa – pubblicando le confessioni del solito “pentito” filtrate dai soliti PM dell’Antimafia di Roma – di aver consegnato 35.000 euro in contanti nel 2013 a un gruppo di Rom (!) incontrandoli personalmente ad un distributore di benzina vicino a Latina. La Meloni, secondo il pentito, sarebbe stata a bordo di una Volkswagen nera e avrebbe pagato gli zingari per ottenere “voti di scambio” e appiccicamento di manifesti in zona.

La vicenda appare francamente inverosimile, la Meloni ovviamente smentisce e querela, ma intanto la gogna mediatica è cominciata. Difficile pensare a una Meloni che incroci di persona proprio dei Rom e serve poco alla leader di FdI sottolineare che non ha mai avuto un auto nera o che da quelle parti non poteva esserci  in quel giorno: la maldicenza serpeggia sottile, “Repubblica” (e chi ci sta dietro) è potente.

 

ALITALIA

Una voragine. Dopo quattro anni di amministrazione straordinaria  il governo Draghi ha appena deciso di nominare altri due commissari in Alitalia che a questo punto – salvo errori - diventano contemporaneamente ben otto.  In quattro anni sono stati intanto dilapidati 1,3 MILIARDI di prestiti dello Stato, 300 MILIONI di interessi passivi, 350 MILIONI di ristori Covid (sempre dello Stato) a compensazione del crollo del traffico aereo del 2020, con circa 3 MILIARDI di debiti accumulati dalla bad company nei confronti dei fornitori e ora altri 3 MILIARDI in pancia alla nuova società, direttamente controllata al 100% dal ministero del Tesoro (quindi sempre dallo Stato).  Ci si poteva aspettare che la compagnia avesse intanto tagliato di brutto i suoi costi e soprattutto le sue consulenze esterne che invece sono lievitate ad oltre 14 milioni l’anno solo per pagare i consulenti che la stanno accompagnando in questo periodo. Altro che decollo, l’Alitalia è un continuo schiantarsi al suolo! Fosse fallita anni fa avremmo risparmiato somme sufficienti a creare una nuova flotta e una nuova società, come avvenne per Swissair, Sabena, Olympic. Eppure in Svizzera, Belgio e Grecia si vola lo stesso con altre aziende “nazionali”. Quando finirà questo suicidio?

 

SCHIFEZZE A SANREMO

Ma perché a tutti i costi replicare anche quest’anno Sanremo? Da un anno la musica italiana è ferma, teatri e cinema chiusi, mentre cantanti, autori, musicisti ma soprattutto tutti quelli che lavorano dietro le quinte sono (letteralmente) alla fame.

Il (brutto) festival di Sanremo 2020 è stata una forzatura alla legge, al buon senso, alla decenza.

Alla legge perché una volta di più non è stata “uguale per tutti”. Migliaia di locali si erano adeguati alle richieste anti-Covid e si erano messi in regola per poter lavorare e sono comunque dovuti rimanere chiusi, mentre a Sanremo (pur essendo a due passi dalla Costa Azzurra, la zona più colpita dal Covid in Francia) tutto è stato permesso e l’Ariston è stato appositamente riaperto a differenza dei cinema e teatri di tutta Italia. Potenza della Rai, ma uno scandaloso (e pericoloso) privilegio.

Al buon senso perché è apparso evidente che gli invitati, i prescelti, i “big”, i presentatori ecc. fanno tutti capo a un ristretto gruppo di organizzatori che in Rai fanno il bello e il cattivo tempo inserendo nomi delle proprie agenzie e magicamente escludendo gli altri.

Alla decenza perché certe rappresentazioni – vedi Achille Lauro, per intenderci - hanno fatto davvero schifo, al di là della sopportazione, della logica, del buonsenso, del buongusto…eppure tutto è stato loro concesso. Perché?

Perché la Rai (meglio, alcune persone in Rai) possono evidentemente permettersi tutto, ricattare politici e centellinare ospiti in un eterno, opaco connubio dove il “servizio pubblico” non conta nulla rispetto ai tanti “interessi privati” che permettono ad alcuni di spuntare cachet milionari.

Ma cosa aspetta il governo Draghi a fare pulizia anche in questo macello, a cacciare finalmente incrostati privilegi di persone impresentabili? Cosa aspetta la “Commissione di vigilanza RAI” a chiedere e soprattutto ad ottenere la testa dei responsabili?

Immaginate se un festival trash come quello di Sanremo quest’anno fosse stato prodotto e trasmesso alla BBC: impossibile.

Sanremo era (una volta) la presentazione della musica e dei cantanti italiani nel mondo: secondo voi,  che ulteriore immagine di pazzi esce all’estero del nostro paese? Da festival della musica italiana, Sanremo è stato trasformato nel festival delle banalità, con conduttori che si mettono parrucca e corone di spine tra musicisti gay che trovano rivoluzionario e irriverente baciarsi sul palco.

E bisogna ridere, apprezzare o quantomeno tacere, altrimenti sei etichettato come razzista, fascista, bigotto, omofobo e misogino.

La verità è che siamo un paese culturalmente ormai inesistente, dove anche nella musica c’è solo il (falso) politicamente corretto, dove bisogna esagerare per fare audience. Se poi l’audience non c’è basta inventarsi le cifre e se comunque anche le cifre non ci sono si parla comunque di “grande successo”.

Alla fine sono arrivate sul palco le ultraottantenni Orietta Berti e Ornella Vanoni, facendo scoprire che sono ancora loro (e sembrano solo loro) quelle che sanno o sapevano cantare.

 

LA NOSTRA STORIA A TELE  VCO

Per chi ama la storia ricordo che su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30. Chi vuole connettersi in streaming mi cerchi su:  www.vcoazzurratv.it agli orari indicati

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                                          MARCO ZACCHERA






IL PUNTO   n. 805 del 5 marzo 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  ZINGARETTI - DISCONTINUITA’ DI DRAGHI? – ENNESIMO FLOP EUROPEO - IL BUFFONE FA L’ASTRONAUTA – MAGISTRATURA DEMOCRATICA – CONGO: NON DIMENTICARE – STORIA A TELE VCO

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ZINGARETTI SI DIMETTE ( E SI VERGOGNA)

Nicola Zingaretti si è dimesso dalla guida del PD. Probabilmente dimissioni strumentali e nella speranza di un inno al ritorno, ma è significativa la frase di apertura del suo tweet con il quale ne dà notizia al mondo : “ Mi vergogno del PD…” Se di un partito si vergogna perfino il suo segretario, cosa devono aggiungere gli avversari politici ? 

 

DRAGHI: DISCONTINUITA’ (?)

Del premier Mario Draghi questa settimana mi sono piaciute un paio di cose importanti. Innanzitutto che parla poco: apprezzo un premier defilato e che non ama – come invece bramava Conte – la continua passerella televisiva, anche perché probabilmente Draghi ha capito subito che più sta defilato più alcuni tra i suoi ascari sparano cavolate e la gente nota (e apprezza) la sobrietà e la differenza di stile.

Secondo punto positivo è aver giubilato in settimana il torbido Domenico Arcuri e mi auguro che adesso non si passi un colpo di spugna sulle porcherie che ha combinato.

I lettori de “IL PUNTO” mi daranno atto che sono mesi che ne denunciavo le collusioni: adesso (?) se ne sono resi conto anche ai vertici.

Spero però che si vada a fondo per capire bene come abbia sprecato i soldi pubblici  con i faccendieri che gli sono stati intorno. Sarebbe un segno di vera discontinuità indagare in modo chiaro perché chi ha rubato o sprecato paghi fino in fondo e questo deve valere anche per i politici che lo hanno mantenuto in  carica a dispetto dei santi e delle indagini in corso da mesi, più o meno nascoste.

Spiace invece che anche il nuovo governo abbia nuovamente fatto ricorso ai DPCM per contenere la pandemia che sta peggiorando a vista d’occhio “festeggiando” l’anno di vita. Evidentemente tra ordini e contro-ordini, chiusure parziali e zone gialle, rosse, bianche o arancioni (più o meno rafforzate) siamo ancora al punto di partenza e la salvezza si chiama solo vaccinazione di massa, che purtroppo però va a rilento.

Con solo il 2,47% di vaccinati in rapporto alla popolazione (alla data del 3 marzo) stiamo sempre più scivolando in Europa verso gli ultimi posti: la matematica non è una opinione e dovrebbe fare riflettere sulle nostre incapacità organizzative.

Vero banco di prova per Draghi sarà comunque la partita del sostegno ad imprese, partite IVA e famiglie perché non basterà certo chiamarli appunto “sostegni” anziché “ristori”: la sostanza è che tutti gli indici economici sono pessimi e nulla di buono si vede all’orizzonte, almeno finchè le vaccinazioni non si saranno generalizzate.

 

NUOVO FLOP EUROPEO

Si può criticare l’Europa e tutte le demagogiche, quotidiane menate che ne esaltano il ruolo?

SI DEVE, soprattutto quando dietro alle chiacchiere si nascondono gli affari di un “gotha” finanziario che ne ha stravolto gli ideali e crea continui fallimenti.

Ne sono prova i quotidiani bollettini sul numero dei vaccinati che sono una catastrofe.

Anche qui ci sono responsabilità politiche di chi dirige la Commissione: annunci-bluff, contratti nascosti, clausole incomprensibili, segreti ingiustificati a coprire profitti enormi per le case farmaceutiche senza saper imporre penali vere per i ritardi.

Ursula Von den Leiden e la sua Commissione (Gentiloni compreso) – iper-riveriti dalla stampa e dalle TV nella continua ripetizione di banalità - dovrebbero essere oggetto di una severa indagine a livello continentale su sperperi, incapacità, dolosi infortuni contrattuali e ritardi che hanno già significato la morte di migliaia di europei.

Dopo il fallimento dell’ “Europa delle Banche” e delle politiche migratorie e di difesa fallisce così anche l’ “Europa dei vaccini" e sarà utile che Draghi giochi tutto il suo peso per uscire da questo vicolo cieco, non bastano certo le sue telefonate a Bruxelles .

Un’altra responsabilità del precedente governo è non aver pensato a canali alternativi all’Europa per recuperare vaccini come invece hanno fatto o stanno facendo Germania, Austria, Danimarca, Repubblica Ceca, Ungheria ecc.ecc.

Il ministro Giorgetti sta cercando ora di avviare la produzione dei vaccini in Italia, ma c’è da chiedersi perché ci si muova solo oggi e non lo sia fatto nel passato: una strategia impostata ad ottobre - quando già i vaccini erano stati testati - ci avrebbe visti già quasi autosufficienti per una produzione nazionale e non sperare solo di essere parzialmente pronti tra qualche mese.

