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IL PUNTO di MARCO ZACCHERA

IL PUNTO

 

IL PUNTO   n. 740 del   16 novembre  2019
  
di MARCO ZACCHERA  (marco.zacchera@libero.it)

info e numeri arretrati:  www.marcozacchera.it

 

Sommario: NUOVO LIBRO -  BERLINO 30 ANNI DOPO -SENTENZA GIORDANO – PLASTICA & IPOCRISIA –

 

Un nuovo libro: GENTE DI LAGO

E’ uscito un mio nuovo libro  “ GENTE DI LAGO: storie e racconti  del Lago Maggiore” che sembra raccogliere un riscontro positivo del pubblico e dei lettori de IL PUNTO.

In 164 pagine - tutte a colori - ricordi, personaggi, storie e curiosità della zona del Lago Maggiore e delle sue valli, insieme ad oltre un centinaio di foto storiche, quasi tutte inedite. Una testimonianza interessante della vita sulle rive del Verbano in tempi quasi dimenticati, un omaggio a chi è venuto prima di noi.

Il volume è firmato anche da Carlo Alessandro Pisoni, Ivan Spadoni e altri autori locali che con quest’opera hanno voluto riprendere il successo di “NELLE RETI DEL TEMPO”, una raccolta di foto e testi storici uscita oltre 10 anni fa ed oggi introvabile.

GENTE DI LAGO è in vendita al pubblico a 18 euro, ma i lettori de IL PUNTO possono richiedermi direttamente il libro – se lo desiderano con dedica! - al prezzo ridotto di 16 euro (spese di spedizione comprese) o di 15 euro ciascuna se verranno richieste almeno 2 copie.

Il volume va richiesto direttamente a marco.zacchera@libero.it ricordando di comunicare sempre il proprio INDIRIZZO POSTALE PER LA SPEDIZIONE.

Un bel regalo, per esempio, in vista del prossimo Natale…

 

GENTE DI LAGO verrà presentato a Verbania c/o il salone della “Società Operaia” di Via De Bonis ad Intra GIOVEDI’ 28 NOVEMBRE (e non venerdì 29 come preannunciato) alle ore 20.45 , presenti gli autori
 

Berlino: QUELLA SPERANZA APPASSITA

Ricordo bene quella sera di 30 anni fa quando cadeva il muro di Berlino.

Lasciatemi correre con il pensiero a quelle immagini e a quelle speranze, a quei giorni dove l’Europa usciva da un incubo durato 45 anni con il comunismo che l’aveva tagliata a metà.

Le immagini della TV dimostravano come “avevamo vinto”. Sì, perché allora la sinistra - più ottusa che mai - era in gran parte sovietico-dipendente e mai aveva ammesso la verità, ovvero che l’Europa dell’Est era un’enorme caserma obbligata a sottostare alla cortina di ferro.

La gente che si abbracciava e correva all’Ovest dimostrava che avevamo avuto ragione, che la libertà era “di qua” e che aveva avuto un senso – per esempio – la mia protesta personale contro i carri armati russi per le vie di Praga, quando la polizia mi aveva fermato per la prima volta doverosamente da allora “schedandomi” come sovversivo.

30 anni fa…Erano i giorni in cui il concetto di Europa ritornava e riempire i cuori perché i confini erano gabbie che sembravano insuperabili ed invece venivano abbattuti.

Cosa ci è rimasto di quelle immagini? Una Unione Europea che allora sembrava impossibile ed invece si è consolidata in poco più di un decennio, salvo appassire subito dopo, ferita dalla burocrazia, i vincoli, gli obblighi di Bruxelles come i nostri sogni, le nostre speranze, in fondo anche la nostra giovinezza.

 

MASSIMO GIORDANO: COSA RESTA DOPO LA SENTENZA

Il fatto giudiziario può ridursi in poche righe. Il Tribunale di Novara - dopo tre anni di dibattimento - ha assoluto con formula piena “perché il fatto non sussiste” l’ex giovanissimo sindaco di Novraa e poi assessore regionale avv. Massimo Giordano e con lui tutti gli altri 11 imputati di una lunga serie di reati tra i quali corruzione e concussione per i quali la pubblica accusa aveva chiesto oltre cinque anni di reclusione.

I giudici hanno espresso una sentenza assolutoria ma – concretamente – per via giudiziaria è stata comunque stroncata la carriera del più promettente leader leghista piemontese, distrutta la sua famiglia, di fatto di molto ridotta la sua attività professionale.

Molte persone non necessariamente vicino alla Lega si chiedono chi mai restituirà ora a Massimo Giordano le occasion politiche  e professionali sfumate, l’ansia e l’angoscia di tutti questi anni, la credibilità personale che in una città di provincia è tutto.

