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IL PUNTO di MARCO ZACCHERA

IL PUNTO
Mirko TREMAGLIA

IL PUNTO
di MARCO ZACCHERA

n. 393 del 19 febbraio 2012


SOMMARIO:     INCOMPATIBILITA' - CORTE DEI CONTI – CELENTANO - PENDOLARI - ODDIO...LA NEVE !!

SERIETA' (?)
La Giunta delle elezioni della Camera ha deciso che non sussiste incompatibilità tra la carica di Presidente di provincia e parlamentare e quindi restano a Montecitorio una serie di ex colleghi che avevano il posto “a rischio”. Sono contento per loro, ma non mi resta che notare che a ottobre una discussa (e secondo me discutibile) sentenza della Corte Costituzionale sulla applicazione di una legge del 1953 aveva dichiarato incompatibile il doppio incarico per un senatore-sindaco e quindi anche per i presidenti di provincia, ma poi – mentre la Giunta della Camera ci imponeva le dimissioni - il Senato ha deciso l'esatto contrario anche per i sindaci. Ora vengono “assolti” anche i presidenti di provincia e così alla fine gli unici “incompatibili” sono rimasti – e solo alla Camera, non al Senato dove si era posto il problema! - il sottoscritto e pochi altri colleghi deputati-sindaci che nel frattempo hanno avuto il buon gusto di dimettersi. Una volta di più in questo paese chi avesse “resistito” avrebbe avuto ragione: “La legge è uguale per tutti”... non prendiamoci in giro, mi dite piuttosto dove è la serietà?
QUANTO VALE LA CORRUZIONE  
Secondo la Corte dei Conti l'Italia paga un duro prezzo alla corruzione politica. Le cifre che girano sarebbero di 60 miliardi, peccato che la stessa Corte sia riuscita a pizzicarne solo per 75 milioni e – alla fine – incassarne 15 (di milioni, non miliardi), ovvero lo 0,04%.
Mi pare che - messo così - sarebbe (e forse è) un bilancio fallimentare per chi dovrebbe controllare, ma a rileggere bene gli articoli si scopre che i giornali hanno fatto il solito gran pastone di tutto e di più - pur di sparare le cifre in prima pagina - mischiando corruzione politica, evasioni, IVA non versata e avanti così.
Usciamo dalla “quantità” e concentriamoci sui fatti: ma c'è davvero così tanta corruzione in Italia, e quanta? So che rischio di essere considerato un ingenuo, sicuramente ci saranno tante situazioni e aree a rischio, eppure – almeno dalle nostre parti – la corruzione non mi pare così diffusa e non credo vi siano molti politici che intaschino “panini” ripieni da banconote da 500 euro mentre conosco centinaia di amministratori per bene che fanno il loro lavoro con serietà ed onestà pur tra mille difficoltà. Allora perchè generalizzare in modo demagogico e come sempre mettere tutti sullo stesso piano?
Piuttosto ribalterei il problema e chiedendomi se non sia proprio il sistema burocratico a favorire a volte le irregolarità. Se una pratica è chiara e semplice e applica una norma comprensibile non c'è bisogno di “spingerla”, ma se tutto è un guazzabuglio nel quale chi investe o chiede risposte ci perde la camicia per i ritardi o i capricci di qualche funzionario che applica le norme più o meno alla lettera, come non dare esca a scorciatoie?
Vi sono leggi così idiote e complesse e regolamenti così arzigogolati che sembrano fatte apposta per creare confusione, bloccare tutto, far saltare i tempi, non essere mai chiare.
Soprattutto a dare scuse a chi “firma” per non farlo perchè – anche se lo facesse in perfetta buona fede – anni dopo potrebbe essere distrutto da indagini dove la forma conterà più della sostanza.
Da decenni si sente dire “che è tutto lecito salvo quanto è vietato” ma in realtà le norme – e soprattutto poi le loro interpretazioni, circolari e normative – sono scritte non solo in un italiano a volte incomprensibile, ma in modo spesso contraddittorio e confuso.
Alla Camera vivacchia il “Comitato per la semplificazione legislativa” ma purtroppo quello che scrive quasi sempre resta carta straccia, in un paese che va in crisi anche per l'impossibilità pratica di applicare le norme che – per esempio in campo ambientale – possono bloccare tutto per anni, salvo che poi - in molte zone - tutto invece sembra sempre incredibilmente permesso.
CELENTANO
Criticare la RAI per Sanremo e Celentano ha perfino stufato tanto volgari sono pèarsi alcuni passaggi del “Molleggiato” che però a questo punto non solo è costato alla tv di stato centinaia di migliaia di auro ma il lungo sproloquio dell'artista ha obbligato a tagliare perfino gli spot. Ma cosa è rimasto di Sanremo “festival della canzone italiana?” Un grande contenitore di bollito misto dove le canzoni contano poco e sicuramente molto meno dell' “audience”. Ma se l'audience serve per incassare pubblicità che poi non si può trasmettere?! E poi tutto deve solo fare scandalo per interessare? Secondo questa logica allora è mancato allo spettacolo il comandante Schettino, della “Costa”, perchè una sua intervista avrebbe richiamato milioni di telespettatori. Forse abbiamo un po' tutti perso il senso delle cose...  