 

CONTE, GIGGINO, IL TONNO  E L’ASTRONAUTA

Un Beppe Grillo che sembra un essere sempre più alterato nel proprio equilibrio mentale si è presentato a Roma con un casco d’astronauta per arruolare Giuseppe Conte, già “avvocato del popolo” annunciando che lo metterebbe a dirigere l’ex Movimento 5 Stelle (ex perchè ora è un 3 stelle e mezzo al massimo, o giù di lì).

Per carità, sono problemi dei grillini e dell’ego smisurato dell’ex premier, certo che le cose sono francamente incredibili. A parte il casco di Grillo (che sembra una idiota ironia verso i tanti italiani che dentro un casco come quello soffrono per il Covid), restano i fatti e quindi il bilancio disastroso per i residui “3 Stelle e mezzo” 

"Apriremo il parlamento come una scatola di tonno" esultava Giggino Di Maio solo tre anni fa, lo stesso buffone che - dal balcone di palazzo Chigi – annunciò poi trionfante al popolo  "La sconfitta della povertà" all'indomani del varo della legge per il reddito di cittadinanza.

Di Maio è sempre a fare il nostro Ministro degli Esteri per grazia ricevuta (e nostra disgrazia) e ancora oggi pontifica: «Stop alle ambiguità!», ribattezzando come «liberale e moderata» la nuova identità del suo Movimento.

Ambiguità?!?!  Grillini già populisti e barricaderi come “Movimento alternativo” a tutto, poi sovranisti con la Lega, poi riformisti con il Pd ed ora "Liberali e moderati" come Forza Italia e Berlusconi.

Bravo Di Maio, effettivamente nella vita quello che più conta è appunto la coerenza.

Il tonno – indignato - si è intanto ripreso la sua scatola e ci si è richiuso dentro con tanto di olio, come i parlamentari grillini che si prostituiscono con tutti pur di non mollare la loro poltrona.

 

MAGISTRATURA DEMOCRATICA

Tra le critiche a Matteo Renzi, messo sulla graticola per i suoi più che discutibili rapporti con l’Arabia Saudita, è degno di nota il commento che arriva da “Magistratura Democratica”, componente di sinistra della Magistratura che scrive: «Essere parlamentari di una Repubblica democratica non è compatibile – eticamente e politicamente – con l’adulazione dei despoti». Parole sante, ma da quando in qua una “corrente” di magistrati deve mettersi a criticare o meno un leader politico?

Da queste colonne ho polemizzato con Renzi mille volte, ma i magistrati facciano piuttosto il loro dovere e stiano alla larga da queste tematiche, oltretutto dopo che si sono coperti di vergogna nella lottizzazione delle cariche interne, “Magistratura Democratica” compresa.

A proposito, il silenzio di Mattarella in argomento comincia a diventare davvero inquietante…

 

PASSATA LA COMMOZIONE, NON DIMENTICHIAMO

E’ passata solo una settimana dalla barbara uccisione dell’ambasciatore Attanasio e della sua scorta in Congo, ma già non ne parla più nessuno mentre crescono i dubbi che Di Maio non ha certamente chiarito nè durante la sua relazione al Parlamento ma neppure nei giorni seguenti.

Al di là della commozione, che ci faceva lì il nostro ambasciatore, scortato da chi e sotto quale responsabilità? Ci stanno imbrogliando tutti: l’ONU, il PAM, il governo del Congo e una volta di più la nostra credibilità nazionale è sottozero.

 

LA NOSTRA STORIA A TELE  VCO

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UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                          MARCO ZACCHERA 





IL PUNTO   n. 804 del 26 febbraio 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  STRADE D’AFRICA - CONTINUITA’- MAGISTRATI  RIBELLI – GENTE DI LAGO – LA STORIA IN TV

 

QUELLE STRADE DI POLVERE ROSSA

E’ con commozione che va un ricordo all’ambasciatore Luca Attanasio  e a Vittorio Iacovacci, il suo carabiniere di scorta.

Vedendo l’immagine di Attanasio riverso - pallido e morente - su un fuoristrada  mentre lo portavano in un ospedale lungo quelle strade di polvere rossa (dove ben difficilmente l’avrebbero comunque salvato) non potevo che ricordare viaggi vicini e lontani nel tempo tra quella stessa polvere rossa dell'altipiano, quella che si infila ovunque e - appena piove - diventa subito un fango spesso, pesante, che ti si attacca alle suole e resta incollato ai piedi di chi le scarpe neppure  le ha.

Il “mio” Burundi, le cannonate in Rwanda, i tanti profughi che camminano verso il Congo nell’eterna lotta tra hutu e tutsi con le distruzioni e i massacri, le case di mattoni crudi abbandonate con i tetti bruciati e che così si sbriciolano presto.

Capanne buie, colline terrazzate dove si piantano fagioli in ogni punto possibile pur di avere qualcosa da mangiare, galline che piluccano tra le corsie ospedaliere (dove i pazienti devono farsi da mangiare da soli) in edifici cadenti dove la cosa che ti colpisce di più è l’odore di marcio e di urina.

E intorno hai sempre tanti, tanti bambini.

Missionari e volontari eroici, gente di poche parole e da prima linea, quelli che spesso devono fuggire per le minacce di politici corrotti perché sono testimoni pericolosi. Insicurezza totale, campi profughi sterminati, giovani fumati e donne con i figli sulle spalle e una fascina o la tanica d’acqua in testa, perché le fontane sono sempre lontane da casa e ogni volta devi risalire a piedi tutta la collina con il solito fango che ti fa scivolare, eppure le taniche restano sempre diritte...

Ogni tanto vedi passare i gipponi bianchi dell’ONU o delle grandi associazioni umanitarie con gli altri volontari, quelli che -  ben pagati - il "volontario" lo fanno di mestiere e di solito vivono nelle ville nei quartieri “bene” delle capitali, quasi mai tra la gente disperata.

Intorno, uno scenario sempre uguale tra mille colline verdi, deforestate e popolate da formiche che sono una umanità povera, divisa, remissiva, paziente, che però ogni tanto si scatena in gesti di violenza inaudita e di lotte tribali.

                                                                    ****  ****

Come non ricordare quella mattina presto di metà aprile (avevo proprio l’età di Attanasio ed ero stato appena eletto deputato) quando nella foschia dell’alba per cinquanta metri sbagliammo direzione e finimmo in mezzo ai ribelli che controllavano la strada. Un albero di traverso per obbligarci a frenare e poi quegli occhi rossi dietro la punta del kalashnikov puntato diritto in faccia, con nemmeno il tempo di avere paura.

La vita che va e che viene, dipende dall’umore di quegli occhi rossi che ti fissano.

A noi andò bene e bastarono tre pacchetti di sigarette per poter tornare indietro, ma soprattutto servirono le parole tranquille e convincenti di un missionario saveriano che parlava bene il kirundo.

A Luca e Vittorio è andata male: è la roulette della vita, un soffio che vola leggero se vai in giro per quelle strade di terra rossa, quella di un’Africa che molti non immaginano neppure.

Loro passavano di là non per depredare ma per aiutare, ed è proprio per questo che resteranno ben vivi nel nostro ricordo.

 

PS: Forse pochi sanno che una qualsiasi nostra ambasciata nel mondo (e il personale che vi lavora) è “difesa” da pochissimi carabinieri -  che anche in Africa al massimo si contano sulle dita di una  mano e solo per le sedi più critiche - e un assalto, un agguato, una qualsiasi aggressione può avvenire in un attimo, sia in sede che all’esterno, quando allora conta ben poco la difesa di una pistola d’ordinanza.

Così come nessuno difende normalmente la sede di un consolato, a volte unica presenza italiana per interi paesi quando le nostre ambasciate - ridotte all'osso - “coprono” diversi stati anche lontani tra loro. Altro che le scorte (inutili) per centinaia di politici e di VIP che scorazzano con le auto di rappresentanza e le luci blu lampeggianti per le vie di Roma…

 

CONTINUITA’

E’ presto, assolutamente presto per dare ogni giudizio sul governo Draghi cui bisogna dare il tempo per rodarsi, ma certo che dopo due settimane di vita (tre dalla designazione) non appaiono all’orizzonte segnali rivoluzionari, ma solo una sostanziale continuità con il Conte 2, nuovi soci di governo a parte.

Di anomalo c’è stato per ora solo il braccio di ferro per i sottosegretari che sono stati nominati a dieci giorni dal voto di fiducia parlamentare (un ritardo inconsueto) ma per il resto calma piatta, nebbiosa più che altro.

Delle liti per il MES non se ne parla più, del Recovery nemmeno (ma c’è da sperare che si lavori sotto traccia), continuano le proroghe alla chiusure come le fughe dall’ormai movimento “Tre Stelle” mentre l’ineffabile Domenico Arcuri è sempre lì come un paracarro alla Protezione Civile, anche se salgono ogni giorno i livelli della melma e cominciano a denunciare  i suoi compari.

Fossi Draghi l’avrei già licenziato visto anche il perdurante flop per i continui rinvii della campagna vaccinale. D’altronde Arcuri ha fallito su tutta la linea: nessun rendiconto sulle sottoscrizioni, milioni di mascherine comprate fino al triplo dei prezzi di mercato, apparato “Immuni” fallito in pieno, milioni di banchi a rotelle costosi ed inservibili, commissioni torbide e stratosferiche pagate a personaggi loschi che risultano in diretto contatto con lui, fallimento della campagna vaccinale per i tempi, ma anche per centinaia di migliaia di dose bloccate.

Ormai siamo in coda all’Europa nella percentuale dei vaccinati (2,3% della popolazione) e in settimana ci ha superato perfino la Romania.  

Intanto gli “scienziati” continuano a pontificare indisturbati in TV, Speranza resta ministro di nome ma non di fatto, mentre  l’epidemia  sembra  purtroppo impennarsi  minacciando altri  stop.