Giordano - durante il dibattimento – ha perso il padre e poi la giovane moglie Simona e si può immaginare il peso che ha avuto per lui portare avanti questo processo.

 

E’ nel ruolo istituzionale della pubblica accusa procedere nelle inchieste, ma - quando una assoluzione piena segue ad un dibattito così lungo ed approfondito - viene pur da chiedersi perché si sia insistito così tanto e come venga ora rimborsato, a parte la gioia della sentenza, il   cittadino   che   ha   comunque   e   ingiustamente   sofferto tutti  i   danni derivati da un’ inchiesta finita nel nulla.  

Credo che un successo accusatorio   debba   in   qualche   modo   premiare   l’inquirente scrupoloso, ma   che  quindi  dovrebbe  esserci   qualche  forma  di risarcimento all’imputato e corresponsabilità degli inquirenti quando si arriva ad un risultato opposto, anche perché – soprattutto se di   mezzo   ci   sono   esponenti   politici   –   è   palese   il   rischio   della strumentalizzazione.

 

L’IPOCRISIA DI PLASTICA

I lettori de “IL PUNTO” non potranno dire che non l’avessi scritto con largo anticipo. La manovra economica di quest’anno è e resta una manovra sostanzialmente di rinvio e di attesa, rimandando l’aumento dell’IVA ma aumentando il deficit.

Il resto sono spiccioli che contano pochissimo, non risolvono problemi ma – per  contro – non creano grandi disastri, Eppure anche su queste questioni marginali tutti corrono a metterci la bandierina quando - se ci fosse una vera prospettiva di governo – i dissidi dovrebbero al massimo essere sui grandi temi, non sulle sciocchezze.

La “tassa sulla plastica” è un esempio. Che il mondo sia invaso dal peraltro indispensabile uso delle materie plastiche è vero, ma la demagogia è sovrana. All’estero – soprattutto nei paesi più poveri – si usa largamente plastica “cattiva” e non biodegradabile (spesso prodotta proprio nei nostri paesi dove è vietata) ma non si fa nulla per incentivare a livello planetario il cambiamento, anzi.

Mari pieni di plastica e microplastiche, bottiglie abbandonate a milioni, rifiuti galleggianti che creano la morte di pesci ed habitat; nessun organismo sovranazionale

ha imposto regole di utilizzo e di recupero. Penso a quanti posti di lavoro e a quali vantaggi collettivi si arriverebbe incentivando la raccolta della plastica abbandonata nel mondo, pagando chi la recupera e la deposita in centri di raccolta organizzati per il suo riciclo e smaltimento. L’Italia vuol fare qualcosa di buono nel mondo, tangibile

e visibile? Finanzi e promuova nel terzo mondo piani come questo, aiutando l’ambiente, finanziando gente senza lavoro, con un recupero energetico certo. Ma avete mai visitato un villaggio africano o una bidonville per vedere quanti cumuli di plastica sono sparsi in giro, abbandonati e spostati dal vento?

Intanto la pubblicità si è impadronita del fenomeno così ora vedete spot su “Eco” dappertutto con scritte perfino sulla bottiglia (di plastica) dell’acqua minerale con l’etichetta che parla di “acqua ecologica” senza pensare al contenitore.

In molte parti del mondo per evitare di consumare plastica le bevande non sono più vendute a bottiglia, ma acquistate da contenitori comuni e conservate in dispenser personali, “bottigliette” (spesso termiche) riutilizzabili. In Italia neppure se ne parla e

allora - se questa manovra doveva ridurre la plastica - forse dovrebbe innanzitutto 

puntare almeno a far conoscere queste novità tecnologiche.

 

VERBANIA: ASSEMBLEA PER L'OSPEDALE

Domani pomeriggio (sabato  16 novembre) si terrà al palazzetto dello sport di Verbania un consiglio comunale aperto sul problema della riorganizzazione sanitaria del VCO,

Ho già spiegato ai miei lettori come la penso in argomento e ognuno è libero di condividere o meno, ma tutti hanno un obbligo morale: non disinteressarsi di questa questione. 

Molte delle scelte regionali sono sempre venute per un sostanziale disinteresse del Cusio e del Verbano alle vicende sanitarie della nostra provincia, ma questa si è sempre dimostrata una strada sbagliata perchè solo coinvolgendo tutti in queste vicende i problemi possono essere gestiti al meglio e anche la Regione - alla fine - dovrà arrivare a decisioni più partecipare.

Non serve dividere il territorio nè difendere ad oltranza il proprio campanile ma approfondire la situazione, conoscerla a fondo, darsi tempi e programmi logici e sostenibili. Essere cittadini informati ed attivi credo sia un impegno e un dovere di tutti,

 

 

Un saluto e buona settimana a tutti                                   Marco Zacchera