PENDOLARI VCO
Un problema che si trascina da tempo e che non si risolve mai: serve più attenzione ai pendolari del Vco. Raccogliendo le richieste di numerosi residenti a Verbania e provincia che giornalmente utilizzano le corse della linea da Domodossola per Milano ho scritto una nuova lettera all’assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino segnalando i numerosi problemi che incontrano i pendolari e chiedendo un incontro in Regione perchè prima ancora di parlare dei disagi concreti c’è una questione di fondo da risolvere: la competenza, con il solito palleggio di responsabilità tra Piemonte e Lombardia. Dopo che Trenitalia ha fatto di tutto per cancellare di fatto la concorrenza (l'esempio di Arenaways  che ipotizzava di entrare anche sulla Milano-Domodossola è stato emblematico) ecco puntuale il progressivo scadimento di linee e materiale rotabile mentre gli abbonamenti sono rincarati ben più dell'inflazione. L'affollamento – soprattutto nell'ultimo tratto per Milano - è indescrivibile mentre la pulizia dei convogli, la manutenzione, la mancanza spesso di riscaldamento ed illuminazione sono tutti elementi che sottolineano come questa tratta è di fatto abbandonata a sé stessa nonostante la sua importanza.
“ODDIO… LA NEVE !!!”
Mettiamola così: alle nostre latitudini d’inverno nevica da qualche decina di migliaia di anni (durante l’ultima era glaciale nevicava probabilmente anche d’estate) eppure ogni volta sembra arrivare il finimondo. Massimo rispetto per chi nelle scorse settimane dalla Romagna al Sud hanno dovuto affrontare vere emergenze ma per le TV sembra che bastino tre dita di neve per mandare in tilt treni ed aerei, strade e pedoni letteralmente bombardati da un sistema informativo per il quale ogni fenomeno atmosferico o naturale – caldo, freddo, vento o pioggia che sia – sembra sempre catastrofico.
Con la neve, poi, scattano tutte le contraddizioni di chi è cresciuto nella bambagia e non si ricorda più di come queste cose erano affrontate solo qualche decina di anni fa.
Quando ero ragazzo se nevicava nessuno si sognava di stare a casa da scuola o di farle chiudere, anzi, uscivi prima per tirare palle di neve. Se faceva freddo la nonna e le zie avevano pronti pesantissimi pullover di lana fatti in casa, molto caldi quanto perfetti per pizzicare la pelle.
Pull coloratissimi soprattutto perché - se appena possibile - la lana era riciclata da qualche altro golf dei fratelli maggiori debitamente bucatisi sui gomiti e riconvertiti in qualche altro indumento - golf, calze o panciera che fossero - in un arcobaleno di lane diverse.
D’inverno faceva (fa) freddo e ci si difendeva con le stufe a legna, il carbone e con i vetri di casa che luccicavano di brina mentre a letto ti scaldava la “boule” dell’acqua calda o un mattone debitamente foderato di un sacchetto di lana e amen, ti aggiustavi così.
Se oggi la luce va in tilt per due ore il dramma è certo: si ferma il freezer come l’impianto di  riscaldamento, mentre la gente impazzisce d’angoscia ascoltando le news in TV ma intanto nessuno più spazza il marciapiede sotto casa.
C’è chi va in giro con mega-SUV pregustando (finalmente!) il trionfo del disporre di un’ auto-carro armato e gli altri implorano: “gettate sale, o siamo finiti!” I comuni si affrettano a rincorrere l’opinione pubblica, cedono, ma a fine mese vedrete che con tutto quel sale l’asfalto sarà completamente rovinato e la scelta di girare in auto mentre ancora sta nevicando costerà un patrimonio a tutte le amministrazioni pubbliche: per questo nel nord Europa si è deciso di non salare più un bel niente visti i danni che poi arrivano.
Ma nevica e quindi governo (sindaco) ladro! A Roma, udite udite, pur dopo ben cinque centimetri di neve “funzionava la metropolitana” (quasi nevicasse anche sottoterra) mentre forse la neve, almeno da noi, andrebbe presa come una normale situazione stagionale, magari arrangiandosi e senza farne un dramma così universale.
Grazie comunque a quanti hanno dato una mano a spalare e ripulire per tutti, anche per chi va in giro con i tacchi e poi si lamenta se scivola e magari finisce ko con il sedere per terra: una volta si rideva, adesso si chiede il rimborso all'assicurazione.



UN SALUTO A TUTTI                                                                            MARCO ZACCHERA



Zacchera e il Ministro ALFANO a STRESA  foto di Danilo Donadio
Inserimento NUOVO TEATRO a VERBANIA
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