 

GUARDA GUARDA , SI SVEGLIANO I MAGISTRATI…

“Siamo da tempo e restiamo fermamente convinti che la via per il ripristino della credibilità della giurisdizione, oltre che per un’inequivoca e pubblica risposta agli appelli alla trasparenza (troppo spesso elusi, strumentalizzati o del tutto inevasi), passi ineludibilmente per una radicale riforma dell’Ordinamento giudiziario»… «Tra coloro che sono stati investiti dalle rivelazioni dei mezzi di informazione, infatti, solo una parte, pur significativa ma certamente non completa, ha liberato l’Istituzione che rappresentava dal peso di una situazione divenuta oggettivamente insostenibile, facendo un passo indietro, con le dimissioni da taluni incarichi ricoperti o con l’anticipato abbandono dell’Ordine giudiziario" (ovvero hanno avuto la decenza di dimettersi – ndr) ma “La maggior parte dei vertici degli uffici giudiziari coinvolta nelle chat o nelle rivelazione di Palamara è ancora sempre al proprio posto.”… “Furono oltre mille gli incarichi assegnati dal Csm durante la “gestione” Palamara. Una quota rilevantissima di nomine venne fatta all’unanimità in Plenum. Che, sempre seguendo il ragionamento dell’ex presidente dell’Anm, sarebbe la prova della lottizzazione degli incarichi fra le correnti, le cosiddette nomine 'a pacchetto'.”… “Ad impedire una seria riflessione su quanto accaduto, poi, la tanto discussa circolare del procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, titolare dell'azione disciplinare, che non ha ritenuto di sanzionare i tanti magistrati che si erano 'auto sponsorizzati' con Palamara.” Quindi intanto non cambia niente

Attenzione: il testo non è mio ma è tratto da una “lettera aperta” inviata da un folto gruppo di Magistrati al Presidente della Repubblica (che è anche formalmente il Capo della magistratura italiana), lettera che in questi giorni sta raccogliendo moltissime adesioni tra giudici e procuratori, anche se non ne parla quasi nessuno. Mattarella non ha ancora risposto, né con le parole né – soprattutto -  con i fatti.

 

GENTE DI LAGO 2

Stanno già terminando le copie del mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito nel 2019 (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche. Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie. Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

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UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                                     MARCO ZACCHERA 




IL PUNTO   n. 803 del 19 febbraio 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  DRAGHI VUOL DIRE FIDUCIA – PRIORITA': VIA ARCURI - GIUSTIZIA AVVELENATA – COVID TRA NUMERI E PROFESSORI - STORIA A TELE VCO

 

FIDUCIA A DRAGHI

“Galbani vuol dire fiducia” recita la pubblicità di una nota ditta di formaggi.

Lo stesso si può dire del nuovo governo di Mario Draghi, visto l’amplissimo margine di cui  gode  in parlamento. Come i formaggi però vanno in scadenza, così non è dato sapere se e come il governo e soprattutto il premier continueranno su quest’onda di entusiasmo e di fiducia che sembra accompagnare “Supermario”.

Il debutto in aula è stato di alto profilo e coinvolgente: credo che quasi tutti abbiano apprezzato il taglio dell’intervento del neo-premier, ma il problema è passare dai discorsi ai fatti.

Nell’interesse del Paese c’è da augurarsi che ciò avvenga davvero, perché vorrebbe dire che almeno in parte i problemi italiani sarebbero effettivamente affrontati e (forse) risolti.

E’ ovviamente ancora presto per giudicare ed eventualmente criticare, ma se la luna di miele politica per un governo dura 100 giorni  vedremo  presto i risultati.

 

PRIORITA’: VIA ARCURI

Su un punto però spero che Draghi si muova subito: allontanare Domenico Arcuri da “supercommissario” alla protezione civile. Stanno emergendo troppe porcherie per tenersi tra i piedi questa persona del tutto impresentabile quanto inossidabile ed intoccabile. Tra l’altro sembra che i PM di Milano archivieranno per Arcuri una indagine in corso su una maxi consegna di mascherine pagate molto di più del prezzo di mercato (e con “commissioni” di decine di milioni di euro) “Perché non risulta un suo coinvolgimento diretto”.

Si potrebbe sapere allora come mai (parliamo di affari per centinaia di milioni) il “supercommissario” non si è nemmeno accorto che stava comunque pagando le mascherine (con soldi nostri) a società cinesi più o meno fittizie a un prezzo estremamente più alto di quelli che ciascuno di noi può vedere al supermercato o in farmacia ? O  Arcuri è colluso oppure  è un incapace, quindi va allontanato comunque, anche perché per ora gli italiani vaccinati - nonostante la forsennata campagna di stampa, show e fiorellini - rappresentano meno del 2,3% della popolazione.

Pochi lo verificano, ma in rapporto agli abitanti in Italia siamo a un dodicesimo dei vaccinati in  Israele, un quinto rispetto al Regno Unito, un terzo degli USA, meno della metà del Cile e siamo già dietro a Spagna, Svizzera, Danimarca, Estonia, Lituania e diversi altri paesi asiatici ed  europei. Anche Germania e Francia ci stanno superando… Insomma non è vero che i vaccini siano introvabili, visto che gli altri li trovano!

 

GIUSTIZIA AVVELENATA

Con uno scarno comunicato dei suoi legali, l’ex presidente Giorgio Napolitano (non “Sergio” come ho scritto involontariamente la settimana scorsa, mi scuso!) ha dichiarato “Di aver sempre agito secondo la legge” respingendo le accuse circostanziate che gli sono state avanzate, ma senza entrare minimamente nel merito delle accuse sulle sue pressioni in processi di mafia.

Veleni, ma sempre più dubbi anche perché proprio tre giorni fa il TAR del Lazio ha annullato la nomina di Michele Prestipino alla carica di procuratore di Roma, un incarico che – si dice nel giro giudiziario - “Vale due ministeri” e chi ha letto il libro di Palamara quasi poteva prevedere questo esito. Un evento sensazionale, eppure in TV ne hanno parlato pochissimo.

Ora il CSM dovrà rifare la nomina, rimettendo in gioco il procuratore generale di Firenze Viola e il procuratore di Palermo Lo Voi.

La domanda è che credibilità abbia un CSM (presieduto da Mattarella) con numerosi membri già inquisiti o protagonisti di inchieste, oltre che per i rapporti di David Ermini (ex parlamentare PD, ora vice-presidente del CSM) e di tanti altri suoi componenti proprio con Palamara.

Per la nomina alla Procura di Roma tornano a decidere sulle stesse persone praticamente gli stessi componenti del CSM che poco tempo prima  di nominare Prestipino avevano indicato Viola, salvo poi cancellarlo. Tradotto in italiano comprensibile mi pare che il caos sia totale, ma che queste nomine siano evidentemente frutto di compromessi che vanno ben oltre il valore, il curriculum o l’esperienza dei singoli candidati. L’intero sistema delle nomine e promozioni è marcio, oltre ogni  evidenza.

Due proposte: una immediata commissione d’inchiesta parlamentare (o avviata  direttamente dal Presidente della Repubblica) su questa situazione, visto che proprio Mattarella è il presidente del CSM  e intanto suo azzeramento.

Seconda proposta,  che i componenti del CSM siano eletti per sorteggio – anziché per liste di correnti – tra tutti i magistrati che ne abbiano titolo e ne  facciano domanda.

Non sarebbe una procedura molto più trasparente, stritolando così in un colpo solo il potere nefasto delle correnti politiche e clientelari che infettano la magistratura italiana?

 

COVID: I NUMERI E I PROFESSORI

Devo esprimere serio scetticismo su quanto quotidianamente ci viene raccontato a proposito del  Covid perché da mesi ci sono almeno tre cose che non tornano.

Innanzitutto i decessi: vengono conteggiati come morti di Covid persone che avevano ben diverse e gravi patologie e "anche" risultano (da decedute) positive al COVID, ma senza che nessuno spieghi o verifichi se la morte sia connessa o meno a questa epidemia (tanto non si fanno autopsie).

Per contro nessuno conteggia i morti che arrivano dalla riduzione dei normali reparti ospedalieri, per i ritardi degli esami clinici, per l'impossibilità di farsi curare che colpisce tutti gli "altri" malati che comunque rappresentano oltre l'80% dei decessi quotidiani nel nostro paese.

Quante migliaia di morti per tumore stanno arrivando a fatale scadenza perchè non si sono potuti fare gli screening previsti? Quante patologie cardiologiche sono state fatali perchè i DEA erano intasati e si arrivati tardi a curare gli infarti?

Di questi aspetti non parla mai nessuno eppure sono molto numericamente più gravi del COVID.

Altro dato che non torna: se più o meno ci sono 10/15.000 positivi al giorno come possono esserci quasi mezzo milione di malati "in corso"? Io credo che  molti casi si siano persi per strada, guariti ancora conteggiati come malati solo perché  nessuno li ha fatti uscire dai conteggi.

Ma il terzo, insopportabile aspetto è la supponenza, la leggerezza, il cinismo di quei "professori" che   appaiono in TV come star e - spargendo a seconda del vento notizie più o meno confrontabili - creano il caos e non pagano mai per le loro infallibili sentenze.

Mi riferisco in particolare agli illustri professori Walter Ricciardi e Andrea Crisanti, “esperti” più o meno dotti ma sicuramente molto auto-referenziati.

Si rendono conto di quale danno fanno al Paese con il loro continuo “al lupo, al lupo”?

Ma come si può andare avanti così? Non è cambiato il ministro Speranza, ma almeno Draghi chieda un reset e il silenzio dei suoi "consulenti", anche perchè è facile parlare scaricando i guai sugli altri senza mai pagare dazio.

Guardate la improvvida decisione di chiudere le piste da sci a 12 ore dall'annunciata riapertura: quanti guai ha causato e che vantaggi sanitari  ha portato?

Nessuno ha ancora dimostrato un nesso tra piste aperte e il Covid, oppure i vantaggi con i ristoranti chiusi alla sera. Da settimane sembra essere cosa più saggia avere persone sedute a tavola solo per il pranzo rispetto allo stesso numero massimo, ma divisi su due servizi, il che vorrebbe dire (e dare) però più sicurezza e ossigeno a milioni di imprese.

Forse è ridurre il numero massimo di avventori, non chudere gli esercizi alle 18.

Se è la “movida” a fare danni si intervenga pesantemente su chi non segue le regole, ma non è giusto colpire chi ha investito per essere a posto e - rimanendo chiuso - viene invece economicamente distrutto, mentre si sta già delineando una seconda e tragica stagione turistica.

 

STORIA A TELE  VCO

Per chi ama la storia ricordo che su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30. Chi vuole connettersi in streaming mi cerchi su:  www.vcoazzurratv.it agli orari indicati

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA!

 

                                                                                                 MARCO ZACCHERA 





IL PUNTO   n. 802 del 12 febbraio 2021

  

di MARCO ZACCHERA  (contatti: marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: LA POLITICA E’ STRATEGIA – MANOVRATORI - COMMISSIONE D’INCHIESTA PER NAPOLITANO –  PRESENTAZIONE GENTE DI LAGO – LA STORIA A TELE VCO

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Scrivo queste note quando ancora non si conosce la composizione del governo Draghi, ma il primo problema è chiedersi che affidabilità possa mai dare al premier un M5S che ha messo in piedi un referendum con un quesito da dementi pur di avere un risultato scontato.

D'altronde avevo visto ed ascoltato Grillo (ma era in stato di lucidità o invece decisamente alterato?!) che si era prodotto in esternazioni perlomeno squinternate  dopo l’incontro con Draghi.

Se poi davvero il  problema italiano più importante tra economia in crisi e pandemia è per i grillini oggi un nuovo ed inedito “Ministero della Transizione Ecologica” siamo fritti.  

Mi auguro che Draghi scelga dei tecnici e non dei politici, perché altrimenti rischia di friggere subito anche lui!  

 

SUPERMARIO & LA MELONI

La scorsa settimana diversi esponenti di quella che fu Alleanza Nazionale (tra cui il sottoscritto) hanno inviato una specie di “lettera aperta” a Giorgia Meloni non condividendo la posizione di opposizione che Fratelli d’Italia aveva subito manifestato verso Draghi e il costituendo suo nuovo governo.

Dato atto alla Meloni di aver recuperato “a destra” un potenziale e cospicuo patrimonio di voti presentandosi in questi anni come il personaggio più nuovo e spigliato nel quadro politico nazionale, il problema è se la destra debba puntare o meno ad essere anche “destra di governo”, oltre che interprete della sacrosanta opposizione che molti italiani manifestano nei diversi settori.

Se la risposta è positiva, essendo difficile pensare che FdI possa raggiungere la maggioranza assoluta, servirà comunque una coalizione con altre forze con le quali logicamente si instaurerà – come in passato - una competizione, visto che il partito unico di centro-destra in Italia sembra non dover (e poter) nascere mai.

Qui è nata la mia critica alla Meloni: dividere una coalizione edichiararsi all’opposizione prima ancora di conoscere il programma di Draghi mi è sembrata una scelta frettolosa, quasi più per voler “apparire” che convincere. Inoltre, la destra ha così rinunciato a proporre qualche suo esponente (almeno come tecnico) per qualche dicastero importante e non tanto per una questione di potere, ma per dimostrare che le persone in gamba e di governo non sono solo a sinistra.

Il futuro dirà se la scelta strategica della Meloni di stare all’opposizione pagherà o meno, la politica è però anche tempismo e strategia ed è qui che Giorgia mi sembra sia mancata. 

Sul piano tattico una presenza potenziale di FdI in maggioranza avrebbe infatti ancor di più sconquassato la sinistra facendo saltare i nervi ai comunisti “doc” di LEU e ai grillini, ingigantendone i malumori interni e aumentando così  la probabilità di elezioni (il vero obiettivo della Meloni). Una presenza che avrebbe obbligato  Draghi ad assumere posizioni più distanti da quelle di Conte, se la maggioranza dei suoi sponsor fosse stata di centro-destra e con il M5S diviso.

Ci sarebbe stato (e ci sarà) tutto il tempo per la Meloni per sottolineare la sua  insoddisfazione sul programma, sui ministri, sulla maggioranza, ma chiudere in anticipo con un “no” non mi è sembrata una scelta vincente.

Non so se l’auto-esclusione pagherà poi sul piano elettorale visto che i sondaggi confermano che molti elettori di FdI un aiuto a Draghi lo avrebbero gradito, anche se va detto che - dopo le sue dichiarazioni iniziali - la Meloni ha progressivamente corretto il tiro, sottolineando soprattutto la sua scelta come gesto di coerenza, merce rara di questi tempi.

Una scelta (questo forse non lo ha pensato nessuno) comunque anche “produttiva” in termini di incarichi perché - se effettivamente solo FdI sarà all’opposizione - avrà diritto a pretendere tutte le presidenze delle commissioni parlamentari di controllo che, come noto, sono per regolamento parlamentare appannaggio proprio dell’opposizione.

Passato il voto di fiducia ci sarà poi anche da ricordarsi che sono in vista elezioni amministrative importanti (e per le quali la coalizione sta ancora andando per frasche senza proporre candidati credibili a sindaco di Milano, Roma, Torino e Napoli) verso le quali una maggiore compattezza generale del centro-destra  è comunque indispensabile. Vedremo comunque nomi e programmi, ma soprattutto i risultati di Draghi che - se non arrivassero - darebbero ampia ragione a Giorgia Meloni.

 

PENNIVENDOLI MANOVRATORI

Lo avete notato? All’annuncio dal Colle dell’incarico affidato a Draghi in pochi momenti tutti i media hanno mutato vento.

Solo dieci minuti prima il premier Conte godeva di una fiducia e considerazione altissima, addirittura un suo partito personale si dava per certo avrebbe fatto sfracelli, era al “top” delle italiche preferenze (stando almeno alla stampa e alle TV amiche, cioè quasi tutte) con il suo fido scudiero Domenico Arcuri a gestire la pandemia… Incensate quotidiane, interviste, un tripudio di “osanna” alle sue lunghe apparizioni TV in solitaria.

Poi è arrivato Draghi e in pochi istanti Conte è finito improvvisamente e rovinosamente giù dal palco, dimenticato, costretto come un derelitto a montare un banchetto in piazza Colonna per una conferenza stampa improvvisata che sembrava il banco al mercato di un ortolano abusivo.

Conte è stato subito cancellato, sparito, mentre Mario Draghi è volato nelle preferenze tra i sorrisi di tutti, gli elogi sperticati, i sondaggi a razzo, gli “olè” in un veemente crescendo di entusiasmi fino ad essere (testualmente!) indicato dal TG5 come "l' Uomo della provvidenza" dimenticando che l’ultima volta questa definizione non aveva portato molto bene al leader politico del tempo, visto che l'interessato è finito a Piazzale Loreto appeso a testa in giù.  

Forse servirebbe ancora un momento di prudenza per giudicare il “Supermario” europeo che – tra l’altro - ancora Duce non è: se poi era tanto bravo, perchè non l'hanno chiamato prima?.

Draghi è sicuramente una persona in gamba, ma posso sussurrare che queste eccessive ondate di turibolo puzzano davvero un po' di falso, di apologetico, di “lecchinismo” acuto a conferma che gran parte dell’ informazione italiana appare contagiata dal virus dell’apologia?

Anche perché non ho ancora capito come funzionerà un governo che tiene insieme Berlusconi e i comunisti "doc" di  LEU, Salvini e le ceneri del M5S, lo scafatissimo Renzi insieme con Grillo e tutta intorno la salsa variopinta degli ex “costruttori” e “responsabili” di varia declinazione che dopo aver coltivato ambizioni ministeriali adesso si ritrovano inutili e perfino di troppo nella affollata ricerca soprattutto a un posto, quale che sia, possibilmente ben retribuito.

 

POST PALAMARA: QUANDO NAPOLITANO A PROCESSO ?

Mi auguro che molti lettori leggano il libro-intervista di Sallustri a Luca Palamara, ma soprattutto spero lo leggano molte persone di sinistra che - se oneste d'animo - dovranno pur porsi dei pesanti interrogativi sulla loro coerenza politica.

Credo che comunque preoccupi tutti leggere (senza smentite) non solo del mercimonio che da decenni contraddistingue le nomine della magistratura, ma anche gli intrallazzi di giudici, i ricatti, le nomine pilotate, il Quirinale che tresca contro il governo quando non è politicamente gradito organizzandone la caduta, i preconcetti dei PM nei processi e le sentenze già scritte.

Cose che fanno rabbrividire e che dovrebbero porre dei quesiti anche alle coscienze dei magistrati onesti che tacciono davanti a queste cose. Prima potevano far finta di non sapere, ma ora ufficialmente sanno: il loro silenzio è complice?

Sul piano politico, invece, SI PONE IL PROBLEMA DI UNA INCHIESTA OBIETTIVA SULL'OPERATO DI TROPPI PERSONAGGI A COMINCIARE DALL'EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO NAPOLITANO CHE RISULTEREBBE  AVER  AMPIAMENTE ABUSATO DEL PROPRIO INCARICO (compresi  i suoi interventi di pressione nei processi di mafia), TRADENDO IN QUESTO CASO  IL GIURAMENTO SOLENNE  DI INDIPENDENZA CHE AVEVA FATTO DAVANTI AL POPOLO ITALIANO.

Nel libro c'è tutta una serie di fatti allucinanti:  giudici ricattati,  carriere comprate, contatti illegali tra politici e magistrati. Altro che accusare i politici di “voto di scambio”!!

Ma perchè bisogna ancora far finta di niente, perchè nascondere, perchè cancellare?

Un popolo DEVE sapere la verità o almeno cercare di conoscerla. Mi auguro che non si imponga il silenzio su questi fatti che – appare evidente! - quasi sempre hanno come soggetti magistrati di sinistra che manovrano e ricattano per fini personali e politici, creando un “sistema” politico-giudiziario da dittatura.

Il nuovo ministro della Giustizia dovrebbe intanto sospendere SUBITO tutti i magistrati coinvolti e i procuratori complici. Non pensavo si fosse giunti a tanto, ma se con Draghi non ci sarà un chiaro segno di discontinuità significa che NON si vuole cambiare, altro che la barzelletta del “La legge è uguale per tutti”!

 

GENTE DI LAGO 2

MARTEDI’ 16 FEBBRAIO ALLE ORE 21 sarà possibile partecipare alla conferenza di presentazione del mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Parteciperanno con me alla serata i co-autori Carlo Alessandro Pisoni e Ivan Spadoni. Per iscriversi e partecipare:

 https://verbanensia.us4.list-manage.com/track/click?u=e69934d85f228816c21742051&id=8929acae70&e=110f72fd52

 

STORIA A TELE  VCO

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UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                           MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 801 del 5 FEBBRAIO   2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  TEMPO DA DRAGHI – COMMISSIONE D’INCHIESTA PER lLE DENUNCE DI PALAMARA – CACCIATE ARCURI, SUBITO! – GENTE DI LAGO – STORIA IN TV

 

TEMPO DA DRAGHI

La politica questa settimana ci ha regalato alcune novità decisamente sorprendenti.

Innanzitutto il fallimento certificato del “Conte 2” definitamente naufragato insieme al tentativo di Fico che ha messo in luce la povertà abissale di molti dei cervelli che in  questi mesi hanno occupato - più o meno abusivamente - posti di governo.

Tavoli, trattative, chiacchiere infinite sul totoministri, delegazioni e parolone sono completamente naufragate sotto la sottile provocazione del genietto di Firenze, con M5S, PD e satelliti incapaci di capire che - proseguendo la rissa - stavano solo andando a fondo con trattative destinate al fallimento. La differenza di comportamento, strategia e astuzia politica tra Renzi e l’ex bibitaro dello stadio San Paolo (oggi Maradona) e dei suoi colleghi pentastellati, per esempio, è apparsa lampante nei fatti, ma anche il PD ci ha messo del suo in quanto ad autolesionismo puro.

Fico è tornato al Quirinale senza la sua foglia esploratrice ed ecco – colpo di scena – materializzarsi in pochi istanti Mario Draghi, ultima carta del Quirinale che ha calato quello che era il vero, unico asso che gli era rimasto.

Solo Mario Draghi può effettivamente oggi essere in grado di salvare l’Italia, esagera Mattarella quando dice che nuove elezioni bloccherebbero il paese per mesi, ma non c’è dubbio che nel breve serva una mano ferma, una persona di valore e soprattutto decisioni immediate in campo economico.

Cose assolutamente impossibili da costruire con quella baraonda che si era materializzata intorno a Conte, eterno narciso che adesso si è preso una tale sberla in faccia che - per lo meno - gli costerà un minimo di riflessione.  Ricordate il volo di Icaro? Per l’ambizione di volere salire troppo verso il sole sprofondò in mare: Conte vale il paragone .

L’Italia però intanto è a pezzi, sta fallendo, è piagata e attonita, può giusto sperare che le buone conoscenze internazionali di Draghi e la sua preparazione tecnica siano capaci di ribaltare una situazione molto compromessa.

Ma per Draghi si pone subito un bivio: avrà il coraggio di scegliere persone degne e fuori dagli schemi di partito, pur rappresentanti di diverse sensibilità ed opinioni politiche? Riuscirà a farlo con persone effettivamente di diversa estrazione o soltanto di area prossima alla sinistra, addirittura riporterà in prima linea – con alchimie di pesi e misure – un bel po’ delle facce stravolte del “Conte 2”, magari solo con qualche maquillage?

Se Draghi ha polso non si lasci irretire dalle lusinghe e dalle minacce: serve assolutamente aria nuova, qualità dei ministri con capacità conclamate ed esperienze concrete  in settori specifici.

Spero per l’Italia che Draghi tiri diritto o fatalmente resterà anche lui preso nel tritacarne e allora addio speranze per tutti.

Davanti a questa situazione, se Draghi non sarà eccessivamente pencolante a sinistra,  mi auguro che il centro-destra non si chiuda in sé stesso, resti unito e capisca che deve assolutamente partecipare a questo tentativo concedendo la sua fiduciainiziale e al più criticando in futuro se sarà necessario, ma non  subito emarginandosi  e continuando a ripetere soltanto “al voto, al voto”.

Spero lo capisca soprattutto Giorgia Meloni che fino a ieri volava nei sondaggi, ma rischia ora più di tutti l’emarginazione. Certamente andare al voto sarebbe cosa giustissima, ma al momento è irrealizzabile e quindi occorre adattarsi perché si può essere “patrioti” anche accettando - pur criticamente -  il nuovo esecutivo che va messo al prova prima di essere giudicato.

La destra proponga piuttosto idee “sue” e ne sottolinei la qualità, indichi persone qualificate di “area” più che esponenti di partito. Meloni e Salvini facciano capire agli italiani che sacrificano oggi una vittoria elettorale (quasi) certa per il bene del paese e vedrete che i voti torneranno a casa moltiplicati.

Non si giochi insomma all’Aventino, non ci si tiri da parte e si diventi finalmente attori determinanti impedendo che - astenendosi - il M5S torni ad essere arbitro delgoverno.

Salvo infatti che Draghi presenti una lista di governo dichiaratamente di sinistra non avrebbe senso opporsi in questa prima fase, anche perché si potrà sempre dissentire in futuro, ma un conto è farlo da “fondatori” di una alleanza concentrata su Draghi e un conto opporsi prima ancora di cominciare

 

Ho un solo dubbio su Draghi che spero il futuro dissolverà, ovvero che i suoi ottimi rapporti con la grande finanza internazionale ne possano condizionare le scelte a favore di quei gruppi che guardano all’Italia soprattutto come allo scaffale (ormai semi-vuoto) degli articoli in saldo, ma dove ancora c’è del buono da comprare. Non dobbiamo venderci, non dobbiamo farci comprare, dobbiamo ribadire (e dimostrare...) con orgoglio di non essere soltanto un paese in svendita.

Se Draghi riuscirà a condire autorevolezza con le capacità diventerà davvero un segno di miracolosa inversione di tendenza per un’Italia arrivata ad un passo dal baratro.

 

COMMISSIONE D’INCHIESTA PER IL C.S.M.

La crisi di governo rischia di mettere nell’angolo una situazione insostenibile per la Magistratura italiana denunciata una volta di più dal recente libro di Palamara i cui contenuti sono uno schiaffo ai vertici dei giudici italiani.

Mattarella - oltre che dover indicare il premier – ha il dovere di ricordarsi di essere proprio lui il capo delle toghe italiane e non può (o non dovrebbe) più tollerare che imperversino   personaggi   che   in   combutta   con   la   politica   hanno   reso   molte inchieste (e   molte  nomine)   assolutamente   opache,   in   totale   contrasto   con   i principi costituzionali.

Non si può far finta di niente, non si può continuare a chiudere gli occhi: è un obbligo morale sia per Mattarella che per tutti quei giudici onesti che pagano per colpa di una minoranza impresentabile.

Il   Parlamento   non   può   ignorare   i   fatti   e   ha   il   dovere   di   avviare   subito   una Commissione di Inchiesta che faccia luce sui fatti già noti e quelli denunciati nel libro che purtroppo temo siano assolutamente veri e spesso pienamente riscontrabili (e daltronde non sono stati minimamente smentiti).

 

CACCIATE  E  INDAGATE  ARCURI,  SUBITO !

Perfino il “Corriere della Sera” questa settimana ha dedicato una pagina intera alle malefatte di Domenico Arcuri e alla sua banda che ha acquistato per conto della Protezione Civile mascherine, attrezzature e siringhe a costi spropositati, assurdi e vergognosi.

Dati alla mano, ci sono state regioni (come le Marche) che “in proprio” hanno comprato materiale a UN SESTO del prezzo spuntato invece da Arcuri, oltre a milioni di mascherine costate TRE VOLTE PIU’ CARE del prezzi di mercato tra intrecci inauditi con aziende nate “ad hoc” solo per gli appalti pilotati e coperti della Protezione Civile, con contratti che hanno generato  “commissioni” (pudico nome per dire “tangenti”) di enorme valore.

Arcuri dovrà pur spiegare prima o poi che traffici ci siano dietro per esempio alla “YQT Healt Care B.V.” azienda dalla quale ha comprato mascherine per 100 MILIONI di pezzi e che ha un solo dipendente, una società costituita “ad hoc” solo per la fornitura italiana.

Magari si confermerà (fonte “Corriere”) che in realtà la ditta è solo una srl intermediaria e controllata dalla Bydcare Eu, ovvero la cinese Byd di cui Arcuri è diventato l’unico cliente pagando le mascherine 1,05 euro a pezzo,  quando la stessa ditta LE VENDE DIRETTAMENTE A MENO DI 30 CENTESIMI L’UNA.

Spero che il nuovo governo cacci subito Arcuri e la sua banda, ma che si abbia anche il coraggio di fare un minimo di trasparenza a questo baraccone inaudito che - giocando sulle urgenze e sulle paure degli italiani - non solo non riesce ad organizzare una campagna vaccinale credibile, ma  ha soprattutto sprecato risorse  di   tutti alimentando la corruzione.

E se (incredibile!) il signor Arcuri per decreto governativo è “immune da ogni responsabilità” vengano allora processati i politici che gli hanno conferito tale immunità. Spero che Draghi  abbia il coraggio di  fare pulizia. .

 

GENTE DI LAGO 2

Stanno già terminando le copie del mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito nel 2019 (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

 

LA STORIA  A TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30.

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                             MARCO ZACCHERA





IL PUNTO   n. 800 del 29 gennaio  2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  QUOTA 800 – PAPA’ LIVIO – CRISI – LE MASCHERINE DI ARCURI  - CASO GREGORETTI - AUTOGOL DI BEPPE SALA – CANONE RAI - GENTE DI LAGO – STORIA IN TV

 

800° NUMERO, MI FATE UN REGALO?

Questa settimana esce l’800° numero de IL PUNTO, nato per caso e cresciuto nel tempo. Volete farmi un regalo, se apprezzate quanto scrivo? Mandatemi degli indirizzi mail di qualche vostro amico che può essere interessato a leggerci: non vi costa nulla!

Grazie a chi vorrà farmi gli auguri in questo modo concreto!

 

CENTO ANNI

Un ricordo personale che non ha nulla di politico. Oggi mio papà, Livio Zacchera, avrebbe compiuto 100 anni. Purtroppo è scomparso giusto 30 anni fa e non mi ha potuto vedere quando, pochi mesi dopo, sarei diventato consigliere regionale e poi parlamentare. Ne sarebbe stato orgoglioso? Credo di si. Era un figlio di pescatori, aveva fatto la guerra e la prigionia in Germania, ufficiale di marina si era poi laureato in “Bocconi” con tanti sacrifici e a tutti noi 5 fratelli ha insegnato alcune cose indelebili: il pluralismo delle idee, l’onestà e l’impegno quotidiano. Era un democristiano monarchico, voleva bene alla nostra Italia e ci teneva lo si sapesse.

 

CRISI E LITURGIE

Tanto tuonò che piovve e finalmente Conte ha presentato le dimissioni confidando in un reincarico mentre la crisi procede con le rituali celebrazioni & liturgie.

Se fossi il Presidente della Repubblica  - salvo la certezza di un governo con una maggioranza robusta di idee condivise oltre che di voti, ovvero una ipotesi davvero improbabile - prenderei atto che i cittadini italiani nel 2018 NON avevano votato per una maggioranza come l’attuale e che NON avevano indicato Conte a premier, essendo allora completamente sconosciuto. Inoltre la Costituzione è stata cambiata e il Parlamento numericamente ridotto (e quindi andrebbe rivotato) oltre al particolare non secondario che ormai da due anni tutti i sondaggi segnalano come l’attuale parlamento NON rispecchia neppure lontanamente le opinioni politiche dei cittadini.

E’ credibile una maggioranza se sta in piedi solo con transfughi e traditori vari? Anche se vengono chiamati “costruttori” e “responsabili” perché fa figo, sono e restano ”traditori” visto che si erano presentati al voto con tutt’altre promesse e alcuni addirittura con diverso ed antitetico schieramento politico. Che cosa chiedono ed ottengono in cambio? E’ evidente il voto di scambio..

Elezioni, quindi, per chiedere ai cittadini come vorranno essere governati.

Certamente c’è un periodo incombente di crisi economica e sanitaria ed occorre preparare il Recovery Plan e per questo - in attesa di un voto fissato già da subito ma da tenersi magari a fine primavera - Mattarella dovrebbe incaricare un governo di tecnici che SOLO FINO ALLE ELEZIONI si impegni a seguire questi specifici punti. Sarebbe eccezionalmente positivo e che i ministri si impegnassero anche a NON candidarsi alle elezioni  dimostrando così serietà e spirito di servizio.

Il vero, drammatico interrogativo che Mattarella dovrebbe porsi in tutta coscienza, sarebbe “ Ma questa gente (Conte & C.) è in grado di preparare il piano europeo, farlo approvare e soprattutto applicarlo?” Se Mattarella fosse un galantuomo la sua stessa coscienza gli direbbe di NO ed ecco quindi la necessità nel breve di scegliere persone  tecnicamente capaci e sopra le parti, credibili a Bruxelles.

Puntare a nuove elezioni non significa bestemmiare: si è votato domenica in Portogallo e si sta votando in Olanda (tra l’altro anticipatamente) quindi NON E’ VERO che non si possa votare perché c’è la pandemia.

Coraggio, Presidente, dimostri per una volta di rappresentare la maggioranza degli italiani e si smarchi dai partiti, anche (e soprattutto) da quelli che l’hanno eletta!!

 

I MISTERI OPACHI DI ARCURI

Piano piano sta sempre più emergendo lo sconcertante atteggiamento della squadra di Domenico Arcuri per l’acquisto di centinaia di milioni di mascherine pagate TRE VOLTE il necessario a neo-costituite aziende cinesi e relativi intermediari politicamente collusi mentre altri filoni vengono avanti sull’acquisto delle siringhe e più in generale sulla gestione della Protezione Civile.

Come ben sanno i lettori de “Il Punto” – visto che sono mesi che lo sostengo -  il controllo di questi fondi (donazioni comprese e mai rendicontate) è un grande “buco nero” che sembra sempre di più simile a una fognatura.

Dopo “Report” e “La Verità” anche Giletti a “Non è l’Arena” ha cominciato a dar voce a chi da mesi sottolinea questa autentica porcheria nazionale

Arcuri – nominato e protetto da Palazzo Chigi - non fa una piega, ma in giro si comincia a sentire nell’aria quel classico odore di bruciato (o di cacca)  che precede regolarmente lo scoppio della grana, pur nel silenzio tombale dei TG Rai, allineati e coperti.

Se i Signori Magistrati nel frattempo si dessero una mossa forse farebbero cosa doverosa e giusta: possibile che con tutti i loro potenti mezzi e le Forze dell’Ordine schierate non sono ancora riusciti a scoprire quello che emerge plateale dalle indagini giornalistiche? Pensate se Arcuri fosse stato nominato dal centro-destra…

 

CASO GREGORETTI: INAUDITO

Il premier Conte è stato interrogato a Palazzo Chigi in merito al presunto sequestro di persona di migranti da parte di Salvini per il caso della  “Nave Gregoretti”. All’ uscita dal palazzo il GUP di Catania dott. Nunzio Sarpietro ha testualmente dichiarato (fonte ANSA) “ Il premier Giuseppe Conte ha risposto a tutte le domande, nessuna titubanza, ha risposto anche a domande estremamente generiche. Era molto tranquillo, credo rappresenti molto bene il Paese, mi ha fatto davvero un'ottima impressione».

Ma da quando un giudice si esprime in questo modo su un teste? E’ inammissibile ed inaudito: a parte la discrezione istruttoria, ma qui esprimono giudizi “politici” su un potenziale co-imputato! Ma che imparzialità ha un giudice che pubblicamente  esprime un giudizio politico? Roba da legittima suspicione…

 

ANNA FRANK E BEPPE SALA

Il sindaco di Milano Beppe Sala, paragonando Anna Frank a Greta Thunberg, mi è sembrato irrispettoso e demagogico.

Probabilmente Sala ha fatto solo una sparata pre-elettorale per ingraziarsi i "verdi" ma - credo - offendendo i suoi concittadini di origine ebraica. Paragonare una persona morta in un campo di concentramento dopo violenze inaudite con la giovane svedese è veramente di cattivo gusto visto che Greta gode di tutte le libertà del mondo, ha dietro di sé un contorno molto opaco di sfruttamento d'immagine e porta avanti posizioni prettamente politiche che di "verde" hanno spesso solo un maquillage pubblicitario. Un accostamento offensivo tra la violenza (subita) e la demagogia vissuta, un autogol del coccolatissimo sindaco di Milano, tra un’archiviazione e l’altra visto che con lui la Magistratura è sempre molto, molto compiacente.

PS: Qualcuno ha notizia del candidato del centro-destra alle prossime elezioni comunali di Milano? Rischio di sconfitta annunciata ed autolesionismo al cubo…

 

CANONE RAI

Grazie ad una decisione del governo Renzi l’odioso balzello del canone Rai viene applicato d’autorità sulle bollette elettriche e quindi passa sotto silenzio, ma questo non avviene per le aziende che - a cominciare dagli ALBERGHI - devono provvedere al pagamento diretto.

Ma vi sembra giusto che debbano pagare al 100% GLI ESERCIZI PUBBLICI CHE PER COLPA DELLA PANDEMIA SONO RIMASTI CHIUSI  NEL  2020 E LO SONO ANCORA OGGI, SENZA SAPERE QUANDO MAI POTRANNO RIAPRIRE?

Se un albergo è vuoto, chi mai vede la TV? Certo, furbescamente il canone viene fatto passare come “tassa di proprietà” delle TV, ma possibile che nessuno chieda o pensi a misure di logica ed equità?  

 

GENTE DI LAGO 2

Stanno già terminando le copie del mio nuovo libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito nel 2019 (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

 

 

TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming su www.vcoazzurratv.it ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio ore 13.30, 14.30 e 16.30.

  

UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                                        MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 799 del 22 gennaio  2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  CONTE: LA CRISI SCONTATA – USA: TUTTO A POSTO! - ITALIANI IN PARTENZA – VERBANIA E LA CULTURA – GENTE DI LAGO 2 - STORIA A TELE VCO.

 

COME VOLEVASI DIMOSTRARE 

Come ex parlamentare di lungo corso credo doveroso chiedere scusa agli italiani per la sceneggiata indecorosa che è andata in scena al Senato e che  si replicherà a breve, magari con sfiducia personale a qualche ministro (Alfonso Bonafede?) .

E’ finita come già si sapeva in partenza, ovvero la fiducia concessa a Conte ma solo con maggioranza relativa e con la tragicommedia della “Crisi di governo a metà”. Sono andati in scena così i soliti pasticci, i tradimenti, i salti di qua e di là senza un minimo di ritegno, con senatori che sono scappati a fare pipì al momento del voto rientrando in aula solo alla fine sapendo già l’esito finale e quindi “posizionandosi”  di conseguenza.

Il peggio è stato che Conte - per ingraziarsi i “cespugli” - ha insistito sul proporre una nuova legge elettorale proporzionale: una manna per i partitucoli del 3% che potranno così – vedi Renzi – minacciare e ricattare in futuro qualsiasi governo.

Non solo la crisi di oggi, insomma, ma si è anche inoculato il cancro per il futuro.

Sui transfughi lasciamo perdere, mi auguro – ma è una pia illusione -  che la stessa Magistratura che inquisì per anni Berlusconi per aver cercato di “comprare” voti faccia adesso lo stesso ora con Conte che ha agito allo stesso modo. Certi personaggi  – come i coniugi Mastella – sono la realtà più ipocrita di chi intende la politica in un certo modo: lo sanno e lo vedono tutti, quindi non val la pena sottolinearlo.

Un discorso a parte invece per il drappello di “Forzisti” che hanno cambiato casacca in corso di votazione e tra l’altro senza neppure avere il coraggio di dirlo prima, come  la senatrice Maria Rosaria Rossi, fino ad ora assunta agli onori della cronaca soprattutto per il suo giunonico petto che aveva notoriamente sedotto Berlusconi.

Vale la pena di riprodurre il suo profilo prendendolo parola per  parola da Wikipedia (controllate!):

 

“… Si diploma all'istituto tecnico commerciale e negli anni novanta è animatrice e PR nelle discoteche romane. Si iscrive a Forza Italia  nella primavera del 2007  e Silvio Berlusconi rimane colpito dal suo entusiasmo (!!), fa la comparsa nel video di "Menomale che Silvio c'è" in vista delle elezioni politiche del 2008 per le quali viene candidata con il PdL, nella quindicesima circoscrizione Lazio 1, per diretta volontà di Berlusconi, risultando eletta deputata. (…)  A dimostrazione di come sia riuscita ad assicurarsi la fiducia del Cavaliere viene chiamata “La zarina di Tor Crescenza”. Nel 2013 diventa senatrice di FI ed è nota nel gergo comune con il soprannome "la badante", in quanto ha assistito personalmente Silvio Berlusconi per anni in ogni sua uscita privata e pubblica. (l’avete sempre vista nel suo seguito ovunque – ndr). A seguito dell'operazione al cuore di Berlusconi, nel 2016, le donne vengono allontanate da Palazzo Graziosi e da Arcore dal "consiglio di famiglia" (i figli, Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Niccolò Ghedini) poiché ritenute colpevoli del suo stress (…) Alle elezioni politiche del 2018 è rieletta senatrice di FI.

Nel 2010 alcune intercettazioni telefoniche in indagini di polizia giudiziaria, rivelano la sua abituale partecipazione alle cene “bunga bunga” organizzate nella residenza di Arcore e sulla questione dichiara: «È reato rilassarsi un po'?»  Il 24 giugno 2013, nell'ambito del processo per concussione e prostituzione minorile a Silvio Berlusconi, viene trasmesso in procura il verbale della deposizione della Rossi per valutare se esistano o meno i presupposti per essere indagata per falsa testimonianza. Il 30 giugno 2015 la Procura di Milano notifica l'avviso di fine indagini a 34 indagati tra cui la Rossi, accusata di falsa testimonianza nell'inchiesta Ruby Ter riguardante le cene di Arcore. Il 19 ottobre 2016 viene rinviata a giudizio insieme ad altre 22 persone... “.

 

Fin qui Wikipedia, ma la domanda che tutti si sono fatti è “Ma come è mai possibile che una come questa sia diventata parlamentare e perfino senatrice?” A differenza di Cicciolina (che almeno i voti di preferenza con i Radicali li aveva presi) la senatrice Rossi però non è MAI stata votata dai cittadini: grazie al vigente sistema elettorale è sempre stata inserita in liste bloccate e così ha accumulato già 3 legislature senza MAI dare un rendiconto politico o avere un gradimento da parte degli elettori.

E’ questo il nocciolo del problema: se l’Italia non capisce l’assurdità di un sistema elettorale dove il valore del singolo candidato non conta nulla, è evidente che i leader continueranno a candidare chi vogliono, alla faccia delle competenze.

Non lamentiamoci poi delle sceneggiate come quelle viste in questi giorni.

 

USA: TUTTO A POSTO !

Joe Biden ha giurato come nuovo presidente USA, i "buoni" hanno vinto e il "cattivo" finalmente se ne è andato: tutto risolto, come i film western di quando eravamo bambini e alla fine "arrivano i nostri" per uccidere gli indiani cattivi. Un finale non più politicamente corretto (adesso avrebbero sempre ragione gli indiani) ma che rende l’idea.  Adesso il mondo è salvo, dai prossimi giorni scenderà anche la CO2 in atmosfera e tutti vivranno felici e contenti, senza più muri e tra baci ed abbracci.

Vedrete per credere e vedrete anche che al primo coccolone di Biden la nuova vice-presidente Harris prenderà le redini, come spera buona parte del partito democratico.

Facciamo comunque gli auguri a Biden (sinceri, perchè ne ha e ne abbiamo davvero bisogno) che non sembra una cattiva persona, ma piuttosto un personaggio scialbo e incolore, “messo lì nella vigna a far da palo”,  ma questo lo vedremo e lo giudicheremo alla prova dei fatti.

Il giorno del giuramento su Rai 1 l'ex first lady è chiamata "Escort" dal solito Alan Friedman che per quattro anni ha sbavato odio, tanto nessuno dice gli nulla: questione di stile, così come sono definiti "prezzolati" quelli che comunque salutavano Trump.

Pochi hanno riflettuto che mentre per il giuramento di Biden Washington era presidiata da 25.000 soldati per timore di assalti (di chi?), i media italiani non hanno riproposto o commentato i filmati del 6 gennaio quando i cancelli del Congresso - presidiati da quattro gatti, nonostante una grande manifestazione incombente - sono stati APERTI ai dimostranti, chissà per ordine di chi...  

Misteri americani, mica ci sono solo a casa nostra!

 

GLI ITALIANI SE NE VANNO

Ancora in aumento gli italiani che si trasferiscono all'estero. È quanto rileva l'Istat nel suo ultimo rapporto, secondo cui nel 2019 le cancellazioni anagrafiche per l'estero (emigrazioni) sono poco meno di 180mila (+14,4% sul 2018), moltissime in più di qualche anno fa quando erano circa 40.000 l’anno-.

Tre su quattro riguardano italiani, quasi tre cittadini italiani su quattro trasferitisi all'estero nel 2019 hanno 25 anni o più (circa 87mila): uno su tre (28mila) è in possesso di almeno la laurea. Fin qui le cifre dell’ISTAT che però non fotografa completamente la verità. In realtà, infatti, i numeri sono molto maggiori ma - soprattutto chi emigra per lavoro all’interno della UE- non cambia la propria residenza perchè (almeno prima del Covid) va e viene spesso dall’Italia mantenendo i legami, ma producendo e lavorando all’estero.

Un altro aspetto che va sottolineato è il costo per l’Italia per preparare laureati e diplomati che poi non “reinvestono” quanto imparato nel proprio paese. Creare un laureato costa al “sistema Italia” oltre 200.000 euro e se in un anno se ne vanno (almeno) in 28.000 significa aver perso solo con queste persone 5,6 MILIARDI di “investimenti cultura”.

Una emergenza di cui si chiacchiera poco, ma per la quale non si fa assolutamente NULLA.

Chi è interessato ad approfondire queste tematiche mi richieda il libro “Integrazione (im)possibile? Quello che non vi dicono su Islam, Africa ed immigrazione” che ho scritto recentemente con dati e notizie sconcertanti su queste problematiche.

 

VERBANIA E LA CULTURA

E’ sfumata la speranza della città di Verbania di diventare “Capitale italiana della Cultura” (alla fine ha vinto Procida) e mi dispiace perché sarebbe stata comunque una occasione di promozione per la mia città.

Mi ha fatto però amaramente sorridere che un punto di forza della candidatura verbanese fosse il nuovo teatro “Il Maggiore”, voluto e costruito quando ero sindaco e inaugurato dopo la fine del mio mandato.  Non posso dimenticare le lotte furibonde, i boicottaggi, le richieste di referendum, i ricorsi, le petizioni, le denunce CONTRO il costruendo teatro (anche quando era già in costruzione) promosse allora da buona parte della sinistra e dal PD in particolare, quello stesso che adesso se ne fa vanto.

Grazie a chi – come Giandomenico Albertella – ha voluto ricordare queste cose nei giorni scorsi, visto che la memoria collettiva evapora presto. 

 

GENTE DI LAGO 2

Stanno già terminando le copie del libro “ GENTE DI LAGO 2: nuove storie e nuovi racconti  del Lago Maggiore ”   Il volume riprende quello uscito nel 2019 (ed andato esaurito) ed in 172 pagine - tutte a colori - ripropone anche altri ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche.

Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato da me insieme a Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali. GENTE DI LAGO 2 è in vendita al pubblico a 20 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano, con dedica! - al prezzo ridotto di 17 euro (spese di spedizione comprese) o di 16 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

 

I RICAVI PROVENIENTI DALLA VENDITA DEL LIBRO SONO DEVOLUTI AL”VERBANIA CENTER” PER CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN CENTRO SANITARIO IN MOZAMBICO

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STORIA TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche il martedì alle ore 15.30, 16.30 e 22.00 e altre repliche il sabato pomeriggio.

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UN SALUTO A TUTTI  E BUONA SETTIMANA                                             MARCO ZACCHERA



IL PUNTO   n. 798 del 15 gennaio  2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  REALISMO - IN ONDA LA VERGOGNA – ROMANO MISSERVILLE - CHI CENSURA LA CENSURA – AUTO ELETTRICHE – LA STORIA A TELE VCO

 

REALISMO

Mentre impazza la “crisi di governo a metà” e sono in corso tutti i traffici possibili per intruppare senatori al posto dei renziani e permettere così a Conte di mantenersi a galla, credo che la decisione più seria e sensata - ma soprattutto rispettosa degli italiani - sarebbe che il presidente Mattarella fissi senza indugio nuove elezioni per la fine della primavera.  

In attesa del voto la politica dimostri realismo e concretezza favorendo la formazione di un nuovo governo affidato ad un tecnico di provate capacità internazionali che – con obbligo morale di non candidarsi alle elezioni – raccolga un esecutivo con rappresentanti di TUTTI i partiti e con l’obiettivo di gestire la pandemia ed il Recovery Plan.

Non è possibile pensare che i prossimi dieci anni vengano decisi da un governo che - se otterrà la fiducia - avrà fatto evidenti pateracchi o assoldato truppe cammellate (da Mastella al MAIE) senza che il piano sul futuro dell’Italia sia condiviso con le regioni, le categorie produttive e i sindacati.  

Ma come è possibile che venga tutto imposto a tavolino ed in segreto, con "schede" teoriche ed incomprensibili, soggette ad ogni tipo di interpretazione futura? Ammesso che l’Europa ci finanzi “al buio” (e non ne sarei così sicuro), chi pagherà il deficit che si è creato nel 2020 e che a metà gennaio sta già richiedendo un ulteriore scostamento di bilancio, finanziato con altri debiti senza copertura?

Capisco le ambizioni personali di Conte, le paure elettorali del M5S e i traffici in corso nel PD, ma il presidente Mattarella ha il dovere morale di intervenire non solo come spento “notaio” della crisi, ma con un guizzo di autorevolezza e decisione.  

 

REPORT: IN ONDA LA VERGOGNA

Non so quanti lettori de “IL PUNTO” abbiano seguito la trasmissione “Report” di lunedì sera su Rai 3 dedicata al super commissario Domenico Arcuri e all’acquisto di decine di milioni di mascherine Covid. Incredibile apprendere (aspetti solo in parte già emersi nei mesi scorsi ) che la Protezione Civile ha comprato le mascherine in Cina – mettendo in crisi le aziende produttrici italiane – pagandole molto di più del loro valore di mercato (fino al 300% dei costi correnti), che una mega-commessa di 600 MILIONI di Euro che è stata assegnata ad una società fantasma fondata 5 GIORNI prima della fornitura svoltasi a trattativa privata, società peraltro collegata a faccendieri italiani – guidati da Mario Benotti, già consulente alla Presidenza del consiglio con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni  - che per “commissioni” hanno ricevuto 60 MILIONI di euro.

Uno si aspetta che il giorno dopo questa trasmissione-scandalo ne parli tutta Italia, che le notizie vengano smentite, oppure che i TG vi dedichino ampio spazio, mentre solerti Magistrati annunciano inchieste e  fioccano le interrogazioni parlamentare per l’evidente cattiva gestione dei fondi pubblici… Macchè, tutto è finito sotto silenzio.

Alla domanda (censurata) di un giornalista di Report ad Arcuri per avere chiarimenti, con voce scocciata e monocorde l’Arcuri dichiara di non voler rispondere “perché sono in corso indagini della Magistratura”

Davvero sono in corso indagini? Quindi Arcuri ha ricevuto un avviso di garanzia, altrimenti come potrebbe saperlo? E come mai allora non ne parla nessuno? Eppure il “mediatore” Benotti sembra aver scambiato ben 1200 (!) tra telefonate e SMS proprio con Domenico Arcuri.

Dalle mascherine si passa poi alla fornitura dei banchi girevoli inutilizzati ed inutilizzabili  (ma costati altre decine di milioni di euro) con acquisti sempre gestiti riservatamente da Arcuri, così come il sistema “Immuni” che non funziona e non ha mai funzionato.  

Cose inaudite, eppure l’ineffabile supercommissario Arcuri è sempre lì, incollato ai vertici della Protezione Civile senza che nessuno nel mondo politico chieda chiarimenti, dati, circostanze o ne chieda magari le dimissioni.

Uno schifo colossale nel disinteresse generale, ma questa è l’Italia di oggi, con un governo (almeno fino a ieri) che copre (o favorisce?) questi scandali vergognosi.

 

RICORDO DI ROMANO MISSERVILLE        

Pochi – anche a destra – possono ricordarlo, ma è morto a 86 anni Romano Misserville, “storico” senatore del MSI-DN per 4 legislature ed avvocato di fama. Negli anni ’80 fu sindaco del suo paese, Filettino, quando i sindaci di destra si contavano sul palmo di poche mani, ma soprattutto era una persona per bene, coerente e stimata da tutti, un grande signore e un vero amico.

Lo ricordo nell’autunno del 1993 quando – allora ero consigliere regionale - lo incontrai per caso davanti a Montecitorio e lui mi disse “Marco, con questa nuova legge elettorale l’anno prossimo vinceremo le elezioni e saremo al governo”.

Mi sembrava un' ipotesi assurda e invece aveva proprio ragione…

 

CHI CENSURA LA CENSURA

Premesso che Trump è quindi pazzo, provocatore, fascista (ovviamente) ecc.ecc. restano alcuni gravi dubbi che dovrebbero crescere nei pensieri di chi non ha completamente perso un minimo di equilibrio. Alludo alla censura “preventiva” che i gestori di Twitter e Facebook hanno imposto all’ (ex) presidente americano.

Credo che in una democrazia si debba poter criticare l’opinione dell’avversario eventualmente dissentendo, ma se lo si chiude “preventivamente” (e pur con 88 milioni di contatti, oltre che 75 milioni di voti) si fa semplicemente della censura.

Allo stesso modo perché i vertici di quelli reti hanno poi silenziato Trump e non le decine di dittatori  o criminali di ogni tipo che impuniti imperversano nel mondo “virtuale”? Chi ha il diritto di decidere se e quando cancellare dalla rete le opinioni altrui, giuste o sbagliate che siano?

Anche perché viene censurato Trump e - per esempio - nulla si dice e si fa quando l’ayatollah iraniano Khamenei, nel cui Paese continuano le impiccagioni di dissidenti e le persecuzioni contro le donne, scrive «Israele è un cancro maligno in Medio Oriente che va rimosso e sradicato» e non ci vuole molta fantasia per immaginare come dovrebbe realizzarsi questo «sradicamento».

Mi piacerebbe sapere in proposito l’opinione di Gad Lerner, di nota famiglia ebrea, che ha tanto esultato proprio per la censura imposta a Trump, un personaggio che, andando avanti cos,ì per milioni di americani diventerà perfino un martire, il che non mi sembra un colpo di genio

 

AUTO ELETTRICHE: SARA’ VERA GLORIA ?

Sull’ambiente ci sono diverse questioni che mi piacerebbe verificare più seriamente, per esempio la questione delle auto elettriche.

Da anni ci dicono che il futuro del pianeta sta nella riduzione della CO2 e quindi delle auto elettriche, più “ecologiche” rispetto a diesel e benzina. Eppure l’elettrico non decolla, anche per costo esorbitante dei modelli.

E’ ora però di chiedersi se davvero la scelta sia la più sensata, perché un conto è l’ ibrido, un altro milioni di veicoli per uso generalista solo con l’energia elettrica che qualcuno deve produrre e tenuto conto che la gran parte dell’energia elettrica nel mondo – visto che i verdi non vogliono il nucleare – è tuttora prodotta da centrali termiche, ovvero bruciando carbone, gas e gasolio.

Non solo: produrre batterie costa e inquina, smaltirle e distruggerle è anche peggio ed anche questo è (e sempre di più sarà) un costo ambientale spaventoso.

C’è poi un ulteriore problema, di cui non si parla: le materie prime per costruire le batterie (cobalto, nichel, litio) sono quasi tutte in mano alla Cina che ha in concessione quasi il 90% dei giacimenti mondiali e controlla anche il know how del processo industriale.

Pechino ha silenziosamente colonizzato anche il Congo (Zaire), che è il più grande produttore di cobalto al mondo, ed ha strappato contratti decennali di sfruttamento anche in Sud America.

Si è portata avanti con l’elettrico perché - non avendo grandi produttori di automobili e dovendo ridurre l’inquinamento nelle grandi megalopoli cresciute a dismisura per effetto delle transizioni demografiche dalle campagne - ha puntato da subito sullo sviluppo dell’elettrico.

Da anni i cinesi investono d'altronde anche sulle batterie per la domanda di prodotti di elettronica di largo consumo – smartphone, tablet, pc – di cui è diventata la fabbrica del mondo. La Foxconn, con sede a Shenzhen è lo storico fornitore di Apple, Amazon, Hp, Microsoft, Sony, BlackBerry.

Perché nessuno approfondisce queste tematiche e ci spiega un po' meglio il guaio in cui - sulle onde dell’ entusiasmo “verde” - stiamo andando a cacciarci?

 

LA STORIA A TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 19, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche alle ore 15.30-16.30 e 22.00 e il sabato pomeriggio.

 

UN SALUTO E BUONA SETTIMANA  A TUTTI                         MARCO ZACCHERA     




                                                           




IL PUNTO   n. 797 del 8 gennaio  2021

  

di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

SOMMARIO:  STORIA IN TV - NON SPARATE SULLA CROCE ROSSA – IL RICOVERY  CHE NON C’E’ -– MONUMENTI GIU’ -  PASTA FASCISTA – Approfondimento: FINISCE L’ERA TRUMP

 

LA STORIA A TELE VCO

Per chi ama la storia ricordo che dopo il successo dell’anno scorso su TELEVCO-AZZURRA TV (canale 18, oppure in streaming ) ogni martedì  alle 14.30 vanno in onda le mie chiacchierate sulla storia locale - in collaborazione con UNI3 Arona - con repliche alle ore 15.30 - 16.30 e 22.00. Per ulteriori info, contattatemi.

 

NON SPARATE SULLA CROCE ROSSA

La situazione politica italiana è diventata così tragica - ma contemporaneamente grottesca - da togliere la voglia di prendersela.

Se una banda di incompetenti alla Conte & C. riescono a galleggiare impuniti dopo 10 mesi di pandemia significa che ormai gli italiani sono sostanzialmente rassegnati tra zone rosse, gialle, arancioni e “giallo-rafforzate” con colori che cambiano due volte al giorno. 

Vi invito  a rivedervi i TG o le trasmissioni di questa primavera ed ascoltare le LORO dichiarazioni con promesse, assicurazioni e certezze: sono tragiche visto quello che poi è successo, ma a tratti anche esilaranti.

Riascoltate il video su LA7 del 28 gennaio 2020 quando Conte dichiarava “La situazione è perfettamente sotto controllo, siamo prontissimi, abbiamo adottato tutti i protocolli possibili, in Italia non accadrà mai quanto sta accadendo in Cina, siamo comunque perfettamente preparati ad ogni evenienza.”  

Oppure la fantastica intervista a Di Maio a febbraio quando chiama il Covid “vairus” e ringrazia entusiasticamente la Cina per le mascherine in arrivo. 

Cominciò così lo show di Conte, dando poi il via alla serie infinita di nomine,  commissari, commissioni, esperti, saggi... Tutti spariti se dissenzienti o ancora a pontificare in TV se ossequienti, con la nomina suprema del taumaturgo San Domenico Arcuri, il super super super esperto (i suoi fallimenti per Bagnoli, Termini Imerese e Ilva sono inciampi secondari). Ricordate d'altronde quello che lo stesso Arcuri  sosteneva in TV (andate a risentirlo!) ovvero che cliccando “Immuni” sul telefonino ci si salvava ed invece è stato un flop totale? Quisquilie per il  “grande” Arcuri, quello che ha a disposizione fondi illimitati senza controlli, che nomina, fornisce e compra, ma che soprattutto ora dispone a suo piacimento delle nostre vite, visto che sceglie lui chi far vaccinare prima oppure no e al quale non si può MAI fare una domanda in contraddittorio.

Poi ci sono da risentire le idiozie generiche o ovvie alla Azzolina o le  performance della Bellanova che ancora pochi giorni fa sosteneva come il vero problema grave dell’Italia fosse soprattutto il settore agroalimentare, eppure è proprio lei che guida (!?) la delegazione dei renziani al governo, quelli che sostengono che la crisi “non è una questione di poltrone”, però se da 2 saliranno a 3 ministri e avranno la delega ai servizi segreti allora possiamo discuterne.

A ruota arriva la Lamorgese, quella che aperto i porti e non riesce a controllare chi arriva, ma tanto la colpa è sempre di Salvini.

Ma su tutti in TV c’è sempre lui, il “principe Conte”, tutto giacca e cravatta e con lo staff che controlla e censura perfino il passaggio dei filmati di repertorio in TV. Come il Duce, Conte è sempre al lavoro, attento, presente, impeccabile, “sul pezzo”. Già avvocato del popolo e ora novello Messia, adesso sta tentando il suo terzo tuffo con avvitamento carpiato all’indietro pur di restare a Palazzo Chigi.

D’altronde a contrastare questi fenomeni non è che il centro-destra peraltro brilli di ingegno. Si parla da tempo di un rimpasto in Regione Lombardia sostituendo l’assessore alla sanità Giulio Gallera (quota FI). Quale nome nuovo è stato proposto dallo staff dell’esimio cav. Silvio Berlusconi? Nientepopodimenoche… Letizia Moratti! Sì, finalmente un “nome nuovo”, ovvero proprio lei,  l’ex ex ex di tutto ed anche ex sindaca di Milano dove solo la sua testardaggine a ricandidarsi fece perdere la guida della metropoli alla coalizione. Ma possibile che a destra non ci sia niente di meglio da mettere sul mercato?  “Buon Anno, Italia!”… ma si fa per dire.

 

RECOVERY PLAN: LEGGETELO !

Tutti gli italiani dovrebbero dedicare 5 (cinque) minuti della loro vita per cercare di leggere le bozze del RECOVERY PLAN proposto da Conte ormai un mese fa.

Basta cercarle su mille fonti internet ed aprendo le sue striminzite schede – per 200 MILIARDI !! - scoprireste che…il piano non c’è !

Quasi nessuna fonte informativa le ha fatte vedere o ha spiegato al popolo sovrano che le famose “schede” sono in realtà di una genericità assoluta, scritte in termini burocratici astratti e con nessun riferimento al reale. Una serie di buone intenzioni, delle ipotesi di massima senza però veri dettagli e dove  - soprattutto - ci si potrà infilare di tutto e di più. 

Escludo che l’Europa - se per una volta si dimostrerà una cosa seria - vorrà dare veramente dei soldi all’Italia sulla base di idee o speranze così ovvie, largamente condivisibili proprio solo perché generiche, teoriche, assolutamente non concrete e soprattutto senza una linea delle priorità.

 

CITTADINANZE & MONUMENTI

A Verona vogliono togliere la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, negli USA la statua del generale Lee (comandante in capo delle forze sudiste ai tempi della guerra di secessione) è stata tolta dal Campidoglio e al suo posto è stata messa quella di una attivista nera contro l’apartheid, mentre i monumenti a Cristoforo Colombo vengono ovunque abbattuti. 

Saviano mi sta da sempre sulle scatole, così come chi conosce la storia sa che Lee è stato un eroe ed un brillante generale, anche se della parte “sbagliata”, soprattutto perché la storia la scrivono sempre i vincitori.

In ogni caso sono contrario a queste scelte “revisioniste” perché esprimono un giudizio contemporaneo rispetto a quello storico che va sempre visto con rispetto, soprattutto se si riferisce a fatti lontani nel tempo, quando c’erano diverse percezioni e sensibilità rispetto ad oggi.

Per questo trovo sia ridicolo dis-assegnare cittadinanze onorarie al mutar di maggioranze politiche, così come abbattere le statue di Colombo solo perché ha portato i bianchi “cattivi” in America.

Se i bianchi hanno sterminato i nativi americani certo non è stata colpa di Colombo, così come Lee ha difeso il “suo” Sud dall’ invasione nordista ritenendo solo di fare fino in fondo il proprio dovere.